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17 mag 2018

Il Raddoppio Ferroviario cambierà il volto di Catania: illustrato oggi il progetto

di Mobilita Catania

È stato illustrato oggi, nel corso di una conferenza stampa nella Sala Giunta di Palazzo degli Elefanti, il nuovo tracciato per il raddoppio della tratta Zurria-Acquicella del passante ferroviario catanese: un progetto che cambierà il volto del centro storico e che Mobilita Catania aveva anticipato gli scorsi giorni. A distanza di anni dalle prime ipotesi progettuali, la delibera della giunta comunale pubblicata l'11 maggio 2018 ha segnato una svolta storica per la città di Catania. Per meglio chiarire il tema, gli scorsi giorni sulle nostre pagine abbiamo tracciato un’introduzione riepilogativa dell’evoluzione del progetto di passante ferroviario nell’ultimo decennio. Il progetto è stato illustrato nei dettagli nel corso di un incontro presieduto dal Sindaco e al quale sono intervenuti l'assessore all'Urbanistica Salvo Di Salvo con la dirigente Rosanna Pelleriti, il responsabile dei lavori del Nodo Catania di Rfi Salvatore Leocata, il progettista di Italferr, Raffaele Marino, altri tecnici e i rappresentanti del Forum catanese della Cultura e dell'Ambiente con l'esponente del Fai Giovanni Condorelli e dell'Istituto italiano dei Castelli Filippo Cosentino. "Le associazioni e la Società civile - ha affermato il sindaco Bianco - scesero in campo contro il progetto presentato nel 2013 e che avrebbe avuto un impatto inaccettabile sul centro storico. Il sindaco di allora, Raffaele Stancanelli, si oppose, io mi schierai con lui. Cominciò così una lunga battaglia che oggi prevede di realizzare sì il raddoppio ferroviario ad alta velocità che è importantissimo per tutta la Sicilia, ma farlo con un percorso sotterraneo, salvaguardando tutti gli edifici storici". Cosentino ha ricordato come l'allarme per il progetto iniziale fosse stato lanciato dall'allora presidente di Italia Nostra, l'architetto Antonio Pavone e Condorelli ha ripercorso gli interventi compiuti come Forum "per evitare lo scempio". È stato sottolineato però come da una gaffe clamorosa, lo sventramento, sia nato un progetto di grande respiro, "Che disegna una Catania moderna e rispettosa dell'antico". Nel dicembre scorso le Ferrovie avevano avviato i primi confronti con Assessorato all'Urbanistica, Soprintendenza, Autorità Portuale, Capitaneria di Porto, per analizzare il percorso nei dettagli. Erano emerse alcune criticità e si era lavorato per risolverle. Alla fine di aprile, è stata consegnata al Comune la documentazione tecnica predisposta da Rfi e Italferr che comportava un ulteriore miglioramento per la città rispetto al progetto e al percorso precedenti. Il nuovo tracciato - che elimina le interferenze con le Terme dell'Indirizzo ed evita il passaggio sotto la chiesa di San Sebastiano come richiesto dalla Soprintendenza -  prevede il miglioramento dell'ingresso per la fermata di Duomo-Porto da Piazza Borsellino, la ricollocazione della fermata intermedia Ursino in una diversa posizione ma sempre nell'ambito del quartiere San Cristoforo ed elimina la fermata di Acquicella. "Il tracciato - ha spiegato Bianco - sarà lungo poco meno di cinque chilometri, con quasi quattro in galleria (uno artificiale e due e mezzo artificiale, compresa quella sotto la darsena). La Stazione ferroviaria si troverà dodici metri sotto il livello attuale, la ferrovia passerà sotto il porto e ci saranno ben due stazioni metropolitane lungo la tratta. Una sarà in piazza Borsellino, sostanzialmente per servire la zona turistica, la Villa Pacini e piazza Duomo. L'altra sarà in via Plebiscito, nel cuore di San Cristoforo e dunque dando anche respiro a un quartiere che ha un elevato grado di sofferenza. Il progetto prevede inoltre che, sulla linea degli Archi della Marina, là dove ora ci sono i binari, saranno creati un percorso pedonale e anche una pista ciclabile. Lo stesso vale per la Galleria e la trincea di Acquicella. E tutto questo nel cuore antico della città. Con le stazioni che saranno progettate per avere limitati impatti visivi e funzionali a salvaguardia del Barocco catanese Patrimonio Unesco. Insomma, davvero uno straordinario progetto, una delle più belle realizzazioni che si concretizzeranno nei prossimi anni nella nostra città". "La nuova progettazione del raddoppio fra Catania centrale e Catania Acquicella - ha confermato l'ing. Leocata - rappresenta un'opera di grande importanza che da una parte risolverà un collegamento ferroviario antico, antiquato e inadatto, e dall'altra darà alla Città nuove fermate e nuovi servizi, sia metropolitani che regionali. E questo in quanto Catania sarà al centro del nuovo itinerario ferroviario ad elevata velocità e capacità Messina-Catania-Palermo e offrirà anche una serie di servizi metropolitani che interesseranno il Duomo, San Cristoforo e i collegamenti con la Circumetnea". L'idea del progetto è quella integrare il tracciato e le stazioni della nuova ferrovia, nelle parti fuori terra, con l'innovativo programma dell'Amministrazione per la riqualificazione del waterfront e delle zone d'interazione tra centro urbano, Porto e ferrovia. Il fine è quello di migliorare l'attuale sistema di trasporto collettivo con la realizzazione di smart station per la mobilità integrata (ferro, gomma, aria, acqua). Il progetto prevede nel tratto di ferrovia dismessa tra la piazza Borsellino e il Castello Ursino la realizzazione di un percorso ciclopedonale e nuove destinazioni d'uso per le opere ferroviarie dismesse che saranno riqualificate.   Ti potrebbe interessare:  Passante Ferroviario di Catania: sviluppi futuri Passante ferroviario di Catania, dallo sventramento alla ricucitura: il nuovo percorso urbano approvato dal Comune  

