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05 ago 2020

Enac impone a Ryanair il ripristino delle condizioni di sicurezza

di mobilita

L'ENAC,  in merito alle ripetute violazioni delle norme sanitarie anti Covid-19, in vigore, disposte dal Governo italiano a protezione della salute dei passeggeri da parte della compagnia aerea Ryanair, chiede che vengano immediatamente ripristinate le condizioni di sicurezza. In caso di inottemperanza da parte di Ryanair, Enac sarà costretta alla sospensione di ogni attività di trasporto aereo negli scali nazionali, chiedendo al vettore di provvedere, contestualmente, alla riprotezione di tutti i passeggeri già in possesso di titolo di viaggio. In una nota di Enac si legge infatti che Ryanair sistematicamente non si attiene alle disposizioni previste in Italia per limitare il rischio sanitario derivante dal coronavirus a bordo degli aeromobili in partenza e in arrivo negli aeroporti nazionali. Non solo non viene osservato l'obbligo del distanziamento tra i passeggeri, ma anche le condizioni che consentono la deroga a tale distanziamento sono disattese.    

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20 apr 2020

Coronavirus, metropolitana chiusa anche nei prossimi mesi? Mobilità sostenibile a rischio

di Mobilita Catania

Dal 13 marzo scorso la metropolitana di Catania è chiusa, quale accorgimento adottato dalla dirigenza dell'ente gestore, la Ferrovia Circumetnea, a fronte dei decreti restrittivi della presidenza del consiglio dei ministri che hanno imposto, com'è noto, per via dell'emergenza sanitaria da coronavirus in atto, una fortissima limitazione agli spostamenti tale da causare il crollo dell'utenza dei mezzi pubblici. Non era mai accaduto, nella ventennale storia della metro etnea, che il servizio rimanesse sospeso per così tanto tempo: al massimo, infatti, la metropolitana di Catania era rimasta chiusa per 2-3 giorni consecutivi quando ancora il servizio non era garantito anche nei giorni festivi o quando si era reso necessario intervenire sulla linea di alimentazione elettrica. Ma le cinque settimane di fermo già accumulate, a cui se ne aggiungeranno per certo altre due, almeno sino al 3 maggio, rappresentano senza alcun dubbio un record negativo. Ufficialmente, infatti, la chiusura della metropolitana cesserà il 3 maggio, in concomitanza con la fine della "fase 1", quella più limitante, con molte attività produttive e commerciali chiuse. Lunedì 4 maggio (salvo imprevisti), con l'inizio della "fase 2" che comporterà la riapertura di molte attività commerciali e meno limitazioni agli spostamenti, la metropolitana dovrebbe riaprire i battenti. C'è, tuttavia, il rischio concreto che ciò non avvenga: in un'intervista rilasciata a MeridioNews, infatti, il direttore generale della Fce, Ing. Salvatore Fiore, ha affermato che la riapertura della metropolitana dipenderà dall'utenza e fintanto che i mezzi sostitutivi di superficie saranno in grado di soddisfare la domanda di trasporto, resterà chiusa. Attualmente il servizio della metropolitana è sostituito da un servizio bus, nel quale l'utenza media di ogni corsa è di appena 3-4 persone, a detta del dirigente. Anche se nella fase 2 ci sarà una maggiore domanda di trasporto, però, è poco probabile pensare che l'utenza crescerà in modo significativo, per una ragione molto banale: il bus sostitutivo, secondo la tabella orari ufficiale, passa ogni mezz'ora (la metro, invece, ogni 10 minuti la mattina e ogni 15 il pomeriggio) e impiega altrettanto tempo per percorrere lo stesso tragitto della metropolitana (che impiega, invece, circa la metà del tempo). Inoltre il servizio bus è attivo solo nei giorni feriali e solo dalle 7 alle 19. In sostanza, usare il bus sostitutivo significa, nella peggiore delle ipotesi, impiegare ben un'ora di tempo e lo si può fare solo in una fascia oraria ridotta e non più anche nei giorni festivi. È evidente che la qualità di questo servizio non è paragonabile a quella della metropolitana, pertanto lascia perplessi volersi basare sul suo successo per pensare di riaprire la metropolitana, che a questo punto potrebbe rimanere chiusa anche per diversi mesi. Pure a fronte di una eventuale (ma sinora non comunicata) maggiore frequenza dei bus, la differenza del tempo di percorrenza sarebbe nell'ordine del doppio del tempo rispetto al servizio metro, quindi decisamente meno appetibile (e l'utenza, inevitabilmente, dipende in gran parte dalla convenienza del servizio). È vero che, come ricorda l'Ingegnere, la metropolitana è un'infrastruttura con costi di gestione e sanificazione molto più onerosi di un semplice servizio bus, ma è anche vero che si tratta di un servizio sociale di trasporto pubblico che dev'essere in grado di andare oltre logiche che sono più comunemente privatistiche. La metropolitana di Catania, inoltre, è stata l'unica in Italia a sospendere del tutto il servizio, anziché limitarsi a una modifica delle frequenze o degli orari come avvenuto nelle altre città. Non dimentichiamo, infine, che dal 1999 al 2016 la metro di Catania è stata sempre in esercizio pur con un numero di utenza molto basso, dovuto in quegli anni alla limitatezza del percorso. La mobilità sostenibile sarà già messa a dura prova, nel prossimo futuro, dalle restrizioni e dai distanziamenti che saranno imposti fino a quando l'emergenza sanitaria non sarà superata o ci sarà un vaccino per tutti. Fino ad allora è necessario uno sforzo comune affinché il trasporto pubblico sia supportato e mantenuto, coinvolgendo a vario titolo tutte le istituzioni. Riportare le città indietro di anni e far ripiombare l'automobile privata al centro della mobilità, con le ovvie conseguenze in termini di congestione, traffico e inquinamento, è una prospettiva inaccettabile, anche in virtù della salvaguardia della salute pubblica.

