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26 set 2020

Nuovi orari della metropolitana di Catania: rivolta sui social network

di Andrea Tartaglia

Con un comunicato apparso sulla sua pagina ufficiale Facebook, la Ferrovia Circumetnea ha annunciato i nuovi orari della metropolitana di Catania in vigore da lunedì 28 settembre 2020. La metropolitana sarà aperta solo nei giorni feriali dalle ore 6:40 (prima partenza da Nesima per Stesicoro) alle ore 21:00 (ultima partenza da Stesicoro per Nesima), con una frequenza di 15 minuti per tutto l'orario di esercizio, su entrambe le direzioni. Con la ripresa delle attività scolastiche e la gestione meno restrittiva dell'emergenza sanitaria da Sars-Cov2, l'annuncio dei nuovi orari era particolarmente atteso, visto che il servizio era stato pesantemente ridimensionato per via dell'emergenza sanitaria che aveva visto prima, addirittura, la chiusura del servizio dal 13 marzo al 10 maggio scorsi, e quindi l'attuale servizio "a singhiozzo" con frequenze peggiorate, chiusura serale anticipata e chiusura nei giorni festivi. Rispetto agli orari in vigore dall'11 maggio, quindi, l'unico miglioramento rimane l'innalzamento della frequenza pomeridiana da 20 a 15 minuti. Per il resto, però, gli orari annunciati riportano la metropolitana indietro di quattro anni, quando la tratta in servizio era la Borgo-Porto (solo 3,8 km di linea) e l'utenza molto inferiore all'attuale (circa 600.000 passeggeri annui a fronte dei 7 milioni del 2019 sulla tratta Nesima-Stesicoro di 7 km). Già da diverse settimane la metropolitana di Catania appare nuovamente piuttosto affollata, con frequenti assembramenti, e la ripresa di quasi tutte le attività scolastiche e lavorative in città rende la linea metropolitana strategica per la mobilità locale. È vero che, a Catania come altrove, è prevedibile un minore accesso da parte di studenti universitari per via delle misure AntiCovid ancora in vigore, con molte attività e lezioni svolte per via telematica, e certamente gli iscritti all'Università rappresentano una fetta importante dell'utenza della metro etnea, ma si tratta di un servizio di trasporto pubblico che si rivolge a tutti, non solo a una categoria, e che per tutti dev'essere garantito al meglio delle sue possibilità, anche per mantenere e incentivare il ricorso alla mobilità sostenibile. Parallelamente, va annotata pure la sospensione del servizio del Metro Shuttle, eccellente esempio di mobilità sostenibile, che verrà sostituito da una linea gestita dall'Amt di cui si attende di conoscere i dettagli. All'annuncio dei "nuovi" orari della metropolitana di Catania, sui social network è esplosa la rabbia degli utenti e le critiche sono fioccate sul profilo ufficiale Facebook della Ferrovia Circumetnea. Particolarmente avvertite, com'è normale, la mancanza del servizio nei giorni festivi (che era stato introdotto solo un anno fa) ma anche l'orario di chiusura, che rende impossibile a molti lavoratori avvalersi della metropolitana, e la frequenza di 15 minuti (rispetto ai 10 pre-Covid) che, oltretutto, rende i vagoni più affollati, in conflitto con le misure per limitare l'emergenza sanitaria.   Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania Passante Ferroviario di Catania Sospeso il servizio del Metro Shuttle Metropolitana di Catania aperta tutti i giorni

