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01 dic 2017

Regione Siciliana, 1,8 miliardi sbloccati per le infrastrutture: gli interventi finanziati

di Roberto Lentini

Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del 22 novembre 2017 diventa operativa la delibera Cipe del 10 luglio scorso con la quale è stato approvato il Programma operativo complementare per la Regione Siciliana 2014-2020 per un importo di 1.882,30 milioni di euro, di cui 249,27 milioni di euro destinati al completamento dei progetti inseriti nella programmazione dei Fondi strutturali 2007/2013 e 334,62 milioni di euro destinati agli interventi per la depurazione delle acque reflue. Il valore complessivo del Programma, che viene allegato alla presente delibera e ne costituisce parte integrante, è pari, al netto dei completamenti, a 1.633,03 milioni di euro ed è articolato secondo gli assi prioritari elencati nella tabella sottostante: Ecco i principali interventi previsti: 240 milioni di euro per il rafforzamento del sistema produttivo siciliano. Questi fondi verranno utilizzati per la riqualificazione e reindustrializzazione del polo industriale di Termini Imerese e la realizzazione della zona Franca di legalità nella provincia di Caltanissetta e di alcuni comuni limitrofi delle province di Enna e Agrigento 199,06 milioni di euro che serviranno a conseguire un'apprezzabile riduzione del rischio idro-geomorfologico sul territorio siciliano. In particolare serviranno per interventi di messa in sicurezza e per l'aumento della resilienza dei territori più esposti a rischio idrogeologico e di erosione costiera. potenziamento della dotazione strumentale dei servizi di protezione civile, nuove vie di fuga in caso di calamità naturali e interventi di mitigazione del dissesto idrogeologico 334,62 milioni per il miglioramento del servizio idrico integrato. La regione si prefigge di allineare il servizio idrico integrato agli standard europei mediante il riefficientamento delle reti, la realizzazione di infrastrutture di captazione, adduzione e distribuzione, il ripristino della capacità degli invasi ad uso potabile e, soprattutto attraverso la realizzazione di quelle infrastrutture nel settore fognario/depurativo necessarie per garantire la protezione dell'ambiente dalle ripercussioni negative provocate dagli scarichi delle acque reflue. Le risorse del seguente programma saranno finalizzate alla realizzazione di interventi aggiuntivi a quelli già finanziati intervenendo sul territorio regionale interessato dalle procedure di infrazione comunitaria in materia di depurazione delle acque reflue; 15 milioni di euro per il miglioramento del servizio di gestione integrata dei rifiuti. La Regione sconta un ritardo significativo nel raggiungimento dei target previsti dalla Direttiva 2008/98 della Comunità Europea, pertanto si prefigge di allineare la performance della gestione dei rifiuti agli standard europei incrementando la quota di raccolta differenziata e diminuendo la quantità di rifiuti smaltiti in discarica mediante la prevenzione della produzione di rifiuti, il compostaggio, il miglioramento dei sistemi di raccolta e la gestione e la realizzazione di impianti di gestione dei rifiuti; 352,65 milioni di euro per il Rafforzamento delle connessioni con la rete globale delle aree interne. Queste risorse saranno destinate soprattutto per il settore dei trasporti e della mobilità. Rientrano in questo importo l'adeguamento della Catania-Ragusa e in particolar modo della SS 514 Chiaramonte e SS 194 Ragusana (svincolo con SS 115 e SS 114) e della SS 117 S. Stefano di Camastra-Gela (Lotto  B5 e B5 stralcio) 59,45 milioni di euro per il potenziamento delle infrastrutture portuali. Le risorse saranno destinate a garantire l'innalzamento del grado di competitività del sistema portuale siciliano promuovendo un significativo aumento dei flussi di traffico marittimo delle merci e favorire il riequilibrio modale nel trasporto delle merci con l'obiettivo di riducendo il traffico di merci di lunga percorrenza su strada, aumentare la sostenibilità ambientale. Il PAC Sicilia 2014-20 sostiene la specializzazione commerciale dei porti siciliani di interesse regionale mediante la realizzazione di opere di consolidamento, messa in sicurezza ed ampliamento delle banchine e dotazione di sistemi tecnologici e la realizzazione di strutture per l'intermodalità.

