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18 set 2021

Pedonalizzazione intorno al Castello Ursino, grande successo: si pensa a renderla permanente

di Mobilita Catania

Pienamente riuscito, ieri sera, il primo esperimento della pedonalizzazione notturna attorno al Castello Ursino, con le strade attigue al maniero federiciano chiuse al traffico veicolare dall'Amministrazione Comunale per cinque giorni, in occasione della settimana della mobilità sostenibile, al fine di valorizzare e rendere più agevole la passeggiata di catanesi e turisti in una delle zone a maggiore voazione turistica di Catania. Un contesto ordinato, senza sosta selvaggia e traffico veicolare, che ha esaltato ancora di più l’illuminazione del castello, attivata nei mesi scorsi dall'Amministrazione Comunale. Il presidio della Polizia Municipale, con l'ausilio dei dipendenti di Sostare, seppur solamente dalle ore 19 alle 24, ha fatto sì che fosse un esordio positivo della sperimentazione voluta dal sindaco Salvo Pogliese e dell’assessore Pippo Arcidiacono e di tutta la giunta, che ha deliberato l'adesione alla settimana europea della mobilità sostenibile. Una settimana di eventi, nel segno della mobilità green, dal 16 al 22 settembre, in cui è stato inserito il progetto di pedonalizzare temporaneamente anche l'area di Castello Ursino. «Ho ricevuto diversi apprezzamenti per la riuscita del debutto della chiusura sperimentale al traffico veicolare della zona del Castello Ursino -ha detto il sindaco Salvo Pogliese-. Un incoraggiamento a proseguire su questo percorso, considerata l'apertura di numerose attività ristorative e un crescente aumento di frequentatori della zona, caratterizzata dalla presenza del maniero federiciano con il museo civico, che da ieri ospita una mostra fotografica di rilievo mondiale con ingresso al prezzo ridotto di appena due euro. Continueremo a monitorare l’andamento della sperimentazione, valutando eventuali correttivi suggeriti dagli operatori commerciali e dai residenti, perché riteniamo che il dialogo sia il modo migliore per raggiungere l'obiettivo di rendere stabile la pedonalizzazione, analogamente a quanto accade nelle grandi aree urbane che hanno beni culturali di rilevante valore storico da tutelare». L’assessore Arcidiacono, che ha curato gli aspetti realizzativi della pedonalizzazione, effettuando un sopralluogo in piazza Federico II di Svevia, ha annunciato che il Comune è pronto ad attivare una navetta dell'Amts per consentire di lasciare l'automobile nel vicino parcheggio di via Plebiscito e in pochi minuti raggiungere la zona del Castello Ursino, proprio al fine di ridurre il percorso in auto di quanti si servono ancora di questo mezzo per raggiungere il centro storico. L'area pedonale interessata alla pedonalizzazione, con interdizione degli autoveicoli, purtroppo solo dalle ore 19:00 a mezzanotte, riguarda via Castello Ursino, da via Riccardo da Lentini a piazza Federico di Svevia; piazza Federico II di Svevia, carreggiata ovest, carreggiata nord, carreggiata sud e carreggiata est da carreggiata sud-via Bufalo a via Grimaldi; via Alaimo; via Sant’ Angelo Custode, da piazza Federico II di Svevia a via Plebiscito; via Bufalo. Inoltre sono interessate a pedonalizzazioni temporanee, nell’ambito della settimana europea della mobilità sostenibile, anche largo Odeon e piazza Cardinale Pappalardo (già Duca di Genova), fino al 22 settembre.   Ti potrebbero interessare: Catania, il Comune annuncia un vasto piano di pedonalizzazioni: sarà vera rivoluzione? Micro aree pedonali, un’opportunità immediata per migliorare la qualità del centro L’im-mobilità a Catania: le inquietanti dichiarazioni dell’assessore alla mobilità Le pedonalizzazioni fanno bene al commercio (e non solo), ma per l’amministrazione catanese sono un taboo Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti

