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11 lug 2021

Il caso dell’albero “spostato”: quando il fine privatistico prevale sull’interesse pubblico

di Andrea Tartaglia

C'è un recente caso, a Catania, che certamente non è il primo del genere in città ma speriamo possa essere l'ultimo, che ci racconta dell'insana soppressione di alberi dalla pubblica via per soddisfare un presunto interesse personale, quando in realtà rappresenta, a ben vedere, uno svantaggio anche per chi compie il gesto. Si tratta, nello specifico, di un albero, precisamente una jacaranda mimosifolia, come quelle che adornano via Sant'Euplio, che circa sette anni fa era stata piantumata in piazza Galatea, nell'ambito della riqualificazione della piazza che portò alla creazione della grande rotatoria con ricco arredo a verde -prato, alberi e numerose piante- e all'allargamento dei marciapiedi con piantumazione di nuovi filari di alberi. Un intervento modello, insomma, che fino a poco tempo fa si manteneva bene nella sua totalità, con gli alberi lungo i marciapiedi che nel frattempo sono cresciuti e che rappresentavano un insieme omogeneo anche per dimensioni, dall'indubbio valore estetico, a cui si aggiunge il contributo per la salubrità dell'aria e il raffrescamento naturale in estate. Sul lato sud della piazza, precisamente di fronte ai civici 5 e 6, uno di questi alberi forse veniva considerato un elemento di fastidio da parte del nuovo esercizio commerciale lì sorto, tant'è che già nel 2020, mentre le chiome di tutti gli altri alberi vicini erano ampie e frondose, questa povera pianta veniva invece malamente privata della sua chioma. Da alcune settimane a questa parte, però, l'albero non c'è proprio più: Il caso è stato sollevato sulla propria pagina Facebook da Legambiente Catania. A seguito di tale segnalazione, in tanti, presupponendo la rimozione dell'albero da parte dell'esercizio commerciale che occupa il suolo pubblico interessato dall'albero in questione, hanno commentato sulla pagina Facebook del locale commerciale (una gastronomia-pizzeria) con dispiacere e rabbia quanto avvenuto,  suggerendo, tra le altre cose, di provvedere a ripristinare il filare di alberi con una nuova piantumazione. Il locale, quindi, replicava sostenendo che l'albero fosse stato solo "spostato", non eliminato, e con tanto di autorizzazione: Non passa inosservato il termine "spostato" (ripetuto più volte, anche in commenti successivi): come se un albero fosse un oggetto, un mobile da poter spostare di qua e di là a proprio piacimento. Un albero, semmai, si trapianta: ma si tratta di una operazione complessa e traumatica per la pianta, che dev'essere compiuta nei modi giusti, con i mezzi giusti, nel periodo dell'anno giusto (non quello in cui è stato effettuato) e soprattutto per le giuste finalità, che non possono essere un interesse personale a discapito di un bene collettivo. Alle richieste di ulteriori chiarimenti (tra cui modalità e motivazioni del trapianto, non fornite), adesso non più visibili perché tutti i commenti sulla questione sono stati eliminati nelle ultime ore dalla pagina Facebook del locale, quest'ultimo aveva risposto pubblicando foto dell'albero "spostato": Si tratta di un'aiuola vicina di viale Africa, quasi ad angolo con piazza Galatea. Non sfugge il dettaglio che le foto fornite inquadrano solo il tronco e non l'albero nella sua interezza: scelta che appare essere voluta per nascondere, purtroppo, la realtà dei fatti, e cioè la morte