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20 mag 2020

Passante Ferroviario, nuovo tracciato urbano: confronto RFI – Comune di Catania sull’evoluzione progettuale

di Mobilita Catania

I nuovi e definitivi orientamenti progettuali della sistemazione del nodo ferroviario di Catania con l’interramento della stazione centrale e il completamento del doppio binario fino ad Acquicella, sono stati al centro di un incontro tra il sindaco Salvo Pogliese, il delegato per il Sud di RFI Salvo Leocata, gli assessori comunali Enrico Trantino, Pippo Arcidiacono e Sergio Parisi, il consulente del Comune per il Prg Paolo La Greca e i dirigenti tecnici comunali Biagio Bisignani e Salvo Marra. Il progetto denominato "nodo Catania" prevede due lotti funzionalmente autonomi con nuova stazione sotterranea Duomo/Porto, il decentramento del deposito Ferroviario di Piazza Europa presso Catania Acquicella, la realizzazione del nodo di scambio con la metropolitana nell’area del parcheggio comunale gestito dall’Amt a Fontanarossa. «Abbiamo preso atto con estrema soddisfazione - ha detto il sindaco Pogliese – dell’avvio della fase definitiva di progettazione, da parte di Italferr, del tanto atteso quanto complesso lavoro volto all’interramento del fascio di binari che, dal 1870, costituisce una vera cintura di ferro che ha separato la città dal suo mare. Con questo progetto si disegna la Catania del 2030, ponendo i binari in sotterraneo e ridando nuova vita al fronte del Porto. La proposta ha colto la richiesta di limitare a soli 50 metri l’occupazione delle banchine portuali, anziché dei 160 originariamente previsti che avrebbero sacrificato eccessivamente lo specchio d’acqua. Il nuovo tracciato consentirà la realizzazione della stazione “Duomo” nei pressi di Villa Pacini -ha aggiunto il primo cittadino - con un impatto nullo sia per la zona di Castello Ursino che quella di San Cristoforo. Indubbiamente concorderemo ogni passaggio con il governo regionale ma ritengo che siano elementi di grande valenza progettuali rispettosi dell’ambiente per creare una doppia linea ferroviaria che sia davvero una vera e propria metropolitana costiera, che da Giarre arriva in pochi minuti nel cuore di Catania. Potremo pianificare la nuova scena urbana a partire dal waterfront di Catania da piazza Europa a piazza Borsellino grazie al nuovo e qualificante rapporto col mare. Gli archi della Marina potranno giocare il ruolo di una lunga passeggiata sopraelevata che connetterà il Passiatore al Castello Ursino. Faremo scegliere alla città, in un appassionato confronto sia con il consiglio comunale e attraverso un progetto di riqualificazione condiviso, il destino del vecchio viadotto ferroviario che il consiglio Comunale nell’epoca post unitaria, contrastò con forza quando ne fu proposta la realizzazione». La conformità delle nuove impostazioni progettuali alla pianificazione urbanistica saranno materia di confronto in queste settimane tra i tecnici comunali e quelli di Italfer e sfoceranno in una delibera di presa d’atto della Giunta Pogliese per una valutazione e un apprezzamento complessivo degli stati di avanzamenti progettuali per la realizzazione del Nodo Catania. Il progetto definitivo già affidato a Italferr Società di Progettazione Gruppo FS prevede un investimento complessivo di oltre 600 mln di euro e l’attivazione nel 2028. Sull’altro fronte, quello per l’interramento della linea ferroviaria per il prolungamento della pista dell’aeroporto Fontanarossa per un costo di 265 mln di euro, di valenza economica regionale e che sarà sviluppato di concerto con la Presidenza e l’assessorato Regionale alle infrastrutture e trasporti, si registra l’invio del progetto definitivo al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per il parere statale per il successivo avvio della fase di approvazione del progetto e di pubblicazione del bando di gara con l’attivazione prevista nel 2025. «Anche questo progetto giunto ormai agli ultimi passaggi burocratici – ha commentato il sindaco Pogliese – rappresenta uno snodo strategico che ci consente di avere finalmente un pista aeroportuale di oltre 3 mila metri e dunque in grado di ospitare i voli intercontinentali, un piano di sviluppo su cui sono fortemente impegnati il presidente Musumeci e l’assessore Falcone. È di grande importanza per la città – ha ribadito il Sindaco – anche la decisione di confermare il nodo di interscambio fra la linea ferroviaria e quella della metropolitana in corrispondenza del parcheggio dell’AMT. Si potrà creare un vero hub tra i diversi sistemi di trasporto ripensando l’intero sistema di accesso alla città storica e alleggerendo il traffico pesante che ingolfano le vie d’accesso alla città. Siamo di fronte a fattori nevralgici dello sviluppo della Catania che si proietta ai prossimi anni, secondo gli orientamenti del nuovo Piano regolatore che dopo cinquanta anni esiteremo in linea coi principi dell’Agenda 2030 sullo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite per la quale la mobilità innovativa gioca un ruolo primario. Ricordo ancora quando nell’aprile del 2002, allora ero un giovanissimo consigliere a palazzo degli elefanti, il Comune di Catania sottoscrisse il preliminare d’intesa con RFI per avviare le basi di un progetto che finalmente si appresta a diventare una realtà organica nella sua complessità». Ti potrebbero interessare: Passante Ferroviario di Catania Metropolitana di Catania Completamento del Passante Ferroviario, qualcosa si muove: prossimo passo il progetto definitivo Nodo intermodale di Fontanarossa: non solo aeroporto, è la città di Catania ad averne bisogno

