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09 giu 2018

Che programmi hai? I candidati a Sindaco di Catania su mobilità e spazi pubblici

di Mobilita Catania

Il prossimo 10 giugno, Catania è chiamata a esprimersi sulla scelta di chi guiderà il capoluogo etneo per i prossimi cinque anni. Una scelta importante, come sempre, che naturalmente avrà i suoi riflessi decisi sullo sviluppo della città, quindi sulle sue  infrastrutture, le politiche di mobilità e trasporto pubblico, la gestione degli spazi pubblici: temi che Mobilita Catania affronta quotidianamente con l'intento di informare i cittadini e promuovere presso le istituzioni le scelte più sostenibili e adeguate, al luogo e ai tempi. Per questo abbiamo invitato tutti i candidati alla carica di Sindaco a rispondere alle stesse domande. Dalla gestione dell'Amt alla mobilità ciclistica, dal passante ferroviario urbano al Porto di Catania alla metropolitana, dal nuovo prolungamento di viale Alcide de Gasperi al Tondo Gioeni, e ancora Zone a Traffico Limitato e pedonalizzazioni, Corso Martiri della Libertà, verde urbano, Piano Regolatore Generale e altro ancora. Perché è importante conoscere la visione della città di chi vuole amministrarla.  Ecco le interviste: VIDEO | Che programmi hai? Il candidato Sindaco Emiliano Abramo risponde alle nostre domande VIDEO | Che programmi hai? Il candidato Sindaco Enzo Bianco risponde alle nostre domande VIDEO | Che programmi hai? Il candidato Sindaco Giovanni Grasso risponde alle nostre domande I candidati Riccardo Pellegrino e Salvo Pogliese, nonostante i ripetuti interpelli e le iniziali manifestazioni di disponibilità, non ci hanno concesso l'intervista. Ci dispiace non aver potuto quindi condividere con i nostri lettori i punti di vista di tutti i candidati.  

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29 mag 2018

Concerto di Carmen Consoli in piazza Duomo: viabilità e trasporto pubblico

di Mobilita Catania

In occasione del concerto "Carmen Consoli & Friends", in programma venerdì 1 giugno in piazza Duomo, la direzione Polizia municipale e l'Utu hanno disposto alcuni provvedimenti di circolazione. La metropolitana sarà aperta sino a mezzanotte e mezza. Dalle ore 19 di lunedì 28 maggio, sino a sabato 2 giugno è istituito il divieto di accesso in piazza Duomo, incluso il tratto da Porta Uzeda alla piazza. Il divieto è valido per tutti i veicoli eccetto che per i mezzi delle forze dell'ordine, di soccorso e autorizzati. Dalle ore 14 di venerdì 1 giugno sino alle ore 3.00 di sabato 2, inoltre, è istituito il divieto di accesso ai pedoni in piazza Duomo, incluso il tratto da Porta Uzeda alla piazza, e nelle vie: Vittorio Emanule II, da via Spadaro Grassi a via Raddusa; Garibaldi, da via Spadaro Grassi a piazza Duomo; Erasmo Merletta, da via Roccaforte a piazza Duomo; Etnea, da piazza Università a porta Uzeda. La Polizia municipale vigilerà per assicurare il rispetto delle disposizioni stabilite. Dalle ore 00,01 di venerdì 1 giugno e sino al termine della manifestazione è istituito il divieto di accesso e di sosta con rimozione coatta, su entrambi i lati, nelle vie: Vittorio Emanuele II, da via San Giuseppe al Duomo a via Sant'Agata; Garibaldi, da via San Martino a piazza Duomo; Erasmo Merletta, da via Roccaforte a piazza Duomo; Etnea, da piazza Università a porta Uzeda. La metropolitana, da giovedì 31 maggio a domenica 3 giugno, osserverà i seguenti orari: giovedì 31 maggio: 6:40 - 21:10 venerdì 1 giugno: 6:40 - 00:30 sabato 2 giugno (festivo): 9:00 - 21:00 domenica 3 giugno (festivo): 9:00 - 21:00 L'orario iniziale si riferisce alla prima corsa da Nesima a Stesicoro; quello finale all'ultima corsa da Stesicoro per Nesima. AMT (Azienda Metropolitana Trasporti) comunica che a partire dal 29 maggio e fino al 2 giugno 2018, per il concerto del 1° giugno in piazza Duomo, alcune linee subiranno variazioni di percorso: potete visualizzare i percorsi alternativi -> Chiusura Piazza Duomo.