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10 lug 2017

L’aeroporto di Catania dal 2002 ad oggi: com’è cambiato lo scalo raddoppiando i passeggeri in transito

di Roberto Lentini

Grazie a Google Earth oggi è possibile avere contezza di tutte le modifiche che sono avvenute sul territorio nel corso degli anni. Noi di Mobilita Catania lo abbiamo utilizzato per capire com'è cambiato il nostro aeroporto negli anni che vanno dal 2002 al 2016. L’aeroporto “Vincenzo Bellini” di Catania Fontanarossa è, al 2016, il primo aeroporto della Sicilia e del Mezzogiorno per numero di passeggeri annui, sesto in Italia, con un traffico di 7.914.117 passeggeri. Nel 2017 è lo scalo italiano che cresce di più: secondo le previsioni quest'anno verranno superati i 9 milioni di passeggeri. Noi di Mobilita Catania abbiamo raccolto le foto satellitari dal 2002 al 2016, evidenziando i miglioramenti infrastrutturali dello scalo che hanno accompagnato l'aumento di passeggeri dai 4 milioni nel 2002 agli 8 milioni nel 2016. La prima immagine che vi facciamo vedere è del 2002 e ci mostra un aeroporto diverso da come lo vediamo oggi. Iniziamo con raccontarvi cosa è cambiato nell'Air Side, la zona dell'aeroporto dove vengono movimentati gli aerei e le attrezzature per la loro manutenzione. Nel 2002 la pista dell'aeroporto è stata già allungata fino a 2435 m, su progetto dell’architetto Manfredi Nicoletti, arrivando a sfiorare i lidi della Plaia. La pista si presenta però senza la via di rullaggio, parallela alla pista di atterraggio. Si notano le tre bretelle centrali che servono a collegare la pista di atterraggio con il piazzale di sosta, destinata alla sosta degli aeromobili e alle operazioni di salita a bordo e sbarco dei passeggeri, con dimensioni minori rispetto a quelle attuali. Nell'immagine del 2006 si notano già le bretelle a ovest della pista e una nuova via di rullaggio 08 che ha fatto aumentare la capacità oraria dei movimenti. La via di rullaggio ha infatti la funzione di far circolare in senso rotatorio gli aeromobili, evitando possibili interferenze: in questa maniera si possono movimentare contemporaneamente più macchine, riducendo i tempi di attesa. Nell'immagine del 2007, ad ovest si nota un primo ampliamento del piazzale di sosta, di circa 40.000 mq e sono visibili anche i finger, connettori mobili chiusi, che collegano il gate del terminal con un aereo, novità assoluta per Catania. Nella foto non si vedono aerei attaccati in quanto la foto è del 14 marzo 2007 e l'inaugurazione del nuovo Terminal Bellini avverrà due mesi dopo. Nel gennaio 2007 sono stati inoltre aggiudicati i lavori per la realizzazione di una nuova via di rullaggio per collegare il piazzale di sosta aeromobili alla testata della pista 26 e di una bretella per consentire agli aeromobili in atterraggio di liberare rapidamente la pista 08 elevandone la capacità oraria a 23 movimenti. Questo raccordo è stato ultimato ed è diventato operativo dal 15 gennaio 2009 (vedi immagine 2009). Nel 2012 l’aeroporto fu chiuso per circa un mese per consentire importanti lavori sulla pista. I lavori sull’air-side di Fontanarossa, costati poco meno di 20 milioni di euro, hanno riguardato la riqualifica strutturale e funzionale della pavimentazione e del relativo sottofondo della pista, oltre alla riqualifica delle strip laterali di sicurezza e della pavimentazione delle testate (vedi foto anno 2013) Grandi modifiche sono avvenute anche nell'area landside, lo spazio destinato all'aerostazione passeggeri, alla viabilità esterna  e ai parcheggi. Nell'immagine del 2002 è già visibile l'area di cantiere del nuovo terminal Bellini, mentre sulla destra si riconoscono il terminal Morandi