Articolo
26 mar 2021

Aeroporto di Catania, presentata la programmazione per l’estate 2021

di Andrea Tartaglia

Nonostante la crisi del comparto aereo dovuto al perdurare della pandemia, segnali di ripresa -e di speranza per il futuro- con i movimenti previsti nei giorni delle festività pasquali e la programmazione per l'estate 2021 annunciata oggi dalla Società di gestione dell'Aeroporto di Catania Fontanarossa. La SAC, infatti, ha comunicato che, secondo le previsioni della direzione commerciale e marketing, nella settimana delle festività pasquali, ed esattamente da giovedì 1 a martedì 6 aprile 2021, i passeggeri che transiteranno presso lo scalo catanese saranno circa 66.220, 34.185 in arrivo e 32.035 in partenza. Di questi, i passeggeri nazionali saranno 59.920 (31.000 in arrivo e 28.920 in partenza) mentre i passeggeri internazionali saranno 6.300 (3.200 in arrivo e 3.100 in partenza). Impossibile il confronto con il 2020: in pieno periodo di chiusura, il periodo di Pasqua dello scorso anno aveva fatto registrare appena 19 voli nazionali – contro i 269 del 2021 – e non aveva visto operare alcun volo internazionale. Il paragone con il 2019, invece, restituisce un quadro diverso: due anni fa, i passeggeri nazionali (sempre nel periodo compreso tra il mercoledì prima di Pasqua e il giorno dopo Pasquetta) erano stati 133.828. Il calo della Pasqua 2021 rispetto all’ultimo anno pre-pandemia è dunque del 55% per quanto riguarda il comparto nazionale e del 92% per quello internazionale. Il giorno che vedrà arrivare il maggior numero di passeggeri sarà venerdì 2 aprile 2021 con 58 movimenti e 6.000 passeggeri mentre il giorno in cui si registreranno più partenze sarà lunedì 5 aprile 2021, con 47 movimenti e 5.100 passeggeri. La stagione estiva Domenica 28 marzo, il cambio dell’orario e il passaggio dall’ora solare all’ora legale segna per tutti gli aeroporti l’inizio della stagione “Summer”, che durerà fino al 31 ottobre ed è tipicamente più ricca di voli, di frequenze e di tratte. Nonostante il perdurare della pandemia e delle necessarie misure di contenimento, sono ben nove le nuove destinazioni che proprio nei mesi estivi verranno operate dall’aeroporto di Catania: quattro nazionali e cinque internazionali. Si tratta di Alghero, Brindisi, Parma, Forlì, Mykonos, Dortmund, Ibiza, Leopoli e San Pietroburgo (un gradito ritorno). Si registra, inoltre, la tendenza, da parte di alcuni vettori internazionali, ad aumentare le frequenze dei voli su tratte già effettuate negli anni scorsi: è il caso, per esempio, di Air France, che da giugno 2021 volerà a Parigi ogni giorno e che peraltro ha aggiunto alla sua offerta anche Marsiglia, e di KLM che da maggio 2021 raddoppierà le frequenze per Amsterdam. Anche il comparto nazionale mostra particolare vivacità: decisamente importante è l’aumento delle compagnie che opereranno su una rotta fondamentale per la clientela business come la Catania-Milano Linate. Volotea ha infatti già annunciato le rotazioni da Catania al city airport milanese, mentre si attendono novità anche da altri vettori. Verranno inoltre riattivate rotte molto importanti per i collegamenti con i grandi hub internazionali, come Dubai (il collegamento di flydubai ripartirà il 12 maggio) e Istanbul (con Turkish che torna a volare su Catania già il 30 marzo). «Per l’estate 2021, la seconda dall’inizio della pandemia - spiega l’amministratore delegato Sac, Nico Torrisi - nutriamo un moderato ottimismo, dato che i segnali che arrivano sono al momento meno negativi di quanto ci aspettassimo, sempre compatibilmente con la drammatica situazione che conosciamo. Nei Paesi nei quali la campagna vaccinale sta procedendo con grande velocità (Regno Unito e USA, per esempio), c’è ovviamente un grande desiderio di ricominciare a viaggiare e le richieste di informazioni e prenotazioni fioccano già sull’Italia e soprattutto su zone balneari e città d’arte. Tutto quindi lascia intendere che – come del resto già successo nell’estate 2020, quando l’aeroporto di Catania ha fatto registrare un milione di passeggeri in due mesi- Catania e la Sicilia possano tornare ad esercitare la loro attrazione verso i turisti, sia italiani che stranieri». «È molto importante, in questo periodo storico - aggiunge il Presidente Sandro Gambuzza - che le persone possano sentirsi sicure, sia durante il viaggio che una volta giunte a destinazione. Per questo, oltre a ricordare il fatto che gli aerei sono mezzi di trasporto sicurissimi, auspichiamo che tutti gli Stati possano fare rete e istituire green pass e corridoi Covid-free, in modo da incentivare gli spostamenti nel rispetto di regole e sicurezza. Registriamo poi, con grande piacere, la sempre maggiore attenzione delle compagnie aeree per l’aeroporto di Catania. Anche in un anno complicato come questo 2021, non mancano tante rotte nuove, anche internazionali ed esclusive per la Sicilia: è una testimonianza di fiducia nel settore e nelle nostre capacità di ripresa. Sono certo che con l’impegno di tutti e con l’accelerazione della campagna vaccinale sapremo presto uscire da questo periodo così difficile». Destinazioni  Andando nel dettaglio delle destinazioni che saranno raggiungibili dallo scalo etneo durante la stagione estiva 2021, la Germania resta la nazione più collegata: da Catania è infatti possibile partire per nove città tedesche (Berlino, Colonia, Düsseldorf, Francoforte, Amburgo, Hannover, Monaco, Stoccarda e la novità dell’estate 2021, Dortmund). Segue la Francia, con cinque città raggiungibili da Catania (Parigi, Bordeaux, Lione, Marsiglia e Nantes). Da e per il Regno Unito sono state riattivate tre rotte: Londra, Bristol e Manchester. Spagna, Svizzera, Romania e Polonia vedono la ripartenza di tre rotte per ciascun paese: Madrid, Barcellona, Siviglia, Basilea, Ginevra, Zurigo, Bucarest, Bacau, Iasi, Varsavia, Katowice e Cracovia. Sarà inoltre ancora possibile volare verso Austria (Vienna), Belgio (Bruxelles), Bulgaria (Sofia), Grecia (Atene), Lettonia (Riga), Lussemburgo, Malta, Marocco (Casablanca), Olanda (Amsterdam e Eindhoven), Ucraina (Kiev, novità estate 2020), Ungheria (Budapest), Repubblica Ceca (Praga), Slovacchia (Bratislava) e Albania (Tirana, già novità estate 2020). E poi, Israele (Tel Aviv), Dubai, Russia (Mosca, oltre alla già citata San Pietroburgo), Turchia (Istanbul), Danimarca (Copenaghen), Svezia (Stoccolma) e Norvegia (Oslo). Tutti i voli, al momento, sono operati dal Terminal A dell'aerostazione etnea. Il Terminal C rimane adibito a centro di controllo per la rilevazione dei contagi da SarsCov2. Per questa stagione estiva, pur a regime ridotto, l'aeroporto sarà inoltre finalmente servito, per la prima volta, dal trasporto ferroviario grazie all'operatività della nuova stazione FS limitrofa del passante ferroviario, collega al terminal A in tre minuti tramite servizio navetta gratuito gestito dall'Amt. Ti potrebbero interessare: Aeroporto di Catania Fontanarossa Attivi i collegamenti ferroviari da/per l'aeroporto di Catania

