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16 set 2015

Trasporto pubblico, ciclabilità e partecipazione | Da Milano degli esempi da seguire per migliorare la mobilità

di Annamaria Pace

La mobilità di Catania e del suo territorio metropolitano è ancorata a vecchi paradigmi basati sull'utilizzo dell'auto privata: una situazione fortemente diseconomica e dannosa per la salute delle persone. Molte città stanno ormai svoltando, rendendo più efficiente il modo in cui ci si sposta: alcune linee guida sono state tracciate all'interno della Carta di Catania (potete consultarla qui) in cui i sindaci delle città italiane si impegnano a modificare i modelli di mobilità all'interno dei territori da loro amministrati. Milano già da alcuni anni ha intrapreso un programma teso a migliorare la mobilità dei propri cittadini puntando sul trasporto pubblico, la ciclabilità e la valorizzazione dello spazio pubblico. Annamaria Pace, architetto e attivista del movimento #salvaiciclisti Catania ha incontrato l'assessore alla Mobilità e all'Ambiente PierFrancesco Maran. A Milano abbiamo incontrato l'Assessore  Pierfrancesco Maran. L'intervista è stata incentrata sulle tematiche da affrontare per promuovere la Mobiltà Sostenibile nella città di Catania. Rispetto alla Carta di Catania, quali sono le strategie per incentivare la mobiltà sostenibile e la ciclabiltà? Sia a nord che a sud ci sono stati dei casi positivi, la 1° Conferenza Nazionale  sulla Mobilità Sostenibile è stato il primo evento sulla Mobilità Sostenibile al sud, e la Carta di Catania è un segnale importante che dimostra la volontà di intraprendere questo necessario cambiamento nelle città. Per quanto riguarda la ciclabilità, in Italia abbiamo un codice della strada piuttosto vecchio e ciò non favorisce lo sviluppo nella realizzazione di ciclabili, anche se si stanno in ogni caso creando le condizioni per realizzarle. Mentre Milano è una città pianeggiante dove andare in bicicletta sarebbe una modalità facilmente attuabile, per quanto riguarda Catania, non ho avuto modo di visitare la città, ma penso che sulla ciclabilità sicuramente ci sono alcune necessità da soddisfare, non sottovaluterei alcuni investimenti sul trasporto pubblico. Questi strumenti sono estremamente collegati. Per far funzionare una città abbiamo bisogno di ridurre il numero di auto in circolazione, ad oggi, prima ancora della bicicletta, è il trasporto pubblico di qualità quello che sposta i numeri, quindi mi sembra che questo tipo di investimento possa aiutare successivamente a liberare le strade dalle auto con un conseguente miglioramento della ciclabilità. Certo poi va sviluppato e non lasciato a metà strada, però le due cose sono assolutamente collegate perché altrimenti è molto più difficile realizzare una rete ciclabile in una città dove il numero delle auto è esagerato, in Italia quasi tutte le città hanno numeri irragionevoli rispetto al resto d’Europa. Riguardo alle pedonalizzazioni qual è la sua opinione? Sulle pedonalizzazioni abbiamo visto cosa è accaduto quando abbiamo fatto la Congestion Charge, ci sono state molte opposizioni. In realtà si verifica che, strada facendo, anche chi si oppone trova vantaggi, infatti un aumento della pedonalità ha effetti positivi sul commercio, questo è fisiologico, nel confronto con città. E’ necessario fare le pedonalizzazioni, ma ovviamente va valutato il contesto. Ha senso farle dove c’è un potenziale pedonale molto alto perché altrimenti ci si trova , come abbiamo visto a Milano ed in altre situazioni, che le zone restano vuote creando una situazione di poca sicurezza almeno fino a quando non si sviluppa il potenziale. Comunque tendenzialmente nei centri storici il beneficio è sempre superiore al rischio. Credo che il meccanismo più importante siano i collegamenti , su questo un esempio interessante è quello di Bologna. Sono partite delle pedonalizzazioni durante il weekend nelle due vie centrali, a forma di T, chiamate “T Days”. Per questa iniziativa c’è stata una forte opposizione, durata anche un paio di anni, adesso invece si sta ragionando su pedonalizzazioni fisse, questa è anche la dimostrazioni che le cose cambiano vivendole, siamo in un epoca dove le abitudini dei cittadini stanno cambiando con una rapidità maggiore del passato. Credo che la strategia giusta sia partire da un rafforzamento del trasporto pubblico, ciò è essenziale, e poi sulla ciclabilità. Mi sembra che Catania stia facendo cose importanti, per la trasformazione ferroviaria della metropolitana, ma anche per il il Bus rapid transit , BRT. Questa è la migliore pratica a livello mondiale e soprattutto adatta per città delle dimensione di Catania. Tutti stiamo amministrando in un momento in cui le risorse sono inferiori rispetto a quelle degli anni passati, pero c’è un’ attenzione nel farlo con oculatezza e o con un occhio aperto a quelle che sono le migliori pratiche in giro. A Milano è stato fatto un lavoro sull’educazione stradale della bicicletta nelle scuola, con un esito medio per quanto riguarda il ritorno, contemporaneamente sono partite alcune iniziative dal basso, organizzate da genitori delle scuole con ragazzi della critical mass, totalmente esterne all’Amministrazione, che hanno avuto un ritorno fortissimo in termini di coinvolgimento da parte delle famiglie dei bambini. Questo è un paradosso perché dovremmo gioire se funziona meglio l’iniziativa del Comune, in realtà mi sembra più positivo il fatto che da un lato noi abbiamo arato il campo, ma dall’altro sono partite autonomamente ed esternamente delle iniziative su questi temi da parte dei cittadini. Ciò dimostra che se c’è la partecipazione, il risultato è nettamente maggiore di quello che può fare l’istituzione da sola. Credo che mentre un tempo si pensava che lo Stato dovesse avere una funzione educativa sui cittadini, oggi deve aiutare ad accompagnare un cambiamento che deve essere sentito dalla cittadinanza ed questa è un cosa che sta funzionando bene.