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15 mag 2018

Street Food Fest in via Etnea: i provvedimenti di viabilità e il servizio straordinario metro

di Mobilita Catania

Street Food Fest arriva a Catania: quattro giorni dedicati alle migliori espressioni della cucina popolare, dal 17 al 20 maggio, durante i quali un villaggio gastronomico colorerà Via Etnea. In occasione dell'evento l'area tecnico operativa ed ufficio traffico urbano della Direzione Corpo di Polizia Municipale ha emesso i seguenti provvedimenti di viabilità: Con effetto limitato dal momento della installazione della relativa segnaletica stradale sino a mercoledì 23 maggio è istituito divieto di circolazione in Via Etnea, corsia preferenziale bus e taxi, nel tratto e nel senso da Via Litrico a Via Prefettura. È istituito divieto di transito per tutti i veicoli nel tratto di Via Etnea compreso tra Via Prefettura e Via Litrico (percorrenza Sud-Nord) secondo le fasce orarie di seguito elencate: Giovedì 17 maggio 2018 (16:30/01:00) Venerdì 18 maggio 2018 (16:30/01:30) Sabato 19 maggio 2018 (11:00/01:30) Domenica 20 maggio 2018 (11:00/01:00) È istituito divieto di fermata per tutti i veicoli (eccetto autorizzati) in Via Penninello, tratto Via Manzoni-Via Etnea, e in Via Minoriti, tratto Via Manzoni – Via Etnea, nelle seguenti fasce orarie: Giovedì 17 maggio 2018 (15:00/01:00) Venerdì 18 maggio 2018 (15:00/01:30) Sabato 19 maggio 2018 (9:30/01:30) Domenica 20 maggio 2018 (9:30/01:00) La metropolitana, vettore ufficiale dell'evento, sarà aperta eccezionalmente anche domenica. Il servizio sarà esteso sino a mezzanotte e mezza nelle giornate di venerdì e sabato; fino a mezzanotte domenica (orari delle ultime partenze da Stesicodo per Nesima). AMT Catania informa gli utenti che fino a domenica 20 maggio, per consentire lo svolgimento della manifestazione “Street Food Fest – Catania“, alcune linee subiranno variazioni di percorso. Potete visualizzare i percorsi alternativi nel pdf allegato: Variazioni AMT

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14 mag 2018

Air Malta collega Fontanarossa a Londra-Southend: salgono a 3 gli aeroporti londinesi connessi a Catania

di Mobilita Catania

 Air Malta annuncia il nuovo collegamento bisettimanale Catania-Londra (Southend), a 50 minuti di treno dalla metropoli inglese. Con questo volo diventano 3 gli aeroporti di Londra collegati a Fontanarossa: Gatwick, Luton e, da ora, Southend. Lo scorso fine settimana Air Malta ha dato il via ai voli  molto attesi da Catania per Londra Southend. Air Malta continuerà a operare queste rotte durante l’inverno 2018/19. La compagnia aerea maltese ha aggiunto un altro volo bisettimanale da Catania per Malta ogni lunedì e giovedì, mentre da Londra Southend la compagnia maltese ha reso operativo un volo bisettimanale per Catania ogni lunedì e giovedì (da maggio a ottobre, partenza da Catania lunedì e giovedì alle 7.40-con arrivo 9.50-e rientro da Londra alle 10.35-con arrivo 14.50) Durante un evento presso l'aeroporto di Southend Joseph Galea, l'Amministratore delegato di Air Malta ha dichiarato: "Siamo molto contenti di lanciare i nostri servizi da Londra Southend alle isole italiane. Ciò non costituisce solo una pietra miliare per la compagnia aerea, ma rappresenta anche un forte impegno da parte di Air Malta per meglio collegare la regione mediterranea ai principali gateway europei. Air Malta sta seguendo una strategia di crescita caratterizzata da un’espansione delle sue operazioni in oltre 4.000 nuovi settori quest'anno. Negli ultimi sei mesi abbiamo lanciato 19 nuove rotte, alcune delle quali non solo collegano Malta a nuove destinazioni, ma offrono anche servizi intra-europei come Catania - Vienna e, ora, Londra Southend - Catania e Londra Southend - Cagliari. Ci proponiamo di continuare a espandere le nostre attività e di diventare la 'Compagnia aerea del Mediterraneo'. Glyn Jones, Amministratore delegato di Stobart Aviation, proprietaria del Southend Airport di Londra, ha dichiarato: "Siamo lieti di accogliere Air Malta a Londra Southend - l'aeroporto migliore e caratterizzato dalla più rapida crescita della capitale britannica. Grazie alle nostre strutture pluripremiate, che offrono i vantaggi e le capacità strategici di cui hanno bisogno le compagnie aeree, collegamenti ferroviari veloci e frequenti con Londra, record di puntualità del mercato, e un servizio ineguagliabile molto apprezzato dai nostri clienti, non vediamo l'ora di fornire un servizio eccellente ai passeggeri che desiderano esplorare Malta, la Sicilia e la Sardegna. Il Ministro del turismo di Malta, dottor Konrad Mizzi, ha commentato: "Questa è una pietra miliare per Air Malta e un ulteriore importante passo verso la crescita. Negli ultimi nove mesi la compagnia aerea ha aumentato la sua capacità aggiungendo due nuovi Airbus A320 e quest'anno trasportera piu passeggeri. Come governo sosteniamo pienamente la strategia della società poiché riteniamo che sia un pilastro importante per la nostra economia". Ti potrebbe interessare: Aeroporto di Catania Fontanarossa | Storia e sviluppi futuri Aeroporto di Catania, 95 milioni di investimenti per il più grande scalo del Sud Aeroporto di Fontanarossa, primo passo verso la riqualificazione del Terminal Morandi Aeroporto di Catania, entro l’estate pronto il nuovo Terminal C L’aeroporto di Catania presenta l’estate 2018: 97 voli diretti, 77 aeroporti internazionali e 8 hub intercontinentali

