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01 set 2015

Controlli autovelox per il rispetto dei limiti di velocità, i presidî di Settembre

di Mobilita Catania

La direzione del Corpo di Polizia Municipale informa di aver disposto presidî mobili di controllo con l’uso  di Autovelox  in vari siti della città, come previsto dal decr. pref. 45/2006 e successive integrazioni, per garantire la sicurezza della circolazione dei veicoli e dei pedoni attraverso il rispetto dei limiti di velocità. I viali Lorenzo Bolano, Felice Fontana, Ruggero di Lauria, Odorico da Pordenone e via Don Minzoni sono quotidianamente presidiati da pattuglie di vigili urbani con turni che ricoprono l’intero arco della giornata. Ecco il calendario di settembre dei controlli autovelox: Viale Artale Alagona (giorno  1 - 8 - 11 - 16 - 18 - 25 - 30) Viale Lorenzo Bolano (giorno  2 - 4 - 5 - 6 - 8 - 9 - 11 - 12 - 13 - 15 - 16 - 18 - 19 - 20 - 22 - 23 - 25 - 26 - 27 - 28 - 29) Viale Felice Fontana (giorno  2 - 9 - 14 - 21 - 24 - 30) Via Don Minzoni (giorno  3 - 10 - 17 - 24) Viale Ruggero di Lauria (giorno  1 - 3 - 7 - 15 - 23 - 29) Viale O. da Pordenone (giorno  4 - 10 - 17 - 22)

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Segnalazione
31 ago 2015

Rifiuti ingombranti, qui si esagera

di Mobilita Catania

Il Comune di Catania fornisce un servizio di recupero dei rifiuti ingombranti, ma non sappiamo se sia compreso anche lo smaltimento di automobili. Siamo sarcastici ovviamente, ma neanche troppo: è infatti consuetudine trovare accanto i cassonetti dell'immondizia qualunque tipo di rifiuto, dalle lavatrici a intere stanze da letto. L'auto probabilmente verrà smontata da qualche raccoglitore ambulante di ferro vecchio. A preoccupare è il fatto che molti cittadini sono assuefatti dal degrado e se non si interviene subito l'area si trasformerà presto in una discarica abusiva. Ci troviamo in una zona residenziale, tra via Giuffrida e il Piazzale Famà (ex Sanzio); le sterpaglie, i rifiuti e  i cassonetti privi di coperchio e semidistrutti causano pericoli per la salute e il rischio di incendi.

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31 ago 2015

Via Crociferi, “area pedonale” con parcheggiatore abusivo

di Andrea Tartaglia

Non è assolutamente un argomento nuovo, ma finché il problema non è risolto rimane di attualità ed è importante non assuefarsi al malcostume. Via dei Crociferi, una delle strade più belle dell'intera Sicilia, Patrimonio dell'Umanità riconosciuto dall'Unesco, rimane poco valorizzata e, anzi, bistrattata. Oltre l'eccellente patrimonio architettonico e il recente restauro dell'ex Convento dei Crociferi, in attesa del restauro dell'ex Collegio dei Gesuiti, l'unico aspetto positivo di quest'incantevole strada settecentesca, oltretutto a vantaggio della sua salvaguardia e fruizione, sarebbe rappresentato dall'essere esclusivamente pedonale. Il condizionale, evidentemente, è d'obbligo perché di fatto non è così. Il tratto compreso tra piazza San Francesco d'Assisi e via Antonino di Sangiuliano è protetto solo da paletti posti a nord, ma spesso si trasforma in parcheggio, specialmente nelle ore notturne, sfruttando l'accesso da piazza Asmundo. L'altro tratto, che si estende fino a Villa Cerami, è invece percorso abitualmente da auto e motorini ed è addirittura spesso presente un parcheggiatore abusivo che invita i mezzi a circolare e a parcheggiare, in totale sprezzo dell'area pedonale, complice l'impunità. Le foto parlano chiaro. Multe e varchi controllati o protetti: queste, nell'ordine in cui possono attuarsi, i rimedi a cui fare ricorso. A Catania le aree pedonali sono poche, ma il problema dell'attraversamento illecito da parte dei veicoli e della sosta selvaggia le interessa quasi tutte: a salvarsi è solo piazza Università, non a caso l'unica ad essere protetta da dissuasori e da pilomat. Auspichiamo di poter presto ammirare la Via dei Crociferi, ma anche via Teatro Massimo, piazza Vincenzo Bellini e piazza Cutelli davvero libere dalle auto, possibilmente protette con barriere fisiche, senza dover assistere alla scena, reale, di turisti molestati dai clacson per farli spostare proprio mentre intenti a scattare una foto ricordo delle bellezze di Catania. Per via Crociferi un piccolo sogno è rappresentato anche dalla eventuale pedonalizzazione della vicinissima piazza San Francesco d'Assisi, per la quale è in corso una petizione.