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
09 dic 2020

Sosta selvaggia, l’incredibile richiesta della Cidec Catania: «non si facciano multe»

di Andrea Tartaglia

A Catania non si finisce mai di stupirsi. Così, mentre tanti cittadini e associazioni civiche si sgolano per chiedere il rispetto della legalità e di orientare lo sviluppo della città verso modelli di mobilità sostenibile (come ormai avviene sistematicamente in tutte le altri grandi città italiane ed europee), con misure atte a scoraggiare il traffico gommato privato e a privilegiare trasporto pubblico e mobilità dolce caratterizzata da pedoni, ciclisti e altri nuovi mezzi come monopattini elettrici, chiaramente con un miglioramento infrastrutturale dei tessuti urbani, c'è chi invece chiede di non elevare contravvenzioni e consentire la sosta selvaggia per favorire lo shopping natalizio. E questa richiesta viene addirittura formulata ufficialmente, come se fosse una cosa normale e del tutto lecita. L'assurda istanza è stata avanzata da Lorenzo Costanzo, segretario della Cidec (Confederazione Italiana degli Esercenti Commercianti), come riporta la nota apparsa sul quotidiano La Sicilia nell'edizione del 9 dicembre 2020. In particolare, la richiesta mira a far sospendere l'utilizzo dello Street Control sino al 7 gennaio, in modo che i clienti dei negozi possano parcheggiare davanti alla bottega "per pochi istanti, per far compere senza timori". Francamente dover commentare una nota ufficiale del genere è qualcosa che non è normale nel 2021. Chi avanza questa richiesta sta, di fatto, chiedendo di permettere azioni che non sono solo illegali (peculiarità già di per sé sufficiente), ma che nuocciono gravemente al sistema della mobilità urbana, al traffico, alla vivibilità degli spazi pubblici e alla salute delle persone. Immaginiamo, ad esempio, via Umberto, già piagata dalla sosta selvaggia: ogni sosta in doppia fila "per pochi istanti" viene continuamente rimpiazzata da altre auto, con una doppia fila che diventa quindi costante, generando così colonne di traffico che possono essere smaltite solo invadendo, controsenso, la corsia preferenziale dei mezzi pubblici, rallentandone enormemente i tempi di percorrenza del tragitto, rendendoli meno efficienti e quindi penalizzando chi si avvale della rete bus urbana. Lo "street control", tra l'altro, è uno strumento utilissimo, purtroppo già ampiamente sottoutilizzato, il cui impiego costante e incrementato sarebbe di grosso aiuto per scoraggiare pessime abitudini e frequenti infrazioni del codice della strada che fanno di Catania una "giungla urbana". Richieste sensate, invece, vorrebbero tutto l'opposto: per rimanere sull'esempio di via Umberto, almeno il tratto tra piazza Ettore Majorana e via Etnea andrebbe pedonalizzato (come peraltro richiesto da numerosi commercianti), divenendo così molto più attraente per i clienti dei negozi (come -guarda caso- avviene nella via Etnea chiusa al traffico). Andrebbe richiesto un potenziamento dei mezzi pubblici (mentre si è assistito, ad esempio, alla chiusura della metropolitana il giorno dell'Immacolata, con il centro storico congestionatissimo e pieno di avventori) o comunque un incentivo a ricorrere a forme diverse dal mezzo privato, quantomeno per le aree più centrali della città. Appare desolante, dunque, constatare che i commercianti siano invece rappresentati da chi ha una visione della città che si può definire, a voler essere buoni, anacronistica. Ti potrebbe interessare: Via Umberto pedonale: un possibile piano viario alternativo per la sua attuazione  

Leggi tutto    Commenti 2
Articolo
01 ago 2018

Catania, avviata la programmazione della settimana europea della mobilità 2018

di Mobilita Catania

