Proposta
16 apr 2019

Più alberi e percorsi ciclabili per Catania: la proposta di Legambiente Catania per viale Africa

di Annamaria Pace

Legambiente Catania propone all'amministrazione comunale di attuare nel breve periodo le più moderne strategie per realizzare una città migliore per tutti, una città in cui gli spazi urbani sono valorizzati anche tramite la creazione di aree pedonali e ciclabili.  Nonostante sia stato scientificamente dimostrato che una città ciclabile può ridurre l'inquinamento, salvaguardare la salute e diminuire il riscaldamento globale del pianeta, le persone inizieranno ad utilizzare la bicicletta solo quando la considereranno il mezzo migliore per spostarsi. Ci possono volere anni di ingorghi prima che la gente provi un'alternativa, ma se gli automobilisti diventano gelosi dei ciclisti, la situazione può cambiare rapidamente. Copenhagen conferma questo principio. Infatti nella città danese tutti i privilegi che di solito sono una esclusiva degli automobilisti sono invece dedicati alla categoria dei ciclisti urbani. Ma Catania non è Copenhagen, non perché le salite, le discese, la pioggia o il troppo caldo: il vero motivo per cui la bicicletta è un mezzo poco utilizzato non è la mancanza di infrastrutture ciclabili, ma l'ostentazione del nostro status sociale tramite l'automobile che possediamo. L'ossessione per lo status sociale è ben radicata nel nostro cervello e dato che abbiamo costruito una società che fa affidamento sulle auto, la bicicletta è scivolata verso l'ultimo posto ed è passata ad essere considerata un mezzo di trasporto ragionevole per gli abitanti più indigenti. Un insieme di ansie collettive ci impediscono di salire in sella: queste includono non solo una riluttanza ad essere resi vulnerabili, ma sopratutto la paura di essere considerati poveri. Esiste un'alternativa che possiamo attuare imitando il modello danese che eleva al più alto livello d'importanza i ciclisti urbani. Mentre in stati come l'Italia ci siamo impegnati a costruire infrastrutture che testimoniano il dominio della macchina, e Catania ne è un triste esempio, in Danimarca sono state create magnifiche infrastrutture rivolte in particolare agli utenti delle biciclette. Per esempio The Cycle Snake, o Cykelslangen, è un percorso sopraelevato sulla città di Copenhagen che sospende letteralmente il ciclista sopra la città, elevando metaforicamente. In tal modo stanno persuadendo sottilmente le persone di ogni estrazione a vedere oltre i loro pregiudizi o paure, inducendole a considerare la bicicletta come la scelta chiaramente migliore per muoversi per tutti. Piccole misure di prioritarizzazione come questa aumentano il senso di sicurezza e considerazione che i ciclisti sperimentano, rendendo naturale per i cittadini di una città agire nel proprio interesse personale e salire quindi sulla loro bicicletta, mostrando al mondo che la bicicletta è in realtà l'accessorio di moda più all'avanguardia. I cittadini utilizzano la bicicletta non solo perché si sentono più sicuri sulle strade, ma anche perché culturalmente sono a loro agio con il loro status sociale di gruppo altamente visibile. Oggi molte città europee hanno cambiato il modo di concepire la città, valorizzando i loro centri storici con l'eliminazione delle auto, incentivando l'uso dei mezzi pubblici, creando aree pedonali condivise con i ciclisti per la felicità dei residenti e dei visitatori. Catania ha un fronte mare unico al mondo in cui insistono pini marittimi di grandi dimensioni, le cui radici però rendono pericolosa una strada viale Africa, dedicata esclusivamente al traffico veicolare, composta da 6 corsie, tre per ogni senso di marcia, delle quali un terzo è utilizzato come parcheggio. Legambiente Catania, con l'obiettivo di tutelare la salute dei cittadini e dell'ambiente, propone una rimodulazione del viale Africa nel tratto compreso tra piazza Europa, piazza Galatea e piazza Giovanni XXIII. Le tre corsie prospicienti al mare potrebbero essere riconvertite in una zona a verde, pedonale e ciclabile che configurerebbe un nuovo spazio pubblico "lineare" da destinare a diverse attività sociali ed economiche stabilite secondo un progetto partecipato con la cittadinanza. Le tre corsie più interne invece sarebbero dedicate rispettivamente ai due sensi di marcia dei veicoli con un limite di velocità di 30 km orari e ad una corsia dedicata al trasporto pubblico. Nel 2017 era stato proclamata, dalla precedente amministrazione comunale, l'avvio della "più grande opera pubblica"con 31 milioni di euro destinati per la messa in sicurezza, l'innovazione e il rifacimento dell'intero manto stradale della città, di cui 11.500.000 di Euro con fondi comunali, utilizzando i fondi del Patto per Catania che finanziavano i lavori del cosiddetto Cta-Mover. Alcuni dei lavori, già varati dalla precedente Giunta, riguardavano la circonvallazione, il viale Africa e le vie Acquicella Porto e la via Dusmet, ma ad oggi non abbiamo più nessuna notizia in merito. Legambiente Catania propone all'amministrazione comunale di attuare nel breve periodo le più moderne strategie per realizzare una città migliore per tutti, una città in cui gli spazi urbani sono valorizzati anche tramite la creazione di aree pedonali e ciclabili. Ma per sviluppare questo nuova visione della città sarà necessario non soltanto creare infrastrutture ciclabili sicure ed aree pedonali, ma modificare i nostri atteggiamenti culturali che stanno causando gravi conseguenze alla società, all'ambiente e alla vita quotidiana. Annamaria Pace Vice presidente Legambiente Catania

