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08 apr 2020

Fermata FS di Fontanarossa, a breve ripartono i lavori. Possibile opzione per integrarsi con il parcheggio Amt

di Roberto Lentini

Nuova tempistica in via di definizione per quanto riguarda i lavori della nuova fermata ferroviaria di Fontanarossa, a servizio dello scalo aereo etneo, interrotti a causa dell'emergenza Covid19 e che dovrebbero riprendere il 15 aprile e terminare tra luglio e agosto. I lavori della fermata si trovano in una fase piuttosto avanzata, come già documentato in questo articolo. Sono state realizzate le banchine, munite di pavimentazione tattile per non vedenti, nonché parte delle pensiline a ridosso di entrambi i binari. Ultimato il corpo centrale lato aeroporto, che ospita locali tecnici, e l’imbocco del corridoio di attraversamento dei binari nonché il sottopasso che collega la banchina nord con la banchina sud. Resta da realizzare invece l'impiantistica che richiede circa 90 giorni di lavori. Possibile dietrofront, invece, per quanto riguarda la realizzazione del tapis roulant sopraelevato di collegamento tra la fermata e l'aerostazione. «Sul progetto del tapis roulant dovremo fare un ulteriore passaggio: avremo un incontro col Comune di Catania che intende valorizzare il parcheggio scambiatore Fontanarossa integrandolo alla futura fermata metro. Al di là di questo, la funzionalità della stazione Fontanarossa sarà garantita, in quanto è stata aggiudicata la gara di 1,2 milioni per realizzare la strada di poco più di un chilometro che collegherà la fermata ferroviaria alla rotatoria che porta all'accesso ai terminal arrivi e partenze» ha affermato l'assessore regionale Marco Falcone in un'intervista a La Sicilia pubblicata a firma Cesare La Marca. È emersa, infatti, da un lato la dubbia sostenibilità dell'opera, accentuata dal verosimile calo di utenza aeroportuale ancora per molto tempo, rispetto ai numeri del recente passato, a causa dell'emergenza sanitaria mondiale, e dall'altro la volontà di Comune di Catania e Ferrovia Circumetnea di valorizzare il parcheggio scambiatore di Fontanarossa, che, con l'assetto previsto con il tapis roulant, sarebbe stato tagliato fuori, perdendo così buona parte di utenza. Lo staff tecnico di mobilita.org apprezza con soddisfazione la presa di posizione dell'amministrazione comunale che, d'intesa con la Ferrovia Circumetnea, adesso punta a rispettare pienamente la vocazione del parcheggio d'interscambio di Fontanarossa. Mobilita.org ha sempre sostenuto, infatti, il rispetto del protocollo di intesa che prevede la realizzazione di un polo d’interscambio tra diversi mezzi di trasporto pubblico -bus, metropolitana e passante ferroviario- all’interno del Parcheggio Scambiatore di Fontanarossa (leggi questo articolo per approfondire l'argomento). L'accordo a tale scopo fu firmato nel 2005 dal Comune di Catania (amministrazione Scapagnini), da Rfi (Reti Ferroviarie Italiane) e Fce (Ferrovia Circumetnea, ente che gestisce la metropolitana di Catania, con Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Pietro Lunardi), e poneva le basi per fare della grande area di sosta a sud di Catania, collegata alla tangenziale tramite l’asse dei servizi, un grande ed efficiente nodo di scambio tra mezzo privato e pubblico, porta di accesso meridionale alla città.  Ti potrebbero interessare: Collegamento sopraelevato Fontanarossa Fs – Aeroporto: un’opportunità “pericolosa”? Pianificazione trasporti, il Sindaco di Catania promuove incontro con Regione, RFI e FCE per il nodo Fontanarossa Fermata ferroviaria aeroporto Fontanarossa, SAC pubblica bando per il collegamento stradale Nodo intermodale di Fontanarossa: non solo aeroporto, è la città di Catania ad averne bisogno Passante Ferroviario di Catania Metropolitana di Catania