dell'albero, come testimoniato da Legambiente Catania in seguito a nuovo sopralluogo: Le considerazioni che si possono esprimere al riguardo sono molteplici. Innanzitutto non è normale né sano che si abbia anche solo l'idea di chiedere l'eliminazione di un albero dalla pubblica via, atteso che non cagionava nessun pericolo, visto che non era né malato né pericolante. Cultura e sensibilità nei confronti del verde e del bene pubblico, tuttavia, non sono un obbligo di legge: semmai lo è chiedere l'autorizzazione (quantomeno) per compiere un'operazione del genere e, secondo quanto detto, tutto sarebbe stato autorizzato. A questo punto si aprono due scenari: o l'operazione non è stata autorizzata ma compiuta ugualmente -scenario da scartare sulla scorta delle indicazioni fornite dal titolare dell'esercizio commerciale, che ha più volte ribadito di aver agito previa autorizzazione- oppure il Comune di Catania ha dato il proprio benestare. Scenario, quest'ultimo, che se possibile è ancora più inquietante: come può l'amministrazione pubblica autorizzare l'espianto di un albero in perfetta salute da una pubblica via? Permettere che un bene comune, facente parte di un bel filare d'alberi omogeneo e di alto valore estetico, sia rimosso per agevolare un interesse privatistico? Gli alberi hanno bisogno di manutenzione (come tutto), è vero, ma oltre ad essere gradevoli alla vista sono soprattutto preziosi depuratori d'aria ed elementi raffrescanti. Privarsene, insomma, è un po' come buttarsi la zappa sui piedi. Paradosso vuole che adesso sia un ombrellone a fornire l'ombra non più data dall'albero eliminato. Il servizio tutela del verde del Comune di Catania, oltretutto, interpellato da Legambiente, ha fatto sapere che effettivamente era pervenuta una richiesta per la rimozione di quest'albero ma che il parere, datato 29 aprile 2021, era stato di assoluto diniego. Chi, allora, avrebbe poi dato l'autorizzazione dopo il parere negativo dell'ufficio più competente? Si creerebbe così, inoltre, un pericoloso precedente: se ogni esercizio commerciale volesse far rimuovere un albero nei pressi del proprio locale, basterebbe allora chiedere autorizzazione al Comune? Con quali effetti, poi, sulla già scarna dotazione di alberi cittadina? Questo è un caso di un singolo albero, ma si erge a simbolo di una circostanza che purtroppo non è nuova a Catania. Sono molti i casi quantomeno "sospetti" che interessano varie aree della città, da via Plebiscito a piazza dei Martiri. Per questo è importante mettere un freno a questo malcostume, che rappresenta un grave depauperamento collettivo oltre che a una grande mancanza di rispetto per esseri viventi, gli alberi, di cui mai come in questi anni, oltretutto, c'è necessità, soprattutto nelle città. Da questo caso emblematico si auspica, dunque, una forte reazione e un nuovo atteggiamento da parte dell'amministrazione locale e degli enti preposti alla vigilanza, perché a pagare non può essere sempre la città e quella larga fetta di suoi cittadini che, invece, credono e sperano in una città migliore. D'altra parte, se l'ultimo sondaggio di democrazia partecipata in città ha dato come progetto vincitore la piantumazione di duemila alberi, vuol dire che il tema è sentito, fortunatamente. A vincere devono essere i cittadini che hanno a cuore le sorti della propria città, supportati da chi ha l'onere e l'onore di essere alla guida della città. 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04 lug 2021

