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13 apr 2017

Che fine ha fatto EtnaRail, la monorotaia dei paesi etnei: la situazione attuale dopo due anni dal via libera

di Amedeo Paladino

La mobilità e la dotazione infrastrutturale sono due elementi fondamentali per la qualità della vita di una città e a Catania, complici la recente accelerazione dello sviluppo della linea metropolitana e la prossima attivazione delle stazioni in ambito urbano del passante ferroviario, anche l'attenzione dell'opinione pubblica è aumentata. In un territorio antropizzato come quello catanese non è sufficiente ragionare, progettare e operare nel campo della mobilità e delle infrastrutture solo su scala comunale. La città, infatti, sin dagli anni ’70, si è estesa principalmente verso nord nei comuni etnei dell'hinterland, perdendo, in 40 anni, oltre il 25% degli abitanti (ben centomila): questo processo ha causato un aumento del tasso di motorizzazione poiché non è stato accompagnato da una pianificazione e da una dotazione infrastrutturale e il centro città ha continuato e continua a rappresentare il polo di attrazione preminente dell'area metropolitana. In base ai dati registrati dalla Rete di Monitoraggio del traffico dell’Università di Catania, in un giorno feriale medio si registrano circa 300.000 veicoli in ingresso alla città, a dimostrazione che il comune di Catania in senso stretto è ancora un polo attrattivo di servizi e attività, e circa 600.000 spostamenti al giorno sono interni al perimetro cittadino. La crescita del numero degli abitanti di Gravina di Catania, Mascalucia, Misterbianco, San Giovanni La Punta, Sant’Agata Li Battiati, San Gregorio di Catania e Tremestieri Etneo è stata vertiginosa: popolazione residente che si sposta in gran parte quotidianamente verso Catania, preferendo o dovendo ricorrere all'utilizzo del mezzo privato per via della scarsità e dell'inefficienza del trasporto pubblico. Nel 2016, in Sicilia, si sono insediati i sindaci metropolitani di Catania, Palermo e Messina: alle nuove città metropolitane sono state affidate le funzioni, tra le altre, della pianificazione territoriale, delle infrastrutture e della mobilità. La città metropolitana di Catania comprende i 58 comuni dell'ex provincia e conta più di un milione di abitanti, dei quali ben oltre la metà compresi tra Catania e il suo hinterland, rendendo il territorio etneo una "piccola metropoli" (ma non poi così piccola) con pochi onori e molti oneri connessi a questa qualificazione di fatto. Alla luce di questo quadro appare evidente che la mobilità del territorio necessita di una visione su scala metropolitana. Sono state formulate delle soluzioni per ovviare al problema del collegamento dell'hinterland di Catania. Un primo progetto, elaborato dalla Ferrovia Circumetnea, era quello della cosiddetta linea metropolitana pedemontana, ipotesi complessa e mai concretizzatasi. Più recente e semplice, e senz'altro meno oneroso economicamente, appare il progetto di metropolitana leggera “Etnarail”. Nel mese di settembre 2015 ne è stato approvato dalla Città Metropolitana di Catania il progetto preliminare. Si tratta di un sistema di metropolitana leggera su monorotaia per collegare i principali paesi etnei dell’hinterland settentrionale di Catania al capoluogo. L’infrastruttura si pone l’obiettivo di contribuire in maniera determinante al miglioramento della mobilità nell'area metropolitana di Catania, offrendo un servizio veloce ed efficiente in grado di costituire una seria alternativa al mezzo privato per la penetrazione al centro città dalla cintura nord dell’hinterland, quella rimasta scoperta dalla metropolitana, potendo anche avvalersi di capilinea da realizzarsi, in città, in corrispondenza di stazioni della metropolitana pesante già esistenti. Raggiungere quest’obiettivo significherebbe anche poter decongestionare il traffico veicolare, abbassare il livello di inquinamento delle aree interessate e innalzare il livello di qualità della vita dei cittadini. Il progetto della monorotaia di Catania prevede due linee (Verde e Arancione) per un totale di 22 km con 18 stazioni, ossia la linea Verde (Pedara-Stadio Cibali) e la linea Arancione (San Giovanni La Punta-Borgo). Dopo il via libera da parte della Città metropolitana, il progetto di monorotaia ha suscitato grande interesse da parte dell'opinione pubblica: noi di Mobilita Catania dedicammo ad "EtnaRail" alcuni approfondimenti che suscitarono grandi aspettative di realizzazione nei cittadini interessati. Facendo seguito alle richieste dei nostri lettori, siamo ritornati a seguire gli eventuali sviluppi dell'iter del progetto. La proposta di realizzazione avanzata  dalla Fcf S.p.A., azienda catanese specializzata in costruzioni ferroviarie, insieme con altre imprese italiane e straniere, è stata accolta dal nuovo ente attraverso un’apposita Conferenza dei Servizi. Il benestare è arrivato dai sindaci dei comuni coinvolti, dalla Soprintendenza, dal Genio Civile e anche dall’Anas: la fase di approvazione urbanistica con i vari Enti è stata conclusa, ma sono sovvenuti problemi di finanziamento. Il piano economico-finanziario dell'opera prevedeva che l’80% delle risorse per la costruzione sarebbero derivate da fondi POR mentre la restante parte sarebbe a carico di privati, in project financing: un sistema di finanziamento utilizzato prevalentemente nella realizzazione di opere di pubblica utilità in cui i soggetti promotori propongono alla Pubblica Amministrazione di finanziare tutta o parte dell'opera in cambio degli utili generati dalla gestione dell'opera stessa. Lo scorso anno, però, con Decreto Legislativo 50/2016  è entrato in vigore il nuovo Codice degli Appalti e delle Concessioni che ridefinisce le normative in materia in base ad alcune Direttive Europee: le nuove norme intervengono in maniera incisiva sul sistema del project financing. Con il nuovo Codice degli Appalti la percentuale massima di contribuzione pubblica è stata ridotta al 30%, creando non poche difficoltà a far quadrare il piano economico e finanziario del progetto "EtnaRail". La strada che si presenta davanti affinché venga realizzata l'opera è impervia, ma non certo impossibile. I privati proponenti potrebbero cercare un partner straniero forte, oppure l'amministrazione pubblica rappresentata dalla città metropolitana come Ente dovrebbe interamente farsi carico dell'opera, abbandonando il sistema del project financing. Entrambe le ipotesi si devono confrontare con dei problemi: nel caso di coinvolgimento di un partner straniero, quest'ultimo si dovrà confrontare con la burocrazia italiana, tipicamente caratterizzata da lungaggini e inefficienze che difficilmente permetterebbero di rientrare agevolmente e in tempi rapidi delle risorse investite, e si sa che l'interesse di ogni imprenditore è creare profitto; inoltre, in quasi tutti i sistemi di trasporto pubblico i costi di gestione non sono coperti nemmeno con la bigliettazione e gli abbonamenti e quindi il contributo pubblico rimane necessario. La seconda ipotesi è che l'opera venga realizzata interamente dalla Città Metropolitana. Un'opera di tale portata necessita di una pianificazione urbanistica su scala metropolitana, del coinvolgimento di molti Enti, di un iter di finanziamento: passaggi complessi e uno sforzo non indifferente che la Città Metropolitana dovrebbe mettere in campo per la realizzazione dell'opera. Quest'ultima alternativa non può prescindere dall'interesse della pubblica amministrazione verso la risoluzione del problema del trasporto pubblico su scala metropolitana: le nostre conclusioni sono le medesime del nostro recente approfondimento sul progetto di linea metropolitana pedemontana. La soluzione non è solo determinata dal progetto da implementare, ma soprattutto risiede a livello di governance: è la città metropolitana come ente pubblico a dover pianificare e coordinare un programma di sviluppo infrastrutturale e del trasporto pubblico su scala metropolitana. La politica catanese ha l’opportunità e la responsabilità di plasmare la città metropolitana di Catania, facendo delle scelte, alcune di esse sono già state fatte. La terza corsia della tangenziale e la superstrada di collegamento tra Catania e il versante sud dell'Etna attraverso i comuni di Nicolosi, Belpasso, San Pietro Clarenza e Misterbianco per poi allacciarsi alla Tangenziale- su cui noi abbiamo espresso dubbi sull'effettiva convenienza- sono opere il cui iter è stato avviato con sollecitudine. Si riuscirà dopo decenni di immobilismo a ragionare, progettare e operare, con le stessa solerzia adottata per i due progetti stradali appena accennati, per la risoluzione del problema del trasporto pubblico metropolitano? Per approfondire questo tema così complesso vi consigliamo i seguenti articoli: Città metropolitana, come dovrebbero cambiare la mobilità e il trasporto pubblico Traffico, inquinamento e il futuro della mobilità di Catania: alcune domande al professore Inturri Quale futuro per la metropolitana di Catania? Da Misterbianco a Fontanarossa entro il 2023 Monorotaia di Catania “EtnaRail” La linea metro a nord di Catania: il progetto di Pedemontana e il nodo irrisolto dell’hinterland di Catania

