Articolo
06 giu 2017

Come rendere una città ciclabile: docenti ed esperti a confronto presso il Dipartimento di Ingegneria di Catania

di Sevy Vallarelli

Il 1° giugno scorso, presso l'Aula Magna dell'edificio della didattica della facoltà d'Ingegneria di Catania, si è tenuto un convegno sulla mobilità ciclistica che ha visto la partecipazione di diversi professionisti del settore. Tra i relatori il professore Massimo Cuomo, coordinatore del Dottorato di Ricerca in " Valutazione e Mitigazione dei Rischi Urbani e Territoriali", Santi Maria Cascone, Presidente Ordine degli Ingegneri di Catania, nonché assessore alla Mobilità al Comune di Catania durante la sindacatura di Raffaele Stancanelli, l'ingegnere Mauro Antonino Scaccianoce, presidente fondazione Ordine degli Ingegneri di Catania,  e infine il professore Ugo Giunta, consigliere Nazione di AIIT (Associazione Italiana per l'Ingegneria del traffico e dei trasporti). Dopo le presentazioni iniziali, ha preso la parola il professore Matteo Ignaccolo, docente di pianificazione del trasporti- DICAR UNICT e Presidente Nazionale AIIT, che ha introdotto, in maniera estremamente chiara, il fine della conferenza illustrando con un video di Mobilita.org, la realtà ciclistica della città di Copenaghen (Danimarca). L'amministrazione di Copenaghen, nell'ultimo decennio, ha investito 300 milioni di euro costruendo diverse infrastrutture ciclabili connesse tra di loro: ciò ha reso la città danese, dopo due secondi posti, nel 2011 e nel 2013, regina della mobilità ciclabile, superando Amsterdam. La capitale danese si colloca al vertice della classifica delle migliori 20 città bike-friendly del pianeta, stilata da Copenhagenize Design Company, agenzia di consulenza e progettazione urbana. Il rapporto, giunto alla terza edizione, misura attraverso vari fattori l'impegno delle città nel rendere la bicicletta un vero e proprio mezzo di trasporto, pratico e socialmente accettato. L'evoluzione della mobilità ciclistica ha comportato, a sua volta, un incremento delle tipologie innovative nelle costruzioni di piste ciclabili. Questa delicata tematica è stata affrontata dal professore Giulio Maternini, docente ordinario dell'Università di Brescia presso il Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale Territorio Architettura e Matematica (DICATAM). Alcuni concetti introdotti da quest'ultimo sono stati successivamente ripresi dal professore ingegnere Felice Giuliani, docente ordinario per il S.S.D. ICAR/04 strade, ferrovie e aeroporti, presso il dipartimento di Ingegneria Civile, dell'Ambiente, del Territorio e Architettura (DICATeA) dell'Università di Parma, che ha incentrato il suo intervento sulla geometria ed elementi per la progettazione degli itinerari ciclabili. I due docenti hanno inoltre affrontato il tema della colorazione da adottare per i percorsi ciclabili. Le piste e le corsie devono essere colorate in tutti i luoghi ove occorra garantire un'elevata leggibilità del sistema ciclabile sia per gli utenti del sistema stesso, che possono in tal modo meglio orientarsi, sia per quelli esterni che sono così portati a una preminente attenzione. La colorazione va pertanto adottata soprattutto nei punti di maggior conflitto, sia longitudinali (in corrispondenza di accessi carrai laterali, per separare gli spazi ciclabili da quelli pedonali, etc.) che trasversali ( attraversamenti, intersezioni ecc.). In America si predilige il colore rosso mattone, mentre in Australia il verde: la colorazione deve avere una coerenza estetica col paesaggio circostante. La circolazione delle biciclette si può svolgere anche in promiscuità con altri mezzi di trasporto. In questa circostanza bisogna riuscire a governare le ostilità che presenta il caso e gli eventuali conflitti (laterali, longitudinali e trasversali). Una rete ciclabile, per essere efficiente, dev'essere ben collegata con altre reti dello stesso sistema: una buona progettazione consentirebbe un aumento sostanziale di ciclisti. L'ingegnere Giuseppe Salvo, insegnante Associato di Tecnica ed Economia dei Trasporti presso l'Università di Palermo, ha discusso di come alcune corsie ciclabili della città di Palermo non siano percepite sicure dagli utilizzatori. A chiusura delle relazioni è intervenuto il professore Giuseppe Inturri, docente dell'Università di Catania presso il dipartimento d'Ingegneria Civile e Architettura, descrivendo la realtà ciclistica della nostra città e sottolineando il ruolo importante di gruppi, movimenti e associazioni, in alcune delle "conquiste" nel campo della ciclabilità. La nostra città ha fortemente bisogno di puntare sulla mobilità ciclistica, al fine di raggiungere standard sempre più europei, prendendo spunto, perché no, da realtà come Amsterdam e Copenaghen. Catania possiede tre piste ciclabili che però non costituiscono una rete poiché non connesse tra di loro: la prima in ordine di realizzazione è quella poco utilizzata di viale Kennedy, che si sviluppa solo parzialmente lungo la Playa di Catania, quindi quella che collega piazza Stesicoro con la Stazione Centrale, lunga 1,1 km; la terza è, infine, la pista ciclabile che si sviluppa da piazza Europa a piazza Mancini Battaglia, con una lunghezza complessiva di 2,2 km. Catania è dotata, altresì, di corsie ciclabili in promiscuità con i mezzi pubblici, una di queste è quella che collega il tratto di Corso Italia con Via Etnea, lunga circa 4 km. Riguardo al tema dell'intermodalità, ossia l'utilizzo combinato della bici e del trasporto pubblico, Catania ha fatto un piccolo passo avanti nel 2015 grazie alla possibilità di trasporto dei mezzi a due ruote non motorizzati in metropolitana.  

