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14 dic 2017

Passante ferroviario di Catania, nuovi orari e più corse in ambito metropolitano: si intravede il potenziale di seconda linea metropolitana

di Roberto Lentini

Con l'entrata in vigore del nuovo orario invernale migliora, seppur di poco, l'offerta di Trenitalia sul passante ferroviario di Catania: i treni che da Catania Centrale fermano alle stazioni di Catania Europa e Catania Ognina  per Acireale sono adesso diciotto al giorno, mentre sono venti quelli in direzione opposta. Non tutti, però, fermano a Cannizzaro, facendo così mancare una tappa intermedia importante nonché limitando di molto l'utenza possibile da parte degli abitanti e di chi lavora nella frazione di Aci Castello. Interessante diventa invece l'offerta tra Acireale e Catania e viceversa con ben 29 collegamenti per tratta. Praticamente in soli 10/15 minuti e 2,50 euro si possono raggiungere le due città senza problemi di parcheggio. Rimangono ancora tagliati fuori, invece, le stazioni di Catania Acquicella e quella di Bicocca. La stazione di Acquicella si trova a pochi metri dal parcheggio del quartiere di Zia Lisa, capace di ospitare 20 posti per bus e 985 posti per auto, compresi gli stalli per disabili, e potrebbe assolvere alle funzioni di “nodo interscambio” tra i flussi veicolari provenienti dalla zona periferica del quartiere di Librino e dell’asse viario Caltagirone – Gela ma anche dall’autostrada Palermo-Catania (e quindi da Caltanissetta e da Enna), senza dimenticare gli utenti del popoloso rione e l’utilità per poter raggiungere il grande cimitero comunale. In pochissimi minuti, il servizio ferroviario potrebbe portare gli utenti da Acquicella alla stazione centrale (e viceversa) e, quindi, scambiare agevolmente con la metropolitana e i mezzi AMT. Attualmente la stazione di Acquicella viene aperta solo in occasione della commemorazione dei defunti, per evitare la congestione dell’area antistante il cimitero. La stazione di Bicocca sarebbe estremamente utile per le decine di migliaia di lavoratori della zona industriale, ancor più se si approntasse un semplice servizio navetta per gli stabilimenti industriali sul modello del gettonatissimo metro shuttle della Circumetnea, letteralmente preso d'assalto (e non è una coincidenza che la metropolitana abbia fatto il suo record di viaggiatori mensili in concomitanza con l'avvento del metro shuttle). La frequenza del passante ferroviario di Catania rimane, complessivamente, piuttosto scarsa, passando da quella massima di 10 minuti in ora di punta a quella minima di 70 minuti nel primo pomeriggio. Il prezzo del biglietto di corsa semplice, nella tratta urbana (Cannizzaro-Catania centrale e viceversa), è 1,70 euro. Il costo dell’abbonamento settimanale è 11,70 euro, mentre quello mensile è di 38,80 euro. Prezzi, dunque, non proprio concorrenziali, specialmente se paragonati alle tariffe della metropolitana di Catania, per la quale permane l'assenza di un biglietto integrato che sarebbe quanto mai opportuno. Non si può quindi parlare, ancora, di un adeguato servizio metropolitano, ma di treni regionali che si fermano nelle nuove stazioni di Ognina e piazza Europa (in attesa dell'altra di Picanello). Un impiego piuttosto bizzarro del materiale rotabile a disposizione, visto che sarebbe sicuramente più efficiente avere treni a lunga percorrenza (su scala regionale, quindi ad esempio sulla linea Siracusa-Catania-Messina) con soste solo nelle principali stazioni del tragitto e, intanto, dedicare un congruo numero di treni solo nella fascia metropolitana, con soste presso tutte le stazioni. In attesa della nuova stazione a Fontanarossa, la stazione di Bicocca potrebbe essere utilizzata a servizio dell’aeroporto, con l’ausilio di un collegamento con l’aerostazione tramite navette. In questa maniera anche le province di Siracusa, Enna, Caltanissetta e Messina potrebbero usufruire di un valido collegamento ferroviario con l’aeroporto già nel breve termine. Per poter parlare di un vero trasporto metropolitano, che abbia una frequenza quanto meno di soli 20 minuti, è necessario che venga firmato il contratto di servizio, al momento in discussione tra la Regione Siciliana e Trenitalia, e che venga attuata l’integrazione tariffaria dei servizi gestiti da AMT, Ferrovia Circumetnea e Trenitalia per una mobilità più efficiente e più ecologica che renda più vivibile, finalmente, il centro storico (e non solo) e che costituisca un vantaggio economico e sociale per i cittadini. Ti potrebbero interessare: Il ministro Delrio inaugura il raddoppio ferroviario di Catania; intesa per la nuova fermata a Fontanarossa Passante Ferroviario di Catania | Scheda dell’opera La “rivoluzione su ferro” di Catania, dalla metro al passante ferroviario: opportunità, scenari e nodi irrisolti Fermata ferroviaria Fontanarossa e dodici nuovi treni per la metro: il DEF per la città metropolitana di Catania FOTO | Dentro le nuove stazioni Ognina ed Europa Stazione Cannizzaro, una grande potenzialità inespressa: abbiamo testato l’intermodalità con la metropolitana