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16 set 2021

Settimana della Mobilità Sostenibile, pedonalizzazione sperimentale attorno al Castello Ursino

di Mobilita Catania

Piazza Federico II di Svevia e alcune delle vie nei pressi del Castello Ursino, dal 17 al 22 settembre, in via sperimentale, saranno pedonalizzate nelle ore serali. Lo ha stabilito l'Amministrazione Comunale nell’ambito della settimana della mobilità sostenibile, manifestazione di carattere europeo a cui la giunta comunale ha aderito, per sensibilizzare i cittadini a un utilizzo più razionale del mezzo privato a favore di quello pubblico, dando priorità agli spostamenti a piedi su aree pubbliche riservate. «La zona del Castello Ursino -ha detto il sindaco Salvo Pogliese- ha subito notevoli trasformazioni con l'apertura di numerose attività commerciali e un crescente aumento di frequentatori della zona, caratterizzata dalla presenza del maniero federiciano e del museo civico, meta di turisti e visitatori ma anche ospiti di pub e ristoranti nelle ore  serali con i prospetti del castello illuminati. Abbiamo scelto la strada della gradualità e del confronto con gli operatori, a differenza del passato, perché riteniamo che il dialogo sia il modo migliore per raggiungere l'obiettivo che da tempo, insieme all’assessore Pippo Arcidiacono e tutta la giunta, auspichiamo e come  sollecitano giustamente le associazioni di tutela ambientale. Insieme ai commercianti e ai residenti della zona di Castello Ursino, abbiamo comunemente deciso, dopo un costruttivo confronto in Municipio, di valutare con attenzione il risultato di questa sperimentazione. Se necessario e indispensabile apportare correttivi lo faremo, in modo da renderla progressivamente stabile.  Analogamente a quanto  accade nelle grandi  aree urbane che hanno beni culturali di rilevante valore  storico da tutelare e  nell'interesse degli stessi operatori commerciali, che come in tutte le città d'arte che puntano sul turismo, dalle pedonalizzazioni traggono vantaggio». L'area pedonale interessata alla pedonalizzazione, con interdizione degli autoveicoli, dalle ore 19:00 a mezzanotte, secondo la proposta messa a punto dall’assessorato del traffico urbano, guidato da Pippo Arcidiacono, riguarda via Castello Ursino, da via Riccardo da Lentini a piazza Federico II di Svevia; piazza Federico II di Svevia, carreggiata ovest, carreggiata nord, carreggiata sud e carreggiata est da carreggiata sud-via Bufalo- a via Grimaldi; via Alaimo; via Sant’ Angelo Custode, da piazza Federico II di Svevia a via Plebiscito; via Bufalo. Ti potrebbero interessare: Catania, il Comune annuncia un vasto piano di pedonalizzazioni: sarà vera rivoluzione? Micro aree pedonali, un’opportunità immediata per migliorare la qualità del centro L’im-mobilità a Catania: le inquietanti dichiarazioni dell’assessore alla mobilità Le pedonalizzazioni fanno bene al commercio (e non solo), ma per l’amministrazione catanese sono un taboo Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti

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03 set 2021

Ferrovia Circumetnea, anche per la stazione di Misterbianco avviata la ristrutturazione