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Articolo
11 apr 2019

FOTO | Il nuovo rapporto tra la città e il mare: le immagini dei progetti vincitori del concorso internazionale di idee

di Andrea Tartaglia

C'è tanto verde e "tanta Catania" nei progetti che hanno visto aggiudicarsi i primi tre posti del concorso internazionale di idee per la riqualificazione del lungomare cittadino, nel tratto compreso tra il Faro Biscari e piazza Europa, ossia la zona più centrale della città, dove insiste il porto e dove è presente la linea ferrata statale, che in tutti i progetti scompare alla vista ma rimane a servire la città sottoterra, liberando preziose aree in superficie. C'è tanta Catania perché in tutti i raggruppamenti di professionisti vincitori ci sono architetti e ingegneri nati o che lavorano sotto l'Etna. Al primo posto, infatti, assieme a Park Associati Srl di Milano (capogruppo), c'è il Consorzio stabile di ingegneria R1 s.c.a.r.l. che ha sede alle porte di Catania, precisamente a San Giovanni la Punta, insieme con la COPRAT di Mantova. Al secondo posto troviamo Calì Architetti, con sede ad AciCastello, e ACA Amore Campione Architettura degli ingegneri catanesi Sebastiano Amore e Angela Campione, con studio a Giarre, affiancati dallo studio catalano Arriola & Fiol arquitectes di Barcellona. Al terzo posto un'altra commistione di successo: la Società di Architettura TernulloMelo Architects, fondata dalla catanese Chiara Ternullo e da Pedro Teixeira de Melo nel 2006, a Lisbona. La presenza dei tanti siciliani, oltre ad aver senz'altro animato la partecipazione a un concorso che, se la politica locale si rivelerà capace, potrà rappresentare molto per il futuro di Catania, si nota particolarmente nella comprensione dei luoghi e nelle proposte che, pur innovative com'è giusto che sia, rispettano e si adeguano alla fisionomia della città, da sempre esempio di dinamismo nel sud Italia. Scopriamo i tre progetti attraverso le immagini dei rispettivi masterplan e dei render più interessanti: 1) Park Associati Srl, Milano; Consorzio stabile di ingegneria R1 s.c.a.r.l., San Giovanni la Punta; COPRAT, Mantova Il progetto, di cui una descrizione testuale e due immagini erano state qui pubblicate in data 11 aprile, viene momentaneamente rimosso su richiesta dello studio vincitore, poiché a sua volta invitato dal Comune di Catania a non diffondere, per il momento, immagini e testi del progetto. Design team PARK Associati Srl, Milano (MI) Team Filippo Pagliani, Michele Rossi Elisa Taddei (Project Leader) Ciro Capasso, Marinella Ferrari, Andrea Manfredini, Simone Marzorati, Luna Pavanello, Michele Versaci Consulenti RTP Progettazione edilizia, urbanistica, infrastrutture/trasporti, economia/estimo, sismica R1 - Consorzio stabile di ingegneria R1 Scarl, San Giovanni la Punta (CT) Sostenibilità ambientale ed energetica, impiantistica e reti COPRAT – Società di ingegneria, Mantova (MN) Consulenti esterni Landscape Projet Base Sarl, Parigi Infrastrutture e trasporti MIC – Mobility in chain Srl, Milano (MI) Economia / Estimo Smart Land Srl, Mestre (VE) Marketing territoriale Luca Ruggiero, Catania (CT) Gianni Petino, Catania (CT) Teresa Graziano (CT) 2)  Calì Architetti, ACA Amore Campione Architettura, Arriola & Fiol arquitectes La proposta progettuale prevede la riorganizzazione dell’intero sistema costiero – da Piazza Europa al Faro Biscari - a partire dalle peculiarità dei diversi contesti che lo costituiscono, incrociando la lettura longitudinale del margine urbano rappresentato dalla linea di costa con una lettura trasversale degli innesti delle diverse parti di città che lo toccano. Il