Articolo
03 apr 2018

Al via la stagione crocieristica al porto di Catania: domani il ritorno di Costa Crociere

di Mobilita Catania

La stagione crocieristica al porto di Catania sarà inaugurata domani dall'approdo della nave Costa Fascinosa, che segnerà anche il ritorno di Costa Crociere dopo un'assenza durata alcuni anni. Sarà un'annata positiva per lo scalo etneo, come attestano i dati forniti da Catania Cruise Terminal. Al porto di Catania ci saranno 75 approdi con 131.656 croceristi, in aumento rispetto allo scorso anno quando gli approdi furono 53 e i passeggeri 87 mila. La stagione si chiuderà l’8 dicembre e sarà la Saga Saphire della Saga Shipping LTD con mille passeggeri. Il mese con più passeggeri sarà maggio (33.471 pax), mentre il mese con più approdi sarà novembre (17). Il 5 ottobre avremo tre approdi contemporaneamente con 6.638 passeggeri. Ci saranno infatti la Celebrity Constellation (2.038 pax), la Mein Schiff 5 (2.500 pax) e la Aida Stella (2.100 pax). Diverse saranno le compagnie crocieristiche che approderanno al porto di Catania, tra cui le navi di Compagnie del segmento luxury come Club Med che farà à tappa a Catania ad agosto con la Club Med II, la Croisieurope, la Variety Cruises e la Voyages to Antibquiy, quelle del gruppo Royal Carribean e il ritorno di Pullmantur, Aida e WindStar. La nave più grande che approderà al porto di Catania sarà proprio la Costa Fascinosa con 3800 passeggeri che farà ben 15 “toccate“. Ti potrebbe interessare: Porto di Catania: storia e sviluppi futuri  

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
29 gen 2018

Catania nella rotta delle grandi navi da crociera. Costa Crociere ritorna al porto di Catania.

di Mobilita Catania

Dopo la flessione del 2017, il porto di Catania torna nelle rotte delle grandi compagnie: saranno 69 gli approdi tra cui il tanto atteso ritorno di Costa Crociere. Per quest'anno è in programma l'arrivo a Catania di 69 navi da crociera, per un totale di oltre 130.000 passeggeri, quasi il doppio del 2017. Inoltre tornerà Costa Crociere - che sarà presente anche nel 2019 - con 20 'toccate nave' con le quali sarà nuovamente possibile iniziare la vacanza partendo dal porto etneo. Arriveranno, tra le altre, le navi di Compagnie del segmento luxury come Club Med che farà à tappa a Catania ad agosto con la Club Med II, la Croisieurope, la Variety Cruises e la Voyages to Antibquiy, quelle del gruppo Royal Carribean e il ritorno di Pullmantur, Aida e WindStar. Le novità sono state rese note dal dirigente area e comunicazione dell'ex Autorità Portuale di Catania, avv.Roberto Nanfitò, che ha sottolineato come il ritorno di Costa Crociere sia "frutto di proficui incontri con i vertici della compagnia, ai quali hanno preso parte il sindaco Enzo Bianco, il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale Andrea Annunziata, lo stesso Nanfitòtra e Antonio Di Monte, general manager di Catania Cruise Port, che da poco più di un anno è entrata a far parte del grande network di Global Port Holding, il più importante operatore indipendente di terminal crocieristici al mondo. "Dall'arrivo di Global port ed il consolidamento dei rapporti con l'Adsp del Mare di Sicilia Orientale - ha detto Nanfitò - grande lavoro è stato fatto congiuntamente anche sul fronte locale con lo sviluppo di intensi e proficui rapporti di collaborazione con le Autorità, le istituzioni, gli enti e le realtà imprenditoriali coinvolte nella filiera con l'obiettivo di candidare lo scalo etneo come Home port (porto di inizio e fine crociera) per le compagnie armatrici i navi di medie dimensioni (1.500 - 2000 passeggeri). Nanfitò ha infine annunciato che la stazione marittima di Catania sarà a breve attrezzata con un defibrillatore pubblico di ultima generazione (Dae) divenendo così il primo termina crociera cardioprotetto della Sicilia". Ti potrebbe interessare: Porto | storia e sviluppi futuri