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Opere
11 mag 2018

Passante Ferroviario di Catania

di Roberto Lentini

Il passante ferroviario di Catania è un'infrastruttura di tipo metropolitano in parte realizzata e in parte in corso di realizzazione lungo la tratta ferroviaria urbana del capoluogo etneo compresa tra le stazioni di Cannizzaro (a nord) e di Bicocca (a sud). Nel più ampio raggio, fa parte della linea che si estende da Taormina (a nord) a Lentini (a sud), servendo anche i comuni di Acireale e di Acicastello. Pertanto, a interventi ultimati, l'intera linea disporrà sia di un raggio d'azione metropolitano (urbano e sub urbano) che comprensoriale. L'infrastruttura, che comprende il cosiddetto "Nodo Catania" delle Ferrovie dello Stato, ambisce a offrire all'utenza un servizio di tipo metropolitano grazie alla prevista elevata frequenza di corse e all'apertura di diverse, nuove stazioni e fermate in ambito urbano, alcune delle quali aperte negli ultimi anni. Tuttavia, ad oggi si attende ancora il nuovo contratto di servizio tra Trenitalia e Regione Siciliana e il tracciato è servito solo da treni regionali e nazionali, con una frequenza insufficiente per garantire, all'attualità, un uso metropolitano. L'attuale percorso metropolitano del passante ferroviario di Catania è così articolato, da nord a sud: Giarre - Riposto Carruba Guardia Mangano - Santa Venerina Acireale Cannizzaro  Catania Ognina Catania Europa Catania Centrale Catania Acquicella * Bicocca Lentini (in grassetto le stazioni/fermate ubicate nell'area urbana di Catania) * stazione in uso saltuario La nuova fermata di Catania Ognina, inaugurata il 18 giugno 2017, è stata realizzata nel tratto allo scoperto compreso fra lo sbocco della galleria ed il cavalcavia su viale Ulisse. È dotata di marciapiedi della lunghezza di 125 metri, coperti da pensiline e collegati da un sottopassaggio pedonale, e di un parcheggio con ingresso da via Fiume con una capacità di 120 posti auto. Sostituisce definitivamente la vecchia, omonima fermata, localizzata più a nord. La nuova fermata di Catania Picanello, di imminente apertura, è ubicata nel tratto a nord di via Guerrera e a sud di via Messina, ed è realizzata in sotterranea con due uscite, una su via Timoleone e l’altra su spazio a verde comunale, confinante con via Libertini, via Messina e con il parcheggio su via Guerrera. Ha una lunghezza complessiva di circa 157 metri. Il collegamento della fermata con l’esterno è garantito da due blocchi di scale fisse e scale mobili. L’accesso ai diversamente abili sarà reso possibile da un ascensore su via Guerrera. La nuova fermata di Catania Europa, inaugurata il 18 giugno 2017, ad angolo tra viale Africa e piazza Europa, è provvista di due marciapiedi coperti da pensiline lunghi 125 metri ciascuno, con rampe coperte per il collegamento con la piazza. Di seguito gli orari del servizio validi per l'inverno 2017-2018: Nell'ambito dei lavori del Nodo Catania riguardanti l'area urbana e suburbana, gli interventi e le opere di futura realizzazione comprendono, nel breve e medio termine: L'apertura della nuova fermata sotterranea di Catania Picanello, compresa tra Catania Ognina e Catania Europa; La realizzazione di una fermata provvisoria presso l'aerostazione di Catania Fontanarossa; La realizzazione di una bretella di raccordo con la linea ferroviaria Palermo – Catania; La riorganizzazione del polo manutentore e dello scalo merci di Bicocca (trasferimento degli impianti di Catania Acquicella). Questo, dunque, l'assetto del passante previsto nel medio termine, in ambito metropolitano, da nord a sud: Giarre - Riposto Carruba Guardia Mangano - Santa Venerina Acireale Cannizzaro  Catania Ognina Catania Picanello Catania Europa Catania Centrale Catania Acquicella Catania Fontanarossa Bicocca Passo Martino Lentini (in grassetto le stazioni/fermate ubicate nell'area urbana di Catania) Queste, invece, le opere previste nel lungo termine: L’interramento della linea ferroviaria tra Piazza Europa e viale VI Aprile, inclusa la stazione di Catania Centrale; La realizzazione di un nuovo percorso ferroviario interrato a doppio binario tra viale VI Aprile e l'attuale stazione di Catania Acquicella, di prevista dismissione; La realizzazione di una nuova stazione nei pressi dell'aeroporto di Fontanarossa, in corrispondenza dell'omonimo parcheggio scambiatore e della futura stazione della metropolitana di Santa Maria Goretti; La realizzazione di due nuove fermate urbane tra Catania Centrale e Fontanarossa: Catania Duomo/Porto e Catania San Cristoforo; Interramento dei binari a ovest del sedime aeroportuale per consentire la realizzazione di una nuova pista di decollo/atterraggio. Questo, pertanto, l'assetto del passante previsto nel lungo termine, in ambito metropolitano, da nord a sud: Giarre - Riposto Carruba Guardia Mangano - Santa Venerina Acireale Cannizzaro  Catania Ognina Catania Picanello Catania Europa Catania Centrale * Catania Duomo/Porto * Catania San Cristoforo * Catania Fontanarossa ** Bicocca Passo Martino Lentini (in grassetto le stazioni/fermate ubicate nell'area urbana di Catania) * nuove stazioni/fermate sotterranee ** nuova fermata in sostituzione dell'omonima fermata provvisoria Per meglio comprendere le dinamiche che hanno portato alle soluzioni sopra descritte, e in particolare il progetto di raddoppio con interramento del percorso ferroviario nel centro della città, è opportuno richiamare alcuni passaggi storici e notizie. Fin dalla seconda metà dell'Ottocento la linea ferroviaria statale lungo la costa catanese ha costituito una cesura tra la città e il mare, in particolare tra la zona di piazza Europa (lungo tutto il viale Africa) e il porto, creando una cintura di ferro lungo la costa. Questa ha talvolta impedito fisicamente l'affaccio sul mare, come