Si è tenuto lunedì un tavolo tecnico presso il Palazzo degli Elefanti, convocato dall'Assessore alla mobilità Giuseppe Arcidiacono del Comune di Catania, per definire il programma della settimana della mobilità in calendario dal 16 al 22 settembre. Presenti addetti ai lavori, rappresentanti del mondo dell'associazionismo, dell'Università. “Cambia e Vai” è lo slogan della settimana delle mobilità che si svolgerà in città l'ultima settimana dell'estate sul tema della multimodalità. L'annuncio è stato dato dall'assessore al ramo al termine della conferenza di servizi convocata nel Palazzo degli Elefanti per definire programma e aspetti logistici della manifestazione. L'iniziativa, promossa dalla Commissione europea e dal ministero dell'Ambiente, è stata “fatta propria” dall'amministrazione Pogliese con l'obiettivo di sensibilizzare a nuovi modelli di mobilità improntati alla sostenibilità e al rispetto dell'ambiente. Hanno partecipato all'incontro, in aula consiliare, dirigenti e funzionari comunali, addetti ai lavori, rappresentanti del mondo dell'associazionismo, dell'Università, del liceo artistico Emilio Greco, dell'Amt. Assente la Ferrovia Circumetnea. Le proposte al centro del confronto hanno spaziato dalla pedonalizzazione di alcuni tratti viari e piazze alle ztl, dal potenziamento delle aree di parcheggio alle piste ciclabili e a percorsi finalizzati alla salvaguardia della biodiversità. Il programma della Settimana sarà messo nero su bianco in occasione del prossimo tavolo tecnico previsto il 4 settembre nella sede dell'assessorato, al Faro Biscari. «L'idea dell'Amministrazione – ha detto Arcidiacono – è quella di lavorare in sintonia con associazioni, commercianti, cittadini, e di attenzionare richieste e proposte per sviluppare tutti insieme un nuovo modello di mobilità cittadina che vada oltre il limite temporale del periodo della manifestazione». Apprezzamento per il costruttivo confronto è stato espresso dai rappresentanti o delegati delle associazioni presenti tra le quali Mobilita Catania, Legambiente, Wwf, Fiab Catania Monta in Bike Sicilia, Fiab Sicilia, Fiab Catania, Etna e Dintorni Fie, Cai Club alpino italiano, Catania in bici, Bradipionbike e Mobilità sostenibile Catania. Mobilita Catania, in particolare, ha suggerito che in occasione della settimana della mobilità si possano attuare sperimentazioni ben strutturate in modo tale che possano tradursi in soluzioni definitive, e non limitate all'arco di pochi giorni, come ad esempio la creazione di una ulteriore porzione di Ztl lungo via Paternò, via San Michele e in piazza Manganelli, ossia in un'area prossima e ben servita dai mezzi pubblici, metropolitana in primis. Inoltre, facendo seguito alle dichiarazioni del Prof. Inturri per conto dell'Università di Catania, che ha proposto di incentivare l'utilizzo del parcheggio scambiatore Santa Sofia in intermodalità con metro shuttle e metropolitana, questa testata ha ricordato all'Amministrazione Comunale che il successo di un parcheggio scambiatore non dipende solo dall'efficienza e promozione di quest'ultimo, ma anche di una costante attenzione al rispetto del centro storico e alla limitazione reale dell'ingresso delle auto in pieno centro, compresa una seria e sistematica lotta alla sosta selvaggia. Mobilita Catania ha auspicato, infine, che la direzione in tema di mobilità di questa nuova Amministrazione comunale possa essere quella di tendere alla creazione di una grande zona a traffico limitato del centro storico, in contrasto con alcune richieste avanzate recentemente dal mondo del commercio tendenti a proporre ormai anacronistiche limitazioni alle Ztl e più "flessibilità" per l'accesso ai mezzi, nonché riduzioni orarie. L'orientamento intrapreso dalle moderne città europee, compresa la vicina Palermo, è esattamente opposto.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
16 apr 2018

