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26 gen 2020

Piano pedonalizzazioni di Catania, Legambiente critica: «propaganda; l’amministrazione dimostri concretezza»

di Mobilita Catania

In merito al piano di pedonalizzazioni annunciato stamane dal Comune di Catania, riceviamo e pubblichiamo la nota di Legambiente Catania: No alla propaganda. Cosa vuole fare l'amministrazione comunale per la mobilità sostenibile? L'"imponente progetto di pedonalizzazione", così come è stato definito dal Comune di Catania, secondo il circolo Legambiente di Catania è piuttosto un censimento e una riorganizzazione delle aree pedonali e delle Ztl già presenti, almeno sulla carta, in città. Infatti, consultando l'elenco di strade che secondo l'amministrazione rientrano nel piano di pedonalizzazione, ci sono pochissime differenze rispetto la situazione attuale: di fatto solamente piazza Dante, parzialmente, e un tratto di via Garibaldi saranno inibite al transito, peraltro senza che venga detto in che tempi e con che modalità. Sembra solo un annuncio generale, privo di specificità. Tra l’altro, il controllo sul rispetto delle isole pedonali esistenti, a cominciare da via Crociferi e via Etnea, è praticamente nullo. Basti vedere cosa accade il sabato sera con auto parcheggiate ovunque. Quindi non accettiamo i toni trionfalistici e propagandistici dell'amministrazione comunale. Ci sembra, piuttosto, che il progetto sbandierato sia solo un modo per dimostrare in sede di Conferenza della Mobilità Sostenibile, che si terrà domani a Palazzo degli Elefanti, per dimostrare che il Comune stia facendo qualcosa sulla mobilità sostenibile. Purtroppo i fatti parlano chiaro e dicono che sono più i passi indietro che non quelli in avanti quelli mossi dalla Giunta Pogliese. Cogliamo l’occasione per porre alcune domande all'amministrazione comunale: 1)    perché la città di Catania è l'unica città che non ha nemmeno avviato l'iter per il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile? 2)    perché non si mette mano ad un piano della sosta che differenzi le tariffe al fine di disincentivare l'utilizzo del mezzo privato in centro storico? 3)    perché via Dusmet, che era stata pedonalizzata dalla precedente amministrazione, è stata invece di fatto aperta al transito e perché piazze che invece meriterebbero più dignità e una riorganizzazione dello spazio a favore della mobilità sostenibile non sono state incluse in questo piano? 4)    ci chiediamo anche a che punto sia l'iter per il bando di gara per i nuovi BRT e se corriamo il rischio di perdere questi fondi visto che non li stiamo utilizzando; 5)    ci chiediamo perché da anni non si utilizzi più il sistema “Street Control”, l'unico in grado di garantire una lotta alla sosta selvaggia; 6)    perché mettere in atto alcuni interventi, come l’eliminazione delle isole spartitraffico al Corso delle Province, che contraddicono il Piano Generale del Traffico Urbano mettendo conseguentemente in secondo piano la sicurezza stradale e incentivando, anzi, la sosta su strada? In sintesi, vorremmo sapere cosa vuole fare davvero e seriamente  l'amministrazione comunale della mobilità catanese per raggiungere quegli obiettivi di "aumentare la vivibilità per cittadini e turisti, esaltare le bellezze monumentali del cuore barocco della nostra città e tutelare la sostenibilità ambientale" che, almeno, per il momento sono chiari solo nelle parole del sindaco ma non nei fatti.   Foto di copertina di Salvatore Torregrossa: automobili e motorini in sosta selvaggia in via Dusmet, a ridosso del mercato storico della Pescheria Ti potrebbero interessare: Catania, il Comune annuncia un piano di pedonalizzazioni: sarà vera rivoluzione? La galleria degli orrori della sosta selvaggia: Catania regno di impunità Micro aree pedonali immediatamente realizzabili: una grande opportunità per migliorare la qualità del centro Via Crociferi: area pedonale con parcheggiatore abusivo Centro storico, una parte di piazza san Francesco d’Assisi diventa pedonale: un intervento dall’alto significato simbolico Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti Clamoroso passo indietro: via Dusmet non è più pedonale Mai più piazze ridotte a parcheggi: a proposito della vicenda “Trattoria del Cavaliere” Via Umberto pedonale: una proposta di piano per la sua attuazione  

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26 gen 2020

Catania, il Comune annuncia un vasto piano di pedonalizzazioni: sarà vera rivoluzione?

