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27 feb 2021

L’im-mobilità a Catania: le inquietanti dichiarazioni dell’assessore alla mobilità

di Mobilita Catania

"Le parole sono importanti", diceva Michele Apicella, interpretato da Nanni Moretti, a una giornalista nel film "Palombella Rossa": a differenza della celebre scena cinematografica, a creare sgomento non sono le forme linguistiche utilizzate, ma il contenuto delle dichiarazioni dell'assessore comunale con delega alla Mobilità, Pippo Arcidiacono, recentemente espresse in un'intervista del Quotidiano di Sicilia. Alcuni passaggi e alcune dichiarazioni, in particolare, sottintendono sviluppi tutt'altro che positivi sul futuro della mobilità catanese e, per questo, lasciano sgomenti, in un momento in cui, nel resto d'Italia e d'Europa, le politiche della mobilità nelle grandi città hanno ormai intrapreso con decisione tutt'altra strada. Mobilita Catania dal 2015 si è posta l'obiettivo di essere un occhio vigile sulle politiche territoriali inerenti alle infrastrutture, la mobilità e l'ambiente, quindi con frequenti estensioni all'urbanistica e all'architettura, avendo sempre attenzione di mantenere uno spirito critico ma oggettivo, comunque sempre propositivo. Mantenendo questa linea, questo editoriale rappresenta un'interpretazione delle risposte dell'assessore alle domande della giornalista in tema di mobilità e pedonalizzazioni e vuole essere uno spunto di riflessione per i cittadini e, auspicabilmente, anche per l'amministrazione comunale. A proposito della realizzazione delle nuove linee di Bus Rapid Transit, linee bus protette da cordoli e con precedenza rispetto alla viabilità privata, l'assessore afferma che «dei quattro previsti, se ne potranno realizzare tre»: il "Brt dei Viali" (dal viale Mario Rapisardi a Piazza Europa, passando da viale XX Settembre e Corso Italia) soffre, a detta di Arcidiacono, di difficoltà realizzative. Addirittura non sarebbe proprio fattibile: «il Brt, inteso in senso classico, non si può realizzare in viale Mario Rapisardi». In realtà, da un punto di vista prettamente tecnico, non esistono difficoltà non superabili, come d'altronde già emerso nella bontà del progetto dell'allora amministrazione Stancanelli. La realizzazione di questi itinerari protetti è inserita nel Pon metro (Programma Operativo Nazionale) “Città Metropolitane 2014/2020”, e in particolare la linea veloce del viale Mario Rapisardi è prevista sin dal 2013, quando esordì con successo la prima linea di Brt, e godrebbe quindi pure della necessaria copertura economica per la realizzazione. Le parole dell'assessore rappresentano, quindi, un clamoroso passo indietro, il quale appare non dettato da difficoltà tecniche (che, in realtà, non sussistono minimamente), bensì da una precisa volontà politica: per la realizzazione del "Brt dei Viali" (il Brt2) è necessaria una riduzione della sosta su strada e sarebbe resa fisicamente impossibile la sosta in "doppia fila" così come, verosimilmente, verrebbe meno anche il mantenimento di molte postazioni commerciali ambulanti, il che potrebbe suscitare malumori per una parte di cittadini, ma procurerebbe un sensibile miglioramento del servizio di trasporto pubblico in un'area della città che soffre particolarmente in tema di mobilità e trasporto pubblico (e, quindi, farebbe ben contenta un'altra parte di cittadini!). Spesso si sente dire che a Catania ci si sposta in auto perché il mezzo pubblico è inaffidabile. Ma se poi, come in questo caso, non si vuole rendere efficiente il mezzo pubblico per non dar fastidio alle auto, qualcosa non torna. Né si può pensare che l'utenza degli esercizi commerciali sia rappresentata da chi vi si reca in auto per parcheggiare nell'immediata prossimità della destinazione finale. Un trasporto pubblico efficace, al contrario, sarebbe un nuovo supporto alle stesse attività commerciali, più facilmente raggiungibili con uno strumento, quello del Brt, che per le sue caratteristiche garantisce alta efficienza, non dovendo scontare colonne di traffico né, tantomeno, avere necessità di parcheggio. Basti pensare che, ad oggi, viale Mario Rapisardi è servito dalla linea Amt 421 che ha una frequenza di 40-50 minuti e tempi di percorrenza elevati dovuti alla sede promiscua di percorrenza. Il Brt2, invece, transiterebbe ogni pochi minuti e con una velocità commerciale molto più elevata, potendo godere di corsia riservata protetta. Dai Brt, con lo sconsolante annuncio sul Brt2, si passa quindi al tema delle pedonalizzazioni. Poco più di un anno fa, l'amministrazione comunale annunciava un "imponente piano di pedonalizzazioni". Di tale imponenza, purtroppo, ad oggi è rimasta solo la dichiarazione, visto che poco -in pratica- s'è fatto: pedonalizzazione (seppur parziale) di