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27 nov 2019

Il Metrobus Christmas funziona solo ampliando ZTL e aree pedonali

di Mobilita Catania

Finalmente una card unica per il trasposto pubblico. Il circolo Legambiente di Catania plaude all’iniziativa promossa da AMT ed FCE che prevede la possibilità di viaggiare per un mese, in occasione delle festività natalizia, su bus e metropolitana con la Christmas Card dal costo di 15 euro. «E’ una iniziativa che aspettavamo da tempo – afferma la presidente del circolo di Legambiente Catania, Viola Sorbello - e che va nelle giusta direzione di incentivare l’uso del trasporto pubblico integrato e lasciare l’auto a casa o nei parcheggi scambiatori. Un altro tassello sulla strada della mobilità sostenibile, non certo “inventato” a Catania, ma senz’altro atteso da tempo. Ci auguriamo adesso che questa “sperimentazione” possa avere applicazione anche in tutti gli altri periodi dell’anno». Il Metrobus Christmas è una «goccia nel deserto della mobilità sostenibile catanese – aggiunge Legambiente– che adesso non va vanificata. Per questo chiediamo all’amministrazione comunale ed in particolare all’assessore alla Mobilità, Giuseppe Arcidiacono e a quello alle Attività Produttive, Ludovico Balsamo, di attuare politiche effettive di disincentivo all’ingresso e all’uso delle auto in città per rendere efficace lo sforzo delle aziende del trasporto pubblico locale. Siamo un po’ preoccupati, infatti, sul permissivismo e il lassismo in tema di sosta selvaggia e violazione di Ztl ed aree pedonali che già viviamo durante tutto l’anno e che nel periodo natalizio, senza una seria e forte azione di contrasto, rischia di trasformare il centro città in un caos di automobili dannoso sia per il commercio che per la possibilitá di fruire in serenità, da parte di cittadini e turisti degli eventi programmati per le festivitá natalizie. É risaputo come l'incentivazione del trasporto pubblico senza la contemporanea adozione di misure di disincentivazione del trasporto privato rischiano di non produrre gli effetti sperati ». Legambiente ricorda che «serve una seria politica di creazione di Ztl, tema su cui possiamo prendere l’esempio anche da Palermo, dove l’Amministrazione comunale difende con forza le scelte anche sulle zone a traffico limitato notturne. Serve il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, utile anche per progettare una rete di piste ciclabili inserite dentro un contesto integrato. Insomma, la Christmas Card va nella giusta direzione, ma sul fronte della mobilità sostenibile c’è ancora tanto da fare per far sì che Catania perda il triste primato dell’uso dell’auto privata». Ti potrebbe interessare: Il centro di Catania è più comodo ed economico da raggiungere in bus e metro: arriva il Metrobus Christmas  

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22 nov 2019

Catania attende la Linea B della metropolitana: l’infrastruttura c’è, ma non il servizio