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
30 dic 2015

Le soluzioni all’emergenza smog: trasporto pubblico, centro senz’auto e ciclabilità

di Viola Sorbello

Di traffico si muore, l'emergenza smog non è una situazione contingente, ma un problema strutturale. I nostri Amministratori, Sindaci, Presidenti di Regione e Ministri sembrano confusi, non sanno che rimedi adottare per liberare le città italiane dalla morsa dell’inquinamento atmosferico. Ci siamo messi nei loro panni e ci è venuto naturale chiedere soluzioni a chi di mobilità urbana se ne intende perché la studia, perché la insegna all’Università o perché la vive attraverso l’esperienza diretta di ciclo-attivista. Secondo Paolo Bellino (in battaglia Rotafixa), giornalista, cicloattivista storico e fondatore del movimento “Salvaiciclisti", ora attuale portavoce della omonima associazione romana, servono misure urgenti: Nell’immediato mezzi pubblici gratuiti o, se non se ne può fare a meno, un biglietto valido per tutti i mezzi e per tutto il giorno. Poi, nel medio periodo, dimezzamento (entro 5 anni al massimo) del parco auto circolante in Italia, investimenti enormi sul TPL (trasporto pubblico locale), incentivi di ogni tipo per lo spostamento sul TPL ed in bici. Occorrono finanziamenti importanti? Possiamo usare i soldi degli F37. La risposta è come una stilettata, ma come dargli torto. La salute pubblica non è forse una priorità? Abbiamo girato la stessa domanda anche al coordinatore di Bikeitalia.it, la rivista  più seguita in Italia in tema di ciclabilità,  Paolo Pinzuti. Non sono un esperto di inquinamento ma, poiché il traffico veicolare privato è la prima causa di PM 10 e PM 2,5 nell'aria, mi sembra evidente che la prima cosa da fare sia limitare fortemente l'uso delle automobili private in luoghi densamente abitati. L'automobile deve progressivamente scomparire dalle nostra città. Detto così sembra lapalissiano. Ma pare che i nostri governanti comprendano l’equazione solo quando sono con l’acqua alla gola. Le misure adottate dalle città sono un palliativo che serve solamente a dimostrare che gli amministratori stanno facendo qualcosa senza incidere realmente sul problema. Occorrono soluzioni che risolvano il problema, non che lo rimandino alla prossima elezione. Cosa pensi che si diranno i sindaci convocati dal Ministro Galletti oggi? Non so,  ma sicuramente si parlerà di come l'emergenza smog rischi di diventare un boomerang in occasione della prossima tornata elettorale. Galletti ha, d'altronde, affermato che l'utilizzo dell'automobile per andare al lavoro è una cosa necessaria. Non mi aspetto granché, ma sarò lieto di essere stupito. Di cosa dovrebbero parlare, secondo te? Della necessità di inibire per sempre l'accesso di automobili con motore a scoppio nei centri urbani e iniziare da subito dei programmi per il sostegno al TPL e all'uso della bicicletta mettendo sul piatto fondi importanti che vadano in questa direzione e segnino un cambio di marcia. Le due opinioni sono chiare e concordi fra loro: entrambi hanno consumato più copertoni di bici di quanti gli amministratori locali e nazionali politici, a cui compete il potere decisionale in materia di mobilità, consumerebbero in due vite. Anche il parere di amministratori locali illuminati ed esperti di mobilità vanno nella stessa direzione: incentivare il trasporto pubblico locale e la mobilità ciclistica, liberando contestualmente i centri storici delle nostre città dalla morsa delle auto è la formula vincente per dare finalmente un taglio alla vecchia e malata mobilità italiana. Nei mesi scorsi catania.mobilita.org ha raccolto il parere di Pierfrancesco Maran, assessore alla Mobilità della città di Milano, e del professore Giuseppe Inturri, delegato alla mobilità dal Rettore dell'Università di Catania e docente presso il Dipartimento di Ingegneria e Architettura.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
28 ott 2015

