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15 feb 2018

Al via otto cantieri per un importo di 11 milioni di euro: il dettaglio dei lavori

di Amedeo Paladino

Sono otto gli interventi finanziati  dal 'Patto per Catania' che sono stati formalizzati oggi al Palazzo degli Elefanti alla presenza del Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, dal sindaco Enzo Bianco con i responsabili delle ditte aggiudicatarie dei lavori, per un importo complessivo di 11 milioni di euro. Gli interventi riguardano le infrastrutture stradali relative alle vie di fuga Rotolo-Ognina, la caserma dei Carabinieri nella zona Asi, la riqualificazione del piazzale delle Carrozze del Giardino Bellini, la realizzazione delle piste ciclabili nel Parco urbano di Librino. Nell'ambito del progetto Cta Mover, inoltre, siglata la consegna dei lavori per la messa in sicurezza e innovazione delle strade della zona industriale commerciale, del Lungomare, di via Dusmet, di viale Mario Rapisardi. Nell’area della zona industriale di Catania al via i lavori di ristrutturazione dell’edificio denominato ‘Centro Culturale Aldo Moro’ per la realizzazione di una Caserma dei Carabinieri da adibire ad “Area Operativa” con annessa area esterna come parcheggio per i visitatori. L'appalto è stato affidato alla ditta  Damiga srl di Alcamo per un importo complessivo di 1.249.685 euro. I fondi del Patto per Catania finanziano anche i lavori del cosiddetto Cta-Mover, per la messa in sicurezza e l’innovazione e che prevede il rifacimento dell’intero manto stradale delle arterie stradali principali della città: gli interventi i cui contratti sono stati firmati oggi riguardano gli interventi delle strade 8 e 15 della Zona Industriale, viale Mario Rapisardi e Lungomare. Pronti a partire anche i lavori delle piste ciclabili nel quartiere di Librino: i percorsi saranno lunghi 8 chilometri e rientrano nell’ambito del Parco urbano del quartiere, suddiviso in due lotti, il secondo dei quali è in corso di progettazione con un costo finale previsto di 4 milioni di euro. Al via i lavori della rampa di collegamento alla viabilità esistente nonché la via di fuga Rotolo-Ognina. Questa parte dei lavori avrà un costo totale finale di 8 milioni di euro; il secondo blocco che riguarderà un’ulteriore via di fuga Europa- Rotolo, è in corso di progettazione e prevede una spesa finale di 16 milioni di euro. Gli interventi di riqualificazione del Giardino Bellini riguarderanno il Piazzale delle Carrozze: i lavori per un importo di 370 mila euro consisteranno nell'eliminazione dell'attuale pavimentazione in sabbia e ghiaia e scarificazione, poi si passerà alla realizzazione di una struttura drenante composta da rami laterali che confluiscono in un collettore centrale. Sarà poi realizzata, utilizzando le ultime tecnologie a disposizione, una pavimentazione naturale drenante. L’intervento prevede anche la manutenzione delle parti meccaniche ed elettriche del sistema antincendio dell’intero Giardino attraverso la sostituzione delle pompe non funzionanti e del quadro elettrico. Per il "Cantiere Catania"  l’investimento totale, tra pubblico e privato, è di 2 miliardi e 448 milioni di euro. Il complesso dell’ammontare degli investimenti è di € 1.362.000.000 che derivano da: Patto per il Sud (€ 289.000.000), Patto per lo Sviluppo della Citta di Catania (€ 654.000.000), Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane 2014-2020 (€ 92.000.000), PON METRO 2014-2020 (€ 25.000.000), Programma Operativo Regionale FESR 2014-2020 (Agenda Regionale) (€ 42.000.000), Programma Sport e Periferie (€ 4.000.000), Programma Straordinario Interventi Periferie (€ 16.000.000), Piano di recupero di Corso Martiri della Libertà (€ 240.000.000). Vanno aggiunte le risorse per la realizzazione della metropolitana: 60 milioni per la tratta Nesima-Monte Po e 90 milioni per quella Stesicoro-Palestro (cantieri già aperti), 124 per Monte Po-Misterbianco e 402 da Stesicoro-Palestro verso l’aeroporto, passando da Librino.  