di Mobilita Catania

Nel recente incontro organizzato da CittàInsieme e Mobilita Catania è stato tracciato il futuro della mobilità di Catania, insieme con i responsabili istituzionali a vario titolo coinvolti sull’argomento. Pubblichiamo il secondo approfondimento sugli spunti emersi durante il dibattito. Catania è attanagliata dal traffico e il veicolo privato rimane la prima scelta per muoversi nell’area metropolitana da parte dei cittadini tanto del capoluogo come del suo hinterland, soprattutto per la mancanza di valide alternative attraverso mezzi pubblici. Se sulla dorsale centro-periferia nordoccidentale, da quasi tre anni, esiste l’ottimo servizio della metropolitana, che non a caso registra una crescita costante di utenza (si viaggia verso i 7 milioni di passeggeri nel 2019), lo stesso non può dirsi per le altre direttrici di accesso, attraversamento e uscita dalla città. In realtà esiste già una seconda linea ferrata che può offrire un servizio di tipo metropolitano lungo tutta la fascia orientale ed è rappresentata dal passante ferroviario di Catania. Questa infrastruttura nasce sul tracciato ferroviario già esistente, lungo l'asse Messina-Siracusa, seguendo in buona parte (soprattutto nel tracciato a nord della stazione centrale di Catania) la linea della costa jonica. Il progetto, dopo le molteplici approvazioni, entrò in fase attuativa in sordina, con lavori portati avanti e conclusi con estrema lentezza. La consegna della tratta Catania Ognina-Catania Centrale, infatti, completa delle nuove fermate e a doppio binario (dove, invece, il binario era unico), era prevista inizialmente per fine 2009, fu successivamente rinviata alla fine del 2012 e ulteriori rallentamenti ne impedirono l’ultimazione ancora per diversi anni. Finalmente, solo tra i mesi di giugno 2017 e dicembre 2018 è avvenuta l’attivazione del doppio binario sul tratto Ognina-Catania Centrale e sono state aperte al pubblico le nuove fermate ferroviarie urbane di Europa, Picanello e Ognina. Questo significa che Catania, già da parecchi mesi, dispone di una linea ferroviaria costiera così strutturata, nell’area metropolitana compresa tra Acireale e Lentini: Acireale Cannizzaro Catania Ognina Catania Picanello Catania Europa Catania Centrale Catania Acquicella Catania Aeroporto (in fase di realizzazione) Bicocca - Zona Industriale  Lentini Tra le stazioni citate, figura l'attesa nuova fermata di Fontanarossa, al servizio dell'aeroporto internazionale di Catania, alla quale abbiamo dedicato un approfondimento legato alla scelta della localizzazione, attualmente nelle immediate vicinanze del nucleo aeromobili della Guardia Costiera, a nord dell’aeroporto, e non all'interno del grande parcheggio scambiatore “Fontanarossa”, dove si integrerebbe fisicamente con la futura stazione della metropolitana "Santa Maria Goretti" che qui sarà realizzata. Tra un paio d'anni, inoltre, potrà aggiungersi anche la nuova fermata Acireale Cappuccini, a nord dell'attuale, verosimilmente destinata a maggior successo rispetto all'unica stazione oggi presente nella cittadina dei cento campanili, poiché sorgerà in centro, a differenza dell'altra situata perifericamente. È evidente, quindi, l’enorme potenzialità di questa linea che, con le sue diverse fermate in ambito urbano, può offrire un servizio anche di tipo metropolitano oltre che per il trasporto regionale, come già avviene in altre grandi città italiane come Palermo, Napoli e Roma, ad esempio. Qui, però, casca l’asino: il servizio metropolitano, infatti, a Catania non c’è. I treni che fermano presso tutte le fermate sopra riportate sono unicamente treni regionali in servizio lungo la tratta Messina-Siracusa, che non offrono certamente né frequenze né tariffe adatte al trasporto metropolitano. Non solo: la stazione di Catania Acquicella, a servizio di un intero popoloso rione cittadino ma anche del grande cimitero monumentale di Catania, è e rimane inopinatamente chiusa. Mentre la stazione di Bicocca, potenzialmente una delle più importanti perché a servizio della zona industriale e quindi di migliaia di lavoratori, a cui oltretutto sarebbe opportuno affiancare un servizio navetta per i vari stabilimenti industriali (su modello del riuscitissimo Metro Shuttle Milo-Santa Sofia), non solo è servita da pochi treni al giorno, ma addirittura sono solo due gli orari disponibili per chi, da o per Bicocca, volesse scendere in una stazione diversa da Catania Centrale. Ad esempio, un lavoratore di Picanello che volesse andare al lavoro alla zona industriale in treno, potrebbe farlo esclusivamente alle 5:53 e alle 07:06 del mattino, per poter effettuare lo stesso tragitto di ritorno solamente alle 07:24 e alle 17:35. Ogni altra soluzione (comunque numericamente limitatissima) comporterebbe un cambio a Catania Centrale e tempi di percorrenza dell’intero tragitto variabili tra circa mezz’ora a oltre un’ora, a fronte del poco più di un quarto d’ora che è sufficiente con un collegamento diretto. Se qualcuno trova un altro modo per raggiungere la zona industriale di Catania da Picanello (od Ognina) in così pochi minuti, anche in orario di punta, ci faccia sapere... Va meglio, ma sempre con grossi limiti, sulla tratta Catania Centrale–Catania Ognina: qui i treni che fermano in tutte le stazioni sono 18 al giorno, ma se vi sembrano molti pensate che la metropolitana di Catania effettua mediamente circa 150 corse al giorno, con servizio dalle 6:40 alle 22 (dalle 8:30 la domenica). I costi? La singola corsa