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
23 gen 2018

PROGETTO | Scopriamo il nuovo percorso urbano del passante ferroviario di Catania

di Mobilita Catania

Il recente bando per il concorso di idee per il rapporto tra la città di Catania e il suo mare, che comprende l'area del porto, deve basarsi sullo stato di fatto della città e sugli interventi sul territorio già ufficialmente previsti o in itinere, per poter tradursi in futuro, questo è l'auspicio, in una solida base dalla quale partire per concreti azioni di rigenerazione urbanistica. Uno degli aspetti imprescindibili di cui dovrà tener conto, quindi, è senza alcun dubbio la presenza della linea ferroviaria statale che, com'è noto, corre lungo la costa della città e che, proprio per questo e già dal XIX secolo, crea una barriera tra il centro della città e il mare. Ad oggi non è ancora stato reso noto, però, quale sia il nuovo tracciato ferroviario completo da realizzarsi nell'ambito del "Nodo Catania" delle Ferrovie dello Stato, poiché l'ultima proposta ufficiale di Rfi fu rigettata dalla Città di Catania quasi cinque anni fa per le ragioni che si ricordano più avanti. Mobilita Catania svela in anteprima il nuovo progetto preliminare di Rfi per il passante ferroviario etneo, nella sua parte di tracciato di nuova concezione, ovvero quella dalla stazione di Catania Centrale a Catania Acquicella. Prima, però, un sintetico riepilogo dell'evoluzione del progetto nell'ultimo decennio. A proposito del già citato problema dell'allontanamento della città dal mare a causa della cintura ferroviaria in pieno centro, bisogna ricordare che con l'ormai penultimo progetto ufficiale di creazione di un passante ferroviario ad uso metropolitano con nuove fermate urbane, Rfi avviava un parziale tentativo di porre rimedio a questa situazione, prevedendo l'interramento del fascio di binari lungo la scogliera del Caito nonché della stazione centrale, ma manteneva il vecchio tracciato dal Passiatore in poi, verso sud, vincolando quindi gli Archi della Marina (struttura che per metà risale all'Ottocento) ad un uso ferroviario nel lungo termine. Un progetto che, in quest'area, sarebbe stato molto invasivo dal punto di vista urbanistico e architettonico, poiché era prevista una stazione proprio sugli Archi (Duomo-Castello Ursino), all'altezza della Villa Pacini, che oltre a "stressare" la struttura del viadotto insieme con un più frequente passaggio di treni (ed è facile immaginare successivi interventi di sostegno, esterni ed invasivi), avrebbe comportato anche un'imponente intervento per limitare l'impatto acustico che si sarebbe tradotto in una visivamente poco sostenibile doppia barriera sugli Archi, proprio a due passi dalle Mura di Carlo V, dal transetto normanno della cattedrale e dalla sua cupola barocca. Inoltre, il raddoppio da effettuarsi lungo lo stesso percorso dal bivio Zurrìa ad Acquicella avrebbe significato anche raddoppiare la trincea ferroviaria nella zona delle Terme dell'Indirizzo, aumentando quindi la cesura esistente nel tessuto urbano, e imponendo anche la demolizione di diversi edifici del tardo Settecento e dell'Ottocento nella zona del Castello Ursino. Un sacrificio enorme in nome della mobilità, e infatti la Città di Catania, mettendo per una volta d'accordo tutti gli schieramenti politici e le associazioni civiche, si oppose in modo deciso, rifiutando non tanto, ovviamente, il concetto di passante ferroviario urbano, di indubbia utilità, quanto il modo di realizzarlo. Nel 2013, così, Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) rinunciò formalmente al progetto già avviato, nell'area a sud della stazione centrale, promettendo di avviare un nuovo iter progettuale che tenesse conto delle istanze della città. Istanze, oltretutto, che il Comune di Catania tradusse in una nuova proposta progettuale, realizzata dai tecnici dell'Università degli Studi di Catania con il PRG La Greca del 2012, e che ha rappresentato per Rfi la nuova base su cui partire. Il nuovo percorso scelto da Rfi per attraversare il cuore della città, come vedremo, si avvicina a quello proposto a livello locale, seppur con alcune importanti differenze. Tra i più rilevanti punti in comune, c'è la rinuncia all'impiego degli Archi della Marina, che verrebbero così liberati e destinati a ospitare un percorso ciclo-pedonale. Inoltre, tutto il percorso sino ad Acquicella è interrato, con la realizzazione di un tunnel che poi si trasforma, dalla nuova fermata Porto, in una doppia canna, sfruttando parzialmente la galleria già esistente.   Ecco tutte le nuove stazioni e fermate previste nella tratta, in dettaglio, da nord verso sud: STAZIONE CATANIA CENTRALE L’intervento prevede la realizzazione di una stazione interrata in corrispondenza dall'attuale in superficie, con quattro binari, di cui due di precedenza, e marciapiedi di 400. Un binario sarà di collegamento con il porto.   È inoltre previsto il collegamento ipogeo tra la nuova stazione sotterranea e la stazione "Giovanni XXIII" della metropolitana di Catania. Gli attuali impianti merci e di manutenzione della stazione verranno riallocati presso il nuovo polo manutentivo e intermodale di Bicocca, liberando così ampie zone nell’ambito dell’area urbana costiera di Catania. FERMATA CATANIA PORTO Sotterranea, sorgerà nei pressi di piazza Paolo Borsellino potendo quindi servire agevolmente sia la zona del Duomo che quella portuale, assumendo così una rilevanza strategica nella mobilità urbana. Comporterà la demolizione dell'attuale edificio degli alloggi della Capitaneria di Porto, all'interno del sedime portuale.   FERMATA CATANIA URSINO A nord dell'omonimo maniero sorgerà la fermata di Catania Ursino, simile a quella in corso di ultimazione di Picanello in quanto in un tratto nel quale i binari si snoderanno su canne separate.   FERMATA CATANIA ACQUICELLA Il nuovo progetto prevede una rimodulazione della stazione Acquicella che diventa una fermata passante È situata nei pressi del Cimitero monumentale di Catania, dal quale è separata da via Zia Lisa, uno degli assi di ingresso della città da sud-ovest.   Con il completamento di tutte le opere previste, l’intera linea urbana del passante ferroviario avrà quest’assetto, da nord verso sud, potendo fungere da linea metropolitana: Cannizzaro Catania Ognina Catania Picanello Catania Europa Catania Centrale Catania Porto Catania Ursino Catania Acquicella Catania Fontanarossa Bicocca Di questo percorso è stato già completato il raddoppio Catania Centrale - Catania Ognina, inaugurato il 24 luglio 2017, ed è operativo il tratto di passante Cannizzaro-Catania Centrale, sebbene non sia ancora stata aperta, ma è in via di ultimazione, la stazione di Catania Picanello. Per la tratta nuova tratta Catania Centrale - Catania Acquicella, sono in corso i sondaggi geognostici necessari per poter procedere alla progettazione definitiva. Stando a quanto ad oggi previsto, i lavori futuri consisteranno, quindi, nell'interramento della stazione centrale, nella realizzazione delle nuove fermate Catania Duomo-Porto e Catania Ursino e nella rimodulazione della stazione di Catania Acquicella che sarà convertita in una fermata in trincea. Tutto, naturalmente, inserito nel nuovo percorso da realizzare. Ti potrebbero interessare: Passante ferroviario di Catania: scheda dell'opera FOTO | Le nuove fermate di Catania Ognina e Catania Europa Fontanarossa, una nuova fermata ferroviaria provvisoria per il 2020  

