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20 giu 2016

Tratta ferroviaria Catania-Siracusa, da oggi la chiusura: “servizio sostitutivo bus insufficiente”

di Amedeo Paladino

La tratta ferroviaria Catania-Siracusa sarà interessata da lavori di ammodernamento da oggi, 20 giugno, al 3 settembre. L’intervento rientra nell’ambito del 1° Programma delle Infrastrutture Strategiche (delibera n. 121/2001) per l’asse ferroviario Salerno – Reggio Calabria – Palermo – Catania Il progetto prevede la velocizzazione di una tratta di circa 70 km a binario semplice tra Bicocca e Targia, attraverso varianti di tracciato, la costruzione di una nuova galleria e la soppressione di tutti i passaggi a livello esistenti. Questo consentirà un miglioramento complessivo, sui tempi di percorrenza medi, di circa il 13%, pari a una riduzione di circa 9 minuti. Pubblichiamo il comunicato del Comitato Pendolari Siciliani La chiusura della linea ferroviaria Catania-Siracusa da lunedì 20 giugno diventa effettiva sino al 3 settembre 2016. Questa chiusura, ha messo in evidenza una situazione assurda non tanto per la decisione di chiudere la linea ferroviaria nel periodo estivo ma dal fatto che né i territori interessati, nè la Regione erano stati preventivamente informati dei lavori da realizzare e della relativa chiusura. Le soluzioni adottate e concordate con i dirigenti del Dipartimento Infrastrutture e Trasporti dott. Fulvio Bellomo, dirigente generale, e dott.ssa Carmen Madonia dirigente del Servizio 4° Trasporto ferroviario, a partire da lunedì 20 giugno, non sono a parer nostro delle migliori per ottimizzare disagi e disservizi. Dagli orari dei bus che dovranno sostituire le corse dei treni, in entrambe le direzioni, riscontriamo che i tempi di percorrenza sono abbastanza lunghi per come è stato strutturato il servizio sostitutivo e che riteniamo non del tutto funzionali. Alcuni esempi: ·         Bus PA407 delle ore 6.15 esegue le fermate di Bicocca, Lentini, Augusta, Priolo-Melilli e arriva a Siracusa alle ore 8.30 - in totale 5 fermate - tempo impiegato 2 ore e 15 minuti - costo euro 6,90; ·         Bus PA407 + Treno Regionale 8587 delle ore 6.15 esegue le fermate di Bicocca, Lentini e arriva ad Augusta alle ore 7.33 per poi attendere 21 minuti e ripartire con il treno regionale n. 8587 delle ore 7.54 che effettua la fermata di Priolo-Melilli arrivando a Siracusa alle ore 8.19 -  in totale 5 fermate - tempo impiegato 2 ore e 4 minuti – costo euro 6,90; ·         Bus LP955 delle ore 8.40 esegue le fermate Lentini a Augusta per giungere a Siracusa alle ore  10.30 - in totale 3 fermate - tempo impiegato 1 ora e 50 minuti -  costo di euro 7,40 (questo bus sostituisce gli Intercity) Una corsa bus di un’azienda di trasporto tra Catania e Siracusa costa circa euro 6,20 ed il tempo impiegato è di 1 ora e 10 al massimo di 1 ora e 20 minuti. Una corsa treno tra le due Città ha la durata di 65/75 minuti circa, ciò dipende dalla tipologia del treno e dalle fermate che effettua. Un pendolare che partendo da Messina con il treno regionale veloce 3865 delle ore 5.13  arrivava a Siracusa alle ore 07.55 impiegando 2 ore e 42 minuti. Lo stesso pendolare da lunedì mattina si troverà ad impiegare per fare lo stesso tragitto 3 ore e 33 minuti  (1 ora e 18 minuti percorrenza Messina-Catania in treno e  2 ore e 15 minuti in bus sino a Siracusa). Siamo fermamente convinti che nessuno dei pendolari abbonati potrà viaggiare con questi tempi di percorrenza, tenuto conto che gli orari di percorrenza dei bus non potranno mai essere rispettati a differenza degli orari di percorrenza dei treni che vanno su binari. Quali le soluzioni da adottare secondo il nostro punto di vista per cercare di ottimizzare e ridurre al minimo  i disagi?  