piazza Dante e nuovi dissuasori in piazza Duomo e nella zona del Teatro Massimo Bellini, dove però, persino in questi giorni, si registra sosta selvaggia in via Teatro Massimo e in via Michele Rapisardi. Né può essere una scusante l'emergenza sanitaria nel frattempo intercorsa, visto che, in altre città, proprio l'emergenza sanitaria è stata colta come occasione per aumentare pedonalizzazioni e migliorare la dotazione infrastrutturale per la mobilità dolce. Cosa non fatta a Catania. Ma è sui prossimi passi che purtroppo si rileva una dichiarazione decisamente inquietante per chi ha a cuore le sorti della città di Catania. Dice l'assessore: «Purtroppo per Piazza Manganelli non vedo una possibilità [di pedonalizzazione, ndr], perché rappresenta l’unica opportunità di parcheggio all’interno del centro storico; è invece una possibilità concreta in Piazza Duca di Genova. Lì è il barocco che lo chiede con forza, barocco di cui andiamo fieri!». Definire piazza Manganelli un "parcheggio del centro storico" è qualcosa che per un attimo fa pensare di essere tornati negli anni Settanta od Ottanta del secolo scorso. Sembra uno scherzo, per un luogo che, tra l'altro, sorge a poche decine di metri da una fermata della metropolitana. Incomprensibile, oltretutto, la preferenza su piazza Duca di Genova motivata dalla presenza del barocco, considerazione che fa vacillare le nostre conoscenze sull'architettura di Catania: non sono forse entrambe le piazze a essere incorniciate da palazzi in stile barocco? Proprio piazza Manganelli, oltretutto, oltre a Palazzo Carcaci e all'ex sede dell'Accademia di Belle Arti, ospita uno dei palazzi nobiliari più belli non solo del centro storico, ma di tutta la Sicilia, ossia Palazzo Manganelli. Ma per Arcidiacono, evidentemente, l'architettura di pregio non si trova in questa piazza. Tuttavia, a prescindere dalle innegabili presenze architettoniche, l'opinione secondo cui la funzione di una piazza di grande valore in pieno centro storico sia quella di area di sosta è, senza mezzi termini, aberrante e inaccettabile, a maggior ragione se espressa da chi ha la delega alla mobilità. In merito alla pedonalizzazione di piazza Duca di Genova, invece, si rileva con piacere la prospettiva di una imminente pedonalizzazione, che si spera sia portata avanti nell'ambito dell'ottimo progetto di riqualificazione degli spazi pubblici dell’area della Civita e il collegamento funzionale al Porto di Catania, approvato nell’ultima seduta della precedente Giunta Comunale, ormai tre anni fa. Progetto a cui, però, l'assessore non fa riferimento. Qualche perplessità, infine, circa alcune dichiarazioni sulle piste ciclabili. «Abbiamo 3,2 milioni del Pon Metro per le piste ciclabili - afferma l'assessore - Finalmente siamo riusciti a cambiare i responsabili unici del procedimento, assegnandoli a Rup meno impegnati, che possano concretizzare al più presto tali progetti. È un mio progetto quello di realizzare, più che piste ciclabili, delle ‘corsie ciclabili’, le quali impegnano economicamente meno». Al di là delle considerazioni sui precedenti Rup che, a quanto pare, non avevano il tempo di svolgere il loro lavoro, andrebbe meglio investigato cosa intende l'assessore per corsie ciclabili anziché piste ciclabili. Quest'ultime sarebbero sicuramente in sede protetta, ad esempio, e ad oggi Catania ne sente enormemente la mancanza, avendo le pochissime piste ciclabili già esistenti scollegate tra loro, per non parlare della quasi totalità del territorio comunale che ne è privo, nonostante negli ultimi anni sia fortemente in ascesa, anche a Catania, l'uso di biciclette e monopattini. Inoltre, bisognerebbe capire perché rinunciare per ragioni economiche a una tipologia preferibile se, come in questo caso, esiste già la copertura finanziaria. In generale, da questo lavoro di decodifica dell'intervista all'assessore Arcidiacono, emerge una mancanza di visione al passo coi tempi della mobilità di una città come Catania, che per dimensione e importanza ha necessità di una programmazione ben più lungimirante e politicamente coraggiosa. La città sconta la mancanza di una programmazione strategica sul fronte della mobilità, derivante anche dalla gravissima assenza del PUMS, che da ormai molto tempo viene periodicamente annunciato come in dirittura di arrivo. Questa è una grave lacuna che ancora oggi non consente di integrare l'odierno sviluppo infrastrutturale (si vedano gli aggiornamenti sul passante ferroviario e sulla metropolitana) a politiche di mobilità tese a disincentivare l'uso dei mezzi privati, offrendo valide alternative. Per la cronaca, il dialogo nella scena del film "Palombella Rossa" si concludeva così: "Chi parla male, pensa male". 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24 mar 2018