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14 dic 2016

Iniziata la posa dei cordoli mancanti sulla ciclabile del Lungomare. Alcune considerazioni

di Alessio Marchetti

A distanza di oltre sette mesi dalla sua inaugurazione parziale, e dopo le difficoltà nell'individuare una ditta che fornisse i delimitatori di corsia ed eseguisse i lavori, sono finalmente arrivati i cordoli mancanti della pista ciclabile del Lungomare di Catania. Solo a conclusione di questo intervento la ciclabile potrà dirsi un'opera completa, consentendo finalmente di percorrere la tutta la pista ciclabile nel doppio senso di marcia. La posa dei cordoli è già iniziata ed essi sono già presenti da Piazza Nettuno fino a Piazza Mancini Battaglia. I cordoli in plastica riciclata sono gli stessi utilizzati nel tratto precedente e le modalità di posa identiche, ovvero con i vari blocchi singolarmente separati: ciò li rende abbastanza pericolosi in caso di sbandamento del ciclista o dei motorini, più fragili in caso d'incidente e facilmente vandalizzabili come già accaduto più volte proprio sul nostro lungomare. Probabilmente sarebbe opportuno collocarli uniti a blocchi di otto o più lasciando uno spazio per il deflusso dell'acqua piovana in prossimità dei tombini, rendendoli così più sicuri e solidi. Qui l'esempio della ciclabile di Trani dove dei cordoli simili sono uniti come anche sul sito della ditta che li produce come potete vedere in questa immagine: L'augurio è di vedere la pista completata al più presto: i ciclisti catanesi, e coloro che si vogliono avvicinare alla bici come mezzo di trasporto, aspettano da molti anni questo momento. Successivamente si dovrà necessariamente collegare questa ciclabile con il centro cittadino, realizzando la corsia in Viale Africa in quanto attualmente finisce "nel nulla", costringendo i ciclisti diretti verso sud a scendere dalla bicicletta, attraversare a piedi sulle strisce pedonali, per poi risalire e percorrere in sella, in mezzo al traffico, la salita in curva ed al buio nonché la pericolosa rotatoria di Piazza Europa.

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10 nov 2016

Porto aperto a metà: transito vietato ai ciclisti nella zona commerciale

di Mobilita Catania

Martedì scorso, decine di ciclisti, durante la loro consueta passeggiata serale, sono stati bloccati al porto e rispediti indietro per ben due volte lungo la banchina di ponente. Con quest'episodio (qui il video) abbiamo quindi appurato che questa parte del porto è stata resa inaccessibile proprio dopo la sua "apertura" di qualche giorno fa. Dopo l'abbattimento di alcuni metri di muro sul piazzale nord, di fronte la Capitaneria di Porto, è stata quindi contestualmente chiusa, con un nuovo sbarramento, tutta l'area del porto che si sviluppa lungo il lato ovest, un'area del bacino portuale lunga circa un chilometro. In verità, la chiusura ai mezzi privati era stata già annunciata. Ma adesso risulta vietato l'accesso alle biciclette anche se portate a mano, come accaduto l'altro ieri sera ai ciclisti che volevano raggiungere la ciclabile della Plaia evitando la pericolosa via Domenico Tempio già teatro di incidenti anche mortali. Si ricorda, inoltre, che la scorsa primavera si sarebbe dovuto realizzare la ciclabile per collegare l'ingresso sud del porto con la pista della Plaia permettendo ai ciclisti di raggiungere in totale sicurezza il litorale sabbioso, ma ad oggi, purtroppo, non solo non sono mai iniziati i lavori, ma addirittura viene vietato il passaggio delle biciclette, ossia l'opposto di quello che ci si sarebbe aspettati ed in totale controtendenza verso una città più sicura per i ciclisti e che si batte per la mobilità sostenibile. In tale caso, è giusto rammentarlo, molte scelte sono in capo alla gestione portuale per cui il comune non può agire in autonomia. Anche il Librino Express, la linea speciale dell'Amt, è vittima di questo provvedimento, poiché non transita più dal porto ma è costretto a impelagarsi nel traffico di via Domenico Tempio: di conseguenza, diventa decisamente poco "express". Solo l'Alibus continua a poter circolare all'interno dello scalo portuale, fortunatamente. Mobilita Catania auspica che venga concesso il transito alle biciclette o quantomeno si trovi una soluzione più idonea al transito in via Domenico Tempio, che al momento rappresenta l'unica e, come detto, pericolosa alternativa. Rimane necessaria, inoltre, la realizzazione nel più breve tempo possibile di un collegamento ciclopedonale  sicuro tra porto e Plaia.