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31 ago 2015

Via Crociferi, “area pedonale” con parcheggiatore abusivo

di Andrea Tartaglia

Non è assolutamente un argomento nuovo, ma finché il problema non è risolto rimane di attualità ed è importante non assuefarsi al malcostume. Via dei Crociferi, una delle strade più belle dell'intera Sicilia, Patrimonio dell'Umanità riconosciuto dall'Unesco, rimane poco valorizzata e, anzi, bistrattata. Oltre l'eccellente patrimonio architettonico e il recente restauro dell'ex Convento dei Crociferi, in attesa del restauro dell'ex Collegio dei Gesuiti, l'unico aspetto positivo di quest'incantevole strada settecentesca, oltretutto a vantaggio della sua salvaguardia e fruizione, sarebbe rappresentato dall'essere esclusivamente pedonale. Il condizionale, evidentemente, è d'obbligo perché di fatto non è così. Il tratto compreso tra piazza San Francesco d'Assisi e via Antonino di Sangiuliano è protetto solo da paletti posti a nord, ma spesso si trasforma in parcheggio, specialmente nelle ore notturne, sfruttando l'accesso da piazza Asmundo. L'altro tratto, che si estende fino a Villa Cerami, è invece percorso abitualmente da auto e motorini ed è addirittura spesso presente un parcheggiatore abusivo che invita i mezzi a circolare e a parcheggiare, in totale sprezzo dell'area pedonale, complice l'impunità. Le foto parlano chiaro. Multe e varchi controllati o protetti: queste, nell'ordine in cui possono attuarsi, i rimedi a cui fare ricorso. A Catania le aree pedonali sono poche, ma il problema dell'attraversamento illecito da parte dei veicoli e della sosta selvaggia le interessa quasi tutte: a salvarsi è solo piazza Università, non a caso l'unica ad essere protetta da dissuasori e da pilomat. Auspichiamo di poter presto ammirare la Via dei Crociferi, ma anche via Teatro Massimo, piazza Vincenzo Bellini e piazza Cutelli davvero libere dalle auto, possibilmente protette con barriere fisiche, senza dover assistere alla scena, reale, di turisti molestati dai clacson per farli spostare proprio mentre intenti a scattare una foto ricordo delle bellezze di Catania. Per via Crociferi un piccolo sogno è rappresentato anche dalla eventuale pedonalizzazione della vicinissima piazza San Francesco d'Assisi, per la quale è in corso una petizione.

