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01 mar 2018

VIDEO | Bici e mobilità sostenibile: candidati alle elezioni promossi o bocciati?

di Amedeo Paladino

Qual è lo spazio dato alla bicicletta come mezzo di trasporto all’interno dei programmi alle elezioni nazionali del 4 marzo e quali saranno le politiche di mobilità sostenibile che i candidati vorranno portare avanti durante la prossima Legislatura? Sono questi i punti cardine dell’incontro pubblico che si è svolto martedì al Palazzo della Cultura di Catania. Il dibattito organizzato da FIAB Catania–MONTAinBIKE Sicilia è solo l'ultimo degli appuntamenti di cui la Federazione Italiana Amici della Bicicletta si è fatta promotrice in questi mesi di campagna elettorale. Noi di Mobilita Catania abbiamo intervistato Giulietta Pagliaccio, la Presidente nazionale dell'organizzazione ambientalista FIAB Onlus.

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17 giu 2017

Porto aperto ai ciclisti: un incontro tra Comune, Capitaneria e Autorità Portuale per decidere sul da farsi

di Mobilita Catania

La comunicazione ufficiale del sindaco di Catania, Enzo Bianco, della riapertura al transito dei ciclisti della zona commerciale del porto, era stata salutata dai cittadini con favore. "Nel periodo estivo sarà possibile attraversare in bicicletta lo spazio del porto di Catania per raggiungere più facilmente dalla città i lidi della Plaia", recitava cosi la nota che annunciava l'apertura a partire dal 15 giugno. Eppure lo stesso giorno l'amara sorpresa per un gruppo di ciclisti che si è visto negare il transito attraverso la sbarra posta a "protezione" dell'area commerciale del porto di Catania. Lo stesso giorno il contrammiraglio Nunzio Martello, direttore marittimo della Sicilia orientale, intervistato da MeridioNews ha smentito di fatto la comunicazione ufficiale del Comune di Catania, sostenendo che nessun atto fosse stato ancora reso operativo, e che quella avanzata dall'Amministrazione fosse solo una richiesta da valutare. La viabilità e l'accesso al porto sono infatti disciplinati dalla Sezione Tecnica della Capitaneria di Porto, che deve valutare l'opportunità di ripristinare il transito che fino allo scorso autunno era possibile. In una nota il Comune di Catania ha annunciato  che lunedì prossimo, 19 giugno 2017, si terrà un incontro con la Capitaneria di Porto e l'Autorità Portuale sulla questione relativa al libero passaggio dei ciclisti dal Porto su precisa, pressante richiesta del Sindaco. L'ammiraglio Nunzio Martello ha infatti richiesto un approfondimento per definire le modalità di attraversamento in sicurezza dei ciclisti dell'area portuale.  

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06 giu 2017

Come rendere una città ciclabile: docenti ed esperti a confronto presso il Dipartimento di Ingegneria di Catania