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10 feb 2020

Completamento del Passante Ferroviario, qualcosa si muove: prossimo passo il progetto definitivo

di Andrea Tartaglia

L'Assessore ai Lavori Pubblici di Catania, Enrico Trantino, attraverso un post sui social network ha oggi reso noto che si è tenuto un incontro sul tema del passante ferroviario di Catania tra il Comune e Rfi, Rete Ferroviaria Italiana, ossia l'ente chiamato a realizzare l'importante opera. Ad oggi, il passante Ferroviario di Catania è stato completato, nel suo percorso entro i confini comunali, nel solo tracciato nord, con la realizzazione delle tre nuove fermate di Catania Europa, Catania Picanello e Catania Ognina (a cui seguono, nel percorso verso Giarre-Riposto, fuori dai limiti municipali di Catania, le fermate di Cannizzaro, Acireale, Guardia Mangano-Santa Venerina e Carruba). Manca, infatti, la trasformazione del tracciato a sud di piazza Europa, che prevede l'interramento della Stazione Centrale e quindi il proseguimento verso Acquicella attraverso un nuovo tracciato interamente interrato, a doppio binario, che di fatto libererà gli Archi della Marina dall'uso ferroviario, consentendone quindi l'abbattimento o, più probabilmente, la conversione in una suggestiva pista ciclopedonale tra mare e città. Queste le parole dell'Assessore: «Oggi proficua riunione con RFI sullo stato dell'arte dei progetti che modificheranno parte dell'assetto urbanistico della città. L'interramento dei binari, la liberazione degli Archi della Marina e dell'area della ferrovia fino al Castello Ursino sono stati già oggetto di progettazione, che dovrà ora essere resa definitiva. Abbiamo chiesto - e RFI ci farà sapere - di estendere la galleria fino a Piazzale Asia in modo da lasciare libera la vista fino al mare dalla nuova cittadella giudiziaria (l'opera dovrebbe essere ultimata entro il 2023). La realizzazione della nuova linea ferroviaria, oltre quella della Circumetnea (la metropolitana, ndr), disegneranno una nuova città più a misura d'uomo, con la possibilità di estendere le aree pedonali e godere, finalmente, di una promenade sul waterfront.» Si sta, dunque, affinando ulteriormente il progetto preliminare del 2018 per giungere a quello definitivo a seguito di questi e di prossimi confronti tra Comune e Rfi. Inoltre, da noi interpellato, l'Assessore ci ha fatto sapere di aver chiesto a RFI di valutare la possibilità di prolungare le banchine della costruenda fermata di Fontanarossa in modo da avvicinarle al parcheggio scambiatore e agevolare, quindi, l'interscambio con la fermata metropolitana qui prevista (Santa Maria Goretti). Una soluzione che potrebbe, infine, rimediare ai problemi causati dall'attuale localizzazione della fermata Rfi a supporto dell'aerostazione in sito diverso da quello precedentemente stabilito in uno specifico protocollo d'intesa. Non è da escludere che la modifica ora in discussione possa interessare, in parte, anche il posizionamento della fermata metro rispetto al progetto in corso. Un passo avanti dell'iter del passante ferroviario, in ogni caso, che fa piacere conoscere anche perché in conflitto con le parole dell'Assessore Regionale alle Infrastrutture Falcone, che appena pochi mesi fa, definiva questo progetto dispendioso e poco utile.  È vero che si tratta di un progetto dispendioso, ma la sua utilità in termini di mobilità e di riflessi urbanistici è, invero, enorme. Una pecca del progetto attuale, però, alla quale si auspica il Comune chieda pure di porre rimedio, è l'eliminazione della fermata di Catania Acquicella, proprio a pochi passi dal cimitero monumentale di Catania e da un vasto parcheggio già realizzato.  Anche perché ci sarebbe ancora da approfondire il tema della prevista, nuova fermata di San Cristoforo, che pare possa riservare qualche problema. Questo, infatti, il percorso del passante ferroviario previsto nell'ambito strettamente comunale, da nord verso sud: Catania Ognina Catania Picanello Catania Europa Catania Centrale (da interrare) Catania Porto Catania San Cristoforo Catania Aeroporto Come si vede, tra Catania San Cristoforo (da realizzare ex novo) e Catania Aeroporto (in costruzione), purtroppo, non è ad oggi previsto il mantenimento della pur molto utile fermata di Acquicella, come detto, che si troverebbe in posizione intermedia a distanze del tutto compatibili con un trasporto di tipo metropolitano quale il passante deve essere in grado di offrire. Si va, comunque, avanti: l'impressione è che ci sia qualcosa ancora da limare e ciò dovrà essere necessariamente fatto con competenza e oculatezza, trattandosi di una grande opera i cui effetti dureranno per parecchie decadi. I temi caldi rimangono, dunque, l'interscambio passante-metro presso Fontanarossa nonché la paventata soppressione di Acquicella e la eventuale realizzazione o meno della nuova fermata di San Cristoforo, mentre non dovrebbero più esserci dubbi sulla "liberazione" degli Archi della Marina e l'interramento della Stazione Centrale. Ti potrebbero interessare: Passante Ferroviario di Catania Metropolitana di Catania Dallo sventramento alla ricucitura urbana: il nuovo percorso approvato del passante ferroviario Catania attende la Linea B della rete metropolitana: l'infrastruttura c'è, manca il servizio Nodo intermodale di Fontanarossa: non solo aeroporto, è la città ad averne bisogno