Al via il rifacimento di 70.000 metri quadrati di strade: il programma degli interventi

di Mobilita Catania

Prosegue programma di riqualificazione di strade e piazze seguendo le indicazioni del sindaco Bianco e le direttive dell'assessore Di Salvo: nelle prossime settimane interventi nelle vie Caronda, Imbriani, Paratore, Sant'Euplio e lungo tutto il viale Rapisardi. Il programma di riqualificazione di strade e piazze messo a punto seguendo le indicazioni del sindaco di Catania Enzo Bianco e le direttive dell'assessore alle Manutenzioni Salvo Di Salvo, prosegue con l'apertura di nuovi cantieri che porterà al rifacimento di altri 70.000 metri quadrati di superficie stradale. Lunedì prossimo, 26 marzo, prenderanno infatti il via i lavori di rifacimento del manto stradale nel tratto di via Caronda compreso tra la rotatoria di via Rosso di San secondo e la via Scandurra. Dopo una scarificazione si procederà al rifacimento del manto stradale in conglomerato bituminoso. L'intervento si protrarrà per dieci giorni e interesserà complessivamente un totale di diecimila metri quadrati  con un investimento di 110.000 euro. Mercoledì 28, poi, partirà la sistemazione della sede stradale lungo la via Matteo Renato Imbriani nel tratto compreso tra piazza Abramo Lincoln e la via Monserrato. Anche in questo caso l'intervento di rifacimento del manto riguarderà un totale di diecimila metri quadrati, ma il costo sarà di novantamila euro e i lavori si protrarranno per dieci giorni. Martedì 20 sono cominciati quelli destinati a eliminare le cause degli allagamenti che si creavano in caso di pioggia in via Paratore: saranno realizzate opere di captazione delle acque bianche con un investimento di ottantamila euro, lavori si protrarranno per un mese. Lunedì 19 hanno avuto inizio gli interventi di rifacimento della sede stradale in basolato lavico nella via Sant'Euplio, nel tratto compreso tra il viale regina Margherita e la via Antonino Longo. La superficie complessiva che sarà sistemata – con una spesa di 350.000 euro – è di quattromila metri quadrati. I lavori si protrarranno per due mesi. L'operazione di manutenzione, definita dal Sindaco "l'opera pubblica più attesa dai cittadini" costerà complessivamente 31 milioni di euro e riguarderà strade, piazze, illuminazione pubblica, edifici per ospitare uffici comunali. L'investimento avrà un'importante ricaduta sul mondo del lavoro: si stima che complessivamente ci saranno 1.500 occupati per un anno. "Prosegue intanto – ha aggiunto l'assessore alle Manutenzioni Di Salvo - l'operazione che, in quattro mesi e con una spesa di un milione e 400.000 euro, porterà a una completa sistemazione, con sistemi innovativi di messa in sicurezza, uno dei principali assi viari della città, il viale Mario Rapisardi. Saranno rifatti 46.000 metri quadrati di manto stradale e 2.500 di marciapiedi e saranno realizzati passaggi pedonali rialzati e ped-smart, sistemi intelligenti per segnalare la presenza dei pedoni in attraversamento. Nel mese di febbraio il programma di riqualificazione ha portato a riasfaltare le vie Fattori, Lojacono, Petraro, del Bosco e Pietra dell'Ova e a realizzare le strisce pedonali rialzate sulla circonvallazione. Alla fine di gennaio era stato rifatto il manto stradale di via Etnea dalla piazza Cavour alla circonvallazione; sono stati inoltre riconsegnati alla città dopo la riqualificazione la piazza Falcone e il Parco Zammataro. "Si tratta di interventi – ha detto il sindaco Bianco – che gli abitanti hanno chiesto con insistenza per anni. Poiché non vi erano soldi in cassa, però, abbiamo dovuto prima reperirli e approntare i progetti. Adesso siamo alla fase conclusiva, quella della realizzazione". Ti potrebbe interessare: 31 milioni di euro per la manutenzione di Catania: si interviene su strade, marciapiedi e piazze Al via il rifacimento di viale Mario Rapisardi da piazza Santa Maria di Gesù fino a via Palermo  