Se la riqualificazione del verde elimina… il verde

di Andrea Tartaglia

Da diversi mesi a questa parte, l'amministrazione comunale di Catania, in croniche difficoltà economiche e di personale per le manutenzioni, sta cercando di demandare a privati, tramite sponsorizzazioni, la cura di alcune aree verdi della città, in particolare di rotatorie e isole di traffico lungo la circonvallazione. Iniziativa sicuramente lodevole e che, in effetti, può rappresentare un'ottima soluzione: si vedano anche i nuovi giardinetti di piazza Ludovico Ariosto, eleganti e ben tenuti, oppure la neonata strada scolastica di via Guardo. Tuttavia, in alcuni casi, le scelte effettuate sembrano essere rivolte più a risparmiare sulla manutenzione piuttosto che curare il verde. Dopo il caso dell'enorme rotatoria (e delle vaste isole di traffico circostanti) di Monte Po, con centinaia e centinaia di metri quadrati per i quali si è optato per un rivestimento del suolo tramite pietre, anziché a prato, adesso è la volta della rotatoria di San Nullo. Ma se a Monte Po si partiva da un terreno brullo, nel caso del quartiere di San Nullo la situazione di partenza, invece, era di un prato verde. Prato che, adesso, è stato completamente eliminato, sostituito da una distesa di pietre e la creazione di un "vulcanetto" ornamentale. Anch'esso di pietre. Sparita, anche, la fila di piante grasse, anche di grandi dimensioni, che adornava il bordo della stessa rotatoria. Al di là del fattore estetico, che pure gioca il suo ruolo importante, ciò che va sottolineato, a maggior ragione in tempi di cambiamenti climatici che stiamo vivendo, è che queste scelte influenzano anche il microclima che si viene a creare. Pure in piena estate, infatti, un prato avrà sempre una temperatura inferiore della distesa di pietre, soprattutto se queste sono di colore scuro, influendo anche sulla salute e resistenza degli alberi e delle altre piante presenti. A Catania, purtroppo, c'è poco, troppo poco verde e ci sono troppo pochi alberi. Eppure il tema è sentito: basti pensare che in occasione dell'ultimo sondaggio di democrazia partecipata, il progetto più votato dai cittadini è stato quello della piantumazione di duemila nuovi alberi. Azione cominciata (poi sospesa per esigenze di stagione) che però, sin qui, non sta riuscendo a rinverdire il volto della città anche perché, nel frattempo, molti alberi già esistenti sono stati rimossi o malamente capitozzati. L'auspicio è che il Comune di Catania, d'ora in poi, preveda che la riqualificazione e manutenzione delle aree verdi da parte di privati sia davvero incentrata sul verde, più che pietre. In attesa che diventi realtà anche l'importante piano di piantumazione di diecimila nuovi alberi nel corso dei prossimi anni. Il numero non tragga in inganno: nelle grandi città, si tratta di normalità. Solo a Milano, negli ultimi otto mesi, sono stati messi a dimora più di ventimila alberi, ad esempio, arrivando a un totale di 500.000 circa. A Barcellona, in Spagna, ormai da anni, la città è riuscita ad abbassare la temperatura media estiva nelle strade proprio grazie a un imponente piano di piantumazione di alberi, debitamente portato a compimento. Gli alberi raffrescano, sono belli e depurano l'aria: alberiamo Catania e salvaguardiamo il verde esistente! Ti potrebbero interessare: Il caso dell’albero “spostato”: quando il fine privatistico prevale sull’interesse pubblico Catania più verde: piano per diecimila nuovi alberi da piantumare in città Duemila nuovi alberi per Catania: inizia la piantumazione Inaugurata la prima “strada scolastica” di Catania, oasi pedonale di fronte alla scuola XX Settembre Piazza della Repubblica, pubblicato il bando di gara per il parcheggio interrato con parco soprastante Catania, è “strage” di alberi. Dopo via Dusmet, tocca a Vulcania Una strage di alberi nel quartiere di Monte Po: il confronto prima e dopo