dei treni del passante ferroviario nel solo ambito urbano costa 1,70 euro. Andata e ritorno, quindi, 3,40 euro (mentre il biglietto giornaliero della metro costa appena due euro) e al momento non esiste alcuna integrazione tariffaria né con Amt (linee bus urbane), né con Fce (metropolitana e bus extra urbani) né con Ast (bus extra urbani). Su questo fronte l'assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, Marco Falcone, ha fornito rassicurazioni sui progressi dell'attività di coordinamento tra i vari gestori per giungere ad un'integrazione tariffaria, di cui si attendono gli esiti. Resta senza soluzione, al momento, il problema della frequenza del servizio che, insieme con la tariffazione, rappresenta il cuore della questione. È inoltre da rilevare che, secondo l'articolo 15 del Contratto di Servizio per il trasporto pubblico ferroviario di interesse regionale e locale (2017/2026) tra Regione Siciliana e Trenitalia, le parti "in considerazione dei lavori di potenziamento del nodo di Catania che, grazie anche alla costruzione di nuove fermate in ambito urbano, consentiranno di poter avere a disposizione una vera e propria infrastruttura ferroviaria metropolitana, si impegnano a definire il progetto orario del servizio ferroviario metropolitano (SFM) di Catania coerentemente con l’entrata in esercizio della fermata di Picanello e comunque entro sei mesi da tale termine". Ma a distanza di quasi un anno dall'apertura della fermata di Picanello, gli orari di servizio permangono gli stessi, costituendo un forte limite alle potenzialità di quella che si potrebbe definire la Linea B della metropolitana di Catania, già così chiamata nel corso di più tavoli tecnici tenutisi in città nelle scorse settimane. La Linea A, ovviamente, è quella esistente e operativa gestita dalla Ferrovia Circumetnea. L'infrastruttura, in definitiva, esiste già. Esiste, quindi, ciò che sulla carta è quanto di più complesso e oneroso ottenere, sebbene -da progetto- l'attuale passante sia completato solo per metà (cioè a nord della stazione centrale, mentre a sud il tracciato dovrebbe ancora cambiare). Manca, paradossalmente, l'aspetto più banale: il servizio di tipo metropolitano. Quanto, ancora, bisognerà attendere? La Regione Siciliana finanzia già da parecchi anni il servizio di trasporto su ferro di tipo metropolitano sul passante ferroviario di Palermo, con discreti risultati (circa 1 milione di passeggeri annui), in una città che ne ha un drammatico bisogno giacché, va ricordato, priva di metropolitana e di una tangenziale, dove solo le nuove linee tranviarie offrono un buon servizio di trasporto pubblico. Quando un analogo interessamento della Regione anche a Catania? Qui la rete ferroviaria, come nel caso di Palermo, non può limitarsi a servire utenza di tipo regionale ma deve essere di supporto alla densa area urbana e al suo hinterland metropolitano. Il bacino di utenza del passante catanese è di pari livello, potendo abbracciare anche la popolosa riviera dei ciclopi e potendosi spingere sino a Giarre-Riposto (cadenzando, nelle tratte più lontane dal capoluogo etneo, frequenze anche minori, eventualmente). Ma già limitandosi a un percorso esclusivamente di tipo urbano, la Linea B della rete metropolitana di Catania disporrebbe, da Cannizzaro a Bicocca, di circa 13 km di linea e sette fermate, otto con Fontanarossa (apertura prevista nell'estate 2020) e dieci con Acireale Sud e Acireale Cappuccini (estendendo la linea di riferimento di ulteriori 8 km circa verso nord). Mentre su 7 km di linea (Nesima-Stesicoro) e nove stazioni, anche in questo caso interamente in ambito urbano, la Linea A tocca già i 7 milioni di passeggeri, destinati ad aumentare con l'imminente apertura di Cibali, Fontana e Monte Po e la relativa, ulteriore estensione di 1,7 km (a cui aggiungere altri 1,8 chilometri, potenziali, se si riaprisse la fermata metro Porto). Provando, in conclusione, a delineare le prospettive della "rivoluzione su ferro" derivante da un netto miglioramento del servizio fornito da Trenitalia sul passante (analogo a quello offerto oggi da Fce con la linea metro, in termini di tariffe e frequenze), il sistema metropolitano su ferro di Catania potrebbe quindi, nel brevissimo termine, essere costituito da due linee con una estensione totale minima di circa 20 km e 18 stazioni. Due linee che sarebbero l'una in supporto all'altra, potendosi quindi stimare almeno 15 milioni di passeggeri annui, considerando solo la rete infrastrutturale già esistente. Un dato di partenza, quindi, che non potrebbe che migliorare in modo deciso negli anni a venire con l'estensione della Linea A (sia verso sud, sia verso Misterbianco, Paternò e Adrano), con il collegamento con l'aeroporto di Fontanarossa e con l'ampliamento del servizio del passante a realtà vicine ed importanti come Lentini, Acireale e Giarre-Riposto. Tutto così semplice e davvero a portata di mano che sembra assurdo non sia già realtà. Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania Passante Ferroviario di Catania Nodo intermodale di Fontanarossa: non solo aeroporto, è la città di Catania ad averne bisogno Al via i lavori della fermata ferroviaria FS a servizio dell’aeroporto di Fontanarossa Collegamento sopraelevato Fontanarossa FS-Aeroporto: un’opportunità pericolosa? Pubblicata la gara d’appalto per la tratta della metropolitana di Catania tra Stesicoro e l’aeroporto di Fontanarossa Passante Ferroviario di Catania, il nuovo percorso approvato dal Comune  