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01 set 2018

Cadono calcinacci dagli Archi della Marina: eseguita messa in sicurezza e riaperta Villa Pacini

di Mobilita Catania

Per motivi di sicurezza villa Pacini è stata provvisoriamente chiusa per consentire agli addetti di FS, proprietari dei manufatti, di effettuare le necessarie verifiche di stabilità e sicurezza degli archi della Marina. Nel tardo pomeriggio il giardino storico è stato riaperto a conclusione dei lavori di messa in sicurezza eseguiti da FS. Intorno alle ore 12,00, infatti, due parti di uno dei viadotti nei pressi della villa Pacini, sono caduti senza per fortuna causare danni alle persone. Sul posto sono prontamente intervenuti i vigili urbani in servizio alla pescheria che hanno delimitato l’area e interdetto il passaggio alle persone. Alle ore 18,30 è stata nuovamente aperta al pubblico villa Pacini dopo gli immediati lavori realizzati da una squadra di pronto intervento delle Ferrovie dello Stato che d’intesa coi tecnici comunali e l’assessore alla protezione civile Alessandro Porto, hanno messo in sicurezza nove viadotti degli Archi della marina potenzialmente a rischio caduta calcinacci. “Anche a nome a nome del sindaco Pogliese -ha detto l’assessore Porto- ringrazio le Fs e i loro tecnici per l’immediato intervento,  mostrando grande sensibilità per aver operato con massima tempestività consentendoci di riaprire villa Pacini in sicurezza e in tempi rapidissimi”.

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17 mag 2018

Il Raddoppio Ferroviario cambierà il volto di Catania: illustrato oggi il progetto