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29 ago 2015

Aeroporti di Catania e Palermo tra i 12 d’interesse nazionale, via libera dal Governo

di Amedeo Paladino

Il piano aeroporti passa il vaglio di Palazzo Chigi. Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al decreto che attribuisce il rango agli aeroporti italiani in base a uno schema che individua 10 bacini scelti secondo criteri trasportistici e territoriali. Il decreto, che attende ora la firma del Presidente della Repubblica, è finalizzato - si legge nella nota diffusa da Palazzo Chigi- «allo sviluppo del settore all'interno di una governance che contemperi le esigenze della domanda di traffico nazionale e internazionale con quelle di sviluppo dei territori, di potenziamento delle infrastrutture necessarie, di utilizzo proficuo delle risorse pubbliche impiegate e di efficientamento dei servizi di navigazione aerea e degli altri servizi resi in ambito aeroportuale. L'individuazione degli aeroporti di interesse nazionale, quali nodi essenziali per l'esercizio delle competenze esclusive dello Stato, si pone, inoltre, in linea con la programmazione nazionale del settore nonché con la razionalizzazione delle infrastrutture aeroportuali e dei relativi servizi »". I 10 bacini, individuati secondo lo schema del decreto, identificano 38 aeroporti tra questi 12 «sono quelli che rivestono particolare rilevanza strategica», tra questi Milano Malpensa, Torino, Venezia, Bologna, Firenze/Pisa, Roma Fiumicino, Napoli Bari, Lamezia Terme, Catania, Palermo e Cagliari. Tra questi aeroporti, tre vengono individuati come "aeroporti che rivestono il ruolo di gate intercontinentali": Roma Fiumicino, quale "primario hub internazionale"; Milano Malpensa; Venezia. Il Sindaco Bianco ha espresso il proprio apprezzamento per la decisione: «il ministro dei Trasporti e le Infrastrutture Graziano Delrio che ha dimostrato grande attenzione nei confronti di Catania e del suo sistema infrastrutturale, dalla metropolitana al porto, fino all’aeroporto.  Non si tratta di un regalo visto che lo scalo è il maggiore del Meridione e si è guadagnato il riconoscimento grazie al lavoro svolto e alle cifre di crescita registrate». Lo scalo etneo nel 2014 ha registrato il transito di 7 milioni e 300 mila passeggeri, 900 mila unità in più rispetto all'anno precedente e primo del Meridione. Nei piani della SAC, la società di gestione che ha in concessione l'aeroporto di Catania per 40 anni, c'è il recupero della vecchia aerostazione Eredia e l'allungamento della pista; inoltre la tratta Palestro- Fontanarossa della metropolitana entro il 2022 dovrebbe essere in servizio; tra 3 anni anche la rete ferroviaria dovrebbe collegarsi allo scalo etneo; inoltre stanno per essere completati invece i lavori per la costruzione del parcheggio multipiano P4.

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28 ago 2015

Pedala. Ora puoi farlo in sicurezza

di Amedeo Paladino

Ieri mattina i ciclisti catanesi hanno trovato ad attenderli una piacevole sorpresa. Chi si muove in bici tra le strade della nostra città deve ritagliarsi il proprio spazio tra gli altri veicoli: un continuo esercizio per evitare pericoli, zigzagare tra auto in doppia fila, scooter che come frecce arrivano da ogni parte, sorpassi azzardati di molti automobilisti. Ma i catanesi inforcano la bici con la speranza, speriamo non sia un'illusione, arriverà il giorno in cui verranno finalmente presi in considerazione nelle scelte dell'Amministrazione sulla mobilità. Ieri le ruote sembravano scorrere più facilmente. Finalmente dopo tante richieste, segnalazioni, istanze e rimostranze, la segnaletica indicante il pittogramma delle bici sulle corsie preferenziali è stato finalmente rifatto. Il movimento #salvaiciclisti da più di un anno in tutte le sedi richiede il rifacimento dei pittogrammi bici, ormai cancellati dagli agenti atmosferici e dal transito dei veicoli; una situazione che comprometteva la sicurezza dei ciclisti che transitano dalle corsie preferenziali. Mobilita Catania ha raccolto la segnalazione: in due occasioni abbiamo affrontato l'argomento, chiedendoci perché la manutenzione della segnaletica non avesse interessato i pittogrammi bici. Il 18 agosto il Presidente della Multiservizi Michele Giorgianni- società partecipata al 100% dal Comune di Catania che si occupa dei servizi di manutenzione della segnaletica orizzontale- risponde alle nostre richieste; ne nasce un proficuo colloquio che ha portato alla manutenzione della segnaletica, che sta avvenendo in questi giorni. L’itinerario composto dalle preferenziali di via Etnea, via Umberto, viale Libertà, corso Italia e viale XX Settembre e via Vittorio Emanuele dal 2012 come deliberato dal Comune è stato reso aperto al transito di chi si muove in bici, provvedimento previsto dal Codice della Strada e adottato da alcune città italiane, che ha reso più facile la vita dei ciclisti urbani catanesi. Già ieri transitando dalla corsia preferenziale di Corso Italia il colore acceso del pittogramma bici ha reso il percorso più sicuro: scooter e moto durante il nostro passaggio non hanno varcato la linea di demarcazione della corsia preferenziale. Casualità o efficacia della segnaletica? I ciclisti a Catania ci sono. I pittogrammi sul selciato sono molto di più che semplici scritte, ma un simbolo che dice: "Ci sono anch'io, datemi strada".

