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10 giu 2019

Il traffico è una piaga: Tom Tom certifica la “cattiva” mobilità di Catania

di Amedeo Paladino

La società olandese ha pubblicato il suo annuale rapporto che monitora la congestione stradale di 403 città in 56 paesi nel mondo; attraverso l’analisi di trilioni di dati anonimi trasmessi dai navigatori Gps si è in grado di analizzare quanto il traffico incide nei tempi di percorrenza in città. La classifica è stilata confrontando i tempi di percorrenza reali nei momenti più calmi della giornata con quelli delle ore di punta, includendo strade urbane, arterie e autostrade. A livello mondiale spicca l’area urbana di Mumbai in India, seguono Bogotà, capitale della Colombia e la città peruviana di Lima. In Italia il primato spetta alla capitale Roma, seguita dalle siciliane Messina e Palermo.  Catania segue Milano e Napoli nella classifica italiana, attestandosi al 129esimo posto nel ranking mondiale: un dato significativo e preoccupante che conferma la "cattiva" mobilità del territorio catanese. Andando nel dettaglio il livello di congestione durante tutta la giornata è del 28%, ciò significa che durante le ore di punta della mattina e della sera un automobilista catanese rimane fermo negli ingorghi per un tempo medio di 14/15 minuti ogni mezz'ora di percorrenza. La congestione è maggiore nelle ore serali del rientro, leggermente inferiore, invece, la mattina; tra le curiosità del rapporto Tom Tom Traffic Index, il giorno peggiore per gli automobilisti catanesi che nel 2018 è stato il 19 marzo. Aldilà dei luoghi comuni il traffico è una vera piaga per la salute e l’economia, incidendo pesantemente sul prodotto interno lordo della nostra nazione e sulle casse comunali. Il libro bianco dei trasporti in Italia commissionato e redatto da Confcommercio stima che la velocità media dei veicoli nel traffico è di 15 km/h, che diventa 7 km/h nelle ore di punta, un dato paradossale che ci riporta al Settecento quando il mezzo di trasporto era il cavallo e che dimostra come sia la bicicletta il mezzo più efficiente in città.  

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24 nov 2017

Una cura dimagrante per la città di Catania: il traffico perennemente sull’orlo della crisi