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22 lug 2020

Metro Catania, fermata Fontana: si lavora alacremente, a settembre riapre la circonvallazione

di Andrea Tartaglia

Stamane ha avuto luogo la visita dell'Assessore Regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, presso la costruenda fermata Fontana della metropolitana di Catania, che sta sorgendo nel sottosuolo dell'omonimo viale. Accompagnato dal Sindaco di Catania, Salvo Pogliese, e dal Direttore Generale della Ferrovia Circumetnea, Salvatore Fiore,  l'assessore ha preso visione dello stato dei lavori dell'imponente fermata che, una volta completata, sarà la più grande dell'intera linea metropolitana, assieme alla vicina fermata di Monte Po, che sorge circa 700 metri più a ovest. I lavori sono condotti dalla Cmc di Ravenna, grande impresa che, pur in difficoltà finanziarie e in concordato preventivo, sta riuscendo a garantire il prosieguo delle attività grazie alle risorse del committente che vengono impiegate specificamente per ultimare quest'opera. La prossima tappa consiste nel completamento della copertura e della maggior parte dei lavori alla quota stradale: ciò avverrà entro il prossimo mese di settembre. Tra due mesi, quindi, apparirà ripristinato il percorso della circonvallazione attualmente deviato dal viale Felice Fontana sulle strade secondarie del quartiere di Nesima, circostanza che interessa specialmente la viabilità in direzione di Ognina. Intanto si continuerà a lavorare nel sottosuolo, dove devono essere realizzati gli impianti e mancano gli ultimi 15 metri di collegamento tra il tunnel già realizzato di collegamento con l'ospedale Garibaldi di Nesima e la fermata stessa. Qui, il primo piano mezzanino (dove adesso sono state depositate le numerose scale mobili che dovranno essere installate) sarà uno spazio pubblico, una connessione fruibile a tutti che permetterà di attraversare in tutta la sicurezza la circonvallazione, fungendo da sottopassaggio, senza dover timbrare alcun biglietto, come già avviene nelle fermate di Nesima e San Nullo. Qui, però, gli spazi sono molto maggiori e il collegamento sarà ancora più agevole. Quest'inverno l'opera dovrebbe essere completata e l'apertura al pubblico e quindi all'esercizio della metro di Fontana e Monte Po è prevista per la metà dell'anno prossimo. Prima, però, si conta di riuscire ad aprire la fermata di Cibali: si parla di dicembre di quest'anno. L'occasione è stata utile per aggiornamenti sulle altre tratte da costruire: è di pochi giorni fa l'aggiudicazione dei lavori di completamento della tratta Stesicoro-Aeroporto al Consorzio Medil, con avvio cantiere programmato per la fine del 2021: tempistica analoga prevista per la tratta Monte Po-Misterbianco. Non sono mai partiti, invece, a causa di un contenzioso, i lavori di ripristino degli ascensori delle fermate metro lungo la tratta Borgo-Galatea, il che rappresenta, purtroppo, un handicap in termini di accessibilità che malauguratamente si protrarrà ancora per tempi indefiniti. I locali commerciali della fermata Giovanni XXIII, invece, saranno messi a disposizione di imprenditori interessati entro il prossimo inverno. Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Scheda dell'opera Passante ferroviario di Catania | Scheda dell'opera Metro di Catania, aggiudicati i lavori della tratta Stesicoro-Aeroporto  

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20 mag 2020

Passante Ferroviario, nuovo tracciato urbano: confronto RFI – Comune di Catania sull’evoluzione progettuale