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15 mag 2018

Street Food Fest in via Etnea: i provvedimenti di viabilità e il servizio straordinario metro

di Mobilita Catania

Street Food Fest arriva a Catania: quattro giorni dedicati alle migliori espressioni della cucina popolare, dal 17 al 20 maggio, durante i quali un villaggio gastronomico colorerà Via Etnea. In occasione dell'evento l'area tecnico operativa ed ufficio traffico urbano della Direzione Corpo di Polizia Municipale ha emesso i seguenti provvedimenti di viabilità: Con effetto limitato dal momento della installazione della relativa segnaletica stradale sino a mercoledì 23 maggio è istituito divieto di circolazione in Via Etnea, corsia preferenziale bus e taxi, nel tratto e nel senso da Via Litrico a Via Prefettura. È istituito divieto di transito per tutti i veicoli nel tratto di Via Etnea compreso tra Via Prefettura e Via Litrico (percorrenza Sud-Nord) secondo le fasce orarie di seguito elencate: Giovedì 17 maggio 2018 (16:30/01:00) Venerdì 18 maggio 2018 (16:30/01:30) Sabato 19 maggio 2018 (11:00/01:30) Domenica 20 maggio 2018 (11:00/01:00) È istituito divieto di fermata per tutti i veicoli (eccetto autorizzati) in Via Penninello, tratto Via Manzoni-Via Etnea, e in Via Minoriti, tratto Via Manzoni – Via Etnea, nelle seguenti fasce orarie: Giovedì 17 maggio 2018 (15:00/01:00) Venerdì 18 maggio 2018 (15:00/01:30) Sabato 19 maggio 2018 (9:30/01:30) Domenica 20 maggio 2018 (9:30/01:00) La metropolitana, vettore ufficiale dell'evento, sarà aperta eccezionalmente anche domenica. Il servizio sarà esteso sino a mezzanotte e mezza nelle giornate di venerdì e sabato; fino a mezzanotte domenica (orari delle ultime partenze da Stesicodo per Nesima). AMT Catania informa gli utenti che fino a domenica 20 maggio, per consentire lo svolgimento della manifestazione “Street Food Fest – Catania“, alcune linee subiranno variazioni di percorso. Potete visualizzare i percorsi alternativi nel pdf allegato: Variazioni AMT