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09 apr 2017

La linea metro a nord di Catania: il progetto di Pedemontana e il nodo irrisolto dell’hinterland di Catania

di Amedeo Paladino

Con l'entrata in esercizio della tratta Nesima-Borgo e la penetrazione della linea nel cuore del centro storico di Catania avvenuta a dicembre con le stazioni di Giovanni XXIII e Stesicoro, la rivoluzione metropolitana si può considerare avviata. Le tappe per lo sviluppo della linea metropolitana sono state ufficialmente dettate: la consegna della Nesima-Borgo è avvenuta entro la scadenza dettata per poter accedere ai finanziamenti per giungere a nord-ovest in direzione Misterbianco e a sud verso l'aeroporto. La Ferrovia Circumetnea sta concentrando i proprio sforzi per portare a termine questa direttrice entro il 2023, e considerando l'operato svolto dall'azienda negli ultimi anni, abbiamo fiducia nell'ottemperanza di questo cronoprogramma: la dirigenza è riuscita infatti a sfruttare le finestre di opportunità per farsi finanziare non solo il prolungamento della metro, ma anche aggiornare il parco rotabile della circum, con i nuovi treni Vulcano, ma anche il parco mezzi del servizio autolinee. Quando si ragiona, si progetta e si opera nella mobilità occorre considerare il tema nella sua complessità: l'attuale linea metro e i suoi futuri sviluppi rappresentano un importante asse, capace di intercettare un grande bacino di popolazione- basti considerare che attingendo dai dati ISTAT sulla popolazione residente il 20% dei cittadini catanesi risiedono nel raggio di 500 metri da una delle stazioni metro attualmente in esercizio- ma non l'unico. La mobilità metropolitana dalla zona nord dell’hinterland catanese è un problema finora irrisolto, salvo che per la fortunata linea 1 del BRT (oggi però fortemente depotenziata) che certamente, però, non copre ampie fasce di territorio ad oggi prive di un Tpl efficiente. Soluzioni al problema in questione sono state formulate in passato. Un primo progetto elaborato dalla Circumetnea e fatto proprio dall'allora Provincia Regionale di Catania era quello della cosiddetta metropolitana pedemontana che doveva collegare il casello autostradale della A18 di San Gregorio con piazza Giovanni Verga: Più in dettaglio, il tracciato doveva essere di 18,5 chilometri ed erano previste 17 stazioni: Autostrada A18, Trappeto, Battiati, Etna, Gravina, Galermo Nord, Tangenziale, Galermo Sud, Santa Sofia, Barriera, Canalicchio, Nizzeti, Ulisse, Picanello, Abruzzi, Europa, Verga. L'allora Provincia si fece promotrice dell'ipotesi progettuale di Pedemontana, ma questo rimase solo sulla carta: l'iter per la sua messa in opera non si avviò. Tale progetto avrebbe richiesto ingenti finanziamenti nonché tempistiche considerevoli (soprattutto se realizzato in più tappe) per un’opera che avrebbe pure dovuto affrontare pendenze significative data la morfologia del territorio interessato. Più recente e concreto, e senz'altro meno oneroso economicamente, appare il progetto di metropolitana leggera “Etnarail” che nasce proprio con lo scopo di collegare i principali paesi etnei dell’hinterland settentrionale di Catania al capoluogo attraverso due linee. L’80% delle risorse per la costruzione deriverebbe da fondi POR mentre la restante parte sarebbe a carico di privati, in project financing. Il progetto preliminare è stato approvato dalla Città Metropolitana di Catania, riunita attraverso i sindaci dei comuni coinvolti e i responsabili della Soprintendenza, nel mese di settembre 2015, ma attualmente è in stallo. Gran parte dei problemi inerenti alla mobilità, insieme agli ulteriori effetti negativi che ne derivano (inquinamento, costi sostenuti dal singolo e dalla collettività, depauperamento dello spazio pubblico), sono causati dai 300 mila veicoli che ogni giorno penetrano in città, ed è su questo fronte che si dovrà lavorare. Sarà determinante lavorare a un servizio di trasporto pubblico su cala metropolitana efficiente e concorrenziale rispetto al mezzo privato. La soluzione,  più che nel determinato da progetto da implementare, risiede a livello di governance: è la città metropolitana come ente pubblico a dover pianificare e coordinare un programmo di sviluppo infrastrutturale e del trasporto pubblico su scala metropolitana. La politica catanese ha l’opportunità e la responsabilità di plasmare la città metropolitana di Catania. La scelta da compiere è molto coraggiosa. Riusciranno i nostri eroi? Per approfondire questo tema così complesso vi consigliamo i seguenti articoli: Città metropolitana, come dovrebbero cambiare la mobilità e il trasporto pubblico Traffico, inquinamento e il futuro della mobilità di Catania: alcune domande al professore Inturri Quale futuro per la metropolitana di Catania? Da Misterbianco a Fontanarossa entro il 2023 Monorotaia di Catania “EtnaRail”

