Proposta
15 mag 2017

Una fermata ferroviaria nel cuore di Acireale nel contesto della “rivoluzione su ferro”

di todald

Richiamando un precedente articolo in cui si evidenziava il momento positivo che sta vivendo il territorio catanese in materia di infrastrutture di trasporto su ferro, anche con la prossima apertura di due nuove stazioni, Ognina e Europa, del passante ferroviario a cui si aggiungerà, entro l’estate, la stazione Picanello, grazie al completamento del doppio binario nella linea Messina, Catania, Siracusa, sembra importante ricordare la funzione strategica che potrebbe svolgere la fermata ferroviaria nel cuore del centro storico di Acireale. Mai come adesso, bisogna realizzare la fermata ferroviaria dei Cappuccini ad Acireale, a due passi dal centro! Le stazioni ferroviarie, le città che ce le hanno al centro, se le tengono strette e sono ovviamente, accessiblissime. Si dovrebbe creare così un servizio di tipo metropolitano di superficie, con treni locali ad hoc a navetta, a trazione diesel (automotrici) o diesel – elettrica (locomotori elettrodiesel), tra un treno e l’altro a medio-lunga percorrenza. Senza alte pretese in termini di prestazioni (ne TAV, ne TAC)! Essa, unitamente alla fermata nella vecchia stazione più a sud, sempre in ambito urbano e, volendo anche nella stazione di Guardia a nord, servirebbe un bacino di traffico considerevole che per la sola città di Acireale riguarderebbe circa 60.000 abitanti e, con la prima in particolare, interesserebbe anche un'utenza più vicina alla zona di Capomulini, con una interessante funzione turistica. La fermata del centro storico ricadrebbe nel quartiere Cappuccini, a pochi passi dalla S.S. 114 ed in prossimità di un grande parcheggio, che assolverebbe così, alla funzione di parcheggio scambiatore. Ciò, già inserito ed approvato fra gli interventi programmati da R.F.I. (Rete Ferroviaria Italiana), di cui eventualmente si dirà successivamente più in dettaglio, si rende necessario a causa dell’improvvida realizzazione diversi anni a dietro, della nuova stazione di Acireale poco più a sud, che ha aumentato ulteriormente in termini di accessibilità dell’utenza ai sistemi di trasporto, la distanza dal baricentro della città. Questi interventi, sono scaturiti da una proposta partita anni fa dalla cosiddetta società civile, che ha coinvolto i cittadini e che ha visto lo scrivente, fra i promotori. Appare di tutta evidenza, l’importanza di tutto ciò, nel servizio di tipo metropolitano di superficie che probabilmente scaturirebbe con quanto si diceva in premessa, insieme alla stazione di Cannizzaro prima e forse, di Acquicella e Bicocca dopo, rispetto al polo costituito dalla stazione centrale di Catania. Considerevoli sarebbero gli effetti positivi sulla mobilità catanese, drenando una notevole utenza dal gommato al ferro in una delle linee di flusso più consistenti della Sicilia Orientale e non solo! Chiaramente, nel contesto di una adeguata ed urgente intermodalità ed integrazione dei sistemi di trasporto già avviata nell’area metropolitana di Catania, grazie anche alla metropolitana della FCE. Autore: Ingegnere Aldo Todaro Per approfondire l'argomento vi consigliamo: La “rivoluzione su ferro” di Catania, dalla metro al passante ferroviario: opportunità, scenari e nodi irrisolti Passante Ferroviario di Catania | Scheda dell'opera

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Articolo
04 mag 2017

La “rivoluzione su ferro” di Catania, dalla metro al passante ferroviario: opportunità, scenari e nodi irrisolti