Catania non è Barcellona, un’analisi sulla mobilità

di Amedeo Paladino

Da alcune ore gli utenti Facebook residenti a Catania per un errore del social network sono catalogati come cittadini catalani nelle informazioni del proprio profilo. Ma Catania non è Barcellona. Questo è palese, forse il calore della città della Catalogna ci avvicina a Barcellona, ma le somiglianze si fermano lì. Approfittiamo del curioso errore per dimostrare questa ovvietà, quest'analisi riguarda solo le tematiche inerenti alla mobilità urbana. Se Catania fosse davvero come Barcellona ci sarebbe un piano per migliorare la mobilità urbana già dal 2006 (Plan de Movilidad Urbana), ci sarebbero chilometri di ciclabili diffuse e ben connesse, ci sarebbe un bike sharing con centinaia di stazioni e migliaia di bici, invece nella nostra città il servizio non è mai stato attivato.   Se Catania fosse Barcellona ci sarebbe la volontà di ridurre l'inquinamento attraverso un piano che si concentra su alcune zone più inquinate della città, le cosiddette “zone di protezione speciale” (ZPE), dove s’intende agire per ridurre al 2010 fino al 30% degli inquinanti più nocivi (NO2 e il PM10). Se Catania fosse Barcellona le politiche sulla mobilità punterebbero  sull’uso più razionale delle automobili, a partire dall’aumento del tasso di occupanti per veicolo; si investirebbero risorse nel trasporto pubblico e campagne di promozione del suo utilizzo. Se Catania fosse Barcellona le nostre strade non sarebbero ingolfate di auto, ma somiglierebbero alla Rambla, un percorso interamente pedonale e ciclabile. Se Catania fosse Barcellona non sarebbe relegata in fondo alla classifica sulla vivibilità.Ieri i catanesi hanno percorso le strade della propria città e sono rimasti bloccati per ore, i cittadini di Barcellona probabilmente no.     Bibliografia: Osservatorio Città Sostenibili, Dipartimento Interateneo Territorio Politecnico e Università di Torino  Ti potrebbe interessare:  VIVIBILITÀ CATANIA | Un disastro su tutti i fronti: il rapporto Ecosistema Urbano  

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
03 ott 2015

Una domenica in bici a Misterbianco, uno sguardo alla futura ciclabile

di Alessio Marchetti

Questa domenica si terrà il secondo biciraduno misterbianchese, organizzato dal Comune di Misterbianco in collaborazione con Misterbianco Società Civile ed i gruppi di pedalatori Senza Freni e Ruote Libere. Quest'ultimo gruppo, per l'occasione, ha organizzato una pedalata da Catania per raggiungere l'evento in bici: appuntamento alle 8.50 in piazza Roma. Si transiterà anche dove a breve sorgerà la lunga ciclabile di 14 Km i cui lavori saranno completati entro la fine dell'anno. Durante la pedalata si visiterà il sito archeologico di Campanarazzu. Sarà quindi una buona occasione per passare una piacevole domenica in sella alla nostra bici, con uno sguardo su futuri sviluppi della mobilità sostenibile a Misterbianco. Nella locandina qui sotto il programma.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
01 ott 2015