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01 lug 2021

Amt, nuova veste grafica per paline e pensiline

di Mobilita Catania

Arrivano le nuove paline e pensiline dell'Azienda Metropolitana Trasporti e Sosta di Catania che, entro pochi mesi, sostituiranno le precedenti in tutta la città, con una veste grafica aggiornata, più chiara e intuitiva sia per i cittadini che per i turisti. I lavori di manutenzione straordinaria e di installazione del nuovo allestimento grafico hanno preso il via in piazza Papa Giovanni XXIII, presso il capolinea Amts ribattezzato "Terminal Stazione Centrale". «Prosegue l’opera di modernizzazione della nostra azienda che aggiunge un altro tassello verso il miglioramento dei servizi all’utenza -ha dichiarato il presidente dell'azienda Giacomo Bellavia-. Dopo numerosi anni, le pensiline e le paline saranno ristrutturate e rese più chiare per il cittadino con un nuovo tipo di comunicazione più veloce. Una rivoluzione che sembrava impossibile solo qualche anno fa e adesso è finalmente realtà. I lavori stanno procedendo celermente e saranno completati nel giro di qualche settimana». Nei prossimi tre mesi, quindi, ogni palina segnalerà e descriverà anche i siti di interesse storico e turistico, anche in lingua inglese, oltre a presentare un QR Code che, scannerizzato tramite smartphone, farà accedere direttamente al sito e all’App di Amt, permettendo di consultare gli orari degli autobus, anche in tempo reale. Ogni palina presenterà anche un colore diverso per ogni fermata, a seconda dei capilinea a cui sono collegate. Sono state rinominate le fermate di tutta la città, al fine di renderle più riconoscibili agli utenti, tutte con un numero di riferimento che permetterà di avere informazioni istantanee sui tempi di attesa direttamente tramite app aziendale. Ciò è stato possibile anche grazie anche alle segnalazioni e all’apporto del personale aziendale e di alcuni cittadini, tra cui corre l'obbligo di citare, in particolare, il giovane studente universitario Sevy Vallarelli, che di sua iniziativa -pur non vivendo a Catania ma a Firenze- ha profuso straordinario impegno e dedizione a servizio dell'azienda, animato da tanta passione e amore per il settore dei trasporti e la qualità del servizio all'utenza. «È stata una bellissima esperienza -ha dichiarato Sevy Vallarelli-, voglio ringraziare il Presidente dell'Azienda Giacomo Bellavia e, particolarmente, la consigliera di amministrazione Agata Parisi per la fiducia e per il supporto: senza di lei non avrei avuto la possibilità di collaborare. Ma anche l'Ing. Salvatore Caprì, Responsabile dei servizi informatici Piani di Rete Amts, per la disponibilità e per il tempo che mi ha dedicato in questi mesi. In questo lasso di tempo -ha proseguito il giovane volontario- abbiamo visto e rivisto la nomenclatura di tutte le fermate, tantissime volte: si è trattato di un lavoro molto accurato e particolare, in quanto abbiamo cercato di valorizzare, nel minimo dettaglio, anche la presenza delle stazioni metro, del passante ferroviario e dei numerosi siti culturali della città di Catania, come ad esempio il Palazzo Platamone di via Vittorio Emanuele II. L'impegno da parte di tutti noi -ha concluso lo studente- è stato grande per consegnare alla città un lavoro come Catania merita: pulito e preciso. Dietro a una semplice scritta vi sono mesi e mesi di lavoro: bisogna averne cura e rispetto.» L’intervento di manutenzione straordinaria e del nuovo allestimento, partito dal capolinea "4" dell'Amts (Terminal Stazione Centrale), interesserà dunque via via tutte le paline e pensiline della città, anche fuori dei confini municipali. In particolare, l’attività di rinnovamento riguarda 668 paline grandi, 505 paline piccole,  250 paline elettroniche e 300 pensiline. Di fianco all'indicazione di ogni fermata, si trovano nuovi simboli intuitivi per segnalare, come visto, la presenza di una fermata della metropolitana, di una stazione del passante ma anche, ad esempio, i cicloparcheggi del bike sharing o i parcheggi taxi. Un'altra novità riguarda il raggruppamento di tutte le fermate in una stessa via o piazza dietro un'unica nomenclatura in palina, per velocizzare e semplificarne la lettura. Foto di Andrea Petralia Ti potrebbero interessare: “Ricicla e viaggia”, conferendo plastiche ‘Pet’ si ottengono titoli di viaggio Amts a Catania Al debutto il noleggio biciclette di AmiGO a Catania Monopattini condivisi a Catania, tredici le aziende presentatesi: al via quest’estate Catania, nuove piste ciclabili: pubblicato il bando del concorso di progettazione  

