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09 dic 2015

Via Umberto pedonale i week-end natalizi

di Amedeo Paladino

Molti catanesi ricordano ancora via Umberto resa pedonale per alcuni mesi nel lontano 1988: una proposta del Sindaco Enzo Bianco alla sua prima esperienza al Palazzo degli Elefanti, da molti osteggiata e definitivamente bloccata dopo poco tempo. Allora la creazione dell'area pedonale di via Etnea e via Umberto fu un'iniziativa innovativa per la nostra città e la marcia indietro si è dimostrata poco lungimirante. In questi anni le istanze dei cittadini per una mobilità nuova e sostenibile si sono fatte sempre più pressanti e le esperienze di molte città italiane dimostrano che restituire lo spazio pubblico ai cittadini, sottraendolo alle auto, migliora la vivibilità della città in termini di salute, relazioni sociali ed economia locale. In una città come Catania, relegata in fondo alla classifica Ecosistema Urbano in base al rapporto di Legambiente che prende in esame 18 indicatori inerenti a qualità dell’aria, gestione delle acque, rifiuti, trasporto pubblico e mobilità, ogni iniziativa tesa a modificare la mobilità catanese fa notizia, raccogliendo opinioni discordanti tra i cittadini. Probabilmente anche la decisione dell'Amministrazione di rendere pedonale via Umberto I per i prossimi due fine settimana sarà da molti accolta positivamente e da altri osteggiata; tuttavia le esperienze del Lungomare Liberato, del Castello Ursino Liberato e di Ursino Buskers ci insegnano che iniziative come questa possono essere una leva per il cambiamento. La chiusura al traffico di via Umberto, nel tratto tra piazza Majorana e via Etnea, avverrà sabato 12 e sabato 19 dalle 16 alle 20 e le domeniche 13 e 20 dalle 9 alle 20: l'istanza di pedonalizzazione era stata avanzata nel mese di settembre dal movimento #salvaiciclisti in occasione della settimana europea della mobilità sostenibile. Per l'occasione l'AMT (Azienda Metropolitana Trasporti) metterà a disposizione un autobus storico, anche un trenino turistico natalizio farà la spola in via Umberto pedonale. Le linee di trasporto urbano il cui percorso insiste su via Umberto saranno dirottate su percorsi alternativi (Corso Italia o Corso Sicilia). La foto di via Etnea affollata di gente lo scorso sabato pomeriggio ci lascia sperare nel successo di via Umberto pedonale.

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07 dic 2015

Gli studenti si mobilitano contro i parcheggiatori abusivi: firma la petizione

di Mobilita Catania

In queste ultime settimane è cresciuta la mobilitazione da parte degli studenti che frequentano il monastero dei Benedettini contro il dilagante fenomeno dei parcheggiatori abusivi, una presenza illegale e invasiva: in alcuni casi dalla richiesta del pagamento della sosta si è passati all'aggressione fisica. Per reagire a questa situazione di illegalità è appena nato il movimento Monastero Abusivo il quale chiede con forza la liberazione dai parcheggiatori abusivi dell'area antistante il Monastero dei Benedettini e la relativa riqualificazione della piazza che attualmente è utilizzata abusivamente come parcheggio. La stessa sorte è riservata ai marciapiedi completamente occupati dalle auto che non consentono neanche il passaggio dei pedoni. I ragazzi hanno lanciato una petizione on line per chiedere all'Amministrazione attenzione riguardo il problema, ecco il testo: Stanchi dell'indifferenza dilagante che contraddistingue noi studenti di scienze umanistiche, abbiamo deciso di portare avanti un'iniziativa atta a contrastare il fenomeno del pizzo di strada. Alla luce dei video che circolano in rete con l'hashtag #monasteroabusivo #noncisto. Non ci mettiamo la faccia solo online ma ci facciamo sentire coi fatti.   Anche la redazione di Mobilita Catania si unisce al loro appello ed invita tutti i lettori a firmare la petizione.