di Mobilita Catania

È stato illustrato oggi, nel corso di una conferenza stampa nella Sala Giunta di Palazzo degli Elefanti, il nuovo tracciato per il raddoppio della tratta Zurria-Acquicella del passante ferroviario catanese: un progetto che cambierà il volto del centro storico e che Mobilita Catania aveva anticipato gli scorsi giorni. A distanza di anni dalle prime ipotesi progettuali, la delibera della giunta comunale pubblicata l'11 maggio 2018 ha segnato una svolta storica per la città di Catania. Per meglio chiarire il tema, gli scorsi giorni sulle nostre pagine abbiamo tracciato un’introduzione riepilogativa dell’evoluzione del progetto di passante ferroviario nell’ultimo decennio. Il progetto è stato illustrato nei dettagli nel corso di un incontro presieduto dal Sindaco e al quale sono intervenuti l'assessore all'Urbanistica Salvo Di Salvo con la dirigente Rosanna Pelleriti, il responsabile dei lavori del Nodo Catania di Rfi Salvatore Leocata, il progettista di Italferr, Raffaele Marino, altri tecnici e i rappresentanti del Forum catanese della Cultura e dell'Ambiente con l'esponente del Fai Giovanni Condorelli e dell'Istituto italiano dei Castelli Filippo Cosentino. "Le associazioni e la Società civile - ha affermato il sindaco Bianco - scesero in campo contro il progetto presentato nel 2013 e che avrebbe avuto un impatto inaccettabile sul centro storico. Il sindaco di allora, Raffaele Stancanelli, si oppose, io mi schierai con lui. Cominciò così una lunga battaglia che oggi prevede di realizzare sì il raddoppio ferroviario ad alta velocità che è importantissimo per tutta la Sicilia, ma farlo con un percorso sotterraneo, salvaguardando tutti gli edifici storici". Cosentino ha ricordato come l'allarme per il progetto iniziale fosse stato lanciato dall'allora presidente di Italia Nostra, l'architetto Antonio Pavone e Condorelli ha ripercorso gli interventi compiuti come Forum "per evitare lo scempio". È stato sottolineato però come da una gaffe clamorosa, lo sventramento, sia nato un progetto di grande respiro, "Che disegna una Catania moderna e rispettosa dell'antico". Nel dicembre scorso le Ferrovie avevano avviato i primi confronti con Assessorato all'Urbanistica, Soprintendenza, Autorità Portuale, Capitaneria di Porto, per analizzare il percorso nei dettagli. Erano emerse alcune criticità e si era lavorato per risolverle. Alla fine di aprile, è stata consegnata al Comune la documentazione tecnica predisposta da Rfi e Italferr che comportava un ulteriore miglioramento per la città rispetto al progetto e al percorso precedenti. Il nuovo tracciato - che elimina le interferenze con le Terme dell'Indirizzo ed evita il passaggio sotto la chiesa di San Sebastiano come richiesto dalla Soprintendenza -  prevede il miglioramento dell'ingresso per la fermata di Duomo-Porto da Piazza Borsellino, la ricollocazione della fermata intermedia