di Andrea Tartaglia

Il Comune di Catania ha annunciato un "imponente piano di pedonalizzazioni di piazze e strade del centro storico ma anche di altre zone della città", già varato dalla giunta comunale presieduta dal sindaco Salvo Pogliese, su proposta dell’assessore alla mobilità Giuseppe Arcidiacono. Notizia ottima, sin qui, che ingolosisce ogni cittadino che da tempo auspica una svolta in tal senso nella città di Catania. Il numero di strade interessate è, effettivamente, numeroso, sebbene contempli in buona parte piccole strade e vicoli, ma salta subito all'occhio, a un normale conoscitore di Catania, che la quasi totalità delle strade interessate è già area pedonale o almeno zona a traffico limitato. Nel primo caso, non è chiaro come mai le strade siano inserite in elenco, a meno che non si voglia -e ciò sarebbe assolutamente auspicabile e apprezzabile- renderle più protette rispetto allo stato attuale tramite dissuasori e/o varchi telecontrollati, visto e considerato che anche aree pedonali preziose e già esistenti come via Crociferi o piazza Duomo sono costantemente violate. Nel secondo caso, l'inclusione di zone a traffico limitato nell'elenco delle pedonalizzazioni lascia presagire in una chiusura totale al traffico (fatto salvo, ovviamente, accesso e uscita di residenti per raggiungere autorimesse interne). L'elenco comprende, ad esempio, il tratto di via Etnea compreso tra piazza Stesicoro e via Antonino di Sangiuliano, dove attualmente circolano i bus urbani che saranno invece deviati su piazza Stesicoro e Corso Sicilia. Questa ed altre ZTL, convertite in aree pedonali, inoltre, dovrebbero vedere sparire la sosta dei veicoli in superficie. Il Codice della Strada, art. 3, definisce così l'area pedonale: zona interdetta alla circolazione dei veicoli, salvo quelli in servizio di emergenza, i velocipedi e i veicoli al servizio di persone con limitate o impedite capacità motorie, nonché eventuali deroghe per i veicoli ad emissioni zero aventi ingombro e velocità tali da poter essere assimilati ai velocipedi. In particolari situazioni i comuni possono introdurre, attraverso apposita segnalazione, ulteriori restrizioni alla circolazione su aree pedonali. È chiaro, dunque, che applicare questa definizione a tutte le strade interessate che adesso sono "solo" una Zona a Traffico Limitato, potrebbe davvero costituire una piccola rivoluzione. Di seguito l'elenco completo fornito dal Comune di Catania di tutte le strade per la quale è stata annunciata la pedonalizzazione, a cui abbiamo aggiunto lo stato in cui le stesse strade si trovano attualmente. Cliccando sul nome di ogni strada, è possibile visualizzarla su Google Maps. via Etnea da Porta Uzeda a piazza Stesicoro (già area pedonale/ZTL), con l'esclusione dell'attraversamento da via Fragalà a via Collegiata e di via Antonino di Sangiuliano; via Vasta (piccola traversa di via Etnea bassa); via Biscari (già ZTL); via Carcaci (già ZTL); via Minoriti (già ZTL); via Santa Filomena (già area pedonale); via Diana (vicolo accessibile tramite rampa di scale da via Umberto o tramite via Santa Filomena, già pedonale); via Del Ritiro (vicolo traversa di via Santa Filomena, già pedonale); via Michele Rapisarda (già ZTL); piazza Vincenzo Bellini (già ZTL); piazza Mario Cutelli (già area pedonale); via Porta di Ferro, solo nel tratto tra via Aparo e piazza Mario Cutelli; piazza Currò; via Bozomo; via Auteri nel tratto da vicolo Buscemi a via Zappalà Gemelli; via San Calogero nel tratto da via Giuseppe Zurria a via Scuto; via Vela, da via Grimaldi a via Puglisi; via San Gaetano alle Grotte, da via Galvagna a piazza Stesicoro, ma solamente dalle ore 20,00 alle ore 02,00; via Gemmellaro da via Costarelli a via San Gaetano alle Grotte, ma solamente dalle ore 20,00 alle ore 02,00; via Faraone (traversa di via Gemmellaro, già ZTL); piazza Santa Maria della Guardia, piccola area antistante la chiesa parrocchiale di Santa Maria della Guardia; piazza Dante Alighieri, area antistante chiesa di San Nicolò l’Arena; via Giuseppe Garibaldi, da piazza Mazzini a piazza Duomo; via Santa Barbara, da via Giuseppe Garibaldi a via Pozzo Mulino; via Sant’Anna; via Ospizio di Beneficenza, piazza Asmundo e via San Benedetto (già area pedonale); via Crociferi (già area pedonale), escluso tratto tra la chiesa di San Camillo dei Mercedari e Villa Cerami. Le uniche novità di rilievo, dunque, sono la pedonalizzazione di un tratto di via Garibaldi (ma pare continueranno a passare bus dell'Amt, quindi si tratta piuttosto di una ZTL) e di una porzione di piazza Dante, ma anche la conversione in area pedonale (non più solo ZTL) del tratto di via Etnea a sud di piazza Stesicoro, dove non transiteranno più i bus dell'Amt. In via Crociferi, invece, non viene estesa la pedonalizzazione a tutta strada e permane libero al traffico il tratto settentrionale compreso tra la chiesa di San Camillo e Villa Cerami, e ancora vengono abolite quella già esistenti in via Gemmellaro e in via San Gaetano alle Grotte per essere