di Mobilita Catania

Il 2017 sarà ricordato come un anno importante per lo sviluppo infrastrutturale del territorio catanese: con la messa in esercizio della tratta di metropolitana Nesima-Stesicoro sono stati fatti notevoli passi in avanti per la mobilità catanese e una svolta avverrà anche con l'apertura di due nuove stazioni, Ognina e Europa, del passante ferroviario  a cui si aggiungerà, entro l'estate, la stazione Picanello. Catania potrà finalmente contare su un sistema ferroviario che collegherà la città da ovest al centro con la metropolitana di FCE e da nord a sud, lungo la fascia costiera, con il passante ferroviario e nodo di questo sistema sarà la stazione centrale che fungerà da centro intermodale tra i due sistemi. Il passante ferroviario nasce sul tracciato ferroviario già esistente che collega la città di Catania con Siracusa e Messina. Il progetto, dopo le molteplici approvazioni, entrò in fase attuativa con l'inizio dei lavori in sordina e con estrema lentezza. La consegna della tratta Catania Ognina-Catania Centrale, completa delle stazioni e a doppio binario, era prevista inizialmente per fine 2009, successivamente fu rinviata alla fine del 2012 ma ulteriori rallentamenti ne impedirono l'ultimazione. Nel mese di giugno dovrebbe avvenire l'attivazione del doppio binario sul tratto Ognina-Catania Centrale e delle nuove stazioni Europa ed Ognina, ma a dieci giorni dall'inaugurazione la RFI non ha dato nessuna comunicazione in merito  ne si conosce il tipo di servizio che verrà attuato. Inoltre, in una fase iniziale, il passante ferroviario comprenderà solo le stazioni di Cannizzaro, Ognina, Picanello, Europa e stazione Centrale escludendo le stazioni di Acquicella e Bicocca nonostante rivestano una importanza notevole per la mobilità catanese. La stazione di Bicocca, infatti, è la principale stazione merci della città di Catania, serve anche come diramazione per i treni provenienti dalla stazione di Catania Centrale diretti verso Siracusa e Caltagirone o verso Caltanissetta Xirbi, Agrigento e Palermo e per la linea di Paternò (da tempo utilizzata solo come raccordo merci) nonché scalo di riferimento per l'interporto di Catania Bicocca. Bicocca è situata a ridosso della zona industriale di Catania, a sud-ovest dell'aeroporto di Fontanarossa. Attualmente la zona industriale è servita da due linee AMT, la Circolare 439 (Stazione C.le - Zona Industriale) con una frequenza, sulla carta, di circa uno ogni 50 minuti e la Circolare 927 (P.zza Della Repubblica - Zona Industriale) con una frequenza, sulla carta, di circa uno ogni 40 minuti. Purtroppo queste frequenze non sono rispettate a causa delle mancanza di vetture da parte di AMT e le frequenze si allungano a 90-100 minuti per ogni corsa. Inoltre ogni corsa impiega circa 60-80 minuti per collegare la zona industriale con il centro diventando quindi poco appetibile per l'utenza. Alla zona industriale di Catania operano circa 400 aziende che impiegano 50.000 persone e circa il 90% utilizzano la macchina per il tragitto casa-lavoro utilizzando la tangenziale come via di collegamento. Un utilizzo della stazione Bicocca a servizio della zona industriale con linee di adduzione circolari AMT permetterebbe, a  un numero rilevante di potenziali utenti, di poter usufruire del servizio di trasporto ferroviario per raggiungere agevolmente il centro e la zona industriale di Catania, con tempi di percorrenza e costi  nettamente inferiori rispetto al trasporto privato.  