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
19 gen 2018

Un bando internazionale di idee per ripensare il porto di Catania e il rapporto con la Città

di Amedeo Paladino

Un bando internazionale di idee per il waterfront di Catania e ripensare il rapporto del porto con la Città: sarà a breve pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea (GUCE) e nella  Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana (GURS). Il porto di Catania ha un rapporto con la Città molto forte ed al contempo molto contraddittorio: infatti pur essendo adiacente al centro storico e monumentale della città, è da questa diviso da tre barriere di diversa natura ma di identico effetto, quello di separare l’ambito urbano da quello portuale: la circonvallazione orientale (o a mare) di Catania, che è una delle grandi arterie cittadine, percorsa da un consistente numero di autoveicoli tutti i giorni e a tutte le ore e la linea ferroviaria Catania-Siracusa che corre sopra gli Archi della Marina. Il Comune di Catania e l'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale hanno dunque condiviso la necessità di dotarsi di uno strumento di pianificazione di massima che identifichi le principali componenti urbanistiche, paesaggistiche, architettoniche e funzionali dell'area che va da Piazza Europa sino alla zona sud del faro Biscari, passando per piazza dei martiri e la Cementeria. In tale ampia fascia, infatti, ricadono i principali nodi e punti di contatto fra la rete ferroviaria esistente ed il Porto con la città. Nodi con problematiche stratificatesi nel tempo che, nell'inesorabile palinsesto storico, oggi rappresentano alcune delle criticità più importanti della città in ordine al sistema della viabilità, dei luoghi centrali e della residenza. L'area di integrazione porto/città, costituita dalla zona fra piazza dei Martiri sino al faro Biscari/Cementeria, rappresenta un "disordine" urbano discontinuo: aree industriali dismesse, aree residenziali degradate, vuoti pubblici, infrastrutture ferrate di tipo territoriale, ingressi della città metropolitana, area di testata ai luoghi della villeggiatura e del "mare", aree con grandi contenitori pubblici vuoti, hanno la necessità di essere coerentemente "messe a sistema" con i criteri di una disciplina pianificatoria che non sia rivolta soltanto alla esigenza strettamente urbana, bensì alla dimensione metropolitana e di grande scala. Il concorso internazionale di idee ha dunque lo scopo di individuare la soluzione metodologica più appropriata per la rigenerazione urbanistica dell'area, attraverso un Masterplan, secondo le necessità indicate dal bando. Il livello esplicativo delle idee proposte sarà con contenuti disciplinari di tipo Architettonico ed Urbanistico, non rappresenterà alcun livello di progettazione così come definito delle vigenti norme. La definizione del livello di progettazione "Masterplan" non ha alcuna codifica normativa in seno alle leggi sugli appalti, ritrova invece riscontro sulla urbanistica applicata (non sulla legge urbanistica siciliana) per la definizione di un tipo di pianificazione programmatica. Il Masterplan dovrà fornire le indicazioni metodologiche delle regole urbane ed architettoniche per la riqualificazione degli spazi, ponendo come principio invariante l'importante ruolo che riveste l'area nel rispetto dei caratteri intrinseci dei valori storico, artistico e culturale. La proposta progettuale dovrà individuare soluzioni relative a definire: le relazioni urbane, territoriali e paesaggistiche, tra i sistemi urbani, portuale e territoriali dell'area ed il contesto circostante, anche nella specifica caratterizzazione di "città metropolitana"; l'assetto funzionale e della mobilità veicolare, ciclabile e pedonale, e degli spazi di sosta; l'idea pregnante sulla individuazione della idea di stazione marittima della città di Catania, intesa quale simbolo e segno di riconoscimento dell'intero territorio; l'assetto e le diverse caratterizzazioni dello spazio pubblico; l'eco-sostenibilità dell'intervento complessivo; le interazioni con le tecniche della smart-city e smart-connect; una sintetica fattibilità economico-finanziaria degli interventi. L'area oggetto di intervento, interessata dal concorso di idee, è situata lungo la costa est della città di Catania e in gran parte adiacente al centro storico e monumentale della città e al sedime portuale. Si tratta di una zona perimetrale e comprende piazza Europa, viale Africa, via D'Amico, piazza Giovanni XXIII, via VI Aprile, piazza dei Martiri, via Dusmet, via Cristoforo Colombo, via Plebiscito, via Grimaldi, via Gramignani, via Plaia, via Siracusa, via Vivaio, via dello Strettoio, via Domenico tempio, via Acquicella porto, viale Kennedy, molo di mezzogiorno, nonché tutte le aree del sedime portuale ricomprese in tale fascia. Il territorio