Articolo
13 apr 2017

Che fine ha fatto EtnaRail, la monorotaia dei paesi etnei: la situazione attuale dopo due anni dal via libera

di Amedeo Paladino

La mobilità e la dotazione infrastrutturale sono due elementi fondamentali per la qualità della vita di una città e a Catania, complici la recente accelerazione dello sviluppo della linea metropolitana e la prossima attivazione delle stazioni in ambito urbano del passante ferroviario, anche l'attenzione dell'opinione pubblica è aumentata. In un territorio antropizzato come quello catanese non è sufficiente ragionare, progettare e operare nel campo della mobilità e delle infrastrutture solo su scala comunale. La città, infatti, sin dagli anni ’70, si è estesa principalmente verso nord nei comuni etnei dell'hinterland, perdendo, in 40 anni, oltre il 25% degli abitanti (ben centomila): questo processo ha causato un aumento del tasso di motorizzazione poiché non è stato accompagnato da una pianificazione e da una dotazione infrastrutturale e il centro città ha continuato e continua a rappresentare il polo di attrazione preminente dell'area metropolitana. In base ai dati registrati dalla Rete di Monitoraggio del traffico dell’Università di Catania, in un giorno feriale medio si registrano circa 300.000 veicoli in ingresso alla città, a dimostrazione che il comune di Catania in senso stretto è ancora un polo attrattivo di servizi e attività, e circa 600.000 spostamenti al giorno sono interni al perimetro cittadino. La crescita del numero degli abitanti di Gravina di Catania, Mascalucia, Misterbianco, San Giovanni La Punta, Sant’Agata Li Battiati, San Gregorio di Catania e Tremestieri Etneo è stata vertiginosa: popolazione residente che si sposta in gran parte quotidianamente verso Catania, preferendo o dovendo ricorrere all'utilizzo del mezzo privato per via della scarsità e dell'inefficienza del trasporto pubblico. Nel 2016, in Sicilia, si sono insediati i sindaci metropolitani di Catania, Palermo e Messina: alle nuove città metropolitane sono state affidate le funzioni, tra le altre, della pianificazione territoriale, delle infrastrutture e della mobilità. La città metropolitana di Catania comprende i 58 comuni dell'ex provincia e conta più di un milione di abitanti, dei quali ben oltre la metà compresi tra Catania e il suo hinterland, rendendo il territorio etneo una "piccola metropoli" (ma non poi così piccola) con pochi onori e molti oneri connessi a questa qualificazione di fatto. Alla luce di questo quadro appare evidente che la mobilità del territorio necessita di una visione su scala metropolitana. Sono state formulate delle soluzioni per ovviare al problema del collegamento dell'hinterland di Catania. Un primo progetto, elaborato dalla Ferrovia Circumetnea, era quello della cosiddetta linea metropolitana pedemontana, ipotesi complessa e mai concretizzatasi. Più recente e semplice, e senz'altro meno oneroso economicamente, appare il progetto di metropolitana leggera “Etnarail”. Nel mese di settembre 2015 ne è stato approvato dalla Città Metropolitana di Catania il progetto preliminare. Si tratta di un sistema di metropolitana leggera su monorotaia per collegare i principali paesi etnei dell’hinterland settentrionale di Catania al capoluogo. L’infrastruttura si pone l’obiettivo di contribuire in maniera determinante al miglioramento della mobilità nell'area metropolitana di Catania, offrendo un servizio veloce ed efficiente in grado di costituire una seria alternativa al mezzo privato per la penetrazione al centro città dalla cintura nord dell’hinterland, quella rimasta scoperta dalla metropolitana, potendo anche avvalersi di capilinea da realizzarsi, in città, in corrispondenza di stazioni della metropolitana pesante già esistenti. Raggiungere quest’obiettivo significherebbe anche poter decongestionare il traffico veicolare, abbassare il livello di inquinamento delle aree interessate e innalzare il livello di qualità della vita dei cittadini. Il progetto della monorotaia di Catania prevede due linee (Verde e Arancione) per un totale di 22 km con 18 stazioni, ossia la linea Verde (Pedara-Stadio Cibali) e la linea Arancione (San Giovanni La Punta-Borgo). Dopo il via libera da parte della Città metropolitana, il progetto di monorotaia ha suscitato grande interesse da parte dell'opinione pubblica: noi di Mobilita Catania dedicammo ad "EtnaRail" alcuni approfondimenti che suscitarono grandi aspettative di realizzazione nei cittadini interessati. Facendo seguito alle richieste dei nostri lettori, siamo ritornati a seguire gli eventuali sviluppi dell'iter