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Opere
11 mag 2018

Passante Ferroviario di Catania

di Roberto Lentini

Il passante ferroviario di Catania è un'infrastruttura di tipo metropolitano in parte realizzata e in parte in corso di realizzazione lungo la tratta ferroviaria urbana del capoluogo etneo compresa tra le stazioni di Cannizzaro (a nord) e di Bicocca (a sud). Nel più ampio raggio, fa parte della linea che si estende da Taormina (a nord) a Lentini (a sud), servendo anche i comuni di Acireale e di Acicastello. Pertanto, a interventi ultimati, l'intera linea disporrà sia di un raggio d'azione metropolitano (urbano e sub urbano) che comprensoriale. L'infrastruttura, che comprende il cosiddetto "Nodo Catania" delle Ferrovie dello Stato, ambisce a offrire all'utenza un servizio di tipo metropolitano grazie alla prevista elevata frequenza di corse e all'apertura di diverse, nuove stazioni e fermate in ambito urbano, alcune delle quali aperte negli ultimi anni. Tuttavia, ad oggi si attende ancora il nuovo contratto di servizio tra Trenitalia e Regione Siciliana e il tracciato è servito solo da treni regionali e nazionali, con una frequenza insufficiente per garantire, all'attualità, un uso metropolitano. L'attuale percorso metropolitano del passante ferroviario di Catania è così articolato, da nord a sud: Giarre - Riposto Carruba Guardia Mangano - Santa Venerina Acireale Cannizzaro  Catania Ognina Catania Europa Catania Centrale Catania Acquicella * Bicocca Lentini (in grassetto le stazioni/fermate ubicate nell'area urbana di Catania) * stazione in uso saltuario La nuova fermata di Catania Ognina, inaugurata il 18 giugno 2017, è stata realizzata nel tratto allo scoperto compreso fra lo sbocco della galleria ed il cavalcavia su viale Ulisse. È dotata di marciapiedi della lunghezza di 125 metri, coperti da pensiline e collegati da un sottopassaggio pedonale, e di un parcheggio con ingresso da via Fiume con una capacità di 120 posti auto. Sostituisce definitivamente la vecchia, omonima fermata, localizzata più a nord. La nuova fermata di Catania Picanello, di imminente apertura, è ubicata nel tratto a nord di via Guerrera e a sud di via Messina, ed è realizzata in sotterranea con due uscite, una su via Timoleone e l’altra su spazio a verde comunale, confinante con via Libertini, via Messina e con il parcheggio su via Guerrera. Ha una lunghezza complessiva di circa 157 metri. Il collegamento della fermata con l’esterno è garantito da due blocchi di scale fisse e scale mobili. L’accesso ai diversamente abili sarà reso possibile da un ascensore su via Guerrera. La nuova fermata di Catania Europa, inaugurata il 18 giugno 2017, ad angolo tra viale Africa e piazza Europa, è provvista di due marciapiedi coperti da pensiline lunghi 125 metri ciascuno, con rampe coperte per il collegamento con la piazza. Di seguito gli orari del servizio validi per l'inverno 2017-2018: Nell'ambito dei lavori del Nodo Catania riguardanti l'area urbana e suburbana, gli interventi e le opere di futura realizzazione comprendono, nel breve e medio termine: L'apertura della nuova fermata sotterranea di Catania Picanello, compresa tra Catania Ognina e Catania Europa; La realizzazione di una fermata provvisoria presso l'aerostazione di Catania Fontanarossa; La realizzazione di una bretella di raccordo con la linea ferroviaria Palermo – Catania; La riorganizzazione del polo manutentore e dello scalo merci di Bicocca (trasferimento degli impianti di Catania Acquicella). Questo, dunque, l'assetto del passante previsto nel medio termine, in ambito metropolitano, da nord a sud: Giarre - Riposto Carruba Guardia Mangano - Santa Venerina Acireale Cannizzaro  Catania Ognina Catania Picanello Catania Europa Catania Centrale Catania Acquicella Catania Fontanarossa Bicocca Passo Martino Lentini (in grassetto le stazioni/fermate ubicate nell'area urbana di Catania) Queste, invece, le opere previste nel lungo termine: L’interramento della linea ferroviaria tra Piazza Europa e viale VI Aprile, inclusa la stazione di Catania Centrale; La realizzazione di un nuovo percorso ferroviario interrato a doppio binario tra viale VI Aprile e l'attuale stazione di Catania Acquicella, di prevista dismissione; La realizzazione di una nuova stazione nei pressi dell'aeroporto di Fontanarossa, in corrispondenza dell'omonimo parcheggio scambiatore e della futura stazione della metropolitana di Santa Maria Goretti; La realizzazione di due nuove fermate urbane tra Catania Centrale e Fontanarossa: Catania Duomo/Porto e Catania San Cristoforo; Interramento dei binari a ovest del sedime aeroportuale per consentire la realizzazione di una nuova pista di decollo/atterraggio. Questo, pertanto, l'assetto del passante previsto nel lungo termine, in ambito metropolitano, da nord a sud: Giarre - Riposto Carruba Guardia Mangano - Santa Venerina Acireale Cannizzaro  Catania Ognina Catania Picanello Catania Europa Catania Centrale * Catania Duomo/Porto * Catania San Cristoforo * Catania Fontanarossa ** Bicocca Passo Martino Lentini (in grassetto le stazioni/fermate ubicate nell'area urbana di Catania) * nuove stazioni/fermate sotterranee ** nuova fermata in sostituzione dell'omonima fermata provvisoria Per meglio comprendere le dinamiche che hanno portato alle soluzioni sopra descritte, e in particolare il progetto di raddoppio con interramento del percorso ferroviario nel centro della città, è opportuno richiamare alcuni passaggi storici e notizie. Fin dalla seconda metà dell'Ottocento la linea ferroviaria statale lungo la costa catanese ha costituito una cesura tra la città e il mare, in particolare tra la zona di piazza Europa (lungo tutto il viale Africa) e il porto, creando una cintura di ferro lungo la costa. Questa ha talvolta impedito fisicamente l'affaccio sul mare, come