di Sevy Vallarelli

Il 1° giugno scorso, presso l'Aula Magna dell'edificio della didattica della facoltà d'Ingegneria di Catania, si è tenuto un convegno sulla mobilità ciclistica che ha visto la partecipazione di diversi professionisti del settore. Tra i relatori il professore Massimo Cuomo, coordinatore del Dottorato di Ricerca in " Valutazione e Mitigazione dei Rischi Urbani e Territoriali", Santi Maria Cascone, Presidente Ordine degli Ingegneri di Catania, nonché assessore alla Mobilità al Comune di Catania durante la sindacatura di Raffaele Stancanelli, l'ingegnere Mauro Antonino Scaccianoce, presidente fondazione Ordine degli Ingegneri di Catania,  e infine il professore Ugo Giunta, consigliere Nazione di AIIT (Associazione Italiana per l'Ingegneria del traffico e dei trasporti). Dopo le presentazioni iniziali, ha preso la parola il professore Matteo Ignaccolo, docente di pianificazione del trasporti- DICAR UNICT e Presidente Nazionale AIIT, che ha introdotto, in maniera estremamente chiara, il fine della conferenza illustrando con un video di Mobilita.org, la realtà ciclistica della città di Copenaghen (Danimarca). L'amministrazione di Copenaghen, nell'ultimo decennio, ha investito 300 milioni di euro costruendo diverse infrastrutture ciclabili connesse tra di loro: ciò ha reso la città danese, dopo due secondi posti, nel 2011 e nel 2013, regina della mobilità ciclabile, superando Amsterdam. La capitale danese si colloca al vertice della classifica delle migliori 20 città bike-friendly del pianeta, stilata da Copenhagenize Design Company, agenzia di consulenza e progettazione urbana. Il rapporto, giunto alla terza edizione, misura attraverso vari fattori l'impegno delle città nel rendere la bicicletta un vero e proprio mezzo di trasporto, pratico e socialmente accettato. L'evoluzione della mobilità ciclistica ha comportato, a sua volta, un incremento delle tipologie innovative nelle costruzioni di piste ciclabili. Questa delicata tematica è stata affrontata dal professore Giulio Maternini, docente ordinario dell'Università di Brescia presso il Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale Territorio Architettura e Matematica (DICATAM). Alcuni concetti introdotti da quest'ultimo sono stati successivamente ripresi dal professore ingegnere Felice Giuliani, docente ordinario per il S.S.D. ICAR/04 strade, ferrovie e aeroporti, presso il dipartimento di Ingegneria Civile, dell'Ambiente, del Territorio e Architettura (DICATeA) dell'Università di Parma, che ha incentrato il suo intervento sulla geometria ed elementi per la progettazione degli itinerari ciclabili. I due docenti hanno inoltre affrontato il tema della colorazione da adottare per i percorsi ciclabili. Le piste e le corsie devono essere colorate in tutti i luoghi ove occorra garantire un'elevata leggibilità del sistema ciclabile sia per gli utenti del sistema stesso, che possono in tal modo meglio orientarsi, sia per quelli esterni che sono così portati a una preminente attenzione. La colorazione va pertanto adottata soprattutto nei punti di maggior conflitto, sia longitudinali (in corrispondenza di accessi carrai laterali, per separare gli spazi ciclabili da quelli pedonali, etc.) che trasversali ( attraversamenti, intersezioni ecc.). In America si predilige il colore rosso mattone, mentre in Australia il verde: la colorazione deve avere una coerenza estetica col paesaggio circostante. La circolazione delle biciclette si può svolgere anche in promiscuità con altri mezzi di trasporto. In questa circostanza bisogna riuscire a governare le ostilità che presenta il caso e gli eventuali conflitti (laterali, longitudinali e trasversali). Una rete ciclabile, per essere efficiente, dev'essere ben collegata con altre reti dello stesso sistema: una buona progettazione consentirebbe un aumento sostanziale di ciclisti. L'ingegnere Giuseppe Salvo, insegnante Associato di Tecnica ed Economia dei Trasporti presso l'Università di Palermo, ha discusso di come alcune corsie ciclabili della città di Palermo non siano percepite sicure dagli utilizzatori. A chiusura delle relazioni è intervenuto il professore Giuseppe Inturri, docente dell'Università di Catania presso il dipartimento d'Ingegneria Civile e Architettura, descrivendo la realtà ciclistica della nostra città e sottolineando il ruolo importante di gruppi, movimenti e associazioni, in alcune delle "conquiste" nel campo della ciclabilità. La nostra città ha fortemente bisogno di puntare sulla mobilità ciclistica, al fine di raggiungere standard sempre più europei, prendendo spunto, perché no, da realtà come Amsterdam e Copenaghen. Catania possiede tre piste ciclabili che però non costituiscono una rete poiché non connesse tra di loro: la prima in ordine di realizzazione è quella poco utilizzata di viale Kennedy, che si sviluppa solo parzialmente lungo la Playa di Catania, quindi quella che collega piazza Stesicoro con la Stazione Centrale, lunga 1,1 km; la terza è, infine, la pista ciclabile che si sviluppa da piazza Europa a piazza Mancini Battaglia, con una lunghezza complessiva di 2,2 km. Catania è dotata, altresì, di corsie ciclabili in promiscuità con i mezzi pubblici, una di queste è quella che collega il tratto di Corso Italia con Via Etnea, lunga circa 4 km. Riguardo al tema dell'intermodalità, ossia l'utilizzo combinato della bici e del trasporto pubblico, Catania ha fatto un piccolo passo avanti nel 2015 grazie alla possibilità di trasporto dei mezzi a due ruote non motorizzati in metropolitana.  