del progetto. La proposta di realizzazione avanzata  dalla Fcf S.p.A., azienda catanese specializzata in costruzioni ferroviarie, insieme con altre imprese italiane e straniere, è stata accolta dal nuovo ente attraverso un’apposita Conferenza dei Servizi. Il benestare è arrivato dai sindaci dei comuni coinvolti, dalla Soprintendenza, dal Genio Civile e anche dall’Anas: la fase di approvazione urbanistica con i vari Enti è stata conclusa, ma sono sovvenuti problemi di finanziamento. Il piano economico-finanziario dell'opera prevedeva che l’80% delle risorse per la costruzione sarebbero derivate da fondi POR mentre la restante parte sarebbe a carico di privati, in project financing: un sistema di finanziamento utilizzato prevalentemente nella realizzazione di opere di pubblica utilità in cui i soggetti promotori propongono alla Pubblica Amministrazione di finanziare tutta o parte dell'opera in cambio degli utili generati dalla gestione dell'opera stessa. Lo scorso anno, però, con Decreto Legislativo 50/2016  è entrato in vigore il nuovo Codice degli Appalti e delle Concessioni che ridefinisce le normative in materia in base ad alcune Direttive Europee: le nuove norme intervengono in maniera incisiva sul sistema del project financing. Con il nuovo Codice degli Appalti la percentuale massima di contribuzione pubblica è stata ridotta al 30%, creando non poche difficoltà a far quadrare il piano economico e finanziario del progetto "EtnaRail". La strada che si presenta davanti affinché venga realizzata l'opera è impervia, ma non certo impossibile. I privati proponenti potrebbero cercare un partner straniero forte, oppure l'amministrazione pubblica rappresentata dalla città metropolitana come Ente dovrebbe interamente farsi carico dell'opera, abbandonando il sistema del project financing. Entrambe le ipotesi si devono confrontare con dei problemi: nel caso di coinvolgimento di un partner straniero, quest'ultimo si dovrà confrontare con la burocrazia italiana, tipicamente caratterizzata da lungaggini e inefficienze che difficilmente permetterebbero di rientrare agevolmente e in tempi rapidi delle risorse investite, e si sa che l'interesse di ogni imprenditore è creare profitto; inoltre, in quasi tutti i sistemi di trasporto pubblico i costi di gestione non sono coperti nemmeno con la bigliettazione e gli abbonamenti e quindi il contributo pubblico rimane necessario. La seconda ipotesi è che l'opera venga realizzata interamente dalla Città Metropolitana. Un'opera di tale portata necessita di una pianificazione urbanistica su scala metropolitana, del coinvolgimento di molti Enti, di un iter di finanziamento: passaggi complessi e uno sforzo non indifferente che la Città Metropolitana dovrebbe mettere in campo per la realizzazione dell'opera. Quest'ultima alternativa non può prescindere dall'interesse della pubblica amministrazione verso la risoluzione del problema del trasporto pubblico su scala metropolitana: le nostre conclusioni sono le medesime del nostro recente approfondimento sul progetto di linea metropolitana pedemontana. La soluzione non è solo determinata dal progetto da implementare, ma soprattutto risiede a livello di governance: è la città metropolitana come ente pubblico a dover pianificare e coordinare un programma di sviluppo infrastrutturale e del trasporto pubblico su scala metropolitana. La politica catanese ha l’opportunità e la responsabilità di plasmare la città metropolitana di Catania, facendo delle scelte, alcune di esse sono già state fatte. La terza corsia della tangenziale e la superstrada di collegamento tra Catania e il versante sud dell'Etna attraverso i comuni di Nicolosi, Belpasso, San Pietro Clarenza e Misterbianco per poi allacciarsi alla Tangenziale- su cui noi abbiamo espresso dubbi sull'effettiva convenienza- sono opere il cui iter è stato avviato con sollecitudine. Si riuscirà dopo decenni di immobilismo a ragionare, progettare e operare, con le stessa solerzia adottata per i due progetti stradali appena accennati, per la risoluzione del problema del trasporto pubblico metropolitano? Per approfondire questo tema così complesso vi consigliamo i seguenti articoli: Città metropolitana, come dovrebbero cambiare la mobilità e il trasporto pubblico Traffico, inquinamento e il futuro della mobilità di Catania: alcune domande al professore Inturri Quale futuro per la metropolitana di Catania? Da Misterbianco a Fontanarossa entro il 2023 Monorotaia di Catania “EtnaRail” La linea metro a nord di Catania: il progetto di Pedemontana e il nodo irrisolto dell’hinterland di Catania