Ursino in una diversa posizione ma sempre nell'ambito del quartiere San Cristoforo ed elimina la fermata di Acquicella. "Il tracciato - ha spiegato Bianco - sarà lungo poco meno di cinque chilometri, con quasi quattro in galleria (uno artificiale e due e mezzo artificiale, compresa quella sotto la darsena). La Stazione ferroviaria si troverà dodici metri sotto il livello attuale, la ferrovia passerà sotto il porto e ci saranno ben due stazioni metropolitane lungo la tratta. Una sarà in piazza Borsellino, sostanzialmente per servire la zona turistica, la Villa Pacini e piazza Duomo. L'altra sarà in via Plebiscito, nel cuore di San Cristoforo e dunque dando anche respiro a un quartiere che ha un elevato grado di sofferenza. Il progetto prevede inoltre che, sulla linea degli Archi della Marina, là dove ora ci sono i binari, saranno creati un percorso pedonale e anche una pista ciclabile. Lo stesso vale per la Galleria e la trincea di Acquicella. E tutto questo nel cuore antico della città. Con le stazioni che saranno progettate per avere limitati impatti visivi e funzionali a salvaguardia del Barocco catanese Patrimonio Unesco. Insomma, davvero uno straordinario progetto, una delle più belle realizzazioni che si concretizzeranno nei prossimi anni nella nostra città". "La nuova progettazione del raddoppio fra Catania centrale e Catania Acquicella - ha confermato l'ing. Leocata - rappresenta un'opera di grande importanza che da una parte risolverà un collegamento ferroviario antico, antiquato e inadatto, e dall'altra darà alla Città nuove fermate e nuovi servizi, sia metropolitani che regionali. E questo in quanto Catania sarà al centro del nuovo itinerario ferroviario ad elevata velocità e capacità Messina-Catania-Palermo e offrirà anche una serie di servizi metropolitani che interesseranno il Duomo, San Cristoforo e i collegamenti con la Circumetnea". L'idea del progetto è quella integrare il tracciato e le stazioni della nuova ferrovia, nelle parti fuori terra, con l'innovativo programma dell'Amministrazione per la riqualificazione del waterfront e delle zone d'interazione tra centro urbano, Porto e ferrovia. Il fine è quello di migliorare l'attuale sistema di trasporto collettivo con la realizzazione di smart station per la mobilità integrata (ferro, gomma, aria, acqua). Il progetto prevede nel tratto di ferrovia dismessa tra la piazza Borsellino e il Castello Ursino la realizzazione di un percorso ciclopedonale e nuove destinazioni d'uso per le opere ferroviarie dismesse che saranno riqualificate.   Ti potrebbe interessare:  Passante Ferroviario di Catania: sviluppi futuri Passante ferroviario di Catania, dallo sventramento alla ricucitura: il nuovo percorso urbano approvato dal Comune  

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19 gen 2018

Un bando internazionale di idee per ripensare il porto di Catania e il rapporto con la Città