Il Dipartimento Trasporti doveva chiedere all’impresa ferroviaria di istituire: ·         Bus sostitutivi diretti tra Catania e Siracusa; ·         Bus sostitutivi tra Catania e Augusta facendo le fermate di Bicocca e Lentini; ·         Cambi Bus + Treno così articolati: Bus sostitutivi tra Catania e Augusta e Treni Regionali da Augusta a Siracusa. Queste soluzioni se fossero state prese in considerazione avrebbero ottimizzato diminuendo gli eccessivi tempi di percorrenza tra Catania e Siracusa, rendendo così la vita più facile non solo ai pendolari del treno ma anche all’utenza turistica che in questi mesi affolleranno i nostri territori. Riteniamo doveroso fare una distinzione dei ruoli tra i due gestori del Gruppo Ferrovie dello Stato: Rete Ferroviaria Italiana Spa e Trenitalia Spa. Trenitalia ha il compito di gestire il trasporto ferroviario di persone in tutta la Regione, Rete Ferroviaria Italiana (RFI Spa) ha il compito di gestire tutta l’infrastruttura ferroviaria (linee, stazioni, etc.). Fatta questa premessa, è importante ricordare che la Regione Siciliana non ha a tutt’oggi, a differenza di altre regioni, un Accordo di Programma Quadro (APQ) con il gestore dell’infrastruttura RFI Spa, nonostante abbia sottoscritto il Contratto di Servizio per il Trasporto Ferroviario con l’impresa ferroviaria Trenitalia Spa. L’importanza di questo APQ (accordo di programma quadro), tra Regione Siciliana e RFI, è necessario e propedeutico rispetto al trasporto ferroviario perché impegnerebbe RFI, gestore della rete ferroviaria, a mettere nero su bianco i programmi di investimento e di adeguamento all’offerta della rete ferroviaria regionale attraverso: 1.   il potenziamento infrastrutturale e tecnologico; 2.   la risoluzione delle criticità, quali la rimozione dei passaggi a livello; 3.   la qualità delle performance; 4.   il mantenimento delle ferrovie minori, con l'obiettivo di aumento dell'utenza ricorrendo anche a politiche d’incentivazione ad uso turistico; 5.   l'integrazione dell'utilizzo del mezzo ferroviario con le politiche per lo sviluppo della ciclabilità; 6.   gli investimenti sulla rete in itinere, previsti e da prevedere. Questo doveva e deve essere l’obiettivo principale della Regione se vuole pianificare in modo serio e tangibile il miglioramento della rete ferroviaria esistente e di conseguenza il livello di qualità e quantità del servizio di trasporto ferroviario prima della definitiva sottoscrizione con Trenitalia del “decennale” Contratto di Servizio del trasporto ferroviario, in considerazione che la sottoscrizione di questo APQ essendo un accordo di impegno istituzionale tra le parti è a costo zero. Invitiamo ancora una volta l’assessore regionale ai trasporti On. Giovanni Pistorio e il dirigente generale del dipartimento infrastrutture e trasporti Fulvio Bellomo a voler conseguire, nel più breve tempo possibile, questo APQ (accordo di programma quadro) con RFI (Rete Ferroviaria Italiana) prima della definitiva firma del Contratto di Servizio per il trasporto ferroviario 2017-2026 garantendo così, con questo accordo, gli ammodernamenti e gli investimenti su tutta la rete regionale per rendere il trasporto ferroviario isolano sempre più efficiente ed efficace. Invitiamo i colleghi pendolari abbonati che non potranno usufruire di questo servizio di chiedere l’eventuale rimborso del titolo di viaggio magari segnalandoci alla nostra mail: comitatopendolarisiciliani@gmail.com le varie problematiche. Giosuè Malaponti - Presidente Comitato Pendolari Siciliani - Ciufer   Ti potrebbero interessare:   Catania-Siracusa: a giugno inizieranno i lavori sulla tratta ferroviaria, stop ai treni regionali e nazionali Pubblicato il bando per velocizzare la linea ferrata Bicocca – Augusta La rete ferroviaria siciliana: dopo l’abbandono si confida nell’ammodernamento  