progetto definisce relazioni urbane, territoriali e paesaggistiche tra il sistema urbano, portuale e territoriale ma anche l'assetto funzionale e della mobilità veicolare, ciclabile e pedonale, il ripensamento e la valorizzazione degli spazi pubblici in generale. L’obiettivo è disegnare un sistema urbano unitario che dia la preminenza alla presenza ed alla fruizione del mare ma che rispecchi al contempo le differenti caratteristiche storiche, morfologiche e funzionali dell’area: una fascia di verde attrezzato estesa lungo gli ambiti interessati dal progetto sulla quale si collocano gli interventi di riqualificazione come emergenze in grado di dare riconoscibilità alle diverse parti di città. La realizzazione del Masterplan proposto si basa su un programma articolato in stralci funzionali che ha come obiettivo l’armonizzazione degli interventi, anche se dipendenti da amministrazioni diverse, attraverso una realizzazione flessibile per fasi di attuazione. Gli stralci funzionali relativi ai diversi sotto-ambiti faranno riferimento ad altrettanti programmi di finanziamento che potranno coinvolgere operatori pubblici e privati attraverso formule differenziate quali project financing, finanziamenti europei, programmi ministeriali etc. Il progetto prevede quindi sia la riconversione e riqualificazione di vecchi edifici ormai in disuso, come la riprogettazione e introduzione di nuovi elementi connettori del tessuto. In Piazza Candido Cannavò (già Piazzale Oceania) e in Piazza Papa Giovanni XXIII, fulcri urbani strategici in cui la ferrovia rappresenta un limite invalicabile per il cittadino, si ricorre a strategie che ne prevedono lo scavalcamento attraverso spazi pubblici quali piazze o parchi, avendo così un vantaggio temporale in termini di tempistiche realizzative sull’idea di interramento della ferrovia. La scelta di costruire in maniera densa ma assolutamente concentrata, come per la torre svettante sulla piazza della stazione, trasmette la volontà forte di lasciare permeabilità tra la città e il mare, rendendo economicamente fattibile la realizzazione di un articolatissimo spazio pubblico fronte mare. GRUPPO DI PROGETTAZIONE Calì architetti Arriola e Fiol arquitectes ACA Amore Campione Architettura Collaboratori: Marialaura Calogero Grazia Corsaro Leonardo Pennisi Gabriele Russo Graziano Testa Consulenti: Sebastiano Impallomeni David Soler 3) TernulloMelo Architects La proposta siculo-lusitana è caratterizzata da una visione della città che ragiona a 360° avvalendosi delle linee guida tipiche delle smart cities, proponendo un miglioramento della viabilità sul lungomare e una città più inclusiva e più creativa come principio per gli spazi pubblici, attraverso la redazione di un Manuale dello Spazio Pubblico, un concetto e un marchio per la città, con una visione non esclusivamente focalizzata sull’attrazione turistica, ma più in generale sul miglioramento della qualità della vita. Architettura: TERNULLOMELO ARCHITECTS  www.ternullomelo.com Chiara Ternullo, Pedro Teixeira de Melo, Federica Russo, Paolo Valastro, Giulia D'Addario Paesaggio: BALDIOS arquitectos paisagistas http://www.baldios.pt Marketing Territoriale: Miguel Fernandes Urbanistica: Ana Escoval Sostenibilità ambientale ed energetica: Fanor Serrano Pedroza Infrastrutture e trasporti: André Remédio http://www.engimind.com Impianti e reti:  Pedro Reis http://www.engimind.com Economia ed estimo: Enza Messina Immagini 3D: TERNULLOMELO e Gianluca Zito Nello studio lusitano ci sono due collaboratori catanesi, Federica Russo e Paolo Valastro, e alla produzione dei render ha partecipato anche il siciliano Gianluca Zito. 