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30 giu 2021

Aeroporto di Catania, riapre il terminal C

di Mobilita Catania

Era stato chiuso l'8 marzo dello scorso anno a causa del crollo dell'attività aerea dovuto alla pandemia da SarsCoV2. Da domani tornerà a essere operativo per il traffico passeggeri dello scalo di Fontanarossa, dopo essere stato impiegato, per alcuni mesi, come area Covid Test. La SAC, Società Aeroporto Catania, ha infatti comunicato che, da domani 1 luglio 2021, riapre il Terminal C dell’Aeroporto di Catania. La struttura, la cui attività era stata temporaneamente sospesa nel mese di marzo 2020 a causa dell’emergenza coronavirus e della conseguente contrazione dei voli, e successivamente adibita ad area Covid test, torna dunque operativa. «La riapertura del Terminal C è il segno più tangibile della ripartenza del comparto aereo – commentano il presidente e l’amministratore delegato della SAC, Sandro Gambuzza e Nico Torrisi. - Dalla sua trasformazione in Terminal, nel 2018, la struttura, funzionale e accogliente, ha snellito le operazioni di controllo per l’intero scalo, intercettando circa il 12% del totale dei passeggeri in partenza. Oggi, che il traffico aereo sta velocemente tornando ai livelli pre-covid e che le esigenze di sicurezza sono aumentate, il Terminal riacquisterà le sue funzioni, contribuendo anche a garantire la distanza sociale tra i passeggeri. La vicinanza al parcheggio P5 agevolerà inoltre le operazioni di carico e scarico». Il Terminal C, inaugurato nel 2018, è dedicato ai passeggeri in partenza con voli easyJet diretti verso destinazioni nazionali; tutti i passeggeri easyJet in arrivo a Catania, e provenienti da tutte le destinazioni (Schengen e non Schengen), continueranno a sbarcare al Terminal A. L'ingresso sarà consentito solo a chi è in possesso di un titolo di viaggio.  Nonostante la congiuntura economica sfavorevole, dunque, SAC ha investito per migliorare l’operatività del Terminal e assicurare maggior comfort ai viaggiatori. La struttura, pensata per alleggerire l’aerostazione e snellire le operazioni di controllo, si estende su 3800 mq, ed è dotata di 6 postazioni check-in, in modalità auto bag-drop in modo da ridurre al minimo i contatti tra operatori e passeggeri. È dotata inoltre di quattro varchi, quattro gate, due stalli auto dinanzi al terminal per i PRM (Passeggeri a Ridotta Mobilità), di una colonnina per la chiamata dell’assistenza ai PRM, di presidî degli enti aeronautici e delle Forze dell’Ordine e di distributori di cibo e bevande. All’interno è stato anche installato un nuovo nastro trasportatore bagagli, che consentirà di velocizzare le operazioni di carico, oltre a una nuova tettoia esterna per riparare da sole e pioggia. A soli 20 metri dal Terminal C si trova inoltre il parcheggio P5, con tariffa premium che garantisce la sosta gratuita per i primi trenta minuti e una tariffa temporanea speciale di 2 euro al giorno. Dal 3 luglio, inoltre, riapriranno anche due punti ristoro del terminal C, uno lati città e uno lato pista. Ti potrebbero interessare: Aeroporto di Catania Fontanarossa L'aeroporto di Catania da oggi raggiungibile in treno Il terminal C trasformato in area Covid test  

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30 giu 2021

“Ricicla e viaggia”, conferendo plastiche ‘Pet’ si ottengono titoli di viaggio Amt a Catania