avvenuto lungo la scogliera del Caito, e altre volte ha creato una barriera visiva e psicologica tra la città e il mare, come successo con la realizzazione del viadotto degli Archi della Marina. Sono state inoltre realizzate opere che hanno compromesso il tessuto urbano storico, come la trincea ferroviaria che dagli Archi della Marina si sviluppa in direzione del Castello Ursino, prima di interrarsi. Con l'intento di porre un almeno parziale rimedio alla cesura tra il mare e la città, RFI, Rete Ferroviaria Italiana, nel corso degli ultimi lustri aveva avanzato e sviluppato un'ipotesi progettuale, nell'ambito di realizzazione del passante, che prevedeva l’interramento del fascio di binari lungo la scogliera del Caito nonché della stazione centrale, ma manteneva il vecchio tracciato dal Passiatore in poi, verso sud, vincolando quindi gli Archi della Marina (struttura che per metà risale all’Ottocento) ad un uso ferroviario nel lungo termine, nulla risolvendo, quindi, da un punto di vista urbanistico, lungo tutta l'area del centro storico interessata. Ma l’ulteriore allontanamento della città dal mare a causa della cintura ferroviaria in pieno centro storico, che si sarebbe perpetutato con il progetto di raddoppio di RFI ancora valido sino a pochi anni fa, insieme con la perdita della possibilità di recupero di spazi urbani in pieno centro storico sacrificati per l'infrastrutturazione ferroviaria, è stato scongiurato grazie all'opposizione dell'amministrazione comunale e del mondo civico: il progetto iniziale di Rfi, infatti, per come ipotizzato, sarebbe stato molto invasivo dal punto di vista urbanistico e architettonico, poiché era prevista una stazione proprio sugli Archi (Duomo-Castello Ursino), all’altezza della Villa Pacini, che oltre a “stressare” la datata struttura del viadotto insieme con un più frequente passaggio di treni (ed è facile immaginare successivi interventi di sostegno, esterni ed invasivi), avrebbe comportato anche un’imponente intervento per limitare l’impatto acustico che si sarebbe tradotto in una visivamente poco sostenibile doppia barriera sugli Archi, proprio a due passi dalle Mura di Carlo V, dal transetto normanno della cattedrale e dalla sua cupola barocca. Inoltre, il raddoppio da effettuarsi lungo lo stesso percorso dal bivio Zurrìa ad Acquicella avrebbe significato anche raddoppiare la trincea ferroviaria nella zona delle Terme dell’Indirizzo, aumentando quindi la cesura esistente nel tessuto urbano, e imponendo anche la demolizione di diversi edifici del tardo Settecento e dell’Ottocento nella zona del Castello Ursino. Un sacrificio enorme in nome della mobilità, e infatti la Città di Catania, mettendo per una volta d’accordo tutti gli schieramenti politici e le associazioni civiche, si oppose in modo deciso, rifiutando non tanto, ovviamente, il concetto di passante ferroviario urbano, di indubbia utilità, quanto il modo di realizzarlo. Pertanto, nel 2013, Rfi  rinunciò formalmente al progetto già avviato, nell’area a sud della stazione centrale, promettendo di avviare un nuovo iter progettuale che tenesse conto delle istanze della città. Istanze, oltretutto, che il Comune di Catania tradusse in una nuova proposta progettuale, realizzata dai tecnici dell’Università degli Studi di Catania con il PRG La Greca del 2012, e che ha rappresentato per Rfi la nuova base su cui partire. Nel frattempo sono state quasi ultimate le opere previste di raddoppio nel tratto Catania Ognina - Catania Centrale con le nuove fermate di CT Ognina, CT Picanello e CT Europa. Il 24 luglio 2017, a seguito dell'apertura tecnica delle nuove stazioni di Catania Ognina e Catania Europa insieme con cinque chilometri di nuovo binario, è stato inaugurato il raddoppio della linea ferroviaria Catania Centrale - Catania Ognina alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, dell'Assessore delle Infrastrutture e della Mobilità della Regione Siciliana, Luigi Bosco, e del Sindaco di Catania, Enzo Bianco. I lavori hanno richiesto un investimento complessivo di 100 milioni di euro. Le nuova fermate di Catania Ognina e Catania Europa sono aperte al pubblico in quanto pienamente operative. Sul fronte, invece, della tratta Catania Centrale - Acquicella, RFI aveva proposto alcune nuove ipotesi progettuali: Soluzione Porto 1 Soluzione Archi Soluzione Dusmet Soluzione Porto 2 Tra queste, la soluzione scelta per il progetto preliminare è stata quella denominata Porto 2. In prima istanza, infatti, si sono escluse la soluzione Dusmet che prevedeva l’interruzione totale del traffico veicolare su via Dusmet e la soluzione Archi che prevedeva interferenze con il fabbricato della vecchia dogana, la demolizione di parte degli Archi della Marina e l’interruzione del traffico veicolare su via Dusmet. La soluzione Porto 2, di cui vi avevamo dato notizia in questo articolo, prevedeva un percorso sino ad Acquicella interrato, con la realizzazione di un tunnel con le nuove fermate di Porto e Ursino e il seminterramento di Acquicella. A partire dal dicembre 2017, quindi, sono stati condotti i sondaggi geognostici lungo il percorso ipotizzato e sono emerse delle criticità che avrebbero interessato la Fermata Ursino: i cedimenti prodotti in superficie dal sistema di gallerie e dagli scavi a cielo aperto sarebbero stati piuttosto rilevanti e in relazione a tali cedimenti sarebbe stato necessario sgomberare, per un periodo di tempo non inferiore ai 2/3 anni, circa 80 unità immobiliari. È inoltre emerso che le attività di scavo risultavano sì essere compatibili con le Terme dell’Indirizzo, ma occorrevano interventi massicci di consolidamento in fase di scavo atti a ridurre i cedimenti, con notevoli opere di messa in sicurezza preventiva dell’edificio stesso. A seguito di vari tavoli tecnici, in data 21 marzo 2018 si è svolta una riunione presso