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21 nov 2019

Fermata Fontanarossa, per Falcone nel 2020 svolta per intermodalità dello scalo catanese

di Mobilita Catania

In un comunicato stampa, l'assessore Marco Falcone fa sapere che «la costruzione, finanziata e avviata dal Governo Musumeci, della futura stazione ferroviaria di Fontanarossa rappresenterà, già nel 2020, una svolta storica per l'intera direttrice Messina-Catania-Siracusa. I viaggiatori, siciliani e non, provenienti dal Messinese, da Siracusa o da Caltagirone e paesi vicini potranno raggiungere l'aeroporto in treno e saranno dunque sempre più invogliati a valersi del trasporto su rotaia, decongestionando strade e parcheggi auto. Di fatto entro l'anno prossimo l'aeroporto di Catania, grazie al progetto voluto da Regione e Rfi, farà un primo, strategico, salto di qualità nella direzione dell'auspicata intermodalità nella mobilità etnea. Una svolta che non si pone in contraddizione con l'avanzamento della metropolitana, e anzi ne accelera i benefici. Sempre su questa linea, infatti, l'aeroporto di Catania crescerà ulteriormente, mettendosi al passo con le città più importanti d'Europa, grazie al successivo e preventivato arrivo della metropolitana, a seguito dell'appalto della tratta Stesicoro-Aeroporto finanziato e varato in tempi rapidi, con la spinta del Governo Musumeci, negli ultimi mesi». Ben venga la fermata provvisoria a servizio dell'aerostazione più importante della Sicilia. L'assessore, però, non è entrato nel merito della questione sollevata da Mobilita Catania e Legambiente, relativa all'assetto definitivo pianificato per il nodo intermodale di Fontanarossa, che rischia di rimanere solo sulla carta. In base a un protocollo d’intesa datato 2005 e sottoscritto da Comune di Catania, Rfi (Ferrovie dello Stato) e Fce (Metropolitana), infatti, la localizzazione della fermata FS è prevista all'interno del parcheggio comunale di Fontanarossa, oggi gestito dall'Amt, per farne un nodo intermodale del trasporto pubblico locale e regionale: cioè luogo di scambio tra bus urbani e interurbani, metropolitana e passante ferroviario, con quest’ultimo in grado di servire sia l’utenza metropolitana costiera sia quella regionale. Si ritiene utile ribadire che è compito del comune di Catania redigere la pianificazione del proprio territorio e stabilirne l'assetto, pertanto l'amministrazione comunale etnea dovrebbe pretendere con forza il rispetto del protocollo d’intesa del 2005, fatto salvo che alla Regione Siciliana spetta il solo compito di adottare le iniziative pianificate dal comune e adoperarsi anche finanziariamente per le relative opere da realizzare. Per approfondire: Nodo intermodale di Fontanarossa: non solo aeroporto, è la città di Catania ad averne bisogno  

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17 set 2019

Boschetto della Plaia, l’Agenzia del Demanio accoglie richiesta del Comune di Catania di stralcio del lotto dall’avviso di vendita

di Mobilita Catania

L’Agenzia del Demanio, nell’ambito delle proprie attività di gestione degli immobili dello Stato, ha pubblicato il 29 luglio scorso un avviso di vendita di beni ricompresi nel territorio siciliano, tra i quali figura anche il lotto n. 24, relativo all’immobile sito in Catania, in Viale Kennedy, 10, noto come il “Boschetto della Playa”. Prima di avviare l’iter di pubblicazione del bando, il Demanio ha quindi inviato lo scorso maggio al Comune di Catania una nota di richiesta di diritto di opzione per l’acquisizione del bene alla quale però l’Amministrazione non ha dato riscontro. Il Comune di Catania, visto l’approssimarsi della scadenza del bando, pur non avendo esercitato il diritto di prelazione a suo tempo, ha richiesto all’Agenzia lo stralcio dall’avviso di vendita del lotto, al fine di garantire la conservazione del carattere pubblico del terreno. Questo perché l’area è parte integrante di un più ampio comprensorio di proprietà del Comune destinato a parco pubblico. L’Agenzia, in considerazione dell’attuale manifestazione d’interesse, ha ritenuto di accogliere la richiesta del Comune di Catania.