istituite solo nella fascia oraria serale. In dettaglio, con la delibera illustrata alla giunta comunale dall’assessore Arcidiacono, in piazza Duomo viene definitivamente istituita l’interdizione della circolazione a tutti i veicoli, a eccezione dei mezzi in emergenza, dei possessori di garage (ma esistono autorimesse in piazza Duomo?), preventivamente autorizzati dal Comando di Polizia Municipale e dei mezzi di trasporto pubblico di dimensioni massime di 8 metri. Quest'ultima disposizione è in conflitto con la definizione di area pedonale citata sopra. Il sabato pomeriggio, le domeniche e i giorni festivi, in piazza Duomo il divieto di transito varrà anche per i mezzi pubblici. Spariscono da piazza Duomo, quindi, bus e "trenini" turistici, spesso motivo di intralcio nella fruizione e godibilità della piazza, dove d'altronde non avrebbero già dovuto esserci, essendo questa piazza, lo ricordiamo, già un'area pedonale. Assenti dall'elenco di strade coinvolte, invece, tra le numerose altre possibilità, via Umberto I, piazza Manganelli e il tratto lungo Villa Pacini di via Dusmet, nonostante le numerose richieste di pedonalizzazione in passato da parte di associazioni e comitati, e benché il comunicato stampa del Comune di Catania riportasse, tra l'altro, la volontà di valorizzare zone come quelle della pescheria: «Insieme ai tecnici dell’Ufficio Traffico Urbano -ha spiegato il sindaco Salvo Pogliese-  dopo un attento lavoro di monitoraggio coordinato dall’assessore Pippo Arcidiacono che ringrazio, abbiamo messo a punto un piano unitario di provvedimenti, coordinandoli con interventi preesistenti non sempre coerenti che necessitavano di essere razionalizzati e resi omogenei. L’obiettivo -ha proseguito il sindaco- da un canto è aumentare la vivibilità per cittadini e turisti, dall’altro esaltare le bellezze monumentali nel cuore del nostro splendido barocco come piazza Duomo, piazza Università, via Etnea e il complesso di stradine limitrofe, la Pescheria, via dei Crociferi, piazza Dante con la chiesa di San Nicola l’Arena e il Monastero dei Benedettini, via Garibaldi e altro ancora. Con una sempre più diffusa sensibilità verso l’utilizzo del mezzo pubblico, la creazione di nuovi parcheggi per cui siamo impegnati e, in generale, una maggiore attenzione verso la sostenibilità ambientale, consideriamo questo articolato piano, che naturalmente verrà attuato gradualmente, il primo step nel segno di una città in continuo mutamento. E per questo confidiamo nella collaborazione dei cittadini, per salvaguardare spazi comuni senza necessità di ricorrere ad azioni repressive, come del resto avviene in tutte le grandi città europee (a onore del vero, in tutte le grandi città europee le azioni repressive esistono con lo scopo di educare al rispetto e, esercitate con costanza, hanno dimostrato la loro valenza, ndr)». Queste, invece, le parole dell'Assessore alla Mobilità, Giuseppe Arcidiacono: «Questo programma unitario di azioni che punta a integrare spazi comuni –ha spiegato l’assessore Arcidiacono- per diventare pienamente operativo necessita, ovviamente, del tempo necessario per installare la segnaletica e i dissuasori in tutte le zone, alcune delle quali anche distanti dal centro storico. Abbiamo razionalizzato un sistema di pedonalizzazioni che non era omogeneo, come nella zona della Pescheria, destinata a diventare finalmente un mercato con tutti gli spazi limitrofi a servizio di una zona a vocazione commerciale in piena trasformazione».   Merito al Comune, in conclusione, se si vuole finalmente mettere ordine e far rispettare aree pedonali e Zone a Traffico Limitato, anche con aspetti tanto banali quanto importanti come apposita segnaletica, talvolta carente, e dissuasori (quasi sempre assenti, fino ad oggi) e per un primo germe di zona pedonale di una certa consistenza grazie alla pedonalizzazione di circa 350 metri di via Etnea. Ci si domanda se contestualmente saranno finalmente riattivati i (pochi) varchi di accesso alle ZTL telecontrollati e quando ne arriveranno di nuovi. Si registra, però, qualche passo indietro come nel caso di via Gemmellaro, mentre le citate mancate pedonalizzazioni di strade come il tratto di via Dusmet nei pressi della pescheria, l'intera via Crociferi (si continua a svilire il portale di Villa Cerami) o piazza Manganelli fanno già discutere. Un po' di delusione per le vere novità, piuttosto limitate, che comunque rappresentano un timido ma significativo inizio di cambiamento. Ma la scommessa nel breve termine sarà fare davvero rispettare la promessa pedonalizzazione di tutte queste strade che finora, in buona parte, sono impunemente invase da numerosi veicoli, notte e giorno. Fare ciò significa affermare finalmente la legalità e il passo successivo, allora, potrà essere, speriamo in modo concreto e nel breve termine, quello di attuare un piano di pedonalizzazioni e ZTL più omogeneo e meglio strutturato che ne semplifichi anche il rispetto. 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22 gen 2020