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26 mar 2016

VIDEO | Lungomare, il primo giro sulla futura pista ciclabile

di Amedeo Paladino

Con l’approssimarsi di aprile la pista ciclabile in costruzione in viale Ruggero di Lauria ha preso ormai forma. Manca poco più di un mese al completamento dei lavori e la traccia del percorso dedicato alle due ruote è definita e distinguibile nel margine della carreggiata più vicina al mare. La posa dell'asfalto è stata completata, ora si procederà all'installazione dei cordoli in gomma indispensabile per la sicurezza dei ciclisti e per impedire agli automobilisti di sostare lungo il percorso. Mobilita Catania ha filmato in sella alla bici il percorso della pista ciclabile

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31 gen 2016

Al via i lavori per la pista ciclabile del Lungomare: domani apre il cantiere

di Mobilita Catania

Dopo l'aggiudicazione della gara d'appalto avvenuta a fine 2015, si aprono i cantieri per la realizzazione di due importanti tratti di ciclabile: viale Ruggero di Lauria e la ricucitura Porto- Playa. Entro l'estate la fine dei lavori. L'intervento si inserisce negli obiettivi del Piano rete degli itinerari ciclabili. Domani alle 10,30, in piazza Leonardo Sciascia, il sindaco Enzo Bianco presenzierà all'apertura dei lavori per la realizzazione di due tratti della pista ciclabile del Lungomare, tra viale Presidente Kennedy e il porto e tra piazza Europa e Piazza Mancini Battaglia. Saranno presenti gli assessori alla Mobilità Rosario D'Agata e ai Lavori Pubblici Luigi Bosco, il comandante della Polizia Municipale Pietro Belfiore con il suo vice Stefano Sorbino e il geometra Rosario Marino degli Interventi Speciali. La pista, nel tratto del lungomare, sarà lunga circa 2 km e unirà le piazze Europa e Mancini Battaglia: sarà realizzata lungo la banchina lato mare, con due corsie per senso di marcia, ciascuna larga 1,25 metri, protette da un cordolo. Sarà realizzata in bitume colorato con vernici antiscivolo. Nei lavori è pure inserito un intervento di ricucitura tra la pista ciclabile già esistente in viale Presidente Kennedy e il porto, lato faro Biscari. Il bando è stato vinto dalla Betel Costruzioni Srl di Belpasso per un importo contrattuale di 168.650 euro; i tempi di realizzazione non dovrebbero sforare l'inizio della stagione estiva. Per garantire continuità alla ciclabilità sarebbe augurabile un futuro congiungimento della ciclabile attraverso il Passiatore, piazza Papa Giovanni XXIII e viale Africa affinché tutta la costa centrale di Catania possa essere percorribile in bicicletta in tutta sicurezza.  