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16 ago 2019

Dove ricaricare le auto elettriche: l’elenco delle colonnine installate a Catania

di Amedeo Paladino

È giunto a compimento quanto sottoscritto nella primavera 2018 dal Comune di Catania e da Enel X, la Divisione del Gruppo Enel dedicata a prodotti innovativi e soluzioni digitali: tutte installate le 48 colonnine di ricarica per veicoli elettrici previste nel documento. Le infrastrutture di ricarica sono distribuite in tutto il territorio del Comune di Catania per incentivare la mobilità sostenibile cittadina e favorire la creazione di percorsi turistici a zero emissioni. A conclusione dei lavori di messa in opera delle colonnine di ricarica, la Direzione del Corpo di Polizia Municipale ha emesso una determina di divieto di sosta con rimozione coatta, eccetto per le autovetture che effettuano le operazioni di ricarica elettrica, nelle seguenti vie e piazze: via Conte Ruggero, lato sud, da via Federico De Roberto al civico 16, n° 4 stalli; corso Italia, carreggiata sud, lato nord, n°4 stalli; viale Raffaello Sanzio, civ. 149, n° 4 stalli; piazza Cavour, carr. est, lato ovest, di fronte civ. 34, n° 4 stalli; via Asiago, lato nord, civ. 70, n° 4 stalli, sistema di sosta a spina; via Beato Bernardo, lato ovest, di fronte civ. 9, n° 4 stalli; piazza Santa Maria del Gesù, carreggiata est, civ. 23, n° 2 stalli; largo Paisiello, carreggiata sud, lato sud, civ. 31, n° 4 stalli; piazza Grenoble, civ. 11, n° 4 stalli; piazza Maria Montessori, civ. 79, n° 2 stalli; piazza Dante, carreggiata est, lato ovest, di fronte civ. 10, n° 4 stalli; piazza Turi Ferro, civ. 43, n° 4 stalli; piazza Manganelli, civ. 2-4, n° 2 stalli; largo Rosolino Pilo, carr. ovest, lato est, di fronte civ. 10, sistema di sosta a spina, n° 2 stalli; via Battello, slargo al civ. 2, lato ovest, n° 4 stalli, sistema di sosta perpendicolare; via Giuseppe Garibaldi, civ. 54, n° 2 stalli; area interna rotatoria via Domenico Tempio, lato sud, n° 4 stalli, sistema di sosta perpendicolare; largo Maria Grazia Cutuli, lato sud, da via Messina, per n° 2 stalli, sistema di sosta a spina; slargo a nord di via Barletta, fronte civ. 6/e, lato nord, n° 4 stalli. sistema di sosta perpendicolare; piazza del Tricolore.  

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02 lug 2019

Il mare a portata di Bus: potenziata la linea D per i lidi Playa

di mobilita

Oggi, il sindaco di Catania Salvo Pogliese e il presidente dell’AMT Giacomo Bellavia, hanno presentato in piazza Duomo le quattro vetture aggiuntive a supporto della tradizionale linea estiva "D" per raggiungere i lidi Playa. Le vetture sono personalizzate con livree decorate e avranno frequenze medie inferiori al quarto d’ora. Verranno utilizzati autobus moderni e di ultima generazione che accompagneranno catanesi e turisti dal centro storico nelle spiagge libere e ai lidi e, nei prossimi giorni, su richiesta del sindaco, saranno autorizzati dall’Autorità Portuale a utilizzare anche la corsia preferenziale interna al porto, allo scopo di velocizzare le corse. Pogliese ha anche annunciato la proroga del contratto di servizio tra il Comune e l’Amt: «Abbiamo scongiurato il fermo degli autobus che avrebbe avuto un effetto devastante per i cittadini. Di più, ora siamo in grado di rilanciare con servizi aggiuntivi come questo e stiamo per avviare la revisione della rete dell’Amt tagliando linee superflue e aumentando la frequenza di quelle più frequentate».  Soddisfatto il presidente dell’Amt, Giacomo Bellavia, che ha raccolto la richiesta del sindaco di rilanciare e potenziare il servizio verso la plaia: «Il capolinea sarà in piazza Borsellino e proseguirà lungo un percorso che toccherà tutti i lidi della Playa - ha spiegato il presidente Bellavia-. Navette veloci con una frequenza incrementata rispetto agli scorsi anni e una riconoscibilità maggiore per dare non solo un servizio ai catanesi ma anche ai turisti stranieri. Quest’anno, inoltre mettiamo in campo ulteriori iniziative per incentivare l’uso del mezzo pubblico fra le quali la possibilità di acquistare i biglietti direttamente nei lidi e di avere agevolazioni di ingresso negli stabilimenti balneari per i nostri abbonati e possessori di biglietto. Questo è uno dei primi passi per riorganizzare totalmente il servizio che deve essere rivisto e migliorato». All’evento di presentazione hanno partecipato anche il presidente del Sindacato Italiano dei lidi Balneari Ignazio Ragusa e il Direttore dell’Ufficio comunale Turismo e capo di gabinetto Giuseppe Ferraro, nonché Sarah Spampinato, titolare dell’azienda Pop Market che ha curato la realizzazione delle decorazioni sulle vetture e numerosi funzionari e autisti dell’Amt. Per l’occasione è stata presentata anche un’altra opera artistica donata all’azienda del trasporto pubblico: un disegno che ritrae una delle battaglie più famose dell’epopea epico-cavalleresca, realizzato sulle fiancate di un autobus cittadino da Alice Valenti, artista catanese nota interprete dell’iconografia siciliana.  