dedicato interamente alle partenze e il terminal Norma dedicato esclusivamente agli arrivi. Si intravede anche il parcheggio P4 situato nella parte nord est del sedime aeroportuale e del parcheggio situato a ovest del vecchio campo sportivo. La viabilità interna era completamente diversa da quella attuale. Era permessa la sosta dei veicoli privati direttamente davanti al terminal per lo scarico e carico dei passeggeri creando spesso caos all'interno dell'aerea aeroportuale. Il parcheggio riservato ai bus era invece collocato a nord del Terminal Morandi. Nell'immagine del 2003 sono già presenti le prime impalcature del terminal Bellini, mentre non si registrano sostanziali modifiche alla viabilità esterna eccetto quelle relative all'accesso nel cantiere. Nell'immagine del 2006 il Terminal Bellini appare già definito  ed è visibile la nuova rampa di accesso alla zona partenze. Il 5 maggio 2007 viene inaugurato il nuovo terminal Bellini e contestualmente viene chiuso il Terminal Morandi e Norma. La viabilità viene totalmente modificata. Per chi proviene da via Fontanarossa la circolazione viene deviata tra chi si deve recare in area partenze e chi si deve recare in area arrivi. . Nel 2011 entra in vigore il nuovo piano di viabilità e parcheggi dell’aeroporto Fontanarossa di Catania. Viene interdetto l'ingresso, davanti all'area partenze,  alle auto private  permettendolo solo ai mezzi pubblici. Con la nuova viabilità sono stati messi a disposizione per gli utenti due nuovi e vicinissimi parcheggi denominati P1 (90 posti) e P2 (205) per la sosta breve. Al contempo si è provveduto alla sistemazione delle aree a verde con piantumazione di nuove essenze. L'unica nota degna di rilievo è l'immagine del 2016 in cui si intravede la sopraelevazione del parcheggio P4 che servirà gli utenti che hanno la necessità di lasciare l’auto per più giorni. Per concludere vi facciamo vedere invece il futuro dell'aria inside dell'aeroporto con i futuri investimenti formalizzati tramite il Contratto di Programma Enac-Sac. I lavori, per un importo previsto di circa 11 milioni di euro prevedono la riqualifica e l’ampliamento delle infrastrutture dei piazzali Turn Pad. Sono delle apposite aree a fianco della pista di volo che consentono l’inversione (back-track) di aeromobili di grandi dimensioni (come gli airbus 330) per i quali arrivano sempre maggiori richieste di atterrare a Catania da parte dei vettori. La realizzazione di queste due aree di manovra consentirà a SAC di ospitare in pista aeromobili più grandi da sempre interessati ad operare su Catania. Taxiway Alfa. Lavori di riqualifica strutturale del raccordo Alfa, una bretella di servizio della pista interessata da cedimenti dello strato profondo del terreno per infiltrazioni di acqua. I lavori prevedono la realizzazione di un sistema di captazione delle acque per proteggere l’infrastruttura. Nuovo Piazzale Est Apron. Sarà a disposizione della cosiddetta Aviazione Generale (ovvero i voli privati, per i quali negli anni si è registrata un’impennata di richieste per la sosta dei velivoli nel piazzale), ma anche a disposizione degli elicotteri per i quali sono previsti appositi stand. Drenaggio pista. Interventi di riqualifica del sistema di drenaggio per lo smaltimento delle acque superficiali. Nell'immagine di copertina il vecchio terminal Morandi chiuso l’8 maggio del 2007, contestualmente all’apertura della nuova aerostazione Bellini. Ti potrebbero interessare: Aeroporto di Catania Fontanarossa: storia e scenari futuri Aeroporto di Catania, 95 milioni di investimenti per il più grande scalo del Sud Aeroporto di Catania, verso i 9 milioni di passeggeri nel 2017: arriva il carsharing Enjoy