avvenuto lungo la scogliera del Caito, e altre volte ha creato una barriera visiva e psicologica tra la città e il mare, come successo con la realizzazione del viadotto degli Archi della Marina. Sono state inoltre realizzate opere che hanno compromesso il tessuto urbano storico, come la trincea ferroviaria che dagli Archi della Marina si sviluppa in direzione del Castello Ursino, prima di interrarsi. Con l'intento di porre un almeno parziale rimedio alla cesura tra il mare e la città, RFI, Rete Ferroviaria Italiana, nel corso degli ultimi lustri aveva avanzato e sviluppato un'ipotesi progettuale, nell'ambito di realizzazione del passante, che prevedeva l’interramento del fascio di binari lungo la scogliera del Caito nonché della stazione centrale, ma manteneva il vecchio tracciato dal Passiatore in poi, verso sud, vincolando quindi gli Archi della Marina (struttura che per metà risale all’Ottocento) ad un uso ferroviario nel lungo termine, nulla risolvendo, quindi, da un punto di vista urbanistico, lungo tutta l'area del centro storico interessata. Ma l’ulteriore allontanamento della città dal mare a causa della cintura ferroviaria in pieno centro storico, che si sarebbe perpetutato con il progetto di raddoppio di RFI ancora valido sino a pochi anni fa, insieme con la perdita della possibilità di recupero di spazi urbani in pieno centro storico sacrificati per l'infrastrutturazione ferroviaria, è stato scongiurato grazie all'opposizione dell'amministrazione comunale e del mondo civico: il progetto iniziale di Rfi, infatti, per come ipotizzato, sarebbe stato molto invasivo dal punto di vista urbanistico e architettonico, poiché era prevista una stazione proprio sugli Archi (Duomo-Castello Ursino), all’altezza della Villa Pacini, che oltre a “stressare” la datata struttura del viadotto insieme con un più frequente passaggio di treni (ed è facile immaginare successivi interventi di sostegno, esterni ed invasivi), avrebbe comportato anche un’imponente intervento per limitare l’impatto acustico che si sarebbe tradotto in una visivamente poco sostenibile doppia barriera sugli Archi, proprio a due passi dalle Mura di Carlo V, dal transetto normanno della cattedrale e dalla sua cupola barocca. Inoltre, il raddoppio da effettuarsi lungo lo stesso percorso dal bivio Zurrìa ad Acquicella avrebbe significato anche raddoppiare la trincea ferroviaria nella zona delle Terme dell’Indirizzo, aumentando quindi la cesura esistente nel tessuto urbano, e imponendo anche la demolizione di diversi edifici del tardo Settecento e dell’Ottocento nella zona del Castello Ursino. Un sacrificio enorme in nome della mobilità, e infatti la Città di Catania, mettendo per una volta d’accordo tutti gli schieramenti politici e le associazioni civiche, si oppose in modo deciso, rifiutando non tanto, ovviamente, il concetto di passante ferroviario urbano, di indubbia utilità, quanto il modo di realizzarlo. Pertanto, nel 2013, Rfi  rinunciò formalmente al progetto già avviato, nell’area a sud della stazione centrale, promettendo di avviare un nuovo iter progettuale che tenesse conto delle istanze della città. Istanze, oltretutto, che il Comune di Catania tradusse in una nuova proposta progettuale, realizzata dai tecnici dell’Università degli Studi di Catania con il PRG La Greca del 2012, e che ha rappresentato per Rfi la nuova base su cui partire. Nel frattempo sono state quasi ultimate le opere previste di raddoppio nel tratto Catania Ognina - Catania Centrale con le nuove fermate di CT Ognina, CT Picanello e CT Europa. Il 24 luglio 2017, a seguito dell'apertura tecnica delle nuove stazioni di Catania Ognina e Catania Europa insieme con cinque chilometri di nuovo binario, è stato inaugurato il raddoppio della linea ferroviaria Catania Centrale - Catania Ognina alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, dell'Assessore delle Infrastrutture e della Mobilità della Regione Siciliana, Luigi Bosco, e del Sindaco di Catania, Enzo Bianco. I lavori hanno richiesto un investimento complessivo di 100 milioni di euro. Le nuova fermate di Catania Ognina e Catania Europa sono aperte al pubblico in quanto pienamente operative. Sul fronte, invece, della tratta Catania Centrale - Acquicella, RFI aveva proposto alcune nuove ipotesi progettuali: Soluzione Porto 1 Soluzione Archi Soluzione Dusmet Soluzione Porto 2 Tra queste, la soluzione scelta per il progetto preliminare è stata quella denominata Porto 2. In prima istanza, infatti, si sono escluse la soluzione Dusmet che prevedeva l’interruzione totale del traffico veicolare su via Dusmet e la soluzione Archi che prevedeva interferenze con il fabbricato della vecchia dogana, la demolizione di parte degli Archi della Marina e l’interruzione del traffico veicolare su via Dusmet. La soluzione Porto 2, di cui vi avevamo dato notizia in questo articolo, prevedeva un percorso sino ad Acquicella interrato, con la realizzazione di un tunnel con le nuove fermate di Porto e Ursino e il seminterramento di Acquicella. A partire dal dicembre 2017, quindi, sono stati condotti i sondaggi geognostici lungo il percorso ipotizzato e sono emerse delle criticità che avrebbero interessato la Fermata Ursino: i cedimenti prodotti in superficie dal sistema di gallerie e dagli scavi a cielo aperto sarebbero stati piuttosto rilevanti e in relazione a tali cedimenti sarebbe stato necessario sgomberare, per un periodo di tempo non inferiore ai 2/3 anni, circa 80 unità immobiliari. È inoltre emerso che le attività di scavo risultavano sì essere compatibili con le Terme dell’Indirizzo, ma occorrevano interventi massicci di consolidamento in fase di scavo atti a ridurre i cedimenti, con notevoli opere di messa in sicurezza preventiva dell’edificio stesso. A seguito di vari tavoli tecnici, in data 21 marzo 2018 si è svolta una riunione presso