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26 nov 2015

Una nuova area parcheggio in centro: sarà gestita da SoStare

di Amedeo Paladino

La Giunta comunale di Catania ha destinato con apposita delibera un'area, quella cosiddetta "del Pino", nel centro di Catania, a parcheggio. Sarà gestito dalla SoStare SrL, società partecipata del Comune che si occupa già della gestione delle Strisce Blu. L'area, in comodato d'uso e in via sperimentale, riguarda un appezzamento di terreno di 6.500 metri quadrati tra le vie Monsignor Ventimiglia, Teocrito e Maddem. Il parcheggio garantirà 250 posti, l'ingresso e l'uscita saranno controllate da sbarre automatiche; la conversione dell'area in parcheggio avverrà entro poche settimane. Di seguito l'area individuata per l'implementazione di un parcheggio di destinazione gestito dalla Sostare S.r.l., limitrofa alla Fiera di piazza Carlo Alberto e al Corso Sicilia: "La tendenza - ha spiegato l'assessore al Patrimonio Giuseppe Girlando - a destinare questo terreno a parcheggio era emersa nel corso di una riunione nella sede dell'assessorato alle Attività produttive. Riteniamo che con questi nuovi spazi si otterranno da una parte un maggiore ordine nella zona, dalla circolazione congestionata, e dall'altra effetti positivi per le attività commerciali del centro storico. Sostare si occuperà di far diventare quest'area un vero e proprio parcheggio recintato e lo gestirà, in una prima fase, per almeno due anni". Coerentemente al Piano Generale del Traffico Urbano, adottato dal Comune di Catania nel 2012 con votazione del Consiglio Comunale, il nuovo parcheggio dovrebbe essere utilizzato in sostituzione degli spazi di sosta su strada: obiettivo primario è infatti la riduzione dell'offerta di sosta al fine di migliorare la qualità ambientale della città, in particolare del centro storico. Questo l'obiettivo generale per migliorare la mobilità cittadina, ma la delibera comunale lascia qualche dubbio in merito al suo obiettivo, visto che può facilmente connotarsi come un ennesimo incentivo all'utilizzo del mezzo privato a discapito di quello pubblico o di altre forme di mobilità alternativa (pedonale, ciclabile, etc.), contemplando anche l'impiego di parcheggi scambiatori più periferici. Attualmente l'offerta totale di sosta è di 60 mila stalli, di cui 8 mila circa gestiti da Sostare.

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24 nov 2015

Trasporto pubblico e mobilità pedonale, due elementi connessi: come agire

di Amedeo Paladino

In riferimento alla campagna #siamotuttipedoni, che in queste settimane stiamo approfondendo con una serie di articoli (qui la presentazione e un'analisi sullo stato di fatto), trattiamo il tema dell'accessibilità pedonale al trasporto pubblico. Pedoni e trasporto pubblico: due elementi della mobilità che generano un circolo vizioso, proveremo a spiegarvi i motivi. Ogni spostamento su mezzo pubblico comincia e finisce con uno spostamento pedonale. L’integrazione tra mobilità pedonale e trasporto pubblico è fondamentale: migliorare l’accessibilità ai sistemi di trasporto pubblico è un’azione complementare e sinergica sia per promuovere la mobilità pedonale come modo alternativo di trasporto, sia per favorire il riequilibrio modale a favore dei sistemi collettivi. Se le persone non percepiscono sicurezza e comfort nelle fermate e nelle stazioni, sceglieranno probabilmente di spostarsi con l’auto individuale. D’altra parte, al crescere del numero di auto in circolazione si riducono le condizioni che favoriscono la mobilità pedonale: una buona dotazione infrastrutturale e una buona regolamentazione della mobilità pedonale rende più attrattivo l’uso del mezzo pubblico. Il miglioramento dei percorsi pedonali di accesso ai nodi del trasporto pubblico dell’accessibilità ha l’effetto di aumentare la distanza che un utente è disposto a percorrere per raggiungere la fermata e dunque ha l’effetto di aumentare il bacino di copertura o area di influenza di ogni fermata. La conseguenza è un aumento della domanda potenzialmente attraibile per effetto della migliore accessibilità, oppure la possibilità di aumentare la distanza media tra le fermate e dunque la velocità commerciale del servizio, determinando sempre un aumento della domanda potenziale. [Piano Generale del Traffico Urbano del Comune di catania adottato con delibera della Giunta Municipale n 522, del 07.11.2012] Un particolare elemento lo riveste il comfort delle fermate: le pensiline dovrebbero essere protette dagli agenti atmosferici e accessibili, dovrebbero inoltre fornire all'utente informazioni di viaggio, anche per non udenti. Al momento le fermate dell'AMT di tutte queste caratteristiche sono quelle del BRT (Due Obelischi- piazza Stesicoro)e poche altre; un parziale miglioramento è seguito all'installazione di 173 paline elettroniche. Tuttavia lo standard è ancora molto basso: solo il 10% delle fermate sono dotate di palina elettronica con sistema di informazione all'utente, e il 19% di pensilina e panchine per l'attesa ( come riportato nella Carta dei Servizi AMT); se a questo dato si aggiunge il recente furto di alcune tabelle presso le fermate di Cibali la qualità del servizio si abbassa ulteriormente. Un'analisi a parte merita la mancanza di controllo della sosta irregolare in corrispondenza delle fermate, che costringe gli utenti- cittadini a scendere sulla carreggiata per poter accedere al mezzo pubblico. Un problema che potrebbe essere risolto attraverso le sanzioni elevate dalla Polizia Municipale, anche attraverso il sistema dello street control, oppure creando delle penisole di fermata con l'utilizzo di cordoli, oppure con l'avanzamento dell'area di attesa degli utenti (un approfondimento in questo articolo). Gli ostacoli alla mobilità pedonale e l'efficienza del trasporto pubblico sono quindi strettamente connessi: bisogna quindi agire a livello gestionale attraverso le sanzioni ai veicoli che intralciano i percorsi pedonali, e migliorare contemporaneamente la qualità dei servizi offerti dalle aziende di trasporto pubblico.  