di Mobilita Catania

I nuovi e definitivi orientamenti progettuali della sistemazione del nodo ferroviario di Catania con l’interramento della stazione centrale e il completamento del doppio binario fino ad Acquicella, sono stati al centro di un incontro tra il sindaco Salvo Pogliese, il delegato per il Sud di RFI Salvo Leocata, gli assessori comunali Enrico Trantino, Pippo Arcidiacono e Sergio Parisi, il consulente del Comune per il Prg Paolo La Greca e i dirigenti tecnici comunali Biagio Bisignani e Salvo Marra. Il progetto denominato "nodo Catania" prevede due lotti funzionalmente autonomi con nuova stazione sotterranea Duomo/Porto, il decentramento del deposito Ferroviario di Piazza Europa presso Catania Acquicella, la realizzazione del nodo di scambio con la metropolitana nell’area del parcheggio comunale gestito dall’Amt a Fontanarossa. «Abbiamo preso atto con estrema soddisfazione - ha detto il sindaco Pogliese – dell’avvio della fase definitiva di progettazione, da parte di Italferr, del tanto atteso quanto complesso lavoro volto all’interramento del fascio di binari che, dal 1870, costituisce una vera cintura di ferro che ha separato la città dal suo mare. Con questo progetto si disegna la Catania del 2030, ponendo i binari in sotterraneo e ridando nuova vita al fronte del Porto. La proposta ha colto la richiesta di limitare a soli 50 metri l’occupazione delle banchine portuali, anziché dei 160 originariamente previsti che avrebbero sacrificato eccessivamente lo specchio d’acqua. Il nuovo tracciato consentirà la realizzazione della stazione “Duomo” nei pressi di Villa Pacini -ha aggiunto il primo cittadino - con un impatto nullo sia per la zona di Castello Ursino che quella di San Cristoforo. Indubbiamente concorderemo ogni passaggio con il governo regionale ma ritengo che siano elementi di grande valenza progettuali rispettosi dell’ambiente per creare una doppia linea ferroviaria che sia davvero una vera e propria metropolitana costiera, che da Giarre arriva in pochi minuti nel cuore di Catania. Potremo pianificare la nuova scena urbana a partire dal waterfront di Catania da piazza Europa a piazza Borsellino grazie al nuovo e qualificante rapporto col mare. Gli archi della Marina potranno giocare il ruolo di una lunga passeggiata sopraelevata che connetterà il Passiatore al Castello Ursino. Faremo scegliere alla città, in un appassionato confronto sia con il consiglio comunale e attraverso un progetto di riqualificazione condiviso, il destino del vecchio viadotto ferroviario che il consiglio Comunale nell’epoca post unitaria, contrastò con forza quando ne fu proposta la realizzazione». La conformità delle nuove impostazioni progettuali alla pianificazione urbanistica saranno materia di confronto in queste settimane tra i tecnici comunali e quelli di Italfer e sfoceranno in una delibera di presa d’atto della Giunta Pogliese per una valutazione e un apprezzamento complessivo degli stati di avanzamenti progettuali per la realizzazione del Nodo Catania. Il progetto definitivo già affidato a Italferr Società di Progettazione Gruppo FS prevede un investimento complessivo di oltre 600 mln di euro e l’attivazione nel 2028. Sull’altro fronte, quello per l’interramento della linea ferroviaria per il prolungamento della pista dell’aeroporto Fontanarossa per un costo di 265 mln di euro, di valenza economica regionale e che sarà sviluppato di concerto con la Presidenza e l’assessorato Regionale alle infrastrutture e trasporti, si registra l’invio del progetto definitivo al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per il parere statale per il successivo avvio della fase di approvazione del progetto e di pubblicazione del bando di gara con l’attivazione prevista nel 2025. «Anche questo progetto giunto ormai agli ultimi passaggi burocratici – ha commentato il sindaco Pogliese – rappresenta uno snodo strategico che ci consente di avere finalmente un pista aeroportuale di oltre 3 mila metri e dunque in grado di ospitare i voli intercontinentali, un piano di sviluppo su cui sono fortemente impegnati il presidente Musumeci e l’assessore Falcone. È di grande importanza per la città – ha ribadito il Sindaco – anche la decisione di confermare il nodo di interscambio fra la linea ferroviaria e quella della metropolitana in corrispondenza del parcheggio dell’AMT. Si potrà creare un vero hub tra i diversi sistemi di trasporto ripensando l’intero sistema di accesso alla città storica e alleggerendo il traffico pesante che ingolfano le vie d’accesso alla città. Siamo di fronte a fattori nevralgici dello sviluppo della Catania che si proietta ai prossimi anni, secondo gli orientamenti del nuovo Piano regolatore che dopo cinquanta anni esiteremo in linea coi principi dell’Agenda 2030 sullo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite per la quale la mobilità innovativa gioca un ruolo primario. Ricordo ancora quando nell’aprile del 2002, allora ero un giovanissimo consigliere a palazzo degli elefanti, il Comune di Catania sottoscrisse il preliminare d’intesa con RFI per avviare le basi di un progetto che finalmente si appresta a diventare una realtà organica nella sua complessità». Ti potrebbero interessare: Passante Ferroviario di Catania Metropolitana di Catania Completamento del Passante Ferroviario, qualcosa si muove: prossimo passo il progetto definitivo Nodo intermodale di Fontanarossa: non solo aeroporto, è la città di Catania ad averne bisogno