la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Catania, nel corso della quale sono stati illustrati gli approfondimenti tecnici sul tratto di galleria in prossimità delle Terme dell’Indirizzo e sulla fermata Ursino, evidenziando in particolare che il nuovo tracciato risulta avere un rischio archeologico non rilevante. A conclusione dell’incontro la Soprintendenza ha inoltre chiesto che il nuovo tracciato non sottopassasse la Chiesa di San Sebastiano. È stato quindi redatto un nuovo progetto preliminare con alcune varianti sulla base delle criticità emerse sopra citate e la nuova soluzione, denominata Porto 3, è stata approvata dalla giunta comunale il 10 maggio 2018. Questi sono gli aspetti che caratterizzano la nuova soluzione, in un tracciato lungo 4.790 m: Miglioramento dell'ingresso per la fermata Duomo/Porto da piazza Paolo Borsellino; Trasformazione del tratto di ferrovia dismessa tra piazza Borsellino e Castello Ursino in un percorso ciclopedonale di ricucitura orientato  a favorire la continuità degli spazi del tessuto urbano; Eliminazione della fermata di Catania Acquicella, la cui funzione risulta assorbita dalla nuova fermata di San Cristoforo. Lunghezza galleria: 3.760 m; Lunghezza galleria naturale: ~ 1.160 m; Lunghezza galleria artificiale: ~ 2.360 m; Lunghezza galleria artificiale darsena: ~ 240 m. La soluzione Porto 3, secondo i progettisti, riuscirà a coniugare la visione trasportistica e la visione urbanistica per favorire, con l’interramento della ferrovia, la permeabilità fra mare e città per ridurre la scissione fra spazio urbano e spazio portuale, facendo dialogare centro urbano, porto e mare. Il nuovo tracciato e le stazioni della nuova ferrovia ipogea, nelle parti fuori terra, saranno inoltre  interessate da interventi di riqualificazione del waterfront e delle zone d’interazione della città con il porto e la ferrovia. Frattanto, per la fermata provvisoria di Catania Fontanarossa sono iniziati i sondaggi nell'area destinata alla realizzazione dell'opera, con la relativa progettazione in fase di  sviluppo: si prevede di procedere all'appalto entro l'anno, ipotizzando l'attivazione della nuova fermata a servizio dell'aeroporto "Vincenzo Bellini" di Catania nel 2020. Per l'interramento dei binari a ovest dell'area aeroportuale, è stato istituito un apposito tavolo tecnico ed avviata la progettazione coordinata con ENAC/SAC. Interramento della stazione di Catania Centrale Il progetto di interramento della stazione di Catania Centrale si inquadra nell'ambito di un ampio programma di interventi che prevede anche la ricollocazione del deposito locomotive di Trenitalia e dello scalo merci di Catania centrale e un nuovo percorso di attraversamento del centro urbano tra Catania Centrale e l'attuale stazione di Catania Acquicella. L'interramento della stazione centrale di Catania non ha obiettivi di tipo trasportistico ma di riqualificazione ambientale e urbanistica. L'intervento prevede la realizzazione di una stazione, composta da due binari di corsa con precedenze, marciapiedi di 400 m e di un binario per il collegamento con il porto posta in galleria artificiale al di sotto del sedime dell'attuale impianto e di altri due binari per la sosta dei treni. In tutto i binari saranno cinque. Tratta Bivio Zurria-Catania Acquicella Inizialmente, Rete Ferroviaria Italiana aveva progettato il raddoppio del binario in affiancamento a quello esistente lungo tutto l'attuale tracciato (linea viola nell'immagine in basso) e dalla stazione centrale, da interrare a circa nove metri sotto l'attuale livello, verso l'aeroporto, i binari sarebbero riemersi attraverso una grande rampa in cemento per proseguire sugli Archi della Marina per poi interrarsi nuovamente all'altezza di piazza dell'Indirizzo e procedere passando sotto piazza Federico II di Svevia, intercettando un tratto delle antiche mura di Carlo V, cioè aree a forte densità archeologica e rendendo necessaria, per di più, la demolizione di diversi edifici settecenteschi e ottocenteschi. Un progetto contro il quale la città, come detto, in pieno accordo tra abitanti e istituzioni locali, si ribellò, chiedendo a Rete Ferroviaria Italiana di studiare un percorso alternativo e proponendo una diversa ipotesi di tracciato contenuta nel Piano regolatore generale del 2012 (mai approvato). Il progetto preliminare di Rfi inizialmente scelto tra le quattro ipotesi sopra riportate, Porto 2, aveva accolto le istanze della città, prevedendo un nuovo percorso interrato a doppio binario tra Catania Centrale e Catania Acquicella. Nel 2018, la nuova variante con la scelta dell'ipotesi Porto 3 che prevede l'eliminazione delle fermate di Catania Acquicella e di Catania Ursino e la realizzazione di una nuova fermata, ad esse intermedia, denominata Catania San Cristoforo. Porto 3 costituisce, quindi, il nuovo progetto preliminare attualmente in vigore. Con il completamento di tutte le opere previste e considerando il nuovo progetto preliminare, in ambito comprensoriale, l'intera linea avrà quest'assetto, da nord verso sud: Taormina Alcantara Fiumefreddo Mascali Giarre - Riposto Carruba Guardia Mangano - Santa Venerina Acireale centro Acireale sud Acicastello Cannizzaro Catania Ognina Catania Picanello Catania Europa Catania Centrale Catania Porto/Duomo Catania San Cristoforo Catania Fontanarossa Bicocca Passo Martino Lentini Le stazioni di Catania Centrale e Catania Fontanarossa saranno in interconnessione con le stazioni della metropolitana di Catania rispettivamente "Giovanni XXIII" e "Santa Maria Goretti". In quest'ultimo caso, inoltre, si scambierà anche col già esistente parcheggio d'interscambio di Fontanarossa. Il completamento dell’intera tratta metropolitana e comprensoriale è previsto per il 2028. 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11 mag 2018