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10 apr 2019

Nuovo lungomare di Catania, dal porto a piazza Europa: scelti i progetti vincitori

di Andrea Tartaglia

Ci sono anche architetti e ingegneri catanesi sul podio dei vincitori del Concorso internazionale di idee per la riqualificazione del waterfront cittadino, dal Faro Biscari a piazza Europa. La competizione, avviata dalla precedente amministrazione comunale e i cui termini erano stati riaperti dall'attuale nei mesi scorsi, si è conclusa premiando al primo posto Park Associati Srl di Milano (capogruppo), insieme con il Consorzio stabile di ingegneria R1 s.c.a.r.l. di San Giovanni la Punta (CT) e la COPRAT di Mantova (mandante); al secondo posto (ad appena un punto di distacco dal primo) un raggruppamento di professionisti in gran parte catanese: Calì architetti, Arriola & Fiol arquitectes (Barcellona) e ACA Amore Campione Architettura e, al terzo, la Società di Architettura “Ternullo / Melo Architects” di Lisbona. La commissione del seggio di gara ha completato i suoi lavori procedendo all’aggiudicazione del concorso internazionale di idee per la rigenerazione urbanistica dell’area lungo il fronte mare cittadino che si estende da Piazza Europa  sino alla zona del faro Biscari, all'altezza della zona meridionale del porto. Complessivamente le aziende dei progetti vincitori si sono aggiudicati la somma di 160 mila euro finanziariamente impegnata dal Comune di Catania nel 2017, da suddividere secondo le modalità previste dal bando. «L’oggetto  "Idee per un Masterplan – Riqualificazione del Waterfront e delle zone di interazione della Città con il Porto e la Ferrovia" della procedura ad evidenza pubblica -ha commentato il sindaco Salvo Pogliese-  rende al meglio la finalità di un bando che abbiamo riaperto per consentire la massima partecipazione di progettisti, anche di rango internazionale, a uno dei piani di sviluppo fondamentali per la nostra Catania. Vale a dire definire con soluzioni progettuali innovative la revisione dello strumento urbanistico, ancora fermo al 1969, di cui il riordino della zona costiera è elemento essenziale per riqualificare per riunire la città e il mare e mettere a sistema un insieme di aree tra loro, oggi, molto diverse tra loro.  Ringrazio tutti i tecnici e i rappresentanti degli ordini professionali che hanno collaborato per l’obiettivo e in particolare il Direttore dell’Urbanistica Biagio Bisignani per avere proceduto all’aggiudicazione in tempi brevissimi, così da armonizzare il lavoro di redazione del nascente Prg a queste straordinarie idee progettuali al massimo livello internazionale, che disegnano la nuova Catania aperta al mare e che ricuce il suo rapporto con il Mediterraneo».   Nell’ampia fascia urbana costiera oggetto del concorso di idee, infatti, ricadono i principali nodi e punti di contatto fra la rete ferroviaria esistente, il porto e la città, aree che oggi rappresentano alcune delle criticità più importanti in ordine al sistema della viabilità, dei luoghi centrali e della residenza abitativa e dello sviluppo ordinato del rapporto città-mare. «Grazie a questi straordinari contributi di idee e progetti al massimo livello internazionale -ha concluso il primo cittadino- proseguiremo con i criteri innovativi di una disciplina pianificatoria complessiva, per giungere alla sintesi migliore e disegnare efficacemente il nuovo rapporto tra il mare e la città del futuro, nell’ambito del nuovo Prg che arriva dopo cinquanta anni di rinvii».   Spetterà ora alla politica locale, nei prossimi anni, tradurre il più possibile in realtà quanto progettato, che per ora si inserisce prepotentemente nel "libro dei sogni" della città di Catania. Molte soluzioni progettuali, oltretutto, sono pensate con elementi architettonici in grado di rendere economicamente sostenibili gli interventi, con un mix di spazi pubblici ed edifici privati in grado di generare profitto. All'amministrazione etnea la sfida di fare davvero diventare Catania una moderna città europea. Qui le immagini dei progetti vincitori: il nuovo rapporto tra la città di Catania e il suo mare.

