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12 ott 2018

Catania prima città in Italia a offrire metro e bus gratuiti a tutti gli studenti universitari

di Mobilita Catania

Abbonamenti gratuiti a metro e bus per tutti gli studenti dell’Ateneo. Per la prima volta in Italia, oltre 40 mila universitari potranno viaggiare liberamente sui mezzi pubblici cittadini Da lunedì 15 ottobre gli oltre 40 mila studenti regolarmente iscritti a un corso di studi dell’Università di Catania per l’anno accademico 2018-19 potranno viaggiare liberamente sulla linea della metropolitana di Catania gestita dalla Ferrovia Circumetnea, analogamente a quanto già avviene dal 4 ottobre scorso sui bus di linea dell’Azienda Metropolitana Trasporti di Catania. È quanto prevede l’accordo sottoscritto nei giorni scorsi tra l’Ateneo e la Ferrovia Circumetnea che rende pienamente operativo il provvedimento annunciato dal rettore e dal direttore generale dell’Università di Catania nella scorsa primavera. «Oggi è una giornata davvero speciale, sia per l’Ateneo che per la città di Catania – ha esordito il rettore Francesco Basile, presentando l’iniziativa nel corso della conferenza stampa che si è tenuta oggi al Palazzo centrale -. Annunciamo infatti l’avvio di un servizio importantissimo per la totalità dei nostri studenti, realizzato in collaborazione con Amt, Fce, con l’istituto cassiere Creval e che è stato ideato in collaborazione con i rappresentanti degli studenti. Gli abbonamenti a bus e metro gratuiti per gli studenti, ma il cui costo è a carico dell’Ateneo, saranno erogati tramite il tesserino elettronico che darà la possibilità di accedere a numerosi altri servizi e di fruire di opportunità culturali, perché oltre a migliorare la didattica e le strutture, noi abbiamo a cuore anche il benessere e la vita quotidiana dei giovani che scelgono di studiare nella nostra università. Questa iniziativa avrà innegabili ricadute positive anche per il traffico urbano: è fondamentale, infatti, che l’Ateneo contribuisca a promuovere la cultura della mobilità sostenibile a partire dai più giovani». Gli ha fatto eco il direttore generale Candeloro Bellantoni, che ha annunciato l’imminente installazione di sessanta fontanelle di acqua microfiltrata e di una ‘casa dell’acqua’ alla Cittadella, anch’esse utilizzabili tramite la ‘carta dello studente’ e l’investimento di 13 milioni di euro per provvedere all’ammodernamento di 300 aule in tutti i dipartimenti cittadini. Il mobility manager dell’Ateneo, prof. Giuseppe Inturri, ha inoltre ricordato le iniziative già realizzate, come ad esempio il Metro Shuttle, che ha coperto l’ultimo chilometro tra la linea metro e la Cittadella universitaria, e ha sottolineato l’unicità dell’iniziativa: «Grazie a un comitato tecnico misto istituito con gli accordi, avremo la possibilità di monitorare nel tempo il nuovo servizio e tutti gli aspetti funzionali ad esso collegati». «Oggi è un grande giorno per Catania – ha commentato il sindaco Salvo Pogliese -. Non solo perché quello raggiunto tra Università degli studi, Amt e Fce è il primo del genere in Italia, ma anche perché realizziamo un passo in avanti deciso verso la realizzazione di una mobilità urbana davvero sostenibile. Il rilancio della linea Brt1 (con un milione e mezzo di finanziamenti inseriti nel Pon), che a regime registrava 2 milioni di utenti annui, prima del declino: entro la primavera sarà totalmente ripristinata; la realizzazione di due ulteriori linee Brt, per le quali c’è già l’impegno del presidente Bellavia; il nuovo piano parcheggi, con 23 milioni finanziati dall’assessorato alle infrastrutture regionale retto da Marco Falcone, che ci consentirà di realizzare i parcheggi Sanzio, Narciso e Lupo. Il tutto avvalendoci della preziosa collaborazione a livello progettuale e di conoscenze dell’Università degli Studi, per la cui disponibilità ringrazio il magnifico rettore, professore Basile». Per il Gestore governativo della Fce, Angelo Mautone, presente insieme al direttore generale Salvatore Fiore, quella lanciata oggi è «un’iniziativa laboratorio che potrebbe fare da esempio e traino nell’intero territorio nazionale, secondo la tendenza di incentivare il passaggio da mobilità privata a mobilità pubblica». Soddisfatto della collaborazione avviata anche il nuovo presidente dell’Amt Giacomo Bellavia, intervenuto con il dirigente Isidoro Vitale, che ha apprezzato il ruolo dell’Università di Catania: «La realtà accademica si è fatta promotrice di un dialogo tra le varie