La stazione Acquicella si trova a pochi metri dal parcheggio di Zia Lisa capace di ospitare 20 posti per bus e 985 posti per auto, compresi gli stalli per disabili, e potrebbe assolvere alle funzioni di “nodo interscambio” tra i flussi veicolari provenienti dalla zona periferica del quartiere di Librino e dell’asse viario Caltagirone – Gela ma anche dall’autostrada Palermo-Catania (e quindi da Caltanissetta e da Enna), senza dimenticare gli utenti del popoloso rione e l’utilità per poter raggiungere il grande cimitero comunale. In pochissimi minuti, il servizio ferroviario potrebbe portare gli utenti da Acquicella alla stazione centrale (e viceversa) e, quindi, scambiare agevolmente con la metropolitana e i mezzi AMT. Attualmente la stazione di Acquicella viene aperta solo in occasione della commemorazione dei defunti, per evitare la congestione dell’area antistante il cimitero. La rivoluzione su "ferro" vedrà quest'anno i primi risultati tangibili, ma occorre continuare ad investire per recuperare quel gap che ci divide dalle altre realtà simili alla nostra, in termini di popolazione e vastità del territorio. In particolare la mobilità metropolitana dalla zona nord dell’hinterland catanese è un problema finora irrisolto: il progetto di "Pedemontana" della Ferrovia Circumetnea (rivelatosi troppo oneroso e sconveniente) ed "Etnarail" ancora in stallo, sono gli unici progetti che si sono posti l'obiettivo di collegare l'hinterland mediante il trasporto pubblico. La città metropolitana di Catania comprende i 58 comuni dell’ex provincia e conta più di un milione di abitanti, dei quali più di 600 mila tra Catania e il suo hinterland, rendendo il territorio etneo una “piccola metropoli” (ma non poi così piccola) con pochi onori e molti oneri connessi a questa qualificazione di fatto: un territorio vasto in cui il comune di Catania rappresenta il centro gravitazionale grazie alle “funzioni” che qui si svolgono e ai tanti servizi presenti, e che per questo necessita di un trasporto pubblico efficiente. La Città Metropolitana di Catania dovrà necessariamente puntare sullo sviluppo del trasporto su ferro, integrato con parcheggi scambiatori e con linee di adduzione su gomma, finalizzato soprattutto alla salvaguardia dei valori ambientali, alla tutela della salute e al contenimento dei consumi energetici. L'intermodalità tra i mezzi di trasporto dovrà essere l'elemento essenziale su cui puntare per garantire un buon livello di accessibilità sia nelle aree comunali che nei comuni limitrofi. Un ruolo chiave nello sviluppo del trasporto pubblico lo riveste AMT (Azienda Metropolitana Trasporti) che attraverso la rimodulazione delle linee e del servizio in funzione dello sviluppo della linea metropolitana e dell'esordio del passante ferroviario potrà dare un prezioso supporto al trasporto su ferro. In questo senso senso da registrare l'intenzione del comune di Misterbianco di realizzare dei bus navetta gratuiti per collegare le frazioni di Misterbianco con le stazioni della metropolitana e la creazione di due nuove fermate della linea in superficie della circumetnea: qualcosa quindi si muove, ma è ancora troppo poco. Per approfondire il tema vi consigliamo: Passante Ferroviario | Scheda dell'opera Quale futuro per la metropolitana di Catania? Da Misterbianco a Fontanarossa entro il 2023 FOTO | Stazioni ferroviarie di Ognina ed Europa ormai pronte, Fontanarossa finanziata; passi avanti per Acquicella e Bicocca La linea metro a nord di Catania: il progetto di Pedemontana e il nodo irrisolto dell’hinterland di Catania immagine di copertina di Gianluca Cafiso