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12 giu 2017

Verso un Piano Regolatore per la città metropolitana di Catania: mobilità, trasporti e infrastrutture al centro

di Roberto Lentini

Un Piano Regolatore Generale metropolitano che coinvolga i 58 comuni della città metropolitana con la creazione di quattro macro aree omogenee: Catania con i comuni limitrofi facenti ormai parte della conurbazione, la fascia ionico-pedemontana, la fascia pedemontana occidentale e il Calatino. Questa è l'idea del sindaco della città metropolitana Enzo Bianco che vede la pianificazione urbanistica non più limitata alla sola aerea comunale ma che comprenda la vasta area della città metropolitana e alle esigenze dei cittadini, dai servizi, alla tutela del territorio, dalla qualità della vita alla mobilità. Proprio nei giorni scorsi si è tenuto a Palazzo dei Minoriti un primo incontro per definire le linee strategiche e un documento unico di programmazione alla presenza dei professori Paolo La Greca (ordinario di Tecnica e Pianificazione Urbanistica), Carlo Colloca (associato di Sociologia dell'ambiente e del territorio), Matteo Ignaccolo (associato di Pianificazione e Trasporti), Luigi Scrofani (ordinario di Geografia economico-politica), Maria Tomaselli (ordinario di Costruzioni rurali e territorio agroforestale). Gli abitanti della Città Metropolitana di Catania attualmente usufruiscono di servizi territoriali ed anche urbano/locali in comuni diversi dalla residenza, proprio perché caratterizzati dal principio di prossimità e dalla vicinanza; non a caso la recente apertura di una tratta della metropolitana gestita da Ferrovia Circumetnea, pone alta l’attenzione della necessità di una rete più fitta di trasporti e scambi intermodali metropolitani. Le tematiche e gli obiettivi da raggiungere per una coerente pianificazione territoriale ed urbanistica potrebbero essere: la Città Metropolitana ed il suo territorio in rapporto alla Città di Catania; le aree sensibili e strategiche di sviluppo dei servizi territoriali e metropolitani in rapporto ai singoli Comuni ed alla Città Metropolitana (esempio l’aeroporto e il porto in rapporto ai flussi di traffico urbano, metropolitano e territoriale); le aree interessate dai territori limitrofi, anche non dell’area metropolitana, per i diversi significati intrinseci; la programmazione d’area vasta sia infrastrutturale che economica/commerciale; i Piani Territoriali ad oggi redatti e cogenti sul territorio. il Piano Paesaggistico redatto dalla Soprintendenza ai BB.CC.AA. gli aspetti dei “modelli d’abitare” nei diversi contesti metropolitani e della città capoluogo; il rischio sismico e le tecniche di mitigazione (sia economiche che di incentivazione); i rischi conseguenti al cambiamento climatico e le tecniche relative; lo “smart contest” e gli effetti indotti nella Città e nella Città Metropolitana; gli ambiti di rigenerazione e di rivitalizzazione. Con la nascita della Città metropolitana è necessaria anche una rimodulazione dei servizi del trasporto pubblico diventa indispensabile puntare alle infrastrutture come punto di partenza a supporto di una rete multimodale ferro-gomma, disegnata per garantire un buon livello di accessibilità sia nelle aree comunali che nei comuni limitrofi. Già la FCE sta lavorando in questo senso romodulando alcune linee che adesso diventano delle navette che scambiano con la metropolitana evitando di entrare in città. Per la città metropolitana di Catania noi di Mobilita Catania abbiamo sempre portato avanti la proposta di un consorzio tra tutti i gestori che si occupano di trasporto pubblico nei comuni della città metropolitana (AST, FCE, AMT, RFI, etc.) e avere una gestione integrata e modale evitando così sovrapposizione di linee  (soprattutto extraurbane) che attualmente è molto elevata, segno nel passato, di una completa assenza di coordinamento e pianificazione. La Città Metropolitana di Catania dovrà necessariamente puntare sullo sviluppo del trasporto su ferro (Metropolitana, Passante Ferroviario, Tram, Etna Rail)  finalizzato soprattutto alla salvaguardia dei valori ambientali, alla tutela della salute e al contenimento dei consumi energetici.  Ti potrebbero interessare: Città metropolitana, come dovrebbero cambiare la mobilità e il trasporto pubblico Traffico, inquinamento e il futuro della mobilità di Catania: alcune domande al professore Inturri Quale futuro per la metropolitana di Catania? Da Misterbianco a Fontanarossa entro il 2023 Metropolitana di Catania | Scheda dell’opera Passante Ferroviario di Catania | Scheda dell’opera Monorotaia di Catania “EtnaRail” | Scheda dell’opera Città metropolitana, come dovrebbero cambiare la mobilità e il trasporto pubblico La linea metro a nord di Catania: il progetto di Pedemontana e il nodo irrisolto dell’hinterland di Catania