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16 nov 2019

Nodo intermodale di Fontanarossa: non solo aeroporto, è la città di Catania ad averne bisogno

di Mobilita Catania

Nel recente incontro organizzato da CittàInsieme e Mobilita Catania è stato tracciato il futuro della mobilità di Catania, insieme ai responsabili istituzionali a vario titolo coinvolti sull’argomento. Pubblichiamo il primo approfondimento sugli spunti emersi durante il dibattito. La strada o, meglio, le rotaie, sono ormai tracciate. Nel 2025 (il termine temporale, esperienza insegna, non è perentorio ma il percorso è ormai avviato) il centro di Catania sarà collegato con il suo aeroporto tramite la metropolitana gestita dalla Ferrovia Circumetnea: la scorsa settimana, infatti, è stata pubblicata la gara d’appalto per il prolungamento sino allo scalo di Fontanarossa della linea metro attualmente in esercizio. I relativi cantieri saranno avviati verosimilmente a cavallo tra il 2020 e il 2021, quando nel frattempo si sarà concluso, con ogni probabilità, lo scavo attualmente in corso della galleria Palestro-Stesicoro: la Tunnel Boring Machine ha già costruito 1200 metri circa di tunnel tra il cantiere di via Palermo e la fermata "Stesicoro" e adesso si trova nel sottosuolo dell'ospedale Vittorio Emanuele, da dove proseguirà prossimamente il suo "viaggio" alla volta di Corso Sicilia. Ma i binari che giungeranno per primi nei pressi dell'aeroporto di Catania saranno quelli delle Ferrovie dello Stato: o meglio, i binari ci sono già da sempre, ma solo negli ultimi anni, con un grave e colpevole ritardo pluridecennale, si è avviata la realizzazione di una fermata ferroviaria a servizio della più importante aerostazione della Sicilia. Nello scorso mese di febbraio, infatti, sono cominciati i lavori di costruzione di una piccola fermata a servizio dello scalo, seppur di modesta fattura -un appalto di appena quattro milioni di euro circa-, trattandosi di un progetto nato come soluzione provvisoria di veloce realizzazione (nelle more di attuare un quadro più adeguato urbanisticamente, delineato già nei primi anni 2000), ma che rischia di rivestire un assetto definitivo, con gravi ripercussioni per la città di Catania. La questione è strettamente legata da un lato allo sviluppo del passante ferroviario di Catania, completato solamente nella parte a nord della stazione centrale, con l'avvenuta realizzazione delle nuove fermate urbane di Ognina, Picanello e piazza Europa, e dall'altro al ruolo del grande parcheggio scambiatore "Fontanarossa" che, seppur il suo nome, dovuto al toponimo, evochi inevitabilmente la vicinanza all'aeroporto, è in realtà sorto per divenire il porto - nodo intermodale di accesso meridionale alla città di Catania anziché, se non del tutto secondariamente, struttura a servizio dello scalo. Scalo che, peraltro, già gode di un piano di parcheggi specifici, in buona parte già realizzato e tuttora in corso di espansione. Occorre ricordare che l'aeroporto di Fontanarossa è ad oggi escluso dall'accesso a una serie di finanziamenti europei dedicati agli scali della Rete Core Ten-T, cioè dotati di accesso ferroviario diretto. Questo requisito, fondamentale per ovvie ragioni e di cui gode già da anni, ad esempio, l'aeroporto di Palermo, sarà soddisfatto solo ed esclusivamente dalla metropolitana di Catania, qualsiasi sia l'ubicazione delle fermate ferroviarie FS nei pressi, giacché nessuna delle soluzioni ipotizzate, pianificate o in corso di realizzazione sarà direttamente in corrispondenza dell'aerostazione, a differenza della stazione della metropolitana della Fce. La pianificazione urbanistica della città di Catania ha previsto ormai da quasi vent'anni -e ribadito anche in tempi recenti- la necessità di dotare il parcheggio scambiatore di Fontanarossa dell'accesso a tutte le modalità di trasporto pubblico locale e regionale: cioè bus urbani e interurbani, metropolitana e passante ferroviario, con quest'ultimo in grado di servire sia l'utenza metropolitana costiera sia quella regionale. Se è relativamente facile attestare in questa sede il trasporto su gomma di alcune direttrici, è certamente più complesso e oneroso dotarsi delle infrastrutture ferroviarie e metropolitane. Per questo, già nel 2005, con un protocollo d'intesa siglato da Comune di Catania, Rfi (Ferrovie dello Stato) e Fce (Metropolitana) era stato previsto che qui dovessero necessariamente sorgere tutte queste strutture. Degli attori citati, però, solo la Ferrovia Circumetnea sta mantenendo l'accordo, avendo qui programmato la realizzazione (ormai certa) della fermata Santa Maria Goretti (penultima prima del capolinea metro in aeroporto), mentre Rfi sta realizzando una fermata in un'altra area, per l'appunto prevista come provvisoria, ma che sta assumendo i connotati di soluzione definitiva a causa, da un lato, del previsto collegamento su tapis roulant con l'aeroporto (intervento che, paradossalmente, costa di per sé il triplo della fermata stessa e che presuppone, oltretutto, elevati costi energetici e di gestione) e, dall'altro lato, delle recenti dichiarazioni dell'Assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti (in un incontro sul tema della mobilità organizzato da CittàInsieme e Mobilita Catania), il quale reputa il progetto del passante ferroviario di Catania poco utile e troppo dispendioso (ma porterebbe enormi benefici non solo per la mobilità ma anche per l'assetto urbanistico del centro, questione che merita un approfondimento a parte). L'Assessore, inoltre, ha asserito che Ferrovie dello Stato e Metropolitana hanno funzioni differenti, servendo utenze diverse: cosa solo parzialmente vera, poiché il tratto urbano e suburbano delle Ferrovie dello Stato, a Catania, non deve affatto rivolgersi solo all'utenza regionale, come sottolineato dall'Assessore, ma anche a quello metropolitano (con una direttrice differente rispetto alla linea Fce), motivo per cui sono sorte le nuove fermate urbane del passante e ne sono previste altre, che non trovano però il gradimento dell'assessorato, il quale ha esplicitamente bocciato, quindi, l'idea dello scambio passante-metro presso il parcheggio di Fontanarossa. Di contro, a queste dichiarazioni così significative, non c'è stata alcuna replica da parte del Comune di Catania, peraltro unico ente legittimato a decidere circa l'uso del sottosuolo urbano. Comune di Catania che, invece, dovrebbe con forza pretendere il rispetto del protocollo d'intesa del 2005 al fine di decongestionare il traffico della città, perché il parcheggio di Fontanarossa può e deve diventare il terminale non solo di chi, da altre province, deve andare in aeroporto, ma anche e soprattutto per chi, dalle altre province meridionali e occidentali, deve recarsi in città. Basti immaginare quanti pullman di linea extraurbani e auto private non entrerebbero più in città (nel cui centro sarebbe sempre più legittimo ampliare aree pedonali e Ztl), evitando quindi di congestionare le strade del centro e di inquinarlo, per rendersi conto dell'ovvio vantaggio di poter disporre a sud della città (così come a nord con gli altri parcheggi scambiatori) di una infrastruttura in grado di intercettare efficacemente il traffico su gomma e deviarlo, con la massima efficienza e intermodalità, sul trasporto su ferro. In questo quadro, non va dimenticato che a nessuno svantaggio andrebbe incontro il viaggiatore ferroviario su rete FS effettivamente diretto all'aeroporto e non in città: sia nel caso della fermata provvisoria (apertura prevista nel 2020) che di quella, in teoria, definitiva (pianificata sin dal 2005 e poco distante), una volta uscito dalla stazione avrebbe comunque bisogno di percorrere un'ulteriore distanza per raggiungere l'aerostazione, distanza che sarebbe coperta da tapis roulant, people mover o navetta che sia (volendo, anche dalla stessa metropolitana). Per queste ragioni è importante dare seguito alla pianificazione urbanistica (se no, a cosa è servita?) progettando e realizzando le infrastrutture per come ideate, con lungimiranza, e non guardando solo a possibili risultati ottenibili a breve scadenza, sicuramente appariscenti a primo impatto, ma deboli nel lungo termine. È importante che il parcheggio comunale di Fontanarossa diventi davvero il parcheggio scambiatore di Fontanarossa o, per meglio capire, di Catania Sud. Catania può avere il suo dock che avrebbe il gradimento di Louis Kahn, seppur con fattezze diverse da quelle immaginate dal grande architetto statunitense, che intuiva già a metà del secolo scorso il pericolo che il crescente uso di mezzi privati avrebbe comportato per i tessuti cittadini. L'auspicio di Mobilita Catania, corroborato da una visione di carattere tecnico, è che l'attuale, "assordante silenzio" da parte dell'amministrazione comunale a seguito delle dichiarazioni dell'Assessore Regionale sul tema sia presto rotto, naturalmente in modo rassicurante, anche su input di associazioni ambientaliste, Università e ordini professionali (ingegneri e architetti in primis), per far valere le ragioni di una città che non può e non deve incontrare ostacoli lungo la strada difficile ma non certo impossibile di miglioramento della sua mobilità, sapendo guardare al futuro e indirizzare con forza verso pratiche e usi che oggi, alle nostre latitudini, sembrano forse lontani ma che altrove sono già realtà, com'è giusto che diventi anche a Catania, senza perdere occasioni quasi irripetibili (se non in ampissimi lassi temporali) come quella attuale che stiamo vivendo con il contestuale sviluppo di metropolitana e passante ferroviario. Ci sono davvero le possibilità per gettare le basi di una nuova metropoli del sud Europa, dove la mobilità non può che essere uno degli aspetti fondamentali, a braccetto con qualità e vivibilità dei luoghi urbani: che le cose, allora, si facciano nel modo migliore possibile.   Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania Passante Ferroviario di Catania Al via i lavori della fermata ferroviaria FS a servizio dell'aeroporto di Fontanarossa Collegamento sopraelevato Fontanarossa FS-Aeroporto: un'opportunità pericolosa? Pubblicata la gara d'appalto per la tratta della metropolitana di Catania tra Stesicoro e l'aeroporto di Fontanarossa Passante Ferroviario di Catania, il nuovo percorso approvato dal Comune