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22 dic 2018

Strisce blu notturne gratis per San Silvestro: è davvero il caso?

di Andrea Tartaglia

Discutibile iniziativa del Comune di Catania, che ha annunciato di concedere gratuitamente il parcheggio sulle strisce blu in centro storico durante la Notte di San Silvestro, in concomitanza con i previsti eventi e festeggiamenti in piazza Università. La sosta notturna sulle strisce blu, va ricordato, costa solo un euro per tutta la fascia oraria dalle 21 in poi. Ciò comporterà un mancato introito per il Comune, peraltro in questo periodo di note difficoltà economiche dell'ente, nonché un incentivo a utilizzare il mezzo privato, con le evidenti conseguenze nefaste in termini di traffico, congestione e inquinamento, per di più in una notte in cui la metropolitana di Catania, con un grosso sforzo da parte della Ferrovia Circumetnea, rimarrà aperta sino alle 2:30 del mattino. In passato, inoltre, con i proventi della sosta notturna in occasione dell'ultimo dell'anno, il Comune era pure riuscito a finanziare alcuni piccoli ma importanti interventi di riqualificazione e infrastrutturazione urbana. Bisogna anche aggiungere che, purtroppo, lasciare gli stalli delle strisce blu gratuiti si tradurrà, con ogni probabilità, in "regalare" questi spazi alla gestione illegale dei parcheggiatori abusivi (i quali, oltretutto, chiedono in queste occasioni ben più di un euro), il che comporta anche una sosta di tipo "selvaggio", con parcheggi ortogonali pure sui marciapiedi, creando particolare disordine e generando difficoltà a pedoni e utenti con disabilità. Un "regalo" del Comune di Catania, in definitiva, di cui francamente non si sentiva la necessità, e che rischia seriamente di contribuire a una disordinata e caotica invasione di auto in centro storico durante l'ultima notte dell'anno, con il "contributo" dei parcheggiatori abusivi, in barba a ogni normale approccio legato alla mobilità sostenibile, che rimane pure possibile grazie, come detto, all'apertura notturna straordinaria della metropolitana. L'occasione, al contrario, poteva essere propizia per un intervento dell'amministrazione in tutt'altra direzione: la creazione, almeno per una notte, di una grande Zona a Traffico Limitato nel centro storico, con bus navetta da e per i parcheggi scambiatori, in supporto al prezioso collegamento già attivo della metropolitana.