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03 apr 2017

Dopo la metro, ora tocca al passante ferroviario: le stazioni Ognina ed Europa aperte il 14 maggio

di Amedeo Paladino

Raggiunto l'obiettivo atteso da anni di raggiungere la periferia di Catania attraverso una linea metropolitana, a breve saranno realtà anche le nuove fermate urbane denominate Ognina, Picanello (sotterranea) ed Europa. Il nuovo doppio binario nella tratta Catania Ognina– Catania Centrale e le nuove stazioni fanno parte degli investimenti di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) sulla linea Messina-Catania: dopo anni di attesa il 14 maggio, come già anticipato da Mobilita Catania il mese scorso, segnerà un'ulteriore svolta per le infrastrutture di trasporto pubblico di Catania. La direttrice litoranea nord-sud della nostra città sarà costituita dalle stazioni di Ognina ed Europa, mentre per il completamento della fermata di Picanello bisognerà attendere la fine dell'estate. Cannizzaro (aperta il 13 dicembre 2015) Ognina Picanello (dopo l’estate 2017) Europa  Stazione Centrale Un grande passo in avanti sul fronte della mobilità sia in ambito urbano, che extraurbano, visto che il doppio binario permetterà dei collegamenti più rapidi sulla fascia jonica. Scendendo nel dettaglio, la stazione di Ognina è situata  in superficie alle spalle di piazza Mancini Battaglia, è dotata di marciapiedi della lunghezza di 125 metri, coperti da pensiline e collegati da un sottopasso pedonale con accesso da via Fiume e da un parcheggio, con ingresso da via De Caro attraverso il cavalcaferrovia di nuova realizzazione, per 120 posti auto; è allo studio anche un accesso pedonale da viale Ulisse, utilizzato finora per i mezzi di cantiere. La stazione Picanello, che come già detto aprirà solo a fine estate, si sviluppa sottoterra nel tratto a nord di via Guerrera e a sud di via Messina, ed è realizzata in sotterranea con due uscite, una su via Timoleone e l’altra su spazio a verde comunale, confinante con via Libertini, via Messina e con il parcheggio su via Guerrera. La stazione dista pochi minuti a piedi dal Borgo di San Giovanni Li Cuti, attraverso il collegamento agevolato della scalinata di viale Alcide De Gasperi, rimasta chiusa per anni e recentemente inaugurata. Infine la stazione Europa è accessibile dall'omonima piazza attraverso delle rampe coperte con cupole in  plexiglass. Fin qui gli aspetti inerenti l'infrastruttura; un capitolo a parte è invece il servizio che il passante ferroviario svolgerà. Consegnati i lavori sarà compito di Trenitalia e della Regione Siciliana dover approntare un servizio adeguato, la portata positiva dell'opera dipenderà infatti dalla tipologia dei treni che percorreranno la linea, dalla frequenza e dal numero di fermate: su questi aspetti non si hanno ancora certezze. Un’altra questione da risolvere per la buona riuscita del servizio è l’integrazione tariffaria dei servizi gestiti da AMT, Ferrovia Circumetnea-Metro e Trenitalia affinché i cittadini e i pendolari siano davvero incentivati ad utilizzare il trasporto pubblico. Ti potrebbero interessare: Passante Ferroviario di Catania | Scheda dell’opera Stazione Cannizzaro, una grande potenzialità inespressa: abbiamo testato l’intermodalità con la metropolitana  