Turismo a Catania, il potenziale economico del nostro territorio: il parere di un imprenditore

di Annamaria Pace

[la foto è stata scattata in via Umberto in occasione della chiusura al traffico per la settimana europea della mobilità sostenibile] Accogliamo sul nostro sito l'intervista di Annamaria Pace di Salvaiciclisti Catania a Thomas Barbagallo, presidente dell’Associazione Etna Sicily Touring per parlare di Turismo e Mobilità sostenibile a Catania. Etna Sicily Touring è leader nell'organizzazione di Tour dell'Etna dal 2004, attiva  nel settore internazionale di viaggi avventura e di vacanza in Sicilia. Qual è la sua opinione sul turismo a Catania e in Sicilia? Tutta la Sicilia offre al turista un’ampia ed interessante varietà di destinazioni, in particolare: l’Etna, Siracusa , Taormina, le Gole dell’Alcantara, Piazza Armerina, sono tutte mete importanti per il turismo nazionale ed internazionale. La mia attività imprenditoriale promuove la città di Catania e la  conoscenza del suo patrimonio storico, artistico e culturale, coinvolgendo molteplici settori commerciali. La mobilità sostenibile in ambito urbano è un elemento importante per il turismo, questo lo costatiamo ogni giorno, infatti il nostro Info Point turistico si trova in pieno centro storico, qui offriamo ai turisti un servizio di informazione sulla città, indichiamo quali sono le principali attrattive e soprattutto come raggiungerle, muovendosi in città. Per agevolare e migliorare la visita di Catania abbiamo stampato una mappa turistica che indica i luoghi di interesse storico ed artistico della città. Oltre a dare informazioni turistiche forniamo anche informazioni su varie attività commerciali, b&b, hotel, attività di noleggio e attività escursionistiche. Inoltre le guide turistiche regionali si appoggiano a noi per promuovere due intinerari: quello barocco e quello romano. Tutte queste attività servono a dare importanza alla città di Catania. Da quindici anni opero nel settore del turismo, ho intrapreso questo percorso perchè amo il territorio siciliano in particolare l’Etna e la mia città, Catania. Come imprenditore cerco di offrire il meglio perché penso che chi viene a Catania per turismo, se si è trovato bene, forse ritornerà un altra volta, ma una cosa è certa, sicuramente parlerà delle esperienze vissute a Catania e in Sicilia con gli amici. Questo attiva un volano di preferenza su Catania come meta ideale di destinazione di un viaggio che nel tempo da forza all’economia locale. Se invece il turista arriva a Catania e si trova male, non riceve le corrette informazioni, nessuno lo consiglia nella scelta di una struttura ricettiva, nella scelta di un itinerario o di un luogo rappresentativo dal punto di vista turistico, non solo non verrà più, ma parlerà male della nostra città bloccando il potenziale economico offerto dal turismo. Chi si occupa di turismo deve avere ben chiaro che si sta occupando della promozione della nostra città e di conseguenza anche dell’economia della stessa. La mobilità sostenibile può incrementare il turismo a Catania? La nostra attività si trova in via Giuseppe Garibaldi, in pieno centro storico, nel tratto di strada che va da piazza Duomo a piazza Giuseppe Mazzini, una delle più belle piazze di Catania. Un tratto di strada di grande valore storico e culturale, purtroppo ancora aperto al traffico automobilistico, e questo chiaramente non consente al turista di vivere questo spazio nel migliore dei modi. Per una giusta valorizzazione della città credo sia importante portare avanti le pedonalizzazioni, per questo penso che questo tratto di strada debba diventare pedonale e che debba essere annesso alla zona Ztl di piazza Duomo. Ovviamente si deve consentire l’accesso ai veicoli che operano nel mercato storico della pescheria, per rifornire le derrate alimentare e per il carico e lo scarico delle merci, permettendo l’accesso secondo fasce orarie ben precise. I turisti con quali mezzi visitano la città di Catania? I turisti stranieri che arrivano a Catania si rifiutano di guidare la macchina. Molti noleggiano la macchina in aeroporto perché utilizzano il sistema “fly and drive”, arrivano nella struttura ricettiva, parcheggiano la macchina e si rifiutano di utilizzarla per tutta la durata della loro vacanza. Si muovono solo a piedi o con i mezzi pubblici con tutte le difficoltà del caso, infatti non esiste una mappa della viabilità urbana ed extra urbana. Il turista non sa come arrivare ad Acitrezza partendo da piazza Duomo, non sa quali sono i punti di scambio tra gli autobus per raggiungere un luogo di interesse, ad oggi non esiste una mappa nella quale sono evidenziate le linee degli autobus urbani ed il collegamento tra gli stessi. A noi, come info point, corre l’obbligo di spiegare se conviene utilizzare l’autobus, il treno o andare a piedi. Il ciclo-turismo è presente a Catania? Arrivano molti ciclo-turisti ma si muovono con grande difficoltà, sia in città che fuori. Per esempio chi decide di andare da Catania a Siracusa in bicicletta si ritrova a dover percorrere l’autostrada, perché non esiste una segnaletica stradale per chi fa cicloturismo. Se avessimo le strutture che incentivano la ciclabiltà urbana ed extra urbana, ci sarebbe un grande incremento del ciclo-turismo, con notevoli effetti positivi. Quali sono le azioni da intraprendere per migliorare la situazione attuale? Il centro storico deve essere totalmente chiuso al traffico automobilistico, così da permettere una visita della città senza rumore, traffico ed inquinamento, questo sarebbe un vantaggio non solo per i turisti ma anche per noi catanesi. E’ necessario implementare l’uso della bicicletta, sarebbe bello avere il bike sharing a Catania con stazioni posizionate nei punti strategici del centro storico e inoltre gli autobus urbani dovrebbe fare un percorso esterno senza attraversare il cuore del centro storico. Così facendo il turismo avrebbe un notevole incremento, con effetti positivi sulle tante attività commerciali presenti in città.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
16 set 2015