Parte la progettazione della nuova rete fognaria di Catania con un investimento di 393 milioni

di Mobilita Catania

Parte la progettazione della nuova rete fognaria di Catania; in corso la gara per il depuratore. Sono già avviati i due interventi integrati necessari a far uscire l’agglomerato etneo dall’infrazione europea (causa C-565/10), assicurando al capoluogo etneo e ai comuni limitrofi un’efficiente gestione delle risorse idriche che nel giro di cinque anni dovrà garantire un sistema efficiente di smaltimento delle acque reflue. Nella sala Giunta di Palazzo degli Elefanti, il Commissario Straordinario Unico per la Depurazione Enrico Rolle e il Sindaco di Catania Salvo Pogliese hanno fatto il punto sulle due procedure in corso, gestite dalla Struttura Commissariale attraverso la Centrale di Committenza Invitalia, alla presenza, tra gli altri, del vicecommissario Attilio Toscano, degli assessori comunali Parisi, Trantino e Arcidiacono e del presidente della Sidra Fabio Fatuzzo. L’ambizioso progetto, già finanziato con fondi comunitari e nazionali, è stato illustrato ai partner istituzionali e tecnici dal responsabile del procedimento Osvaldo de Gregoriis, che è anche direttore generale della Sidra. Oltre a completare il sistema fognario con centinaia di chilometri di nuova rete, consentirà di potenziare e ampliare il depuratore di Pantano D’Arci già in funzione. «Siamo a un passaggio storico per la città di Catania – ha osservato il Commissario Straordinario Enrico Rolle – visto che mai si era giunti a questo livello di avanzamento delle opere depurative. Quello del capoluogo etneo – ha proseguito il Commissario – è uno degli interventi più rilevanti dell’azione commissariale: un impegno economico ingente, da 393 milioni di euro, per portare una città così importante fuori dalla procedura di infrazione che costa soldi ai cittadini ma soprattutto pesa sulla qualità dell’ambiente. Servirà ancora qualche anno – conclude Rolle - per far voltare pagina a Catania sul fronte della depurazione delle acque reflue, ma oggi c’è una strada che non prevede passi indietro». «Dopo anni di rinvii  - ha spiegato il Sindaco Salvo Pogliese -  finalmente Catania avrà un sistema di smaltimento e depurazione delle acque degno di una città civile e, in prospettiva, un moderno complesso fognario da Capomulini all’Oasi del Simeto. Un problema atavico per la nostra città  - ha proseguito il primo cittadino - che si avvia a soluzione grazie soprattutto al commissario Rolle e ai suoi collaboratori, che ringrazio pubblicamente per l’impegno che stanno mettendo nell’affrontare un piano di interventi senza precedenti nella nostra città sotto il profilo della sostenibilità ambientale, secondo per il valore dell’investimento solo alla realizzazione della metropolitana cittadina. L’importanza di dotare la città di fognature efficienti collegate a un impianto di depurazione moderno è evidente, liberando il sottosuolo dagli scarichi a perdere come purtroppo accade ancora, ad esempio, nel quartiere di San Giorgio. Un altro importante obiettivo è la circolarità del riuso per l’agricoltura delle acque depurate, facendo di Catania un riferimento per la sostenibilità ambientale».    Sette i contratti già sottoscritti con altrettante associazioni temporanee di imprese, per un importo complessivo di 16,7 milioni di euro, sull’affidamento dei servizi di progettazione definitiva ed esecutiva, la direzione dei lavori e il coordinamento della sicurezza, i servizi di rilievo e le indagini per l’estensione della rete fognaria catanese: sette lotti per 359 nuovi chilometri di condotte fognarie e collettori principali, da aggiungersi ai 212 già esistenti, con trentadue stazioni di sollevamento e diciannove scaricatori di piena. Le ATI vincitrici sono già al lavoro per progettare i nuovi tratti fognari, che consentiranno di raggiungere tutti i 545.000 abitanti equivalenti ricompresi nell’agglomerato, contro i 70.000 coperti fino a oggi, meno del 15% del totale. Proprio al termine della conferenza stampa, il Commissario e il Sindaco hanno promosso un primo incontro per dare il via alle operazioni con i progettisti, i rappresentanti dei comuni interessati e la struttura Commissariale. È invece in corso, e terminerà il prossimo 4 febbraio, la gara per progettare l’adeguamento e l’ampliamento dell’attuale depuratore in contrada Pantano D’Arci: una procedura da 3,1 milioni che riguarda i rilievi, le indagini e la progettazione definitiva, funzionale a realizzare la gara per i veri e propri lavori di ammodernamento dell’impianto. Questo impianto, integrato con la nuova rete fognaria, servirà l’intero agglomerato urbano composto, oltre che da Catania, da Gravina di Catania, Sant’Agata Li Battiati, San Gregorio di Catania, San Giovanni La Punta, Tremestieri Etneo, Aci Castello, Aci Catena e, per una piccola parte, Acireale. Per gli interventi nel comprensorio metropolitano di Catania, il Commissario Straordinario, oltre alla Centrale di Committenza Invitalia e a Sogesid quale Struttura di supporto a tutte le attività, si avvale del lavoro del Comune di Catania, anche per il tramite della sua società partecipata in house, Sidra Spa.

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07 gen 2020

Perché le strade senza auto saranno presto essenziali per la città: dei modelli per Catania