istituzioni, favorendo la ricerca di soluzioni che certamente ci spingeranno a migliorare sempre di più il servizio di trasporto urbano su gomma, guardando alle esigenze della popolazione studentesca e alla dislocazione delle varie sedi universitarie». Il dott. Santo Sciuto, rappresentante di Credito Valtellinese, ha poi illustrato alcuni aspetti tecnici legati alla nuova carta multiservizi: «Abbiamo accettato di seguire il percorso tecnologicamente innovativo intrapreso dall’Università, e metteremo a disposizione di tutti gli studenti uno strumento multifunzione davvero efficiente». Sono intervenuti infine il senatore accademico Alessandro Treffiletti, il consigliere di amministrazione Emanuele Pennisi e il presidente della consulta studentesca Marco Tucci, anche a nome dei loro colleghi negli organi di governo: «Ci teniamo a ringraziare gli organi d'ateneo, rettore, direttore e delegato alla mobilità per il lancio di questi servizi che renderanno gli spostamenti degli studenti universitari molto più agevoli. Soprattutto li ringraziamo per la disponibilità al confronto che c'è stato con noi rappresentanti in questi mesi di lavoro su questo pacchetto servizi che ci ha visto attivamente partecipi e propositivi e del quale siamo particolarmente orgogliosi. Crediamo fermamente che oggi si dia il via a un nuovo inizio per l'università e per tutta la città, e auspichiamo nuove collaborazioni future tra comune e università, percorrendo la strada appena intraprese.» A regime, tutti gli studenti dell’Università di Catania potranno viaggiare liberamente sui mezzi Amt e sulla metropolitana Fce grazie al tesserino elettronico studentesco (Carta multiservizi) che sarà prossimamente consegnato a ciascuno di loro. Nell’attesa, ecco le modalità per usufruire da subito degli abbonamenti. Metropolitana, navette Fce e parcheggi scambiatori: Provvisoriamente, per poter già utilizzare la metropolitana e le navette MetroShuttle senza alcun costo, gli studenti dovranno esibire agli ingressi un documento di riconoscimento e il Pass temporaneo che dovranno stampare tramite un’apposita funzionalità inserita nel Portale Studenti. Il pass è suddiviso in due sezioni ben distinte, separate da linea tratteggiata: La parte superiore è il "Pass" vero e proprio. Contiene i dati anagrafici dello studente, inclusi la fototessera in formato digitale (caricata tramite il Portale studenti), il codice fiscale, la matricola e l’anno di iscrizione. Il codice fiscale, inoltre, è riportato anche mediante codice bidimensionale (QR code), leggibile in chiaro tramite apposite applicazioni in dotazione al personale Fce e Amt; La parte inferiore del "Pass", invece, è quella che deve essere riposta bene in vista sul cruscotto dell’auto se si usufruisce di uno dei parcheggi dell’Amt (Sanzio, Due Obelischi, Nesima). In questa sezione, nessun dato personale è visibile e in chiaro, ad eccezione del numero di targa registrato dallo studente, che servirà per agevolare il controllo in caso di difficoltà di lettura del QR code crittografato tramite l’App in dotazione al personale dell’Amt. Gli studenti troveranno i varchi abilitati nei mezzanini delle stazioni della metro: STESICORO - ingresso esclusivamente dal mezzanino ovest (lato piazza Stesicoro) GALATEA - ingresso esclusivamente dal mezzanino est (lato piazza Galatea) ITALIA - ingresso esclusivamente dal mezzanino est (lato Corso Italia - Viale Vittorio veneto) GIUFFRIDA - ingresso esclusivamente dal mezzanino nord (lato piazza Abramo Lincoln) NESIMA - ingresso esclusivamente dal mezzanino est (lato via Carmelo Florio - via Francesco Miceli) BORGO, GIOVANNI XXIII, MILO, SAN NULLO - ingresso da tutti i mezzanini Bus AMT (ad eccezione di Alibus e navetta aeroportuale 524S): Per viaggiare sui mezzi Amt, lo studente dovrà portare con sé ed esibire, su richiesta del personale Amt, uno tra i seguenti documenti: carta d’identità elettronica; tessera sanitaria (insieme a documento di riconoscimento con foto). Eccezionalmente, lo studente potrà anche comunicare a voce il proprio codice fiscale al personale, esibendo un documento di riconoscimento con foto (carta di identità, patente, passaporto, etc.).   Ti potrebbero interessare... Metro e bus gratis per gli studenti dell’Università di Catania: servizio già attivo sui mezzi Amt Metropolitana gratuita per gli studenti universitari: le modalità di accesso   Metropolitana di Catania | Scheda dell'opera Presentato il nuovo Piano Parcheggi del Comune di Catania: cinque progetti, da San Nullo a piazza Lupo