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16 mar 2017

Il passante ferroviario aprirà in parte il 14 maggio ma ancora incertezze sul servizio metropolitano

di Roberto Lentini

Come già comunicato in quest'articolo, arriva la conferma ufficiale da parte di RFI circa l’apertura del passante ferroviario con il nuovo doppio binario nella tratta Catania Ognina – Catania Centrale: le nuove stazioni "Ognina" e  "Europa" apriranno il prossimo 14 maggio; posticipata a dopo l'estate l'apertura della nuova stazione intermedia di Picanello. Grazie a un investimento di circa 100 milioni di euro, sono stati realizzati circa 5 km di nuovo binario, in affiancamento a quello esistente, tra Catania Ognina e Catania Centrale, con le nuove fermate di tipo metropolitano all’interno del tessuto urbano del capoluogo etneo. Si avrà, quindi, un’apertura parziale del passante che dal 14 maggio potrà contare, in ambito urbano, su quattro stazioni in questa nuova linea metropolitana: Cannizzaro Ognina (Picanello) Europa Centrale  (Acquicella) (Fontanarossa - Aeroporto) (Bicocca) Per la nuova fermata di Picanello sono in corso attività necessarie a realizzare alcuni adeguamenti previsti da recenti normative in materia di sicurezza: saranno completati entro la seconda metà del 2017. La stazione di Acquicella, già esistente, rimarrà invece chiusa perché raggiungibile da nord attraverso un tracciato ancora a binario unico: stessa ragione per cui non verrà incluso neanche lo scalo di Bicocca. La fermata nei pressi dell'aeroporto, invece, dovrebbe essere realizzata ex novo entro i prossimi tre anni. L’opera rappresenta la fase finale di un più ampio programma di interventi per il completamento del raddoppio sulle tratte Fiumefreddo - Giarre (linea Messina – Catania) e Targia - Siracusa. Ma l'infrastruttura, per essere utile, non va solo inaugurata ma anche corroborata da un adeguato servizio. Nessuna certezza, ancora, al riguardo: in merito alla tipologia dei treni che percorreranno la linea, alla frequenza e al numero di fermate, è in corso uno studio da parte delle Imprese ferroviarie di trasporto e della Regione, committente del servizio. In ogni caso, purtroppo, come anticipato pocanzi, il servizio partirà con un forte handicap, essendo limitato alla tratta Cannizzaro-Stazione Centrale,con la temporanea ma non breve esclusione delle stazioni di Acquicella e Bicocca, pur già esistenti, entrambe potenzialmente importantissime per la mobilità. La stazione Acquicella, infatti, si trova a pochi metri dal parcheggio di Zia Lisa capace di ospitare 20 posti per bus e 985 posti per auto, compresi gli stalli per disabili, e potrebbe assolvere alle funzioni di “nodo interscambio” tra i flussi veicolari provenienti dalla zona periferica del quartiere di Librino e dell’asse viario Caltagirone – Gela ma anche dall'autostrada Palermo-Catania (e quindi da Caltanissetta e da Enna), senza dimenticare gli utenti del popoloso rione e l'utilità per poter raggiungere il grande cimitero comunale. In pochissimi minuti, il servizio ferroviario potrebbe portare gli utenti da Acquicella alla stazione centrale (e viceversa) e, quindi, scambiare agevolmente con la metropolitana e i mezzi AMT. Attualmente la stazione di Acquicella viene aperta solo in occasione della commemorazione dei defunti, per evitare la congestione dell’area antistante il cimitero. Altra stazione fondamentale è quella di Bicocca in quanto rappresenterebbe un vero e proprio nodo strategico nell’ambito del sistema di mobilità di coloro che ogni giorno si spostano dai paesi etnei alla zona industriale di Catania, in un sistema di connessione tra la metropolitana, lo stesso terminal di Cannizzaro e la stazione di Bicocca.  La stazione potrebbe essere utilizzata, associata a un supporto bus, da tutti i lavoratori della zona industriale, ma anche, in attesa della nuova fermata provvisoria di Fontanarossa prevista per il 2020, come stazione a servizio dell'aeroporto, con l'ausilio di un collegamento con l'aerostazione tramite navette. In questa maniera anche le province di Siracusa, Enna, Caltanissetta e Messina potrebbero usufruire di un valido collegamento ferroviario con l’aeroporto già nel breve termine. Un'altra questione da risolvere per la buona riuscita del servizio è l'integrazione tariffaria dei servizi gestiti da AMT, Ferrovia Circumetnea e Trenitalia per una mobilità più efficiente e più ecologica che renda più vivibile, finalmente, il centro storico e che costituisca un vantaggio economico e sociale per i cittadini. Nell'immagine di copertina: percorso del passante Rfi nel tratto urbano (in verde), interconnesso con la metropolitana Fce (in rosso) e il BRT 1 (in azzurro). Ti potrebbero interessare: Il passante ferroviario aprirà parzialmente il 14 maggio: in forse la stazione Europa Aeroporto di Fontanarossa: ancora un rinvio per la nuova fermata ferroviaria Collegare la stazione di Bicocca all’Aeroporto Vincenzo Bellini, in attesa della fermata Fontanarossa Passante Ferroviario di Catania | Scheda dell'opera