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20 gen 2016

Il Nobel per la Pace 2016 alla bicicletta, la candidatura parte dall’Italia

di Viola Sorbello

L’idea è nata nel corso della trasmissione radiofonica Caterpillar di Rai Radio2 ed è stata subito accolta con entusiasmo da migliaia di ciclo-attivisti militanti in associazioni e movimenti che si battono perché anche l’Italia si converta ad una mobilità nuova e più sostenibile.  “…la bicicletta è il mezzo di spostamento più democratico a disposizione dell’umanità, non causa guerre, non inquina, fa bene al corpo e alla mente” Il movimento nazionale Salvaiciclisti, ma anche la Fiab (Federazione Italiana amici della Bicicletta) che, con la sua presidente nazionale Giulietta Pagliaccio, era a Milano il 16 gennaio scorso quando la ciclista Paola Gianotti, reduce dal giro del mondo, è partita in sella alla sua bici per portare la candidatura della bicicletta al Premio Nobel per la Pace alla commissione di Oslo. A destra la presidente Fiab Giulietta Pagliaccio, a sinistra Paola Gianotti. foto di Nicodemo ValerioAbbiamo rivolto alcune domande proprio a Giulietta Pagliaccio che conosciamo e stimiamo per aver condotto numerose battaglie a favore della mobilità sostenibile: la campagna #30elode per ottenere il limite dei 30 chilometri orari nei centri urbani o quella per promuovere il cicloturismo come risorsa turistica per il nostro paese e per aver partecipato come stakeholder  alla riforma del Codice della Strada. Perché il premio Nobel per la Pace dovrebbe andare alla bicicletta? Quoto, come si usa dire oggi, quanto detto dai due conduttori – Cirri e Zambotti - della trasmissione Caterpillar, cui si deve il merito del successo di questa iniziativa: “…la bicicletta è il mezzo di spostamento più democratico a disposizione dell’umanità, non causa guerre, non inquina, fa bene al corpo e alla mente”. E aggiungo che in tante realtà del nostro pianeta è il mezzo di trasporto che permette a tanti di potersi costruire un futuro attraverso l’istruzione e la civiltà si salva con la cultura e l’educazione dei popoli. In che modo la Fiab ha sostenuto l’iniziativa? Molte delle nostre associazioni sono diventate punti di raccolta delle firme necessarie, oltre a diffondere l’iniziativa in ogni modo possibile. Qualche mese fa sei venuta a Catania in occasione di una Conferenza per la Mobilità Sostenibile. Ti è piaciuta la nostra città? Io amo la Sicilia: è una terra straordinaria e meravigliosi sono i suoi abitanti. Ho avuto modo di visitarla, in altri momenti, anche in bicicletta ed è un vero peccato che non pensi di investire pesantemente sul cicloturismo: la vostra regione è una vera miniera da scoprire. Catania è bellissima, ma lo sarebbe molto di più se la si potesse vedere: si perde tutta la magnificenza del suo patrimonio artistico nascosto da auto in sosta. Pensi che il Nord sia un po’ più avanti rispetto al Sud nel cammino verso una mobilità nuova e più sostenibile? Non è una novità che esiste un divario tra nord e sud su molti temi, compreso quello delle politiche per la mobilità sostenibile. Tuttavia il sud Italia ha anche delle inaspettate capacità di riscatto: sono certa che saprà stupirci prima o poi anche sul tema della mobilità sostenibile. Pensi che per il cambiamento occorre una volontà politica o è necessario che il cambiamento parta dal basso? Non c’è cambiamento senza le persone che lo attivano, dentro e fuori la politica. La politica ha delle grandi responsabilità, ma quando i cittadini che chiedono una nuova mobilità si moltiplicano la politica dovrà adeguarsi. Ecco perché è importantissimo il ruolo di associazioni come FIAB nella diffusione della cultura della bicicletta. E il cambiamento culturale - si sa-  ha bisogno di tempi lunghi: a noi non farci scoraggiare. Se qui in Sicilia qualcuno volesse associarsi alla Fiab a chi dovrebbe rivolgersi? In Sicilia abbiamo associazioni ad Agrigento, Catania, Palermo, Gela, Ragusa, Siracusa, Trapani, Trecastagni, Vittoria (i contatti qui). Ma se l’associazione non c’è nella vostra città, si può sempre pensare di costituirne una oppure iscriversi on line per dare sostegno alla Federazione e con pochi clic ci dai una mano a costruire città più belle. Insieme e in tanti ce la facciamo a cambiare il Paese!