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24 apr 2017

FOTO | Stazioni ferroviarie di Ognina ed Europa ormai pronte, Fontanarossa finanziata; passi avanti per Acquicella e Bicocca

di Roberto Lentini

Come già annunciato in quest'articolo, il 14 maggio sarà messo in esercizio il nuovo binario della tratta ferroviaria Cannizzaro-Catania Centrale in affiancamento a quello esistente, e si procederà quindi all'attivazione di due nuove fermate per il servizio metropolitano: la lunghezza complessiva della nuova tratta realizzata è di circa 2,6 km derivante dal nuovo binario dispari, già attivo dal 2010, e dal binario pari realizzato ex novo al posto del precedente. Le prime, nuove fermate a entrare in funzione saranno Ognina e Europa, a servizio dell'omonimo quartiere e della zona di piazza Europa. Per la terza, nuova fermata intermedia di Picanello, invece, si dovrà attendere la fine dell'estate a causa di alcuni lavori di adeguamento previsti da recenti normative in materia di sicurezza. La stazione di Ognina è in superficie e sarà dotata di un sottopassaggio pedonale con accesso da via Fiume per collegare i due binari. La stazione è ormai completa mentre per il parcheggio da 120 posti auto, con ingresso da via De Caro attraverso il cavalcaferrovia di nuova realizzazione, bisognerà attendere ancora qualche mese. Anche la stazione Europa è ormai in una fase avanzata. È stata già completata la copertura in plexiglass per l'accesso da piazza Europa al binario pari mentre resta da completare la copertura per l'accesso al binario dispari. Con l’imminente apertura delle due nuove fermate di Ognina e Europa e di Picanello prevista per la fine dell'estate, la prima linea metropolitana urbana di RFI avrà quest’assetto, da nord verso sud: Cannizzaro (aperta il 13 dicembre 2015) Ognina Picanello Europa Stazione Centrale (scambia con la metropolitana). Nell'ambito dei lavori riguardanti l’area urbana e suburbana, rimane purtroppo ancora molto da fare, primo tra tutti l'eliminazione dell’attuale “collo di bottiglia” tra il bivio Zurria e la stazione di Acquicella che permetterebbe di inserire le stazioni di Acquicella e Bicocca nel tracciato del passante, in estensione alla tratta Stazione Centrale-Cannizzaro di prossima attivazione. Al momento non esiste un progetto validato da RFI, ma solo proposte che prevedono un nuovo doppio binario in tunnel dalla stazione fino all'area di via Concordia, passando per il Porto. Buone notizie invece per quanto riguarda la nuova fermata provvisoria di Fontanarossa. Il progetto definitivo è già pronto ed è stato inserito tra i progetti finanziati nel Def 2017. I lavori si dovrebbero concludere entro il 2020 e la fermata dovrebbe essere realizzata nei pressi della rotonda nei pressi della base aerea della Guardia Costiera, a totale carico della RFI, per un costo di circa cinque milioni di euro. La futura stazione di Fontanarossa sorgerà, invece, nelle.immediate vicinanze dell'attuale parcheggio scambiatore di Fontanarossa e si interconnetterà con la futura stazione "Santa Maria Goretti" della metropolitana. Le buone notizie continuano con l'approvazione da parte del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) del Piano Operativo FSC 2014-2020 che prevede il finanziamento di 235 milioni di Euro per l’interramento dei binari della ferrovia, nei pressi della stazione di Bicocca, propedeutici alla realizzazione della nuova pista dell'aeroporto. Il finanziamento prevede anche l'adeguamento funzionale dell’intero scalo di Bicocca che verrà integrato con l’interporto dove si accentreranno tutte le attività merci e manutentive del comprensorio. A fine estate dovrebbe inoltre partire il bando di gara per la realizzazione del viadotto ferroviario di Gornalunga che permetterà di soddisfare il previsto sviluppo della domanda di trasporto merci da/verso le aree industriali di Catania, Priolo ed Augusta, oltre che per lo sviluppo del servizio di tipo metropolitano nell'area urbana e suburbana della città di Catania. Con la ristrutturazione delle altre stazioni urbane già esistenti e la realizzazione della nuova fermata Fontanarossa il nuovo assetto sarà il seguente: Acireale Cannizzaro  Ognina Picanello Europa Stazione Centrale Acquicella Fontanarossa (apertura prevista per il 2020) Bicocca Passo Martino Lentini Un'importante  questione da risolvere, per la buona riuscita del servizio del passante ferroviario, è l’integrazione tariffaria dei servizi gestiti da AMT, Ferrovia Circumetnea-Metro e Trenitalia affinché i cittadini e i pendolari siano davvero incentivati ad utilizzare il trasporto pubblico. Al momento non è previsto nessun biglietto o abbonamento integrato tra AMT, FCE e Trenitalia, ma un biglietto cumulativo tra FCE e Trenitalia che con un unico titolo di viaggio, con il costo della somma dei due biglietti, permette di utilizzare i due servizi. Ti potrebbe interessare: Passante Ferroviario | Scheda dell'opera  