di Mobilita Catania

Aiutare l’ambiente e consentire ai cittadini catanesi di risparmiare ottenendo gratuitamente biglietti di viaggio da utilizzare sui mezzi Amt, in cambio della consegna di bottiglie in plastica. Questo l’obiettivo dell’iniziativa “Ricicla e Viaggia”, promossa dall’Azienda Metropolitana Trasporti di Catania, sostenuta dall’Amministrazione Pogliese e realizzata in virtù di un impegnativo lavoro di squadra con CoRipet (Consorzio Volontario per il Riciclo del Pet), l’impresa di raccolta rifiuti Dusty e l’innovativa app MyCicero. A presentare il progetto, ieri in piazza Papa Giovanni XXIII, davanti alla Stazione Centrale di Catania, sono stati il sindaco Salvo Pogliese, il presidente dell’Amt, Giacomo Bellavia e l’assessore comunale all’Ecologia e Ambiente, Fabio Cantarella. Presenti anche Massimo di Molfetta di Coripet, per MyCicero l’area manager Sicilia & Calabria Guido Pelliccia e il direttore commerciale Giuseppe Mascino, e Rossella Pezzino amministratore Dusty. «È un bellissimo progetto – ha dichiarato il sindaco Pogliese -. Catania è la seconda città d’Italia ad averlo realizzato. L’iniziativa ci consente di rispettare l’ambiente e, al tempo stesso, i cittadini potranno ottenere un biglietto per il trasporto pubblico locale. Complimenti ad Amt e alle aziende private che hanno partecipato. Catania è sempre più città europea sul tema della mobilità sostenibile e ne siamo felici e orgogliosi». «Il nuovo servizio coniuga ambiente e mobilità con un’opera di economia circolare – ha spiegato il presidente Bellavia -. I catanesi otterranno agevolazioni con crediti per biglietti e abbonamenti per l’autobus. Auspichiamo che i cittadini ne possano usufruire in gran numero scaricando l’app Amt Catania o MyCicero che verranno sincronizzate con l’app di CoRipet». «È un esempio virtuoso di cooperazione finalizzata ad incentivare il riciclo della plastica e a rispettare l’ambiente viaggiando gratis, siamo felici di aver partecipato al progetto» ha commentato il direttore commerciale di MyCicero, Mascino. «Sarà tutto smart tramite app – ha detto l’area manager MyCicero, Pelliccia -. È una bella iniziativa perché consente di riciclare plastica e lasciare l’auto a casa viaggiando più comodamente nel rispetto dell’ambiente». «Il Consorzio CoRipet ha installato la prima delle sei macchine che saranno presenti a Catania. Raccomando a tutti di non schiacciare le bottiglie ma di allentarne il tappo e di lasciare sempre l’etichetta indispensabile per identificare il codice a barre del prodotto. La bottiglia diventerà così nuovamente bottiglia, rispettando una direttiva europea la quale stabilisce che, entro il 2025, le bottiglie in PET vengano realizzate almeno con il 25% di PET riciclato” ha spiegato Massimo di Molfetta di CoRipet». «Siamo felici di essere partners in questo bel progetto di economia circolare – ha sottolineato  Rossella Pezzino de Geronimo -. Abbiamo lavorato in sinergia con l’AMT, il Comune di Catania, Coripet e MyCicero per creare un vantaggio ai cittadini che utilizzano i mezzi pubblici. Una grande opportunità per i cittadini virtuosi di salvaguardare l’ambiente ed al contempo se si consegna una bottiglia di plastica all’interno dell’eco compattatore in cambio si avrà il biglietto gratuito per viaggiare su tutti i mezzi pubblici. È un progetto destinato ad avere successo. La nostra mission è quella di seminare bellezza. Nei prossimi sei giorni, nelle 6 postazioni in cui è stato posizionato l’eco-compattatore, saranno presenti le hostess che spiegheranno ai cittadini come scaricare l’App e poter imparare presto e bene come poter beneficiare dell’opportunità di viaggiare gratuitamente sugli autobus pubblici salvaguardando l’ambiente». Le macchine eco-compattatrici fornite in comodato d’uso gratuito da Coripet, presenti oltre che in piazza Papa Giovanni XXIII, sono site in piazza Borsellino e nei parcheggi scambiatori Amt di Fontanarossa, Due Obelischi, Nesima e Sanzio. COME FUNZIONA Occorre scaricare sul proprio cellulare l’App AMT Catania (o MyCicero) e l'App Coripet. Accedere alla sezione “Ricicla e viaggia” dell'App di AMT Catania (o MyCicero) e copiare il codice numerico che viene mostrato, da inserire nell'App Coripet nella sezione “Collega le tue tessere fedeltà”, per associare le due App. Senza questo passaggio non è possibile ricevere i punti per richiedere gratuitamente i titoli di viaggio del trasporto pubblico gommato di Catania. Con le modalità descritte, dunque, si potranno raccogliere i punti, registrati sul telefonino e necessari ad ottenere, in omaggio, i titoli di viaggio. Ogni 20 bottiglie si avrà diritto ad un credito per un biglietto da un euro di 90 minuti e per ogni 50 bottiglie consegnate, si potrà avere un biglietto da 2,50 euro valido per l’intera giornata. Le bottiglie verranno quindi compattate e ritirate dall’azienda Dusty da tutti i sei punti del capoluogo etneo. Una volta condotta nell’impianto di raccolta, la plastica sarà prelevata a cura del CoriPet per consegnarla ad uno dei quattro riciclatori presenti in Italia e autorizzati a livello europeo alla produzione del PET, la tipologia di plastica da riciclo ad uso alimentare. A questo punto verranno riprodotte nuove bottiglie con Pet da riciclo di provenienza italiana, riducendo al minimo l’importazione da altri paesi stranieri. Ti potrebbero interessare: Al debutto il noleggio biciclette di AmiGO a Catania Monopattini condivisi a Catania, tredici le aziende presentatesi: al via quest’estate Catania, nuove piste ciclabili: pubblicato il bando del concorso di progettazione  

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28 giu 2021

Un nuovo, grande Museo dell’Etna sorgerà nei locali dell’ex ospedale Vittorio Emanuele II