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Proposta
09 feb 2017

Una nuova linea ferroviaria attraverso i comuni dell’hinterland di Catania

di Mobilita Catania

 Potete inviarci segnalazioni, proposte e articoli accedendo a questo link http://catania.mobilita.org/scrivi-un-post/ Il nostro utente Giulio Pappa attraverso il nostro sito, propone una nuova diramazione della tratta a scartamento ridotto della Ferrovia Circumetnea con una linea che collega la stazione di Giarre con la futura stazione di Nesima della metropolitana. Questa nuova tratta, nella proposta dell'utente, dovrebbe collegare i paesi etnei della fascia sud ovest al momento privi di un collegamento ferroviario. Ecco nel dettaglio le stazioni: Giarre: Santa Venerina; Zafferana Etnea; Viagrande; Trecastagni; Pedara; Nicolosi; Belpasso; San Pietro Clarenza; Mascalucia; San Giovanni Galermo; Stazione Nesima (metropolitana) Una prima idea di progetto di una linea ferroviaria che partisse da Catania e facesse il periplo dell'Etna si era già avuta nel 1870 dal presidente della commissione provinciale per lo studio di linee ferroviarie della provincia di Catania Salvatore Majorana-Calatabiano. La nuova linea doveva partire dalla stazione di Bicocca e avrebbe collegato i comuni di Paternò, Licodia, Biancavilla e Adernò (oggi Adrano) fino a Bronte. Nel 1879, con l'approvazione della legge 5002 ("legge Baccarini") ci fu un'accelerazione del progetto su impulso da parte della provincia e Camera di Commercio di Catania e dei comuni dei centri pedemontani etnei interessati per la creazione di un vero e proprio sistema ferroviario economico e a scartamento ridotto. Il progetto prevedeva inoltre nella stazione di di Adernò (odierna Adrano) la creazione di due diramazioni, una con la ferrovia per Leonforte e Nicosia e una per raggiungere a Giardini la già esistente ferrovia Messina-Catania. Purtroppo varie questioni politiche portarono ad abbandonare il progetto di prosecuzione su Giardini in favore della tratta di Giarre-Riposto. La tratta attuale, che collega Catania con Adrano fu inauguratà il 2 febbraio 1895 permettendo ai centri di Adrano, Bronte Maletto, Randazzo e Linguaglossa di potersi finalmente liberare da un isolamento che durava ormai da secoli. Noi di Mobilita Catania riteniamo però che l'idea avanzata dal nostro utente non risolverebbe i problemi del traffico veicolare di penetrazione verso la città in quanto  i tempi di percorrenza (visto il percorso tortuoso) sarebbero molto lunghi, con costi elevati per realizzare  una simile infrastruttura visto che insiste su aree densamente abitate. A livello costo e benifici riteniamo più efficiente il progetto di EtnaRail, un sistema di metropolitana leggera su monorotaia che collega i principali paesi etnei dell’hinterland settentrionale di Catania al capoluogo, offrendo un servizio veloce ed efficiente in grado di costituire una seria alternativa al mezzo privato per la penetrazione al centro città dalla cintura nord dei paesi etnei.   Ti potrebbero interessare: La storia della Ferrovia Circumetnea: da 120 anni attorno all’Etna; Monorotaia di Catania “EtnaRail”    