di Annamaria Pace

Quando domandiamo a qualcuno cosa gli sia piaciuto di più della città che ha visitato, quasi nessuno risponde: "Le macchine che sfrecciano per le strade". Le cose che rendono unica una città sono le attrazioni culturali e le persone che incontriamo passeggiando per la città mentre ammiriamo le piazze, gli edifici ed i luoghi. Molte città stanno lavorando per rendere più piacevole la vita in città sia per i turisti sia per gli abitanti, attuando un'unica strategia: le strade principali si chiudono al traffico e si aprono alla gente. Le città hanno uno spazio limitato perciò il modo in cui è definito ed utilizzato è estremamente importante. Più denso è un posto, più caro è ogni metro quadrato. Eppure in tutto il mondo le città sono state adattate per ospitare le auto, offrendo loro una porzione di spazio urbano fuori misura e limitando le aree in cui le persone potevano camminare, sedersi al bar o stare con gli amici. Le città americane, più recenti rispetto a quelle sorte in altre parti del mondo, si sono sviluppate e ampliate grazie alle automobili. Non è stato così in Europa, dove la struttura degli  insediamenti ha reso difficile per il continente soccombere completamente all'automobile. Nel dopoguerra le città europee avrebbero potuto seguire l'esempio americano nella progettazione della città, ma la maggior parte di queste ha fatto scelte molto diverse. Oggi assistiamo a un movimento crescente nelle città di tutto il mondo per arginare l'uso delle automobili e chiudere le strade al traffico senza restrizioni. Uno degli esempi più importanti negli Stati Uniti è New York City con la chiusura della 14th Street. Quella che una volta era una delle strade più congestionate di New York, ora è un luogo più amichevole per pedoni e ciclisti nella quale la velocità degli autobus è notevolmente aumentata. I dati mostrano che le strade verso le quali è stato deviato il traffico non sono più congestionate, inoltre gli ex parcheggi sono stati trasformati in spazi verdi. L'uso di biciclette e scooter condivisi è cresciuto enormemente in un breve periodo di tempo - più del doppio del numero di viaggi tra il 2017 e il 2018 - con 84 milioni di viaggi in micro-mobilità condivisi durante l'anno scorso. Nel 2019 questo numero ha continuato a crescere, rafforzando la necessità di creare più spazio alla mobilità pedonale e ciclabile. Questa trasformazione del modo di concepire la città iniziò nel 1953 quando la città olandese di Rotterdam trasformò una via principale, Lijnbaan St, in una strada pedonale appositamente costruita e completamente priva di auto. L'obiettivo era quello di creare un moderno centro urbano che prosperasse, e così è stato, chiudendo lo spazio ai veicoli e aprendolo alle persone. Inizialmente i negozianti dell'area temevano che i clienti non sarebbero stati in grado di raggiungere i loro negozi. Ma si resero conto che la vendita al dettaglio migliorò effettivamente nelle zone pedonali. Rotterdam e le sue imprese locali hanno avuto un grande successo dopo questo cambiamento di politica e questo ha dimostrato presto l'efficacia di chiudere le strade al traffico e aprirle alle persone. Molte altre città in Europa hanno seguito l'esempio e questo, unito ad investimenti importanti e sostenuti nel trasporto pubblico, nelle infrastrutture per biciclette, ha creato un'esperienza urbana migliore. Così oggi luoghi come Amsterdam stanno cercando di vietare tutte le auto a gas dal suo centro entro il 2030. Purtroppo  ci sono esempi di città italiane che dovrebbero guardare a queste esperienze urbanistiche, ormai di successo, ma che ancora oggi rimangono ancorate all'automobile come principale elemento di fruizione del centro: un  esempio è la città di Catania. Una città che possiede importanti monumenti e spazi urbani ricchissimi di testimonianze storiche ma che utilizza il suo prestigioso spazio urbano come parcheggio. Piazze e strade in cui si affacciano importanti architetture barocche, come la via Crociferi dichiarata patrimonio dell'Unesco, sono ridotte a parcheggi illegali. Ogni spazio urbano a Catania purtroppo non invita a camminare a piedi: gli spazi nevralgici per l'intermodalità sono totalmente fuori dalla logica  prioritaria di dedicare spazio al pedone. Ad esempio la piazza della Stazione Centrale di Catania è un luogo in cui chi cammina a piedi è soggetto a numerosi rischi poiché gli attraversamenti pedonali sono troppo estesi, inoltre la forma della strada consente alle auto di andare ad una velocità elevata costituendo un grave pericolo per chi la attraversa. Invece nella piazza della stazione centrale di Rotterdam lo spazio è dedicato quasi esclusivamente ai pedoni mentre il passaggio delle auto è ridotto al minimo così da obbligare l'automobilista a procedere lentamente. Questo processo di trasformazione in “città pedonale” è comunque un movimento globale. La King Street a Toronto è un modello, in Europa i super-blocchi di Barcellona stanno aprendo nuove prospettive e soluzioni e in Asia l'approccio di Seoul è esemplare. Tutte queste esperienze evidenziano come e quanto sono cambiate le priorità nella pianificazione della città. Senza dubbio le auto hanno il loro posto nelle città, ma il ruolo delle persone nelle città deve essere più centrale: possiamo e dobbiamo ridurre il primato dei veicoli. Ti potrebbe interessare: Why Car-Free Streets Will Soon Be the Norm  