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10 mar 2018

Al via il rifacimento di viale Mario Rapisardi da piazza Santa Maria di Gesù fino a via Palermo

di Mobilita Catania

Il programma di riqualificazione delle strade e delle piazze della città, dal centro alla periferia prosegue con una delle più importanti arterie di Catania, il viale Mario Rapisardi. Da martedì 13 parte il rifacimento di viale Mario Rapisardi dalla piazza Santa Maria di Gesù fino alla via Palermo. In quattro mesi di lavori sarà riasfaltata una superficie complessiva di ben 43.000 metri quadrati e saranno sistemati 2.200 metri quadrati di marciapiede. Martedì prossimo aprirà il cantiere e, dopo una scarificazione, il manto stradale del viale sarà interamente rifatto, dalla piazza Santa Maria di Gesù fino all'incrocio con via Palermo. In quattro mesi di lavori sarà riasfaltata una superficie complessiva di ben 43.000 metri quadrati: si procederà inoltre a una manutenzione straordinaria dei marciapiede per complessivi 2.200 metri quadrati. Si prevedono inoltre interventi per l'installazione di sistemi PdSmart - la segnaletica illuminante per passaggi pedonali -, i passaggi pedonali rialzati e la segnaletica orizzontale e verticale, comprese le bande ottico sonore per moderare la velocità. I lavori, finanziati con i fondi del programma CTMover (l'importo a base d'asta era di 976.000 euro), sono stati aggiudicati attraverso il Mepa, il sistema elettronico delle pubbliche amministrazioni, alla ditta G.P. Costruzioni di Acireale. "Ho chiesto all'assessore Di Salvo - ha detto il sindaco Bianco - di pianificare i lavori con la massima accuratezza visto che il viale Mario Rapisardi rappresenta una strada di grande importanza per la viabilità cittadina. Ho chiesto inoltre al comandante della Polizia municipale Stefano Sorbino di curare con particolare attenzione il servizio in queste aree". "Stamattina - ha aggiunto Di Salvo - insieme ai tecnici comunali ci siamo recati per un ultimo sopralluogo sui luoghi in cui si svolgeranno i lavori. Il Sindaco ci ha chiesto espressamente di lavorare per ridurre al minimo i disagi. D'altra parte in una città in cui da quindici anni le strade non venivano sottoposte a manutenzione, dobbiamo lavorare quanto più velocemente possibile". Il programma di Manutenzioni straordinarie di strade e piazze catanesi era stato presentato ai cittadini da Bianco alla fine di novembre del 2017. Quella che era stata definita dal Sindaco "l'opera pubblica più attesa dai cittadini" ha un budget di 31 milioni di euro e riguarda strade, piazze, illuminazione pubblica, edifici per ospitare uffici comunali. L'investimento avrà un'importante ricaduta sul mondo del lavoro: si stima che complessivamente ci saranno 1.500 occupati per un anno. Soltanto nel mese di febbraio il programma di riqualificazione ha già portato a riasfaltare le vie Fattori, Lojacono, Petraro, del Bosco e Pietra dell'Ova e a realizzare le strisce pedonali rialzate sulla circonvallazione. Alla fine di gennaio era stato rifatto il manto stradale di via Etnea dalla piazza Cavour alla circonvallazione. Sono stati inoltre riconsegnati alla città dopo la riqualificazione la piazza Falcone e il Parco Zammataro. Ti potrebbe interessare: 31 milioni di euro per la manutenzione di Catania: si interviene su strade, marciapiedi e piazze