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05 ott 2018

Metro e bus gratis per gli studenti dell’Università di Catania: servizio già attivo sui mezzi Amt

di Andrea Tartaglia

Catania si mette al passo delle più evolute città europee, almeno nell'ambito del rapporto tra Istruzione universitaria e mobilità locale. Da questo mese, infatti, gli studenti iscritti all'ateneo catanese all'anno accademico 2018/2019, avranno diritto ad usufruire gratuitamente del servizio di trasporto pubblico locale su gomma (bus Amt) e su ferro (metropolitana Fce). Catania è la prima città d'Italia a offrire questo servizio a tutti gli studenti dell'Università locale, senza distinzioni per categorie di aventi diritto. Una novità di rilievo, difficile da vedere alle nostre latitudini ma che è già realtà, che proietta Catania e il suo Ateneo decisamente ai primi posti quanto ai servizi offerti agli studenti in combinazione con il trasporto pubblico. I bus Amt e la metropolitana gestita dalla Ferrovia Circumetnea sono, infatti, i vettori più utilizzati dalle decine di migliaia di studenti iscritti alla più antica e prestigiosa università siciliana (unica dell'isola ad essere classificata come "Mega Ateneo" a livello nazionale). Non uno sforzo indifferente, a livello di concretizzazione, da parte dell'Azienda Metropolitana Trasporti, Ferrovia Circumetnea e Università degli Studi di Catania, a cui si auspica possano in futuro aderire anche l'Azienda Siciliana Trasporti, con i suoi collegamenti tra il capoluogo etneo e i comuni dell'hinterland e non solo, ma anche Rete Ferroviaria Italiana, il cui passante ferroviario dovrà presto garantire un servizio di tipo metropolitano e sub-urbano. Se la convenzione è già attiva per quanto riguarda i mezzi Amt (ad eccezione delle linee da e per l'aeroporto di Fontanarossa), per la metropolitana bisognerà attendere ancora qualche giorno: da lunedì 15 ottobre il servizio sarà attivo anche per i numerosissimi studenti che si avvalgono dell'"underground" etnea. Il servizio comprende, inoltre, il libero accesso ai parcheggi scambiatori Due Obelischi, Sanzio e Nesima. Il 12 ottobre saranno rese note le modalità per accedere ai varchi delle stazioni della metropolitana, nelle more del rilascio di una tessera da parte dell'Università degli Studi di Catania. Le fermate metro saranno presenziate da personale Fce o personale UniCT per garantire l'accesso esibendo o gli stessi documenti per Amt (forse anche la fotocopia della tassa) o una carta provvisoria che si potrà stampare dal portale dell'Ateneo.  Intanto, si parte con i bus. Questo il comunicato apparso sul sito ufficiale dell'Azienda Metropolitana Trasporti di Catania con le specifiche modalità d'uso per quanto riguarda gli autobus: «Sono orgoglioso – commenta il Presidente di Amt Catania S.p.A. Avv. Puccio La Rosa – di avere portato a termine con il C.d.A. che presiedo un importante risultato per la Città di Catania e per l’azienda ovvero la conclusione, con la firma e l’avvio, dell’accordo con l’Università di Catania, che consentirà a 45.000 studenti dell’Ateneo di avere, con l’iscrizione al prossimo anno accademico, un abbonamento annuale per viaggiare sui bus cittadini. Si tratta – prosegue l’avv. La Rosa – di un risultato che consentirà finalmente di parlare con concretezza di mobilità sostenibile e ad Amt di aumentare i propri introiti da vendita di titoli di viaggio e di partecipare alla crescita del nostro territorio finanziando con il 10% del ricavato borse di studio e assegni di ricerca per sviluppare iniziative e progetti per la mobilità pubblica. Un risultato concreto e vero – conclude il presidente di Amt Catania S.p.A. – per rendere moderna Catania, utili per la comunità finalmente le aziende partecipate e, soprattutto, vero l’impegno per la mobilità sostenibile». Con l’accordo sottoscritto tra Amt e Università degli Studi di Catania, dal 4 ottobre 2018 gli studenti universitari iscritti ad un corso di studi dell’Ateneo cittadino possono viaggiare liberamente su tutte le linee Amt, tranne Alibus e navetta aeroportuale 524S. Per viaggiare sui mezzi AMT, lo studente dovrà portare con sé ed esibire, su richiesta del personale Amt, uno tra i seguenti documenti: Tessera di riconoscimento UniCT Carta di identità elettronica Tessera sanitaria (con documento di riconoscimento) Eccezionalmente, lo studente potrà anche comunicare a voce il proprio codice fiscale al personale Amt, esibendo un documento di riconoscimento con foto (carta di identità, patente, passaporto, etc.)