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03 apr 2017

Dopo la metro, ora tocca al passante ferroviario: le stazioni Ognina ed Europa aperte il 14 maggio

di Amedeo Paladino

Raggiunto l'obiettivo atteso da anni di raggiungere la periferia di Catania attraverso una linea metropolitana, a breve saranno realtà anche le nuove fermate urbane denominate Ognina, Picanello (sotterranea) ed Europa. Il nuovo doppio binario nella tratta Catania Ognina– Catania Centrale e le nuove stazioni fanno parte degli investimenti di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) sulla linea Messina-Catania: dopo anni di attesa il 14 maggio, come già anticipato da Mobilita Catania il mese scorso, segnerà un'ulteriore svolta per le infrastrutture di trasporto pubblico di Catania. La direttrice litoranea nord-sud della nostra città sarà costituita dalle stazioni di Ognina ed Europa, mentre per il completamento della fermata di Picanello bisognerà attendere la fine dell'estate. Cannizzaro (aperta il 13 dicembre 2015) Ognina Picanello (dopo l’estate 2017) Europa  Stazione Centrale Un grande passo in avanti sul fronte della mobilità sia in ambito urbano, che extraurbano, visto che il doppio binario permetterà dei collegamenti più rapidi sulla fascia jonica. Scendendo nel dettaglio, la stazione di Ognina è situata  in superficie alle spalle di piazza Mancini Battaglia, è dotata di marciapiedi della lunghezza di 125 metri, coperti da pensiline e collegati da un sottopasso pedonale con accesso da via Fiume e da un parcheggio, con ingresso da via De Caro attraverso il cavalcaferrovia di nuova realizzazione, per 120 posti auto; è allo studio anche un accesso pedonale da viale Ulisse, utilizzato finora per i mezzi di cantiere. La stazione Picanello, che come già detto aprirà solo a fine estate, si sviluppa sottoterra nel tratto a nord di via Guerrera e a sud di via Messina, ed è realizzata in sotterranea con due uscite, una su via Timoleone e l’altra su spazio a verde comunale, confinante con via Libertini, via Messina e con il parcheggio su via Guerrera. La stazione dista pochi minuti a piedi dal Borgo di San Giovanni Li Cuti, attraverso il collegamento agevolato della scalinata di viale Alcide De Gasperi, rimasta chiusa per anni e recentemente inaugurata. Infine la stazione Europa è accessibile dall'omonima piazza attraverso delle rampe coperte con cupole in  plexiglass. Fin qui gli aspetti inerenti l'infrastruttura; un capitolo a parte è invece il servizio che il passante ferroviario svolgerà. Consegnati i lavori sarà compito di Trenitalia e della Regione Siciliana dover approntare un servizio adeguato, la portata positiva dell'opera dipenderà infatti dalla tipologia dei treni che percorreranno la linea, dalla frequenza e dal numero di fermate: su questi aspetti non si hanno ancora certezze. Un’altra questione da risolvere per la buona riuscita del servizio è l’integrazione tariffaria dei servizi gestiti da AMT, Ferrovia Circumetnea-Metro e Trenitalia affinché i cittadini e i pendolari siano davvero incentivati ad utilizzare il trasporto pubblico. Ti potrebbero interessare: Passante Ferroviario di Catania | Scheda dell’opera Stazione Cannizzaro, una grande potenzialità inespressa: abbiamo testato l’intermodalità con la metropolitana  

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28 mar 2017

Traffico, inquinamento e il futuro della mobilità di Catania: alcune domande al professore Inturri