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18 ott 2019

Metro Shuttle, da lunedì 21 ottobre nuovo percorso e tre nuove fermate

di Andrea Tartaglia

Il bus navetta 21M del servizio di trasporto pubblico su gomma della Ferrovia Circumetnea, meglio noto come Metro Shuttle, da lunedì prossimo, 21 ottobre, effettuerà l'annunciato nuovo percorso nel tragitto dal parcheggio Santa Sofia alla stazione metro Milo, entrando all'interno della Cittadella Universitaria, dove effettuerà due nuove fermate: una all'altezza del Dipartimento di Matematica e una all'altezza degli alloggi universitari, nei pressi del Dipartimento di Chimica. Lungo tutto il percorso all'interno della Cittadella Universitaria, la navetta circolerà su corsia preferenziale: contestualmente, infatti, anche per incentivare ulteriormente l'uso del mezzo pubblico, sono stati eliminati circa cento stalli per la sosta in superficie (e, contestualmente, è stata già avviata dalla scorsa settimana una quotidiana attività di repressione della sosta fuori degli stalli consentiti). Le due nuove fermate interne alla Cittadella saranno dotate di paline intelligenti, del tipo già presente nel piazzale della stazione "Milo" della metropolitana. Un monitor, quindi, mostrerà in tempo reale la posizione del bus lungo il percorso. Ogni fermata lungo il percorso è comunque dotata di un sistema di infomobilità che comunica il tempo di arrivo del bus: è sufficiente inviare un SMS digitando il codice della fermata (riportato sulla palina) e attendere un SMS con la risposta. Un'ulteriore nuova fermata, per venire incontro alle richieste dell'utenza, anche questa lungo il percorso in direzione Milo, sarà sita in viale Andrea Doria, poco prima dell'ingresso/uscita pedonale della Cittadella Universitaria. Un servizio che di anno in anno migliora e si arricchisce, dunque, già ampiamente utilizzato e gradito dagli studenti universitari: basti notare che martedì scorso, ad esempio, tra le 7:25 e le 7:45, sono stati oltre 400 gli studenti che hanno usufruito del metro shuttle, che per l'occasione ha fatto ricorso a ben quattro corse supplementari in appena 20 minuti. Ma non sono solo gli studenti universitari a poter godere di questo servizio: per tutti coloro i quali utilizzano il grande parcheggio scambiatore Santa Sofia, infatti, è possibile, al solo costo di un titolo di viaggio della metropolitana, usufruire di parcheggio per l'intera giornata, metro shuttle e metropolitana per raggiungere il centro città, naturalmente anche per il ritorno. Tutto ciò è possibile, ad esempio, con appena 2 euro al giorno (il costo di un biglietto giornaliero della metro) ed è già offerto a tutti i titolari di un abbonamento alla metropolitana. Il Metro Shuttle è in funzione tutti i giorni feriali, dalle ore 7:00 alle ore 20:30, con frequenza di una corsa ogni 10 minuti in entrambe le direzioni dal lunedì al venerdì e ogni 20 minuti di sabato. Questi i percorsi: STAZIONE METRO MILO  - PARCHEGGIO SCAMBIATORE SANTA SOFIA Stazione Metropolitana Milo Ospedale San Luigi Andrea Doria  Cittadella Universitaria est (via Santa Sofia) Policlinico est Dipartimento di Agricoltura Parcheggio scambiatore Santa Sofia PARCHEGGIO SCAMBIATORE SANTA SOFIA - STAZIONE METRO MILO Parcheggio scambiatore Santa Sofia Policlinico ovest Cittadella Universitaria ovest (via Santa Sofia) Campus Universitario ovest (Dipartimento di Matematica) Campus Universitario est (Dipartimento di Chimica) Andrea Doria  Stazione Metropolitana Milo Tutte le fermate, eccetto ai capilinea, sono a richiesta. Ti potrebbero interessare: Parcheggio Scambiatore Santa Sofia: un grande porto di accesso alla città perfettamente efficiente Metropolitana di Catania | Scheda dell'opera

