Segnalazione
27 gen 2017

Pericoli in corso Sicilia: semaforo e percorribilità pedonale da ripristinare

di Alessio Marchetti

Da oltre 2 anni, i due semafori pedonali all'incrocio di corso Sicilia con via Giacomo Puccini sono stati rimossi. Questo comporta numerosi pericoli per i pedoni che non sanno quando è il momento di attraversare. Inoltre, da fine dicembre, proprio all'altezza di quell'incrocio, è in esercizio la nuova stazione della metropolitana Stesicoro: sono migliaia le persone che ogni giorno attraversano quell'incrocio e saranno ancora di più quando, tra qualche mese, verrà finalmente attivata la metropolitana fino a Nesima. A causa delle auto in sosta vietata proprio in quell'incrocio la visibilità è anche limitata ed il rischio incidenti molto elevato.  Per questo è necessario l'immediato ripristino del semaforo pedonale per evitare pericolosi incidenti. L'augurio è che tutta quella zona sia più attenzionata dal Comando di Polizia Municipale per garantire un regolare transito in sicurezza dei pedoni. Qui alcune foto del semaforo pedonale che era presente nel 2012 ma che oggi non è più presente. Qui un nostro video sulle difficoltà che incontrano i pedoni per attraversare Corso Sicilia: Ti potrebbe interessare: Abbiamo fatto la metro, facciamo i catanesi. Corso Sicilia inaccessibile, le difficoltà dei pedoni  

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Articolo
29 dic 2016

Abbiamo fatto la metro, facciamo i catanesi. Corso Sicilia inaccessibile, le difficoltà dei pedoni

di Amedeo Paladino

La recente inaugurazione della nuova tratta della metropolitana di Catania Galatea-Stesicoro è stata, giustamente, al centro del recente dibattito cittadino. Le due nuove stazioni "Giovanni XXIII" e "Stesicoro" rivestono un importante chiave di volta per la mobilità catanese, perché costituiscono un miglioramento dell'offerta di trasporto pubblico, invogliando molti cittadini-utenti a preferire il mezzo pubblico all'auto privata. Un elemento spesso sottaciuto è invece l'accessibilità al trasporto pubblico. Gli utenti devono convivere con un traffico privato invadente e condizioni di insicurezza e scarso comfort: fermate dei mezzi pubblici occupate dalle auto in sosta, assenza di informazioni all'utente, di sedute per l'attesa e di protezione dagli agenti atmosferici. Pedoni e trasporto pubblico: due elementi della mobilità che si ritrovano in un circolo vizioso, di cui proveremo a spiegare i motivi: ogni spostamento su mezzo pubblico comincia e finisce con uno spostamento pedonale. La situazione del corso Sicilia, dove sono presenti i quattro accessi in superficie alla stazione Stesicoro della metropolitana, è lo specchio della mancanza di attenzione alla mobilità pedonale e all'accesso al trasporto pubblico: negli scorsi giorni si sono susseguite le segnalazioni riguardo la sosta selvaggia in corrispondenza degli accessi alla metropolitana. Le carenze in questo caso sono soprattutto gestionali. Il Comando di Polizia Municipale non sta mettendo in campo nessuna campagna di controllo della sosta selvaggia: le auto occupano gli attraversamenti pedonali e le fermate dell'autobus, negano o rendono difficoltoso l'accesso alla stazione della metropolitana, riducono l'ampiezza della carreggiata disponibile causando la congestione di tutta l'area, impediscono il comodo accesso dei pedoni al mercato che si svolge in piazza Carlo Alberto,  gli scooter invadono i marciapiedi, ostacolando persino l'accesso agli ascensori per l'ingresso in metro delle persone a mobilità ridotta. Il video documenta in maniera esaustiva la grave situazione del corso Sicilia e di piazza Stesicoro: L’integrazione tra mobilità pedonale e trasporto pubblico è fondamentale: migliorare l’accessibilità ai sistemi di trasporto pubblico è un’azione complementare e sinergica sia per promuovere la mobilità pedonale come modo alternativo di trasporto, sia per favorire il riequilibrio modale a favore dei sistemi collettivi. Se le persone non percepiscono sicurezza e comfort nelle fermate e nelle stazioni, sceglieranno probabilmente di spostarsi con l’auto individuale. D’altra parte, al crescere del numero di auto in circolazione si riducono le condizioni che favoriscono la mobilità pedonale: una buona dotazione infrastrutturale e una buona regolamentazione della mobilità pedonale rendono più attrattivo l’uso del mezzo pubblico. Il miglioramento dei percorsi pedonali di accesso ai nodi del trasporto pubblico ha l’effetto di aumentare la distanza che un utente è disposto a percorrere per raggiungere la fermata e dunque ha l’effetto di aumentare il bacino di copertura o area di influenza di ogni fermata. La conseguenza è un aumento della domanda potenzialmente soddisfatta per effetto della migliore accessibilità, oppure la possibilità di aumentare la distanza media tra le fermate e dunque la velocità commerciale del servizio, determinando sempre un aumento della domanda potenziale [Piano Generale del Traffico Urbano del Comune di catania adottato con delibera della Giunta Municipale n 522, del 07.11.2012]. Le soluzioni da adottare sono semplici se c'è la volontà di agire. Dal punto di vista infrastrutturale non ci sono particolari criticità, la carreggiata è infatti proporzionata con due corsie per senso di marcia, a cui si aggiunge una corsia preferenziale protetta in direzione piazza Stesicoro per i mezzi pubblici, i marciapiedi sono adeguati (tranne quelli in prossimità di piazza della Repubblica) e quasi tutti gli attraversamenti sono dotati di rampe; sono invece gravissime le carenze gestionali: il controllo della Polizia Municipale è assente o limitato all'utilizzo dello street control, occasionale e sporafico, non riesce a rappresentare un deterrente alla sosta selvaggia. Insomma, parafrasando: abbiamo fatto la metropolitana, ora bisogna mettere in campo tutte quelle politiche che vadano ad incentivare l'utilizzo dei mezzi pubblici. Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Storia e sviluppi futuri Trasporto pubblico e mobilità pedonale, due elementi connessi: come agire  