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28 mar 2017

Traffico, inquinamento e il futuro della mobilità di Catania: alcune domande al professore Inturri

di Amedeo Paladino

I temi dell’inquinamento atmosferico, acustico e del comfort ambientale sono stati al centro dell'iniziativa del "Treno Verde" di Legambiente  che a fine febbraio ha fatto tappa a Catania e che ora sta toccando molte città italiane. Partendo dal report sulla stato di salute della nostra città diffuso in quell'occasione e in considerazione dei prossimi sviluppi della mobilità catanese - ovvero le prossime aperture della tratta Borgo-Nesima della metropolitana e dell'esordio del servizio del passante ferroviario- abbiamo posto al professore Giuseppe Inturri, docente di trasporti e mobilità presso il dipartimento di Ingegneria e Architettura Università di Catania, alcune domande.   I risultati del monitoraggio dell'inquinamento atmosferico e acustico effettuato da Legambiente in occasione del "Treno Verde" hanno fornito una fotografia della salute di Catania: l'inquinamento derivante dal pm 1, 2.5 3 10 rimane sotto i limiti delle direttive europee, ma è diffuso su tutto il territorio comunale senza grandi distinzioni. Esistono delle statistiche in merito alla mortalità derivante dall'inquinamento atmosferico, che a Catania deriva in gran parte dal traffico veicolare? Uno studio dell’Agenzia Europea (EEA Report No 28/2016) ha stimato che per solo gli inquinanti PM2.5, NO2 e O3. in Italia abbiamo registrato nel 2015 oltre 90.000 morti premature, il valore più alto in Europa. Riportando il dato alla scala della sola municipalità di Catania, possiamo stimare 450 morti premature ogni anno. Un numero enorme, del quale non esiste una sufficiente consapevolezza. Si tratta di morti che non fanno notizia sui giornali, come quelli degli incidenti stradali, ma che costituiscono un prezzo sociale altissimo per la nostra comunità. I rilievi effettuati hanno evidenziato il problema spesso sottaciuto dell'inquinamento acustico... Arpa Sicilia, tramite la Struttura Territoriale di Catania, ha realizzato nel 2016 la mappa acustica strategica per l’agglomerato di Catania. Dai risultati emerge che il rumore stradale del traffico veicolare rappresenta a Catania il 97% dell’esposizione della popolazione. Oltre il 50% della popolazione è esposta ad un rumore diurno superiore a 65 db(A) e oltre il 56% ad un rumore notturno superiore al 55 db(A). Ricordiamo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda un limite rispettivamente una soglia di 55 db(A) di giorno e 45 db(A) di note. Il traffico produce anche altre esternalità (incidentalità, costi sostenuti dal singolo e dalla collettività)... La mobilità è un fattore fondamentale della vita e della prosperità delle nostre comunità. Le attività di trasporto, tuttavia, determinano una serie di impatti negativi il cui costo non è sopportato direttamente da chi li genera, ma dall'intera collettività. Per questo motivo si chiamano esternalità, nel senso che si tratta di costi esterni alla dinamica economica della domanda e dell’offerta. I principali impatti sono la congestione, l’inquinamento atmosferico, il rumore, gli incidenti e il cambiamento climatico. La natura e l’entità dipendono molto dal modo di trasporto utilizzato. L’Unione Europea pubblica un manuale per la stima dei costi esterni dei trasporti (DG MOVE, Ricardo-AEA/R/ED57769, 2014). Ad esempio si stima che solo il trasporto stradale genera in Italia esternalità per 35 miliardi di Euro, recuperati solo per il 50%, prevalentemente attraverso le tasse sul consumo di carburante. Il resto è pagato da tutti, sia da chi usa l’auto, sia da chi non la usa. Il monitoraggio dell'inquinamento è stato effettuato in 6 luoghi del territorio comunale, di questi 3 (circonvallazione ovest, via Giuffrida, viale Africa) insistono in alcune delle strade in cui sono presenti dei sensori di traffico che fanno parte di un progetto dell'Università di Catania. Attraverso questi sensori è possibile stimare il numero di veicoli che si spostano all'interno della città e quanti penetrano dall'hinterland? Qual è l'obiettivo del monitoraggio? Quali applicazione avrà per