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Proposta
10 apr 2017

Un people mover per collegare il viale Mario Rapisardi alla metropolitana

di papocchioct

Il 31 marzo 2017 è entrata in esercizio la nuova tratta della Metropolitana Nesima-Borgo con un'affluenza, nei primi due giorni di apertura, di circa 40.000 utenti, segno che la metropolitana ai catanesi piace. Purtroppo il fatto che, almeno nella prima fase della progettazione, la metropolitana fosse concepita come un ammodernamento della tratta in superficie ha di fatto penalizzato zone densamente popolate come il viale Mario Rapisardi. Per ovviare a questa mancanza si potrebbe realizzare un People Mover, una sorta di ascensore orizzontale, che colleghi la stazione Nesima della metropolitana con il viale Mario Rapisardi. Una simile struttura esiste già a Genova ed è gestita dall'Azienda Municipale Trasporti di Genova  e collega l'inizio di Via Balbi con la Circonvallazione a Monte. L'infrastruttura genovese, a differenza della mia proposta, include anche un ascensore verticale. Il people mover genovese funziona come un sistema funicolare orizzontale dove la cabina, che contiene circa 20 persone, è trainata da una fune, chiusa ad anello, con una velocità di 4,5 metri al secondo e una portata oraria di circa 400 persone all'ora per ogni senso di marcia. L'impianto è completamente automatico e quindi non è necessaria la presenza di personale sul posto. Per il People Mover catanese la partenza potrebbe avvenire, in sotterranea, dalla rotonda del Viale Lorenzo Bolano e immettersi subito sulla via Francesco Miceli, da li proseguire sulla via Generale Ameglio e successivamente su via Antonio Stoppani fino all'incrocio con il viale Mario Rapisardi. Qui si potrebbero prevedere quattro uscite ai quattro angoli della strada. Il punto d'arrivo del People Mover (via Stoppani, angolo viale Mario Rapisardi) intercetterebbe  un quartiere densamente popolato con una zona d'influenza che ad ovest arriva fino al corso Indipendenza, per intercettare il PalaCatania, e a est fino alla via XXXI maggio. La lunghezza della tratta prevista è di circa un chilometro e dovrebbe essere realizzata a doppio binario con più cabine con una capienza di circa 30 persone. Il tempo di percorrenza per arrivare da questi ingressi alla stazione Nesima è di circa 4 minuti con una portata di circa 60 utenti ogni 8 minuti. (significa un autobus urbano ogni 8 minuti) Il costo per realizzare questo people mover catanese è decisamente inferiore rispetto ad una metropolitana, sia per le infrastrutture da realizzare, sia per la modalità di scavo che non deve essere realizzato a profondità elevate. Un simile People Mover, con una lunghezza di circa 1200 m, è stato già previsto dalla Ferrovia Circumetnea per collegare la stazione Ardizzone di Paternò con la piazza della Regione. A beneficiarne di questa nuova infrastruttura sarebbe certamente la collettività ma in particolare tutta la zona del viale Mario Rapisardi che al momento risente della mancanza di un collegamento veloce con il centro. Ecco un video che fa capire meglio come funziona il People Mover   Puoi inviare a catania.mobilita.org segnalazioni e proposte: http://catania.mobilita.org/scrivi-un-post/ Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Scheda dell’opera Quale futuro per la metropolitana di Catania? Da Misterbianco a Fontanarossa entro il 2023 FOTO | Svelata la nuova tratta Borgo-Nesima della metropolitana Metro, ecco dove saranno le stazioni della nuova tratta Stesicoro-Palestro: obiettivo 2019 Metro, tratta Misterbianco-Paternò: ecco dove sorgeranno le stazioni