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04 nov 2016

Translohr a Catania, un’occasione persa per il TPL

di Roberto Lentini

La città di Catania è interessata giornalmente da notevoli flussi di traffico che si concentrano soprattutto nelle ore di punta con una forte componente del trasporto privato su gomma. L'obiettivo primario della pianificazione e della programmazione nel settore della mobilità catanese dovrebbe essere quello di intercettare il traffico veicolare privato di penetrazione in prossimità dei confini comunali ed in corrispondenza dei principali assi di accesso al tessuto urbano offrendo agli utenti la possibilità, con la realizzazione di una serie di parcheggi scambiatori, di lasciare il proprio mezzo a favore di quello pubblico (su gomma o su ferro) per il raggiungimento della destinazione finale del loro spostamento. Per questo motivo, nel 2001, il comune di Catania aveva intrapreso la progettazione di nuovo sistema tranviario, su gomma e a guida vincolata centrale, conosciuto con il nome di Translohr. Rispetto ad un tram di tipo tradizionale le vetture, invece di muoversi su rotaia, sono dotate di ruote di trazione munite di pneumatici su cui gravano la totalità dei pesi e che scorrono lungo una platea di cemento armato o lastre di basalto. Al centro della piattaforma è presente l'unica rotaia del sistema, sulla quale scorre una serie di ruote metalliche inclinate di 45° che assicurano la guida del veicolo. Per ogni coppia di pneumatici, posta sotto le cabine di guida ed in prossimità di ogni articolazione, sono presenti 2 coppie di ruote metalliche di guida. Proprio la caratteristica guida tramite rotaia centrale, consente un'architettura ed un’omologazione di tipo ferroviario, con l'originale classificazione del sistema come "tram a scartamento zero". L’alimentazione dei veicoli avviene, come nei tram tradizionali, mediante linea aerea di contatto, ma è prevista anche la possibilità di marcia autonoma senza catenaria su tratti prestabiliti tramite alimentazione fornita da “pack batterie”.  Un vantaggio di questa infrastruttura è l'elevata silenziosità di funzionamento, soprattutto nelle curve, grazie all’assenza del contatto ferro su ferro. Inoltre ha alte prestazioni relativamente agli ingombri, perché cumula i vantaggi del raggio di curvatura molto ridotto (10,5 m alla rotaia), la capacità di superare pendenze di più del 13%, e una sagoma dinamica limitata a 5,40 m in doppia corsia euna sicurezza dinamica maggiore, con un sistema di frenatura di tipo stradale, adottando i mezzi il sistema ABS su ogni ruota. Ha bisogno una dimensione minima delle infrastrutture e una semplificazione della loro realizzazione. Un limite risiede nel fatto che è prodotta esclusivamente da un'azienda a cui è necessario rivolgersi nel caso si decida di ampliare la rete e il parco veicoli: ciò impedisce ai gestori di indire appalti aperti a tutti i costruttori di tram e tranvie. Attualmente il sistema è adottato a Padova, nella tratta Venezia-Mestre e in molte città francesi.  Il progetto catanese prevedeva tre linee attestate su altrettanti parcheggi scambiatori posti nel cordone dell’area urbana. Le linee ipotizzate erano: ƒ linea 1 (rossa) che doveva collegare il parcheggio di Via Due Obelischi con il centro urbano seguendo strade già esistenti; linea 2 (azzurra) che si doveva innestare sulla direttrice est-ovest, snodandosi su strade esistenti, servendo il centro della città e diversi istituti scolastici superiori; ƒ linea 7 (verde) che doveva avere uno sviluppo di oltre 17 Km lungo la direttrice S. Giovanni Galermo – Duomo partendo da un parcheggio di limitate dimensioni ed effettuando una deviazione ad est per servire la Cittadella Universitaria di via S. Sofia. Anche l'allora Provincia di Catania, nel 2005, aveva ipotizzato di realizzare con il Translohr un sistema di trasporto pubblico veloce, in ambito metropolitano, in grado di garantire spostamenti puntuali ed efficienti tra il capoluogo etneo e i comuni pedemontani.Il progetto, in particolare, prevedeva di attivare nuove linee che nelle ore di punta, con la frequenza di circa 5 o 7 minuti, assicuravano un collegamento veloce con la città offrendo così un servizio oggi purtroppo inesistente. Tre le direttrici principali sul versante nord per l’accesso all’area metropolitana: Linea 1: San Giovanni La Punta, San Gregorio di Catania, Catania; Linea 2: Tremestieri, Sant’Agata Li Battiati, Catania; Linea 3: Mascalucia, Gravina di Catania, Catania. Lo studio di fattibilità fu commissionato alla Silec, società di progettazione in materia. Entrambi i progetti rimasero sulla carta nonostante la forte valenza che potevano avere sul traffico di penetrazione nella città e sulla riqualificazione della vivibilità delle aree urbane. Un’occasione dunque persa per la città di Catania, incapace ad attuare un piano del TPL adeguato alle esigenze della città e che tra bilanci dissestati, disservizi, evasori, e troppe deroghe, rischia ormai il collasso. Oggi, in seno alla Città Metropolitana, esiste un altro progetto, di diversa concezione, mirato a gestire la penetrazione dei flussi in città dalla cintura metropolitana settentrionale, scambiando con le stazioni della metro: si tratta della proposta della monorotaia di EtnaRail. Rimarrà anche questo solo sulla carta?   Ti potrebbero interessare... Venezia in tram Monorotaia di Catania “EtnaRail” Metropolitana di Catania | Scheda dell'opera  

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03 mag 2016

La superstrada Catania-Etna soppianta i sistemi di trasporto pubblico: è davvero necessaria?