di Amedeo Paladino

Ci sono quelle giornate in cui gli automobilisti rinnegano l'utilizzo del proprio veicolo, maledicendo il traffico ancor di più di quanto già non facciano il resto dell'anno, proprio come è accaduto mercoledì e giovedì pomeriggio. Per ore migliaia di malcapitati sono rimasti in coda sulla circonvallazione di Catania e in viale Mediterraneo, in uscita da Catania: ieri a causa di un mezzo in fiamme, mentre mercoledì la causa potrebbe essere da ricercare nella chiusura di alcune strade nei pressi dello stadio Cibali. Una storia che si ripete spesso, tanto da poter dire che il traffico di Catania è perennemente sull'orlo della crisi: un restringimento di carreggiata o un incidente, per quanto eventi banali, possono far precipitare la viabilità della città e dell'hinterland. Per fotografare la situazione del traffico basta affidarsi ai dati registrati dall'Università di Catania attraverso i sensori collocati nelle strade principali: in un giorno feriale medio 300mila veicoli entrano in città, dei quali il 68% automobili, il 5% motocicli, il 14% veicoli commerciali leggeri, l’8% veicoli commerciali pesanti, il 5% autobus, circa 600.000 spostamenti al giorno sono invece interni al perimetro cittadino. Un altro preoccupante dato è quello che emerge dall'annuale rapporto della società Tom Tom che monitora la congestione stradale nelle maggiori città del mondo: l'analisi evidenzia che l'automobilista catanese trascorre ogni giorno mediamente 26 minuti fermo nel traffico, restando "imbottigliato" 101 ore l'anno (Tom Tom Traffic Index 2016). Di fronte a questi dati appare chiaro che la nostra città non possa più sopportare questa mole di veicoli che causa inquinamento atmosferico e acustico e conseguentemente peggiora la qualità della vita dei cittadini. La soluzione più intuitiva da individuare potrebbe essere quella di costruire nuove strade e allargare le carreggiate, con il vano obiettivo di fluidificare il traffico. Permetteteci la metafora azzardata: è come risolvere il problema dell'obesità, acquistando dei pantaloni più larghi. Il percorso da intraprendere è invece invertire la rotta e dare sempre meno spazio ai mezzi privati, mettendo in cima alla scala delle priorità i pedoni, i ciclisti e il trasporto pubblico. I primi passi concreti sono stati già fatti, ma il percorso è ancora lungo. Il 2017 sarà infatti ricordato come un anno importante per lo sviluppo infrastrutturale del territorio catanese: con la messa in esercizio della tratta di metropolitana Nesima-Stesicoro sono stati fatti notevoli passi in avanti per la mobilità. Il programma di allungamento della linea è stato già tracciato e abbiamo ragionevoli motivi per credere che entro il 2024 Catania sarà servita da 19,4 km di metropolitana con 23 stazioni da Misterbianco e l'Aeroporto. Anche le nuove stazioni del passante ferroviario, Ognina e Europa, a cui a breve si aggiungerà Picanello, sono mattoni per lo sviluppo delle infrastrutture catanesi. Ma la "cura del ferro" da sola non basta se non accompagnata da misure complementari e integrate per modificare le abitudini di spostamento dei cittadini di Catania e dell'hinterland. Bisogna disincentivare l’uso del trasporto privato, usando la leva tariffaria della sosta in modo da rendere più conveniente lasciare l'auto nei parcheggi d'interscambio di cui la città è dotata (Fontanarossa, Due Obelischi, Santa Sofia, Nesima), scambiando con il trasporto pubblico. Contestualmente alla sviluppo delle infrastrutture e al miglioramento dell'offerta di trasporto pubblico, bisogna ampliare le ZTL e le zone 30; occorre mettere in opera una rete ciclabile che dia alla bicicletta la dignità di mezzo di trasporto. Ritornando alla metafora del traffico e dell'obesità, è necessaria una cura dimagrante: un pacchetto di misure integrate che perseguano l'obiettivo di diminuire gli spostamenti in auto e naturalmente occorre il coraggio politico e la competenza di amministratori e dirigenti. Facciamo nostre le parole dell'urbanista americano Fred Kent: "Se progettate le città per le auto e il traffico, avrete come risultato auto e traffico; se progettate per le persone e gli spazi pubblici, avrete persone e spazi pubblici" Ti potrebbe interessare:  Traffico, inquinamento e il futuro della mobilità di Catania: alcune domande al professore Inturri        

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23 mar 2016

Congestione stradale: Catania segue Milano, venerdi il giorno peggiore | Tom Tom Traffic Index 2016

di Amedeo Paladino

La società olandese ha pubblicato il suo annuale rapporto che monitora la congestione stradale in 295 aree urbane sparse in 38 Paesi; attraverso l'analisi di 14 trilioni di dati anonimi trasmessi dai navigatori Gps si è in grado di analizzare quanto il traffico incide nei tempi di percorrenza in città. Il Tom Tom Traffic Index 2016 presentato in questi giorni si basa sulle rilevazioni del 2015;  sono state divise le città per numero di abitanti: le metropoli con più di 800 mila abitanti e le città più piccole. La classifica è stilata confrontando i tempi di percorrenza reali nei momenti più calmi della giornata con quelli delle ore di punta, includendo strade urbane, arterie e autostrade. A livello mondiale spicca l'area urbana di Città del Messico, seguono Bangkok e la città polacca di Łódz. In Italia il primato spetta a Palermo, penalizzata dai cantieri del passante ferroviario e del tram, infrastrutture che comunque sono destinate a migliorare la mobilità del capoluogo siciliano, come è avvenuto a Milano dove investire sul trasporto pubblico ha permesso alla città lombarda di scendere dal 3° al 5° posto tra le città italiana. Catania segue Milano nella classifica italiana, confermandosi tra le prime posizioni come l'anno scorso: un dato significativo e preoccupante visto che le due città sono molto diverse per numero di abitanti e ampiezza dell'area metropolitana. L'esperienza quotidiana degli automobilisti catanesi è confermata dai dati della società olandese. Andando nel dettaglio sono 94 le ore che annualente si perdono nel traffico; il livello di congestione durante tutta la giornata è del 27%,  ciò significa che durante le ore di punta della mattina e della sera un automobilista catanese rimane fermo negli ingorghi per un tempo che si aggira intorno ai 24 minuti per ogni ora di percorrenza. La congestione è maggiore nelle ore serali del rientro, in particolare il venerdi, mentre il lunedi mattina il traffico è più modesto; nel 2015 è stato il 21 ottobre il giorno peggiore. Aldilà dei luoghi comuni il traffico è una vera piaga per la salute e l'economia, incidendo pesantemente sul prodotto interno lordo della nostra nazione e sulle casse comunali. Il libro bianco dei trasporti in Italia commissionato e redatto da Confcommercio stima che la velocità media dei veicoli nel traffico è di 15 km/h, che diventa 7 km/h nelle ore di punta, un dato paradossale che ci riporta al Settecento quando il mezzo di trasporto era il cavallo e che dimostra come sia la bicicletta il mezzo più efficiente in città. Come sconfiggere la congestione stradale: secondo Nick Cohn, Senior Traffic Expert della società TomTom Gli studi dimostrano che costruire nuove strade e autostrade non elimina il traffico [...] molti governi e amministrazioni stanno attuando politiche di mobilità sostenibile, come il miglioramento del trasporto pubblico, e investendo sulla mobilità ciclistica e pedonale        