la mobilità? L’Università di Catania ha installato 30 sensori in 20 sezioni stradali di ingresso/uscita del perimetro cittadino. I dati registrano un ingresso di circa 300.000 veicoli in un giorno feriale medio, dei quali il 68% automobili, il 5% motocicli, il 14% veicoli commerciali leggeri, l’8% veicoli commerciali pesanti, il 5% autobus. Circa 600.000 spostamenti al giorno sono invece interni al perimetro cittadino. Abbiamo stimato una percorrenza chilometrica complessiva dei mezzi motorizzati di 3.5 milioni di km al giorno, un miliardo all’anno. Il sistema di monitoraggio istallato dispone anche di un modello di simulazione del traffico, in via di calibrazione, che consentirà in futuro una stima affidabile dei flussi nei principali assi della viabilità interna, non solo su quelli dotati di sensori. Infine, mediante modelli di correlazione del traffico con le emissioni di inquinanti, sarà possibile eseguire delle previsioni di concentrazione nelle diverse parte della città, contribuendo ad una conoscenza più capillare del fenomeno, non più limitata solo ai punti di rilievo delle centraline ambientale istallate per legge. Sarebbe possibile ad esempio correlare le concentrazioni di inquinanti con le patologie respiratorie più diffuse in ciascun quartiere. Sarà possibile anche simulare l’impatto di diversi scenari di traffico sulla qualità dell’aria (es. limitazione della velocità o rinnovo del parco veicolare di Catania, tra i peggior in Italia). A Catania la strada è quasi interamente appannaggio del mezzo privato, sia esso in transito o in sosta. Ciò produce un depauperamento dello spazio pubblico. Quali politiche dovrebbero essere applicate? L’unica soluzione, per fare una battuta, è non pensare che esista un’unica soluzione. Servono pacchetti di misure integrate in un piano e condivise. Certamente, in ordine di priorità, tutte quelle che favoriscono la mobilità pedonale, ciclistica, il trasporto pubblico e l’uso condiviso del trasporto privato (car sharing, car pooling, taxi sharing). Infine, bisogna disincentivare l’uso del trasporto privato, usando ad esempio la leva tariffaria della sosta e con una applicazione diffusa delle zone 30. Nei prossimi mesi saranno portate a compimento due tranche importanti di due opere fondamentali: la metropolitana e il passante ferroviario. Quanto migliorerà l'offerta di trasporto pubblico? Si dovrà operare, però, anche sul fronte dei disincentivi all'uso del mezzo privato: quali politiche si dovranno adottare? L’attivazione della linea metro da Nesima a Stesicoro (in futuro da Misterbianco all’Aeroporto) e del passante ferroviario può costituire una provvidenziale “cura del ferro” per l’area urbana di Catania. Per cogliere in pieno i benefici della cura bisognerà lavorare sull’integrazione fisica delle linee (nodi di interscambio), funzionale dell’esercizio (orari cadenzati), tariffaria (titolo di viaggio unico in ambito metropolitano) ed istituzionale (governance decisionale). Se volgiamo lo sguardo al tpl fornito da AMT la situazione è profondamente diversa: su cosa dovrà vertere un piano di rilancio dell'azienda? Metro e FS contribuiscono alla mobilità sostenibile in modo significativo, ma solo su due corridoi di traffico ben definiti. Ad AMT è affidato il compito di garantire una copertura diffusa sul territorio e forte su alcuni assi con la logica delle linee BRT e dei parcheggi di interscambio. AMT deve essere parte fondamentale dell’integrazione di cui sopra. Tuttavia il rilancio dell’AMT dipende prevalentemente da condizioni esterne all’azienda stessa. L’intero TPL è sottofinanziato dalla Regione Siciliana. Nel 1995 la Regione autorizzava e contribuiva all’esercizio di 15 milioni di chilometri nella città di Catania, oggi meno di 9. Insufficienti anche i finanziamenti regionali per il rinnovo del parco veicolare. Inutile scendere nei dettagli tecnici di ciò che si potrebbe fare per rilanciare il servizio AMT se non si agisce sul fronte regionale del finanziamento. Un enorme contributo al miglioramento del servizio di AMT deriverà comunque dalla capacità di ridurre entità e aggressività del traffico privato, ancora una volta una condizione esterna all’azienda.