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09 mag 2020

Coronavirus | Riapre la metropolitana dopo due mesi di stop. Precauzioni e distanziamento sociale

di Andrea Tartaglia

Dopo ben due mesi di "storico" stop (dallo scorso 13 marzo) a causa della pandemia da Sars-CoV2 , lunedì 11 maggio la metropolitana di Catania riaprirà finalmente i battenti. La più efficiente infrastruttura di trasporto pubblico in Sicilia tornerà dunque a offrire il suo prezioso servizio, seppur rivolgendosi a un'utenza ancora ridotta rispetto a quella tradizionale, giacché scuole e università sono chiuse e non tutte le attività commerciali sono riaperte. Nonostante ciò, l'importanza di garantire il servizio di trasporto pubblico ha prevalso sulle innegabili ripercussioni economiche negative: sanificare quotidianamente treni e stazioni, apporre nuova, apposita segnaletica ed effettuare controlli e monitoraggi continui, a fronte di una minore bigliettazione, rappresenta certamente un sforzo importante da parte della Ferrovia Circumetnea, ente che gestisce la metropolitana. Ma è giusto così: bisogna scoraggiare il più possibile l'uso dell'auto privata, per evitare congestione e inquinamento e salvaguardare la qualità dell'ambiente urbano, e offrire un valido supporto al servizio dei bus urbani dell'Amt, già in difficoltà a causa delle ridotte capacità dei mezzi a fronte di una domanda di trasporto ancora importante. Non sarà, in ogni caso, un ritorno alla normalità: dovranno essere rispettate tutte le regole di contingentamento e distanziamento sociale imposte dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. La capacità di ogni convoglio, che normalmente è di 442 passeggeri, sarà limitata a poche decine di unità: solo 36 posti a sedere in tutto il treno (come mostra la foto in copertina, adesivi indicheranno dove non sarà consentito sedersi) a cui si aggiungeranno quasi altrettanti posti in piedi: 66 posti la capienza totale. Per accedere sarà obbligatorio indossare mascherine, mentre l'impiego di guanti sarà raccomandato. I flussi di passeggeri saranno separati in entrata e in uscita, secondo un piano di utilizzo esclusivo di alcuni varchi e delle rampe di accesso alle stazioni, come da segnaletica in loco. In banchina, speciali indicazioni sul pavimento indicheranno all'utenza dove attendere il treno, per evitare assembramenti. La frequenza sarà limitata a corse ogni 15 minuti in prima fascia oraria (sino alle 15:00) e ogni 20 minuti in quella pomeridiana, con orario di esercizio ridotto e rimodulato dalle 6:40 alle 21, orario dell'ultima corsa in partenza da Stesicoro. Qualora si rendesse necessario, in base all'affluenza, sarà possibile migliorare la frequenza in tempo reale, a fronte di un'eventuale domanda non soddisfatta dalla turnazione iniziale prevista. Torna, infine, la chiusura nei giorni festivi. Per tornare alle scene che erano divenute una piacevole consuetudine, cioè quella di una metro affollata e aperta tutti i giorni in orari più ampi e con migliori frequenze, bisognerà, con ogni probabilità, aspettare settembre e la riapertura di scuole e Università. Sperando che, nel frattempo, l'emergenza sanitaria possa stabilizzarsi nella fase di "convivenza" con il coronavirus sotto controllo, in attesa del vaccino. Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania Passante ferroviario di Catania Parcheggio scambiatore Santa Sofia  