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29 nov 2018

Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti

di Andrea Tartaglia

Piazza Pietro Lupo, grande spazio urbano nel cuore della città di Catania, a pochi metri da via Teatro Massimo, è tornata ad essere oggetto di attenzione da parte dell'Amministrazione Comunale e di alcune associazioni civiche. Ciò da quando, nell'ottobre scorso, il Comune di Catania ha annunciato il suo piano di parcheggi scambiatori, il quale ricomprendeva anche il Parcheggio Lupo. Parcheggio che in quel piano, destinato alla realizzazione di aree di sosta in corrispondenza di nodi di scambio con mezzi pubblici (metro e/o bus), effettivamente stonava non poco, innanzitutto per la evidente mancanza della prerogativa necessaria: sebbene così denominato, infatti, non poteva essere considerato un parcheggio di interscambio, poiché non avrebbe scambiato con alcun mezzo pubblico. I parcheggi scambiatori, infatti, sono normalmente di elevata capacità e siti in aree decentrate in corrispondenza di stazioni ferroviarie, metro o capilinea bus, in modo da agevolare l'intermodalità e incentivare la mobilità sostenibile, anche attraverso tariffazioni convenienti in modo da scoraggiare l'uso del mezzo privato per raggiungere il centro. Tutti aspetti che sarebbero venuti a mancare nel caso del parcheggio Lupo, peraltro a raso, quindi con la prospettiva di una distesa di auto in sosta in superficie in pieno centro. Da qui le varie proteste di diverse associazioni civiche, come CittàInsieme o Legambiente Catania, pronte a dare battaglia affinché si scongiurasse la realizzazione di un grande parcheggio a raso nella piazza. Piazza nella quale insiste un edificio pericolante nonché esteticamente discutibile, che peraltro spezza la piazza in due, noto come "palestra Lupo" poiché in passato fu sede anche di attività sportive (sebbene sorto per altri scopi), successivamente abbandonato e quindi preda del degrado. L'edificio, negli ultimi anni, è stato preso in uso da alcuni volontari che ne hanno fatto la sede per diverse attività civiche lodevoli di supporto al quartiere e alla città, volontari pure allarmati perché il parcheggio a raso avrebbe comportato la demolizione dell'edificio. Negli ultimi giorni si sono susseguite diverse novità importanti: la prima è stata che l'Amministrazione Comunale, convintasi dell'inopportunità del parcheggio a raso, ha deciso di non procedere alla sua realizzazione, avviando contestualmente un'interlocuzione con il gruppo occupante la palestra allo scopo di dargli ufficialmente in gestione la struttura, comunque destinata in futuro a essere demolita in caso di reperimento delle risorse economiche ai fini della totale riqualificazione della piazza. Un'ottima prospettiva, considerando anche che per le attività oggi svolte nell'ex palestra si è manifestata l'intenzione di trovare, nel caso, una nuova sede. Ma eccoci alla seconda novità, che annulla la precedente: proprio in questi giorni l'Amministrazione Comunale ha appurato di non disporre del bene in questione in quanto l'ex palestra, prima di proprietà della Regione, è stata già da anni venduta a privati. Qualcosa che avrebbe dovuto essere già noto e invece si è rivelato essere una scoperta. Per mantenere il proposito di demolirla e riqualificare la piazza, quindi, l'amministrazione comunale dovrebbe trovare ulteriori risorse economiche per l'esproprio e far fronte a eventuali opposizioni. Uno scenario evidentemente inverosimile, soprattutto per l'aggravamento delle esigenze economiche, e quindi nefasto, con la realistica possibilità di vedere piazza Pietro Lupo nel medesimo stato attuale ancora per diversi anni, cioè con un edificio pericolante (e... brutto, si passi il termine poco elegante) attorniato da un disordinato parcheggio a raso (com'è noto, infatti, la superficie della piazza è già utilizzata per questo scopo e la demolizione dell'edificio avrebbe permesso di ricavare alcune decine di stalli in più). Alla luce di questa situazione ingarbugliata, una possibile soluzione è quella -tutta da verificare- già occorsa all'Amministrazione Comunale, per parola dell'Assessore alla Mobilità Arcidiacono. E cioè il ritorno a un progetto che risale ai tempi dell'Amministrazione Scapagnini, ovviamente da ridefinire, vale a dire la realizzazione di un parcheggio interrato in project financing, che potrebbe essere realizzato o dagli stessi attuali proprietari della palestra Lupo, o da nuovi soggetti privati in grado di accollarsi le spese, mediante un nuovo bando. Il project financing, lo ricordiamo, consiste sinteticamente nel permettere a privati, con risorse interamente o in buona parte private, di realizzare un'opera pubblica, avendone poi la gestione per un prestabilito numero di anni, tale da compensare la spesa iniziale e garantire un ritorno economico (senza il quale, com'è ovvio, nessuna opera potrebbe essere realizzata da soggetti privati). Si potrebbe dire: ma se così si facesse, non rimarrebbe sempre il "problema" di avere un parcheggio in centro? E qui occorre compiere un ragionamento utile a fare