di Roberto Lentini

Nel "Patto per lo sviluppo della città di Catania" firmato dal sindaco Bianco con il premier Renzi si è parlato, tra le opere che potrebbero essere finanziate, della nuova Strada dell'Etna, considerata da molti indispensabile via di fuga per i paesi del versante sud dell'Etna La strada venne progettata una decina di anni fa, durante la presidenza alla Provincia Regionale di Raffaele Lombardo, con l’apporto dell’allora Sindaco di San Pietro Clarenza, Enzo Santonocito e attraversava i comuni di Nicolosi, Belpasso, San Pietro Clarenza e Misterbianco per poi allacciarsi alla Tangenziale di Catania, nei pressi degli uffici Anas. Il primo lotto funzionale ha già ricevuto i vari pareri favorevoli da parte degli enti interessati, ed è stato approvato nella Conferenza Speciale di Servizi tenutasi nel luglio del 2015; alcuni Comuni  hanno già avviato le pratiche per l'esproprio dei terreni. La stima complessiva dei lavori è di circa 60 milioni di euro di cui 48 milioni sono stati promessi da Renzi. Questa strada fu pensata circa 20 anni fa quando la visione della mobilità era completamente diversa da quella attuale e dove il mezzo privato era considerato l'unico mezzo di spostamento valido. La strada fu successivamente finanziata dalla Protezione Civile perché ritenuta fondamentale come via di fuga e spesso usata come arma elettorale da molte Amministrazioni come opera essenziale per la viabilità dell'area pedemontana. I buoni propositi firmati con la "Carta di Catania" durante la 1° Conferenza Nazionale sulla mobilità sostenibile tenutasi a Catania lo scorso giugno e la "cura del Ferro" proclamata dal Ministro Delrio, in questo frangente pare siano stati accantonati.   Nuove strade di penetrazione generano traffico e conseguentemente inquinamento. Si tratta quindi della strada giusta? Occorrerebbe invece puntare a infrastrutture di trasporto pubblico: pensiamo alla metropolitana pedemontana: un progetto elaborato dalla Ferrovia Circumetnea e fatto proprio dall’allora Provincia Regionale di Catania lungo l'asse Gravina-Mascalucia-Nicolosi, che renderebbe inutile la realizzazione della nuova arteria.I vantaggi, oltre a evitare la cementificazione di altro suolo, sarebbero molteplici: diminuzione di smog, di rumore, ingorghi e riduzione dei costi del viaggio. Un sistema di trasporto pubblico altrettanto efficiente sarebbe anche la monorotaia dei paesi Etnei, denominata Etnarail, su cui Mobilita Catania ha pubblicato alcuni approfondimenti in esclusiva: l’infrastruttura si pone l’obiettivo di contribuire in maniera determinante al miglioramento della mobilità nell’area metropolitana di Catania, offrendo un servizio veloce ed efficiente in grado di costituire una seria alternativa al mezzo privato per la penetrazione al centro città dalla cintura nord dell’hinterland, potendo anche avvalersi di capilinea da realizzarsi in corrispondenza di stazioni della metropolitana pesante già esistenti. Il progetto preliminare di EtnaRail nel mese di settembre 2015 è stato approvato dalla Città Metropolitana di Catania; il benestare è arrivato anche dai Sindaci dei Comuni coinvolti, dalla Soprintendenza, dal Genio Civile e, in tempi più recenti, anche dall’Anas Ecco cosa aveva affermato il ministro Delrio parlando alla platea di Amministratori e addetti ai lavori intervenuti nell'ultima giornata della Prima conferenza nazionale sulla mobilità sostenibile “La Carta di Catania che verrà fuori da questa due giorni rappresenta il segno di un nuovo inizio nella collaborazione tra governo ed enti locali sul tema della mobilità sostenibile. Sta cambiando la cultura nel Paese, per questo nel collegato Infrastrutture ho voluto mettere le metropolitane nei grandi centri urbani, proprio per dare un segnale di questo cambiamento; perché è nelle città che ci sono le maggiori potenzialità per il settore e la maggiore richiesta di mobilità”.   Probabilmente i nostri Amministratori non sono ancora pronti per mettere in opera delle vere politiche di mobilità sostenibile Ti potrebbero interessare:  VIDEO | Intervista al Ministro Delrio: «La mobilità sostenibile strumento straordinario di crescita» Prima Conferenza sulla Mobilità Sostenibile. La Carta di Catania Patto per Catania: le risorse per infrastrutture e opere Monorotaia di Catania “EtnaRail” | Scheda dell'opera

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25 gen 2016

La metropolitana a San Giovanni Galermo e una stazione in piazza Europa?