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27 ago 2015

Mutuo piste ciclabili e Tondo Gioeni, la nota di Salvaiciclisti: « siamo increduli»

di Amedeo Paladino

Pubblichiamo la nota del movimento #salvaiciclisti Catania in merito alla delibera del Comune in cui viene disposto lo storno delle residue somme di un mutuo per la costruzione di piste ciclabili a favore dell'abbellimento artistico della rotonda del Tondo Gioeni. Abbiamo appreso dalla stampa la notizia della scelta da parte dell'amministrazione comunale di stornare somme destinate alla realizzazione di piste ciclabili per effettuare interventi di abbellimento estetico alle aiuole del tondo Gioeni. Siamo increduli. Perché se così fosse sarebbe paradossale che questa decisione sia stata presa dalla stessa persona (il nostro primo cittadino) che meno di due mesi fa ha ospitato in pompa magna tutti i sindaci delle principali città italiane impegnandoli in una conferenza nazionale sul tema della mobilità sostenibile.In tale occasione i sindaci concordemente avevano ritenuto l'applicazione di modelli di mobilità sostenibile obiettivo prioritario nelle politiche delle rispettive città amministrate. L'impegno è stato preso, fra l'altro, davanti al Ministro dell'Ambiente ed a quello delle Infrastrutture ed è stato formalizzato in un documento denominato, per l'appunto, "Carta di Catania". Sarebbe incredibile pensare che somme consistenti già presenti nelle casse del Comune e già vincolate ad interventi che potrebbero mettere Catania al pari con altre città italiane, siano state destinate ad altro, anche perché in quella occasione i sindaci hanno esternato la loro difficoltà a reperire somme da destinare allo scopo e dunque sarebbe assurdo che la nostra città, che ha avuto la fortuna di avere in cassa dei fondi li abbia destinati ad opere che non portano alcun risultato funzionale. Ci pare strano poi che tale decisione sia stata presa senza coinvolgere le associazioni ciclistiche e di mobilità sostenibile con le quali esiste già da un anno un dialogo sempre attivo nell'ambito di un tavolo tecnico. Attivo al punto che, anche in questi mesi estivi, le stesse associazioni sono state convocate più volte dall'assessorato alla mobilità per la organizzazione della settimana europea della mobilità sostenibile che si terrà a settembre anche nella nostra città. Ci appare anche strano che la decisone sia stata presa con l'avallo proprio dello stesso sindaco che è stato scelto dai colleghi in rappresentanza dell'Anci per esprimere al Vaticano l'impegno dei comuni italiani di dare corso al messaggio pontificale che sanciva l'importanza della sostenibilità ambientale nell'ambito della mobilità urbana. Ma ancora più strano ci pare che tale decisione sia stata presa nei confronti di una città in cui lo stato della mobilità e della viabilità in generale è emergenziale oltre che un problema sentito a tutti i livelli sociali e vissuto drammaticamente dalle forze economiche ed imprenditoriali. Ma ciò che è più grave nei confronti di una città dove i livelli di inquinamento atmosferico superano costantemente i limiti imposti dalla normativa europea con grave nocumento della salute dei cittadini di cui, fra l'altro, il sindaco è garante e direttamente responsabile. Per tutte queste considerazioni e poiché stentiamo a capire cosa e come sia potuto accadere quanto riportato dalla stampa ci auspichiamo che il signor Sindaco intervenga personalmente per spiegare ai cittadini, ma anche alle associazioni di volontari che hanno speso gratuitamente il loro tempo per la ciclabilità, che della mobilità sostenibile è un aspetto importante, le ragioni di questa scelta politica adottata dalla sua giunta.

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