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19 nov 2015

Corso Martiri della Libertà, il progetto presentato a Milano: consulta i dettagli e le foto

di Amedeo Paladino

Oggi presso la Triennale di Milano durante la dodicesima edizione di Urbanpromo, evento nazionale di riferimento per il marketing urbano e territoriale organizzato dall’Istituto Nazionale di Urbanistica e da Urbit, verrà presentato il progetto di riqualificazione di Corso Martiri della Libertà, curato dallo studio dell'architetto Mario Cucinella. L'ampio asse viario che collega la piazza dov’è sita la Stazione Centrale delle Ferrovie dello Stato al centro storico è caratterizzato dall'incuria e dal degrado dei lotti che lo compongono. Quest’area di Catania appariva densamente costruita sino alla metà del Novecento, facendo parte del grande quartiere di San Berillo: dallo sventramento operato negli anni '50, che ha causato un contenzioso tra la Istica (Istituto Immobiliare di Catania) e il Comune di Catania che si conclude nel 1991, passando per il progetto (poi scartato) dell'architetto  Massimiliano Fuksas, il piano di risanamento ha caratterizzato l'ultimo mezzo secolo della storia di Catania. Il progetto che sarà presentato oggi a Milano, alla presenza dell'assessore all'urbanistica di Catania Salvo Di Salvo,  è stato curato dallo studio Mario Cucinella Architecs prevede distinte destinazioni d’uso: resindenziale, culturale, commerciale, ricettivo-alberghiera, ampie aree verdi attrezzate e un percorso ciclo-pedonale. Attualmente si attende il rilascio delle concessioni edilizie per l'inizio dei lavori delle opere di primaria urbanizzazione, che dovrebbe avvenire entro la fine del 2015, previa parere dell'Anac sull'affidamento dei lavori. Potete consultare i dettagli e le foto del progetto cliccando sul link della scheda opera, di seguito riportato: Catania, il progetto di Corso Martiri della Libertà

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17 nov 2015

VIDEO | La città come un percorso a ostacoli: i quotidiani problemi dei pedoni

di Davide D'Amico

Il Comune di Catania aderisce alla campagna nazionale "Siamo tutti pedoni" con l'obiettivo di richiamare l’attenzione sulle tragedie che coinvolgono ogni giorno quanti scelgono di muoversi a piedi in città. Bene, bravi, bis! Peccato però che nei fatti l'attenzione riservata al pedone sia assolutamente inesistente. Chi sceglie di avventurarsi a piedi per le vie del centro e della periferia, per raggiungere il luogo di lavoro o semplicemente per godere dei benefici derivanti da una passeggiata, deve fare i conti con insidie degne di una caccia al tesoro: marciapiedi dissestati, sporchi, e/o occupati dalle automobili, tombini traballanti, attraversamenti pedonali ad alto potenziale di pericolosità, scarsa presenza di semafori pedonali, strisce pedonali scolorite, carenza di illuminazione stradale e dei marciapiedi. Per ipo e non vedenti la vita è davvero un inferno. Ecco il video del nostro lettore Marco Grasso. Il tragitto quotidiano da via Orto dei Limoni alla Cittadella Universitaria è un percorso a ostacoli: carenze infrastrutturali- marciapiedi dissestati, stretti o assenti e per niente in continuità- e carenze gestionali- auto in sosta sui marciapiedi e sugli attraversamenti pedonali.  Le foto estratte dal video mostrano tutti gli ostacoli del percorso: Quali soluzioni adottare per rendere meno dura la vita dei pedoni a Catania? Curiosando nel web ho trovato alcuni ottimi suggerimenti. Innanzitutto occorre partire dal presupposto che la visibilità degli attraversamenti pedonali dovrebbe costituire uno dei più rilevanti criteri progettuali: potrebbe essere utile l'introduzione di isole salvagente dove necessario, di elementi luminosi di arredo urbano. Per chi è costretto in carrozzina, di rampe di accesso aventi pendenze mai superiori all’8%. Per le utenze ipo/non vedenti, l’introduzione di percorsi tattili, dispositivi acustici o tattili ai semafori ed uno spazio di accesso separato rispetto alle rampe (gradino o normale marciapiede) . L'introduzione poi di segnaletica orizzontale supplementare per l’indicazione della provenienza del traffico veicolare (del tipo “look right”) è da ritenersi di grande aiuto anche (e non solo) per i non udenti. Perchè non puntare poi su attraversamenti pedonali con sfondo colorato già in uso in molte altre città italiane? La maggior parte dei semafori pedonali dovrebbe essere dotata di dispositivi con il countdown, che lasciano alla consapevolezza del pedone la decisione riguardo all'avvio o meno dell’attraversamento, L’introduzione di semafori con tecnologia LED dovrebbe essere, quindi, incoraggiata il più possibile a Catania. In questo senso qualche passo in avanti è stato compiuto ma la strada da percorrere è ancora molto lunga.   Ti potrebbero interessare:  Catania non è una città per pedoni: MOBILITIAMOCI

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