di Amedeo Paladino

L'informazione sui temi inerenti alla mobilità e alle infrastrutture è spesso deficitaria, nonostante l'efficienza del trasporto pubblico sia un elemento fondamentale per l'economia e la vivibilità della città. Per questo è importante che non venga relegata alle pagine di cronaca: la lettera di un cittadino pubblicata dal quotidiano "la Sicilia" dimostra l'ancora limitato livello di informazione che giunge ai cittadini su questi argomenti. Riportiamo l'intervento pubblicato dal quotidiano locale: Leggo su La Sicilia che entro giugno saranno pronte due nuove tratte della metropolitana catanese (Borgo-Nesima e Stesicoro-Galatea). Mi chiedo come mai, data la vicinanza con piazza Galatea, non si sia mai pensato ad allungare la tratta fino a piazza Europa. Si parla di waterfront e Lungomare Liberato dove finalmente poter passeggiare e non si pensa a collegarlo col resto della città con lo sforzo di una sola fermata della metro in più? [...] Chiedo tramite il vostro quotidiano al direttore generale di FCE Alessandro Di Graziano se ci hanno mai pensato. Sarebbe una fermata sola in più utilissima per la cittadinanza.                              Lo dico a La Sicilia, 23 gennaio 2016 La lettera rivela un lodevole e apprezzabile intento costruttivo da parte del cittadino che formula la sua proposta. Tuttavia mostra anche una limitata conoscenza dell'infrastrutturazione in corso a Catania nell'ambito della mobilità pubblica, in particolare circa il trasporto su ferro. Mobilita Catania si prefigge, tra i suoi obiettivi, proprio quello di informare in merito alle infrastrutture della mobilità locale, presente e futura Conoscenza limitata di cui forse è complice il disinteresse o lo scetticismo che tanti altri cittadini hanno dimostrato nei confronti, in particolare, della metropolitana, complice anche le avversità che ne hanno rallentando l'ampliamento per molti anni, ovvero sia ostacoli di natura tecnica che vicende legate direttamente alle imprese realizzatrici (dal fallimento della Sigenco alle inchieste su Tecnis). È quindi opportuno colmare le perdonabili lacune dell'autore dell'intervento, giacché Mobilita Catania si prefigge, tra i suoi obiettivi, proprio quello di informare in merito alle infrastrutture della mobilità locale, presente e futura. In merito ai dubbi esposti dal cittadino sull'opportunità di creare un'altra stazione metro in piazza Europa attraverso una nuova diramazione, è necessario ricordare che il percorso dell'odierna tratta della metropolitana Borgo-Galatea-Porto ricalca il vecchio tracciato di superficie della Ferrovia Circumetnea che, fino al 1999, era interamente in superficie. Il progetto della metropolitana di Catania, infatti, sorse proprio come interramento della ferrovia in ambito urbano a causa delle crescenti difficoltà che si riscontravano nell’attraversare il traffico cittadino. Ciò non toglie che, effettivamente, così come si sta facendo oggi con la tratta Galatea-Stesicoro, siano possibili nuovi percorsi o diramazioni. Tuttavia una nuova stazione della metropolitana Fce in piazza Europa sarebbe superflua in quanto proprio in prossimità della piazza è già in fase avanzata di completamento la stazione Europa del Passante Ferroviario. Una volta aperto, il passante ferroviario urbano di Catania fungerà da ulteriore linea metropolitana della città, lungo il percorso della rete ferroviaria statale, grazie al raddoppio del binario in atto proprio nel tratto Europa-Ognina. Oltre alla nuova stazione di piazza Europa, nuove stazioni sono già quasi ultimate a Picanello e a Ognina (quest'ultima tra via Acireale e via Fiume, in sostituzione della anteriore -ma più distante- fermata omonima). [Passante Ferroviario di Catania | Scheda dell'opera] Nel corso di quest'anno dovrebbero concludersi i lavori relativi a queste tre fermate che, per quanto riguarda l'ambito urbano, andranno ad aggiungersi alla fermata di Cannizzaro a nord (aperta il 13 dicembre 2015) e alle fermate di Catania Centrale, Acquicella e Bicocca a sud (in attesa della realizzazione della fermata di Fontanarossa e della variante tra la stazione centrale e Acquicella). Un'opera strategica, quindi, capace di intercettare la domanda di un grande bacino di utenza in ambito urbano lungo la linea costiera. La stazione Galatea della metropolitana sorge a pochi metri dalla stazione Europa del passante. Anche se non direttamente collegate, dunque, data la loro vicinanza possono intendersi come stazioni di interscambio, il quale sarà anche possibile presso la stazione Centrale (servita sia dal passante che dalla metro). il passante ferroviario urbano è un servizio di tipo metropolitano, ovvero con caratteristiche simili a quella di una metropolitana tradizionale Certamente, quando il servizio del passante entrerà in funzione, sarà estremamente utile un'integrazione dei biglietti e delle tariffe in modo da poter usufruire di entrambi i servizi con lo stesso titolo di viaggio. Ma se, in vista dell'imminente entrata in esercizio delle due nuove tratte della metropolitana, l'interesse verso il completamento dei lavori è aumentato, del passante ferroviario, nonostante la sua importanza strategica, si sono perse le tracce nel dibattito cittadino da quando, pochi anni fa, cittadini e istituzioni locali, insieme,  si sono opposti all'intervento di raddoppio ferroviario nella tratta bivio Zurria - Catania Acquicella,  che avrebbe comportato la demolizione di diversi edifici d'epoca in centro storico, trincee e gallerie in area archeologica, una stazione con alte barriere acustiche proprio a fianco delle mura di Carlo V e un vincolo definitivo degli archi della marina all'uso ferroviario. Ma non solo comuni cittadini. Sempre in questi giorni, in seguito alla seduta itinerante della Commissione Consiliare Lavori Pubblici presso la costruenda stazione San Nullo della metro, abbiamo letto le dichiarazioni di un consigliere comunale riguardo la mancanza di un progetto di metropolitana per la zona nord della città. Territori come San Giovanni Galermo, Barriera, Canalicchio e Mascalucia non verranno interessati dalla metropolitana con migliaia di pendolari che continueranno ad intasare ogni mattina le arterie cittadine perché non avranno altro mezzo, se non l’automobile, per raggiungere il centro cittadino. Occorre quindi una progettazione adeguata per un sistema capillare di questo servizio che coinvolga l’intera provincia etnea. Ci rendiamo conto della particolare conformazione del sottosuolo oppure degli alti costi per aprire nuovi cantieri ma è altrettanto vero che una città come Catania va dotata di linee metropolitane nella sua interezza. Giuseppe Catalano, consigliere comunale e membro della Commissione Lavori Pubblici La mobilità metropolitana dalla zona nord dell'hinterland catanese è un problema finora irrisolto, salvo che per la fortunata linea 1 del BRT che certamente, però, non copre ampie fasce di territorio ad oggi prive di un Tpl efficiente. Se le parole del consigliere comunale fanno emergere una criticità, sono anche la dimostrazione di come il dibattito sulle infrastrutture e la mobilità non coinvolga tutti gli attori istituzionali cittadini,  per di più quando i lavori competono ad altri enti come nel caso della metropolitana, la cui gestione è governativa, o del passante ferroviario, facente parte della Rete Ferroviaria Italiana. Tuttavia, soluzioni al problema in questione sono state formulate in passato. Un primo progetto elaborato dalla Circumetnea e fatto proprio dall’allora Provincia Regionale di Catania era quello della cosiddetta metropolitana pedemontana che doveva collegare il casello autostradale della A18 di San Gregorio con piazza Giovanni Verga: Più in dettaglio, il tracciato doveva essere di 18,5 chilometri ed erano previste 17 stazioni: Autostrada A18, Trappeto, Battiati, Etna, Gravina, Galermo Nord, Tangenziale, Galermo Sud, Santa Sofia, Barriera, Canalicchio, Nizzeti, Ulisse, Picanello, Abruzzi, Europa, Verga. Il progetto è stato, però, abbandonato: i dirigenti della Ferrovia Circumetnea hanno preferito concentrare risorse e sforzi per completare l'asse principale del tracciato della metropolitana, che si sviluppa in estensione dell'attuale, con lo scopo di raggiungere entro il 2023 l'aeroporto di Fontanarossa. il progetto di Pedemontana, rimasto solo sulla carta, avrebbe risolto il problema di mobilità proveniente dall'hinterland settentrionale di Catania Tale progetto avrebbe richiesto ingenti finanziamenti nonché, verosimilmente, tempistiche considerevoli (soprattutto se realizzato in più tappe) per un'opera che avrebbe pure dovuto affrontare pendenze significative data la morfologia del territorio interessato. Più recente e concreto appare, invece, il progetto di metropolitana leggera "Etnarail"  che nasce proprio con lo scopo di collegare i principali paesi etnei dell’hinterland settentrionale di Catania al capoluogo attraverso due linee. L'80% delle risorse per la costruzione deriverebbe da fondi POR mentre la restante parte sarebbe a carico di privati, in project financing. Il progetto preliminare è stato approvato dalla Città Metropolitana di Catania, riunita attraverso i sindaci dei comuni coinvolti e i responsabili della Soprintendenza, lo scorso mese di settembre. [Etnarail: metropolitana leggera dei paesi etnei | Scheda dell'opera]  