interessato viene suddiviso in tre ambiti con specifiche caratteristiche che li contraddistinguono rispettivamente: l'area che va da piazza Europa a piazza dei Martiri; area che va da piazza dei Martiri al "Faro" (via Domenico Tempio), ricomprese le aree portuali del porto vecchio e del porto nuovo e l'ambito della stazione marittima (sporgente centrale) e della club house; area del cementificio e zone limitrofe al quartiere Angeli Custodi, compresa l'area dello svincolo del Faro con le infrastrutture territoriali esistenti. Per quanto riguarda la procedura di gara, la preselezione consiste nella scelta, tra i partecipanti, dei migliori 7 (sette) curricula dei gruppi di progettazione e nell'individuazione del miglior approccio metodologico-disciplinare presentato in sede di gara nella fase di preselezione. La selezione consiste nella presentazione di una "idea metodologica", architettonico-urbanistico (masterplan) da parte dei 7 concorrenti preselezionati ed è finalizzata a individuare i migliori indirizzi metodologici, disciplinari, di tipo urbanistico ed architettonico, necessari alla SA per affinare successivamente (fuori dai tempi e modalità del bando) la migliore proposta progettuale per la città. I Premi: 100 mila euro al progetto classificato primo, 20 mila al secondo e 10 mila al terzo. Si prevede che i lavori si chiuderanno entro il 2 marzo 2018 Il bando in versione integrale e tutta la documentazione a corredo della procedura concorsuale, saranno pubblicati sul sito del Comune di Catania al seguente link: http://www.comune.catania.it/amministrazionetrasparente; sul sito dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale al seguente link: http://www.porto.catania.it/servizi/bandi-di-gara. Il bando sarà inoltre inviato tramite posta elettronica certificate (PEC) a: Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori; Consiglio Nazionale degli Ingegneri; Consiglio Nazionale dei Geometri. L'estratto del bando ai sensi dell'art. 29 del DLgs 50/2016 s.m.i. sarà inviato per la pubblicazione su: Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea (GUCE); Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana (GURS); un quotidiano di rilievo nazionale. Le dichiarazioni. "La sollecitazione - ha detto ancora il sindaco Bianco - ci è giunta dagli ordini professionali che ci hanno ricordato come a Catania fosse ormai tanto tempo che non si facevano più concorsi di idee. Credo, inoltre, che bandi di questa importanza e di questo livello siano mai stati fatti nella nostra realtà. Abbiamo parlato con il Presidente dell'Autorià Portuale e con la Capitaneria di Porto, con i quali il progetto va condiviso, ed oggi presentiamo l'idea di un concorso internazionale per la realizzazione del nuovo waterfront di Catania con il massimo di pubblicità possibile. Un'opera che avrà un valore storico per Catania". "L'amministrazione comunale e l'Autorità Portuale - ha aggiunto l'assessore di Salvo - hanno avviato un dialogo intenso dal punto di vista urbanistico per quel che riguarda le aree attinenti al porto e quelle limitrofe. Un'attenzione particolare a queste zone strategiche della città che, in funzione della vicinanza del Porto e del mare, diventano oggetto di un'importante azione di recupero". "Siamo arrivati al punto da poter lanciare l'idea di un waterfront moderna, sicura, al passo con i tempi - ha detto presidente dell'Autorità di sistema portuale della Sicilia orientale Andrea Annunziata - di una delle più belle marine d'Italia. Con l'intervento sulla 'mantellata' non solo mettiamo in sicurezza il porto ma consentiremo a catanesi e visitatori la possibilità di usufruire di una passeggiata a amare di circa un chilometro e mezzo che poche città al mondo posso vantare. Nel contempo creeremo un molo adeguato all'ormeggio dei mega yatch in modo da potere dare accoglienza ad un turismo dalle alte possibilità economiche". "Consideriamo positivamente il bando - ha dichiarato il segretario della Cisl catanese, Maurizio Attanasio - e apprezziamo lo sforzo dell'amministrazione comunale, sindaco e assessori in testa, per rimodellare una delle più importanti città metropolitane del sud con nuove infrastrutture che siano efficienti ma che, soprattutto, siano motivo di forte coesione territoriale e sociale". "Riteniamo molto importante - dicono Giacomo Rota, Giovanni Pistorio e Alessandro Grasso di Cgil, Fillea e Filt - che ci sia questo tipo di approccio da parte dell'amministrazione comunale che di fatto lancia un invito a livello internazionale di occuparsi del nostro waterfront, uno dei più belli della sicilia, finora poco valorizzato. Complimenti al sindaco Bianco e all'assessore Di Salvo anche per avere sempre messo in atto un'adeguata concertazione". Ti potrebbe interessare: Porto di Catania: scheda dell'opera Foto di copertina: Álvaro Moreno Gómez/Flicker  

