Segnalazione
20 mag 2015

Parcheggiatori abusivi e segnaletica stradale a Catania

di Valerio D'Urso

Esiste un controllo quotidiano illecito del territorio da parte di "soggetti non autorizzati " sia nelle ore diurne che notturne in tutta l'area di Piazza Turi Ferro (ex Spirito Santo) e vie limitrofe. Mi riferisco ai parcheggiatori abusivi. Nella zona di via Paternò, da Piazza Manganelli (compreso l'angolo con via Di Sangiuliano) a Corso Sicilia, perfino per i motorini è sempre in agguato il parcheggiatore abusivo di zona. Segnalo, inoltre, la completa mancanza di segnaletica orizzontale (strisce pedonali, delimitazioni di corsie, stalli di sosta per residenti) da questa zona fino alla stazione centrale, spesso anche in contrasto l'abbondate ed inutile  segnaletica verticale, nonché la totale assenza di rastrelliere per i ciclisti.

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Articolo
20 mag 2015

Inquinamento dell’aria, i bambini i più colpiti. Ma il progetto Pedibus non funziona

di Annamaria Pace

Chi vive in città è regolarmente esposto ad alti livelli di inquinamento dannosi per la salute e i soggetti più esposti sono soprattutto i bambini; la nostra città, come rilevano le centraline per il monitoraggio dell'aria, supera i limiti consentiti dalla legge e dalle direttive europee, sottoponendo la salute dei cittadini a gravi rischi. Le polveri sottili sospese nell’aria, nello specifico il particolato PM10 (insieme di particelle di diametro inferiore a 10 millesimi di millimetro) sono composte da metalli, silice, inquinati solidi e fibre, e possono depositarsi nelle vie aeree superiori (naso e gola), lungo la trachea ed i bronchi o arrivare fino agli alveoli, le piccole sacche dove avviene lo scambio di ossigeno e anidride carbonica. I bambini sono i più esposti perché i loro polmoni, il loro sistema cardiovascolare e tutto il sistema immunitario sono in crescita: i più giovani respirano più aria degli adulti perché in proporzione hanno superfici polmonari più estese in rapporto al loro peso. Inoltre i bambini respirano più spesso dalla bocca ed essendo piccoli di altezza sono più vicini alla fascia di emissioni degli scarichi dei veicoli e alle particelle emesse dall’usura di freni e pneumatici. Questa giornaliera esposizione all’aria inquinata può causare irritazione al naso, gola e occhi causando, secondo alcuni recenti studi, frequenti attacchi d’asma e secondo i ricercatori del progetto Escape (European Study of Cohorts for Air Pollution Effects), in particolare nei bambini al di sotto dei due anni può causare un maggior rischio di polmonite. Gli effetti degli alti livelli di inquinamento causano una maggiore assunzione di farmaci, un aumento di visite pediatriche e ricoveri ospedalieri. A Catania ogni giorno i bambini entrano ed escono da scuola in aree con livelli di inquinamento altissimo causato soprattutto dai veicoli di proprietà dei genitori che paradossalmente sono i primi interessati alla salute dei propri figli. Le macchine in doppia fila e i motoveicoli posteggiati fin sopra i marciapiedi sono una costante nei momenti di entrata ed uscita dalla scuola e sono la causa non solo di inquinamento ma anche di una ridotta sicurezza stradale . In tutta Italia esiste il progetto Pedibus che si pone l’obiettivo di accompagnare i bambini in sicurezza a scuola tramite l’organizzazione di piccoli gruppi di bambini che arrivano a scuola e ritornano a casa accompagnati da volontari e da personale incaricato dal Comune. A Catania invece lo stesso nome è stato dato al riduttivo servizio, svolto da pensionati retribuiti dal Comune, che consiste nella vigilanza dei punti di attraversamento stradale in prossimità delle scuole. Proprio in questi giorni scade il bando per l’assunzione di altri venti pensionati addetti a “vigilare” sull’incolumità e la sicurezza all’uscita e all’entrata della scuola. Il bando rientra nell’ambito del progetto Pedibus finanziato dal Ministero Dell’Ambiente con una somma di 135.000 Euro . Sarebbe utile mostrare all’Amministrazione Comunale come questo servizio non raggiunge minimamente gli obiettivi preposti, infatti i pensionati addetti al servizio sono totalmente inefficaci poiché non possono sanzionare gli automobilisti indisciplinati non avendo i requisiti. Quindi non solo “La variante Pedibus” , tutta catanese, non riprende minimamente il progetto esistente in Italia ed in Europa, ma oltretutto non migliora la sicurezza dei pedoni e non salvaguarda la salute dei bambini. Affiancare ai pensionati “vigilanti” un Ausiliario dipendente del Comune (dipendenti di Sostare S.r.l), potrebbe migliorare la situazione attuale. Infatti il dipendente di Sostare potrebbe sanzionare, anche fuori delle strisce blu, gli automobilisti indisciplinati: questo sarebbe possibile secondo quanto stabilito dalla sentenza di Cassazione civile, sez. II, sentenza 27.10.2009 n°22676 secondo la quale determinate funzioni pubbliche possono essere svolte in via eccezionale anche da soggetti privati che abbiano una particolare investitura. Se proprio a Catania non si riesce a creare un Pedibus congruente al progetto originario, questa sarebbe forse una soluzione per tutelare la salute e la sicurezza stradale non solo nei confronti dei nostri bambini ma nell’interesse di tutti i cittadini che desiderano una Catania più pulita ed ordinata.