di Amedeo Paladino

Un bando internazionale di idee per il waterfront di Catania e ripensare il rapporto del porto con la Città: sarà a breve pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea (GUCE) e nella  Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana (GURS). Il porto di Catania ha un rapporto con la Città molto forte ed al contempo molto contraddittorio: infatti pur essendo adiacente al centro storico e monumentale della città, è da questa diviso da tre barriere di diversa natura ma di identico effetto, quello di separare l’ambito urbano da quello portuale: la circonvallazione orientale (o a mare) di Catania, che è una delle grandi arterie cittadine, percorsa da un consistente numero di autoveicoli tutti i giorni e a tutte le ore e la linea ferroviaria Catania-Siracusa che corre sopra gli Archi della Marina. Il Comune di Catania e l'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale hanno dunque condiviso la necessità di dotarsi di uno strumento di pianificazione di massima che identifichi le principali componenti urbanistiche, paesaggistiche, architettoniche e funzionali dell'area che va da Piazza Europa sino alla zona sud del faro Biscari, passando per piazza dei martiri e la Cementeria. In tale ampia fascia, infatti, ricadono i principali nodi e punti di contatto fra la rete ferroviaria esistente ed il Porto con la città. Nodi con problematiche stratificatesi nel tempo che, nell'inesorabile palinsesto storico, oggi rappresentano alcune delle criticità più importanti della città in ordine al sistema della viabilità, dei luoghi centrali e della residenza. L'area di integrazione porto/città, costituita dalla zona fra piazza dei Martiri sino al faro Biscari/Cementeria, rappresenta un "disordine" urbano discontinuo: aree industriali dismesse, aree residenziali degradate, vuoti pubblici, infrastrutture ferrate di tipo territoriale, ingressi della città metropolitana, area di testata ai luoghi della villeggiatura e del "mare", aree con grandi contenitori pubblici vuoti, hanno la necessità di essere coerentemente "messe a sistema" con i criteri di una disciplina pianificatoria che non sia rivolta soltanto alla esigenza strettamente urbana, bensì alla dimensione metropolitana e di grande scala. Il concorso internazionale di idee ha dunque lo scopo di individuare la soluzione metodologica più appropriata per la rigenerazione urbanistica dell'area, attraverso un Masterplan, secondo le necessità indicate dal bando. Il livello esplicativo delle idee proposte sarà con contenuti disciplinari di tipo Architettonico ed Urbanistico, non rappresenterà alcun livello di progettazione così come definito delle vigenti norme. La definizione del livello di progettazione "Masterplan" non ha alcuna codifica normativa in seno alle leggi sugli appalti, ritrova invece riscontro sulla urbanistica applicata (non sulla legge urbanistica siciliana) per la definizione di un tipo di pianificazione programmatica. Il Masterplan dovrà fornire le indicazioni metodologiche delle regole urbane ed architettoniche per la riqualificazione degli spazi, ponendo come principio invariante l'importante ruolo che riveste l'area nel rispetto dei caratteri intrinseci dei valori storico, artistico e culturale. La proposta progettuale dovrà individuare soluzioni relative a definire: le relazioni urbane, territoriali e paesaggistiche, tra i sistemi urbani, portuale e territoriali dell'area ed il contesto circostante, anche nella specifica caratterizzazione di "città metropolitana"; l'assetto funzionale e della mobilità veicolare, ciclabile e pedonale, e degli spazi di sosta; l'idea pregnante sulla individuazione della idea di stazione marittima della città di Catania, intesa quale simbolo e segno di riconoscimento dell'intero territorio; l'assetto e le diverse caratterizzazioni dello spazio pubblico; l'eco-sostenibilità dell'intervento complessivo; le interazioni con le tecniche della smart-city e smart-connect; una sintetica fattibilità economico-finanziaria degli interventi. L'area oggetto di intervento, interessata dal concorso di idee, è situata lungo la costa est della città di Catania e in gran parte adiacente al centro storico e monumentale della città e al sedime portuale. Si tratta di una zona perimetrale e comprende piazza Europa, viale Africa, via D'Amico, piazza Giovanni XXIII, via VI Aprile, piazza dei Martiri, via Dusmet, via Cristoforo Colombo, via Plebiscito, via Grimaldi, via Gramignani, via Plaia, via Siracusa, via Vivaio, via dello Strettoio, via Domenico tempio, via Acquicella porto, viale Kennedy, molo di mezzogiorno, nonché tutte le aree del sedime portuale ricomprese in tale fascia. Il territorio interessato viene suddiviso in tre ambiti con specifiche caratteristiche che li