Articolo
09 giu 2018

Il quartiere della Civita si ricollega al porto di Catania: approvato il progetto di riqualificazione

di Mobilita Catania

Il progetto per la riqualificazione degli spazi pubblici dell'area della Civita e il collegamento funzionale al Porto di Catania è stato approvato nell'ultima seduta di Giunta Comunale. Si tratta di un progetto nato da una partnership tra Comune di Catania, Città Metropolitana di Catania e Autorità di sistema Portuale del Mare della Sicilia Orientale fissate da una convenzione.   L'intervento prevede la riqualificazione di parte della viabilità e degli spazi pubblici del quartiere, di seguito elencati, nonché della parte di Porto a stretto contato con il centro storico, in stretta relazione con i suddetti ambiti. Il progetto prevede interventi nelle seguenti aree: Piazza Duca di Genova e parte di via Museo Biscari Via Porta di Ferro Aree del porto di Catania limitrofe al quartiere della Civita Porzione di via Cardinale Dusmet, tra la via Porta di Ferro e la via Graziella Gli spazi recuperati, in connessione fisica e visiva con le altre parti del quartiere, costituiranno un percorso storico artistico, adeguatamente segnalato, che potrà accompagnare turisti e residenti dall'area portuale a piazza Duomo. La riqualificazione si attuerà mediante il rifacimento della pavimentazione e l'inserimento di arredo urbano e di essenze vegetali, l'integrazione dell'impianto di pubblica illuminazione, la collocazione di segnaletica turistica. Nell'ambito portuale inoltre si prevede un'area da adibire a parcheggio e una pista ciclabile. Piazza Duca di Genova e via Museo Biscari Il progetto prevede la riqualificazione e pedonalizzazione della piazza, attualmente svilita da un uso a parcheggio a raso, e di parte della via Museo Biscari, con la rimozione di quanto esistente, l'eliminazione degli stalli di sosta e la realizzazione di un nuovo spazio pedonale, in parte pavimentato e in parte sistemato a verde, con la collocazione di alberature e siepi, di elementi di arredo e di nuova illuminazione. La nuova pavimentazione sarà realizzata con basole in pietra lavica formato 50x50, in parte bocciardata e in parte levigata, arricchite con tessiture diverse e inserti decorativi, in basalto, pietra di Comiso e porfido di diverse misure.   Via Porta di Ferro Il progetto prevede la ripavimentazione della strada e la sua pedonalizzazione  con la collocazione di quattro moduli, attrezzati con elementi di arredo, piante e illuminazione integrativa, distribuiti lungo lo sviluppo della strada e individuati da un diverso disegno della pavimentazione. Questo intervento, in particolare, lambisce due aree pedonali già esistenti ma non rispettate: quelle di piazza Mario Cutelli e di largo XVII Agosto. L'auspicio è che questo intervento, quindi, crei un continuum pedonale protetto e più efficace rispetto alle "isole" attuali, garantendo nel contempo la funzione di ingresso alla città per chi proviene dal porto. Via Porta di Ferro, infatti, sorge di fronte alla cinta portuale, perpendicolare ad essa, ed è in asse col magnificente prospetto del Convitto Cutelli. Qui sorgeva una delle antiche porte della città (da cui il nome), funzione che potrà riprendere a svolgere, naturalmente in chiave moderna e turistica.     Ambito portuale Il progetto prevede la ripavimentazione di parte del piazzale e la realizzazione di diversi moduli, attrezzati con elementi di arredo, piante e illuminazione integrativa, individuati da un diverso disegno della pavimentazione. Parte del piazzale sarà destinata a parcheggio per 160 posti auto e 53 stalli per motociclette, consentendo un'offerta doppia dell'attuale disponibilità di parcheggio. Quest'aspetto, in particolare, nell'ottica di un maggiore ordine nelle restanti parti del porto formalmente non adibite a parcheggio, ma che subiscono sosta selvaggia. È prevista anche la realizzazione di una pista ciclabile, che ci si augura in futuro possa collegarsi ad altre da realizzarsi anche all'esterno del porto. L'Autorità di Sistema Portuale ha già concordato la delocalizzazione di tre concessionari portuali, due cantieri navali e un'officina meccanica, attualmente collocati nelle aree interessate dal presente progetto, che saranno spostati nell'area sud del porto, di recente realizzazione.   Via Cardinale Dusmet Si prevede la ripavimentazione della strada da via porta di Ferro alla via Graziella. La pavimentazione sarà leggermente sopraelevata con effetto di rallentamento della velocità. La nuova pavimentazione sarà un elemento di connessione fisica e visiva tra gli spazi portuali e quelli urbani. Il progetto prevede l'inserimento di semafori pedonali e di cartellonistica turistica. Per il progetto, redatto dal Comune in collaborazione con l'Autorità di sistema Portuale, sono stati stanziati circa 4 milioni di euro provenienti da fondi ministeriali di cui è beneficiaria la Città Metropolitana come ente appaltante.