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02 dic 2019

La raccolta differenziata si estende a un’altra area di Catania: le vie interessate

di Mobilita Catania

Riguarderà 805 utenze e un bacino di 1765 residenti a Catania il nono step della raccolta differenziata cosiddetta “porta a porta”, che prende il via lunedì 2 dicembre. La zona interessata è quella delimitata ai lati da viale Libertà e viale Africa e, in particolare, le vie Gorizia, Caltanissetta, Mascagni, Calatafimi, Salemi, Sabotino, D’Amico, Simeto, Gornalunga, Scuto Costarelli e Raffineria. Un quadrilatero esteso che amplia la raccolta dei rifiuti con il metodo della differenziata e contribuirà positivamente ad alzare il livello percentuale nel conferimento dei rifiuti e sul loro riutilizzo, che significa meno costi di sversamento nella discarica. Tutte le informazioni sulle modalità di effettuazione del conferimento differenziato dei rifiuti sono rinvenibili sul sito internet del Comune. “Un altro allargamento dell'area del porta a porta che consente di evitare l'utilizzo dei cassonetti che purtroppo non incentivano la raccolta differenziata. Invito i cittadini - ha detto il sindaco Pogliese – a effettuare il conferimento dei rifiuti, rispettando regole ed orari. Seguendo le indicazioni e con piccoli accorgimenti anche l’aspetto della città si avvantaggerà notevolmente “ “E’ un’ importante piccola rivoluzione per una zona della città- ha detto l’assessore all'ambiente Cantarella – ma piccoli passi fanno compiere grandi risultati anche nelle nostre case, differenziando contribuiremo tutti a migliorare l’ambiente nel quale viviamo”.

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27 ott 2019

“100 alberi per Catania”: il progetto di Legambiente premiato a Mantova

di Mobilita Catania

"A Catania una socialità sostenibile mette radici". E' proprio il caso di dirlo perché arriva un riconoscimento all'impegno profuso per dare ai catanesi una città più ricca di alberi e più sostenibile grazie a un modello virtuoso di attivazione e partecipazione dal basso. Il circolo di Legambiente Catania, infatti, lunedì 28 ottobre, sarà premiato in occasione della presentazione del Rapporto Ecosistema Urbano, a Mantova, per l'iniziativa "Cento alberi per Catania". Un premio che significa tanto per il circolo catanese che sul verde urbano ha avviato una vera e propria "campagna". "Cento alberi per Catania" è l'iniziativa di Legambiente Catania «per donare nuovi alberi a una città che ne è povera, coinvolgere la cittadinanza in azioni di partecipazione attiva, sottolineare che rispetto dell'ambiente e verde urbano curato e rispettato possono essere presidi di legalità. Nell'azione sono coinvolti il Comune di Catania, che si è prestato ad effettuare le piantumazioni in strade e piazze senza alberi; le scuole per le piantumazioni e l'affidamento ai cittadini dei nuovi alberi; la società civile invitata a fare donazioni direttamente, attraverso una piattaforma di crowdfunding o partecipando a eventi culturali o ricreativi. Il progetto è partito da quartieri a rischio, fortemente bisognosi di verde pubblico, di educazione ambientale e di inclusività sociale. Dopo poco però si è esteso a tutta la città coinvolgendo i cittadini anche nella scelta dei luoghi di piantumazione». Questa la motivazione che premia una "best practice" ideata e messa in pratica dai