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20 dic 2016

FOTO | Scopriamo il museo diffuso della città presso le stazioni della metropolitana

di Andrea Tartaglia

Oggi apre la prima sede del Museo Diffuso della Città di Catania. Presso la stazione "Stesicoro" della metropolitana di Catania, da oggi aperta al pubblico (a partire dalle ore 12:00), non solo rappresentazioni grafiche sulle pareti, ma in futuro anche videowall e copie di reperti archeologici. L'esposizione presso la stazione di Corso Sicilia si inserisce nel contesto del più ampio percorso museale di tipo "diffuso" che caratterizzerà, infatti, diverse stazioni della linea metropolitana cittadina. L'originale idea di raccontare la città così, sottoterra, è nata dall'intesa tra Ibam CNR e Ferrovia Circumetnea. La nuova stazione "Stesicoro" della metro etnea ospita sin dalla sua apertura di oggi un percorso fatto di immagini e riproduzioni grafiche, accompagnato da descrizioni bilingue, inerente al grande anfiteatro romano che sorge a pochi metri dalla stazione, parzialmente visitabile e visibile in piazza Stesicoro. Questa stazione è la prima ad inserirsi e giungere nel cuore del centro storico della città. L’evento di quest'apertura, oltre a rappresentare una tappa molto importante per la crescita di un servizio di mobilità pubblica moderno, razionale ed efficiente, riveste un altro importante significato. Esso rappresenta, infatti, la prima tappa di un “Museo diffuso” della città di Catania. L’idea che sta dietro il concetto stesso di “Museo diffuso”, nata dall’accordo stipulato tra la Ferrovia Circumetnea (FCE) e l’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali (IBAM) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Catania, è semplice e ambiziosa al tempo stesso. Prendendo spunto dagli illustri esempi della metropolitana di Atene, della linea C di Roma o della metro di Napoli, l’obiettivo che sta dietro tale progetto mira a riadattare superfici e spazi di servizio della metro (scale, mezzanini, piattaforme di sosta e accesso) trasformandoli, da asettici luoghi di passaggio, in tappe strutturate di una “rete della conoscenza”, occasione per riscoprire secondo modelli, codici e linguaggi della modernità, contenuti di ricerca scientifica di alto livello, essenziali per la comprensione del paesaggio storico, esito di complessi fenomeni di stratificazione storica che hanno interessato la città di Catania. A differenza degli esempi sopra citati non si tratta, in questo caso, di ri-contestualizzare reperti o evidenze archeologiche e monumentali rinvenuti durante i lavori di realizzazione della metropolitana (come nel caso di Atene, ad esempio), bensì di fornire strumenti e contenuti per far comprendere al fruitore quotidiano il contesto storico e urbano in cui la stazione stessa è inserita, a partire proprio dai resti monumentali del monumentale Anfiteatro romano che, parzialmente visibili oggi in Piazza Stesicoro, si estendono sotto parte del centro storico, a pochi metri dalle uscite della nuova stazione della metropolitana. La sfida, solo in apparenza semplice, non risiedeva solamente nel trovare il giusto modo di comunicare e rendere accessibili i risultati delle ricerche che l’IBAM ha condotto negli ultimi due anni all’interno dell’anfiteatro, ma anche nell'utilizzare mezzi e strumenti compatibili, in termini di ingombro, resistenza e norme di sicurezza, con la destinazione primaria degli ambienti, che rimane pur sempre quella dell’accesso e deflusso dell’utenza. È così che è nata l’idea di sfruttare direttamente le superfici libere delle pareti bianche della stazione per realizzare degli apparati capaci di narrare, in modo semplice e immediato per tutti, le tappe dell’evoluzione