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15 apr 2016

Restituire le nostre piazze alle persone, strappandole alle auto

di Annamaria Pace

Il centro storico di Catania contiene molti luoghi e monumenti di grande valore storico ed architettonico che rivestono una tale importanza da essere patrimonio dell’Unesco. Alcuni di questi sono inseriti in strade pedonali mentre altri, non meno prestigiosi, sono circondati da auto posteggiate o da strade sottoposte ad un intenso traffico veicolare. Lo stato di degrado è particolarmente evidente a piazza Stesicoro, con l'anfiteatro romano che è niente di più che una rotonda spartitraffico, la stessa situazione si presenta in piazza Federico di Svevia  intorno al Castello Ursino e in piazza Palestro nello spazio circostante la porta Garibaldi. I tre luoghi evidenziati hanno un valore storico e culturale immenso e per la loro importanza, dovrebbero essere apprezzati e considerati  nel modo più idoneo e trasformati in aree dedicate prevalentemente ai pedoni. Questa è la strategia adottata da molte città europee che hanno compreso la necessità di valorizzare il centro storico della città e i suoi monumenti più prestigiosi,  ottenendo notevoli  benefici sotto molti aspetti  e avviando questo processo di trasformazione. Un caso esemplare è dato dalla città di Parigi dove  il 50% dello spazio pubblico sarà dedicato ai pedoni! Attualmente  la Place de la Bastille di Parigi è fondamentalmente uno spartitraffico: un importantissimo  monumento si trova nel mezzo di una strada piena di auto, non c'è modo di attraversarla  a piedi in modo facile e sicuro. Ma presto  tutto ciò cambierà. La piazza è uno dei sette spazi pubblici importanti che Parigi sta riqualificando per pedoni e ciclisti. "I parigini si sono accorti che quelle che erano una volta le piazze più belle e ammirate della città, adesso sono solo delle intersezioni stradali", spiega Jean Macheras, il delegato di Parigi dell’associazione dei trasporti francesi. Il cambiamento è iniziato con  Place de la République che fino al 2013 è stata una strada trafficata, ma che adesso è una piazza pedonale con alberi, frequentata da tanta gente e arredata con panchine. La trasformazione  è stata così di successo che la città ha deciso di andare avanti trasformando sette piazze in aree pedonali, spazi verdi e attività commerciali come il mercato settimanle di Place de la Madeleine. Il disegno delle nuove piazze è stato creato sulla base dell’analisi dei dati. La città di Parigi sta collaborando con Cisco, società leader nella fornitura di apparati di networking, e con una società denominata Placemeter, una piattaforma "urban intelligence” che aiuta a quantificare come lo spazio pubblico viene utilizzato. Con telecamere temporanee, che calcolano il numero delle persone in forma anonima, è possibile  misurare quante persone  si muovono a piedi e in bicicletta e dove si concentrano più automobili. Placemeter lavorerà con la città per iniziare a testare i diversi scenari, come ad esempio cosa succede se le strade sono chiuse in una determinato tratto per un mese,o cosa succede se panche e sedie vengono posizionate  in altro luogo, o se le piste ciclabili si espandono. "Stiamo fornendo per la prima volta alla città di Parigi uno strumento dinamico per sperimentare un diverso metodo di progettazione, in modo agile, ed evitare di spendere decine di milioni di euro in progetti che non sono stati testati prima nella vita reale", dice Martin Lagache di Placemeter. Le auto non possono mai completamente sparire dalle piazze, o almeno non per molto tempo. "È difficile immaginare un futuro dove le auto saranno del tutto scomparse da Parigi, tanto più che ci sarà un posto per loro come veicoli commerciali o condivisi", dice Macheras. Ma le piazze saranno quasi irriconoscibili rispetto al modo in cui sono adesso: "Oggi quelle piazze sono giganteschi pasticci di veicoli che creano rumore e inquinamento, mentre potrebbero essere luoghi aperti dove si può respirare aria pulita e non solo". Catania, pur essendo di dimensioni ridotte rispetto a Parigi, contiene molti spazi di grande valore storico ed architettonico. Gli interventi che aumentano la superficie degli spazi destinati ai pedoni e ai ciclisti, previsti nel Pgtu (Piano Generale del traffico urbano di Catania), porterebbero molti miglioramenti nell'ambiente urbano: riduzione dell’inquinamento acustico e ambientale, maggiore sicurezza e vivibilità per tutti, valorizzazione dei luoghi sia dal punto di vista turistico che culturale.   Bibliografia: Paris Is Redesigning Its Major Intersections For Pedestrians, Not Cars 7 grandes places de Paris vont se piétonniser : découvrez leur futur visage

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27 feb 2016

Pista ciclabile del Lungomare: nuovi dettagli progettuali ed aggiornamento sui lavori

di Alessio Marchetti

Ieri, in Piazza Sciascia, è apparso un cartello con alcune interessanti informazioni sulla pista ciclabile sul lungomare attualmente in costruzione. E' presente sia il dettaglio del cordolo, che dovrebbe essere di colore giallo, mentre la pista ciclabile di colore azzurro. Un altro interessantissimo particolare è il dettaglio del raccordo con viale Ulisse il quale dovrebbe permettere ai ciclisti che provengono da Aci Castello, di prendere da via Villini a mare per poi imboccare direttamente la ciclabile del Lungomare: attualmente infatti si è costretti a far il giro dalla pericolosa circonvallazione insieme alle auto. Dall'altro versante, quello di Piazza Europa, la situazione dovrebbe restare critica in quanto la ciclabile non sarà collegata nè con la preferenziale ciclabile di Corso Italia nè con Viale Africa, dove purtroppo non è stata ancora realizzata nessuna pista. Nel cartellone è emerso anche il dettaglio di Piazza Nettuno che verrà attraversata dalla ciclabile: Per quanto riguarda i lavori abbiamo avuto una sorpresa: la ciclabile si sta realizzando in vari punti del Lungomare e non in modo lineare: attualmente infatti si trovano solchi per il cordolo in diversi punti distribuiti su tutto il viale Ruggero di Lauria. Ecco qualche foto di ieri sera: Ricordiamo che, se i tempi verranno rispettati, la pista ciclabile verrà inaugurata il primo maggio 2016: speriamo tanto non ci siano ritardi.