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07 dic 2015

Gli studenti si mobilitano contro i parcheggiatori abusivi: firma la petizione

di Mobilita Catania

In queste ultime settimane è cresciuta la mobilitazione da parte degli studenti che frequentano il monastero dei Benedettini contro il dilagante fenomeno dei parcheggiatori abusivi, una presenza illegale e invasiva: in alcuni casi dalla richiesta del pagamento della sosta si è passati all'aggressione fisica. Per reagire a questa situazione di illegalità è appena nato il movimento Monastero Abusivo il quale chiede con forza la liberazione dai parcheggiatori abusivi dell'area antistante il Monastero dei Benedettini e la relativa riqualificazione della piazza che attualmente è utilizzata abusivamente come parcheggio. La stessa sorte è riservata ai marciapiedi completamente occupati dalle auto che non consentono neanche il passaggio dei pedoni. I ragazzi hanno lanciato una petizione on line per chiedere all'Amministrazione attenzione riguardo il problema, ecco il testo: Stanchi dell'indifferenza dilagante che contraddistingue noi studenti di scienze umanistiche, abbiamo deciso di portare avanti un'iniziativa atta a contrastare il fenomeno del pizzo di strada. Alla luce dei video che circolano in rete con l'hashtag #monasteroabusivo #noncisto. Non ci mettiamo la faccia solo online ma ci facciamo sentire coi fatti.   Anche la redazione di Mobilita Catania si unisce al loro appello ed invita tutti i lettori a firmare la petizione.

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