diacronica di questo straordinario settore della città di Catania. Grandi immagini e brevi note testuali, in italiano e in inglese, accolgono l’utente sin dal suo primo ingresso nella stazione Stesicoro, fornendo, con la struttura di un vero e proprio glossario, il senso di termini tecnici riferiti ai vari settori dell’anfiteatro. Con lo stesso principio, una timeline (linea del tempo) accompagna l’utilizzo delle scale mobili come occasione di un viaggio alla riscoperta delle principali vicende storiche che hanno interessato quella parte della città e, dunque, l’anfiteatro romano, e per realizzare le quali si è scelto di isolare ed evidenziare graficamente una sequenza di date significative della storia passata e recente del monumento: dalla sua costruzione al suo abbandono e alla sua riscoperta. Le immagini, direttamente estratte dalla ricostruzione virtuale dell’anfiteatro romano realizzata dagli esperti archeologi, architetti e grafici dell’Istituto catanese, insieme con una selezione di immagini storiche e fotografie d’epoca, corredate da brevi didascalie e poste in vari punti della stazione, offrono, infine, una straordinaria e inedita occasione per ricontestualizzare il monumento nel suo esatto contesto storico e topografico e di seguirne le tappe della riscoperta iniziata sul finire del XVI secolo. Ma questa è solo una piccola parte del progetto, pensata tempestivamente per l’apertura ma che è destinata ad arricchirsi. A breve, infatti, alcune riproduzioni di opere scultoree selezionate con rigore filologico fra quelle rinvenute durante le attività di scavo che negli ultimi secoli hanno interessato la città di Catania, e i cui originali sono conservati nelle collezioni civiche di Castello Ursino, contribuiranno ad accrescere ed amplificare messaggi e contenuti scientifici fruibili all’interno della stazione Stesicoro. Una tappa che l’IBAM sta ora studiando d’intesa con il Comune di Catania avendo già la disponibilità del Sindaco Enzo Bianco a procedere in questa operazione di riproduzione di alcune opere. Allo stesso modo e nell’ottica di offrire contenuti dinamici, capaci di tenere dietro, adattandosi, all’avanzare della ricerca, dei videowall faranno parte integrante dell’allestimento della stazione Stesicoro, offrendo al viaggiatore un'ulteriore occasione, estremamente coinvolgente, di riscoperta del proprio passato. «Solo abbandonando gli stretti confini del laboratorio di ricerca e mettendo in atto strategie di comunicazione dirette all’intera comunità, l’archeologia può svolgere quella funzione pubblica, di cui oggi l’intera società ha bisogno per recuperare un legame con il proprio passato troppo a lungo trascurato». Questo è quanto sostiene Daniele Malfitana, Direttore dell’Istituto IBAM di Catania, quando illustra il senso di questo progetto, che ambisce a utilizzare i risultati di questa prima esperienza come base per una strategia più ampia da estendere al resto della rete metropolitana cittadina. Il team multidisciplinare che sta curando il progetto “museo diffuso” è composto da ricercatori e tecnologi dell’IBAM-CNR (Antonino Mazzaglia e Giuseppe Cacciaguerra, che guidano un gruppo composto da Loriana Arena, Samuele Barone, Licia Cutroni, Annarita di Mauro, Silvia Iachello, Giovanni Fragalà, Giusi Meli, Claudia Pantellaro, Danilo Pavone, Salvatore Russo, Maria Luisa Scrofani) e da Andrea Guardo, Luca Tringali e Aldo Tringali di IVISTUDIO - Architettura e interni, Catania, a cui si deve l’ideazione del concept grafico del progetto. Foto di Danilo Pavone e Roberto Lentini Ti potrebbero interessare… FOTO | Metro, finalmente! La Galatea-Stesicoro inaugurata e aperta al pubblico Metropolitana di Catania | Scheda dell’opera: storia e sviluppi futuri