la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Catania, nel corso della quale sono stati illustrati gli approfondimenti tecnici sul tratto di galleria in prossimità delle Terme dell’Indirizzo e sulla fermata Ursino, evidenziando in particolare che il nuovo tracciato risulta avere un rischio archeologico non rilevante. A conclusione dell’incontro la Soprintendenza ha inoltre chiesto che il nuovo tracciato non sottopassasse la Chiesa di San Sebastiano. È stato quindi redatto un nuovo progetto preliminare con alcune varianti sulla base delle criticità emerse sopra citate e la nuova soluzione, denominata Porto 3, è stata approvata dalla giunta comunale il 10 maggio 2018. Questi sono gli aspetti che caratterizzano la nuova soluzione, in un tracciato lungo 4.790 m: Miglioramento dell'ingresso per la fermata Duomo/Porto da piazza Paolo Borsellino; Trasformazione del tratto di ferrovia dismessa tra piazza Borsellino e Castello Ursino in un percorso ciclopedonale di ricucitura orientato  a favorire la continuità degli spazi del tessuto urbano; Eliminazione della fermata di Catania Acquicella, la cui funzione risulta assorbita dalla nuova fermata di San Cristoforo. Lunghezza galleria: 3.760 m; Lunghezza galleria naturale: ~ 1.160 m; Lunghezza galleria artificiale: ~ 2.360 m; Lunghezza galleria artificiale darsena: ~ 240 m. La soluzione Porto 3, secondo i progettisti, riuscirà a coniugare la visione trasportistica e la visione urbanistica per favorire, con l’interramento della ferrovia, la permeabilità fra mare e città per ridurre la scissione fra spazio urbano e spazio portuale, facendo dialogare centro urbano, porto e mare. Il nuovo tracciato e le stazioni della nuova ferrovia ipogea, nelle parti fuori terra, saranno inoltre  interessate da interventi di riqualificazione del waterfront e delle zone d’interazione della città con il porto e la ferrovia. Frattanto, per la fermata provvisoria di Catania Fontanarossa sono iniziati i sondaggi nell'area destinata alla realizzazione dell'opera, con la relativa progettazione in fase di  sviluppo: si prevede di procedere all'appalto entro l'anno, ipotizzando l'attivazione della nuova fermata a servizio dell'aeroporto "Vincenzo Bellini" di Catania nel 2020. Per l'interramento dei binari a ovest dell'area aeroportuale, è stato istituito un apposito tavolo tecnico ed avviata la progettazione coordinata con ENAC/SAC. Interramento della stazione di Catania Centrale Il progetto di interramento della stazione di Catania Centrale si inquadra nell'ambito di un ampio programma di interventi che prevede anche la ricollocazione del deposito locomotive di Trenitalia e dello scalo merci di Catania centrale e un nuovo percorso di attraversamento del centro urbano tra Catania Centrale e l'attuale stazione di Catania Acquicella. L'interramento della stazione centrale di Catania non ha obiettivi di tipo trasportistico ma di riqualificazione ambientale e urbanistica. L'intervento prevede la realizzazione di una stazione, composta da due binari di corsa con precedenze, marciapiedi di 400 m e di un binario per il collegamento con il porto posta in galleria artificiale al di sotto del sedime dell'attuale impianto e di altri due binari per la sosta dei treni. In tutto i binari saranno cinque. Tratta Bivio Zurria-Catania Acquicella Inizialmente, Rete Ferroviaria Italiana aveva progettato il raddoppio del binario in affiancamento a quello esistente lungo tutto l'attuale tracciato (linea viola nell'immagine in basso) e dalla stazione centrale, da interrare a circa nove metri sotto l'attuale livello, verso l'aeroporto, i binari sarebbero riemersi attraverso una grande rampa in cemento per proseguire sugli Archi della Marina per poi interrarsi nuovamente all'altezza di piazza dell'Indirizzo e procedere passando sotto piazza Federico II di Svevia, intercettando un tratto delle antiche mura di Carlo V, cioè aree a forte densità archeologica e rendendo necessaria, per di più, la demolizione di diversi edifici settecenteschi e ottocenteschi. Un progetto contro il quale la città, come detto, in pieno accordo tra abitanti e istituzioni locali, si ribellò, chiedendo a Rete Ferroviaria Italiana di studiare un percorso alternativo e proponendo una diversa ipotesi di tracciato contenuta nel Piano regolatore generale del 2012 (mai approvato). Il progetto preliminare di Rfi inizialmente scelto tra le quattro ipotesi sopra riportate, Porto 2, aveva accolto le istanze della città, prevedendo un nuovo percorso interrato a doppio binario tra Catania Centrale e Catania Acquicella. Nel 2018, la nuova variante con la scelta dell'ipotesi Porto 3 che prevede l'eliminazione delle fermate di Catania Acquicella e di Catania Ursino e la realizzazione di una nuova fermata, ad esse intermedia, denominata Catania San Cristoforo. Porto 3 costituisce, quindi, il nuovo progetto preliminare attualmente in vigore. Con il completamento di tutte le opere previste e considerando il nuovo progetto preliminare, in ambito comprensoriale, l'intera linea avrà quest'assetto, da nord verso sud: Taormina Alcantara Fiumefreddo Mascali Giarre - Riposto Carruba Guardia Mangano - Santa Venerina Acireale centro Acireale sud Acicastello Cannizzaro Catania Ognina Catania Picanello Catania Europa Catania Centrale Catania Porto/Duomo Catania San Cristoforo Catania Fontanarossa Bicocca Passo Martino Lentini Le stazioni di Catania Centrale e Catania Fontanarossa saranno in interconnessione con le stazioni della metropolitana di Catania rispettivamente "Giovanni XXIII" e "Santa Maria Goretti". In quest'ultimo caso, inoltre, si scambierà anche col già esistente parcheggio d'interscambio di Fontanarossa. Il completamento dell’intera tratta metropolitana e comprensoriale è previsto per il 2028. 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11 mag 2018