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15 lug 2015

Porta Uzeda Liberata: firma la petizione di #salvaiciclisti

di Amedeo Paladino

La nostra città negli ultimi mesi sta vivendo un periodo molto fertile grazie all'associazionismo catanese e la sempre crescente partecipazione dei cittadini alla vita di Catania. Le numerose attività e iniziative partite dal basso hanno dato un nuovo impulso alla città; il lavoro delle associazioni, dei comitati e dei singoli cittadini si sono sviluppate con uno spirito di partecipazione gratuito e libero per il bene della propria città. Quella che riportiamo è la lettera del movimento #salvaiciclisti: un appello al sindaco Bianco per riqualificare una zona di Catania sacrificata alle auto. Mobilita Catania a inizio di giugno aveva dato spazio a questo progetto, che in pochi giorni ha riscontrato tanti consensi trasversali. Vi invitiamo a impiegare 2 minuti del vostro tempo per firmare la petizione online e seguire la pagina facebook Porta Uzeda Liberata. Catania si Mobilita! Gentile signor Sindaco Bianco, i sottoscritti comitati, movimenti, associazioni sottopongono alla Sua attenzione un progetto che attiene, ancora una volta, alla mobilità sostenibile. Sa bene che già da un anno a questa parte sollecitiamo strategie di interventi per supetare il triste primato di città "insostenibile" che Catania detiene nelle numerose classifiche che la collocano, con le sue 70 auto ogni cento abitanti, agli ultimi posti fra le città meno vivibili d'Europa. Quando la pubblica amministrazione ha accolto i nostri progetti "visionari" ed ha mantenuto la barra dritta ha dimostrato di fare gli interessi della città compresi quelli di chi ne ha contrastato, con forza, la realizzazione. Ci riferiamo, ad esempio, alla vicenda del Lungomare Liberato. Oggi noi pensiamo alla pedonalizzazione dell’ultimo tratto della via Cardinale Dusmet tra la porta Uzeda e la storica Villa Pacini. Il progetto, presentato dal movimento Salvaiciclisti durante il dibattito cittadino tenutosi il 30 maggio all’interno del Bike Festival, prevede la chiusura permanente, tramite dissuasori del traffico, del tratto di via Cardinale Dusmet adiacente alla villa Pacini. La viabilità, l’accesso all’area del mercato del pesce e la giornaliera attività lavorativa di vendita e ristorazione non verrebbe pregiudicata, poiché il traffico veicolare sarebbe deviato sulla piazza Paolo Borsellino e su via Zurria per raggiungere l’area parcheggio già esistente in via Casello, in prossimità degli archi della Marina e comunque verrebbe assicurato, naturalmente, il carico e scarico merci per il mercato del pesce e le attività commerciali. Ai fini della sicurezza dei pedoni (si pensi ai numerosi turisti che dal porto attraversano la zona per raggiungere la piazza Duomo) il progetto prevede poi la realizzazione di attraversamenti pedonali con isole salvagente in corrispondenza della Vecchia Dogana ed in prossimità della via Porticello. La chiusura al traffico del breve tratto della via Cardinale Dusmet rappresenterebbe il naturale proseguimento della grande area pedonale di via Etnea e piazza Duomo, fulcro di Catania. L’effetto positivo in ambito turistico ed economico sarebbe immediato non solo per le attività commerciali già presenti, ma darebbe il giusto valore ad un importante spazio pubblico di Catania, oggi degradato. Il progetto, a costo zero, rientra in quelle strategie di intervento in ambito urbano, già realizzate con successo in ogni città europea, perchè insieme alla previsione di piste ciclabili ed alla valorizzazione dei mezzi pubblici, è capace di rendere, in breve tempo, una città più vivibile, meno inquinata e più attraente per i turisti; oltre che rappresentare un intervento doveroso per la valorizzazione dell’immenso patrimonio storico ed artistico presente in quest’area della città. Ci conforta e sostiene nella nostra richiesta l'esempio di Palermo che solo qualche giorno fa ha ottenuto l'importante riconoscimento da parte dell' Unesco grazie, anche e soprattutto, alle politiche di pedonalizzazione delle aree urbane prossime ai monumenti della città volute fortemente dal primo cittadino anche in contrasto con alcune forze sociali della città che, alla luce dei fatti, si sono dimostrate poco lungimiranti. Confidiamo in un cortese riscontro. # Salvaiciclsiti Catania Sostengono il progetto: Centrocontemporaneo Ciclofficina Etnea Comunità Sant'Egidio Comitato San Berillo Cittàinsieme Carpoolingsicilia Gruppoideazioni Officina GammaZeta Circolo Arcicreattiva Comitato dell'Indirizzo Associazione Città Felice Opificio Zeronove Associazione Mangiacarte Associazione Maremotu Associazione valorizzazione dell'ex Convento del Carmine Associazione Pagine di Cultura siciliana Posteggiamo i posteggiatori Sos mamma Associazione Qulturale Dantes Camminacittà-federazione italiana per i diritti del pedone e per la salvaguardia dell'ambiente ADP associazione dei diritti dei pedoni di Roma e del Lazio Ass. Naturalistica la stretta Palestra lupo Ass. GarAge FIAB Catania MONTAinBike Sicilia GAR Gruppo Azione Risveglio Associazione Sclerosi Multipla S.M. @ll Etna 'Ngignousa Associazione Pop Up Marcket @guerrilla gardening Catania Actionaid Associazione Yoga integrale Lipu Hackspace Catania Etna Sicilia Touring Vivinstrada Circolo Olga Benario Catania in Movimento Catania Città dei Bambini Verdi Catania Associazione Fare