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08 gen 2016

Ciclabile Lungomare e Playa – Porto: aggiudicati i lavori

di Roberto Lentini

Il 2016 si apre con una buona notizia. È stata infatti aggiudicata la gara di appalto  per la realizzazione di due importanti piste ciclabili: quella del lungomare e la porto-playa, con ingresso dal porto di Catania. Ci sarà, quindi, una ricucitura tra la pista ciclabile già esistente in viale Presidente Kennedy e il porto, lato faro Biscari. Anche all'interno del porto, con l'entrata in servizio della nuova darsena, verrà realizzata una nuova pista ciclabile che servirà da raccordo tra la pista ciclabile della playa con il centro città, in attesa di un futuro congiungimento attraverso il passiatore, piazza Papa Giovanni XXIII e viale Africa affinché tutta la costa centrale di Catania possa essere percorribile in bicicletta in tutta sicurezza. La pista, nel tratto del lungomare, sarà lunga 2 km e unirà le piazze Europa e Mancini Battaglia. Sarà realizzata lungo la banchina lato mare, con due corsie per senso di marcia protette da un cordolo, ciascuna larga 1,25 m. Il bando è stato vinto dalla Betel Costruzioni Srl di Belpasso per un importo contrattuale di 168.650 euro. «Se tutto fila liscio – ha affermato l’assessore d’Agata- entro l'estate la pista potrebbe essere cosa fatta, anche perché i lavori non sono particolarmente complessi». L’intoppo potrebbe essere causato da un contenzioso, promosso da una ditta esclusa, che potrebbe far allungare i tempi dell’inizio del cantiere. A questo punto sarebbe estremamente utile che diventasse operativo il Bike Sharing, promosso dall'Autorità Portuale e di cui esistono già le postazioni tutt'attorno lo scalo marittimo, inutilizzate da oltre un anno.  

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28 ott 2015

Catania non è Barcellona, un’analisi sulla mobilità

di Amedeo Paladino

Da alcune ore gli utenti Facebook residenti a Catania per un errore del social network sono catalogati come cittadini catalani nelle informazioni del proprio profilo. Ma Catania non è Barcellona. Questo è palese, forse il calore della città della Catalogna ci avvicina a Barcellona, ma le somiglianze si fermano lì. Approfittiamo del curioso errore per dimostrare questa ovvietà, quest'analisi riguarda solo le tematiche inerenti alla mobilità urbana. Se Catania fosse davvero come Barcellona ci sarebbe un piano per migliorare la mobilità urbana già dal 2006 (Plan de Movilidad Urbana), ci sarebbero chilometri di ciclabili diffuse e ben connesse, ci sarebbe un bike sharing con centinaia di stazioni e migliaia di bici, invece nella nostra città il servizio non è mai stato attivato.   Se Catania fosse Barcellona ci sarebbe la volontà di ridurre l'inquinamento attraverso un piano che si concentra su alcune zone più inquinate della città, le cosiddette “zone di protezione speciale” (ZPE), dove s’intende agire per ridurre al 2010 fino al 30% degli inquinanti più nocivi (NO2 e il PM10). Se Catania fosse Barcellona le politiche sulla mobilità punterebbero  sull’uso più razionale delle automobili, a partire dall’aumento del tasso di occupanti per veicolo; si investirebbero risorse nel trasporto pubblico e campagne di promozione del suo utilizzo. Se Catania fosse Barcellona le nostre strade non sarebbero ingolfate di auto, ma somiglierebbero alla Rambla, un percorso interamente pedonale e ciclabile. Se Catania fosse Barcellona non sarebbe relegata in fondo alla classifica sulla vivibilità.Ieri i catanesi hanno percorso le strade della propria città e sono rimasti bloccati per ore, i cittadini di Barcellona probabilmente no.     Bibliografia: Osservatorio Città Sostenibili, Dipartimento Interateneo Territorio Politecnico e Università di Torino  Ti potrebbe interessare:  VIVIBILITÀ CATANIA | Un disastro su tutti i fronti: il rapporto Ecosistema Urbano  

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