Passante ferroviario di Catania, dallo sventramento alla ricucitura: il nuovo percorso urbano approvato dal Comune

di Mobilita Catania

Fin dalla seconda metà dell'Ottocento la linea ferroviaria statale lungo la costa catanese ha costituito una cesura tra la città e il mare. E se fino a pochi anni fa questo problema poteva addirittura essere ampliato, con un progetto di raddoppio in pieno centro storico che avrebbe comportato nuove trincee e demolizioni, grazie all'opposizione del Comune e del mondo civico oggi si è scelta una strada diversa che riesce a soddisfare da un lato le legittime esigenze di mobilità metropolitana e dall'altro il recupero e la valorizzazione degli spazi urbani, con il ritorno a un tessuto permeabile tra il centro storico e il mare su cui si affaccia. A distanza di anni dalle prime ipotesi progettuali, con una delibera pubblicata ieri, 11 maggio 2018, la giunta comunale di Catania ha approvato il nuovo percorso proposto da RFI per il raddoppio ferroviario dalla stazione di Catania Centrale ad Acquicella, nell'ambito del "Nodo di Catania". Per meglio chiarire il tema che stiamo affrontando, di primaria importanza per la città di Catania, ecco un'introduzione riepilogativa dell’evoluzione del progetto di passante ferroviario nell'ultimo decennio. L’ulteriore allontanamento della città dal mare a causa della cintura ferroviaria in pieno centro, che si sarebbe perpetutato con il progetto di raddoppio di RFI ancora valido sino a meno di un decennio fa, insieme con la perdita della possibilità di recupero di spazi urbani in pieno centro storico sacrificati per l'infrastrutturazione ferroviaria, è stato scongiurato. Bisogna ricordare che con l’ormai abbandonato progetto ufficiale di creazione di un passante ferroviario ad uso metropolitano con nuove fermate urbane, Rfi aveva avviato un percorso progettuale inteso a porre parziale rimedio alla cesura tra il mare e la città, prevedendo l’interramento del fascio di binari lungo la scogliera del Caito nonché della stazione centrale, ma manteneva il vecchio tracciato dal Passiatore in poi, verso sud, vincolando quindi gli Archi della Marina (struttura che per metà risale all’Ottocento) ad un uso ferroviario nel lungo termine, nulla risolevendo, quindi, da un punto di vista urbanistico, lungo tutta l'area del centro storico interessata. Un progetto che, in quest’area, sarebbe stato molto invasivo dal punto di vista urbanistico e architettonico, poiché era prevista una stazione proprio sugli Archi (Duomo-Castello Ursino), all’altezza della Villa Pacini, che oltre a “stressare” la struttura del viadotto insieme con un più frequente passaggio di treni (ed è facile immaginare successivi interventi di sostegno, esterni ed invasivi), avrebbe comportato anche un’imponente intervento per limitare l’impatto acustico che si sarebbe tradotto in una visivamente poco sostenibile doppia barriera sugli Archi, proprio a due passi dalle Mura di Carlo V, dal transetto normanno della cattedrale e dalla sua cupola barocca. Inoltre, il raddoppio da effettuarsi lungo lo stesso percorso dal bivio Zurrìa ad Acquicella avrebbe significato anche raddoppiare la trincea ferroviaria nella zona delle Terme dell’Indirizzo, aumentando quindi la cesura esistente nel tessuto urbano, e imponendo anche la demolizione di diversi edifici del tardo Settecento e dell’Ottocento nella zona del Castello Ursino. Un sacrificio enorme in nome della mobilità, e infatti la Città di Catania, mettendo per una volta d’accordo tutti gli schieramenti politici e le associazioni civiche, si oppose in modo deciso, rifiutando non tanto, ovviamente, il concetto di passante ferroviario urbano, di indubbia utilità, quanto il modo di realizzarlo. Nel 2013, così, Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) rinunciò formalmente al progetto già avviato, nell’area a sud della stazione centrale, promettendo di avviare un nuovo iter progettuale che tenesse conto delle istanze della città. Istanze, oltretutto, che il Comune di Catania tradusse in una nuova proposta progettuale, realizzata dai tecnici dell’Università degli Studi di Catania con il PRG La Greca del 2012, e che ha rappresentato per Rfi la nuova base su cui partire. A seguito dell'opposizione della Città di Catania, RFI ha proposto, negli anni successivi, alcune nuove ipotesi progettuali: Soluzione Porto 1 Soluzione Archi Soluzione Dusmet Soluzione Porto 2 In prima istanza si è esclusa la soluzione Dusmet che prevedeva l’interruzione totale del traffico veicolare su via Dusmet e la soluzione Archi che prevedeva interferenze con il fabbricato della vecchia dogana, la demolizione di parte degli Archi della Marina e l’interruzione del traffico veicolare su via Dusmet. La soluzione Porto 2, di cui vi avevamo dato notizia in questo articolo, prevedeva un percorso sino ad Acquicella interrato, con la realizzazione di un tunnel con le nuove fermate di Porto e Ursino e il