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03 mag 2020

Coronavirus | Metropolitana, la “fase 2″ comincia mantenendo il servizio sospeso. Bus sostitutivi ogni 15′

di Andrea Tartaglia

La cosiddetta "Fase 2" dell'emergenza sanitaria in atto dovuta alla pandemia del Covid19 comincia lunedì 4 maggio con l'allentamento delle misure restrittive e una maggiore possibilità di spostamento da parte della popolazione, insieme con la riapertura di diverse attività produttive e commerciali. Tuttavia, in questi primi giorni della nuova fase permarranno le modifiche ai servizi di trasporto pubblico della Ferrovia Circumetnea (metropolitana, servizio ferroviario di superficie e autolinee), con gli orari e l'offerta di trasporto di seguito riportati: Servizio sostitutivo metropolitana di Catania * Autolinea Randazzo-Riposto A/R Autolinea Randazzo-Catania A/R via A18 Treni/bus Randazzo-Catania Treni/bus Catania-Randazzo * per quanto concerne il servizio sostitutivo della metro, saranno aggiunte nuove corse ai minuti 15 e 45 in modo da avere corse ogni quarto d'ora. In caso di maggiore domanda di trasporto, la Ferrovia Circumetnea ha già disposto eventuali corse aggiuntive, anche per quanto riguarda gli altri servizi sulle altre direttrici. Tali orari e servizi saranno in vigore sino a nuove disposizioni. Ma la metropolitana, anche in conseguenza della spinta dell'Amministrazione Comunale di Catania, dovrebbe riaprire i battenti "in tempi brevi", come detto dal Direttore Generale della Fce, permettendone così l'utilizzo, naturalmente nel rispetto delle regole di distanziamento sociale e utilizzando dispositivi protettivi quali mascherine, forse già dalle prossime settimane. È probabile che la Ferrovia Circumetnea decida anche in base all'utenza che si registrerà in questo lasso di tempo il ripristino dei servizi consueti o meno, pure in considerazione che dal 18 maggio dovrebbero ulteriormente crescere le attività riaperte in Sicilia. Foto di copertina di Sevy Vallarelli Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania Passante Ferroviario di Catania Parcheggio Scambiatore "Santa Sofia" Coronavirus, metropolitana chiusa anche nei prossimi mesi? Mobilità sostenibile a rischio

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02 mag 2020

Coronavirus | Catania, l’amministrazione comunale spinge per la riapertura della metropolitana