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12 ott 2016

Ministro Delrio, un’analisi sul futuro del trasporto ferroviario in Sicilia

di Roberto Lentini

Sulla sua pagina Facebook il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Delrio  fa un'analisi sul futuro del trasporto ferroviario e lo fa parlando pure della Sicilia. L'obiettivo principale, afferma Delrio è spostare il 30% delle merci dalla gomma al ferro nei prossimi tre anni. Per questo sono stati tolti gli incentivi alla gomma e messi sul trasporto ferro e via mare e finanziato completamente (1,2 mld) l'ammodernamento dei corridoi merci italiani. A questo indirizzo si rifà anche il nuovo piano industriale di FS che investirà 1,5 mld nella parte merci e logistica dopo anni di stallo che hanno portato il trasporto merci su ferro in Italia sotto il 6%. Per questo si deve utilizzare la linea AV entro il 2018 anche per trasporto merci, rendendo pienamente utile l'investimento sull'alta capacità. E per questo è stato approvato un nuovo piano di logistica integrata. La cura del ferro: parte prima. Altro obiettivo del ministro Delrio è di cambiare rotta anche sul trasporto pendolari e passeggeri regionali. Sono stati stanziati 1,5 mld per il potenziamento dei corridoi regionali nell'ultimo contratto 2016 a favore di Rfi. Per i prossimi 10 anni vi saranno 32 mld per lo sviluppo della rete storica non Alta Velocità. Quindi più risorse che per l'AV. Significa concretamente il ripristino della linea Palermo-Trapani interrotta da tempo e la velocizzazione della Palermo-Agrigento. Dal 2014 sono stati immessi il 20% di nuovi treni e saranno investiti 4,5 mld nei prossimi 5 anni per completare l'acquisto di 450 nuovi mezzi. Ci saranno inoltre nuovi treni con spazi per le bici mentre le stazioni saranno riqualificate prevedendo anche il depositi bici.  La cura del ferro: parte seconda. Una priorità importante per Delrio è ridare al Mezzogiorno d'Italia una rete di connessioni di livello europeo. Oggi in treno sono necessarie 10 ore e mezza per raggiungere Palermo da Roma. E ce ne vogliono solo 3 per raggiungere Milano da Roma. Non ci deve essere un Paese spezzato in due. La scelta va nella direzione di potenziare i corridoi ferroviari europei che attraversano l'Italia. Sono opere utili a tenerci dentro allo sviluppo. Le città attraversate dalla rete Alta Velocità migliorano economicamente e hanno più opportunità di sviluppo. Pensiamo anche a città medie come Siviglia e Lione. Il ministero spagnolo valuta in 11 mld l'impatto della rete AV sul Pil delle città. L'AV Napoli Palermo e' un progetto di valenza non solo trasportistica ma sociale ed economica. Nei programmi del ministro per il sud sono previste 4 principali direttrici ferroviarie:  La dorsale adriatica, la Napoli Bari, la dorsale tirrenica e l'Alta Velocità in Sicilia. Per l'Alta Velocità in Sicilia sono già iniziati i cantieri nel nodo di Catania e di Palermo. Complessivamente si avranno 3,6 mld disponibili e a regime si potrà percorrere il tratto fra Messina e Catania in 45 min e il tratto da Catania a Palermo in meno di un'ora e 45. Se vuole sviluppare l'economia di tutto il Paese ed offrire opportunità alle imprese ed ai giovani si deve procedere spediti con maggiori connessioni ferroviarie nel Mezzogiorno. Con progetti non faraonici ma rispettosi dei territori rivisitando schemi di trent'anni fa quando la tecnologia nei trasporti era ai primi passi. Ti potrebbero interessare... Tratta ferroviaria Catania Palermo: cronoprogramma del potenziamento VIDEO | Collegamento ferroviario Catania-Palermo: passo avanti per la tratta Bicocca-Catenanuova