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Proposta
21 nov 2016

Una nuova linea BRT per viale Mario Rapisardi connessa alla stazione metro Nesima

di papocchioct

Con l'apertura delle nuove tratte della metropolitana (Galatea-Stesicoro a dicembre e Nesima-Borgo a febbraio 2017), ci sarà una rivoluzione del trasporto pubblico anche su gomma. La Ferrovia Circumetnea ha già comunicato che la maggior parte degli autobus non entrerà più in città ma si fermerà a Nesima e al Borgo. L'AMT invece al momento non ha dato nessuna comunicazione di rimodulazione delle linee. Si è spesso parlato dell'attivazione di altre linee di BRT (Bus Rapid Transit), ma al momento questi sono rimasti sulla carta. La mia proposta prevede un BRT  che colleghi il viale Mario Rapisardi con il parcheggio scambiatore di Nesima e quindi con la metropolitana e con il BRT1. Attualmente il viale M. Rapisardi è servito da due linee urbane, la 443 che da Monte Po arriva alla Stazione Centrale e la 621 che dal parcheggio di Nesima arriva in piazza della Repubblica. Per il 443 vengono utilizzate due vetture e la frequenza è di circa 45 minuti. Per il 621 vengono utilizzate tre vetture e la frequenza è di circa 30 minuti. Appare subito evidente che tali frequenze non sono accettabili per un trasporto pubblico urbano, soprattutto per una zona con un'alta densità abitativa come il viale M. Rapisardi. La mia proposta prevede un BRT con un percorso di circa 10 km, con 15 fermate e una frequenza di circa 7 minuti utilizzando 6 autobus (uno in più rispetto alla situazione attuale). L'attivazione di questa linea permetterebbe inoltre di abolire sia il 443 che il 621 in quanto il percorso sarà coperto sia dalla metropolitana sia da questo nuovo BRT. Il collegamento tra Monte Po e il centro è invece assicurato dalla linea 522 che collega Monte Po con il parcheggio Nesima e quindi con la Metropolitana. Punto di forza della nuova linea è lo scambio con la metropolitana che permette, a chi abita al viale M. Rapisardi, di arrivare in centro in 15/20 minuti. Inoltre scambia con il Brt1, permettendo di raggiungere la cittadella universitaria o il policlinico in 20 minuti, partendo dal parcheggio di Nesima. Inoltre, serve cinque istituti di istruzione superiore, tre ospedali e due facoltà universitarie. La linea da me proposta parte dal parcheggio di Nesima, importante nodo di scambio da dove si potrà scambiare con la metropolitana, con gli autobus della FCE provenienti dai paesi etnei del versante ovest, con la metropolitana leggera della FCE e con alcune linee dell'AMT. Successivamente si dirigerà su via Francesco Miceli, via Ugo La Malfa, via Generale Ameglio, Via Tasso. Qui verrà realizzata una fermata, utile per scambiare con il percorso inverso del BRT. Sarà utile ad esempio a chi arriva dalla stazione di Nesima e vuole arrivare al viale M. Rapisardi alto senza percorrere tutto il tragitto. Successivamente risale per via A. Diaz e via Felice Paradiso per deviare su via Ballo. Qui, alla fine della via, è prevista la fermata S. Nullo che si trova a circa 150 m dalla stazione S. Nullo della Metropolitana. Successivamente girerà per la via Sebastiano Catania  (verrà cambiato il senso di marcia) verso la via Cibele. In via Bonadies è prevista una fermata che servirà la Facoltà di Agraria e un istituto privato di 2° Grado. Scenderà per via Cifali (verrà cambiato il senso di marcia).  Qui è prevista la fermata Cibali che servirà lo stadio e il liceo scientifico Principe Umberto. Superata la via Cesare Vivante continuerà il percorso su via Cifali su corsia protetta (esistente). Girerà per via Ficarazzi  fino a Piazza Lanza dove verrà collocata una fermata. Qui scambierà con il BRT1. Proseguirà per via Paola Salvatore fino a via A. Longo. Su questa strada è prevista una corsia protetta (nuova realizzazione) fino a Viale Regina Margherita. Girerà su viale Regina Margherita su corsia protetta (esistente) fino a Piazza S. Maria di Gesù. Qui sono previste due fermate: "Roma" che servirà l'istituto Tecnico "De Felice"  e  "S. Maria di Gesù" che servirà l'istituto Tecnico Archimede e l'istituto d'istruzione superiore G. Battista Vaccarini. Proseguirà su viale Mario Rapisardi fino a via Lavaggi utilizzando la corsia protetta (da ripristinare). Dalla via Lavaggi fino a piazza Eroi d'Ungheria verrà realizzata una corsia centrale protetta come rappresentato nella figura 1 Lungo il percorso del viale sono previste cinque fermate: Successivamente proseguirà per via Pacinotti e poi per il Parcheggio di Nesima. Ecco nel dettaglio il percorso: Parcheggio Nesima. Qui il Brt2 farà capolinea e scambierà con la metropolitana, i treni della FCE e gli autobus della FCE. Tasso. Questa fermata si trova a circa 200 metri dalla fermata Diaz utile per utilizzare il percorso inverso che sale dal Viale. È utile per coloro che dal viale M. Rapisardi hanno necessità di raggiungere il BRT1 più velocemente senza fermarsi al Parcheggio di Nesima. San Nullo. Scambia con la stazione della Metropolitana San Nullo che si trova a circa 150 m. Cibali. Serve una zona densamente abitata. Bonadies. Serve la Facoltà di Agraria e un istituto privato di 2° Grado. Stadio. Serve lo stadio "Angelo Massimino" e il Liceo Scientifico Principe Umberto. Lanza. Scambia con il BRT1. Roma. Serve l'Istituto Tecnico De Felice. S. Maria di Gesù. Serve l'Istituto Tecnico Archimede, l'Istituto d'Istruzione superiore G. B. Vaccarini, il vecchio Ospedale Garibaldi e la facoltà di Scienze Naturali. Forlanini. Serve l'ospedale Ferrarotto. Caracciolo XXXI Maggio Diaz. Questa fermata si trova a 200 dalla fermata Tasso, utile per utilizzare il percorso inverso che porta alla parte bassa del viale. Eroi d'Ungheria. Serve l'Istituto Tecnico Gemmellaro e il PalaCatania. Pacinotti. Serve l'ospedale Garibaldi dall'ingresso Est. Parcheggio Nesima La realizzazione di questo nuovo BRT consentirebbe, a mio parere,  il miglioramento della qualità del collegamento tra il viale e il centro, rendendolo più adeguato alla domanda di trasporto dei cittadini.

