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29 mar 2018

Regione, approvato il Defr: passi avanti per la mobilità su ferro a Catania

di Mobilita Catania

Ieri il parlamento regionale ha finalmente approvato il Defr, il documento di economia e finanza regionale che costituisce il principale strumento della programmazione economico-finanziaria e delle misure di politica economica regionale ed ha l'obiettivo di indicare la strategia economica e di finanza pubblica nel medio termine. Nel nuovo Defr sono stati previsti interventi per il miglioramento dei sistemi metropolitani di mobilità su ferro. In questo ambito, per la sua strategicità, nel PO FESR 2014/2020 è stato direttamente individuato il Grande Progetto per la realizzazione della tratta metropolitana della Ferrovia Circumetnea dalla stazione Stesicoro all'Aeroporto di Catania, per un importo di 492 mln di euro. Gli ulteriori interventi previsti sono l‟attuazione del corridoio Europeo TEN–T Scandinavo-Mediterraneo tramite il raddoppio della tratta Palermo-Catania–Messina. Per l'intervento del Nodo di Catania, si prevede un nuovo assetto della linea ferroviaria con realizzazione in un'unica fase dell'interramento della linea della stazione di Catania e raddoppio della tratta Catania Centrale (Bivio Zurria) - Catania Acquicella ed un ampliamento del perimetro originario finalizzato all'integrazione delle modalità di trasporto aereo e ferroviario per l'Aeroporto di Catania Fontanarossa mediante la previsione dell'intervento di interramento della linea ferroviaria tra le stazioni di Bicocca e Lentini Diramazione per il prolungamento della pista dell'aeroporto di Fontanarossa con un incremento del costo pari a 235 milioni di euro. Il costo complessivo dell'investimento è pari a 861 milioni di euro. Per quanto attiene alle coperture finanziarie, la Delibera CIPE n. 54/2016, che ha approvato il Piano Operativo Infrastrutture FSC 2014/2020, ha previsto e finanziato 235 milioni di euro da destinarsi all'intervento di interramento finalizzato al prolungamento della pista. Nel Contratto di Programma MIT–RFI 2017/2021 risultano appostati ulteriori 17 milioni di euro. Pertanto l'attuale copertura finanziaria è pari a 252 milioni di euro. Nell'ambito degli investimenti programmati nel settore della logistica, particolare rilevanza assume la realizzazione dell'Interporto di Catania nella Sicilia orientale già inserito nell'Accordo di Programma Quadro per il trasporto merci e la logistica. La realizzazione di tale opere favorirà lo sviluppo del trasporto ferroviario delle merci nel territorio siciliano e contribuirà a ridurre gli impatti del trasporto merci su strada, quali l'incidentalità e la congestione stradale. Inoltre, svolgendo funzioni di retroporto, sosterrà il trasporto marittimo che gravita attorno al porto di Catania e, grazie alla fornitura dei servizi di logistica, si prevede una maggiore intercettazione dei traffici commerciali del Mediterraneo. Nel complesso, la realizzazione degli interporti porterà ad una riduzione dei costi operativi di trasporto delle merci, a una maggiore sicurezza del trasporto merci e avrà impatti sull‟occupazione, sia diretti che indiretti. Circa l'intervento del Nodo di Catania, bisogna segnalare che la dicitura raddoppio della tratta Bizio Zurria - Catania Acquicella è quella che per parecchi anni ha identificato la realizzazione del nuovo secondo binario in affiancamento a quello esistente lungo il tracciato attuale. Ipotesi progettuale che in realtà è stata già scartata per le note implicazioni piuttosto pesanti sul piano architettonico e urbanistico della città, appannaggio di una nuova soluzione progettuale che prevede un nuovo percorso a doppio binario più a sud, oltretutto liberando gli Archi della Marina. Resta da capire, pertanto, se l'utilizzo di questa dicitura sia un refuso dovuto alle precedenti ipotesi progettuali o se sia stato assunto, seppur impropriamente, anche per il nuovo assetto. Se così non fosse, saremmo di fronte a un clamoroso passo indietro. Ti potrebbe interessare: Metropolitana di Catania | Storia e sviluppi futuri  Metropolitana di Catania, da “Stesicoro” all’aeroporto: dove sorgeranno le stazioni Passante Ferroviario di Catania PROGETTO | Scopriamo il nuovo percorso urbano del passante ferroviario di Catania