Trasporto pubblico, ciclabilità e partecipazione | Da Milano degli esempi da seguire per migliorare la mobilità

di Annamaria Pace

La mobilità di Catania e del suo territorio metropolitano è ancorata a vecchi paradigmi basati sull'utilizzo dell'auto privata: una situazione fortemente diseconomica e dannosa per la salute delle persone. Molte città stanno ormai svoltando, rendendo più efficiente il modo in cui ci si sposta: alcune linee guida sono state tracciate all'interno della Carta di Catania (potete consultarla qui) in cui i sindaci delle città italiane si impegnano a modificare i modelli di mobilità all'interno dei territori da loro amministrati. Milano già da alcuni anni ha intrapreso un programma teso a migliorare la mobilità dei propri cittadini puntando sul trasporto pubblico, la ciclabilità e la valorizzazione dello spazio pubblico. Annamaria Pace, architetto e attivista del movimento #salvaiciclisti Catania ha incontrato l'assessore alla Mobilità e all'Ambiente PierFrancesco Maran. A Milano abbiamo incontrato l'Assessore  Pierfrancesco Maran. L'intervista è stata incentrata sulle tematiche da affrontare per promuovere la Mobiltà Sostenibile nella città di Catania. Rispetto alla Carta di Catania, quali sono le strategie per incentivare la mobiltà sostenibile e la ciclabiltà? Sia a nord che a sud ci sono stati dei casi positivi, la 1° Conferenza Nazionale  sulla Mobilità Sostenibile è stato il primo evento sulla Mobilità Sostenibile al sud, e la Carta di Catania è un segnale importante che dimostra la volontà di intraprendere questo necessario cambiamento nelle città. Per quanto riguarda la ciclabilità, in Italia abbiamo un codice della strada piuttosto vecchio e ciò non favorisce lo sviluppo nella realizzazione di ciclabili, anche se si stanno in ogni caso creando le condizioni per realizzarle. Mentre Milano è una città pianeggiante dove andare in bicicletta sarebbe una modalità facilmente attuabile, per quanto riguarda Catania, non ho avuto modo di visitare la città, ma penso che sulla ciclabilità sicuramente ci sono alcune necessità da soddisfare, non sottovaluterei alcuni investimenti sul trasporto pubblico. Questi strumenti sono estremamente collegati. Per far funzionare una città abbiamo bisogno di ridurre il numero di auto in circolazione, ad oggi, prima ancora della bicicletta, è il trasporto pubblico di qualità quello che sposta i numeri, quindi mi sembra che questo tipo di investimento possa aiutare successivamente a liberare le strade dalle auto con un conseguente miglioramento della ciclabilità. Certo poi va sviluppato e non lasciato a metà strada, però le due cose sono assolutamente collegate perché altrimenti è molto più difficile realizzare una rete ciclabile in una città dove il numero delle auto è esagerato, in Italia quasi tutte le città hanno numeri irragionevoli rispetto al resto d’Europa. Riguardo alle pedonalizzazioni qual è la sua opinione? Sulle pedonalizzazioni abbiamo visto cosa è accaduto quando