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Proposta
21 set 2016

Proposta: un BRT extraurbano per collegare Nicolosi con Catania

di papocchioct

La città di Catania si è estesa, sin dagli anni '70, verso i comuni etnei limitrofi perdendo circa il 40% di abitanti attirati soprattutto da abitazioni residenziali più innovative e più economiche rispetto a quello che offriva la città. Questo ha generato un pendolarismo che negli ultimi anni ha raggiunto livelli preoccupanti. Basti pensare che ogni giorno scendono circa 60.000 vetture in genere occupati da un solo passeggero. Un simile pendolarismo comporta dei costi sociali elevati, sia per la necessità di nuove strade (vedi la nuova superstrada dell'Etna),  sia per l'alto tasso di inquinamento che generano nella città Esistono dei progetti di trasporto pubblico che prevedono un collegamento dei paesi etnei, (vedi etnarail e la pededemontana) con la città ma al momento sono rimasti solo sulla carta. Oggi l'unico mezzo pubblico che collega i paesi etnei con la città è il trasporto gommato operato dall'AST. Il servizio si presenta molto carente e poco competitivo rispetto all'auto sia per le poche frequenze che per i tempi lunghissimi di percorrenza. Analizziamo ad esempio il bus che collega Nicolosi a Catania. Il tempo di percorrenza è di 1,25 h e la frequenza a volte arriva a un'ora   La mia proposta prevede l'introduzione di un Bus Rapid Transit (BRT) che parte dal capolinea di Nicolosi, (dove verrà realizzato un nuovo parcheggio scambiatore) e arriva a Catania al parcheggio scambiatore due Obelischi in 35-40 minuti con frequenze, di 15 minuti nell'orario di punta. Da Nicolosi a Catania con questa frequenza: 6:00 6:45   7:00 7:15  7;30 7:45 8:00 8:15  8:30 8:45 9:00 9:30 10:00 10:30 11:15 12:00 12:30 13:00 13:30 14:00 14:15 14:30 15:15 15:30 15:45 16:00 16:30 17:00 17:30 18:00 18:30 19:30 20:00 20:30 21:30 Da Catania a Nicolosi con questa frequenza 5;25  6:10 6:55  7:10 7:25 7:40 7:55 8:10 8:40 9:10 9:40 10:40 11:30 12:00 12:30 13:00 13:15 13:30 13:45 14:00 14:15   14:45 15:15 15:45 16:00 16:30 17:00 17:30 18:00 18:30 19:00 19:15 19:30 19:45 20:00 20:15 20:30 21:00 21:30 22:00   I Bus dovranno essere del tipo autosnodato e con più porte per permettere un veloce  scambio di utenti tra chi entra e chi esce e offrire una capacità di trasporto più elevata. Si prevede una corsia preferenziale centrale nei tratti di strada in cui la larghezza stradale lo permette  (in più punti la strada è larga 10,5 metri quindi verrebbero tre corsie da 3,50 metri) e sarà del tipo a doppio senso alternato nel senso che verrà utilizzata nella direzione nord -sud e viceversa a seconda del traffico esistente. Dovranno essere utilizzati i moderni “ITS” (Intelligent Transport Systems), ovvero i sistemi di gestione intelligente del traffico che consentono agli autobus di avere la precedenza ai semafori e quindi di attraversare gli incroci senza perdite di tempo. Si prevede di utilizzare la corsia preferenziale nelle ore 6,00-11.00  e  15.30-18,00 nella direzione nord-sud  e dalle 11.00-15.30 e 18.00-24,00 nella direzione sud-nord. Il sistema sarà regolato da semafori che permetteranno l'accesso in una direzione o nell'altra. Le fermate saranno radiolocalizzate nel senso che forniranno in tempo reale i tempi di attesa dei bus