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12 ott 2016

Ministro Delrio, un’analisi sul futuro del trasporto ferroviario in Sicilia

di Roberto Lentini

Sulla sua pagina Facebook il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Delrio  fa un'analisi sul futuro del trasporto ferroviario e lo fa parlando pure della Sicilia. L'obiettivo principale, afferma Delrio è spostare il 30% delle merci dalla gomma al ferro nei prossimi tre anni. Per questo sono stati tolti gli incentivi alla gomma e messi sul trasporto ferro e via mare e finanziato completamente (1,2 mld) l'ammodernamento dei corridoi merci italiani. A questo indirizzo si rifà anche il nuovo piano industriale di FS che investirà 1,5 mld nella parte merci e logistica dopo anni di stallo che hanno portato il trasporto merci su ferro in Italia sotto il 6%. Per questo si deve utilizzare la linea AV entro il 2018 anche per trasporto merci, rendendo pienamente utile l'investimento sull'alta capacità. E per questo è stato approvato un nuovo piano di logistica integrata. La cura del ferro: parte prima. Altro obiettivo del ministro Delrio è di cambiare rotta anche sul trasporto pendolari e passeggeri regionali. Sono stati stanziati 1,5 mld per il potenziamento dei corridoi regionali nell'ultimo contratto 2016 a favore di Rfi. Per i prossimi 10 anni vi saranno 32 mld per lo sviluppo della rete storica non Alta Velocità. Quindi più risorse che per l'AV. Significa concretamente il ripristino della linea Palermo-Trapani interrotta da tempo e la velocizzazione della Palermo-Agrigento. Dal 2014 sono stati immessi il 20% di nuovi treni e saranno investiti 4,5 mld nei prossimi 5 anni per completare l'acquisto di 450 nuovi mezzi. Ci saranno inoltre nuovi treni con spazi per le bici mentre le stazioni saranno riqualificate prevedendo anche il depositi bici.  La cura del ferro: parte seconda. Una priorità importante per Delrio è ridare al Mezzogiorno d'Italia una rete di connessioni di livello europeo. Oggi in treno sono necessarie 10 ore e mezza per raggiungere Palermo da Roma. E ce ne vogliono solo 3 per raggiungere Milano da Roma. Non ci deve essere un Paese spezzato in due. La scelta va nella direzione di potenziare i corridoi ferroviari europei che attraversano l'Italia. Sono opere utili a tenerci dentro allo sviluppo. Le città attraversate dalla rete Alta Velocità migliorano economicamente e hanno più opportunità di sviluppo. Pensiamo anche a città medie come Siviglia e Lione. Il ministero spagnolo valuta in 11 mld l'impatto della rete AV sul Pil delle città. L'AV Napoli Palermo e' un progetto di valenza non solo trasportistica ma sociale ed economica. Nei programmi del ministro per il sud sono previste 4 principali direttrici ferroviarie:  La dorsale adriatica, la Napoli Bari, la dorsale tirrenica e l'Alta Velocità in Sicilia. Per l'Alta Velocità in Sicilia sono già iniziati i cantieri nel nodo di Catania e di Palermo. Complessivamente si avranno 3,6 mld disponibili e a regime si potrà percorrere il tratto fra Messina e Catania in 45 min e il tratto da Catania a Palermo in meno di un'ora e 45. Se vuole sviluppare l'economia di tutto il Paese ed offrire opportunità alle imprese ed ai giovani si deve procedere spediti con maggiori connessioni ferroviarie nel Mezzogiorno. Con progetti non faraonici ma rispettosi dei territori rivisitando schemi di trent'anni fa quando la tecnologia nei trasporti era ai primi passi. Ti potrebbero interessare... Tratta ferroviaria Catania Palermo: cronoprogramma del potenziamento VIDEO | Collegamento ferroviario Catania-Palermo: passo avanti per la tratta Bicocca-Catenanuova

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11 lug 2015

Interporto: il nodo di interscambio merci verso l’inaugurazione

di Roberto Lentini

Martedi 14 luglio alle ore 11:00 l’Interporto di Catania verrà inaugurato alla presenza del presidente della Società Interporti Siciliani, Alessandro Albanese, l'assessore regionale alle Infrastrutture, Giovanni Pizzo, il sindaco, Enzo Bianco, e il presidente dell'Autorità Portuale di Catania, Cosimo Indaco. Si tratta di un centro di trasporto ed interscambio delle merci dotato di impianti capaci di integrare il trasporto ferroviario e quello su gomma. Occupa un’area complessiva di 212.000 metri quadrati, divisa in 166.000 mq destinati al Polo Logistico e 46.000 mq destinati all’area di sosta. L’interporto è connesso con la Tangenziale di Catania che garantisce il collegamento con la rete stradale e autostradale, con il Porto di Catania e con l’Aeroporto di Fontanarossa. Consula la sezione "Opere": Interporto di Catania