di Vincenzo La Rosa

Dopo la stazione di Paternò e quella di Cibali, anche per la stazione di Misterbianco è arrivato il momento di essere un po' svecchiata. Da qualche settimana è stata avviata la fase di ristrutturazione: la prima cosa che salta subito all'occhio è il cambio del colore (dal bordeaux al tradizionale giallo, colore che tempo fa veniva usato in modo "standard" per le infrastrutture ferroviarie, quali fabbricati viaggiatori, magazzini, servizi igienici, eccetera). Il cambio del colore è dovuto probabilmente al fatto che l'azienda sta volendo uniformare tutte le strutture (molto tempo fa, quasi tutte le stazione e i caselli erano stati verniciati di colore bordeaux, tuttavia, alcune di queste erano rimaste di colore giallo, come ad esempio la stazione di Cibali e quella di Paternò). La ristrutturazione non si limita solo alla parte estetica, infatti verranno effettuate diverse modifiche strutturali, come la sostituzione delle attuali porte e infissi in legno con quelli in metallo, la ristrutturazione del muretto a ridosso dei servizi igienici, l'installazione della striscia gialla e qualche ritocco alla sala d'attesa e all'ufficio del personale. Già da qualche mese anche i servizi igienici sono in corso di rinnovo, tuttavia i lavori di quest'ultimi sono in sospeso. Inizialmente il progetto prevedeva che i lavori di ristrutturazione della stazione in questione iniziassero dopo la conclusione dei lavori ai servizi igienici. Non sarebbe male se l'orto che c'è alla destra della stazione (quello a ridosso della parete est della stazione) venisse soppresso insieme al muretto con la recinzione, il tutto venisse pavimentato e venissero allestite delle panchine per i passeggeri in attesa: questo renderebbe la stazione più spaziosa, più moderna e soprattutto più pulita e ordinata, poiché quel terreno (e non solo) viene utilizzato da molte persone che portano i propri cani ad espletare i loro bisogni fisiologici. Ricordiamo che i terreni ubicati presso le stazioni venivano usati tanti anni fa dai capistazione che vivevano con le loro famiglie presso gli appartamenti situati proprio al piano superiore delle stesse stazioni. Ormai da decenni questa pratica è venuta a mancare, poiché il personale delle stazioni non vive più presso gli appartamenti delle stazioni e di conseguenza i terreni sono in disuso. Molti anni fa era stata avviata la fase propedeutica dei lavori per l'installazione dei passaggi a livello automatici, i quali avrebbero sostituito le storiche barriere azionate manualmente dall'organo a cremagliera, tuttavia il progetto fu abbandonato, poiché fu appurato che nei rispettivi passaggi a livello non vi è lo spazio necessario per l'installazione degli organi di movimento: questo comporterà l'uso degli storici organi a cremagliera (nonché la presenza degli operatori di stazione) fin quando la stazione di Misterbianco non verrà sostituita dalla Metropolitana di Catania. Le uniche stazioni a mantenere ancora questo sistema sono quella di Misterbianco e quella di Paternò (in quest'ultima è rimasto solo quello lato Randazzo, quello lato Catania è già automatico da parecchi anni).

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22 lug 2021

Pnrr, finanziati due progetti per Catania nell’ambito della rigenerazione urbana e “Qualità dell’Abitare”

di Mobilita Catania

Due progetti deliberati, tre mesi addietro, dalla giunta Pogliese, su proposta dell’assessore ai lavori pubblici, Enrico Trantino, sono stati finanziati con quasi 30 milioni di euro, destinati a Catania nell'ambito delle misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per sostenere le azioni di rigenerazione urbana e di qualità dell'abitare.Un piano di investimenti per le città italiane che ha premiato due delle tre proposte presentate dal comune di Catania, elaborate dai tecnici comunali, secondo un preciso indirizzo del sindaco Pogliese e dell’assessore Trantino, sfruttando le risorse del fondo complementare del Ministero delle Infrastrutture, stanziate nell'ambito della rimodulazione dei fondi del Pnrr.  «Un risultato di grande significato per la città di Catania, ha detto il sindaco Pogliese, che premia la qualità dei nostri progetti e ci permette di aprire due nuovi cantieri che, con l'utilizzo di queste risorse ministeriali, aggiuntive al Pnrr, daranno occupazione al settore strategico dell’edilizia e soprattutto incideranno su Librino, con riqualificazione di spazi e creazioni di nuovi alloggi per fronteggiare l'emergenza abitativa. Fondi che valorizzeranno anche gli insediamenti abitativi lungo i percorsi turistico culturali del centro cittadino. Ringrazio l’assessore Trantino per il pressing costante che ha esercitato per raggiungere l’obiettivo e i tecnici comunali guidati dall’ingegnere Salvo Marra, per la qualità progettuale proposta»I progetti finanziati riguardano la realizzazione di due fabbricati da 32 alloggi ciascuno da costruire nel quartiere di Librino in affiancamento a un altro già esistente, a completamento di un lotto edilizio di viale Moncada. Grazie al finanziamento di 14,6 milioni di euro, verrà anche recuperata una preesistente struttura abbandonata, pure a Librino, da utilizzare a scopi sociali e aggregativi, e sarà possibile la riqualificazione di due grandi aree a verde e un’altra da adibire a parcheggio, contigue alle due palazzine di viale Moncada.L’altro progetto finanziato con altri 15 milioni di euro, denominato “Segmenti di Connessione Urbana”, è costituito da una serie di interventi fra loro complementari, localizzati nel centro storico. L’obiettivo del piano di riqualificazione adottato dall’esecutivo comunale guidato dal sindaco Pogliese e proposto dall’assessorato ai lavori pubblici retto da Enrico Trantino, giudicato meritevole di essere concretizzato, è finalizzato a realizzare opere e servizi per i turisti, ma anche per i cittadini che vi risiedono, con nuovi spazi a verde e riqualificazione di quelli pubblici degradati. Le azioni prioritarie, infatti, sono mirate all'ampliamento delle aree a vocazione pedonale, alla regolamentazione della sosta veicolare, con allargamento delle ZTL. Nello specifico gli interventi di riqualificazione riguardano la zona compresa tra via Vittorio Emanuele II, via Antonino di Sangiuliano, via dei Crociferi e piazza Federico II di Svevia, al fine di valorizzare i monumenti e i punti di interesse storico.Particolarmente soddisfatto, per i due finanziamenti ottenuti, anche l’assessore ai lavori pubblici, Enrico Trantino, che ha seguito ogni passaggio dell'iter di stanziamento, nell'ambito delle misure complementari per i Comuni, previste dal Pnrr: «Un grande risultato che conferma la cura certosina con cui sono stati elaborati i progetti, ha detto, aprendo il varco dei finanziamenti diretti alla città di Catania, frutto di costanti interlocuzioni con le autorità statali e l’Anci. A breve proporremo, in altre linee di finanziamento, anche il progetto per il recupero e la valorizzazione di piazza Michelangelo e del secolare parco Scammacca».