seminterramento di Acquicella. Giungiamo, quindi, ai giorni scorsi con l'avanzamento delle indagini in situ e la nuova proposta progettuale aggiornata, adesso in vigore. RFI aveva avviato la redazione di un progetto preliminare relativo al nodo Catania basandosi sull'ipotesi Porto 1, che prevedeva l'interramento della Stazione Centrale e il raddoppio della tratta Catania Centrale-Acquicella con le fermate Duomo/Porto, Ursino e Acquicella, sviluppato a seguito del progetto di fattibilità concluso nel 2016 per la quale la giunta comunale aveva espresso parere favorevole. Ipotesi poi affinatasi e trasformatasi nella variante/nuova ipotesi progettuale Porto 2. Lo sviluppo del progetto preliminare ha visto l'esecuzione di sondaggi geotecnici/geologici, anche sotto il profilo archeologico, per le necessarie modellazioni strutturali e di affinamento del tracciato. A valle dei sondaggi sono emerse delle criticità che avrebbero interessato la Fermata Ursino: i cedimenti prodotti in superficie dal sistema di gallerie e dagli scavi a cielo aperto, sarebbero stati piuttosto rilevanti e in relazione a tali cedimenti sarebbe stato necessario sgomberare, per un periodo di tempo non inferiore ai 2/3 anni, circa 80 unità immobiliari. È inoltre emerso che le attività di scavo risultavano sì essere compatibili con le Terme dell’Indirizzo, ma occorrevano interventi massicci di consolidamento in fase di scavo atti a ridurre i cedimenti, con notevoli opere di messa in sicurezza preventiva dell’edificio stesso. A seguito di vari tavoli tecnici, in data 21 marzo 2018 si è svolta una riunione presso la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Catania, nel corso della quale sono stati illustrati gli approfondimenti tecnici sul tratto di galleria in prossimità delle Terme dell’Indirizzo e sulla fermata Ursino, evidenziando in particolare che il nuovo tracciato risulta avere un rischio archeologico non rilevante. A conclusione dell’incontro la Soprintendenza ha inoltre chiesto che il nuovo tracciato non sottopassasse la Chiesa di San Sebastiano. È stato quindi redatto un nuovo progetto preliminare partendo dall'ipotesi Porto 2, ma con alcune varianti sulla base delle criticità emerse sopra citate. Gli aspetti salienti della modifica del tracciato della predetta soluzione, che hanno portato a una nuova soluzione denominata Porto 3 che è stata approvata dalla giunta comunale, sono: Miglioramento dell'ingresso per la fermata Duomo/Porto da piazza Paolo Borsellino; Trasformazione del tratto di ferrovia dismessa tra piazza Borsellino e Castello Ursino in un percorso ciclopedonale di ricucitura orientato  a favorire la continuità degli spazi del tessuto urbano; Eliminazione della fermata di Catania Acquicella, la cui funzione risulta assorbita dalla nuova fermata di San Cristoforo. La nuova soluzione prevede un tracciato lungo 4.790 m di cui: Lunghezza galleria: 3.760 m; Lunghezza galleria naturale: ~ 1.160 m; Lunghezza galleria artificiale: ~ 2.360 m; Lunghezza galleria artificiale darsena: ~ 240 m. Variante Porto 3 approvata dal Comune di Catania La soluzione Porto 3, secondo i progettisti, riuscirà a coniugare la visione trasportistica e la visione urbanistica per favorire, con l’interramento della ferrovia, la permeabilità fra mare e città per ridurre la scissione fra spazio urbano e spazio portuale, facendo dialogare centro urbano, porto e mare. Il nuovo tracciato e le stazioni della nuova ferrovia ipogea, nelle parti fuori terra, saranno inoltre  interessate da interventi di riqualificazione del waterfront e delle zone d’interazione della città con il porto e la ferrovia.   Verrà migliorato l’attuale sistema di trasporto collettivo a servizio dell’abitabilità del territorio, realizzando tre nuove "smart stations" come poli per la mobilità integrata (ferro, gomma, aria, acqua); Nel tratto di ferrovia dismessa tra Piazza Paolo Borsellino e il Castello Ursino si prevede un percorso ciclopedonale di ricucitura orientato a favorire la continuità tra gli spazi del tessuto urbano, da realizzarsi sull'attuale trincea ferroviaria e sugli Archi della Marina che si poggiano sulla Villa Pacini.   Nel quartiere di San Cristoforo è prevista una nuova fermata tra le antiche case terrane, la cui realizzazione sarà indipendente dalla ferrovia e subordinata al diradamento e alla dilatazione dello spazio pubblico per consentirne la fruizione. Si propone un concept delle stazioni con soluzioni progettuali misurate e limitati impatti visivi e funzionali a salvaguardia dell’Eccezionale Valore Universale tutelato dall’UNESCO del centro storico di Catania. Inoltre, si prevedono interventi di nuove destinazioni d’uso per le opere ferroviarie dismesse attraverso rimozione o riqualificazione delle stesse: interventi sui quali è chiamato a esprimersi il Comune di Catania. Ti potrebbe interessare: Passante Ferroviario di Catania: Scheda dell'Opera Il progetto preliminare "Porto 2"