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05 gen 2016

Mobilità e spazi pubblici: dalla A alla Z le sfide di Catania per il 2016

di Andrea Tartaglia

In tema di mobilità, spazi pubblici, infrastrutture, sono tante le aspettative della città di Catania per il nuovo anno che è appena cominciato. Ecco tutti i temi caldi, dalla A alla Z: per ciascun caso sono attese importanti novità o, in alcuni di essi, momenti decisivi, vedi la tanto attesa inaugurazione dell'estensione della metropolitana. A come Autobus e Amt L'azienda metropolitana trasporti è in difficoltà e vanta notevoli crediti nei confronti della Regione Siciliana che, però, non è nelle condizioni di potere elargire quanto dovuto. Ciò nonostante continua l'ammodernamento della rete che nell'ultimo anno, dopo l'Alibus, ha visto nascere una nuova linea importante come il Librino Express, mentre il 2-5 notturno si è trasformato nel gratuito MovidaBus. Nel frattempo, in città, continua l'installazione di nuove paline elettroniche per la segnalazione dei tempi di attesa alle fermate, ma la nuova importante novità potrebbe essere una nuova linea di Brt: ad oggi funziona solo la linea 1 del sistema di Bus Rapid Transit ed è senza dubbio la linea più efficiente dell'intera rete. Auspicabile e, sulla carta, programmato, proseguire su questa strada: il prossimo Brt potrebbe essere quello di collegamento tra il parcheggio scambiatore di Nesima e il centro, passando per l'asse dei viali. Ma A sta anche per Aeroporto: lo scalo di Fontanarossa, che ha chiuso il 2015 superando i 7 milioni di passeggeri, mantenendo il primato non solo della Sicilia ma dell'intero Mezzogiorno d'Italia, ha in programma l'imminente apertura del nuovo parcheggio multipiano P4 e, soprattutto, l'inizio dei lavori di ristrutturazione dell'ex terminal Morandi per poter ampliare la propria capacità. B come Biciclette e Bike Sharing Il 2015 è stato deludente: nessuna nuova pista ciclabile e il Bike Sharing del porto, con le stazioni già installate dentro e attorno lo scalo marittimo, non è mai entrato in funzione. Ripartire da qui, dunque, è d'obbligo, idealmente integrando il sistema portuale con uno più esteso nel territorio comunale. Nel frattempo va registrata la gara per la realizzazione di due nuove piste ciclabili al lungomare e tra il porto e il viale Presidente Kennedy: già esitata, al momento si attende la pronuncia del Tar in merito a un ricorso che è stato presentato. C come Corso Martiri della Libertà Si tratta di un'opera importante che, oltre ai nuovi volumi all'insegna dell'architettura contemporanea, darà al centro di Catania nuove aree pedonali e ciclabili e significative superfici di nuovo verde pubblico. Il progetto dell'Arch. Mario Cucinella per la riqualificazione del grande asse viario che collega la stazione centrale al centro storico è pronto e i privati hanno dichiarato di mantenere l'interesse alto per la realizzazione dell'opera. La novità è che proprio negli ultimi giorni è giunto il parere positivo dell'Anac circa la procedura di affidamento diretto per i lavori, ciò potrà comportare tempi relativamente brevi nel prosieguo dell'iter burocratico. D come Decoro urbano Sotto quest'etichetta si può annoverare una molteplicità di aspetti, dallo stato della manutenzione degli spazi pubblici all'ordine in città che passa direttamente dalla civiltà dei suoi cittadini e dalla capacità di amministrazione e forze dell'ordine di far prevalere il rispetto delle regole. Dal traffico disordinato alla sporcizia e alla condotta dei cittadini (ma anche degli enti di controllo), tutto fa "decoro urbano", che non può certo limitarsi a materiali elementi di abbellimento sparsi qua e là (pur con la loro valenza). Salvo episodiche iniziative e puntuali luoghi della città, Catania non registra ancora i passi avanti che si attendono in tal senso e questa, forse, rappresenta una delle sfide più difficili per il 2016. E come EtnaRail Il progetto di metropolitana leggera su monorotaia per collegare il centro di Catania (nella fattispecie presso due stazioni della metropolitana) ai paesi pedemontani, è ancora allo stato embrionale e forse, anche per questo, visto come lontano e fantascientifico se non addirittura con incredulità e scetticismo. Certo è che ad oggi è l'unico progetto realmente approfondito e documentato per avvicinare i paesi della cintura metropolitana al capoluogo etneo e questa, insieme con la sua validità, è una buona ragione per sostenerlo. L'iter è appena all'inizio, il 2016 sarà l'anno utile per capire se si fa sul serio: molteplici gli enti e i soggetti coinvolti (comuni, Anas, Genio Civile, Università, Soprintendenza...), solo remando tutti nella stessa direzione questo progetto, ambizioso e che fa ampio ricorso all'energia rinnovabile (ancora con la E), potrà vedere la luce. F come Ferrovie ...che a Catania sono due: la locale Circumetnea e la nazionale dello Stato. La prima ha chiuso l'anno appena trascorso col botto: 120 anni di esercizio festeggiati con l'ammodernamento di 15 km di linea e con l'arrivo di materiale rotabile di ultima generazione in grado di garantire tempi migliori e confort d'alto livello. Un salto di qualità che sarà percepibile proprio nel 2016 con l'ingresso in esercizio dei nuovi mezzi, previsto entro febbraio. D'altra parte, le Ferrovie dello Stato hanno disatteso l'aspettativa di vedere la prima tranche di passante ferroviario aperto nel 2015: l'appuntamento con il servizio metropolitano e le nuove fermate di Ognina, Picanello ed Europa, non può che essere rinviato a quest'anno, sperando che sia la volta buona. - Le novità Ferrovia Circumetnea per il 2016: metro, circum e autolinee G come Geolocalizzazione Un termine ancora poco noto dalle nostre parti ma ormai consueto nelle moderne realtà di trasporto pubblico. Treni, autobus, metropolitane: per offrire all'utenza efficienza e conquistare nuovi aficionados, sapere con esattezza quando il mezzo pubblico passerà è divenuto imprescindibile. Ci sta provando l'Amt con le paline elettroniche (il cui numero nel territorio comunale è in aumento), ma il funzionamento non è ancora al top: non tutti i mezzi sono ancora geolocalizzati, non tutte le paline ricevono correttamente le informazioni. La strada, però, è quella giusta. Anche i nuovi mezzi della Fce sono dotati di sistemi di geolocalizzazione mentre con il rinnovo degli impianti tecnologici in atto nella metropolitana di Catania, le stazioni dell'underground catanese saranno dotate di monitor per fornire all'utenza queste basilari informazioni. H come High Capacity Transit Quello che ci si aspetta da metropolitana e passante ferroviario: alta capacità di trasporto pubblico. Solo con l'estensione della linea e l'apertura dell'infrastruttura, rispettivamente, potremo parlarne anche a Catania nell'ambito del trasporto pubblico locale. I come Isole ecologiche Ne sono attive solo due, una a Picanello e una in viale Tirreno: funzionano bene e i cittadini diligenti a farne uso non mancano ma conferire qui i rifiuti differenziati e/o ingombranti non è ancora entrato nelle abitudini di alcuni catanesi, che pure avrebbero l'incentivo di sconti sulle imposte comunali. Un terzo impianto, a Nesima, giace ancora abbandonato e vandalizzato. Proprio nei giorni scorsi è stato occupato da un gruppo di attivisti ma l'auspicio per il 2016 è che possa entrare in funzione con il ruolo per il quale è stato realizzato. I sta anche per Integrazione tariffaria: un concetto chiave alla base della buona mobilità e convenienza del trasporto pubblico locale. È già realtà col biglietto unico Amt-Fce, ma è migliorabile (manca la possibilità di sottoscrivere un unico abbonamento per metro e bus). Ci si augura, inoltre, di poter presto coinvolgere anche il passante ferroviario urbano ma, prima, dovrebbe aprire! L come Light rail e Lungomare Liberato Light Rail, ovvero ferrovia metropolitana leggera: quello che è già la Circumetnea, in superficie, e potrebbe essere un domani la monorotaia di EtnaRail. Un sistema adeguato rispetto alla domanda di TPL che varia man mano che ci si sposta nel territorio della vasta e popolosa città metropolitana etnea. Il 2015 ha già consacrato eventi nati grazie alla spinta dal basso come il Lungomare Liberato, promosso da alcune associazioni locali e accolto dall'amministrazione. Per il 2016 l'evento è stato già calendarizzato dal comune, rientrando a pieno titolo tra le iniziative consolidate diventate appuntamento tradizionale della città: inviso al principio, alla fine è riuscito a mettere tutti d'accordo. Ma il 2016, si vedrà, potrebbe essere determinante per capire se l'arteria parallela al lungomare, da viale Alcide de Gasperi a via Barraco sino a piazza Giorgio La Pira, potrà finalmente essere completata e così, fornendo una valida alternativa alla litoranea per i mezzi privati, permettere la contestuale realizzazione di una Ztl permanente sul fronte mare. M come Metropolitana I riflettori sono tutti puntati su quest'infrastruttura, perché il 2016 dev'essere l'anno della svolta. Dal 1999 non un metro in più di metro si è aggiunto ai 3,8 km esistenti e in funzione, troppo pochi perché il servizio possa essere realmente utile ed incisivo. Ma questi potranno più che raddoppiare: scongiurando ulteriori problemi (l'ultima tegola riguarda le note difficoltà giudiziarie della Tecnis), quest'anno la rete si potrà portare a 8,9 km con 12 stazioni a fronte delle 6 attuali, soprattutto collegando un'area semi-periferica (con le stazioni di Nesima e San Nullo) al centralissimo