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29 dic 2015

#RESPIRIAMO | Di traffico si muore: le cifre di un disastro

di Amedeo Paladino

Di traffico si muore non è solo una provocazione. L'emergenza smog che sta coinvolgendo le grandi città italiane in queste settimane ha riportato in prima pagina e come prima notizia dei telegiornali nazionali i pericoli per la salute dei cittadini provocati dalla pessima qualità dell'aria. Gli italiani da 50 anni sono stati abituati colpevolmente dai governi nazionali e dalle amministrazioni locali a considerare l'auto un bene essenziale per la vita quotidiana; le politiche adottate sono state improntate sul mezzo privato, disincetivando il trasporto pubblico  e rendendo impossibile muoversi in bici o semplicemente a piedi. Decenni di disattenzione politica verso un altro tipo di mobilità ci ha condotti nella situazione odierna. Lasciamo parlare i numeri di questo disastro della mobilità. 8220 decessi prematuri l’anno, solo nelle 13 principali città italiane, attribuibili a concentrazioni di PM10 superiori ai 20 μg/m3. Circa 60.000 vittime l'anno in tutto il Paese per esposizione a concentrazioni elevate di PM2,5. 3381 i morti sulle strade italiane nel 2014, 251.147 i feriti (molte dei quali permanenti), 1175 gli incidenti nel territorio catanese da cui ne sono derivati 18 morti: la nostra città è seconda in questa triste classifica per indice di mortalità (numero di morti  sul totale degli incidenti) e per numero di morti in rapporto al numero degli abitanti. [Catania non è una città per pedoni: MOBILITIAMOCI] 350 € ogni anno è  il costo  sociale  unitario  dovuto  agli  incidenti  stradali, cioè sopportato da ciascun abitante di Catania secondo il rapporto Cittalia 2009. 54  µg/m3 (microgrammi per metro cubo) il livello di biossido di azoto rilevato a Catania nel 2014, superando il limite imposto dalle direttive europee come soglia oltre il quale la salute dei cittadini è gravemente compromessa. [Smog, nonostante i divieti continuano i pericoli per la salute] Un automobilista catanese secondo la ricerca Tom Tom Traffic Index trascorre bloccato negli ingorghi tra i 22 e i 26 minuti ogni ora di percorrenza: 15 kmh è la velocità media degli spostamenti in auto nelle aree urbane, nelle ore di punta si scende a 7kmh. [Quanto tempo perdono gli automobilisti catanesi nel traffico: ce lo dice il TomTom Traffic Index] A Catania nell’ora di punta di un giorno feriale medio sono circa 27.000 veicoli che insistono su circa 10 direttrici principali: il  costo  della  congestione,  in  termini  di  valore  del  maggior  tempo necessari o per gli spostamenti a Catania èdi circa 60 milioni di euro all'anno; il costo per il possesso e il mantenimento di un’auto utilitaria è di circa 500 € al mese. Stando ai dati dell’ACI il tasso di motorizzazione a Catania è di 61 auto ogni 100 abitanti: il 20% di questi veicoli, ovvero 40 mila, sono non catalizzati. Nelle aree urbane d’Italia circa il 50% degli spostamenti hanno un lunghezza inferiore ai 2 km, meno di mezzora a piedi, eppure solo il 20% degli spostamenti sono fatti a piedi (il 16% in Sicilia). Il 35% della popolazione è esposto a una rumorosità da traffico stradale superiore ai livelli di tolleranza per la salute umana. Quasi 4 bambini su 10 (37,3%) tra i 6 e i 9 anni sono in sovrappeso o obesi a causa della cattiva alimentazione e della quasi totale assenza di attività fisica. Circa il 90% dei bambini va a scuola in auto anche se l’istituto dista solo pochi minuti a piedi da casa. Catania è  la seconda città metropolitana  in Italia in termini di densità di superficie di centri commerciali rispetto al numero di abitanti: luoghi di consumo accessibili solo tramite l'auto, una delle cause che mettono in crisi il commercio locale della città. Catania occupa il 100° posto (su 104) nella classifica del rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente: in questa ricerca la nostra città occupa le ultimissime posizioni per lunghezza delle infrastrutture ciclabili, spazi verdi e aree pedonali. [Vivibilità Catania: un disastro su tutti i fronti, il Rapporto Ecosistema Urbano] Questo il quadro abbastanza esaustivo di quella che non è un'emergenza derivante da condizioni meteorologiche contigenti, ma una situazione strutturale che gli amministratori hanno il dovere di modificare per preservare il bene primario della salute dei cittadini. Cito le parole dell'attento e puntuale Manuel Massimo della rivista online BikeItalia.it: "vogliamo tornare a camminare, pedalare e respirare per le strade a pieni polmoni: è un nostro diritto di cittadini, abbiamo il dovere di impegnarci in prima persona per eliminare lo smog che è dentro di noi e disegnare nuovi orizzonti di mobilità nuova." L'associazione Salvaiciclisti Roma oggi 29 dicembre alle ore 11.00 lancerà su Twitter un tweetstorm con gli hashtag #USALABICI e #RESPIRIAMO, chiedendo a Governo e Ministri dell’Ambiente e dei Trasporti (@matteorenzi @glgalletti @graziano_delrio ) di attuare provvedimenti immediati: Mobilita Catania si associa all'iniziativa e invita tutti i lettori e i cittadini a partecipare. Bibliografia: Non è solo smog di Alberto Fiorillo, l'Espresso Lo smog che è dentro di noi di Manuel Massimo, BikeItalia.it Piano Generale del Traffico Urbano, Comune di Catania, 2012    