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12 dic 2016

Metro, “Galatea-Stesicoro” pronta per l’inaugurazione. Stazione “Porto” chiusa fino a marzo?

di Mobilita Catania

La crisi di governo, così come riportato in un nostro precedente articolo, ha fatto rinviare la data dell’inaugurazione della tratta Galatea-Stesicoro, che era stata fissata per oggi alle ore 12:00. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, oggi impegnato nell’ambito dei lavori per la formazione del nuovo governo, d’altra parte, negli ultimi anni ha seguito passo passo l’evoluzione dei lavori della metropolitana di Catania e ha espresso il desiderio di presenziare al primo viaggio per Stesicoro: poiché ciò non comporta alcun ritardo per la fruizione da parte dei cittadini, essendo l’indispensabile fase di pre-esercizio cominciata sabato e, dunque, ancora in atto per alcuni giorni, questo rinvio non scompagina la situazione. I vertici della Ferrovia Circumetnea hanno confermato che l’apertura avverrà prima di Natale, come promesso, e l’inaugurazione questa volta potrebbe coincidere con la messa in esercizio e, quindi, l’apertura al pubblico. Intanto la stazione Stesicoro è pronta: i treni che verranno utilizzati per la nuova tratta sono “Norma” e “Donatello”, riverniciati recentemente, di cui Mobilita Catania aveva recentemente mostrato le foto in anteprima. Anche la stazione Giovanni XXIII, sia nel piano ferrato che nel piano mezzanino, è pronta. Mancano le rifiniture all’esterno che comunque non saranno completate con l’inaugurazione della tratta ma soltanto nelle prossime settimane. Qui vi mostriamo la foto del nuovo percorso già presente all’interno dei treni: Spicca, come anticipato da Mobilita Catania, l’assenza della fermata FS, che sarà definitivamente soppressa con l’apertura di Giovanni XXIII, mentre compaiono già, con l’indicazione “prossima apertura”, le quattro nuove stazioni di Milo, Cibali, San Nullo e Nesima che dovrebbero aprire i battenti entro marzo 2017. In questi giorni che precedono l’apertura della tratta Galatea-Stesicoro, rimane regolarmente in esercizio la tratta Borgo-Porto. Ma con l’inaugurazione e la messa in esercizio della tratta Borgo-Stesicoro, questa sarà l’unica percorribile fino a quando, con l’apertura e la messa in esercizio della tratta Nesima-Borgo, ci saranno due linee: Nesima-Stesicoro e Nesima-Porto. Almeno queste appaiono essere le attuali intenzioni della Fce, la quale naturalmente dovrà ufficializzare le proprie scelte operative a breve. Non sono ancora state rese note le frequenze delle due linee, non essendo i tempi ancora maturi, ma secondo alcune indiscrezioni sembra che la frequenza potrebbe aggirarsi su una corsa ogni 10 minuti per la Nesima-Stesicoro e su una ogni mezz’ora per la Nesima-Porto. Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Scheda dell'opera