Catania, Google Maps e la metro che non c’è

di Andrea Tartaglia

Un leitmotiv che a Catania è ricorrente ormai da più di un anno è senza dubbio il recente sviluppo della metropolitana della città, che ha portato finalmente tanti catanesi e non solo a muoversi sottoterra per spostarsi in città. E non c'è che da esserne lieti, anche in vista delle ulteriori novità in dirittura d'arrivo, giacché entro quest'anno sarà ultimata anche l'estensione da Nesima a Monte Po, con la stazione intermedia di viale Fontana direttamente collegata all'ospedale Garibaldi nuovo, mentre la talpa comincerà a scavare il tunnel della tratta Palestro-Stesicoro partendo dal cantiere di via Palermo. Bene, dunque, fanno i catanesi a essere orgogliosi della loro metropolitana, ma il pur giustificabile entusiasmo non deve nascondere e far mettere da parte alcuni aspetti che ancora, invece, possono e devono essere migliorati. Ne avevamo già parlato in questo articolo, citando, per esempio, la mancanza di display in funzione e di annunci vocali di fermata nei treni, oppure l'assurda chiusura nei giorni festivi, oppure, ancora, la frequenza pomeridiana di quindici minuti che comincia a far pesare un po' l'attesa. Aspetti che prima o poi, com'è nell'ordine delle cose, saranno certamente risolti: per ognuno di essi ci sono ragioni tecniche ed economiche che, questo è l'auspicio, la Ferrovia Circumetnea cercherà di superare quanto prima. Ma oggi vogliamo focalizzarci su un aspetto in particolare che, visto dall'esterno, sembrerebbe davvero di veloce e banale risoluzione ma che ancora tarda a concretizzarsi. Tra tutte le città d'Italia (e del mondo) dotate di metropolitana, infatti, Catania è incredibilmente l'unica a non vedere segnalate le fermate della propria metro sulla piattaforma web di Google Maps. Google Maps è la mappa digitale più consultata dagli utenti, sia dai presidî internet fissi sia da quelli mobili come smartphone e navigatori satellitari. Soprattutto chi non conosce bene una città, ne fa un ampissimo uso alla ricerca di strade, luoghi di interesse e, non ultime, informazioni utili sul trasporto pubblico locale. Le fermate della metropolitana, in particolare, sono contrassegnate da una riconoscibile iconcina recante una M bianca su fondo rosso, posta in corrispondenza delle stazioni di cui riporta il nome. In Italia, com'è ovvio, sono segnalate su Google Maps tutte le fermate delle metropolitane pesanti di Roma, Milano, Napoli e Genova, ma anche quelle delle metropolitane leggere automatiche di Torino e Brescia nonché della metroferrovia di Bari. Catania, pur dotata di metro di tipo tradizionale, non fornisce ai numerosissimi utenti di Google Maps la preziosa quanto semplice informazione. Ecco una serie di schermate che appaiono agli utenti quando ricercano le città italiane: senza bisogno di specificare alcun mezzo di trasporto nella ricerca, come si vede, appaiono automaticamente le indicazioni delle fermate metro. Tranne a Catania. Alla Ferrovia Circumetnea, in quanto ente gestore della metropolitana, il compito di richiedere a Google (o di sollecitare, se già fatto), l'inserimento di queste informazioni grafiche tanto semplici quanto utili. A margine, va pure detto che una mappa alternativa a Google Maps, cioè quella di Bing Maps, segnala invece la presenza della metropolitana catanese ma non è aggiornata: segnala ancora solo la tratta Borgo-Porto (di cui, oltretutto, sono ormai chiuse due stazioni della diramazione Galatea-Porto). Solo l'app di Moovit, che però certamente ha un bacino di utenza decisamente inferiore, segnala correttamente tutte le fermate della metropolitana di Catania. La metro a Catania, insomma, c'è, funziona ed è utile. Ma le mappe digitali che il mondo digitale del XXI secolo propone, in gran parte non lo sanno ancora. È ora di un aggiornamento! Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Storia e sviluppi futuri Metro etnea, da un anno si viaggia da Nesima a Stesicoro. E nel prossimo futuro… Metropolitana di Catania da “Stesicoro” all’Aeroporto: dove saranno le stazioni FOTO | Metropolitana, giù il diaframma: completa la galleria Nesima-Monte Po VIDEO | Metropolitana di Catania, in volo sul cantiere Nesima-Monte Po VIDEO | L’estrazione e il trasporto della talpa che ha scavato la galleria metropolitana