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Opere
24 mag 2018

Interporto di Catania

di Amedeo Paladino

L'Interporto di Catania-Bicocca, gestito da S.I.S. - Società Interporti Siciliani S.p.A., è un grandé complesso intermodale in fase di costruzione nell'area posta a sud della città di Catania tra la Stazione di Catania Bicocca e la Zona industliale di Catania. Una volta ultimato occuperà un'area complessiva di 212.000 metri quadrati. La superficie dell'interporto è divisa in 166.000 metri quadrati del Polo Logistico e 46.000 metri quadrati dell'Area di sosta collegati anche con strada dedicata allo scalo di Bicocca connesso alla linea Messina-Catania-Siracusa. L'interporto sarà connesso con la Tangenziale di Catania che garantisce il collegamento con la rete stradale e autostradale, con il Porto di Catania e con l'Aeroporto di Fontanarossa. L'area specifica destinata al Polo Intermodale, dell'estensione di 125.000 metri quadrati, è delimitata dal fascio di binari a sud-est della stazione di Bicocca, dalla Tangenziale di Catania a sud-ovest e dalla linea ferrovialia Catania-Palermo a nord-ovest. STORIA Il progetto dell'Interporto di Catania Bicocca nasce da tutta una Iunga serie di progetti e interventi di pianificazione a livelli europeo, nazionale e regionale: venne previsto inizialmente nel Piano Generale dei Trasporti (PGT) del 1986; l'interporto infatti perseguiva la fmalità di copertura dell'intera area siciliana sud-orientale (da Catania a Siracusa). Venne successivamente incluso tra gli interporti giudicati di interesse nazionale e ammesso al finanziamento ai sensi della legge 240 del 4 agosto 1990, concernente gli Interventi dello Stato per la realizzazione di interporti finalizzati al trasporto merci e in favore della intermodalità. In seguito fu incluso: nel Piano Quinquennale degli Interporti dell'aprile del 1991 nella deliberazione CIPET del 7 aprile 1993; nel D.L. n° 98 del l aprile 1995 Interventi urgenti in materia di trasporti, convertito in legge n° 204/95. in funzione di cui la progettazione definitiva ed esecutiva venne affidata, alla Italfen SpA. . nelle delibere attuative della legge obiettivo del 21 dicembre 2001, n. 443 Interporto Catania-Bicocca. Il CIPE nel settembre del 2003 deliberava che il progetto, rivisitato alla luce delle indicazioni emerse nella Conferenza dei servizi dell'aprile 2003 e approvato nel settembre 2003 dalla Commissione dei lavori pubblici della Regione Sicilia desse luogo all'espletamento delle gare d'appalto per la costruzione dei lotti costituiti dall'area di sosta/polo logistico, polo intermodale e polo logistico. tra novembre 2003 e ottobre 2004, appalto aggiudicato alla società "Interporto di Catania S.p.A.". Il 23 giugno 2008 il presidente della Regione Siciliana ha siglato, con il Ministero delle Infrastrutture, il Ministero dello Sviluppo economico e la Società interporti siciliani, il II Accordo di programma quadro per il trasporto delle merci e la logistica che sblocca risorse per 113 milioni di euro per l'interporto di Catania Bicocca (e 78 per l'interporto di Termini Imerese) la cui area di sosta del polo logistico è già realizzata. Programma inoltre il terzo e quarto lotto (Polo interrnodale e strada di collegamento). Secondo le previsioni statistiche di progetto, entro il 2010 dovevano transitare da Bicocca almeno due milioni tonnellate di merci in relazione all'intermodalità ruota-rotaia. Localizzazione Le aree scelte e destinate alla realizzazione della prima fase funzionale dell'Interporto di Catania sono poste nella porzione nord - orientale della Piana di Catania. Esse derivano dalla localizzazione, datata agosto 1998, con la quale il Comune di Catania individuava all'interno della Zona Industriale di pantano D'Arci, a sud-ovest dell'aglomerato urbano di Catania, l'area di sedime per la realizzazione dell'infrastruttura interportuale catanese. L'interporto è suddiviso in due poli: - Polo Intermodale, ubicato in prossimità della stazione Bicocca; - Polo Logistico, all'interno della Zona Industriale in località Pantano, distante circa un chilometro e mezzo. Entrambe le aree sono comunque poste a ridosso degli svincoli della tangenziale di catania (rispettivamente Asse dei Servizi e Zona Industriale Nord) e quindi facilmente raggiungibili sia dagli assi di collegamneto Messina-Siracusa e Catania-Palermo, sia dalle infrastrutture portuali e aeroportuali. L'Area di Sosta del Polo Logistico è stata completata il 13 giugno 2006. L'Interporto sarà completato e andrà a regime nel triennio 2015-2018. POLO LOGISTICO L’area destinata al Polo Logistico è di circa 166.000 mq, di cui 46.000 circa appartenenti al lotto funzionale “Area di Sosta”. L’accesso al Polo avviene dalla Strada Ottava di proprietà del Consorzio ASI di Catania. Nel Polo Logistico si prevede l’allocazione delle infrastrutture destinate alla logistica, suddivise tra esterne (piazzali di sosta attrezzati per un totale di 280 stalli per mezzi pesanti) ed interne. Sono presenti due Magazzini Autotrasportatori, un Magazzino Doganale ed edifici di servizio a supporto della logistica e dell’autotrasporto, ovvero la palazzina Guardia di Finanza e Polizia per uno sviluppo di circa 560 mq, un Edificio per Servizi alla Persona per uno sviluppo di circa 450 mq e una Officina mezzi pesanti per uno sviluppo di circa 1100 mq (quest’ultimi due edifici sono già realizzati in quanto facenti parte del primo lotto funzionale dell’Interporto di Catania “Area di Sosta”). Magazzino Doganale E’ collocato nei pressi della palazzina che ospita gli uffici di Guardia di Finanza e Polizia. Comprende sia la zona di stoccaggio di merci sotto il vincolo doganale che gli uffici della Dogana stessa. La superficie di calpestio del magazzino, per uno sviluppo di circa 2.450 mq, è prevista ad una quota sovralzata rispetto al circostante piazzale carrabile di circa 1,20 m, al fine di favorire lo scarico ed il carico delle merci dai mezzi di trasporto. L’altezza utile del magazzino è pari a 9 metri. Magazzini Autotrasportatori La distribuzione prevede due Magazzini Autotrasportatori, perfettamente uguali tra loro. Ogni magazzino presenta: • un volume unico sull’intera lunghezza, per una profondità di 25,00 m circa ed una altezza di 9 metri, che racchiude l’area di stoccaggio merci, per un complessivo di superficie disponibile pari a 6.000 mq; • una fascia di volume ridotto in altezza (6 metri) e struttura articolata che racchiude, al piano terra, i blocchi servizi igienici degli