emergere le enormi differenze tra la prima ipotesi di un parcheggio a raso e quella nuova di un parcheggio interrato in project financing, apparentemente così simili. Partiamo, però, da un dato evidente, poc'anzi accennato, che già da solo potrebbe giustificare la prospettiva di realizzare un parcheggio interrato, e cioè: alla luce di quanto sopra, se non si procede a un bando per un parcheggio interrato in piazza Lupo, quest'ultima -con ogni probabilità- rimarrà così com'è ancora per parecchi anni. E cioè una piazza imbruttita dalla presenza di un immobile degradato circondato da una distesa di auto in sosta in superficie. Un parcheggio interrato, invece, consentirebbe, attraverso un bando ben studiato, di ottenere: la demolizione dell'ex palestra Lupo (previa, ovviamente, ricollocazione in altra sede delle attività che vi si svolgono attualmente); l'eliminazione di tutta la sosta veicolare in superficie: non solo da piazza Pietro Lupo, ma anche, volendo, da piazza Angelo Majorana, via Spadaccini e nel tratto di via Monsignor Ventimiglia compreso tra via Antonino di Sangiuliano e piazza Mario Cutelli; la totale riqualificazione in superficie di tutte le aree interessate dalla rimozione della sosta a raso, con nuovo verde pubblico e tutte le attrezzature che si volessero eventualmente fornire; restituire alla piazza la sua vera funzione di spazio pubblico urbano aperto, attrezzato e godibile, piacevole luogo di incontro e per attività all'aria aperta in piena città. disporre di un'area sicura di raccolta per gli studenti in entrata/uscita dal Convitto Cutelli, accompagnati da genitori col mezzo privato che, attualmente, invadono l'area pedonale di via Teatro Massimo. Si potrebbe quindi ottenere una riqualificazione in superficie di una vasta area che funge da ingresso al centro storico, il cui cuore si raggiunge, infatti, attraverso le vicine via Di Sangiuliano, piazza Cutelli e via Vittorio Emanuele II, estendendo notevolmente l'area pedonale dall'imbocco di via Teatro Massimo a tutta la piazza Lupo, via Spadaccini e via Monsignor Ventimiglia (nel tratto sopracitato), eccezion fatta, naturalmente, per le opportunamente dimensionate corsie di attraversamento carrabile, da limitare all'effettivo ingombro di mezzi in transito, in modo da impedire -anche fisicamente- fenomeni di "sosta selvaggia". Sì, ma come la mettiamo con la presenza del parcheggio in centro? Innanzitutto va considerato che, nell'ipotesi appena formulata, verrebbero meno molti posti auto in superficie. Posti auto che così, semplicemente, si trasferirebbero sottoterra, dando la legittima possibilità a residenti ed esercenti dell'area di poter comunque disporre, all'occorrenza, dell'accessibilità al mezzo privato, che non può totalmente eliminarsi. Il parcheggio, inoltre, sarebbe pertinenziale, non scambiatore (si è già spiegato perché non può essere scambiatore), cioè con una capacità limitata, di pertinenza, o a servizio, solo dell'area interessata. Per intenderci, avrebbe, o supererebbe di poco, la capacità di tutti gli stalli che sarebbero eliminati dalla superficie ma non diventerebbe polo di attrazione di nuovo traffico urbano. Solo a residenti ed esercenti di attività nell'immediata prossimità della piazza il parcheggio offrirebbe tariffe agevolate. Per tutto il resto dell'utenza, la tariffazione sarebbe maggiorata, in modo da scoraggiare il ricorso all'auto privata e incentivando l'uso del mezzo pubblico, pur permettendo comunque facoltà di scelta, fermo restando che l'utenza, in base a orari, circostanze, capacità motorie, trasporto di materiale, etc. può avere effettivamente bisogno di utilizzare un mezzo privato per recarsi sul posto. Va ricordato che, in fin dei conti, non si tratta di una piazza storico-monumentale come invece sono, tra le altre, piazza Università, piazza Duomo o piazza Vincenzo Bellini, già al centro di aree pedonali o zone a traffico limitato. Si tratta, bensì, di una piazza che rimarrebbe comunque attraversata dal traffico veicolare di via Monsignor Ventimiglia, importante arteria di collegamento per raggiungere il porto, via Cardinale Dusmet, la Civita. In definitiva, il bando in project financing permetterebbe di risolvere molte criticità (economiche in primis), eviterebbe il perpetuarsi dell'attuale situazione della piazza, già degradata e che rischia di rimanere in questo stato per molti anni, non avrebbe impatto negativo sul traffico e permetterebbe una radicale riqualificazione delle aree in superficie, tale da dare un nuovo volto e nuovo valore all'intera area. Tutto ottenibile attraverso un bando ad hoc, che dev'essere capace allo stesso tempo di rendere economicamente appetibile l'operazione pur scongiurando eventuali deviazioni dallo scopo dell'intervento: riqualificare un pezzo di città, il che sottintende, ormai, non ostacolare ma anzi essere di supporto alla mobilità sostenibile. Ti potrebbero interessare: Catania, presentato il nuovo piano di parcheggi scambiatori Parcheggio Lupo, Legambiente: «scelta dannosa trasformare la piazza in parcheggio»  

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