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06 apr 2019

Uno sponsor privato per il verde di alcune aree cittadine

di Mobilita Catania

Uno sponsor privato si occuperà della manutenzione e della riqualificazione di quattro aree a verde di proprietà comunale: si tratta delle aiuole di piazza Ludovico Ariosto, dello spartitraffico di via Vincenzo Giuffrida (solo un tratto nei pressi dell'incrocio con viale Raffaello Sanzio); delle aiuole di largo Sarajevo e delle isole di traffico site in piazza Michelangelo, all'incrocio con viale Vittorio Veneto. Le aree a verde interessate dall’intervento di riqualificazione e manutenzione ordinaria di questa assegnazione allo sponsor privato, coprono complessivamente circa 1.360 metri quadrati e si vanno ad aggiungere alle altre già assegnate con lo stesso sistema. Complessivamente, con questi, sono 2.884 i metri quadrati di verde affidato alla gestione dei privati dall’amministrazione del sindaco Pogliese, con un risparmio di spesa di 237 mila euro per le casse comunali. La proposta di sponsorizzazione presentata dalla ditta Palmeri è stata ritenuta esaustiva sotto l’aspetto tecnico e qualitativo dall’ufficio comunale sponsorizzazioni della direzione Gabinetto del Sindaco diretta da Giuseppe Ferraro. «Ancora una volta – ha detto il sindaco Salvo Pogliese - l’Amministrazione si avvale della disponibilità e della generosità di privati cittadini per abbellire e curare il decoro della nostra città, sempre più meta di ospiti italiani e stranieri. Incoraggeremo sempre di più queste iniziative – ha concluso il sindaco - che sono a costo zero per le casse comunali, valorizzano il nostro verde cittadino e sgravano il comune di costi importanti per la spesa corrente». L’Amministrazione comunale auspica che l’esempio possa essere seguito ancora da altre ditte private, affinché il loro intervento possa contribuire a rendere Catania sempre più accogliente e decorosa, ma anche a contenere in maniera significativa le spese del Comune.

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Proposta
02 apr 2019

Una cura urgente per il centro di Catania: pedonalizzare le piazze Mazzini e San Francesco d’Assisi