operatori dei magazzini e le aree di supporto alle zone di stoccaggio per consentire la movimentazione merci sui due fronti; al primo livello è allocata la zona uffici con affaccio esterno ed interno con balconata sull’area di stoccaggio. L’edificio è impostato ad una quota di circa 1,20 m maggiore rispetto a quella del piazzale circostante, per favorire le operazioni di carico e scarico dai mezzi gommati. I magazzini si affacciano per uno dei due lati sul fascio di binari che collega il Polo Logistico con la bretella ferroviaria della dorsale ASI. Tale impianto è costituito da due binari di lunghezza pari a 354 metri e 280 metri, collegati ad un’asta di manovra di lunghezza pari a 30 m. POLO INTERMODALE Il Polo Intermodale rappresenta il nucleo di gestione dell’Interporto a livello dei servizi offerti e specificità di utilizzo, dal momento che in questa area si concretizza lo scambio di modalità di trasporto in termini di interfaccia gomma-rotaia. E’ stato dotato di un Centro Direzionale, due Magazzini Intermodali ed un’Officina per le Grandi Unità di Carico, oltre agli stalli per il parcheggio dei mezzi su gomma ed ad un impianto ferroviario, dimensionato sulla base dei risultati forniti dall’analisi del traffico effettuata.Tale impianto è costituito da tre binari di lunghezza compresa tra i 480 e i 505 metri circa, capaci di contenere un intero convoglio. E’ previsto, inoltre, un tronchino di sicurezza di circa 230 metri, in grado di contenere la metà di un treno in composizione massima lato stazione di Catania Bicocca. Questa soluzione consente di movimentare un treno dal secondo binario (centrale) non operativo a quelli laterali operativi, attraverso una doppia manovra, senza interferire con la linea in esercizio Palermo – Catania. L’area destinata al Polo Intermodale ha un’estensione di circa 125.000 mq, delimitata dalla stazione di Bicocca e dal relativo complesso di binari a sud est, dalla Tangenziale di Catania a sud ovest e dalla linea ferroviaria CT – PA a nord ovest. La Società degli Interporti Siciliani Spa, ha emesso a maggio 2018 un nuovo bando per i lavori di realizzazione del Polo Intermodale con revisione della progettazione esecutiva che comprende tra gli altri il monitoraggio Ambientale ante operam e in corso d’opera, la bonifica da ordigni bellici e le attività di espianto e ricollocazione degli ulivi presenti nell’area oggetto dell’appalto. L’importo posto a base di gara ammonta a Euro 29.642.081,22 oltre IVA, soggetto a ribasso. Centro Direzionale Si sviluppa su 4 livelli di circa 2.000 mq per piano e contempla due ali di fabbricato a facciata ellittica nelle quali sono allocati essenzialmente i servizi generali per la gestione dell’intero Interporto di Catania con la confluenza di tutte le reti-dati necessarie alla gestione dei movimenti e quanto dedicato ai servizi di logistica informativa dell’Interporto. Le due partizioni fisiche del fabbricato sono interconnesse da un corpo centrale a forma di settore circolare conico che contiene i corpi di collegamento verticale dei vari livelli. Al piano terra sono allocati i locali di uso più frequente e di supporto logistico di primo livello (ristorazione, sala riunioni, reception, ecc…); ai piani superiori sono ubicati gli uffici di varia metratura, le aree di smistamento e infine all’ultimo livello la zona degli uffici direzionali della Società degli Interporti Siciliani SpA. Area di sosta Il Comitato Centrale per l’Albo degli Autotrasportatori avvalendosi dei fondi stanziati dalla legge del 22 Dicembre 1999, n. 488, come integrato con il decreto della legge 22 giugno 2000 n. 167, convertito nella legge 10 agosto 2000, n. 299, concede contributi per la realizzazione di aree di sosta per veicoli pesanti sia lungo la rete autostradale sia lungo la viabilità ordinaria, ovvero in prossimità degli svincoli autostradali o in aree di sosta connesse a terminali intermodali, porti ed interporti. Proprio per venire incontro a tali esigenze si è definito e realizzato un primo lotto funzionale all’interno del Polo Logistico dell’interporto catanese destinato esclusivamente all’autotrasporto merci e fisicamente separato da ogni altra tipologia di utenza, ancorché integrato nel contesto del Polo Logistico. Si tratta di un’area di complessivi 46.000 mq di cui circa 24.000 pavimentati e destinati alla sosta di mezzi gommati pesanti (mq 5.250), al parcheggio di automobili (mq 600) ed alla viabilità interna (mq 18.150). Le rimanenti aree sono destinate ad accogliere l’officina mezzi pesanti (mq 1.050), l’edificio servizi alla persona (mq 450), i relativi locali tecnici (mq 330) e le aree a verde (mq 8.000). L’ingresso dell’area di sosta è previsto sull’Ottava Strada, una delle principali arterie dell’agglomerato industriale catanese. Officina mezzi pesanti E’ una delle due officine allocate nell’Interporto; situata a ridosso del piazzale attrezzato alla sosta dei mezzi pesanti, è destinata alle riparazioni dei veicoli pesanti. Si sviluppa interamente su piano terra e comprende un ampio vano per il ricovero e la manutenzione dei mezzi (circa 650 mq), un magazzino ricambi (circa 180 mq), vani ufficio ed attesa per i clienti ed i servizi igienici distinti per la zona uffici e per quella delle lavorazioni. Edificio servizi alla persona Nella logica funzionale dell’Interporto, l’edificio per servizi alla persona rappresenta un supporto logistico all’ambito merceologico – commerciale che è diretta propaggine del centro direzionale situato nel Polo Intermodale e che costituisce il nodo nevralgico di gestione delle attività dell’Interporto. Sotto il profilo funzionale nell’edificio trovano alloggiamento alcuni vani ufficio per servizi generali di gestione ed una zona destinata alla ristorazione veloce per gli utenti del Polo Logistico. L’edificio per servizi alla persona nella sua funzionalità di accesso e di servizio è conforme alla normativa sui portatori di handicap. L’Area di Sosta del Polo Logistico è operativa dal 2010. Strada di collegamento La strada di collegamento “proprietaria” si sviluppa completamente in rilevato per una lunghezza di circa 2 km. Si tratta del link di collegamento fra il Polo Intermodale e il Polo Logistico, una strada dedicata che assicura il funzionamento integrato fra i poli che in questo modo, sul piano funzionale e sul piano dell’accessibilità interna ed esterna, “coniugano” il concetto di unitarietà, integrazione e funzionalità che sono alla base dei concetti di interporto/piattaforma logistica.    