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24 giu 2015

La rete ferroviaria siciliana: dopo l’abbandono si confida nell’ammodernamento

di Roberto Lentini

La rete ferroviaria della Sicilia è in massima parte gestita dalle Ferrovie dello Stato, le cui linee sono tutte a scartamento normale dal 1986, a cui si aggiungono i 111 km della Ferrovia Circumetnea, a scartamento ridotto. La rete ferroviaria statale è prevalentemente a binario unico (1200 km sui 1378 km di rete totale), elettrificato solo per 622 km, cioè poco più del 50% (i 578 km rimanenti di binario unico sono percorsi da treni a combustibile fossile). Le linee a doppio binario elettrificato si sviluppano appena per 190 km,  vale a dire una piccola parte rispetto all'intera rete. A partire dagli anni cinquanta furono chiuse ben 700 km di linee obsolete (i cosiddetti "rami secchi") ma si sperava in un rilancio con nuovi tracciati, cosa che in effetti non avvenne. Oggi intere aree della Sicilia centrale e sud occidentale e zone a forte vocazione turistica (come Agrigento e Licata) sono rimaste quasi del tutto tagliate fuori dai collegamenti ferroviari. Zone invece a forte vocazione ortofrutticola, vivaistica e con grandi potenzialità turistiche, come quelle che vanno da Vittoria a Ragusa, Modica e Siracusa sono state quasi abbandonate dal trasporto ferroviario, nonostante un notevole traffico di articolati si dirige ogni giorno da queste zone verso Catania. I tracciati rimasti risalgono alla seconda metà dell’800 mentre altri furono realizzati nel ventennio fascista, come la Motta Sant'Anastasia-Regalbuto e la Alcantara-Randazzo (quest'ultima, oggi, è dismessa). L'ultima linea ferroviaria interamente nuova ad essere realizzata è stata la Caltagirone - Gela, progettata negli anni ’20 con i lavori in parte già eseguiti prima della seconda guerra mondiale e terminata solo nel 1979. Dall'8 maggio 2011 la linea è interrotta, nella tratta Caltagirone-Gela, al km 326+600 per il crollo di un viadotto. Lavori di ammodernamento sono stati portati avanti e tutt'ora proseguono nei nodi delle tre città principali dell'isola, Palermo, Catania e Messina ma con tempi molto lunghi di realizzazione. Per dare una nuova scossa al trasporto ferroviario siciliano si confida nei nuovi lavori di ammodernamento della tratta Messina-Catania-Palermo che dovrebbero iniziare il prossimo anno e che possono rappresentare una svolta nella mobilità siciliana. La differenza tra il servizio offerto in Sicilia e quello diffuso nelle regioni del nord-Italia è abissale. La conferma arriva  dal monitoraggio effettuato dall’ONF, l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori: per andare da Milano a Bologna (219 chilometri) si impiegano 1 h e 2 minuti; per percorrere la tratta da Catania a Palermo (una distanza di poco maggiore: 243 chilometri) ci vogliono 2 h e 50 minuti, quasi il triplo del tempo. A titolo esemplificativo, vi invitiamo a osservare le condizioni delle rete ferroviaria lombarda. Notate differenze?   Ti potrebbe interessare... Tratta ferroviaria Catania Palermo: cronoprogramma del potenziamento; Il binario unico è comunque sicuro: in Italia solo 10 incidenti contro 9 milioni in auto; Passante Ferroviario di Catania  

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04 giu 2015

Treni Minuetto Catania-Palermo, da fine giugno aumenteranno i posti disponibili

di Roberto Lentini

Da  fine di giugno Trenitalia raddoppierà il numero dei posti disponibili, probabilmente aggiungendo nuove casse, nei treni Minuetto,  che collegano Palermo a Catania. La notizia è stata confermata dal senatore Franco Campanella che nei giorni scorsi ha avuto un incontro con  il direttore regionale di Trenitalia Maurizio Mancarella. “Trenitalia sta conducendo una serie di studi per potenziare il trasporto ferroviario in Sicilia – dice Campanella – Bisogna dare risposte immediate ai cittadini, sia per quanto riguarda il numero di collegamenti già attivi e da attivare, tra Palermo e Catania, e più in generale per migliorare la rete regionale di trasporto”.    

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