Corso Sicilia (con la stazione "Stesicoro"). Contestualmente si guarda, giustamente, già avanti: dovranno partire i lavori di ulteriori estensioni con la tratta Nesima-Monte Po e Stesicoro-Palestro, stavolta con l'obiettivo e la concreta speranza di non dovere aspettare altri 17 anni (!) per poter festeggiare l'ampliamento della rete. N come Navi da crociera, Nodo Gioeni Il Porto di Catania, rivalutato anche dall'azione pittorica di street artists sui suoi enormi silos, nel 2015 è finalmente tornato ad ospitare numerose navi da crociera: la città, per la sua economia e la sua immagine, ha bisogno di questo traffico. Il 2016 si preannuncia un anno caratterizzato da numerose presenze di croceristi in città, tra le maggiori degli ultimi anni. Per poter essere più attraente, però, deve migliorare la qualità dei servizi e combattere l'"altro" traffico, quello rumoroso e inquinante che penetra eccessivamente anche nel centro storico. E qui ci ricolleghiamo anche alla N di Nodo Gioeni: eliminato il pericolo (in caso di potente sisma, un evento atteso dalle nostre parti) dovuto alla presenza del vecchio cavalcavia, rimane un luogo di alta congestione veicolare nonché quasi precluso a pedoni e ciclisti. A farne le spese anche l'accessibilità al Parco Gioeni. Così non può rimanere: il comune ha annunciato interventi importanti, il 2016 ci darà la risposta. O come Occupazione da sistemi di mobilità Puntare su metodi di trasporto sempre più efficienti, tecnologici e capillari non significa soltanto offrire servizi migliori all'utenza, che resta l'obiettivo principale insieme con il decongestionamento del traffico e l'abbattimento del tasso d'inquinamento dell'aria. Significa anche generare nuovi posti di lavoro, sia diretti, per il controllo e la gestione dei sistemi, che indiretti: un centro storico libero dalle auto ma facilmente raggiungibile dai mezzi pubblici, ad esempio, risulta enormemente più attrattivo e a beneficiarne sono, oltre ai cittadini, tutte le attività commerciali ivi presenti. P come Passante Ferroviario, Parcheggi, Porto... La P è lettera iniziale che fa incetta di temi importanti. E non citiamo di nuovo le piste ciclabili già nominate, il Porta a porta che citeremo per la Raccolta differenziata e le Pedonalizzazioni di cui parleremo, per affinità, nel paragrafo dedicato alle Zone a traffico limitato. Del passante ferroviario abbiamo già detto in quanto Ferrovia, ma aggiungiamo un dettaglio importantissimo: nel 2016 dovranno porsi le basi concrete per la realizzazione della fondamentale fermata di Fontanarossa, essenziale sia per lo sviluppo dello scalo aereo che per la mobilità non solo metropolitana ma anche regionale.  Lontano dal centro storico devono invece sorgere parcheggi pertinenziali (che consentono, quando interrati, la riqualificazione della superficie a vantaggio dei pedoni e dei ciclisti) e quelli scambiatori, come quelli di Nesima e Fontanarossa, in grado di trasferire dal mezzo privato a quello pubblico una buona fetta di utenti della città. Fontanarossa è partito bene, grazie al collegamento shuttle con l'aeroporto e al passaggio di Alibus e Librino Express, Nesima invece arranca: ma con la metro e, magari, con una nuova linea di Brt le cose non potranno che cambiare in meglio. Al Porto, infine, non è andata benissimo con la nuova darsena, parzialmente chiusa per nuovi lavori di controllo e consolidamento. Si attende che possa essere pienamente utilizzata per poter consentire l'avvio di un altro sogno della città: connettere il porto alla città, senza barriere. Q come Qualità dell’aria e della vita Le due qualità vanno a braccetto: la seconda dipende anche dalla prima. Respirare aria inquinata fa male alla salute dai cittadini e anche a tutto ciò di inanimato che è raggiunto dai gas di scarico: vedi le facciate di palazzi e monumenti del centro storico, tanto per cominciare. Ormai è chiaro, ai più (ma non a tutti) che progresso e benessere non dipendono più dal motore. Non c'è solo Prodotto Interno Lordo, ma anche Felicità Interna Lorda: ed è perseguire questa che può innescare un circolo virtuoso in grado di risollevare le sorti della società. È un discorso che si può affrontare su scala globale, infatti, ma qui lo si vuole porre con Catania come scenario prescelto. A Grenoble, città francese gemellata con Catania, è partito uno straordinario esempio di car sharing con piccoli mezzi biposto a tre ruote, elettrici. Perché non prenderlo ad esempio? - Il rapporto Ecosistema Urbano: la situazione di Catania R come Raccolta Differenziata È già partita in due zone della città con il metodo del porta a porta che consente l'eliminazione degli antiigienici ed antiestetici cassonetti dalla strada. Con il nuovo contratto di servizio, il 2016 potrà essere l'anno dell'estensione a tutto il territorio comunale. Una svolta epocale per Catania e per le abitudini dei catanesi, sperando che si rivelino diligenti come gli abitanti del quartiere di Santa Maria Goretti, dove la sperimentazione ha condotto ottimi risultati. S come Street Control Annunciato come eccezionale metodo di lotta alla sosta selvaggia e a buona parte delle infrazioni del codice della strada, lo Street Control è entrato in funzione nel 2015 nelle strade catanesi. Il primo bilancio, però, è deludente: la media di 50 multe al giorno, duole rimarcarlo, è ridicola rispetto alle potenzialità che un sistema del genere offre. Non è un caso, infatti, che fino ad ora l'ordine delle strade cittadine non ne abbia beneficiato. Il 2016, quindi, si prospetta come il momento in cui la polizia municipale decida di fare sul serio e approfittare appieno di questo dispositivo che in molte altre città italiane ed europee funziona brillantemente. Viceversa, sarà una grande occasione persa. T come Trasporti pubblici e Tranvie A Catania c'è (quasi) tutto: l'aeroporto, il porto, le ferrovie statali e, a scala più propriamente cittadina, la rete di bus urbani, la metropolitana, l'imminente passante ferroviario, la Circumetnea, un progetto di monorotaia (EtnaRail): manca solo rispolverare il tram e si fa l'en plein. Al di là della battuta, le altre due grandi città dell'isola, Palermo e Messina, hanno fatto la coraggiosa scelta di rimettere le tranvie all'interno del sistema di trasporto pubblico locale. I risultati sembrano confortanti. A Catania il ritorno del tram era pure previsto, salvo poi ripiegare sul pur validissimo Brt: più economico ma anche più inquinante e con minore capacità di trasporto. Un tempo la rete tranviaria di Catania si estendeva dalla Plaia ad Acireale: sembra incredibile, ma purtroppo tutto quel sistema è stato smantellato nella frenetica conversione al bus ordinario che coinvolse quasi tutta l'Italia dopo la seconda guerra mondiale. E se ci si volesse riprovare? Con pochi, strategici chilometri di sede protetta (viene subito in mente l'asse dei viali), il sistema della mobilità cittadina, insieme con le altre opere in corso, potrebbe finalmente raggiungere livelli impensabili sino a qualche lustro fa. Tram o altro, resta da vedere: ma di qualsiasi mezzo parliamo, purché disponga di quanta maggiore sede protetta e sia il meno inquinante possibile, meglio potrà essere. U come Ufficio Traffico Urbano Un ufficio che, oltre che sula risoluzione del Nodo Gioeni, avrà da lavorare sull'apertura del sottopassaggio del nodo Giuffrida, che potrebbe decongestionare la zona di via Caronda alta e di viale Odorico da Pordenone (collegando l'area di Vulcania a quella di via Vagliasindi nord) e sulla graduale limitazione al traffico nel centro storico. Quest'ultimo aspetto, in particolare, può apparire impopolare ma non si può non guardare ai virtuosi esempi che ormai giungono da tutte le altre città europee paragonabili alla nostra realtà. V come Varchi di accesso Ci ricolleghiamo direttamente alle aree a traffico limitato: è importante incrementare e mettere in funzione i varchi di accesso alle stesse, perché l'esperienza insegna che un semplice cartello di divieto, a Catania, non sortisce alcun effetto significativo. Dissuasori e varchi di accesso telecontrollati sono la soluzione intelligente perché davvero si rispettino preziosi oasi di vivibilità (sulla carta) in città: San Giovanni li Cuti e l'area del Teatro Massimo Bellini potranno essere le prime a beneficiarne. Z come Zone a traffico limitato Sono poche, a Catania, e poco rispettate. Se a quest'ultimo aspetto può rispondere l'introduzione efficace di varchi di controllo dell'accesso funzionanti, all'incremento del loro numero deve concorrere una ferma presa di posizione da parte dell'amministrazione comunale: i segnali dell'anno appena trascorso sono stati poco incoraggianti. Si spera di riuscire a compiere quei passi avanti in tema di pedonalizzazioni che sono stati solo abbozzati nel 2015: piazza Federico di Svevia, via Dusmet (nel tratto che va dall'arcivescovado alla pescheria), piazza San Francesco d'Assisi, sono ancora strade e piazze inopinatamente aperte al traffico veicolare e quindi al disordine e ai gas di scarico, nonostante la valenza delle aree interessate e nonostante nel resto d'Europa sia ormai chiaro che in tessuti urbani del genere le pedonalizzazioni (o le Ztl) si trasformano ben presto in una risorsa piuttosto che nella minaccia che paventano, solitamente, gli esercenti interessati. Aggiungansi le varie vie Crociferi, Teatro Massimo, San Giovanni li Cuti, Zolfatai, le piazze Mario Cutelli, Vincenzo Bellini e perfino Duomo: aree pedonali o Zone a traffico limitato puntualmente invase da chi non potrebbe.