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01 mag 2018

Il “Libro dei Sogni” delle infrastrutture e delle opere: cosa prevede il Def per Catania

di Roberto Lentini

Il nuovo Def 2018 (Documento di Economia e Finanza), approvato dal Consiglio dei Ministri nei giorni scorsi, è un resoconto delle strategie, delle opere e degli investimenti da adottare nei prossimi anni, guardando ad una pianificazione al 2030. L’analisi dei fabbisogni infrastrutturali è focalizzata sui collegamenti internazionali e nazionali relativi alla rete SNIT di 1° livello (SNIT del PGTL2001 + TEN-T Core e Comprehensive + collegamenti per accessibilità a porti, aeroporti, distretti industriali e poli turistici). Altri fabbisogni importanti su SNIT 2° livello e reti regionali e locali non sono individuati in questa prima fase. Nell'allegato del Def 2018 vengono riportate le tabelle contenenti, per ognuno dei programmi/interventi classificati come invarianti nell’Allegato al Def 2017, la descrizione di dettaglio, il valore economico, i finanziamenti disponibili e il fabbisogno residuo di risorse. Inoltre vengono riportati gli interventi per i quali le project review e i Progetti di Fattibilità individuati nell’allegato al Def 2017, sono ancora in corso o da avviare. Ecco cosa è previsto, anche per la Città Metropolitana di Catania, in riferimento alla classificazione della Commissione Europea di rete centrale (core) e rete globale (comprehensive), in relazione a: ferrovie; strade e autostrade; sistemi di trasporto rapido di massa per le aree metropolitane; porti e interporti; aeroporti; ciclovie FERROVIE Le strategie che si intendono raggiungere con il Def 2018 sono: Completamento dei valichi alpini e raccordo con porti e rete AV-AVR. Estensione della rete Alta Velocità di Rete (AVR). Adeguamento maglie collegamenti intercittà per accessibilità territoriale. Corridoi merci per collegamenti distretti, porti, valichi. Sviluppo sistemi regionali e metropolitani (eliminazione colli di bottiglia) Fra i programmi prioritari invarianti (approvati e finanziati ma da completare) per l'area metropolitana catanese ricordiamo la direttrice Messina-Catania-Palermo. Si prevede il raddoppio della Messina-Catania e la velocizzazione della Catania-Siracusa per un costo complessivo dell'intervento di 2.559,00 milioni di euro (l'importo riguarda complessivamente la direttrice Napoli-Palermo), con risorse disponibili di 2.515,00 milioni di euro. Il fabbisogno residuo per completare l'opera è di "soli" quarantaquattro milioni di euro. Per la direttrice Messina-Catania-Palermo è prevista l'AVR Palermo-Catania nelle fasi prioritarie 1 e 2 con un costo complessivo dell'intervento di 3.462,00  Mln € (l'importo riguarda complessivamente la direttrice Napoli-Palermo) con risorse disponibili di 2.580,00 Mln €. Il fabbisogno residuo per completare l'opera è di 882,00 Mln €. Per il completamento della AVR Palermo-Catania fase 3 (nodo di Catania) è in corso il Project review, finalizzato a verificare i costi e la funzionalità del sistema, in particolare per quanto concerne la domanda passeggeri (le diverse alternative di intervento devono essere verificate alla luce di modelli di esercizio commisurati alla domanda potenzialmente attratta) L’obiettivo principale è la velocizzazione dell’attuale linea con un collegamento a doppio binario elettrificato che consenta di raggiungere la velocità di 200 km/h e i requisiti di interoperabilità dettati dall’Unione Europea. STRADE E AUTOSTRADE Le strategie da raggiungere sono: Manutenzione straordinaria programmata Completamento progetti in corso di itinerari stradali omogenei Decongestionamento aree urbane e metropolitane (eliminazione colli di bottiglia) Completamento maglie autostradali Digitalizzazione Adeguamento e omogeneizzazione delle prestazioni per itinerari a bassa accessibilità autostradale Le esigenze di miglioramento della sicurezza stradale e di diminuzione dell’incidentalità trovano risposta in numerosi interventi sia di sicurezza attiva che passiva individuati nell’Allegato al Def 2017. L’intervento sulla tangenziale di Catania è tra gli interventi tesi al miglioramento della sicurezza passiva con l’adeguamento delle barriere di sicurezza stradali e con la realizzazione della terza corsia. Il costo complessivo dell'intervento è di 217,41 Mln € interamente coperto dalle risorse finanziarie. Nel Def 2018 è inclusa la riqualificazione e manutenzione dell'autostrada A19 Palermo-Catania con un costo complessivo dell'intervento di 790,85  Mln €. Le risorse disponibili al momento sono di 449,80 Mln € e il fabbisogno residuo è di 341,05 Mln €. Per l'ammodernamento della Ragusa–Catania le risorse disponibili sono di 815,37 Mln € che coprono interamente il costo complessivo dell'intervento. SISTEMI DI TRASPORTO RAPIDO DI MASSA PER LE AREE METROPOLITANE Le strategie riguardano lo sviluppo dei sistemi integrati su ferro (Sistemi Ferroviari Metropolitani, metropolitane, tram e altri sistemi in sede propria) nell'ambito di PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) e valutazione ex ante dei progetti non invarianti; suddivisione in quattro sottoprogrammi: Rinnovo e miglioramento del parco veicolare Potenziamento e valorizzazione delle linee ferroviarie, metropolitane e tranviarie esistenti Completamento delle linee ferroviarie, metropolitane e tranviarie Estensione della rete di trasporto rapido di massa. Per la città metropolitana di Catania è previsto il rinnovo e miglioramento del parco veicolare della metropolitana di Catania per tratte in esercizio e in corso di realizzazione con la fornitura n. 54 unità di trazione, UDT, corrispondenti a 27 treni. Il costo complessivo è di 189,00 Mln € di cui 59,50 Mln € provengono da finanziamenti statali, 42,00 Mln € da altri finanziamenti con un fabbisogno residuo di 87,50 Mln €. Altri finanziamenti riguardano la fornitura di nuovi treni e il revamping degli attuali treni per un importo di 9,99 Mln € interamente coperti da finanziamenti statali. È previsto, inoltre, il potenziamento e la valorizzazione del passante ferroviario con l'Upgrading infrastrutturale e tecnologico del nodo di