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11 lug 2021

Il caso dell’albero “spostato”: quando il fine privatistico prevale sull’interesse pubblico

di Andrea Tartaglia

C'è un recente caso, a Catania, che certamente non è il primo del genere in città ma speriamo possa essere l'ultimo, che ci racconta dell'insana soppressione di alberi dalla pubblica via per soddisfare un presunto interesse personale, quando in realtà rappresenta, a ben vedere, uno svantaggio anche per chi compie il gesto. Si tratta, nello specifico, di un albero, precisamente una jacaranda mimosifolia, come quelle che adornano via Sant'Euplio, che circa sette anni fa era stata piantumata in piazza Galatea, nell'ambito della riqualificazione della piazza che portò alla creazione della grande rotatoria con ricco arredo a verde -prato, alberi e numerose piante- e all'allargamento dei marciapiedi con piantumazione di nuovi filari di alberi. Un intervento modello, insomma, che fino a poco tempo fa si manteneva bene nella sua totalità, con gli alberi lungo i marciapiedi che nel frattempo sono cresciuti e che rappresentavano un insieme omogeneo anche per dimensioni, dall'indubbio valore estetico, a cui si aggiunge il contributo per la salubrità dell'aria e il raffrescamento naturale in estate. Sul lato sud della piazza, precisamente di fronte ai civici 5 e 6, uno di questi alberi forse veniva considerato un elemento di fastidio da parte del nuovo esercizio commerciale lì sorto, tant'è che già nel 2020, mentre le chiome di tutti gli altri alberi vicini erano ampie e frondose, questa povera pianta veniva invece malamente privata della sua chioma. Da alcune settimane a questa parte, però, l'albero non c'è proprio più: Il caso è stato sollevato sulla propria pagina Facebook da Legambiente Catania. A seguito di tale segnalazione, in tanti, presupponendo la rimozione dell'albero da parte dell'esercizio commerciale che occupa il suolo pubblico interessato dall'albero in questione, hanno commentato sulla pagina Facebook del locale commerciale (una gastronomia-pizzeria) con dispiacere e rabbia quanto avvenuto,  suggerendo, tra le altre cose, di provvedere a ripristinare il filare di alberi con una nuova piantumazione. Il locale, quindi, replicava sostenendo che l'albero fosse stato solo "spostato", non eliminato, e con tanto di autorizzazione: Non passa inosservato il termine "spostato" (ripetuto più volte, anche in commenti successivi): come se un albero fosse un oggetto, un mobile da poter spostare di qua e di là a proprio piacimento. Un albero, semmai, si trapianta: ma si tratta di una operazione complessa e traumatica per la pianta, che dev'essere compiuta nei modi giusti, con i mezzi giusti, nel periodo dell'anno giusto (non quello in cui è stato effettuato) e soprattutto per le giuste finalità, che non possono essere un interesse personale a discapito di un bene collettivo. Alle richieste di ulteriori chiarimenti (tra cui modalità e motivazioni del trapianto, non fornite), adesso non più visibili perché tutti i commenti sulla questione sono stati eliminati nelle ultime ore dalla pagina Facebook del locale, quest'ultimo aveva risposto pubblicando foto dell'albero "spostato": Si tratta di un'aiuola vicina di viale Africa, quasi ad angolo con piazza Galatea. Non sfugge il dettaglio che le foto fornite inquadrano solo il tronco e non l'albero nella sua interezza: scelta che appare essere voluta per nascondere, purtroppo, la realtà dei fatti, e cioè la morte dell'albero, come testimoniato da Legambiente Catania in seguito a nuovo sopralluogo: Le considerazioni che si possono esprimere al riguardo sono molteplici. Innanzitutto non è normale né sano che si abbia anche solo l'idea di chiedere l'eliminazione