di Mobilita Catania

L’Etna avrà un suo grande museo permanente. Sarà realizzato nella città etnea per eccellenza, Catania, nei locali dell'ex ospedale Vittorio Emanuele II, secondo i più moderni standard museali, suddiviso in sei diversi settori, con installazioni e tecnologie interattive e spazi didattici. La struttura, su una superficie di ottomila metri quadrati, consentirà un'immersione a 360 gradi nel mondo del vulcano più alto d'Europa e tra i più attivi al mondo. Questa mattina, al PalaRegione di Catania, il presidente della Regione Nello Musumeci ha presentato il progetto vincitore della procedura pubblica curata dal Dipartimento regionale tecnico tramite il Genio civile etneo. L'elaborato selezionato è firmato dallo studio Guicciardini & Magni di Firenze, che vanta un'ampia esperienza nella progettazione museale.   Alla presentazione hanno partecipato il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, il direttore del dipartimento regionale Tecnico, Salvatore Lizzio e i progettisti Piero Guicciardini, Marco Magni  e Giuseppe Lo Presti, associati dello Studio che ha redatto il progetto. «Il museo dell'Etna – detto il presidente Musumeci - è l’infrastruttura culturale più importante per la città da vent'anni a questa parte, da quando nel 2001 furono realizzati il museo dello Sbarco e il museo del Cinema. L'idea di realizzare un grande museo dedicato al vulcano rientra nella programmazione di nuovi spazi museali della Regione Siciliana. Abbiamo deciso di ospitarlo, d'accordo con il Comune di Catania, nel luogo che ci sembrava più adatto non solo dal punto di vista architettonico ma anche filologico, perché lambito dalla colata lavica del 1669: l’ex nosocomio Vittorio Emanuele II. La struttura, dismessa da un anno, sarebbe potuta diventare un luogo di degrado e, invece, abbiamo subito deciso di destinarlo a spazio culturale e luogo di aggregazione per visitatori e per la città. A questo obiettivo - ha aggiunto Musumeci - abbiamo lavorato con l'assessore comunale all'Urbanistica, Enrico Trantino, con la commissione consiliare Urbanistica, con i nostri tecnici del Genio civile e con l'assessorato regionale ai Beni culturali, guidato da Alberto Samonà». Il governo regionale ha destinato 13 milioni di euro per la realizzazione del museo dell'Etna nella parte centrale dell'edificio prospiciente la via Plebiscito. Altri 12 milioni sono destinati ai due corpi laterali, che saranno destinati a campus universitario e laboratori dell’Accademia di Belle Arti. Lo studio di architettura vincitore della procedura, entro novembre, dovrà consegnare il progetto esecutivo, così da bandire e aggiudicare la gara entro la primavera 2022. Da allora si prevede di avviare i lavori e completare l'opera in circa due anni.  «Per la città - ha aggiunto il sindaco di Catania, Salvo Pogliese - si avvia un percorso di eccezionale valenza. Voglio ringraziare il presidente Musumeci per avere fortemente voluto la realizzazione del Museo dell'Etna, che potrà determinare nuovi flussi turistici. Questa nuova realtà sarà motivo per valorizzare ulteriormente l'incredibile patrimonio Unesco di Catania, col suo barocco, e lo stesso vulcano».  Il Museo dell'Etna, concepito come spazio di conoscenza e di socialità, sarà un unicum irripetibile, un viaggio affascinante alla scoperta del territorio del vulcano. Il percorso espositivo sviscera i diversi aspetti legati alla ‘Muntagna’, da quelli scientifici a quelli mitologici, artistici e antropologici e prevede sei settori: L’Etna tra scienza e mito; L'uomo e il vulcano; Musica, letteratura e cinema; Osservando il vulcano; Usi e costumi del territorio etneo.  Le due corti interne, "La corte del Vulcano" nell'ala Est e la "Corte dei Liotri" nell'ala Ovest, costituiranno i fulcri espositivi del museo. Nella prima verrà realizzato un modello sospeso del vulcano, videomapping e giochi di luce mostreranno i processi che avvengono all'interno dei condotti magmatici, mentre tappeti interattivi riprodurranno lo scorrimento di un fiume lavico; la seconda corte vedrà l'installazione interattiva "In volo sul paesaggio etneo": un pavimento con video led simulerà un volo sopra l’Etna, in alto ci sarà un'installazione con piccoli liotri sospesi, sulle pareti multi proiezioni immersive con immagini del paesaggio etneo. La grande corte interna del Museo, con una copertura leggera in acciaio e vetro, sarà uno spazio aperto alla città. L'edificio, al piano più alto, sarà rivestito da una nuova "pelle" che si ispira alla muratura a vista in mattoni e pietra lavica dell'ex Monastero dei Benedettini. Nelle ore serali, il rivestimento sarà illuminato con una luce calda e morbida, dall’intensità regolabile a seconda degli eventi, diventando una lanterna che irradia la propria luce sulla città.