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
04 ago 2017

Metropolitana di Catania: progressi eccellenti, ma molti aspetti da migliorare

di Andrea Tartaglia

La metropolitana di Catania è in servizio da ben diciotto anni, ossia dall'ormai lontano 11 luglio del 1999, quando entrò in esercizio la tratta Borgo-Porto: 6 stazioni, di cui due in superficie, per appena 3,8 km di linea. Ma solo da qualche mese la metropolitana è entrata nel cuore (e nelle abitudini) di tanti catanesi. Non è un caso: a dicembre 2016, grazie a due nuovi km sotterranei, la metro ha raggiunto il cuore della città con la nuova stazione Stesicoro in Corso Sicilia, passando per Giovanni XXIII, di fronte la stazione centrale FS, mentre dallo scorso marzo raggiunge anche due nuove stazioni poste sotto la circonvallazione che servono due dei quartieri periferici settentrionali, cioè Nesima e San Nullo, passando per le nuove stazioni di Milo (viale Alexander Fleming, pressi via Milo) e di Cibali (tra via Bergamo e via Galermo), sebbene quest'ultima non sia stata ancora aperta per via di problemi sia di natura tecnica che economica. Attualmente sono 7 i chilometri di linea in esercizio, con 9 stazioni, tali da aver portato la metropolitana all'eccezionale incremento del numero di utenti del 323% nel primo semestre 2017, rispetto allo stesso periodo del 2016, con 1.320.000 passeggeri in sei mesi (e solamente negli ultimi tre mesi con la linea estesa sino a Nesima). E potenzialmente i chilometri sono 8,8, considerando la diramazione Galatea-Porto, chiusa da dicembre, e le stazioni 11, nell'attesa della riapertura del capolinea Porto e dell'apertura della stazione di Cibali. Queste considerazioni iniziali sono il primo segnale di come il servizio possa migliorare prima ancora dell'apertura di altri 1,7 km di linea, prevista per la metà dell'anno prossimo con le nuove stazioni di viale Felice Fontana (Ospedale Garibaldi nuovo) e di Monte Po, per la quale i lavori procedono a gonfie vele e proprio pochi giorni fa è stato abbattuto il primo dei tre diaframmi previsti lungo la realizzazione del tunnel. Ma se l'apertura della stazione di Cibali e la riapertura del capolinea del porto, che insieme consentirebbero di portare ulteriore utenza da e per due zone rimaste scoperte rispettivamente ad alta densità abitativa e di servizi nel territorio, comportano interventi di carattere tecnico non indifferente, ci sono molti altri aspetti che caratterizzano la linea metropolitana che possono e devono essere migliorati: alcuni possono essere risolti nel breve termine, altri necessitano di più tempo. In alcuni casi non si tratta di interventi tali da incidere sulla efficacia del servizio, ma sul confort e sulla qualità. Vediamo, nel dettaglio, di che si tratta, partendo da quegli aspetti migliorabili nel breve termine: alcuni riguardano la facilità di accesso all’infrastruttura. A differenza di quelle aperte nel 1999, infatti, le nuove stazioni sono dotate solo parzialmente dei corrimani, che sono del tutto assenti lungo le rampe che dalla quota stradale portano al piano mezzanino. E se, per il momento, non è possibile utilizzare in discesa i nuovi ascensori che conducono direttamente al piano binari, se non rivolgendosi agli operatori di stazione, giacché per il momento manca un sistema fisso di controllo di accesso, presso la stazione Giovanni XXIII sarebbe invece sempre possibile farne uso, anche dalla quota stradale, poiché, a differenza delle altre stazioni, qui l’ascensore in superficie conduce solo al piano mezzanino, prima dei varchi di ingresso, e quindi non sarebbe necessario doversi rivolgere all’operatore di stazione. A proposito della stazione Giovanni XXIII: pur essendo la più grande e tra le più frequentate, questa stazione è l’unica dove sono ancora inopinatamente assenti i cestini portarifiuti. Cambiando argomento, va evidenziato che purtroppo Catania è l’unica città d’Italia dotata di metropolitana a non averla indicata su Google Maps. Le altre città “metro-munite” (Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Bari e Brescia, dunque includendo anche metropolitane leggere e ferrovie metropolitane), riportano tutte, su tale applicazione, il posizionamento sul territorio urbano delle stazioni della metropolitana, identificate con apposite iconcine, immediatamente riconoscibili, recanti una ‘M’ bianca su fondo rosso. Google Maps è ormai utilizzatissima da cittadini e turisti in tutto il mondo e non indicare la presenza della metro, per molti, equivale a non conoscere l'esistenza della metropolitana