contraddistinguono rispettivamente: l'area che va da piazza Europa a piazza dei Martiri; area che va da piazza dei Martiri al "Faro" (via Domenico Tempio), ricomprese le aree portuali del porto vecchio e del porto nuovo e l'ambito della stazione marittima (sporgente centrale) e della club house; area del cementificio e zone limitrofe al quartiere Angeli Custodi, compresa l'area dello svincolo del Faro con le infrastrutture territoriali esistenti. Per quanto riguarda la procedura di gara, la preselezione consiste nella scelta, tra i partecipanti, dei migliori 7 (sette) curricula dei gruppi di progettazione e nell'individuazione del miglior approccio metodologico-disciplinare presentato in sede di gara nella fase di preselezione. La selezione consiste nella presentazione di una "idea metodologica", architettonico-urbanistico (masterplan) da parte dei 7 concorrenti preselezionati ed è finalizzata a individuare i migliori indirizzi metodologici, disciplinari, di tipo urbanistico ed architettonico, necessari alla SA per affinare successivamente (fuori dai tempi e modalità del bando) la migliore proposta progettuale per la città. I Premi: 100 mila euro al progetto classificato primo, 20 mila al secondo e 10 mila al terzo. Si prevede che i lavori si chiuderanno entro il 2 marzo 2018 Il bando in versione integrale e tutta la documentazione a corredo della procedura concorsuale, saranno pubblicati sul sito del Comune di Catania al seguente link: http://www.comune.catania.it/amministrazionetrasparente; sul sito dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale al seguente link: http://www.porto.catania.it/servizi/bandi-di-gara. Il bando sarà inoltre inviato tramite posta elettronica certificate (PEC) a: Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori; Consiglio Nazionale degli Ingegneri; Consiglio Nazionale dei Geometri. L'estratto del bando ai sensi dell'art. 29 del DLgs 50/2016 s.m.i. sarà inviato per la pubblicazione su: Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea (GUCE); Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana (GURS); un quotidiano di rilievo nazionale. Le dichiarazioni. "La sollecitazione - ha detto ancora il sindaco Bianco - ci è giunta dagli ordini professionali che ci hanno ricordato come a Catania fosse ormai tanto tempo che non si facevano più concorsi di idee. Credo, inoltre, che bandi di questa importanza e di questo livello siano mai stati fatti nella nostra realtà. Abbiamo parlato con il Presidente dell'Autorià Portuale e con la Capitaneria di Porto, con i quali il progetto va condiviso, ed oggi presentiamo l'idea di un concorso internazionale per la realizzazione del nuovo waterfront di Catania con il massimo di pubblicità possibile. Un'opera che avrà un valore storico per Catania". "L'amministrazione comunale e l'Autorità Portuale - ha aggiunto l'assessore di Salvo - hanno avviato un dialogo intenso dal punto di vista urbanistico per quel che riguarda le aree attinenti al porto e quelle limitrofe. Un'attenzione particolare a queste zone strategiche della città che, in funzione della vicinanza del Porto e del mare, diventano oggetto di un'importante azione di recupero". "Siamo arrivati al punto da poter lanciare l'idea di un waterfront moderna, sicura, al passo con i tempi - ha detto presidente dell'Autorità di sistema portuale della Sicilia orientale Andrea Annunziata - di una delle più belle marine d'Italia. Con l'intervento sulla 'mantellata' non solo mettiamo in sicurezza il porto ma consentiremo a catanesi e visitatori la possibilità di usufruire di una passeggiata a amare di circa un chilometro e mezzo che poche città al mondo posso vantare. Nel contempo creeremo un molo adeguato all'ormeggio dei mega yatch in modo da potere dare accoglienza ad un turismo dalle alte possibilità economiche". "Consideriamo positivamente il bando - ha dichiarato il segretario della Cisl catanese, Maurizio Attanasio - e apprezziamo lo sforzo dell'amministrazione comunale, sindaco e assessori in testa, per rimodellare una delle più importanti città metropolitane del sud con nuove infrastrutture che siano efficienti ma che, soprattutto, siano motivo di forte coesione territoriale e sociale". "Riteniamo molto importante - dicono Giacomo Rota, Giovanni Pistorio e Alessandro Grasso di Cgil, Fillea e Filt - che ci sia questo tipo di approccio da parte dell'amministrazione comunale che di fatto lancia un invito a livello internazionale di occuparsi del nostro waterfront, uno dei più belli della sicilia, finora poco valorizzato. Complimenti al sindaco Bianco e all'assessore Di Salvo anche per avere sempre messo in atto un'adeguata concertazione". Ti potrebbe interessare: Porto di Catania: scheda dell'opera Foto di copertina: Álvaro Moreno Gómez/Flicker  