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27 ago 2015

Mutuo piste ciclabili e Tondo Gioeni, la nota di Salvaiciclisti: « siamo increduli»

di Amedeo Paladino

Pubblichiamo la nota del movimento #salvaiciclisti Catania in merito alla delibera del Comune in cui viene disposto lo storno delle residue somme di un mutuo per la costruzione di piste ciclabili a favore dell'abbellimento artistico della rotonda del Tondo Gioeni. Abbiamo appreso dalla stampa la notizia della scelta da parte dell'amministrazione comunale di stornare somme destinate alla realizzazione di piste ciclabili per effettuare interventi di abbellimento estetico alle aiuole del tondo Gioeni. Siamo increduli. Perché se così fosse sarebbe paradossale che questa decisione sia stata presa dalla stessa persona (il nostro primo cittadino) che meno di due mesi fa ha ospitato in pompa magna tutti i sindaci delle principali città italiane impegnandoli in una conferenza nazionale sul tema della mobilità sostenibile.In tale occasione i sindaci concordemente avevano ritenuto l'applicazione di modelli di mobilità sostenibile obiettivo prioritario nelle politiche delle rispettive città amministrate. L'impegno è stato preso, fra l'altro, davanti al Ministro dell'Ambiente ed a quello delle Infrastrutture ed è stato formalizzato in un documento denominato, per l'appunto, "Carta di Catania". Sarebbe incredibile pensare che somme consistenti già presenti nelle casse del Comune e già vincolate ad interventi che potrebbero mettere Catania al pari con altre città italiane, siano state destinate ad altro, anche perché in quella occasione i sindaci hanno esternato la loro difficoltà a reperire somme da destinare allo scopo e dunque sarebbe assurdo che la nostra città, che ha avuto la fortuna di avere in cassa dei fondi li abbia destinati ad opere che non portano alcun risultato funzionale. Ci pare strano poi che tale decisione sia stata presa senza coinvolgere le associazioni ciclistiche e di mobilità sostenibile con le quali esiste già da un anno un dialogo sempre attivo nell'ambito di un tavolo tecnico. Attivo al punto che, anche in questi mesi estivi, le stesse associazioni sono state convocate più volte dall'assessorato alla mobilità per la organizzazione della settimana europea della mobilità sostenibile che si terrà a settembre anche nella nostra città. Ci appare anche strano che la decisone sia stata presa con l'avallo proprio dello stesso sindaco che è stato scelto dai colleghi in rappresentanza dell'Anci per esprimere al Vaticano l'impegno dei comuni italiani di dare corso al messaggio pontificale che sanciva l'importanza della sostenibilità ambientale nell'ambito della mobilità urbana. Ma ancora più strano ci pare che tale decisione sia stata presa nei confronti di una città in cui lo stato della mobilità e della viabilità in generale è emergenziale oltre che un problema sentito a tutti i livelli sociali e vissuto drammaticamente dalle forze economiche ed imprenditoriali. Ma ciò che è più grave nei confronti di una città dove i livelli di inquinamento atmosferico superano costantemente i limiti imposti dalla normativa europea con grave nocumento della salute dei cittadini di cui, fra l'altro, il sindaco è garante e direttamente responsabile. Per tutte queste considerazioni e poiché stentiamo a capire cosa e come sia potuto accadere quanto riportato dalla stampa ci auspichiamo che il signor Sindaco intervenga personalmente per spiegare ai cittadini, ma anche alle associazioni di volontari che hanno speso gratuitamente il loro tempo per la ciclabilità, che della mobilità sostenibile è un aspetto importante, le ragioni di questa scelta politica adottata dalla sua giunta.

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