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07 mag 2015

Quanto tempo perdono gli automobilisti catanesi: ce lo dice il Tom Tom Traffic Index.

di Amedeo Paladino

La società olandese ha pubblicato il suo annuale rapporto che monitora la congestione stradale in quasi 200 città in tutto il mondo; attraverso complesse misurazioni si è in grado di analizzare quanto il traffico incide nei tempi di percorrenza in città. Il Tom Tom Traffic Index presentato alcune settimane fa si basa sulle rilevazioni del 2014;  sono state divise le città per numero di abitanti: le metropoli con più di 800 mila abitanti e le città più piccole. Ecco allora i risultati: Istanbul risulta la città più congestionata al mondo, seguita da Città del Messico e Rio de Janeiro; la prima città italiana è invece Roma dove ogni anno gli automobilisti perdono 93 ore fermi negli ingorghi. Nella classifica italiana seguono poi Milano, Napoli e Torino; nella classifica delle città con meno di 800 mila abitanti a livello mondiale spicca invece Palermo in cui nell'ora di punta un automobilista rimane 37 minuti in coda per ogni ora di percorrenza. Tra le città monitorate Catania non è tra le più virtuose, si colloca infatti al 72° posto nel mondo, al 5° posto in Italia e al 2° considerando solo le città con meno di 800 mila abitanti nel territorio italiano. Aldilà della classifica occorre analizzare i dati riguardanti i flussi giornalieri di veicoli: il livello di congestione durante tutta la giornata è il 27%, più approfonditamente durante le ore di punta della mattina e della sera un automobilista catanese rimane fermo negli ingorghi per un tempo che si aggira tra i 22 e i 26 minuti per ogni ora di percorrenza. Il traffico catanese secondo il Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU), redatto nel 2012 e approvato nel 2013 dal Consiglio Comunale, grava sulle casse della città per una cifra di circa 60 milioni di euro ogni anno in termini di congestione e incidentalità stradale, spesa sanitaria, inquinamento e manutenzione stradale. L'indirizzo che l'Amministrazione catanese dovrebbe intraprendere per migliorare la mobilità catanese deve porre tra le priorità il miglioramento del trasporto pubblico, un piano di ZTL, pedonalizzazioni e zone 30, un piano sulla mobilità ciclistica, bike sharing e car sharing, di pari passo a disincentivi all'utilizzo dell'auto, partendo da una revisione della tariffazione della sosta, già da alcuni mesi annunciata dall'Assessorato competente.

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