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Segnalazione
19 mag 2015

Faro Biscari: senza illuminazione e sicurezza per i pedoni

di Giovanna Magei

La vasta zona priva d' illuminazione comprende il parcheggio Acquicella Porto presso il rifornimento Agip, via Domenico Tempio vicino il Faro Biscari, il parcheggio del Porto, l'ingresso per la tangenziale e l'asse servizi. Oltre alla scarsa visibilità, ci sono buche molto pericolose: è necessario intervenire con la massima urgenza,  fino ad oggi nessuno è intervenuto dopo le mie segnalazioni inviate al Comune e alla Provincia; anche i residenti della zona protestano per la scarsa illuminazione. Spesso nelle ore serali e notturne si verificano gravi incidenti; inoltre manca la segnaletica orizzontale e verticale, anche le strisce pedonali sono assenti. I pedoni devono circolare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e sugli altri spazi predisposti, ma in questa zona sono quasi del tutto interrotti o insufficienti. Anche il Parco del Faro versa in stato di abbandono, come si vede dalle foto.  

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Articolo
19 mag 2015

Viadotto Himera: sì allo stato d’emergenza, ma i finanziamenti non riguardano la ricostruzione

di Roberto Lentini

Dopo 38 giorni dal cedimento del pilone del viadotto Himera, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri lo stato d’emergenza e il finanziamento di 30 milioni di euro che permetterà di realizzare una bretella di collegamento tra gli svincoli di Scillato e Tremonzelli e la demolizione dei piloni ceduti, nonché di altri 27,4 milioni per migliorare la viabilità per le strade provinciali delle Madonie, contro i 375 milioni di euro che erano stati richiesti dalla Regione Siciliana. «Abbiamo approvato la delibera che stanzia le risorse per l'emergenza del viadotto A19 Himera in Sicilia», ha subito annunciato il premier Matteo Renzi. Immediate le critiche: «Ci vogliono 38 giorni per dichiarare stato d'emergenza e alla fine stanziate solo 27 milioni di euro? Almeno risparmiateci il trionfalismo», ha replicato Erasmo Palazzotto di Sel. In effetti si tratta di una soluzione tampone che prevede solo la costruzione di una bretella e la demolizione del viadotto mentre mancano i fondi per la ricostruzione dei due nuovi viadotti. Per l’Anas «ci vorranno due mesi perché venga completata la progettazione dell’intervento di ricostruzione dei due viadotti», e stima un costo di circa 20 milioni, con tempi di esecuzione tra i 15 e i 18 mesi, a decorrere dalla demolizione dei viadotti preesistenti. Si sta pensando a due nuovi piloni sui quali poggiare una struttura in acciaio-calcestruzzo lunga 250 metri. .

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Articolo
18 mag 2015

Inquinamento, il Comune corre ai ripari

di Amedeo Paladino

La direzione Ecologia e Ambiente e l'Assessorato competente del Comune di Catania hanno predisposto un provvedimento di restrizione della circolazione per alcune tipologie di veicoli che dovrebbe entrare in vigore entro pochi giorni.  La restrizione riguarderà le auto diesel di categoria Euro 0 ed Euro 1 e probabilmente riguarderà tutta la zona interna alla cinta della città rappresentata dalla circonvallazione. Potete verificare la categoria di appartenenza della vostra auto attraverso questo servizio online. Un provvedimento atteso da alcuni mesi, e che si è reso necessario dall'analisi dei dati sul monitoraggio della qualità dell'aria provenienti dalle quattro stazioni di rilevamento presenti in città, posizionate a Librino, in piazza Aldo Moro, al parco Gioeni e al viale Vittorio Veneto. La stazione di monitoraggio della qualità dell'aria a destare particolari attenzioni è quella posizionata tra il viale Vittorio Veneto e il Corso Italia: il dato riguardante il biossido di azoto (NO2) si è attestato oltre la soglia limite (secondo il decreto legislativo 155/2010 e la direttiva europea 2008/50/C) dei 40 µg/m3 (microgrammi per metro cubo). Il biossido di azoto è un gas irritante per l'apparato respiratorio che causa malattie respiratorie, da bronchiti fino a edemi polmonari, contribuisce anche al fenomeno delle piogge acide. La causa della elevata presenza di questo particolato è da individuare nei gas di scarico delle auto, soprattutto di quelle più vetuste e inquinanti classificate come Euro 0 ed Euro 1. Il parco veicolare di Catania è uno dei più vecchi d'Italia, e la tipologia di auto corrispondenti a quella più inquinante rappresenta  quasi il 35% (ACI 2009) di tutti i veicoli circolanti. I dati qui proposti riguardano il 2009, nel 2015 il dato è sicuramente più basso, ma pur sempre consistente. La restrizione interesserà circa il 20 % delle auto circolanti a Catania, rappresentando una strategia di breve periodo per limitare l'inquinamento.  A questo dato si aggiunge l'eccessiva dipendenza dei catanesi all'utilizzo dell'auto, culturalmente legati al mezzo privato o "costretti" per la mancanza di alternative. È necessario dunque ripensare la mobilità della nostra città: infatti se la restrizione della circolazione di questa tipologia di veicoli è l'unico provvedimento immediatamente attuabile, esso non può rappresentare l'unica strategia per migliorare la condizione in cui versa la città. La "cattiva" mobilità catanese costa ogni anno 40 milioni di euro (PGTU 2012) in termini di congestione stradale, spesa sanitaria e incidentalità stradale, cifra che ogni cittadino paga di tasca propria attraverso la fiscalità generale.

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