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02 mag 2018

FOTO | Metropolitana di Catania, prende forma la nuova stazione “Fontana”

di Mobilita Catania

Mobilita Catania vi mostra lo stato di avanzamento dei lavori della tratta metropolitana di Catania Nesima-Monte Po: dopo aver dedicato un approfondimento ai lavori della nuova stazione di Monte Po, è ora di cominciare a prendere confidenza con la nuova stazione "Fontana".  Potete consultare anche il nostro appronfondimento sui lavori del nuovo tunnel Stesicoro-Palestro. I tanti automobilisti che ogni giorno transitano lungo la circonvallazione ovest di Catania conoscono bene l'esistenza di un imponente cantiere che ha imposto deviazioni e addirittura la creazione di nuove strade in entrambi i sensi di marcia, con qualche disagio per il traffico. Ma sanno, o dovrebbero sapere, che il disagio sarà presto ripagato con un'opera che potrà proprio evitare di continuare a stressarsi nel caotico traffico catanese. A pochi metri dall'Ospedale Garibaldi "nuovo" di Nesima, infatti, in viale Felice Fontana, sta sorgendo l'omonima stazione della metropolitana che, secondo la CMC, l'impresa ravennate che sta eseguendo i lavori, sarà pronta entro l'anno. Si tratta della stazione intermedia posta lungo la tratta Nesima-Monte Po della metropolitana di Catania, la cui galleria di 1,7 km è stata ultimata circa due mesi fa. Rimangono quindi da ultimare le opere ferroviarie e civili, compreso il completamento delle due nuove stazioni. Dopo avervi mostrato la nuova stazione di Monte Po in questo articolo, è adesso ora di cominciare a prendere confidenza con la nuova stazione "Fontana", a servizio del nosocomio e, naturalmente, dell'abitato compreso tra Nesima e Monte Po, a sud del quartiere di Monte Palma. Rispetto alla stazione di Monte Po, qui lo stato di avanzamento dei lavori è più basso poiché la realizzazione è cominciata dopo. Da un punto di vista architettonico, la nuova stazione Fontana sarà molto simile a quella di Monte Po, con ampi ambienti nei quali penetrerà la luce naturale grazie a lucernari e cavedi vetrati. Inoltre, al pari della stazione di Monte Po, anche questa fungerà da pubblico sottopassaggio di collegamento tra le aree a nord e a sud della circonvallazione, favorendo quindi anche la mobilità pedonale in tutta sicurezza. Ma la caratteristica unica di questa stazione sarà il collegamento diretto con l'Ospedale Garibaldi nuovo. Raggiungere un presidio ospedaliero così grande direttamente in metropolitana sarà un enorme vantaggio per l'utenza: un servizio che al momento pochissime città possono vantare. Il sottopassaggio di collegamento con l'ospedale è stato già realizzato e deve soltanto essere rimosso il diaframma che lo separa dal corpo della stazione. Secondo il cronoprogramma, al pari di tutte le opere della tratta Nesima-Monte Po, i lavori di realizzazione della stazione saranno ultimati entro quest'anno. A conclusione dei lavori della tratta Nesima-Monte Po la metropolitana di Catania si snoderà quindi lungo questo percorso di 10,5 km: Monte Po Fontana Nesima San Nullo Cibali (lavori in corso di completamento) Milo Borgo Giuffrida Italia Galatea Porto (momentaneamente chiusa) Giovanni XXIII Stesicoro Sono attualmente in corso anche i lavori di realizzazione del nuovo tunnel da Stesicoro a Palestro, in appalto alla CMC di Ravenna, che rientra nella tratta più estesa Stesicoro-Aeroporto per la quale, entro i prossimi mesi, dovrebbero completarsi tutte le pratiche per poter accedere ai finanziamenti e, quindi, appaltare e poter completare l’intera tratta Stesicoro-Aeroporto, stazioni comprese, entro il 2024. Nei prossimi giorni pubblicheremo sulle nostre pagine un approfondimento sul cantiere del lotto Stesicoro-Palestro. Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Storia e sviluppi futuri Metropolitana di Catania, da “Stesicoro” all’aeroporto: dove sorgeranno le stazioni FOTO | Metropolitana, giù il diaframma: completa la galleria Nesima-Monte Po FOTO | Dentro la stazione Monte Po della metropolitana di Catania

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