di un albero dalla pubblica via, atteso che non cagionava nessun pericolo, visto che non era né malato né pericolante. Cultura e sensibilità nei confronti del verde e del bene pubblico, tuttavia, non sono un obbligo di legge: semmai lo è chiedere l'autorizzazione (quantomeno) per compiere un'operazione del genere e, secondo quanto detto, tutto sarebbe stato autorizzato. A questo punto si aprono due scenari: o l'operazione non è stata autorizzata ma compiuta ugualmente -scenario da scartare sulla scorta delle indicazioni fornite dal titolare dell'esercizio commerciale, che ha più volte ribadito di aver agito previa autorizzazione- oppure il Comune di Catania ha dato il proprio benestare. Scenario, quest'ultimo, che se possibile è ancora più inquietante: come può l'amministrazione pubblica autorizzare l'espianto di un albero in perfetta salute da una pubblica via? Permettere che un bene comune, facente parte di un bel filare d'alberi omogeneo e di alto valore estetico, sia rimosso per agevolare un interesse privatistico? Gli alberi hanno bisogno di manutenzione (come tutto), è vero, ma oltre ad essere gradevoli alla vista sono soprattutto preziosi depuratori d'aria ed elementi raffrescanti. Privarsene, insomma, è un po' come buttarsi la zappa sui piedi. Paradosso vuole che adesso sia un ombrellone a fornire l'ombra non più data dall'albero eliminato. Il servizio tutela del verde del Comune di Catania, oltretutto, interpellato da Legambiente, ha fatto sapere che effettivamente era pervenuta una richiesta per la rimozione di quest'albero ma che il parere, datato 29 aprile 2021, era stato di assoluto diniego. Chi, allora, avrebbe poi dato l'autorizzazione dopo il parere negativo dell'ufficio più competente? Si creerebbe così, inoltre, un pericoloso precedente: se ogni esercizio commerciale volesse far rimuovere un albero nei pressi del proprio locale, basterebbe allora chiedere autorizzazione al Comune? Con quali effetti, poi, sulla già scarna dotazione di alberi cittadina? Questo è un caso di un singolo albero, ma si erge a simbolo di una circostanza che purtroppo non è nuova a Catania. Sono molti i casi quantomeno "sospetti" che interessano varie aree della città, da via Plebiscito a piazza dei Martiri. Per questo è importante mettere un freno a questo malcostume, che rappresenta un grave depauperamento collettivo oltre che a una grande mancanza di rispetto per esseri viventi, gli alberi, di cui mai come in questi anni, oltretutto, c'è necessità, soprattutto nelle città. Da questo caso emblematico si auspica, dunque, una forte reazione e un nuovo atteggiamento da parte dell'amministrazione locale e degli enti preposti alla vigilanza, perché a pagare non può essere sempre la città e quella larga fetta di suoi cittadini che, invece, credono e sperano in una città migliore. D'altra parte, se l'ultimo sondaggio di democrazia partecipata in città ha dato come progetto vincitore la piantumazione di duemila alberi, vuol dire che il tema è sentito, fortunatamente. A vincere devono essere i cittadini che hanno a cuore le sorti della propria città, supportati da chi ha l'onere e l'onore di essere alla guida della città. Ti potrebbero interessare: Se la riqualificazione del verde elimina… il verde Catania più verde: piano per diecimila nuovi alberi da piantumare in città Duemila nuovi alberi per Catania: inizia la piantumazione Inaugurata la prima “strada scolastica” di Catania, oasi pedonale di fronte alla scuola XX Settembre Piazza della Repubblica, pubblicato il bando di gara per il parcheggio interrato con parco soprastante Catania, è “strage” di alberi. Dopo via Dusmet, tocca a Vulcania Una strage di alberi nel quartiere di Monte Po: il confronto prima e dopo  