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
20 set 2017

Dopo la riapertura della tratta ferroviaria Catania-Siracusa continuano disagi e ritardi

di Mobilita Catania

Dopo la riapertura della tratta ferroviaria Catania-Siracusa, chiusa dal 18 giugno scorso per interventi di manutenzione straordinaria e potenziamento infrastrutturale della linea Bicocca-Siracusa, riceviamo e pubblichiamo la nota del Comitato Pendolari Siciliani - Ciufer in merito ai disservizi e ai ritardi che continuano a verificarsi sulla linea. Domenica 10 settembre riapriva la tratta ferroviaria Siracusa-Catania-Messina, dopo circa ottanta giorni di chiusura per lavori di ammodernamento e velocizzazione. Diversi sono stati i disagi e le disattenzioni nei confronti della clientela, da parte di Rete Ferroviaria Italiana e di Trenitalia, a differenza della precedente chiusura, nello stesso periodo, dello scorso anno. Lo scorso anno tutti i treni, soppressi e sostituiti con bus, venivano fatti partire dal primo binario a differenza di quanto è avvenuto quest'anno. Una grave disattenzione, da parte di Rete Ferroviaria Italiana, che ha previsto le partenze dei treni dal settimo, dal terzo e/o dal quinto binario nonostante alcuni di questi erano previsti in orario in partenza dal primo. Ciò ha creato disagi a buona parte dell'utenza che si è trovata a scendere e salire scale per raggiungere i binari di partenza, non essendo la stazione di Catania dotata di alcun ascensore. Ma torniamo alla riapertura della tratta ferroviaria in questione. Se si ammoderna e si velocizza si dovrebbero ridurre i tempi di percorrenza e gli eventuali disagi-disservizi. Ma così non è stato nella prima settimana e precisamente dall'11 al 16 settembre abbiamo tenuto d'occhio diciannove treni regionali e regionali veloci da e per Siracusa. In totale in questi sei giorni abbiamo monitorato 114 treni, 19 ogni giorno, che hanno accumulato ritardi per 1691 minuti pari a oltre 28 ore. Oltre a questi disagi-disservizi viene diffusa una locandina da parte di Trenitalia che recita: - dall'11 settembre al 10 ottobre 2017 - Linea Messina-Catania-Siracusa - Modifiche circolazione treni - "Da lunedì 11 settembre a martedì 10 ottobre 2017, per lavori di potenziamento infrastrutturale nella stazione di Lentini, i treni sulla linea Messina-Catania-Siracusa subiranno variazioni. I quadri murali esposti nelle stazioni saranno aggiornati con la nuova offerta oraria dal 10 settembre, per ulteriori informazioni e dettaglio dei treni interessati: emettitrici automatiche self service ETS, www.trenitalia.com>Informazioni>Orario Ferroviario "In Treno", uffici informazioni e assistenza clienti e biglietterie". Di questa locandina e delle variazioni paventate non è stato dovutamente informato il Dipartimento Regionale dei Trasporti che sentito dal Comitato non sapeva, nel dettaglio, quali variazioni fossero state attuate sino al 10 di ottobre: ci sembra alquanto strano che il Committente, la Regione Siciliana, non venga prontamente ed adeguatamente informata delle variazioni relative all'offerta commerciale che si va a modificare. Tra l'altro ci sembra doveroso segnalare ancora una volta che il Contratto di Servizio per il trasporto ferroviario in Sicilia è scaduto da nove mesi circa e precisamente il 31/12/2016 e nessuno è a conoscenza della bozza contrattuale nè si sanno quali siano gli intendimenti della Regione/Dipartimento Trasporti per l'eventuale rinnovo, giusta nostra segnalazione a mezzo PEC all'ART (Autorità Regolazione Trasporti del 05/12/2016. L'unico dato certo è che nel collegato alla finanziaria 2017 l'Ars ha approvato ulteriori 83,3 milioni di euro da integrare a partire dal 2020 sino al 2026 ai 111,5 milioni/annui del Contratto di Servizio 2017-2026 ancora da redigere e da sottoscrivere e del quale nessuno ad oggi conosce i contenuti.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
20 giu 2016