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30 ago 2016

Ministro Delrio a Catania: avanti tutta per metro, porto e aeroporto

di Mobilita Catania

Ieri mattina, il sindaco di Catania, Enzo Bianco, e il Ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, hanno effettuato due sopralluoghi nei cantieri della metropolitana di Monte Po e di Corso Sicilia, cui ha fatto seguito una riunione operativa presso Palazzo degli Elefanti sullo stato delle grandi infrastrutture in città: metropolitana, evidentemente, ma anche rete ferroviaria, tangenziale, porto e aeroporto. A Fontanarossa sono in ballo la ristrutturazione del terminal Morandi e la realizzazione della nuova stazione FS: in entrambi i casi si parla di 2018, se tutto procederà bene e speditamente. Il primo cantiere visitato è stato quello di Misterbianco, ossia il principale dei due aperti per la realizzazione della tratta Nesima-Monte Po, visto che è il sito dove si sta montando la grande 'talpa' che scaverà velocemente il tunnel. Il secondo, invece, è la stazione "Stesicoro", in avanzato stato di realizzazione come testimoniano le foto tratte da Catania Today: Così il ministro: «Catania è un esempio di come il Mezzogiorno d’Italia possa trovare la strada dello sviluppo anche attraverso la realizzazione concreta delle infrastrutture. Catania sarà la città metropolitana del Mezzogiorno con la maggiore qualità e incidenza delle reti metropolitane: un grande successo anche per il turismo locale. Credo che quello che stiamo facendo in questa città sia un grande segnale per il Mezzogiorno. C'è un piano complessivo di infrastrutturazione, insieme con una visione della logistica e dell'intermodalità, unica in Italia: sistema metropolitano, portuale, stradale e ferroviario, ossia tutto quello che abbiamo detto essere la chiave per far ripartire l’economia dei territori e l’occupazione. Al sud l'autostrada Salerno-Reggio Calabria è praticamente conclusa, abbiamo sbloccato adesso la Ragusa-Catania, abbiamo un piano organico per potenziare la Tangenziale di Catania per cui sono state già individuate le risorse finanziarie tra i nuovi fondi per lo sviluppo e la coesione. Da Catania un esempio concreto per l'Italia su cos’è la ‘cura del ferro'». Sulla metropolitana si è soffermato il sindaco Bianco: «Cercheremo di aprire la tratta Galatea-Stesicoro all'inizio di dicembre, possibilmente per la festa dell'Immacolata. Intanto stanno per essere consegnati e, quindi, partire i lavori per la realizzazione del tunnel Stesicoro-Palestro: in questo caso, il cantiere principale sarà localizzato nell'area di via Palermo». Ti potrebbero interessare… Metropolitana di Catania | Scheda dell’opera Metropolitana, arrivata la TBM per la tratta Stesicoro-Palestro Metropolitana, Di Giambattista: «Le due tratte aperte a dicembre e a febbraio»

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02 mag 2016

Patto per Catania: le risorse per infrastrutture e opere

di Roberto Lentini

Sabato 30 aprile è stato firmato un "Patto per lo sviluppo della città di Catania" tra il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il sindaco di Catania Enzo Bianco. Si tratta al momento di un impegno di intenti e riguarderebbe investimenti per 790 milioni di euro spendibili fino al 2020 nei settori delle infrastrutture, dello sviluppo economico e produttivo, dell’ambiente, del turismo e della cultura, della sicurezza e delle politiche sociali. Gli interventi principali riguarderanno: il rifacimento della mantellata per il molo foraneo per un importo di 49.000.000,00 di Euro, il completamento della rete di metanizzazione della città nel quartiere Cibali per un importo di 6.612.000,00 di Euro la superstrada Catania-Etna per un importo di 60.493.706,97 di Euro, la via di fuga di via Alcide de Gasperi per un importo di 24.000.000,00 di Euro. la sicurezza idrogeologica con interventi sui canali  della Zona industriale, per un importo di 10.959.032,63 Euro. il completamento del Convento dei Crociferi, dove nascerà una sezione staccata del Museo Egizio di Torino per un importo di 10.915.000,00 Euro, interventi di messa in sicurezza nelle scuole per un importo complessivo di 11.132.449,74 Euro interventi riguarderanno pure il trasporto pubblico locale e la mobilità sostenibile. L'avvio degli interventi, secondo il patto firmato, dovrebbe partire già dal prossimo anno e il completamento delle opere entro 12/24 mesi Il patto sarà finanziato con Fondi per lo Sviluppo e coesione e con risorse aggiuntive del Pon Metro, e di altri contributi comunitari statali regionali e comunali in linea con i dettami dell’agenda urbana nazionale e sviluppo urbano sostenibile descritti nell'accordo di partenariato della programmazione 2014-2020.

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