di Mobilita Catania

Camminare non è solo un bene per la tua salute fisica e mentale ma è anche un bene per l'economia. Oltre ai risparmi per il sistema sanitario pubblico, gli urbanisti e gli analisti economici sostengono che quanto più è "percorribile a piedi " la città, tanto più è economicamente redditizia. Legambiente Catania sostiene questo principio confermato dai numerosi esempi che ormai sono una realtà a tutte le latitudini della terra. Secondo alcuni studi, camminare per 30 minuti al giorno riduce il rischio di malattie cardiache di circa il 35% e determina enormi risparmi in relazione a decessi, ai ricoveri ospedalieri e a costose procedure mediche, oltre a mantenere le persone sane e produttive nelle loro comunità. Nelle città si crea una differenza tra luoghi percorribili a piedi e luoghi percorribili esclusivamente con l'automobile, questa differenza è data dalla differenza tra persone sane e persone non sane. La malattia cronica è prevalente negli ambienti dominati dalle auto rispetto agli ambienti pedonali, che rappresentano spazi sociali condivisi e che incoraggiano le persone a camminare, parlare e a essere parte della comunità. Camminare riduce anche il rischio di cancro e diabete, migliorando anche la salute mentale. E' stato dimostrato che pedonalizzare l'ambiente urbano è un fattore positivo non solo per la salute dei cittadini ma anche per l'economia, per l'ambiente e anche per la politica sociale. Inoltre è abbastanza evidente che il design della città e la pedonabilità in realtà produce risultati salutari a lungo termine. La città di Catania deve procedere verso il futuro guardando in questa prospettiva perchè oggi è indispensabile mettersi al passo con le più moderne e attuali strategie per combattere l'inquinamento dell'aria, la disparità sociale e i fenomeni sempre più catastrofici determinati dai cambiamenti climatici. È necessaria una cura urgente per il centro storico di Catania ed i suoi abitanti, per questo Legambiente propone l'espansione dell'area pedonale esistente, oggi costituita solamente da piazza Duomo, piazza Università e la parte meridionale di via Etnea, peraltro troppo spesso non rispettata. Eppure è proprio in centro che dovrebbero essere estese le pedonalizzazioni, non solo per la salute dei cittadini ma anche per la fruizione di zone della città ricche di monumenti importanti e rappresentativi del patrimonio artistico di Catania. La proposta di espansione della pedonalizzazione coinvolgerebbe le piazze Mazzini e San Francesco d'Assisi e la conseguente chiusura a traffico dei tratti di via Vittorio Emanuele, via Garibaldi e via Teatro Greco rafforzando la già esistente area pedonale di via Crociferi, piazza Duomo e via Cardinale Dusmet. La pedonalizzazione di questa area comporterebbe anche la chiusura del tratto di via Manzoni in cui è ubicata la Questura di Catania, ciò garantirebbe la sicurezza dei cittadini richiesta nel 2018 al Sindaco Pogliese dal sindacato Siap della polizia che ha evidenziato gravi criticità causate dal traffico veicolare che insiste nell'area. Legambiente chiede all'amministrazione di far rispettare le aree pedonali esistenti e di crearne nuove in modo da migliorare la fruizione del nostro centro sia dal punto di vista turistico che commerciale, incentivando l'utilizzo della bicicletta e dell'efficiente rete metropolitana. Ti potrebbero interessare: Le pedonalizzazioni fanno bene al commercio (e non solo), ma per l’amministrazione catanese sono un taboo Via Umberto: un possibile piano viario per consentirne la pedonalizzazione La galleria degli orrori della sosta selvaggia: Catania regno di impunità Micro aree pedonali immediatamente realizzabili: una grande opportunità per migliorare la qualità del centro Via Crociferi: area pedonale con parcheggiatore abusivo Centro storico, una parte di piazza san Francesco d’Assisi diventa pedonale: un intervento dall’alto significato simbolico Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti Si inaugura la nuova area di sosta di piazza Borsellino, via Dusmet diventa pedonale Mai più piazze ridotte a parcheggi: a proposito della vicenda “Trattoria del Cavaliere” Centro storico, una possibile soluzione viaria per salvaguardare l’area della Basilica Collegiata

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30 mar 2019

Porta Ferdinandea liberata dalle auto

di Mobilita Catania

Liberata dalle automobili che ne soffocavano l’ampio respiro architettonico, Porta Garibaldi o Ferdinandea torna a vivere, riguadagnando lo splendore che secondo il Fai l’ha fatto diventare uno dei 30 monumenti più apprezzati dai turisti che visitano l’Italia. "Una piccola ma significativa conquista per Catania - ha commentato il sindaco Pogliese, a conclusione dell’installazione dei dissuasori - che permette di apprezzare il monumento in tutto il suo splendore. Molti turisti, finora, si sono dovuti destreggiare tra le macchine e ora finalmente potranno apprezzare da vicino uno dei luoghi simbolo della nostra Catania, senza le ingombranti automobili. Ringrazio il comitato dei residenti e in particolare l’associazione Acquedotte a cui abbiamo affidato il presidio della Porta -ha aggiunto il primo cittadino - che ci hanno aiutato a raggiungere un obiettivo per cui mi ero impegnato, finalizzato a rendere fruibile uno spaziomolto apprezzatodai turisti e non adeguatamente protetto”. Il sindaco ha spiegato che “altri stalli per le macchine sono stati creati nelle zone limitrofe, rispondendo positivamente alle legittime richieste dei commercianti, sempre nell’ottica di contemperare le esigenze di fare diCatania una città turisticamente accogliente con le esigenze di quanti vivono o lavorano nella zona” . Il sindaco ha anche reso noto che l’installazione dei dissuasori, a breve verrà sostituita da un arredo urbano specifico grazie a un progetto che il Fai cofinanzierà con il Comune di Catania per valorizzare complessivamentela specificità turistico-monumentale della Porta.