Tratta ferroviaria Catania-Siracusa, da oggi la chiusura: “servizio sostitutivo bus insufficiente”

di Amedeo Paladino

La tratta ferroviaria Catania-Siracusa sarà interessata da lavori di ammodernamento da oggi, 20 giugno, al 3 settembre. L’intervento rientra nell’ambito del 1° Programma delle Infrastrutture Strategiche (delibera n. 121/2001) per l’asse ferroviario Salerno – Reggio Calabria – Palermo – Catania Il progetto prevede la velocizzazione di una tratta di circa 70 km a binario semplice tra Bicocca e Targia, attraverso varianti di tracciato, la costruzione di una nuova galleria e la soppressione di tutti i passaggi a livello esistenti. Questo consentirà un miglioramento complessivo, sui tempi di percorrenza medi, di circa il 13%, pari a una riduzione di circa 9 minuti. Pubblichiamo il comunicato del Comitato Pendolari Siciliani La chiusura della linea ferroviaria Catania-Siracusa da lunedì 20 giugno diventa effettiva sino al 3 settembre 2016. Questa chiusura, ha messo in evidenza una situazione assurda non tanto per la decisione di chiudere la linea ferroviaria nel periodo estivo ma dal fatto che né i territori interessati, nè la Regione erano stati preventivamente informati dei lavori da realizzare e della relativa chiusura. Le soluzioni adottate e concordate con i dirigenti del Dipartimento Infrastrutture e Trasporti dott. Fulvio Bellomo, dirigente generale, e dott.ssa Carmen Madonia dirigente del Servizio 4° Trasporto ferroviario, a partire da lunedì 20 giugno, non sono a parer nostro delle migliori per ottimizzare disagi e disservizi. Dagli orari dei bus che dovranno sostituire le corse dei treni, in entrambe le direzioni, riscontriamo che i tempi di percorrenza sono abbastanza lunghi per come è stato strutturato il servizio sostitutivo e che riteniamo non del tutto funzionali. Alcuni esempi: ·         Bus PA407 delle ore 6.15 esegue le fermate di Bicocca, Lentini, Augusta, Priolo-Melilli e arriva a Siracusa alle ore 8.30 - in totale 5 fermate - tempo impiegato 2 ore e 15 minuti - costo euro 6,90; ·         Bus PA407 + Treno Regionale 8587 delle ore 6.15 esegue le fermate di Bicocca, Lentini e arriva ad Augusta alle ore 7.33 per poi attendere 21 minuti e ripartire con il treno regionale n. 8587 delle ore 7.54 che effettua la fermata di Priolo-Melilli arrivando a Siracusa alle ore 8.19 -  in totale 5 fermate - tempo impiegato 2 ore e 4 minuti – costo euro 6,90; ·         Bus LP955 delle ore 8.40 esegue le fermate Lentini a Augusta per giungere a Siracusa alle ore  10.30 - in totale 3 fermate - tempo impiegato 1 ora e 50 minuti -  costo di euro 7,40 (questo bus sostituisce gli Intercity) Una corsa bus di un’azienda di trasporto tra Catania e Siracusa costa circa euro 6,20 ed il tempo impiegato è di 1 ora e 10 al massimo di 1 ora e 20 minuti. Una corsa treno tra le due Città ha la durata di 65/75 minuti circa, ciò dipende dalla tipologia del treno e dalle fermate che effettua. Un pendolare che partendo da Messina con il treno regionale veloce 3865 delle ore 5.13  arrivava a Siracusa alle ore 07.55 impiegando 2 ore e 42 minuti. Lo stesso pendolare da lunedì mattina si troverà ad impiegare per fare lo stesso tragitto 3 ore e 33 minuti  (1 ora e 18 minuti percorrenza Messina-Catania in treno e  2 ore e 15 minuti in bus sino a Siracusa). Siamo fermamente convinti che nessuno dei pendolari abbonati potrà viaggiare con questi tempi di percorrenza, tenuto conto che gli orari di percorrenza dei bus non potranno mai essere rispettati a differenza degli orari di percorrenza dei treni che vanno su binari. Quali le soluzioni da adottare secondo il nostro punto di vista per cercare di ottimizzare e ridurre al minimo  i disagi?  