soci di Legambiente. "Non possiamo che essere orgogliosi e soddisfatti – afferma Viola Sorbello, presidente del circolo catanese che volerá a Mantova per ricevere il premio – e questo riconoscimento ci stimola a fare ancora di più e andare ancora avanti. Temo che anche quest'anno il rapporto di ecosistema urbano piazzerà Catania agli ultimi posti. L'anno scorso su centoquattro città esaminate era la centoquattresima e dall'anno scorso non sono aumenti nè i livelli di raccolta differenziata né i chilometri coperti dal servizio di trasporto pubblico, non sono state realizzate piste ciclabili, Ztl e pedonalizzazioni, non è migliorato il sistema di depurazione delle acque né la qualità dell'aria. Questo premio dunque ci consola e ci fa superare la frustrazione di fare attivismo ambientale in una città difficile come Catania." Il direttivo del circolo Legambiente di Catania dedica questo premio oltre che a tutti i volontari del circolo, anche a quella fetta sempre più ampia di catanesi sensibili al tema ambientale che stanno rispondendo positivamente ad ogni nostro progetto a favore della città." "Il progetto "Cento alberi per Catania" - continua la Sorbello - "è stato concepito, per l'appunto, con modalità studiate per aumentare il coinvolgimento dei catanesi: abbiamo chiamato in causa i privati cittadini che, con una campagna mirata, sono stati invitati prima ad acquistare gli alberi anche attraverso modiche donazioni on line per mezzo della piattaforma di crowd funding "Laboriusa", e dopo, attraverso un sondaggio web a scegliere i luoghi di piantumazione. Poi sono state coinvolte le scuole: sia per la piantumazione dei singoli alberi che nella fase precedente attraverso la formazione degli alunni sulla importanza dell'albero effettuata grazie alla nostra responsabile del progetto per le scuole Anna Quattrocchi. Sono stati coinvolti anche i negozianti le cui botteghe insistono nei luoghi in cui gli alberi sono stati impiantati che sono stati invitati ad innaffiarli a prendersene cura e a difenderli da atti vandalici. Il progetto si è allargato a macchia d'olio in tutta la città anche attraverso l'adozione da parte delle scuole delle borracce di Legambiente utili, sia per eliminare l'uso delle bottiglie di plastica usa e getta che anche per contribuire all'acquisto di alberi per l'anno prossimo." "Con 'Cento alberi per Catania'– aggiunge Davide Ruffino ideatore del progetto e segretario del circolo- abbiamo ritenuto opportuno iniziare dai quartieri a rischio, perché fortemente bisognosi di verde pubblico e di educazione ambientale, ma abbiamo in seguito allargato la prospettiva a tutte le zone della città anche attraverso la rete con altre associazioni. È proprio questa la valenza positiva del progetto: la trasversalità degli attori che hanno partecipato, nonché la collaborazione con il Comune di Catania che ha provveduto alla piantumazione degli alberi acquistati attraverso le raccolte fondi. Il fatto che il progetto 100 alberi stia funzionando lo si vede dall'effetto domino che ha provocato in città visto che molti hanno seguito il nostro esempio. Certo, il cammino è ancora lungo ma il progetto prosegue senza un termine finale. Una iniziativa, comunque, con cui Legambiente sta riuscendo a incidere sul tessuto sociale della città e operare una forte azione di pungolo all'amministrazione comunale sul verde urbano".