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07 lug 2015

Aci Trezza pedonale: la mobilitazione per liberarla dal traffico e dallo smog

di Venera Giordano-sartoria

Nota di Mobilita Catania: Una cittadina trezzota dopo la petizione per provare a rendere pedonale la via provinciale, ha creato una pagina facebook chiamata "No Smog, si Sviluppo" che sta avendo grande riscontro da parte dei cittadini, ci manda quest'articolo: Sono stata presente all'illustrazione del piano viabilità dell'amministrazione, benchè già da qualche mese, mi impegnavo a parlare con molta gente e colleghi commercianti di Aci Trezza ed a proporre sulla pagina Facebook del Sindaco Filippo drago l'idea di pedonalizzare il centro di un paesino che soffre gravemente del passaggio senza logica di tantissimi mezzi pesanti e non, che rendono Aci Trezza un paese poco vivibile per le famiglie, gli anziani, i giovani, gli sportivi, i turisti, con uno smog incredibile che non fa certo una bella impressione, sopratutto essendo maggiormente ad attività a prevalenza alimentare e riscontrando un grande consenso che la dice lunga sull'effetto positivo che ne avrebbe, ho visto nei volti di tantissimi, anche trezzoti che sono andati via in posti migliori e più vivibili, un senso di speranza oramai persa a causa dell'incompetenza di chi ha solo fatto i propri interessi a scapito di quelli del prossimo che oggi si ritrova terra bruciata attorno ed è costretto ad andare altrove o a stare a casa sino a 40 anni e passa perchè il lavoro è un terno a lotto. Il piano viabilità descritto lascia capire che al solito chi governa continua a soffrire di miopia e non ha compreso ancora a pieno ciò che sta alla base dei veri problemi di Aci Trezza, una barca piena di falle che sta sempre più sott'acqua. Va benissimo l'idea di smussare e rimodellare il bruttissimo cuneo all'ingresso sud per agevolare le manovre d'ingresso degli autobus, che adesso passano pericolosamente e spesso, quasi salendo sugli strettissimi marciapiedi da via provinciale che entrano da nord per arrivare all'ingresso sud, la cosa più sbagliata del mondo a mio parere e non solo. D'accordo anche sull'idea che il grande afflusso veicolare proveniente maggiormente da Catania venga direttamente fatto proseguire verso il parcheggio portuale impedendo il giro curioso giostrale dal lungomare, ma assolutamente non d'accordo, nel caso il parcheggio si riempisse, mandare ancora le auto in via provinciale verso Acireale, pensando che il centro sia un arteria di snodo e spugna di smog, dove abitano asini che l'amministrazione si è ben guardata di considerare Aci Trezza vive il centro tutto l' anno ed è logico che abbia la precedenza di vivibilità, non si capisce perchè quando i parcheggi del porto e del mercato ittico in inverno debbano restare vuoti e tutte le auto parcheggiate al centro davanti le porte di residenti e commercianti, c'è un grave problema anche culturale, dove non sempre si è disposti a fare due passi per usufruire di servizi che potrebbero solo essere migliori, in un paese più vivibile.   Oggi 7 luglio, alle ore 9.30 nell'ufficio del sindaco, si discuterà della petizione, ci auguriamo che si prenda in considerazione la volontà di tantissimi cittadini trezzoti e non, il paese verrebbe rivoluzionato e potrebbe diventare nel tempo, la Taormina catanese.