Il Dipartimento Trasporti doveva chiedere all’impresa ferroviaria di istituire: ·         Bus sostitutivi diretti tra Catania e Siracusa; ·         Bus sostitutivi tra Catania e Augusta facendo le fermate di Bicocca e Lentini; ·         Cambi Bus + Treno così articolati: Bus sostitutivi tra Catania e Augusta e Treni Regionali da Augusta a Siracusa. Queste soluzioni se fossero state prese in considerazione avrebbero ottimizzato diminuendo gli eccessivi tempi di percorrenza tra Catania e Siracusa, rendendo così la vita più facile non solo ai pendolari del treno ma anche all’utenza turistica che in questi mesi affolleranno i nostri territori. Riteniamo doveroso fare una distinzione dei ruoli tra i due gestori del Gruppo Ferrovie dello Stato: Rete Ferroviaria Italiana Spa e Trenitalia Spa. Trenitalia ha il compito di gestire il trasporto ferroviario di persone in tutta la Regione, Rete Ferroviaria Italiana (RFI Spa) ha il compito di gestire tutta l’infrastruttura ferroviaria (linee, stazioni, etc.). Fatta questa premessa, è importante ricordare che la Regione Siciliana non ha a tutt’oggi, a differenza di altre regioni, un Accordo di Programma Quadro (APQ) con il gestore dell’infrastruttura RFI Spa, nonostante abbia sottoscritto il Contratto di Servizio per il Trasporto Ferroviario con l’impresa ferroviaria Trenitalia Spa. L’importanza di questo APQ (accordo di programma quadro), tra Regione Siciliana e RFI, è necessario e propedeutico rispetto al trasporto ferroviario perché impegnerebbe RFI, gestore della rete ferroviaria, a mettere nero su bianco i programmi di investimento e di adeguamento all’offerta della rete ferroviaria regionale attraverso: 1.   il potenziamento infrastrutturale e tecnologico; 2.   la risoluzione delle criticità, quali la rimozione dei passaggi a livello; 3.   la qualità delle performance; 4.   il mantenimento delle ferrovie minori, con l'obiettivo di aumento dell'utenza ricorrendo anche a politiche d’incentivazione ad uso turistico; 5.   l'integrazione dell'utilizzo del mezzo ferroviario con le politiche per lo sviluppo della ciclabilità; 6.   gli investimenti sulla rete in itinere, previsti e da prevedere. Questo doveva e deve essere l’obiettivo principale della Regione se vuole pianificare in modo serio e tangibile il miglioramento della rete ferroviaria esistente e di conseguenza il livello di qualità e quantità del servizio di trasporto ferroviario prima della definitiva sottoscrizione con Trenitalia del “decennale” Contratto di Servizio del trasporto ferroviario, in considerazione che la sottoscrizione di questo APQ essendo un accordo di impegno istituzionale tra le parti è a costo zero. Invitiamo ancora una volta l’assessore regionale ai trasporti On. Giovanni Pistorio e il dirigente generale del dipartimento infrastrutture e trasporti Fulvio Bellomo a voler conseguire, nel più breve tempo possibile, questo APQ (accordo di programma quadro) con RFI (Rete Ferroviaria Italiana) prima della definitiva firma del Contratto di Servizio per il trasporto ferroviario 2017-2026 garantendo così, con questo accordo, gli ammodernamenti e gli investimenti su tutta la rete regionale per rendere il trasporto ferroviario isolano sempre più efficiente ed efficace. Invitiamo i colleghi pendolari abbonati che non potranno usufruire di questo servizio di chiedere l’eventuale rimborso del titolo di viaggio magari segnalandoci alla nostra mail: [email protected] le varie problematiche. Giosuè Malaponti - Presidente Comitato Pendolari Siciliani - Ciufer   Ti potrebbero interessare:   Catania-Siracusa: a giugno inizieranno i lavori sulla tratta ferroviaria, stop ai treni regionali e nazionali Pubblicato il bando per velocizzare la linea ferrata Bicocca – Augusta La rete ferroviaria siciliana: dopo l’abbandono si confida nell’ammodernamento  