e saranno posizionate lateralmente al ciglio della strada. In quel punto la corsia preferenziale protetta termina. Inoltre si dovrà consentire di accedere a bordo degli autobus senza dover salire alcun gradino, permettendo non solo un flusso di passeggeri in entrata e in uscita più scorrevole, ma anche un accesso più facile per le persone con difficoltà di deambulazione. Il percorso del BRT coincide in massima parte con la SP n 10 e ha una lunghezza di 11,5 km. Lo spirito di questa linea è di avere un collegamento veloce con i paesi della fascia etnea. Per far funzionare la linea è necessario che ogni comune attraversato dal BRT sia dotato di un servizio di navette gratuite che collegano i centri con le fermate del brt e che coincidano con le frequenze del BRT. I comuni si potrebbero consorziare e creare un'unica navetta riducendo i costi. Si pensi ad esempio ad un consorzio tra i comuni di Trecastagni, Pedara e Nicolosi per realizzare un servizio navetta che colleghi questi comuni con il parcheggio scambiatore Nicolosi  oppure ad un consorzio tra i comuni di Tremestieri Etno e Mascalucia per collegare il parcheggio scambiatore di Mascalucia Nord. Con l'introduzione di questo BRT è necessario istituire il biglietto e l'abbonamento integrato con AMT, FCE e RFI, calcolando il prezzo del biglietto o dell'abbonamento in base alle zone attraversate dall’utente. Ecco nel dettaglio la nuova linea veloce con le relative fermate: Nicolosi (parte dal nuovo parcheggio scambiatore che dovrà essere realizzato. Questo parcheggio raccoglie le auto provenienti da Belpasso, Nicolosi, Pedara e Trecastagni) Pedara. Si trova in corrispondenza della strada provinciale 171 che abbraccia tutta la fascia di Massa Annunziata e Sciarelle. Mascalucia nord  Dotato di parcheggio scambiatore (raccoglie il flusso veicolare della frazione di Piano, e dei comuni di San Pietro Clarenza, Tremestieri Etneo e Mascalucia. Mascalucia sud.  Serve l'abitato di Mascalucia e si trova in piazza Dante Alighieri, centro strategico del comune di Mascalucia Gravina Nord. Si trova vicino all'incrocio con la via Vittorio Emanuele, pure questo centro strategico del comune di Gravina. Gravina Sud. Serve il quartiere san Paolo di Gravina. La fermata si trova in prossimità dei parcheggi del centro Katanè Parcheggio due Obelischi. Scambia con il BRT cittadino Due Obelischi-Stesicoro. Con l'introduzione di questo BRT extraurbano la frequenza del BRT 1 (Due Obelischi-Stesicoro) dovrà  essere di 4 minuti. L'obiettivo di questa mia proposta è cercare di rendere il trasporto pubblico più competitivo di quello attuale e diminuire il flusso di auto che ogni mattina si riversa nelle strade provinciali e successivamente a Catania. Ciò garantirebbe agli utenti un risparmio economico, velocità negli spostamenti e riduzione dell'inquinamento. Questa proposta deve essere intesa come una soluzione temporanea in attesa che venga realizzata la monorotaia dell'Etna Rail certamente più veloce del gommato. Ti potrebbe interessare: Città metropolitana, come dovrebbero cambiare la mobilità e il trasporto pubblico Perché è importante puntare sul trasporto pubblico: Catania al 6° posto in Italia per investimenti ma i risultati non si vedono La superstrada Catania-Etna soppianta i sistemi di trasporto pubblico: è davvero necessaria?