di Mobilita Catania

Dallo scorzo 13 marzo la metropolitana di Catania è chiusa e il servizio sostituito da bus lungo lo stesso tragitto, in virtù degli accorgimenti presi dalla Ferrovia Circumetnea, ente gestore, in relazione all'emergenza sanitaria in atto. Dal prossimo 4 maggio, però, con l'inizio della "fase 2" della gestione dell'emergenza coronavirus, le limitazioni e restrizioni cominceranno ad essere allentate progressivamente, riavvicinandoci alla normalità, sebbene rimarranno ancora chiuse scuole e università e sui mezzi pubblici sarà necessario attenersi alle disposizioni igieniche impartite e alle regole di distanziamento sociale, come già sta avvenendo sui bus urbani dell'Amt. La metropolitana di Catania, tuttavia, non ha ancora comunicato la riapertura. Sebbene la sospensione del servizio fosse stata indicata sino a domenica 3 maggio, e quindi, a rigore, lunedì 4 avrebbe dovuto riaprire all'utenza, la mancanza di conferme ufficiali parallelamente a dichiarazioni rilasciate dalla dirigenza Fce circa il prolungamento della sospensione dell'esercizio, lasciano intendere che la fase 2 si avvierà senza che i cittadini catanesi possano avvalersi di questo mezzo di trasporto pubblico. A tal proposito è intervenuta l'amministrazione comunale di Catania, che chiede la riapertura della metropolitana almeno dal lunedì 11 maggio. «La Metropolitana di Catania deve riaprire subito, al massimo il prossimo lunedì 11 maggio, perché un’infrastruttura così importante per la città non può ancora rimanere chiusa. Ho chiesto al direttore generale della Fce Salvo Fiore di superare ogni ostacolo dovuto alle limitazioni dei distanziamenti e sono sicuro che con impegno, tenacia e passione giorno 11 centreremo l’obiettivo di avere nuovamente le corse delle carrozze della Metrò sui binari del percorso sotterraneo cittadino». Lo ha detto il sindaco Salvo Pogliese dopo una lungo confronto coi vertici della Ferrovia Circumetnea, dopo il lungo fermo per il lockdown. «Con la ripresa seppure parziale e graduale delle attività - ha spiegato il primo cittadino – ritengo doverosa la funzionalità di un servizio pubblico che i catanesi si stanno abituando a frequentare con sempre maggiore convinzione. Lunedì 11 si deve ripartire con le necessarie garanzie di tutela dei passeggeri e dei lavoratori, ma si deve ricominciare anche per la straordinaria valenza simbolica di innovazione e modernità che assume la metropolitana, in una grande città come Catania che deve rialzarsi e ripartire. Una necessità resa ancora impellente dalle limitazioni in cui sono costretti a viaggiare i bus Amt, che possono trasportare solo poche unità di passeggeri, una condizione che giocoforza diminuisce l’offerta del servizio pubblico. Riprendendo gradualmente la libertà di movimento, tuttavia, non possiamo riprendere tutti l'auto privata per paura della nostra incolumità e per questo occorre mantenere prudenza negli spostamenti, da fare solo in caso di effettiva e comprovata necessità». Il sindaco ha precisato che la Ferrovia Circumetnea, da lunedì 4, raddoppierà le corse dei bus sostitutivi del percorso della metropolitana in attesa della ripartenza di giorno 11 dei treni della metro. «Ricordiamo ai cittadini –ha aggiunto il sindaco- che nonostante la riapertura di alcune attività, occorre spostarsi solo per casi di effettiva necessità e comprovate ragioni, ma è necessaria la collaborazione di tutti i cittadini in questo passaggio fondamentale. Anche nell'utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico che vanno utilizzati tenendo conto delle limitazioni provvisorie per evitare rischi di contagio, come sta accadendo in tutta Italia, collaborando con gli autisti e gli operatori». Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania Passante Ferroviario di Catania Parcheggio Scambiatore "Santa Sofia" Coronavirus, metropolitana chiusa anche nei prossimi mesi? Mobilità sostenibile a rischio

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20 apr 2020

Coronavirus, metropolitana chiusa anche nei prossimi mesi? Mobilità sostenibile a rischio