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
27 ago 2015

Mutuo piste ciclabili e Tondo Gioeni, la nota di Salvaiciclisti: « siamo increduli»

di Amedeo Paladino

Pubblichiamo la nota del movimento #salvaiciclisti Catania in merito alla delibera del Comune in cui viene disposto lo storno delle residue somme di un mutuo per la costruzione di piste ciclabili a favore dell'abbellimento artistico della rotonda del Tondo Gioeni. Abbiamo appreso dalla stampa la notizia della scelta da parte dell'amministrazione comunale di stornare somme destinate alla realizzazione di piste ciclabili per effettuare interventi di abbellimento estetico alle aiuole del tondo Gioeni. Siamo increduli. Perché se così fosse sarebbe paradossale che questa decisione sia stata presa dalla stessa persona (il nostro primo cittadino) che meno di due mesi fa ha ospitato in pompa magna tutti i sindaci delle principali città italiane impegnandoli in una conferenza nazionale sul tema della mobilità sostenibile.In tale occasione i sindaci concordemente avevano ritenuto l'applicazione di modelli di mobilità sostenibile obiettivo prioritario nelle politiche delle rispettive città amministrate. L'impegno è stato preso, fra l'altro, davanti al Ministro dell'Ambiente ed a quello delle Infrastrutture ed è stato formalizzato in un documento denominato, per l'appunto, "Carta di Catania". Sarebbe incredibile pensare che somme consistenti già presenti nelle casse del Comune e già vincolate ad interventi che potrebbero mettere Catania al pari con altre città italiane, siano state destinate ad altro, anche perché in quella occasione i sindaci hanno esternato la loro difficoltà a reperire somme da destinare allo scopo e dunque sarebbe assurdo che la nostra città, che ha avuto la fortuna di avere in cassa dei fondi li abbia destinati ad opere che non portano alcun risultato funzionale. Ci pare strano poi che tale decisione sia stata presa senza coinvolgere le associazioni ciclistiche e di mobilità sostenibile con le quali esiste già da un anno un dialogo sempre attivo nell'ambito di un tavolo tecnico. Attivo al punto che, anche in questi mesi estivi, le stesse associazioni sono state convocate più volte dall'assessorato alla mobilità per la organizzazione della settimana europea della mobilità sostenibile che si terrà a settembre anche nella nostra città. Ci appare anche strano che la decisone sia stata presa con l'avallo proprio dello stesso sindaco che è stato scelto dai colleghi in rappresentanza dell'Anci per esprimere al Vaticano l'impegno dei comuni italiani di dare corso al messaggio pontificale che sanciva l'importanza della sostenibilità ambientale nell'ambito della mobilità urbana. Ma ancora più strano ci pare che tale decisione sia stata presa nei confronti di una città in cui lo stato della mobilità e della viabilità in generale è emergenziale oltre che un problema sentito a tutti i livelli sociali e vissuto drammaticamente dalle forze economiche ed imprenditoriali. Ma ciò che è più grave nei confronti di una città dove i livelli di inquinamento atmosferico superano costantemente i limiti imposti dalla normativa europea con grave nocumento della salute dei cittadini di cui, fra l'altro, il sindaco è garante e direttamente responsabile. Per tutte queste considerazioni e poiché stentiamo a capire cosa e come sia potuto accadere quanto riportato dalla stampa ci auspichiamo che il signor Sindaco intervenga personalmente per spiegare ai cittadini, ma anche alle associazioni di volontari che hanno speso gratuitamente il loro tempo per la ciclabilità, che della mobilità sostenibile è un aspetto importante, le ragioni di questa scelta politica adottata dalla sua giunta.

Leggi tutto    Commenti 1

Ultimi commenti