Passante ferroviario di Catania, dallo sventramento alla ricucitura: il nuovo percorso urbano approvato dal Comune

di Mobilita Catania

Fin dalla seconda metà dell'Ottocento la linea ferroviaria statale lungo la costa catanese ha costituito una cesura tra la città e il mare. E se fino a pochi anni fa questo problema poteva addirittura essere ampliato, con un progetto di raddoppio in pieno centro storico che avrebbe comportato nuove trincee e demolizioni, grazie all'opposizione del Comune e del mondo civico oggi si è scelta una strada diversa che riesce a soddisfare da un lato le legittime esigenze di mobilità metropolitana e dall'altro il recupero e la valorizzazione degli spazi urbani, con il ritorno a un tessuto permeabile tra il centro storico e il mare su cui si affaccia. A distanza di anni dalle prime ipotesi progettuali, con una delibera pubblicata ieri, 11 maggio 2018, la giunta comunale di Catania ha approvato il nuovo percorso proposto da RFI per il raddoppio ferroviario dalla stazione di Catania Centrale ad Acquicella, nell'ambito del "Nodo di Catania". Per meglio chiarire il tema che stiamo affrontando, di primaria importanza per la città di Catania, ecco un'introduzione riepilogativa dell’evoluzione del progetto di passante ferroviario nell'ultimo decennio. L’ulteriore allontanamento della città dal mare a causa della cintura ferroviaria in pieno centro, che si sarebbe perpetutato con il progetto di raddoppio di RFI ancora valido sino a meno di un decennio fa, insieme con la perdita della possibilità di recupero di spazi urbani in pieno centro storico sacrificati per l'infrastrutturazione ferroviaria, è stato scongiurato. Bisogna ricordare che con l’ormai abbandonato progetto ufficiale di creazione di un passante ferroviario ad uso metropolitano con nuove fermate urbane, Rfi aveva avviato un percorso progettuale inteso a porre parziale rimedio alla cesura tra il mare e la città, prevedendo l’interramento del fascio di binari lungo la scogliera del Caito nonché della stazione centrale, ma manteneva il vecchio tracciato dal Passiatore in poi, verso sud, vincolando quindi gli Archi della Marina (struttura che per metà risale all’Ottocento) ad un uso ferroviario nel lungo termine, nulla risolevendo, quindi, da un punto di vista urbanistico, lungo tutta l'area del centro storico interessata. Un progetto che, in quest’area, sarebbe stato molto invasivo dal punto di vista urbanistico e architettonico, poiché era prevista una stazione proprio sugli Archi (Duomo-Castello Ursino), all’altezza della Villa Pacini, che oltre a “stressare” la struttura del viadotto insieme con un più frequente passaggio di treni (ed è facile immaginare successivi interventi di sostegno, esterni ed invasivi), avrebbe comportato anche un’imponente intervento per limitare l’impatto acustico che si sarebbe tradotto in una visivamente poco sostenibile doppia barriera sugli Archi, proprio a due passi dalle Mura di Carlo V, dal transetto normanno della cattedrale e dalla sua cupola barocca. Inoltre, il raddoppio da effettuarsi lungo lo stesso percorso dal bivio Zurrìa ad Acquicella avrebbe significato anche raddoppiare la trincea ferroviaria nella zona delle Terme dell’Indirizzo, aumentando quindi la cesura esistente nel tessuto urbano, e imponendo anche la demolizione di diversi edifici del tardo Settecento e dell’Ottocento nella zona del Castello Ursino. Un sacrificio enorme in nome della mobilità, e infatti la Città di Catania, mettendo per una volta d’accordo tutti gli schieramenti politici e le associazioni civiche, si oppose in modo deciso, rifiutando non tanto, ovviamente, il concetto di passante ferroviario urbano, di indubbia utilità, quanto il modo di realizzarlo. Nel 2013, così, Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) rinunciò formalmente al progetto già avviato, nell’area a sud della stazione centrale, promettendo di avviare un nuovo iter progettuale che tenesse conto delle istanze della città. Istanze, oltretutto, che il Comune di Catania tradusse in una nuova proposta progettuale, realizzata dai tecnici dell’Università degli Studi di Catania con il PRG La Greca del 2012, e che ha rappresentato per Rfi la nuova base su cui partire. A seguito dell'opposizione della Città di Catania, RFI ha proposto, negli anni successivi, alcune nuove ipotesi progettuali: Soluzione Porto 1 Soluzione Archi Soluzione Dusmet Soluzione Porto 2 In prima istanza si è esclusa la soluzione Dusmet che prevedeva l’interruzione totale del traffico veicolare su via Dusmet e la soluzione Archi che prevedeva interferenze con il fabbricato della vecchia dogana, la demolizione di parte degli Archi della Marina e l’interruzione del traffico veicolare su via Dusmet. La soluzione Porto 2, di cui vi avevamo dato notizia in questo articolo, prevedeva un percorso sino ad Acquicella interrato, con la realizzazione di un tunnel con le nuove fermate di Porto e Ursino e il