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Proposta
23 ago 2016

Metropolitana, proposta per una nuova diramazione verso il viale Mario Rapisardi con 5 stazioni

di papocchioct

A fine anno, stando alle previsioni, saranno inaugurate le nuove stazioni Giovanni XXIII e Stesicoro e a febbraio le stazioni di Milo, Cibali, San Nullo e Nesima. Il percorso di quest'ultima tratta ricalca in buona parte il tracciato della vecchia linea di superficie della Circumetnea e questo ha un po' penalizzato il tragitto visto che non lambisce zone densamente popolate della città. La mia proposta è di sfruttare la tratta Borgo-Nesima della futura linea metropolitana e creare una diramazione nei pressi della stazione Cibali con direzione Viale Mario Rapisardi, un po' come avviene con la diramazione B1 della metropolitana di Roma. La nuova tratta avrebbe una lunghezza di 3,28 km e considerando un  costo totale di circa 58 milioni a Km questa potrebbe essere realizzata in quattro anni con un costo di circa 180 milioni di euro. I benefici potrebbero essere tantissimi e la realizzazione della nuova tratta risolverebbe l'annoso problema di collegare il quartiere Nesima con il centro della città e libererebbe finalmente il viale Mario Rapisardi dalle auto. La nuova diramazione prevede 5 nuove stazioni e precisamente: Stazione Stadio Stazione Forlanini Stazione XXXI Maggio Stazione Mario Rapisardi Stazione Eroi d'Ungheria Le stazioni sono localizzate vicino a luoghi strategici La stazione Stadio, ad esempio, oltre a servire lo stadio Angelo Massimino, può essere utilizzata per la vicina facoltà di Agraria e per il Liceo Scientifico Principe Umberto. La stazione Forlanini serve l'ospedale Ferrarotto, l'ospedale Garibaldi (vecchio), l'istituto Turrisi Colonna e diversi uffici come il Genio Civile. La stazione XXXI Maggio è collocata in una zona del viale Mario Rapisardi in espansione e attualmente densamente abitata. La stazione Mario Rapisardi serve la zona alta del viale Mario Rapisardi molto popolata e ricca di attività commerciali. La stazione Eroi d'Ungheria serve il Palasport e l'istituto tecnico Gemmellaro. A beneficiare di questa nuova tratta sarebbe l'intera collettività grazie soprattutto alla minor congestione del traffico stradale ed a una migliore qualità dell'aria.