abbiamo fatto la Congestion Charge, ci sono state molte opposizioni. In realtà si verifica che, strada facendo, anche chi si oppone trova vantaggi, infatti un aumento della pedonalità ha effetti positivi sul commercio, questo è fisiologico, nel confronto con città. E’ necessario fare le pedonalizzazioni, ma ovviamente va valutato il contesto. Ha senso farle dove c’è un potenziale pedonale molto alto perché altrimenti ci si trova , come abbiamo visto a Milano ed in altre situazioni, che le zone restano vuote creando una situazione di poca sicurezza almeno fino a quando non si sviluppa il potenziale. Comunque tendenzialmente nei centri storici il beneficio è sempre superiore al rischio. Credo che il meccanismo più importante siano i collegamenti , su questo un esempio interessante è quello di Bologna. Sono partite delle pedonalizzazioni durante il weekend nelle due vie centrali, a forma di T, chiamate “T Days”. Per questa iniziativa c’è stata una forte opposizione, durata anche un paio di anni, adesso invece si sta ragionando su pedonalizzazioni fisse, questa è anche la dimostrazioni che le cose cambiano vivendole, siamo in un epoca dove le abitudini dei cittadini stanno cambiando con una rapidità maggiore del passato. Credo che la strategia giusta sia partire da un rafforzamento del trasporto pubblico, ciò è essenziale, e poi sulla ciclabilità. Mi sembra che Catania stia facendo cose importanti, per la trasformazione ferroviaria della metropolitana, ma anche per il il Bus rapid transit , BRT. Questa è la migliore pratica a livello mondiale e soprattutto adatta per città delle dimensione di Catania. Tutti stiamo amministrando in un momento in cui le risorse sono inferiori rispetto a quelle degli anni passati, pero c’è un’ attenzione nel farlo con oculatezza e o con un occhio aperto a quelle che sono le migliori pratiche in giro. A Milano è stato fatto un lavoro sull’educazione stradale della bicicletta nelle scuola, con un esito medio per quanto riguarda il ritorno, contemporaneamente sono partite alcune iniziative dal basso, organizzate da genitori delle scuole con ragazzi della critical mass, totalmente esterne all’Amministrazione, che hanno avuto un ritorno fortissimo in termini di coinvolgimento da parte delle famiglie dei bambini. Questo è un paradosso perché dovremmo gioire se funziona meglio l’iniziativa del Comune, in realtà mi sembra più positivo il fatto che da un lato noi abbiamo arato il campo, ma dall’altro sono partite autonomamente ed esternamente delle iniziative su questi temi da parte dei cittadini. Ciò dimostra che se c’è la partecipazione, il risultato è nettamente maggiore di quello che può fare l’istituzione da sola. Credo che mentre un tempo si pensava che lo Stato dovesse avere una funzione educativa sui cittadini, oggi deve aiutare ad accompagnare un cambiamento che deve essere sentito dalla cittadinanza ed questa è un cosa che sta funzionando bene.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
07 set 2015