seminterramento di Acquicella. Giungiamo, quindi, ai giorni scorsi con l'avanzamento delle indagini in situ e la nuova proposta progettuale aggiornata, adesso in vigore. RFI aveva avviato la redazione di un progetto preliminare relativo al nodo Catania basandosi sull'ipotesi Porto 1, che prevedeva l'interramento della Stazione Centrale e il raddoppio della tratta Catania Centrale-Acquicella con le fermate Duomo/Porto, Ursino e Acquicella, sviluppato a seguito del progetto di fattibilità concluso nel 2016 per la quale la giunta comunale aveva espresso parere favorevole. Ipotesi poi affinatasi e trasformatasi nella variante/nuova ipotesi progettuale Porto 2. Lo sviluppo del progetto preliminare ha visto l'esecuzione di sondaggi geotecnici/geologici, anche sotto il profilo archeologico, per le necessarie modellazioni strutturali e di affinamento del tracciato. A valle dei sondaggi sono emerse delle criticità che avrebbero interessato la Fermata Ursino: i cedimenti prodotti in superficie dal sistema di gallerie e dagli scavi a cielo aperto, sarebbero stati piuttosto rilevanti e in relazione a tali cedimenti sarebbe stato necessario sgomberare, per un periodo di tempo non inferiore ai 2/3 anni, circa 80 unità immobiliari. È inoltre emerso che le attività di scavo risultavano sì essere compatibili con le Terme dell’Indirizzo, ma occorrevano interventi massicci di consolidamento in fase di scavo atti a ridurre i cedimenti, con notevoli opere di messa in sicurezza preventiva dell’edificio stesso. A seguito di vari tavoli tecnici, in data 21 marzo 2018 si è svolta una riunione presso la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Catania, nel corso della quale sono stati illustrati gli approfondimenti tecnici sul tratto di galleria in prossimità delle Terme dell’Indirizzo e sulla fermata Ursino, evidenziando in particolare che il nuovo tracciato risulta avere un rischio archeologico non rilevante. A conclusione dell’incontro la Soprintendenza ha inoltre chiesto che il nuovo tracciato non sottopassasse la Chiesa di San Sebastiano. È stato quindi redatto un nuovo progetto preliminare partendo dall'ipotesi Porto 2, ma con alcune varianti sulla base delle criticità emerse sopra citate. Gli aspetti salienti della modifica del tracciato della predetta soluzione, che hanno portato a una nuova soluzione denominata Porto 3 che è stata approvata dalla giunta comunale, sono: Miglioramento dell'ingresso per la fermata Duomo/Porto da piazza Paolo Borsellino; Trasformazione del tratto di ferrovia dismessa tra piazza Borsellino e Castello Ursino in un percorso ciclopedonale di ricucitura orientato  a favorire la continuità degli spazi del tessuto urbano; Eliminazione della fermata di Catania Acquicella, la cui funzione risulta assorbita dalla nuova fermata di San Cristoforo. La nuova soluzione prevede un tracciato lungo 4.790 m di cui: Lunghezza galleria: 3.760 m; Lunghezza galleria naturale: ~ 1.160 m; Lunghezza galleria artificiale: ~ 2.360 m; Lunghezza galleria artificiale darsena: ~ 240 m. Variante Porto 3 approvata dal Comune di Catania La soluzione Porto 3, secondo i progettisti, riuscirà a coniugare la visione trasportistica e la visione urbanistica per favorire, con l’interramento della ferrovia, la permeabilità fra mare e città per ridurre la scissione fra spazio urbano e spazio portuale, facendo dialogare centro urbano, porto e mare. Il nuovo tracciato e le stazioni della nuova ferrovia ipogea, nelle parti fuori terra, saranno inoltre  interessate da interventi di riqualificazione del waterfront e delle zone d’interazione della città con il porto e la ferrovia.   Verrà migliorato l’attuale sistema di trasporto collettivo a servizio dell’abitabilità del territorio, realizzando tre nuove "smart stations" come poli per la mobilità integrata (ferro, gomma, aria, acqua); Nel tratto di ferrovia dismessa tra Piazza Paolo Borsellino e il Castello Ursino si prevede un percorso ciclopedonale di ricucitura orientato a favorire la continuità tra gli spazi del tessuto urbano, da realizzarsi sull'attuale trincea ferroviaria e sugli Archi della Marina che si poggiano sulla Villa Pacini.   Nel quartiere di San Cristoforo è prevista una nuova fermata tra le antiche case terrane, la cui realizzazione sarà indipendente dalla ferrovia e subordinata al diradamento e alla dilatazione dello spazio pubblico per consentirne la fruizione. Si propone un concept delle stazioni con soluzioni progettuali misurate e limitati impatti visivi e funzionali a salvaguardia dell’Eccezionale Valore Universale tutelato dall’UNESCO del centro storico di Catania. Inoltre, si prevedono interventi di nuove destinazioni d’uso per le opere ferroviarie dismesse attraverso rimozione o riqualificazione delle stesse: interventi sui quali è chiamato a esprimersi il Comune di Catania. Ti potrebbe interessare: Passante Ferroviario di Catania: Scheda dell'Opera Il progetto preliminare "Porto 2"