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14 gen 2016

Costruiamo insieme le priorità della mobilità ciclistica a Catania

di Mobilita Catania

La partecipazione pubblica alle scelte che riguardano la mobilità è fondamentale per prendere decisioni più consapevoli e condivise e per perseguire gli obiettivi di sostenibilità della nostra città. Non basta essere informati su scelte già fatte: è necessario il coinvolgimento diretto e attivo dei cittadini e di tutti gli interessati (i cosiddetti stakeholder) a partire dalle prime fasi del processo decisionale. Promuovere la mobilità ciclistica e, in generale, la mobilità sostenibile a Catania è uno degli obiettivi dell’amministrazione comunale, come dichiarato dal sindaco Bianco in occasione della I conferenza nazionale sulla mobilità sostenibile, tenutasi proprio nel capoluogo etneo: «Catania vuole diventare la prima città del sud in cui si sperimenta in maniera innovativa la mobilità sostenibile. […] Investiremo con convinzione sulle piste ciclabili: una, di due chilometri, nascerà sul Lungomare di Catania». Sul Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU, 2012), strumento vigente di pianificazione dei trasporti di Catania, si legge: "la mobilità ciclistica deve acquisire il ruolo e la dignità di un modo di trasporto, in grado di contribuire in modo significativo al soddisfacimento di una quota non trascurabile della mobilità urbana per gli spostamenti di media lunghezza". «La promozione dell’uso della bicicletta è in grado di determinare una serie di effetti benefici ‘collaterali’ rispetto alle altre politiche rilevanti per la città, con particolare riferimento al miglioramento del benessere fisico e della salute dei cittadini, della sicurezza stradale, della riduzione dell’inquinamento, del miglioramento della qualità della vita, dell’inclusività sociale e della qualità urbana in generale. La promozione dell’uso della bicicletta può assumere il ruolo e la dignità di una specifica politica, la ‘politica per la mobilità ciclistica'»  Nonostante la spinta dal basso da parte di una domanda sempre più numerosa di cittadini che chiedono interventi a favore della mobilità ciclistica, oggi l’offerta a Catania è davvero scarsa e la situazione critica. Le maggiori criticità riguardano l’assenza di infrastrutture e di una rete di percorrenze ciclabili con conseguenti problemi di sicurezza per i ciclisti. Un team composto da esperti in trasporti, pianificazione territoriale, sicurezza stradale e cicloattivisti è stato consultato preliminarmente al fine di analizzare il problema e studiare un insieme di possibili strategie. Grazie a questa prima fase, è stato possibile costruire una gerarchia delle scelte per la mobilità ciclistica, dove al livello più alto c’è l’obiettivo da raggiungere (ovvero promuovere la mobilità ciclistica) che si scompone in criteri e indicatori con cui valutare le alternative e al livello più basso ci sono le strategie di intervento alternative. L’obiettivo è capire quali sono le priorità di intervento e ottenere una lista condivisa di interventi che possa essere il riferimento per l’amministrazione comunale per le future decisioni legate alla mobilità ciclistica a Catania. Per questo si richiede la partecipazione e il parere dei cittadini, attraverso la compilazione del questionario disponibile al seguente link: Priorità di interventi per promuovere la mobilità ciclistica a Catania L’iniziativa è promossa dall’Università degli Studi di Catania. Per maggiori informazioni puoi scrivere al seguente indirizzo: mlepira@dica.unict.it - Michela Le Pira, dottoranda in ingegneria dei trasporti presso l'Università degli studi di Catania, ricercatrice particolarmente interessata alla mobilità sostenibile e ai processi di partecipazione pubblica alle decisioni nella pianificazione dei trasporti.

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