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21 nov 2016

Parcheggio Zia Lisa: fondamentale scambiatore utilizzato una volta l’anno

di Roberto Lentini

Il parcheggio scambiatore "Zia Lisa" fu inaugurato l'8 giugno del 2007 dall'allora sindaco di Catania Umberto Scapagnini e costato 2.767.000 euro. Il parcheggio fu infatti realizzato per permette con facilità e funzionalità l’interscambio tra i mezzi di trasporto privati e bus urbani. Dispone di 20 posti per bus e 985 posti per auto comprensi gli stalli per disabili. Le potenziali di questo parcheggio sono molteplici. La posizione strategica permetterebbe di assolvere alle funzioni di “nodo interscambio” tra i flussi veicolari provenienti dalla zona periferica del quartiere di Librino e dell’asse viario Caltagirone – Gela.  La giunta Stancanelli aveva previsto il Brt3, (Fontanarossa, Librino, Zia Lisa e Stazione Centrale) che avrebbe dovuto collegare i due parcheggi scambiatori Fontanarossa e Zia Lisa con la stazione centrale. ma ad oggi non ha avuto  attuazione  Si trova inoltre vicinissimo alla stazione ferroviaria Acquicella che in pochi minuti, con dei treni, potrebbe portare gli utenti alla stazione centrale e qui scambiare con la metropolitana e i mezzi AMT. Purtroppo questo servizio viene effettuato solo in occasione della commemorazione dei defunti di Catania, per evitare la congestione dell'area antistante il cimitero. Tutte queste potenzialità purtroppo non sono state sfruttate e attualmente il parcheggio viene sottoutilizzato a supporto del cimitero senza linee urbane che portano rapidamente al centro. Con l'apertura del passante ferroviario, previsto per il 2017, la stazione Acquicella farà parte della tratta metropolitana che va da Acireale a Bicocca  e si sperà possa essere di supporto al parcheggio scambiatore Zia Lisa e quindi contribuire alla diminuzione del  numero di automobili che entrano in città con la conseguente riduzione dei livelli dell’inquinamento acustico e atmosferico. Ti potrebbe interessare: Parcheggi scambiatori di Catania: tra sprechi e potenzialità inespresse  

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