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21 lug 2016

Possibile “bretella” dallo svincolo Paesi Etnei al centro di San Gregorio

di Roberto Lentini

Buone notizie per la viabilità etnea. Nell’ultima seduta consiliare del comune di San Gregorio di Catania, infatti, è stato approvato il Piano Triennale Opere Pubbliche, che comprende la realizzazione del progetto di una "bretella" che dallo svincolo Paesi Etnei porti direttamente all’ingresso del comune di San Gregorio di Catania, riducendo in maniera considerevole i veicoli provenienti dalla cosiddetta "collina del disonore", così chiamata proprio per i livelli di traffico vergognosi a cui è sottoposta. La bretella colmerà una grave lacuna nella progettazione della tangenziale di Catania, carreggiata est in direzione Messina, dalla quale, infatti, non è possibile raggiungere direttamente il comune etneo con una specifica uscita come invece avviene nella carreggiata ovest, in direzione Misterbianco. La bretella avrà una lunghezza di circa 400 m, partirà dallo svincolo per i Paesi Etnei e si raccorderà con il Viale Europa ricalcando il percorso di via Catira, potendo quindi intercettare una buona mole di traffico non più costretto a passare da San Giovanni La Punta o dall'uscita di Catania Nord (Canalicchio).

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07 ott 2015

FOTO | Dentro EtnaRail: in esclusiva ecco il treno della monorotaia etnea

di Andrea Tartaglia

Ci siamo recati presso la Furnò Costruzioni Ferroviarie, alla zona industriale di Catania, per scoprire il treno progettato e realizzato appositamente per EtnaRail, la metropolitana leggera su monorotaia di futura realizzazione che collegherà l'hinterland settentrionale di Catania con il capoluogo. Ecco le foto in anteprima per i lettori di catania.mobilita.org: I convogli saranno costituiti da due carrozze accoppiate per una lunghezza complessiva di 21 metri e una capacità di circa 200 passeggeri. Caratteristiche peculiari il sistema driverless, ovvero automatico senza conducente; speciali carrelli gommati per affrontare pendenze e raggi di curvatura ostici; aria condizionata; finestre panoramiche; display e luci a led per segnalare con differenti colorazioni le diverse fermate di passaggio. Nei prossimi giorni e in esclusiva per catania.mobilita.org pubblicheremo i dettagli del progetto e la scheda dell'opera. Approfondimenti in esclusiva per il nostro sito sul progetto EtnaRail (clicca per consultare): ETNARAIL | LA SCHEDA COMPLETA DELL’OPERA ETNARAIL | Via libera alla metropolitana leggera dei paesi etnei EtnaRail, scopriamo la Linea Verde: dove transiterà la monorotaia EtnaRail, la linea arancione: da San Giovanni La Punta a Catania

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26 giu 2015

Svincolo autostradale “Paesi Etnei”, al via i lavori di manutenzione: erano stati annunciati alcuni mesi fa

di Amedeo Paladino

Il Consorzio per le Autostrade siciliane segnala dei restringimenti di carreggiata e riduzione del limite di velocità a 30 km/h con divieto di sorpasso per lavori di manutenzione dello svincolo autostradale Paesi etnei nelle rampe d'accesso e d'uscita. I lavori di rifacimento della pavimentazione e della segnaletica erano stati annunciati alcuni mesi fa dal Consorzio per le Autostrade siciliane, che aveva indetto una gara d'appalto per un ammontare di 200 mila euro. Dalle ore 6:00 del 26 giugno p.v. e fino alle ore 20:00 dell’11 luglio 2015 saranno eseguiti lavori di pavimentazione delle rampe d’accesso e d’uscita (in entrambe le direzioni di marcia) e di riqualificazione della segnaletica verticale ed orizzontale dello Svincolo autostradale “Paesi Etnei”. Per tali interventi – che saranno realizzati senza interrompere la circolazione, ma soltanto parzializzando i luoghi – si transiterà con limitazione di velocità (max 30 km/h) e con divieto di sorpasso. In tutti i casi i restringimenti, le deviazioni, le limitazioni di velocità ed il divieto di sorpasso saranno indicati da apposita segnaletica. Si invitano gli utenti alla collaborazione.

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