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Segnalazione
24 giu 2015

Video | Via Etnea: salotto di Catania o area di sosta?

di Valerio D'Urso

Catania: nella città in cui si è svolta la settimana scorsa la I Conferenza nazionale sulla mobilità sostenibile, via Etnea, una delle poche aree del centro storico in cui è inibito il traffico ai mezzi a motore non autorizzati, viene puntualmente congestionata da auto e furgoni in sosta e in transito. Il paradosso deriva anche dal fatto che a congestionare quei pochi metri quadri di Catania restituiti ai cittadini, in cui chi va a piedi o in bici può transitare in serenità,  sono spesso i veicoli di molte autorità di Polizia e Questura. Ecco un video della scorsa settimana, filmato alle 11 del mattino.  

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Proposta
03 giu 2015

Una nuova area pedonale tra la Villa Pacini e la Porta Uzeda

di Annamaria Pace

La creazione di micro aree pedonali, insieme alle piste ciclabili, è lo strumento più utilizzato in ambito urbano, a livello nazionale ed internazionale, per produrre in breve tempo, positivi effetti economici e sociali nell’ambito di una mobilità urbana sostenibile sempre supportata dall’incremento dell’utilizzo di mezzi pubblici e della metropolitana. Questi processi hanno l’obiettivo di realizzare una città più vivibile, meno inquinata, più attraente per i turisti e più vantaggiosa per l’economia della città. L’ area oggetto della proposta, presentata durante il dibattito cittadino che si è tenuto all'interno della villa Bellini di Catania in occasione del Bike Festival, interessa l’ultimo tratto della via Cardinale Dusmet, punto di connessione tra l’area portuale ed il centro storico di Catania. La Porta Uzeda, Le Mura di Carlo V con la porta dei Canali, il giardino storico di villa Pacini, gli archi della Marina e l’antico mercato del pesce sono importantissime testimonianze della storia di Catania. Un immenso patrimonio storico ed artistico della città che dovrebbe essere non solo valorizzato all’interno di un percorso turistico ma anche restituito ai cittadini, e che  invece è utilizzato come parcheggio e sede stradale. La chiusura permanente, tramite dissuasori del traffico, del tratto compreso tra l’attraversamento pedonale in prossimità della rotatoria veicolare che incrocia la via Cardinale Dusmet fino alla via Pardo, già area pedonale nella fascia oraria 8.00 /14.00, permetterebbe di far vivere questa parte della città in modo totalmente nuovo e più a misura d’uomo. La viabilità e l’accesso all’area del mercato sarebbe sempre garantita deviando il traffico veicolare sulla piazza Paolo Borsellino e su via Zurria per raggiungere l’area parcheggio già esistente in via Casello, in prossimità degli archi della Marina e consentendo la giornaliera attività lavorativa di vendita e ristorazione presente nella zona. La proposta include anche la chiusura, sempre delimitata da disuassori, della piazza di Santa Maria dell’Indirizzo, prospiciente la chiesa omonima, alle spalle della via Pardo. Questa piccola piazza è già area pedonale, essendo in parte posta ad una quota ribassata rispetto alla sede stradale, ma pur essendo presente un cartello che indica l’indicazione di area pedonale, attualmente viene utilizzata come parcheggio soprattutto di veicoli a due ruote.   L’area pedonale proposta in questo progetto è il naturale proseguimento di piazza Duomo, fulcro di Catania, ed è il punto di collegamento alla futura espansione dell'area portuale, la nuova Darsena polifunzionale, che verrà realizzata, si spera, in un prossimo futuro. La pedonalizzazione di questo tratto della città produrrà un immediato effetto positivo in ambito turistico ed economico, a vantaggio delle attività commerciali già presenti (ristoranti, bar e l’attività del mercato del pesce), e darà il giusto valore ad un così importante spazio pubblico di Catania.