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09 ott 2019

Stanziati oltre un milione di euro della tassa di soggiorno per interventi di riqualificazione e marketing del territorio

di Mobilita Catania

Interventi di recupero e valorizzazione di piazze e luoghi cittadini di particolare valore storico-artistico uniti a iniziative di promozione e marketing turistico: sono questi gli ambiti di utilizzo della tassa di soggiorno che la giunta Pogliese, ha individuato per migliorare l'appeal della città e sviluppare turismo e economia.   Un “tesoretto” di oltre un milione di euro, che non grava sul bilancio comunale, che l'Amministrazione Comunale ha recuperato grazie a un attento lavoro di incisivo contrasto all'evasione dell'imposta versata dai turisti ai titolari delle strutture ricettive, reso ancora più proficuo dall'incremento dei flussi turistici che pongono Catania tra le città italiane più ambite e visitate. La destinazione del gettito d'imposta, che registra una crescita esponenziale, è stata decisa tenuto conto che occorre utilizzare i proventi della tassa di soggiorno, con interventi in materia di turismo compresi quelli a sostegno delle attività ricettive, la manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali, il miglioramento dei servizi pubblici locali. In dettaglio, il piano deliberato, prevede una particolare attenzione al recupero di piazze cittadine di particolare pregio storico e valenza turistico-culturale: piazza dei Martiri, piazza Roma, piazza della Stazione, piazza Duomo e la pescheria, siti che dopo anni di incuria e disinteresse verranno riqualificati con interventi di ristrutturazione e arredo urbano. Coi fondi aggiuntivi recuperati grazie alla lotta all'evasione si provvederà, inoltre, all'acquisto di attrezzature e servizi necessari per la valorizzazione del Castello Ursino e della Chiesa di S. Nicolò l’Arena, come totem, video sorveglianza e restauri opere d’arte. Previsti fondi anche per l’organizzazione di eventi natalizi e capodanno; la predisposizione e l’avvio del progetto della card turistica; l’installazione di segnaletica turistica verticale; l’acquisto di elementi di arredo urbano e potenziamento del sistema di illuminazione dei siti culturali del centro storico, ma anche di viale Vittorio Veneto e Corso Italia. Alcuni importi verranno utilizzati per promuovere educational tour; realizzazione di materiale di promozione turistica, come depliant, cartine, mappe; allestimento di info point al porto, all'aeroporto e nel punto informazioni di via Vittorio Emanuele e sottoscrivere accordi di collaborazione con CTRIP, tour operator cinese con 350 milioni di utenti.

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