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11 feb 2016

I paletti abbattuti e quel tratto di strada che potrebbe cedere

di Amedeo Paladino

La lunga fila di paletti dissuasori che delimita la carreggiata nord di viale Mario Rapisardi, è stata abbattuta per consentire agli automobilisti di sostare. Il gesto di mani ignote potrebbe mettere in pericolo la pubblica sicurezza. I catanesi sono ormai assuefatti dalla prevaricazione e dall'inciviltà di molti automobilisti: marciapiedi occupati da macchine e scooter, carreggiate occupate da due o tre file di auto in divieto di sosta. Un territorio, quello di Catania, che secondo le statistiche è occupato per il 10% da veicoli in sosta: una presenza che cerca di invadere sempre più spazio, come un fiume d'acqua che si insinua in ogni spiraglio disponibile. Ecco il motivo per cui i due metri di spazio delimitato da paletti dissuasori al margine della carreggiata di viale Mario Rapisardi, poco prima di piazza Santa Maria di Gesù, sono da sempre stati considerati un'area facilmente destinabile alle auto in sosta. Ma l'automobilista catanese, tipicamente "furbo" e spesso al di sopra delle regole, ha pensato di agire da solo. Come testimoniano le foto diffuse dalla fanpage Facebook Lungomare Liberato mani ignote hanno pensato di agire autonomamente, abbattendo una lunga fila di paletti dissuasori che impedivano la circolazione e la sosta. La memoria dei catanesi è molto corta: l'affaire asfalto sul sagrato della Cattedrale lo dimostra. Solo in pochi ricordano che quei paletti, posti tra la carreggiata stradale e i portici dell'edificio dei Salesiani, sono stati posizionati per motivi di pubblica sicurezza. Ripercorriamo i fatti della storia recente di Catania: tra gli anni '60 e '70 si procede all'allargamento di viale Mario Rapisardi, all'altezza dell'Ospedale Garibaldi ci si accorge che l'area in oggetto è cava, i solai dell'edificio dei Salesiani sono infatti sottostanti il tratto di carreggiata destinata all'allargamento. Per evitare eventuali crolli del manto stradale si procede alla delimitazione della strada, vietando la circolazione e ovviamente la sosta. In questi decenni la delimitazione della strada è rimasta immutata quindi intuitivamente le condizioni sono sempre le stesse: i solai, non costruiti per reggere un peso eccessivo, in base alle informazioni in nostro possesso, sono sempre lì e il manto stradale è cavo. L'abbattimento dei paletti dissuasori, gesto di prevaricazione e "furbizia", potrebbe far cedere il manto stradale oberato dal peso dei veicoli. Mobilita Catania si chiede se il pericolo di cedimento sia tuttora reale o se nel frattempo sono stati svolti lavori di messa in sicurezza, che rendono superflua la delimitazione. Ma se lo stato di fatto è uguale a quello di qualche decennio fa, per evitare il rimpallo di responsabilità a fatti ormai avvenuti, si deve intervenire subito nel ripristino dei paletti, affinché poi non si dica "noi ve l'avevamo detto".

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