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17 apr 2020

La fase 2 della Pandemia per la mobilità catanese: ciclabili e più spazio ai pedoni

di Mobilita Catania

La mobilità urbana di Catania è indietro di cinquant'anni. Lo dicono tutte le ricerche effettuate in questi anni fra cui quella di "Ecosistema urbano" del 2019, redatta da Legambiente e Ambiente Italia, nella quale Catania è ultima in classifica tra tutte le città osservate, oltre che per la cattiva gestione dei rifiuti e della depurazione delle acque, anche per la totale mancanza di strategie in tema di mobilità sostenibile. Un città dunque "insostenibile" sotto il profilo ambientale a causa di inerzia o di politiche scorrette messe in campo da chi ha avuto la responsabilità amministrativa della città fino ad ora. Adesso siamo stati catapultati improvvisamente in una emergenza sanitaria di dimensioni catastrofiche e Catania sembra essere del tutto impreparata ad affrontare tutte le problematiche consequenziali connesse, quali ad esempio il distanziamento sociale necessario per contenere la pandemia causata dal Covid-19. La città è impreparata anche perché non ha neanche avviato la programmazione relativa alla mobilità in ambito urbano prevista dai Piani Urbani della Mobilitá Sostenibile (PUMS), sebbene obbligatoria per legge. Non ha nessun piano d'emergenza per nessun tipo di catastrofe naturale e nessun piano riguardo a questa attuale emergenza. È arrivato il momento di cambiare rotta per salvaguardare la salute collettiva. In aiuto alla attività dei sindaci di tutta Italia è stato stilato, dagli esperti del direttivo nazionale di Legambiente, un elenco costituito da cinque azioni concrete per ripensare la mobilità durante e dopo la pandemia. A questo proposito il circolo Legambiente di Catania chiede al Sindaco e all'amministrazione comunale di prevedere misure straordinarie, da attuare in tempi brevissimi: la “fase due”, in cui si prevede un inizio delle attività lavorative e sociali, sarà attiva tra circa due settimane. Nel contesto della città di Catania riteniamo sia urgente attuare delle misure che garantiscano una maggiore sicurezza sui mezzi pubblici da realizzarsi attraverso l'aumento della frequenza delle corse e modificando gli orari in base alle attività lavorative. Servirà ampliare lo spazio urbano dedicato ai pedoni, alle biciclette, a tutti quei mezzi che rientrano nell'ambito della micro-mobilità individuale, monopattini elettrici inclusi, per consentire un adeguato distanziamento sociale tramite strategie che soprattutto non creano l'inquinamento atmosferico ritenuto concausa della diffusione e delle morti da Covid-19. Riteniamo sia opportuna una maggiore implementazione della condivisione di mezzi di trasporto elettrici anche coinvolgendo aziende private, prevedendo anche degli incentivi per la rottamazione delle vecchie automobili e l'acquisto di mezzi più sostenibili. Di conseguenza sarà anche urgente eliminare tutte le più di 2000 auto che sono abbandonate da anni in centro storico e che sono la causa di un grave danno ambientale. Inoltre si potranno prevedere azioni per disincentivare l'ingresso delle auto in città e la creazione di zone 20 e 30 (limite di velocità dei veicoli) al fine di mettere in sicurezza la mobilità di pedoni e di ciclisti. Il coinvolgimento dei Mobility Manager, sia del Comune che delle aziende, diventa fondamentale per riorganizzare lo smart working ed un più razionale trasporto casa-lavoro. Legambiente Catania organizzerà nei prossimi giorni un'assemblea online aperta a tutte le associazioni del territorio ed a tutti i cittadini per individuare le linee strategiche di azione da attuare nell'immediato. Nell'occasione verrà creato un documento condiviso da sottoporre all'amministrazione comunale per avviare concretamente azioni da realizzare nel più breve tempo possibile. Il testo della Lettera al Sindaco.

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01 mar 2020

Coronavirus | Turkish Airlines sospende i voli da e per l’Italia: disagi per i passeggeri dell’aeroporto di Catania

di Amedeo Paladino

Turkish Airlines ha diramato stamane il seguente comunicato stampa. A causa dell'epidemia di coronavirus (COVID-19) in Italia, Corea del Sud e Iraq, i nostri voli da e per questi paesi vengono cancellati fino al 10 marzo 2020. Come compagnia aerea che mette sempre in primo piano la sicurezza dei viaggi, Turkish Airlines continuerà a monitorare gli ultimi sviluppi della situazione con le autorità sanitarie nazionali e internazionali e adotterà le opportune precauzioni. Ad essere interessati sono anche i passeggeri dell'aeroporto di Catania: i voli TK 01395 in arrivo alle 14 e 50 il volo TK 01396 in partenza alle 15 e 50 sono stati cancellati.

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