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15 ott 2019

L’Unione Europea premia la Sicilia per il progetto della metropolitana di Catania

di Roberto Lentini

La Sicilia tra le Regioni italiane scelte dalla Commissione europea per la comunicazione dei migliori progetti realizzati con i fondi Ue. Un riconoscimento al buon utilizzo dei fondi strutturali e alla capacità di interagire con Bruxelles. Ha preso il via oggi a Catania la campagna pubblicitaria "Ferrovia Circumetnea, per una città davvero metropolitana", promossa dall'esecutivo comunitario in collaborazione con la Regione. A inaugurare la campagna, stamane, il presidente della Regione Nello Musumeci, il funzionario della direzione generale Regio della Commissione europea Matteo Salvai, insieme al sindaco metropolitano di Catania Salvo Pogliese, al direttore del dipartimento regionale della Programmazione Dario Tornabene e al direttore generale della Ferrovia Circumetnea Salvatore Fiore. «Siamo contenti - ha detto in apertura di conferenza stampa Musumeci - di questa scelta fatta da Bruxelles. È il riconoscimento, da parte dell'Europa, al lavoro fatto dagli uffici della Regione che più ci piace. Un'Europa, cioè, attenta alle periferie e al Mezzogiorno. La metropolitana di Catania è un'opera di grande impatto sociale che consente a questa città una mobilità veloce e non inquinante, in linea con le più importanti città europee. Il fatto di essere una delle poche regioni d'Italia scelte per questa campagna pubblicitaria è per noi motivo di grande soddisfazione, per un mese - ha concluso Nello Musumeci - i catanesi potranno rendersi conto di quanto importante sia la collaborazione con l'Europa, quando si tratta di progetti concreti, sostenibili, utili a creare un futuro di sviluppo». Un riconoscimento importante al lavoro della Regione Siciliana è venuto da Matteo Salvai. «La campagna - ha spiegato - si è sviluppata nel 2019 in cinque Paesi e 35 regioni europee, tra queste la Sicilia. Insieme con la Regione abbiamo scelto un progetto che fosse altamente simbolico del buon uso dei Fondi europei. È un progetto ad alto impatto, utilizzatissimo da pendolari, dagli studenti, catanesi e da chi vive nell'hinterland. Nei prossimi anni trasformerà ulteriormente la mobilità cittadina. Posso testimoniare - ha concluso il funzionario Ue - che il supporto avuto dalla Regione Siciliana non ha eguali in altre Regioni». La campagna di comunicazione ha come elemento caratteristico il totem interattivo, collocato a Catania in piazza Stesicoro, che è stato attivato stamane dalle autorità presenti alla presenza dei giornalisti. Si tratta di uno strumento digitale e interattivo che permette a cittadini e turisti di immortalare la propria immagine assieme a uno a scorcio della città e alla grafica della campagna e di condividerla sui social network. Al centro della campagna, la realizzazione della nuova tratta metropolitana "Stesicoro-Aeroporto", in corso di realizzazione, che a lavori ultimati consentirà il collegamento dalla fermata metro di Misterbianco centro, che nel frattempo sarà realizzata, fino allo scalo aereo di Fontanarossa. Permettendo, così, il completamento della metro di Catania, sviluppata a partire dalla vecchia Ferrovia Circumetnea nata nel 1890. Un progetto ritenuto significativo anche in un'ottica di innovazione e integrazione tra città e territorio, i cui lavori sono finanziati dal Po Fesr Sicilia 2014-2020 con un contributo massimo previsto di 478 milioni di euro, a fronte di un costo complessivo di 492 milioni. I lavori, in corso, riguardano un percorso di 6,8 chilometri interamente in galleria e prevedono la realizzazione di otto nuove stazioni ferroviarie: San Domenico, Vittorio Emanuele (ex Ospedale), Palestro, San Leone, Verrazzano, Librino, Santa Maria Goretti, Aeroporto. La conclusione di tutti i lavori è prevista nel 2025. Nel corso di quest'anno, si prevede che la metropolitana, nel tratto oggi aperto di 7 km, da Nesima a Stesicoro, avrà trasportato circa 7 milioni di viaggiatori (5,8 milioni l'anno scorso). Ti potrebbe interessare: Metropolitana di Catania | Scheda dell'opera