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30 mar 2019

Agevolazioni Sostare, una misura contro la mobilità sostenibile

di Mobilita Catania

Il circolo Legambiente Catania ha già espresso forti perplessità in merito all'ultimo provvedimento del Comune di Catania – deliberazione N. 03 del 21.01.2019 – con il quale veniva autorizzata la società Sostare s.r.l. al rilascio di 150 abbonamenti mensili di sosta a favore dei dipendenti che svolgono servizio presso l'Ospedale Garibaldi Centro alle stesse condizioni economiche previste per i residenti (18 €/mese). E' di oggi la notizia che il consigliere Salvo Di Salvo presenterà all'assemblea comunale una mozione con la quale si chiede di "estendere agli studenti universitari e a tutti i dipendenti pubblici, che per motivi di lavoro o di studio usufruiscono degli stalli blu a pagamento, le stesse agevolazioni previste dalla delibera di Giunta N. 03 del 21.01.2019". Ribadiamo la nostra contrarietà al provvedimento che, oltre che rappresentare un privilegio ingiustificato in favore di alcune categorie di cittadini, favorisce l'ingresso delle automobili in città e stimola lavoratori e studenti a scegliere l'automobile come mezzo di traporto preferito rispetto ai mezzi pubblici o alternative ecosostenibili. Nel caso degli studenti vanificherebbe poi lo sforzo economico e di alto valore ambientale messo in campo dall'Università che ha consentito loro l'accesso gratuito a tutti i mezzi pubblici. Il circolo catanese nota con grande rammarico che la politica della città non tiene conto del fatto che Catania è pienamente coinvolta nella procedura di infrazione aperta dalla Commissione Ue, e ora vicina alle sanzioni comunitarie, per la mancata protezione dei cittadini dagli effetti delle emissioni di biossido di azoto, in rapporto ai valori limite stabiliti dalla legislazione comunitaria (art.13 della direttiva 2008/50/Ce), da rispettare già a partire dal 2010. L'indagine di Euromobility piazza Catania tra le ultime cinque d'Italia per l'esagerato indice di motorizzazione delle autovetture (70 vetture/100 abitanti), con una media decisamente superiore rispetto a quella europea (49,8) e italiana (59,3). Anche il parco veicolare privato è piuttosto vecchio e quindi particolarmente inquinante: il 44% dei mezzi è Euro 0,1,2,3 e un altro 17% arriva all'Euro 3. Il che fa comprendere come l'ordinanza che ne vietava la circolazione, emessa durante la precedente amministrazione, è di fatto rimasta inapplicata. Più volte il circolo Legambiente Catania ha richiesto, in linea con i più recenti studi in materia urbanistica, che la tariffa della sosta venga differenziata ma, ovviamente, non per categoria di utenti (a parte i residenti), piuttosto per posizione dello stallo nelle diverse zone della città. La tariffa maggiore dovrebbe essere applicata per la sosta su strade del centro storico o in altre zone che attraggono molti spostamenti, ben servite dal trasporto pubblico, nelle ore di punta dei giorni feriali; più bassa, invece, nelle zone periferiche. Sono misure queste già applicate con successo in altre grandi città perché hanno il vantaggio di non gravare sulle tasche dei cittadini, diminuiscono il carico di traffico e smog in zone nevralgiche e non depauperano le casse del Comune. La pessima gestione della mobilità sta portando Catania ad essere sempre ultima in ogni classifica e rapporto di ecosistema urbano ed in questo quadro catastrofico registriamo una politica assente da parte della amministrazione comunale, un lassismo ed un mancato controllo in tutte le Ztl e zone pedonali di Catania invase sistematicamente dalle auto in spregio alle norme del Codice della Strada. Siamo in grave ritardo nella redazione dei PUMS, ossia dei Piani Urbani di Mobilità Sostenibile, condizione necessaria per accedere a fondi governativi per la viabilità delle città e non abbiamo più notizie dei fondi PON, già acquisiti e destinati alla realizzazione di altre linee di BRT. Abbiamo a cuore l'ambiente e la salute dei cittadini e non possiamo accettare il fatto che l'amministrazione comunale non solo non si stia adottando misure idonee ad abbassare i livelli di inquinamento ambientale ma anzi che adotti misure di segno contrario.

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