Catania. Il costo totale dell'intervento è di 18,00 Mln € con 2,00  Mln € di finanziamenti statali e un fabbisogno residuo di 16 Mln €. La fermata di Fontanarossa del passante ferroviario, a servizio dell'aeroporto, è stata interamente finanziata con 15,00 Mln €. Il Def 2018 prevede inoltre il completamento delle linea metropolitana fino a Paternò e la realizzazione del deposito treni di Paternò per un importo complessivo di 514,00 Mln €. Al momento risulta il finanziamento di 158,58 Mln € di finanziamenti statali e 80,42 Mln € provenienti da altri finanziamenti. Il fabbisogno residuo per completare l'opera è di 275,00 Mln €. Per l'estensione della metropolitana da Stesicoro all'aeroporto di Fontanarossa, il costo dell'intervento di 402,00 Mln € è interamente coperto da finanziamenti europei. Gli interventi in Project Review riguardano il passante di Catania e cioè l'interramento della stazione centrale e il completamento del doppio binario tra Catania C.le e Catania Acquicella e l'interramento della tratta Acquicella-Bicocca per la realizzazione della nuova pista dell'aeroporto di Catania. Per gli interventi futuri, da sottoporre a progetto di fattibilità, è necessario l'elaborazione del PUMS, Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (la città di Catania ne è ancora sprovvista), in cui verranno inquadrati tutti i progetti di fattibilità degli interventi di estensione della rete di trasporto rapido di massa. PORTI E INTERPORTI Le strategie riportate nel Def 2018 sono: Collegamenti ultimo e penultimo miglio ferroviari e stradali Tecnologie per la velocizzazione delle procedure e aumento della capacità attuale Miglioramento della accessibilità marittima Interventi selettivi per l’ampliamento della capacità terminal container e Ro-Ro Tra gli interventi prioritari da sottoporre a progetto di fattibilità per il porto di Catania rientra il consolidamento e ampliamento della banchina di levante, l'allargamento delle banchine interne del molo foraneo tra la radice ed il pennello est, la ristrutturazione e consolidamento delle banchine interne del molo foraneo a sud del piazzale triangolare e la costruzione di una nuova stazione marittima. AEROPORTI Le strategie previste nel Def 2018 prevedono: Collegamenti su ferro Tecnologie per l’ampliamento della capacità air side degli aeroporti esistenti Aumento selettivo capacità per terminal e piste sature o con prestazioni non adeguate Gli investimenti aeroportuali seguono la procedura dei Contratti di Programma che disciplinano gli impegni assunti dalle società titolari di concessione di gestione totale, in materia di realizzazione di opere infrastrutturali finalizzate all’adeguamento ed allo sviluppo dell’aeroporto nel corso del periodo contrattuale. Gli interventi previsti nei contratti di programma sono realizzati a carico dal Gestore aeroportuale che sostiene i costi del finanziamento. Al contempo, gli effetti di tali costi si riflettono nelle tariffe aeroportuali e possono avere effetti sui livelli di accessibilità e sulla competitività dei territori serviti. Permane dunque la necessità che siano valutati rispetto ai criteri di interesse generale. I programmi individuati nel Def 2018 prevedono inoltre lo sviluppo del cargo aereo con tutti gli interventi volti a sostenere le attività del trasporto aereo di merci, settore strategico per il supporto alle attività di export di rilevanza per valore dei beni movimentati, nonostante in termini di volumi il settore possa apparire meno significativo. Nel contratti di programma dell'aeroporto di Catania sono previsti interventi sul cargo city, ma attualmente sono privi di finanziamento. Il programma di accessibilità su ferro si pone l’obiettivo di aumentare gli standard di accessibilità mediante mezzo pubblico agli aeroporti ed in particolare mediante accesso ferroviario. Il programma in coerenza con gli obiettivi di “connettere l’Italia” mira ad integrare la rete aeroportuale a quella ferroviaria con lo scopo di far crescere la quota di accesso modale per tutti quegli aeroporti che hanno una massa critica adeguata. Nel piano di lungo periodo almeno tutti gli aeroporti inclusi nella rete SNIT di 1° livello, saranno oggetto di progetti di fattibilità rispetto al miglioramento del livello di accessibilità ferroviaria. Tra quelli a maggiore potenzialità per traffico attuale e profili di crescita c'è l'aeroporto di Catania. Per l'aeroporto di Catania sono previsti interventi per la connessione ferroviaria. L'aeroporto di Catania è inoltre interessato alla realizzazione di una nuova pista il cui progetto si trova in una fase di progettazione di fattibilità,(PROJECT REVIEW)  per le valutazioni di coerenza tra il profilo di evoluzione della domanda e gli interventi. CICLOVIE Lo sviluppo di un sistema di ciclovie nazionali sicure e di qualità è tra gli obiettivi che il MIT intende perseguire, in quanto strumento per l’accessibilità e, al contempo, elemento per fruire della bellezza del territorio nazionale. Nell’Allegato al DEF 2017 sono stati individuati gli interventi programmati per le ciclovie prioritarie. La Sicilia è interessata dalla“Ciclovia della Magna Grecia” che attraversa la Calabria e la Sicilia, si sviluppa per circa 1.000 chilometri da Lagonegro (PZ) a Pachino (SR) ma attualmente non esiste un progetto da avviare.   Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania, dal Governo uscente 10 milioni per nuovi treni e revamping dei vecchi Finanziato l’acquisto di nuovi convogli: la metropolitana di Catania potrà contare su ventisette nuovi treni Fermata ferroviaria Fontanarossa e dodici nuovi treni per la metro: il DEF per la città metropolitana di Catania PROGETTO | Scopriamo il nuovo percorso urbano del passante ferroviario di Catania Passante Ferroviario di Catania: storia e sviluppi futuri “Cura del Ferro”, 10 miliardi per le ferrovie siciliane: Catania-Palermo in 2 ore entro il 2024 Metropolitana di Catania: storia e sviluppi futuri Aeroporto di Catania Fontanarossa: storia e sviluppi futuri La terza corsia “dinamica” della tangenziale di Catania prioritaria per ANAS e Regione Siciliana Porto di Catania: storia e sviluppi futuri  