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09 dic 2016

Metro, lunedì il primo viaggio da Borgo a Stesicoro

di Mobilita Catania

N.B. [aggiornamento 11 dicembre 2016] La nuova tratta della metropolitana di Catania, Galatea-Stesicoro, non sarà inaugurata lunedi 12 dicembre, come precedentemente annunciato ufficialmente nei giorni scorsi. I motivi del rinvio non sarebbero tecnici, bensì riconducibili all'indisposizione del ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, impegnato in questi giorni nella crisi di governo. La data dell'inaugurazione non è stata ancora fissata.  Come preannunciato da Mobilita Catania, il Sindaco di Catania, Enzo Bianco, e il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, insieme con l'assessore regionale ai Trasporti, Giovanni Pistorio, e il commissario straordinario della Ferrovia Circumetnea, Virginio Di Giambattista, parteciperanno lunedì prossimo, 12 dicembre, all'apertura e alla messa in esercizio della stazione Stesicoro della metropolitana catanese. Alle 12:15, dalla stazione metro Borgo, partirà la prima, storica corsa del convoglio con destinazione Stesicoro. A bordo le autorità e la stampa che, dopo una breve sosta nella nuova stazione Giovanni XXIII, raggiungeranno il nuovo capolinea di Corso Sicilia, che è anche la prima delle sedi "underground" del Museo Diffuso della Città di Catania. Qui è previsto un primo incontro con i giornalisti. Il secondo incontro con la stampa si terrà invece nel nuovo cantiere di via Palermo, che verrà aperto proprio lunedì per la realizzazione dell'estensione della metropolitana da Stesicoro a Palestro. Nel pomeriggio sono previsti ancora incontri con la stampa presso Palazzo degli Elefanti in merito a Porto e Aeroporto. Una giornata decisamente importante, dunque, per le grandi infrastrutture della mobilità etnea. Tornando alla metropolitana, per l'apertura al pubblico bisognerà attendere alcuni giorni necessari per il pre-esercizio. Intanto la linea funzionerà regolarmente lungo le sei stazioni della tratta Borgo-Porto. Solo successivamente, come preannunciato, la diramazione Galatea-Porto subirà limitazioni. Lunedì stesso si avranno maggiori dettagli, anche in merito all'apertura della stazione Giovanni XXIII che dovrà sostituire l'attuale fermata presso la stazione centrale FS. Nel medio termine, comunque, la Circumetnea continuerà a garantire i collegamenti con lo scalo marittimo fintantoché non aprirà il passante ferroviario di Rfi sulla stessa tratta. Foto di copertina di Roberto Nicotra. Ti potrebbero interessare: Metro, l’attesa sta per finire: il 12 dicembre apre la tratta Galatea-Stesicoro Metropolitana di Catania | Scheda dell'opera

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10 ago 2016

FOTO | Metro, stazione Stesicoro: tocca alle rifiniture

di Andrea Tartaglia

La stazione della metropolitana "Stesicoro" in Corso Sicilia è senza dubbio, insieme con "Milo" di viale Alexander Fleming, quella allo stadio di realizzazione più avanzato. Prova ne è, in questi giorni, la posa del rivestimento in pannelli di vetro sul telaio in acciaio dei due vani ascensori: una soluzione architettonica contemporanea e gradevole che ricorda, in qualche modo, la facciata dell'area partenze dello scalo di Fontanarossa. Ecco le foto: Contestualmente sono stati già installati i pali che sosterranno la caratteristica "M" retroilluminata all'ingresso di ognuna delle quattro rampe di scale (fisse e mobili):   Intanto, a ricordarci la prossima presenza della metro, permangono questi bellissimi "totem" floreali: L'apertura di questa stazione è prevista per Natale di quest'anno. (foto Andrea Tartaglia)

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