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Articolo
04 gen 2016

EtnaRail, la linea arancione: da San Giovanni la Punta a Catania

di Andrea Tartaglia

Dopo avervi mostrato il percorso della Linea Verde della monorotaia, che in base al programma sarà la prima delle due linee a essere realizzata, scopriamo ora la Linea Arancione di EtnaRail: 10.080 metri che collegheranno San Giovanni la Punta con Catania, passando da San Gregorio di Catania. Ecco il percorso, da nord verso sud: San Giovanni la Punta San Gregorio - Autostrada Trappeto Balatelle Canalicchio Nizzeti Borgo Il capolinea nord sarà ubicato in prossimità del centro storico di San Giovanni La Punta, nelle adiacenze della piazza centrale, in un'area a quota più bassa ma facilmente raggiungibile con percorsi già esistenti e sulla quale l’amministrazione comunale puntese prevede la realizzazione di un parcheggio. In prossimità dello svincolo autostradale sono previsti un grande parcheggio ed il deposito, l’officina, il centro di lavaggio e gli uffici. Un altro parcheggio scambiatore, di nuova realizzazione, è previsto presso la fermata di Trappeto. Il tracciato segue la pendenza della strada esistente con una pendenza variabile dall’1% al 10,2% e si sviluppa in parte su sede stradale esistente in parte su terreno da espropriare. La minima distanza tra le stazioni è di 908 m mentre la massima è di 2.318 m. Presso il capolinea Borgo sarà possibile scambiare con la metropolitana. Inizialmente era previsto il passaggio della linea arancione anche da Sant'Agata li Battiati, anche allo scopo di servire il parcheggio scambiatore Due Obelischi (già esistente), ma il tracciato è stato modificato a causa del veto del comune interessato. Per consentire l’utilizzo del sistema alle persone provenienti dall’autostrada A18 Messina-Catania, tra gli interventi inseriti nel project financing c’è la realizzazione della rampa di immissione dalla barriera di Catania ai paesi etnei, già prevista nel piano regolatore del comune di San Gregorio di Catania, con una lieve modifica planimetrica. Verrà ruotata la collocazione dei caselli n° 12, 13 e 14, orientandoli in direzione di via G. Galilei, e si realizzerà la rampa di immissione sulla predetta via, adattandola alla morfologia del terreno. In tal senso è atteso e necessario il parere del CAS, Consorzio per le Autostrade Siciliane. Elevate le frequenze previste, riassunte nella tavola seguente:   [Approfondimenti sul progetto EtnaRail in esclusiva per il nostro sito, clicca qui sotto per consultarli]: ETNARAIL | LA SCHEDA COMPLETA DELL'OPERA ETNARAIL | Via libera alla metropolitana leggera dei paesi etnei; FOTO | Dentro EtnaRail: in esclusiva ecco il treno della monorotaia etnea EtnaRail, scopriamo la Linea Verde: dove transiterà la monorotaia

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