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09 mag 2018

FOTO | Metropolitana, si lavora nel cantiere base della Palestro-Stesicoro: tunnel pronto a metà 2019

di Mobilita Catania

Grande fermento nel cantiere di via Palermo, dov'è allestito il campo base per la realizzazione del nuovo tunnel della metropolitana di Catania da Stesicoro a Palestro, in appalto alla CMC di Ravenna, 1° lotto della tratta più estesa Stesicoro-Aeroporto. Si lavora all'assemblaggio delle varie componenti della Tunnel Boring Machine, ossia la "talpa" che scaverà il nuovo tunnel in direzione Stesicoro di 2,2 chilometri. La Cooperativa Muratori & Cementisti C.M.C. di Ravenna, che ha in appalto i lavori di questo lotto, ha già realizzato il pozzo dal quale verrà fatta entrare la TBM; verrà infatti utilizzata la stessa metodologia di costruzione del tunnel della tratta Nesima-Monte Po appena terminato. La grande talpa lavora contestualmente allo scavo e al montaggio degli anelli prefabbricati di calcestruzzo, denominati "conci", che costituiscono il rivestimento definitivo della galleria. L'utilizzo della TBM permette di realizzare la galleria senza occupazioni di cantiere in superficie e senza mettere a rischio la stabilità dei fabbricati soprastanti, garantendo dei tempi di realizzazione più rapidi rispetto ai metodi cosiddetti "tradizionali". Inoltre per evitare interferenze archeologiche nel centro storico di Catania, questa tratta della metropolitana etnea sarà la più profonda a livello altimetrico. Ad agosto, a conclusione dell'assemblaggio di tutte le componenti, la TBM comincerà a scavare il tunnel in direzione della futura stazione "Palestro"; secondo il cronoprogramma, l'ultimazione dello scavo verrà portato a termine per la metà del 2019. Quando lo scavo del tunnel giungerà in prossimità di Stesicoro, il percorso della TBM sarà deviato con il parziale tombamento di diversi elementi della talpa. Il tunnel, infatti, verrà completato negli ultimi metri attraverso uno scavo tradizionale sino all'abbattimento del diaframma con Stesicoro. A differenza di quanto avvenuto per la tratta Nesima-Monte Po, questo sarà l'unico diaframma ad essere abbattuto nel corso della realizzazione della tratta, per due motivi strettamente legati tra loro: in questa fase non è prevista la realizzazione delle stazioni (dunque la talpa non incontrerà i rispettivi lavori di realizzazione, lungo il suo percorso) e inoltre, in questo caso, le stazioni non saranno realizzate con scavi a cielo aperto ma partendo direttamente dal piano binari, attorno al quale, già in questo lotto di lavori, saranno realizzate le gallerie di stazione in allargamento. Ecco le foto scattate durante la nostra visita al cantiere. Scendendo nel dettaglio, l'appalto prevede la realizzazione di una galleria di linea della lunghezza di 2.177,52 metri, delle gallerie delle stazioni San Domenico, Vittorio Emanuele e Palestro e di sette aperture equilibratrici. Allo stato attuale, infatti, il finanziamento copre solo alcune opere civili e non il completamento delle stazioni, delle rifiniture, degli impianti e dell’armamento, per il quale sono in corso le procedure per l’accesso al finanziamento di circa 400 milioni inserito nel Documento di economia e finanza, recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri, e per il successivo bando di gara e, quindi, appaltare e poter completare l’intera tratta Stesicoro-Aeroporto, stazioni comprese, entro il 2024. Mobilita Catania ha recentemente pubblicato un articolo sull'esatta localizzazione delle stazioni della tratta Stesicoro-Aeroporto, secondo il progetto definitivo (suscettibile di varazioni nel finale progetto esecutivo): potete consultarlo tramite questo link. Sono attualmente in corso anche i lavori di completamento della tratta Nesima-Monte Po, con la stazione intermedia Fontana, in appalto alla medesima impresa: nei giorni scorsi abbiamo pubblicato degli approfondimenti sull'avanzamento dei lavori. Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Storia e sviluppi futuri Metropolitana di Catania, da “Stesicoro” all’aeroporto: dove sorgeranno le stazioni FOTO | Metropolitana, giù il diaframma: completa la galleria Nesima-Monte Po FOTO | Dentro la stazione Monte Po della metropolitana di Catania FOTO | Metropolitana di Catania, prende forma la nuova stazione “Fontana”  

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