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03 apr 2018

Al via la stagione crocieristica al porto di Catania: domani il ritorno di Costa Crociere

di Mobilita Catania

La stagione crocieristica al porto di Catania sarà inaugurata domani dall'approdo della nave Costa Fascinosa, che segnerà anche il ritorno di Costa Crociere dopo un'assenza durata alcuni anni. Sarà un'annata positiva per lo scalo etneo, come attestano i dati forniti da Catania Cruise Terminal. Al porto di Catania ci saranno 75 approdi con 131.656 croceristi, in aumento rispetto allo scorso anno quando gli approdi furono 53 e i passeggeri 87 mila. La stagione si chiuderà l’8 dicembre e sarà la Saga Saphire della Saga Shipping LTD con mille passeggeri. Il mese con più passeggeri sarà maggio (33.471 pax), mentre il mese con più approdi sarà novembre (17). Il 5 ottobre avremo tre approdi contemporaneamente con 6.638 passeggeri. Ci saranno infatti la Celebrity Constellation (2.038 pax), la Mein Schiff 5 (2.500 pax) e la Aida Stella (2.100 pax). Diverse saranno le compagnie crocieristiche che approderanno al porto di Catania, tra cui le navi di Compagnie del segmento luxury come Club Med che farà à tappa a Catania ad agosto con la Club Med II, la Croisieurope, la Variety Cruises e la Voyages to Antibquiy, quelle del gruppo Royal Carribean e il ritorno di Pullmantur, Aida e WindStar. La nave più grande che approderà al porto di Catania sarà proprio la Costa Fascinosa con 3800 passeggeri che farà ben 15 “toccate“. Ti potrebbe interessare: Porto di Catania: storia e sviluppi futuri  