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04 lug 2021

Se la riqualificazione del verde elimina… il verde

di Andrea Tartaglia

Da diversi mesi a questa parte, l'amministrazione comunale di Catania, in croniche difficoltà economiche e di personale per le manutenzioni, sta cercando di demandare a privati, tramite sponsorizzazioni, la cura di alcune aree verdi della città, in particolare di rotatorie e isole di traffico lungo la circonvallazione. Iniziativa sicuramente lodevole e che, in effetti, può rappresentare un'ottima soluzione: si vedano anche i nuovi giardinetti di piazza Ludovico Ariosto, eleganti e ben tenuti, oppure la neonata strada scolastica di via Guardo. Tuttavia, in alcuni casi, le scelte effettuate sembrano essere rivolte più a risparmiare sulla manutenzione piuttosto che curare il verde. Dopo il caso dell'enorme rotatoria (e delle vaste isole di traffico circostanti) di Monte Po, con centinaia e centinaia di metri quadrati per i quali si è optato per un rivestimento del suolo tramite pietre, anziché a prato, adesso è la volta della rotatoria di San Nullo. Ma se a Monte Po si partiva da un terreno brullo, nel caso del quartiere di San Nullo la situazione di partenza, invece, era di un prato verde. Prato che, adesso, è stato completamente eliminato, sostituito da una distesa di pietre e la creazione di un "vulcanetto" ornamentale. Anch'esso di pietre. Sparita, anche, la fila di piante grasse, anche di grandi dimensioni, che adornava il bordo della stessa rotatoria. Al di là del fattore estetico, che pure gioca il suo ruolo importante, ciò che va sottolineato, a maggior ragione in tempi di cambiamenti climatici che stiamo vivendo, è che queste scelte influenzano anche il microclima che si viene a creare. Pure in piena estate, infatti, un prato avrà sempre una temperatura inferiore della distesa di pietre, soprattutto se queste sono di colore scuro, influendo anche sulla salute e resistenza degli alberi e delle altre piante presenti. A Catania, purtroppo, c'è poco, troppo poco verde e ci sono troppo pochi alberi. Eppure il tema è sentito: basti pensare che in occasione dell'ultimo sondaggio di democrazia partecipata, il progetto più votato dai cittadini è stato quello della piantumazione di duemila nuovi alberi. Azione cominciata (poi sospesa per esigenze di stagione) che però, sin qui, non sta riuscendo a rinverdire il volto della città anche perché, nel frattempo, molti alberi già esistenti sono stati rimossi o malamente capitozzati. L'auspicio è che il Comune di Catania, d'ora in poi, preveda che la riqualificazione e manutenzione delle aree verdi da parte di privati sia davvero incentrata sul verde, più che pietre. In attesa che diventi realtà anche l'importante piano di piantumazione di diecimila nuovi alberi nel corso dei prossimi anni. Il numero non tragga in inganno: nelle grandi città, si tratta di normalità. Solo a Milano, negli ultimi otto mesi, sono stati messi a dimora più di ventimila alberi, ad esempio, arrivando a un totale di 500.000 circa. A Barcellona, in Spagna, ormai da anni, la città è riuscita ad abbassare la temperatura media estiva nelle strade proprio grazie a un imponente piano di piantumazione di alberi, debitamente portato a compimento. Gli alberi raffrescano, sono belli e depurano l'aria: alberiamo Catania e salvaguardiamo il verde esistente! Ti potrebbero interessare: Il caso dell’albero “spostato”: quando il fine privatistico prevale sull’interesse pubblico Catania più verde: piano per diecimila nuovi alberi da piantumare in città Duemila nuovi alberi per Catania: inizia la piantumazione Inaugurata la prima “strada scolastica” di Catania, oasi pedonale di fronte alla scuola XX Settembre Piazza della Repubblica, pubblicato il bando di gara per il parcheggio interrato con parco soprastante Catania, è “strage” di alberi. Dopo via Dusmet, tocca a Vulcania Una strage di alberi nel quartiere di Monte Po: il confronto prima e dopo