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10 ott 2019

Nuova scala mobile per fermata metro Borgo, domenica chiuso tratto di via Etnea

di Mobilita Catania

Dopo aver provveduto alla rimozione delle precedenti, proseguono i lavori della Ferrovia Circumetnea per l'installazione di due nuove scale mobili in altrettante stazioni della metropolitana di Catania. Nei giorni scorsi è stata collocata sul posto la nuova scala mobile della fermata Italia, posta sulla rampa di uscita di via Oliveto Scammacca, ad angolo con via Firenze: una volta terminati l'assemblaggio e i collaudi, entrerà finalmente in funzione. Domenica toccherà alla nuova, grande scala mobile della rampa su via Etnea della fermata Borgo. Date le dimensioni notevoli della struttura, sarà necessario interdire al traffico veicolare il tratto di strada interessato. Pertanto, con Determina del Comune di Catania, Direzione LL.PP. - Infrastrutture - Mobilità Sostenibile, domenica 13 ottobre, dalle ore 9 alle 21, è istituito divieto di transito per tutti i veicoli (ad eccezione di quelli degli addetti ai lavori, dei residenti e dei mezzi di soccorso) in via Etnea, dal numero civico 668 per 26,50 metri in direzione Tondo Gioeni. Contestualmente, i pedoni potranno transitare solo sul marciapiede ovest. I veicoli procedenti da via Passo Gravina o via Etnea (direzione nord), potranno quindi, al massimo, svoltare su via Finocchiaro, che immette su via Empedocle. Ti potrebbe interessare: Metropolitana di Catania | Scheda dell'opera  

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30 set 2019

Abbonamento metro gratis per gli studenti di UniCT, al via il secondo anno. Le modalità di rinnovo

di Mobilita Catania

Si è concluso il primo anno accademico in cui tutti gli studenti iscritti a un corso didattico dell'Università degli Studi di Catania hanno avuto l'abbonamento gratuito per il trasporto pubblico locale, potendo usufruire liberamente sia della metropolitana che dei bus urbani dell'Amt. È dunque al via il secondo anno (dei tre previsti dall'accordo iniziale) durante il quale agli iscritti muniti di Carta dello Studente avranno diritto ai medesimi servizi. Ecco le modalità, illustrate stamane sulla pagina ufficiale Facebook della metropolitana, di rinnovo dell'abbonamento metro. Gli studenti già in possesso della card e regolarmente iscritti a uno dei corsi di laurea dell’Ateneo catanese per l’anno accademico in corso 2019/2020, possono rinnovare il loro abbonamento tramite le bigliettatrici automatiche, presenti nelle seguenti fermate della metropolitana: STESICORO GIOVANNI XXIII ITALIA BORGO (Mezzanino ovest – lato via Etnea) MILO SAN NULLO NESIMA ➡️ o presso le seguenti stazioni ferroviarie della Circumetnea: CATANIA BORGO MISTERBIANCO PIANO TAVOLA RANDAZZO RIPOSTO Per rinnovare la card, vanno eseguiti tre passaggi: ➡️ 1) Inserire la Creval Prepaid Card UniCT nel lettore posto nella parte inferiore della bigliettatrice (in ciascuno dei due versi) ➡️ 2) Sul display comparirà la richiesta di rinnovo del titolo di viaggio: premere “conferma” ➡️ 3) Attendere l’emissione dello scontrino e la schermata di validazione Nei prossimi giorni saranno definite le modalità per usufruire dell'abbonamento anche per gli studenti neoiscritti ad uno dei corsi di studio dell’Ateneo. Ti potrebbe interessare: Metropolitana di Catania | Scheda dell'opera

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