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29 gen 2018

Catania nella rotta delle grandi navi da crociera. Costa Crociere ritorna al porto di Catania.

di Mobilita Catania

Dopo la flessione del 2017, il porto di Catania torna nelle rotte delle grandi compagnie: saranno 69 gli approdi tra cui il tanto atteso ritorno di Costa Crociere. Per quest'anno è in programma l'arrivo a Catania di 69 navi da crociera, per un totale di oltre 130.000 passeggeri, quasi il doppio del 2017. Inoltre tornerà Costa Crociere - che sarà presente anche nel 2019 - con 20 'toccate nave' con le quali sarà nuovamente possibile iniziare la vacanza partendo dal porto etneo. Arriveranno, tra le altre, le navi di Compagnie del segmento luxury come Club Med che farà à tappa a Catania ad agosto con la Club Med II, la Croisieurope, la Variety Cruises e la Voyages to Antibquiy, quelle del gruppo Royal Carribean e il ritorno di Pullmantur, Aida e WindStar. Le novità sono state rese note dal dirigente area e comunicazione dell'ex Autorità Portuale di Catania, avv.Roberto Nanfitò, che ha sottolineato come il ritorno di Costa Crociere sia "frutto di proficui incontri con i vertici della compagnia, ai quali hanno preso parte il sindaco Enzo Bianco, il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale Andrea Annunziata, lo stesso Nanfitòtra e Antonio Di Monte, general manager di Catania Cruise Port, che da poco più di un anno è entrata a far parte del grande network di Global Port Holding, il più importante operatore indipendente di terminal crocieristici al mondo. "Dall'arrivo di Global port ed il consolidamento dei rapporti con l'Adsp del Mare di Sicilia Orientale - ha detto Nanfitò - grande lavoro è stato fatto congiuntamente anche sul fronte locale con lo sviluppo di intensi e proficui rapporti di collaborazione con le Autorità, le istituzioni, gli enti e le realtà imprenditoriali coinvolte nella filiera con l'obiettivo di candidare lo scalo etneo come Home port (porto di inizio e fine crociera) per le compagnie armatrici i navi di medie dimensioni (1.500 - 2000 passeggeri). Nanfitò ha infine annunciato che la stazione marittima di Catania sarà a breve attrezzata con un defibrillatore pubblico di ultima generazione (Dae) divenendo così il primo termina crociera cardioprotetto della Sicilia". Ti potrebbe interessare: Porto | storia e sviluppi futuri

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23 gen 2018

PROGETTO | Scopriamo il nuovo percorso urbano del passante ferroviario di Catania

di Mobilita Catania

Il recente bando per il concorso di idee per il rapporto tra la città di Catania e il suo mare, che comprende l'area del porto, deve basarsi sullo stato di fatto della città e sugli interventi sul territorio già ufficialmente previsti o in itinere, per poter tradursi in futuro, questo è l'auspicio, in una solida base dalla quale partire per concreti azioni di rigenerazione urbanistica. Uno degli aspetti imprescindibili di cui dovrà tener conto, quindi, è senza alcun dubbio la presenza della linea ferroviaria statale che, com'è noto, corre lungo la costa della città e che, proprio per questo e già dal XIX secolo, crea una barriera tra il centro della città e il mare. Ad oggi non è ancora stato reso noto, però, quale sia il nuovo tracciato ferroviario completo da realizzarsi nell'ambito del "Nodo Catania" delle Ferrovie dello Stato, poiché l'ultima proposta ufficiale di Rfi fu rigettata dalla Città di Catania quasi cinque anni fa per le ragioni che si ricordano più avanti. Mobilita Catania svela in anteprima il nuovo progetto preliminare di Rfi per il passante ferroviario etneo, nella sua parte di tracciato di nuova concezione, ovvero quella dalla stazione di Catania Centrale a Catania Acquicella. Prima, però, un sintetico riepilogo dell'evoluzione del progetto nell'ultimo decennio. A proposito del già citato problema dell'allontanamento della città dal mare a causa della cintura ferroviaria in pieno centro, bisogna ricordare che con l'ormai penultimo progetto ufficiale di creazione di un passante ferroviario ad uso metropolitano con nuove fermate urbane, Rfi avviava un parziale tentativo di porre rimedio a questa situazione, prevedendo l'interramento del fascio di binari lungo la scogliera del Caito nonché della stazione centrale, ma manteneva il vecchio tracciato dal Passiatore in poi, verso sud, vincolando quindi gli Archi della Marina (struttura che per metà risale all'Ottocento) ad un uso ferroviario nel lungo termine. Un progetto che, in quest'area, sarebbe stato molto invasivo dal punto di vista urbanistico e architettonico, poiché era prevista una stazione proprio sugli Archi (Duomo-Castello Ursino), all'altezza della Villa Pacini, che oltre a "stressare" la struttura del viadotto insieme con un più frequente passaggio di treni (ed è facile immaginare successivi interventi di sostegno, esterni ed invasivi), avrebbe comportato anche un'imponente intervento per limitare l'impatto acustico che si sarebbe tradotto in una visivamente poco sostenibile doppia barriera sugli Archi, proprio a due passi dalle Mura di Carlo V, dal transetto normanno della cattedrale e dalla sua cupola barocca. Inoltre, il raddoppio da effettuarsi lungo lo stesso percorso dal bivio Zurrìa ad Acquicella avrebbe significato anche raddoppiare la trincea ferroviaria nella zona delle Terme dell'Indirizzo, aumentando quindi la cesura esistente nel tessuto urbano, e imponendo anche la demolizione di diversi edifici del tardo Settecento e dell'Ottocento nella zona del Castello Ursino. Un sacrificio enorme in nome della mobilità, e infatti la Città di Catania, mettendo per una volta d'accordo tutti gli schieramenti politici e le associazioni civiche, si oppose in modo deciso, rifiutando non tanto, ovviamente, il concetto di passante ferroviario urbano, di indubbia utilità, quanto il modo di realizzarlo. Nel 2013, così, Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) rinunciò formalmente al progetto già avviato, nell'area a sud della stazione centrale, promettendo di avviare un nuovo iter progettuale che tenesse conto delle istanze della città. Istanze, oltretutto, che il Comune di Catania tradusse in una nuova proposta progettuale, realizzata dai tecnici dell'Università degli Studi di Catania con il PRG La Greca del 2012, e che ha rappresentato per Rfi la nuova base su cui partire. Il nuovo percorso scelto da Rfi per attraversare il cuore della città, come vedremo, si avvicina a quello proposto a livello locale, seppur con alcune importanti differenze. Tra i più rilevanti punti in comune, c'è la rinuncia all'impiego degli Archi della Marina, che verrebbero così liberati e destinati a ospitare un percorso ciclo-pedonale. Inoltre, tutto il percorso sino ad Acquicella è interrato, con la realizzazione di un tunnel che poi si trasforma, dalla nuova fermata Porto, in una doppia canna, sfruttando parzialmente la galleria già esistente.   Ecco tutte le nuove stazioni e fermate previste nella tratta, in dettaglio, da nord verso sud: STAZIONE CATANIA CENTRALE L’intervento prevede la realizzazione di una stazione interrata in corrispondenza dall'attuale in superficie, con quattro binari, di cui due di precedenza, e marciapiedi di 400. Un binario sarà di collegamento con il porto.   È inoltre previsto il collegamento ipogeo tra la nuova stazione sotterranea e la stazione "Giovanni XXIII" della metropolitana di Catania. Gli attuali impianti merci e di manutenzione della stazione verranno riallocati presso il nuovo polo manutentivo e intermodale di Bicocca, liberando così ampie zone nell’ambito dell’area urbana costiera di Catania. FERMATA CATANIA PORTO Sotterranea, sorgerà nei pressi di piazza Paolo Borsellino potendo quindi servire agevolmente sia la zona del Duomo che quella portuale, assumendo così una rilevanza strategica nella mobilità urbana. Comporterà la demolizione dell'attuale edificio degli alloggi della Capitaneria di Porto, all'interno del sedime portuale.   FERMATA CATANIA URSINO A nord dell'omonimo maniero sorgerà la fermata di Catania Ursino, simile a quella in corso di ultimazione di Picanello in quanto in un tratto nel quale i binari si snoderanno su canne separate.   FERMATA CATANIA ACQUICELLA Il nuovo progetto prevede una rimodulazione della stazione Acquicella che diventa una fermata passante È situata nei pressi del Cimitero monumentale di Catania, dal quale è separata da via Zia Lisa, uno degli assi di ingresso della città da sud-ovest.   Con il completamento di tutte le opere previste, l’intera linea urbana del passante ferroviario avrà quest’assetto, da nord verso sud, potendo fungere da linea metropolitana: Cannizzaro Catania Ognina Catania Picanello Catania Europa Catania Centrale Catania Porto Catania Ursino Catania Acquicella Catania Fontanarossa Bicocca Di questo percorso è stato già completato il raddoppio Catania Centrale - Catania Ognina, inaugurato il 24 luglio 2017, ed è operativo il tratto di passante Cannizzaro-Catania Centrale, sebbene non sia ancora stata aperta, ma è in via di ultimazione, la stazione di Catania Picanello. Per la tratta nuova tratta Catania Centrale - Catania Acquicella, sono in corso i sondaggi geognostici necessari per poter procedere alla progettazione definitiva. Stando a quanto ad oggi previsto, i lavori futuri consisteranno, quindi, nell'interramento della stazione centrale, nella realizzazione delle nuove fermate Catania Duomo-Porto e Catania Ursino e nella rimodulazione della stazione di Catania Acquicella che sarà convertita in una fermata in trincea. Tutto, naturalmente, inserito nel nuovo percorso da realizzare. Ti potrebbero interessare: Passante ferroviario di Catania: scheda dell'opera FOTO | Le nuove fermate di Catania Ognina e Catania Europa Fontanarossa, una nuova fermata ferroviaria provvisoria per il 2020  