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17 ott 2016

FOTO | Porto, procedono i lavori di riconnessione al tessuto cittadino

di Andrea Tartaglia

Procedono i lavori di rimozione o, per meglio dire, rimodulazione (drastica) del muro di cinta settentrionale del porto di Catania allo scopo di ristabilire un rapporto diretto tra il mare e il tessuto urbano del centro cittadino. Finora i lavori hanno riguardato solo un tratto di alcune decine di metri a ovest della vecchia dogana, di fronte agli edifici della Capitaneria di porto di Catania. Dalle foto si può intuire l'assetto che si vuole ottenere: un muretto basso, caratterizzato da frequenti aperture pedonali. Una scelta che consente costi bassi, visto che si sfrutta ciò che si mantiene della struttura preesistente, ma che permette di liberare la visuale, impedire l'accesso ai veicoli e che consente una grande permeabilità pedonale.  

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07 ott 2016

Il porto si apre alla città: Catania si riavvicina al mare

di Roberto Lentini

Come precedentemente annunciato e documentato in questo articolo, sono iniziati i lavori per aprire materialmente il porto alla città. Si sta infatti procedendo all’eliminazione dell'attuale cinta muraria lungo il lato nord e di conseguenza le aree "liberate" diverranno pienamente accessibili come naturale prosecuzione di piazza Paolo Borsellino e del quartiere della Civita. I cittadini, quindi, avranno la possibilità di fruire di spazi fino a oggi interdetti, che si affacciano sullo specchio acqueo del porto, peraltro atti a ospitare eventi culturali e musicali (come già avvenuto in passato). L'evento, che segna uno storico passaggio nell'evoluzione urbanistica della città, è possibile grazie al protocollo d’intesa firmato a marzo di quest'anno tra l’autorità portuale e l’amministrazione comunale etnea. Catania, così, pone le prime, concrete basi per avviare la definizione di un nuovo waterfront  attraverso l’integrazione tra il porto e la città storica. I prossimi passi prevedono una ridefinizione della viabilità urbana e dei parcheggi nelle aree limitrofe e delle infrastrutture di competenza della Ferrovia Circumetnea. Sarà rivista anche la definizione degli assi principali di collegamento stradale del porto alla grande viabilità urbana, extraurbana e all’interporto con particolare attenzione ai due nodi viari di faro Biscari e di piazza Paolo Borsellino. Mobilita Catania auspica che, contestualmente, venga approvato anche il progetto di pedonalizzazione del tratto di via Beato Cardinale Dusmet lungo la Villa Pacini: un indispensabile raccordo pedonale tra il porto e la città attraverso Porta Uzeda in un luogo dalle caratteristiche storico-architettoniche che abbraccia mille anni di storia e che merita di essere così valorizzato.   Ti potrebbero interessare: FOTO | Restituire il porto alla città: il progetto Porto aperto alla città: a che punto siamo? Via Dusmet chiusa al traffico, le ragioni del “sì”: pochi i rischi, tanti i vantaggi  

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