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15 mag 2015

I catanesi chiedono che le piazze vengano liberate dalle auto: firma le petizioni

di Andrea Tartaglia

Battere il ferro finché è caldo. Gli eventi del "Lungomare Liberato" e del suo figlioletto, il "Castello Ursino Liberato", entrambi di straordinario, hanno fatto vivere a numerosissimi catanesi il piacere di riscoprire aree urbane di pregio senza l'inquinamento, i rumori e il pericolo dati dalla presenza dei veicoli. "Liberato" sta, infatti, per liberato dalla morsa delle auto e dei gas di scarico. Ma, nonostante queste felici iniziative, Catania è ancora ben lontana dagli standard europei in quanto ad aree pedonali. Il Lungomare Liberato, per esempio, è realtà solamente una domenica al mese (due a giugno, luglio e settembre), mentre nel resto della città le aree pedonali, di ridotte dimensioni, si contano sulle dita di una mano. L'unica vera area pedonale, infatti, è quella compresa tra piazza Duomo e piazza Università, nonostante il passaggio di qualche bus, con piazza Università più protetta grazie alla presenza di dissuasori. Poi vi è l'area del Teatro Massimo, che in realtà è una Zona a Traffico Limitato dove però è florido il fenomeno del passaggio nonché parcheggio selvaggio. L'area della Fiera, ovvero piazza Carlo Alberto e via limitrofe, sulla carta è un'altra ZTL: di fatto, però, no. E così via, passando per via Crociferi, via Porta di Ferro/Piazza Cutelli, Largo XVII Agosto (alla Civita), via Zolfatai (nei pressi del capolinea dei bus urbani). Tutte mini aree pedonali o ZTL continuamente violate. In questo panorama a dir poco desolante, ecco tre petizioni lanciate dai cittadini per incrementare le aree pedonali: la prima interessa piazza San Francesco d'Assisi, su cui insiste la bellissima Chiesa di San Francesco d'Assisi all'Immacolata, l'Arco del Convento Benedettino di via Crociferi (Patrimonio dell'Umanità Unesco) e la Casa Natale di Vincenzo Bellini; la seconda riguarda un'altra area di pregio, ovvero parte della piazza Federico di Svevia, compresa tra il Castello Ursino e la Chiesa di San Sebastiano; la terza piazza Manganelli, su cui si affacciano l'omonimo palazzo nobiliare, palazzo Carcaci, la chiesa di San Michele (ora pinacoteca) e l'ex Accademia di Belle Arti:         -  Petizione per la pedonalizzazione di piazza San Francesco d'Assisi       -  Petizione per la pedonalizzazione di parte di piazza Federico di Svevia        -  Petizione per la pedonalizzazione di piazza Manganelli   Vi invitiamo a firmare queste petizioni che, se dovessero sortire l'effetto per cui sono nate, avranno contribuito a migliorare la qualità della vita della nostra città. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che spazi consacrati alla mobilità esclusivamente pedonale e ciclabile non sono un "premio" per aree che dispongono della presenza di monumenti storici o di alto valore paesaggistico. Sono elementi che, in qualsiasi quartiere e in qualsiasi condizione di patrimonio architettonico/paesaggistico, contribuiscono a migliorare la qualità della vita urbana. Naturalmente, è certo, in una visione complessiva della città che sappia ben distribuire gli altri aspetti essenziali quali il sistema del trasporto pubblico, dei parcheggi e del traffico veicolare privato: quest'ultimo non può e non deve prevalere sugli altri.  

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