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19 gen 2018

Un bando internazionale di idee per ripensare il porto di Catania e il rapporto con la Città

di Amedeo Paladino

Un bando internazionale di idee per il waterfront di Catania e ripensare il rapporto del porto con la Città: sarà a breve pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea (GUCE) e nella  Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana (GURS). Il porto di Catania ha un rapporto con la Città molto forte ed al contempo molto contraddittorio: infatti pur essendo adiacente al centro storico e monumentale della città, è da questa diviso da tre barriere di diversa natura ma di identico effetto, quello di separare l’ambito urbano da quello portuale: la circonvallazione orientale (o a mare) di Catania, che è una delle grandi arterie cittadine, percorsa da un consistente numero di autoveicoli tutti i giorni e a tutte le ore e la linea ferroviaria Catania-Siracusa che corre sopra gli Archi della Marina. Il Comune di Catania e l'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale hanno dunque condiviso la necessità di dotarsi di uno strumento di pianificazione di massima che identifichi le principali componenti urbanistiche, paesaggistiche, architettoniche e funzionali dell'area che va da Piazza Europa sino alla zona sud del faro Biscari, passando per piazza dei martiri e la Cementeria. In tale ampia fascia, infatti, ricadono i principali nodi e punti di contatto fra la rete ferroviaria esistente ed il Porto con la città. Nodi con problematiche stratificatesi nel tempo che, nell'inesorabile palinsesto storico, oggi rappresentano alcune delle criticità più importanti della città in ordine al sistema della viabilità, dei luoghi centrali e della residenza. L'area di integrazione porto/città, costituita dalla zona fra piazza dei Martiri sino al faro Biscari/Cementeria, rappresenta un "disordine" urbano discontinuo: aree industriali dismesse, aree residenziali degradate, vuoti pubblici, infrastrutture ferrate di tipo territoriale, ingressi della città metropolitana, area di testata ai luoghi della villeggiatura e del "mare", aree con grandi contenitori pubblici vuoti, hanno la necessità di essere coerentemente "messe a sistema" con i criteri di una disciplina pianificatoria che non sia rivolta soltanto alla esigenza strettamente urbana, bensì alla dimensione metropolitana e di grande scala. Il concorso internazionale di idee ha dunque lo scopo di individuare la soluzione metodologica più appropriata per la rigenerazione urbanistica dell'area, attraverso un Masterplan, secondo le necessità indicate dal bando. Il livello esplicativo delle idee proposte sarà con contenuti disciplinari di tipo Architettonico ed Urbanistico, non rappresenterà alcun livello di progettazione così come definito delle vigenti norme. La definizione del livello di progettazione "Masterplan" non ha alcuna codifica normativa in seno alle leggi sugli appalti, ritrova invece riscontro sulla urbanistica applicata (non sulla legge urbanistica siciliana) per la definizione di un tipo di pianificazione programmatica. Il Masterplan dovrà fornire le indicazioni metodologiche delle regole urbane ed architettoniche per la riqualificazione degli spazi, ponendo come principio invariante l'importante ruolo che riveste l'area nel rispetto dei caratteri intrinseci dei valori storico, artistico e culturale. La proposta progettuale dovrà individuare soluzioni relative a definire: le relazioni urbane, territoriali e paesaggistiche, tra i sistemi urbani, portuale e territoriali dell'area ed il contesto circostante, anche nella specifica caratterizzazione di "città metropolitana"; l'assetto funzionale e della mobilità veicolare, ciclabile e pedonale, e degli spazi di sosta; l'idea pregnante sulla individuazione della idea di stazione marittima della città di Catania, intesa quale simbolo e segno di riconoscimento dell'intero territorio; l'assetto e le diverse caratterizzazioni dello spazio pubblico; l'eco-sostenibilità dell'intervento complessivo; le interazioni con le tecniche della smart-city e smart-connect; una sintetica fattibilità economico-finanziaria degli interventi. L'area oggetto di intervento, interessata dal concorso di idee, è situata lungo la costa est della città di Catania e in gran parte adiacente al centro storico e monumentale della città e al sedime portuale. Si tratta di una zona perimetrale e comprende piazza Europa, viale Africa, via D'Amico, piazza Giovanni XXIII, via VI Aprile, piazza dei Martiri, via Dusmet, via Cristoforo Colombo, via Plebiscito, via Grimaldi, via Gramignani, via Plaia, via Siracusa, via Vivaio, via dello Strettoio, via Domenico tempio, via Acquicella porto, viale Kennedy, molo di mezzogiorno, nonché tutte le aree del sedime portuale ricomprese in tale fascia. Il territorio interessato viene suddiviso in tre ambiti con specifiche caratteristiche che li contraddistinguono rispettivamente: l'area che va da piazza Europa a piazza dei Martiri; area che va da piazza dei Martiri al "Faro" (via Domenico Tempio), ricomprese le aree portuali del porto vecchio e del porto nuovo e l'ambito della stazione marittima (sporgente centrale) e della club house; area del cementificio e zone limitrofe al quartiere Angeli Custodi, compresa l'area dello svincolo del Faro con le infrastrutture territoriali esistenti. Per quanto riguarda la procedura di gara, la preselezione consiste nella scelta, tra i partecipanti, dei migliori 7 (sette) curricula dei gruppi di progettazione e nell'individuazione del miglior approccio metodologico-disciplinare presentato in sede di gara nella fase di preselezione. La selezione consiste nella presentazione di una "idea metodologica", architettonico-urbanistico (masterplan) da parte dei 7 concorrenti preselezionati ed è finalizzata a individuare i migliori indirizzi metodologici, disciplinari, di tipo urbanistico ed architettonico, necessari alla SA per affinare successivamente (fuori dai tempi e modalità del bando) la migliore proposta progettuale per la città. I Premi: 100 mila euro al progetto classificato primo, 20 mila al secondo e 10 mila al terzo. Si prevede che i lavori si chiuderanno entro il 2 marzo 2018 Il bando in versione integrale e tutta la documentazione a corredo della procedura concorsuale, saranno pubblicati sul sito del Comune di Catania al seguente link: http://www.comune.catania.it/amministrazionetrasparente; sul sito dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale al seguente link: http://www.porto.catania.it/servizi/bandi-di-gara. Il bando sarà inoltre inviato tramite posta elettronica certificate (PEC) a: Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori; Consiglio Nazionale degli Ingegneri; Consiglio Nazionale dei Geometri. L'estratto del bando ai sensi dell'art. 29 del DLgs 50/2016 s.m.i. sarà inviato per la pubblicazione su: Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea (GUCE); Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana (GURS); un quotidiano di rilievo nazionale. Le dichiarazioni. "La sollecitazione - ha detto ancora il sindaco Bianco - ci è giunta dagli ordini professionali che ci hanno ricordato come a Catania fosse ormai tanto tempo che non si facevano più concorsi di idee. Credo, inoltre, che bandi di questa importanza e di questo livello siano mai stati fatti nella nostra realtà. Abbiamo parlato con il Presidente dell'Autorià Portuale e con la Capitaneria di Porto, con i quali il progetto va condiviso, ed oggi presentiamo l'idea di un concorso internazionale per la realizzazione del nuovo waterfront di Catania con il massimo di pubblicità possibile. Un'opera che avrà un valore storico per Catania". "L'amministrazione comunale e l'Autorità Portuale - ha aggiunto l'assessore di Salvo - hanno avviato un dialogo intenso dal punto di vista urbanistico per quel che riguarda le aree attinenti al porto e quelle limitrofe. Un'attenzione particolare a queste zone strategiche della città che, in funzione della vicinanza del Porto e del mare, diventano oggetto di un'importante azione di recupero". "Siamo arrivati al punto da poter lanciare l'idea di un waterfront moderna, sicura, al passo con i tempi - ha detto presidente dell'Autorità di sistema portuale della Sicilia orientale Andrea Annunziata - di una delle più belle marine d'Italia. Con l'intervento sulla 'mantellata' non solo mettiamo in sicurezza il porto ma consentiremo a catanesi e visitatori la possibilità di usufruire di una passeggiata a amare di circa un chilometro e mezzo che poche città al mondo posso vantare. Nel contempo creeremo un molo adeguato all'ormeggio dei mega yatch in modo da potere dare accoglienza ad un turismo dalle alte possibilità economiche". "Consideriamo positivamente il bando - ha dichiarato il segretario della Cisl catanese, Maurizio Attanasio - e apprezziamo lo sforzo dell'amministrazione comunale, sindaco e assessori in testa, per rimodellare una delle più importanti città metropolitane del sud con nuove infrastrutture che siano efficienti ma che, soprattutto, siano motivo di forte coesione territoriale e sociale". "Riteniamo molto importante - dicono Giacomo Rota, Giovanni Pistorio e Alessandro Grasso di Cgil, Fillea e Filt - che ci sia questo tipo di approccio da parte dell'amministrazione comunale che di fatto lancia un invito a livello internazionale di occuparsi del nostro waterfront, uno dei più belli della sicilia, finora poco valorizzato. Complimenti al sindaco Bianco e all'assessore Di Salvo anche per avere sempre messo in atto un'adeguata concertazione". Ti potrebbe interessare: Porto di Catania: scheda dell'opera Foto di copertina: Álvaro Moreno Gómez/Flicker  

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