di Mobilita Catania

Dal 13 marzo scorso la metropolitana di Catania è chiusa, quale accorgimento adottato dalla dirigenza dell'ente gestore, la Ferrovia Circumetnea, a fronte dei decreti restrittivi della presidenza del consiglio dei ministri che hanno imposto, com'è noto, per via dell'emergenza sanitaria da coronavirus in atto, una fortissima limitazione agli spostamenti tale da causare il crollo dell'utenza dei mezzi pubblici. Non era mai accaduto, nella ventennale storia della metro etnea, che il servizio rimanesse sospeso per così tanto tempo: al massimo, infatti, la metropolitana di Catania era rimasta chiusa per 2-3 giorni consecutivi quando ancora il servizio non era garantito anche nei giorni festivi o quando si era reso necessario intervenire sulla linea di alimentazione elettrica. Ma le cinque settimane di fermo già accumulate, a cui se ne aggiungeranno per certo altre due, almeno sino al 3 maggio, rappresentano senza alcun dubbio un record negativo. Ufficialmente, infatti, la chiusura della metropolitana cesserà il 3 maggio, in concomitanza con la fine della "fase 1", quella più limitante, con molte attività produttive e commerciali chiuse. Lunedì 4 maggio (salvo imprevisti), con l'inizio della "fase 2" che comporterà la riapertura di molte attività commerciali e meno limitazioni agli spostamenti, la metropolitana dovrebbe riaprire i battenti. C'è, tuttavia, il rischio concreto che ciò non avvenga: in un'intervista rilasciata a MeridioNews, infatti, il direttore generale della Fce, Ing. Salvatore Fiore, ha affermato che la riapertura della metropolitana dipenderà dall'utenza e fintanto che i mezzi sostitutivi di superficie saranno in grado di soddisfare la domanda di trasporto, resterà chiusa. Attualmente il servizio della metropolitana è sostituito da un servizio bus, nel quale l'utenza media di ogni corsa è di appena 3-4 persone, a detta del dirigente. Anche se nella fase 2 ci sarà una maggiore domanda di trasporto, però, è poco probabile pensare che l'utenza crescerà in modo significativo, per una ragione molto banale: il bus sostitutivo, secondo la tabella orari ufficiale, passa ogni mezz'ora (la metro, invece, ogni 10 minuti la mattina e ogni 15 il pomeriggio) e impiega altrettanto tempo per percorrere lo stesso tragitto della metropolitana (che impiega, invece, circa la metà del tempo). Inoltre il servizio bus è attivo solo nei giorni feriali e solo dalle 7 alle 19. In sostanza, usare il bus sostitutivo significa, nella peggiore delle ipotesi, impiegare ben un'ora di tempo e lo si può fare solo in una fascia oraria ridotta e non più anche nei giorni festivi. È evidente che la qualità di questo servizio non è paragonabile a quella della metropolitana, pertanto lascia perplessi volersi basare sul suo successo per pensare di riaprire la metropolitana, che a questo punto potrebbe rimanere chiusa anche per diversi mesi. Pure a fronte di una eventuale (ma sinora non comunicata) maggiore frequenza dei bus, la differenza del tempo di percorrenza sarebbe nell'ordine del doppio del tempo rispetto al servizio metro, quindi decisamente meno appetibile (e l'utenza, inevitabilmente, dipende in gran parte dalla convenienza del servizio). È vero che, come ricorda l'Ingegnere, la metropolitana è un'infrastruttura con costi di gestione e sanificazione molto più onerosi di un semplice servizio bus, ma è anche vero che si tratta di un servizio sociale di trasporto pubblico che dev'essere in grado di andare oltre logiche che sono più comunemente privatistiche. La metropolitana di Catania, inoltre, è stata l'unica in Italia a sospendere del tutto il servizio, anziché limitarsi a una modifica delle frequenze o degli orari come avvenuto nelle altre città. Non dimentichiamo, infine, che dal 1999 al 2016 la metro di Catania è stata sempre in esercizio pur con un numero di utenza molto basso, dovuto in quegli anni alla limitatezza del percorso. La mobilità sostenibile sarà già messa a dura prova, nel prossimo futuro, dalle restrizioni e dai distanziamenti che saranno imposti fino a quando l'emergenza sanitaria non sarà superata o ci sarà un vaccino per tutti. Fino ad allora è necessario uno sforzo comune affinché il trasporto pubblico sia supportato e mantenuto, coinvolgendo a vario titolo tutte le istituzioni. Riportare le città indietro di anni e far ripiombare l'automobile privata al centro della mobilità, con le ovvie conseguenze in termini di congestione, traffico e inquinamento, è una prospettiva inaccettabile, anche in virtù della salvaguardia della salute pubblica.

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