a Catania. In questi casi è la stessa azienda di trasporto, nella fattispecie la Ferrovia CircumEtnea, a dover segnalare a Google Maps la loro ubicazione affinché vengano opportunamente riportate sulle mappe. Teoricamente, dovrebbe essere un processo abbastanza facile e appare quanto mai strano che, ancora oggi, questa lacuna non sia stata colmata. Su Google Maps, intanto, sono segnate alcune stazioni mediante inserzione degli utenti, ma essendo classificate come luoghi, la loro denominazione varia e comunque non appaiono a ogni livello di mappa, né sono facilmente individuabili e riconoscibili per la loro funzione, a differenza della segnalazione “ufficiale”. A proposito di segnali di riconoscimento: le tipiche insegne luminose rettangolari, su pali, con la 'M' bianca su fondo rosso, poste all’ingresso degli accessi, sono quasi tutte non funzionanti lungo la vecchia tratta Borgo-Galatea, rendendo così meno evidente la localizzazione degli accessi nelle ore serali (e, in inverno, anche pomeridiane). Andrebbero ripristinate. C’è da dire che pure le insegne delle nuove stazioni, talvolta, appaiono spente. Scendendo al piano binari, solo 5 delle 9 stazioni ad oggi in funzione sono dotate di display per informazioni all’utenza. Nell’attesa che tali dispositivi siano collocati in tutte le stazioni, è comunque opportuno che quelli già installati assolvano la loro principale funzione, ovvero indicare i tempi di attesa alle fermate. Attualmente indicano solo la frequenza: dato poco utile per l’utente che giunge in stazione e non sa da quanto tempo è passata la corsa precedente. Analogamente, salendo a bordo del treno, salta all'occhio il mancato utilizzo dei display e dei segnali di cui sono dotate le carrozze. Attualmente, i display di tutti i treni sono tenuti spenti, invece di indicare la successione delle fermate, mentre i segnali indicanti il lato di apertura porte, pur presenti, non sono stati mai impiegati. Non solo: ancora manca l’annuncio vocale di fermata all’interno del treno, tipico di tutte le metropolitane. Un accorgimento utilissimo per l’utenza e indispensabile per gli ipovedenti. Per concludere circa gli aspetti che, sulla carta, potrebbero essere risolti in un breve lasso di tempo, una piccola segnalazione che, però, è meramente estetica: la nuova fontana realizzata in superficie sopra la stazione di piazza Papa Giovanni XXIII non è in funzione. Perché? Si tratta di un gradevole elemento di decoro urbano che non ha senso non mantenere in uso. Ma veniamo ad altri aspetti della metropolitana cittadina che, però, necessitano di un maggiore margine di tempo per essere portati a compimento: Già detto della cruciale importanza dell'apertura della nuova stazione di Cibali, per la quale i lavori sono timidamente ripresi, e della riapertura della stazione Porto, sulla quale la Fce non ha rilasciato dichiarazioni nelle ultime settimane, l'infrastruttura necessita di altri importanti interventi minori, specialmente lungo la "vecchia" tratta Borgo-Galatea. Qui, infatti, urge provvedere alla riparazione di molte scale mobili guaste, nonché alla messa in esercizio degli ascensori: circa quest'ultimo aspetto, quantomeno, dovrebbero essere in corso le procedure di appalto per il ripristino. Come già accennato, è necessario procedere al più presto all'installazione dei varchi di ingresso anche al piano binari laddove esistono ascensori che dalla quota stradale conducono direttamente al piano binari (ossia nella maggior parte delle stazioni), al fine di poterne consentire l'uso anche in discesa senza rivolgersi agli operatori di stazione che, solitamente, stazionano al piano mezzanino: questo significa che un genitore con passeggino al seguito non può far nulla, ad esempio, poiché non può certo scendere al piano mezzanino per rivolgersi agli operatori e lasciare il passeggino in strada. Una soluzione tampone potrebbe essere rappresentata dall'installazione di videocitofoni presso gli ascensori collegati con le postazioni degli operatori di stazione, ma non tutte le stazioni sono dotate di presidio fisso (ad esempio, le quattro stazioni interrate della tratta Borgo-Galatea). Ancora, è incessante e quotidiana la richiesta, che perviene anche a noi di Mobilita Catania, dell'estensione dell'orario di servizio che dovrebbe coinvolgere anche le prime ore notturne, specialmente nel fine settimana, nonché le domeniche e i giorni festivi quando, invece, con disappunto di molti potenziali utenti, la metropolitana rimane disdicevolmente chiusa, rappresentando una grave anomalia rispetto a