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27 giu 2021

Inaugurata la prima “strada scolastica” di Catania, oasi pedonale di fronte alla scuola XX Settembre

di Mobilita Catania

Un'area verde a misura di bambino, un progetto condiviso di riqualificazione di uno spazio cittadino che per lungo tempo è stato un’area anonima e poco sicura. È sorta  a Catania la prima “Strada Scolastica” della Sicilia, tra le prime nel Sud Italia, grazie alla collaborazione pubblico-privato, senza distogliere risorse dal bilancio comunale. Lo spazio rigenerato e trasformato ricco di aiuole, piante, prati e giochi educativi è adesso realtà in via Guardo, tra le vie Empedocle e Caronda, davanti all'istituto scolastico XX Settembre, nei pressi della fermata Borgo della metropolitana e Catania Borgo della Fce, diventando un contesto sicuro e accogliente, fatto apposta per favorire la creatività dei più piccoli. All'inaugurazione con il sindaco di Catania Pogliese, sabato pomeriggio, hanno voluto essere presenti in tanti: rappresentanti della III circoscrizione, docenti della scuola, ambientalisti, cittadini della zona e naturalmente i destinatari principali del progetto, vale a dire i bambini, con due classi dell’attiguo istituto comprensivo scolastico. «Un progetto bellissimo, il primo del suo genere in Sicilia e nel Sud Italia, che ci avvicina sempre più ai valori europei della vivibilità degli spazi comuni -ha spiegato il sindaco Salvo Pogliese-. Un’iniziativa partecipata a costo zero che per la sua valenza sociale ed educativa puntiamo a realizzare anche in altri quartieri, per migliorare il decoro urbano della nostra città e responsabilizzare i ragazzi, fin dall'età scolare, al rispetto dell’ambiente e al senso civico. Un altro esempio di proficua collaborazione tra pubblico e privato, con imprenditori illuminati e associazioni ambientaliste che tutti insieme danno un contributo concreto a rendere più bella la nostra città, con un sistema di compartecipazione tra amministrazioni pubbliche e realtà imprenditoriali, che sta diventando un modello di buona amministrazione”. L'iniziativa nasce da una collaborazione tra il Comune di Catania, Legambiente Catania, l'istituto XX Settembre e Ferrovia Circumetnea. L'Amministrazione comunale, tramite gli uffici di gabinetto diretti da Giuseppe Ferraro ha aggiudicato, con il sistema delle sponsorizzazioni, i lavori di riqualificazione dell'area, con la realizzazione di spazi a verde e interventi di decoro urbano e manutenzione per cinque anni, garantendo una cura costante allo spazio per i bambini anche nei prossimi anni. La via Guardo era già stata pedonalizzata lo scorso anno dal Comune proprio per garantire condizioni di sicurezza alla comunità scolastica dell'istituto XX Settembre. Il progetto di riqualificazione che ha rigenerato spazio prospiciente la scuola è stato elaborato dalle ditte Gardeniart srl e Ipp  Costruzioni Srl, con gli architetti Loredana Cucinotta e Ignazio Biuso di Ferrovia Circumetnea, secondo le più avanzate pratiche della progettazione partecipata. Sono state realizzate diverse aiuole in terra vegetale; posizionati giochi educativi con stampe in materiale termoplastico; installate quattro panchine e altrettante fioriere con cestini portarifiuti; un impianto di sub irrigazione automatizzato con programmazione a distanza; la messa a dimora di alberi, cespugli e tappeto erboso e, infine, una rastrelliera per le biciclette. All'evento hanno partecipato anche gli assessori Arcidiacono, Mirabella e Parisi, il dirigente scolastico Antonino Rosselli con diversi docenti della scuola XX Settembre, il direttore generale della FCE Salvo Fiore con tecnici e progettisti, il presidente dell'Amt Giacomo Bellavia, il capo di gabinetto del sindaco Giuseppe Ferraro, i rappresentanti di Legambiente Viola Sorbello e Davide Ruffino con diversi volontari ambientalisti, il presidente del III Municipio Paolo Ferrara con i consiglieri di circoscrizione Franco Riolo, Salvo Rapisarda, Manuela Mammana, Maria Concetta Ginardi e Diego Strano. Foto di Roberto Viglianisi

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