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27 giu 2021

Inaugurata la prima “strada scolastica” di Catania, oasi pedonale di fronte alla scuola XX Settembre

di Mobilita Catania

Un'area verde a misura di bambino, un progetto condiviso di riqualificazione di uno spazio cittadino che per lungo tempo è stato un’area anonima e poco sicura. È sorta  a Catania la prima “Strada Scolastica” della Sicilia, tra le prime nel Sud Italia, grazie alla collaborazione pubblico-privato, senza distogliere risorse dal bilancio comunale. Lo spazio rigenerato e trasformato ricco di aiuole, piante, prati e giochi educativi è adesso realtà in via Guardo, tra le vie Empedocle e Caronda, davanti all'istituto scolastico XX Settembre, nei pressi della fermata Borgo della metropolitana e Catania Borgo della Fce, diventando un contesto sicuro e accogliente, fatto apposta per favorire la creatività dei più piccoli. All'inaugurazione con il sindaco di Catania Pogliese, sabato pomeriggio, hanno voluto essere presenti in tanti: rappresentanti della III circoscrizione, docenti della scuola, ambientalisti, cittadini della zona e naturalmente i destinatari principali del progetto, vale a dire i bambini, con due classi dell’attiguo istituto comprensivo scolastico. «Un progetto bellissimo, il primo del suo genere in Sicilia e nel Sud Italia, che ci avvicina sempre più ai valori europei della vivibilità degli spazi comuni -ha spiegato il sindaco Salvo Pogliese-. Un’iniziativa partecipata a costo zero che per la sua valenza sociale ed educativa puntiamo a realizzare anche in altri quartieri, per migliorare il decoro urbano della nostra città e responsabilizzare i ragazzi, fin dall'età scolare, al rispetto dell’ambiente e al senso civico. Un altro esempio di proficua collaborazione tra pubblico e privato, con imprenditori illuminati e associazioni ambientaliste che tutti insieme danno un contributo concreto a rendere più bella la nostra città, con un sistema di compartecipazione tra amministrazioni pubbliche e realtà imprenditoriali, che sta diventando un modello di buona amministrazione”. L'iniziativa nasce da una collaborazione tra il Comune di Catania, Legambiente Catania, l'istituto XX Settembre e Ferrovia Circumetnea. L'Amministrazione comunale, tramite gli uffici di gabinetto diretti da Giuseppe Ferraro ha aggiudicato, con il sistema delle sponsorizzazioni, i lavori di riqualificazione dell'area, con la realizzazione di spazi a verde e interventi di decoro urbano e manutenzione per cinque anni, garantendo una cura costante allo spazio per i bambini anche nei prossimi anni. La via Guardo era già stata pedonalizzata lo scorso anno dal Comune proprio per garantire condizioni di sicurezza alla comunità scolastica dell'istituto XX Settembre. Il progetto di riqualificazione che ha rigenerato spazio prospiciente la scuola è stato elaborato dalle ditte Gardeniart srl e Ipp  Costruzioni Srl, con gli architetti Loredana Cucinotta e Ignazio Biuso di Ferrovia Circumetnea, secondo le più avanzate pratiche della progettazione partecipata. Sono state realizzate diverse aiuole in terra vegetale; posizionati giochi educativi con stampe in materiale termoplastico; installate quattro panchine e altrettante fioriere con cestini portarifiuti; un impianto di sub irrigazione automatizzato con programmazione a distanza; la messa a dimora di alberi, cespugli e tappeto erboso e, infine, una rastrelliera per le biciclette. All'evento hanno partecipato anche gli assessori Arcidiacono, Mirabella e Parisi, il dirigente scolastico Antonino Rosselli con diversi docenti della scuola XX Settembre, il direttore generale della FCE Salvo Fiore con tecnici e progettisti, il presidente dell'Amt Giacomo Bellavia, il capo di gabinetto del sindaco Giuseppe Ferraro, i rappresentanti di Legambiente Viola Sorbello e Davide Ruffino con diversi volontari ambientalisti, il presidente del III Municipio Paolo Ferrara con i consiglieri di circoscrizione Franco Riolo, Salvo Rapisarda, Manuela Mammana, Maria Concetta Ginardi e Diego Strano. Foto di Roberto Viglianisi

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