ogni servizio di trasporto pubblico locale che si rispetti in una grande città. Parimenti, la frequenza delle corse dovrebbe essere innalzata. Ad oggi la frequenza per entrambe le direzioni è di un treno ogni 10 minuti sino alle ore 15 e di un treno ogni quarto d'ora dalle 15 sino a termine esercizio. Si tratta di frequenze che tutto sommato, allo stato attuale, riescono ad assolvere la domanda. Ma con la prospettiva dell'imminente estensione della linea e anche per attrarre ulteriore utenza più (legittimamente) esigente, sarà nell'ordine delle cose garantire una maggiore frequenza delle corse, in linea con le caratteristiche tradizionali che questo mezzo di trasporto è in grado di offrire. Altra richiesta dell'utenza riguarda la ricettività delle reti telefoniche mobili in metropolitana. Al momento solo la rete Tim permette di utilizzare i telefoni cellulari anche nel tunnel della metropolitana. Venendo nuovamente al tema dell'accessibilità, una questione già nota riguarda la fruibilità della stazione Milo, che dispone di accesso solo dal lato settentrionale, orientato verso la cittadella universitaria (per la quale sarà presto attivo un apposito servizio di navetta bus di collegamento diretto). La parte più densamente abitata della zona, infatti, è a sud della stazione ma non esiste un collegamento diretto che permetta di evitare un lungo tragitto in salita agli utenti. Non sono pochi, infatti, specialmente quelli più anziani, che rinunciano a recarsi presso questa stazione per tale ragione. Un discorso simile si potrebbe fare per la stazione di San Nullo, che potenzialmente è anche nodo di scambio auto-metro se verrà realizzato il parcheggio omonimo, anche in questo caso a sud della stazione, che permetterebbe allo stesso tempo un più veloce accesso all'utenza della popolosa parte di quartiere posta all'interno della circonvallazione. Sempre traendo spunto dalle segnalazioni degli utenti, altro aspetto che migliorerebbe la qualità del servizio sarebbe costituito dalla possibilità di acquistare titoli di viaggio digitali, mediante apposite app. A proposito di titoli di viaggio, non si può non citare uno degli aspetti fondamentali per una buona rete di trasporto pubblico: ossia la possibilità di disporre di biglietti e di abbonamenti integrati tra le reti della metropolitana, degli autobus Amt e, ormai, anche del passante ferroviario di Trenitalia: una delle chiavi del successo del trasporto pubblico su quello privato, infatti, si gioca proprio sulla semplicità e sulla convenienza, aspetti sicuramente da affrontare prioritariamente. Un diverso aspetto di integrazione è fornito anche dalla combinazione bici+metro. Attualmente è possibile accedere alla metropolitana con la bicicletta, anche se con alcune limitazioni negli orari e nella quantità. Ma non si è pensato, fino ad adesso, a dotare tutte le stazioni di rastrelliere per biciclette in prossimità degli accessi in superficie: i ciclisti catanesi, in costante aumento, gradirebbero certo una soluzione comoda del genere. Infine, anche in questo caso si chiude con una nota che riguarda l'estetica (ma non solo): il piazzale della stazione Milo, adibito a parcheggio, dispone potenzialmente di numerose aiuole e piccole aree verdi. Ma attualmente alberi e verde sono presenti solo in minima parte, mentre potrebbero garantire una maggiore gradevolezza del luogo sia sotto il profilo estetico che ambientale, portando anche zone d'ombra. Sempre presso la stessa stazione, si rimane in attesa della realizzazione della copertura dell'accesso alla stazione metro, inizialmente prevista ma, per il momento, non realizzata. Come si è certamente potuto notare, a fronte di un servizio che già allo stato attuale rappresenta la migliore scelta in tema di trasporto pubblico nella città etnea, sono davvero numerosi gli aspetti che possono e devono essere migliorati, innalzando così la qualità del servizio offerto e mettendosi in linea con le altre, analoghe realtà europee. Alla Ferrovia CircumEtnea il compito di tradurre in realtà ciò che altrove è già la normalità. Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Scheda dell’opera Quale futuro per la metropolitana di Catania? Da Misterbianco a Fontanarossa entro il 2024 Metro, ecco dove saranno le stazioni della nuova tratta Stesicoro-Palestro Metro, tratta Misterbianco-Paternò: ecco dove sorgeranno le stazioni Viaggio nei cantieri metro | A breve completata la prima parte di galleria Nesima-Monte Po La metropolitana di Catania triplica gli utenti in attesa degli imminenti sviluppi della linea