“L’Amministrazione torni sulla sua decisione”: la nota di #Salvaiciclisti Catania

di Amedeo Paladino

Pubblichiamo la nota del movimento #salvaiciclisti Catania in merito alla delibera del Comune in cui viene disposto lo storno delle residue somme di un mutuo per la costruzione di piste ciclabili a favore dell’abbellimento artistico della rotonda del Tondo Gioeni. Qualche giorno fa, abbiamo chiesto al Sindaco un chiarimento circa la scelta della sua Giunta di stornare somme consistenti (circa 900 mila euro) già destinate al finanziamento di una pista ciclabile che nei progetti doveva collegare la Stazione Centrale a Piazza Europa a favore di opere di abbellimento estetico delle aiuole della rotonda del Tondo Gioeni. Nella attesa di una risposta, che confidiamo non sia troppo lunga, riflettiamo su un dato. Ogni proposta, intervento o richiesta di cui il nostro movimento si è fatto promotore è stato appoggiato, sollecitato, sottoscritto da migliaia di cittadini, associazioni, comitati, movimenti. Addirittura una vera mobilitazione per la pista ciclabile del Lungomare, ma anche un bel numero per il progetto di pedonalizzazione di un tratto della via Dusmet- le associazioni che in questi giorni stanno sottoscrivendo sono pubblicate e consultabili nella pagina Facebook Porta Uzeda Liberata ed a breve verrà protocollata la petizione-. Per la pedonalizzazione di un piccolo tratto della piazza Federico di Svevia e la eliminazione degli stalli sostare che deturpano il prospetto del Castello Ursino si sono fatte promotrici tutte le associazioni che hanno organizzato il "Castello Ursino Liberato" e che si sono spese, non per organizzare una festa fine a sè stessa, ma per lanciare un modello di mobilità sostenibile; e il messaggio è stato raccolto così bene dai cittadini che in tanti hanno firmato la petizione per chiedere alla amministrazione, per l'appunto, la piccola pedonalizzazione. Tale partecipazione significa inequivocabilmente che c'è una richiesta di mobilità sostenibile da parte dei catanesi nonché un favore ed una propensione all'utilizzo della bicicletta in città come dimostra anche la impressionante partecipazione alle giornate del Lungomare Liberato. Ma mentre le aspettative dei cittadini al momento rimangono frustrate perché di quei progetti, pur promessi, non se ne scorge neanche l'ombra ci chiediamo se i catanesi siano davvero egualmente interessati ad avere una fontana al centro della rotonda del Tondo Gioeni e se sia davvero davvero sentita come urgente e prioritaria la spesa di 900 mila euro per abbellirne con piante e fiori le aiuole. Ecco questo è oggi il nostro dubbio non avendo avuto notizia di petizioni o istanze in tal senso da nessun cittadino o aggregazione sociale al contrario di quanto accade per il tema della ciclabilità e della sicurezza stradale. Chiediamo che quei fondi siano mantenuti allo scopo per cui erano stati erogati dalla Unione Europea, che non si bruci questa opportunità per Catania di accorciare le distanze con le altre città europee alle quali riconosciamo tutti una grande civiltà ed organizzazione in tema di mobilità urbana. Infatti dall'Europa, insieme al denaro, ci arriva il messaggio e l'esempio di come le piste ciclabili non siano un gioco ma un modo di decongestionare il traffico urbano, ridurre l'inquinamento acustico ed atmosferico. Se gli zampilli della fontana, i colori ed i profumi dei fiori potrebbero allietare, nelle intenzioni della Giunta Comunale, l'attesa in coda delle migliaia di auto quotidianamente intrappolate nel "nodo" del Tondo Gioeni, rimarrebbe peró il dramma della mancanza di risposte concrete al problema del traffico urbano di Catania. Risposte che, guarda caso, potrebbero venire proprio dall'uso coerente ( sia per la loro destinazione, sia in relazione ai bisogni reali della città) del finanziamenti. Ragionare finalmente in termini "europei", realizzando dunque una seria rete di piste ciclabili per offrire ad una parte di cittadini una opportunità di mobilità alternativa all'auto, è quello che le nostre associazioni da tempo auspicano. Ecco perché siamo speranzosi che si sia ancora in tempo perché la Giunta Comunale torni sulla sua decisione.

Leggi tutto    Commenti 0