Leggi tutto    Commenti 3
Articolo
30 giu 2017

Porto, aumenta del 20% il traffico merci tra Catania e Malta

di Roberto Lentini

Dati più che positivi per quanto riguarda il traffico merci in Sicilia e a Malta. A margine di un incontro con i trasportatori a Catania, il Consigliere delegato al Commerciale del Gruppo, Alessandro Onorato, ha tracciato la rotta in Sicilia parlando degli ottimi risultati che si stanno ottenendo nelle due Isole.“Il mercato si conferma positivo – ha spiegato Alessandro Onorato – molti operatori stanno crescendo grazie agli investimenti che abbiamo fatto e che continueremo a fare. Il nostro obiettivo è quello di incrementare ulteriormente il servizio offerto ai nostri clienti, andando sempre di più incontro alle loro esigenze, e il recente ingresso nel gruppo della nave Wedellsborg, con il conseguente incremento della capacità, ne è la dimostrazione evidente”.Per quanto riguarda il settore delle merci in Sicilia, i dati parlano di 150.000 metri lineari in più, un dato significante che conferma un aumento di oltre il 20% del traffico rispetto all'anno precedente, ai quali si devono aggiungere circa 20.000 metri lineari di traffico prodotto dalla nuova destinazione maltese.Dati più che incoraggianti, che confermano la bontà della politica di investimenti del Gruppo Onorato, che sta dando ottimi frutti anche in considerazione dell’indotto che con l’arrivo a Catania di Onorato Armatori si sta generando nella zona orientale della Sicilia.E non finisce qui, perché Tirrenia conferma il rafforzamento dei collegamenti tra Sicilia e Malta, volto a dare un ulteriore impulso ai traffici tra le due Isole   Ti potrebbe interessare: Il collegamento estivo RO-Pax Catania-Malta esordisce: INFO E PREZZI  

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
17 giu 2017

Porto aperto ai ciclisti: un incontro tra Comune, Capitaneria e Autorità Portuale per decidere sul da farsi

di Mobilita Catania

La comunicazione ufficiale del sindaco di Catania, Enzo Bianco, della riapertura al transito dei ciclisti della zona commerciale del porto, era stata salutata dai cittadini con favore. "Nel periodo estivo sarà possibile attraversare in bicicletta lo spazio del porto di Catania per raggiungere più facilmente dalla città i lidi della Plaia", recitava cosi la nota che annunciava l'apertura a partire dal 15 giugno. Eppure lo stesso giorno l'amara sorpresa per un gruppo di ciclisti che si è visto negare il transito attraverso la sbarra posta a "protezione" dell'area commerciale del porto di Catania. Lo stesso giorno il contrammiraglio Nunzio Martello, direttore marittimo della Sicilia orientale, intervistato da MeridioNews ha smentito di fatto la comunicazione ufficiale del Comune di Catania, sostenendo che nessun atto fosse stato ancora reso operativo, e che quella avanzata dall'Amministrazione fosse solo una richiesta da valutare. La viabilità e l'accesso al porto sono infatti disciplinati dalla Sezione Tecnica della Capitaneria di Porto, che deve valutare l'opportunità di ripristinare il transito che fino allo scorso autunno era possibile. In una nota il Comune di Catania ha annunciato  che lunedì prossimo, 19 giugno 2017, si terrà un incontro con la Capitaneria di Porto e l'Autorità Portuale sulla questione relativa al libero passaggio dei ciclisti dal Porto su precisa, pressante richiesta del Sindaco. L'ammiraglio Nunzio Martello ha infatti richiesto un approfondimento per definire le modalità di attraversamento in sicurezza dei ciclisti dell'area portuale.  

Leggi tutto    Commenti 0