di Amedeo Paladino

I temi dell’inquinamento atmosferico, acustico e del comfort ambientale sono stati al centro dell'iniziativa del "Treno Verde" di Legambiente  che a fine febbraio ha fatto tappa a Catania e che ora sta toccando molte città italiane. Partendo dal report sulla stato di salute della nostra città diffuso in quell'occasione e in considerazione dei prossimi sviluppi della mobilità catanese - ovvero le prossime aperture della tratta Borgo-Nesima della metropolitana e dell'esordio del servizio del passante ferroviario- abbiamo posto al professore Giuseppe Inturri, docente di trasporti e mobilità presso il dipartimento di Ingegneria e Architettura Università di Catania, alcune domande.   I risultati del monitoraggio dell'inquinamento atmosferico e acustico effettuato da Legambiente in occasione del "Treno Verde" hanno fornito una fotografia della salute di Catania: l'inquinamento derivante dal pm 1, 2.5 3 10 rimane sotto i limiti delle direttive europee, ma è diffuso su tutto il territorio comunale senza grandi distinzioni. Esistono delle statistiche in merito alla mortalità derivante dall'inquinamento atmosferico, che a Catania deriva in gran parte dal traffico veicolare? Uno studio dell’Agenzia Europea (EEA Report No 28/2016) ha stimato che per solo gli inquinanti PM2.5, NO2 e O3. in Italia abbiamo registrato nel 2015 oltre 90.000 morti premature, il valore più alto in Europa. Riportando il dato alla scala della sola municipalità di Catania, possiamo stimare 450 morti premature ogni anno. Un numero enorme, del quale non esiste una sufficiente consapevolezza. Si tratta di morti che non fanno notizia sui giornali, come quelli degli incidenti stradali, ma che costituiscono un prezzo sociale altissimo per la nostra comunità. I rilievi effettuati hanno evidenziato il problema spesso sottaciuto dell'inquinamento acustico... Arpa Sicilia, tramite la Struttura Territoriale di Catania, ha realizzato nel 2016 la mappa acustica strategica per l’agglomerato di Catania. Dai risultati emerge che il rumore stradale del traffico veicolare rappresenta a Catania il 97% dell’esposizione della popolazione. Oltre il 50% della popolazione è esposta ad un rumore diurno superiore a 65 db(A) e oltre il 56% ad un rumore notturno superiore al 55 db(A). Ricordiamo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda un limite rispettivamente una soglia di 55 db(A) di giorno e 45 db(A) di note. Il traffico produce anche altre esternalità (incidentalità, costi sostenuti dal singolo e dalla collettività)... La mobilità è un fattore fondamentale della vita e della prosperità delle nostre comunità. Le attività di trasporto, tuttavia, determinano una serie di impatti negativi il cui costo non è sopportato direttamente da chi li genera, ma dall'intera collettività. Per questo motivo si chiamano esternalità, nel senso che si tratta di costi esterni alla dinamica economica della domanda e dell’offerta. I principali impatti sono la congestione, l’inquinamento atmosferico, il rumore, gli incidenti e il cambiamento climatico. La natura e l’entità dipendono molto dal modo di trasporto utilizzato. L’Unione Europea pubblica un manuale per la stima dei costi esterni dei trasporti (DG MOVE, Ricardo-AEA/R/ED57769, 2014). Ad esempio si stima che solo il trasporto stradale genera in Italia esternalità per 35 miliardi di Euro, recuperati solo per il 50%, prevalentemente attraverso le tasse sul consumo di carburante. Il resto è pagato da tutti, sia da chi usa l’auto, sia da chi non la usa. Il monitoraggio dell'inquinamento è stato effettuato in 6 luoghi del territorio comunale, di questi 3 (circonvallazione ovest, via Giuffrida, viale Africa) insistono in alcune delle strade in cui sono presenti dei sensori di traffico che fanno parte di un progetto dell'Università di Catania. Attraverso questi sensori è possibile stimare il numero di veicoli che si spostano all'interno della città e quanti penetrano dall'hinterland? Qual è l'obiettivo del monitoraggio? Quali applicazione avrà per la mobilità? L’Università di Catania ha installato 30 sensori in 20 sezioni stradali di ingresso/uscita del perimetro cittadino. I dati registrano un ingresso di circa 300.000 veicoli in un giorno feriale medio, dei quali il 68% automobili, il 5% motocicli, il 14% veicoli commerciali leggeri, l’8% veicoli commerciali pesanti, il 5% autobus. Circa 600.000 spostamenti al giorno sono invece interni al perimetro cittadino. Abbiamo stimato una percorrenza chilometrica complessiva dei mezzi motorizzati di 3.5 milioni di km al giorno, un miliardo all’anno. Il sistema di monitoraggio istallato dispone anche di un modello di simulazione del traffico, in via di calibrazione, che consentirà in futuro una stima affidabile dei flussi nei principali assi della viabilità interna, non solo su quelli dotati di sensori. Infine, mediante modelli di correlazione del traffico con le emissioni di inquinanti, sarà possibile eseguire delle previsioni di concentrazione nelle diverse parte della città, contribuendo ad una conoscenza più capillare del fenomeno, non più limitata solo ai punti di rilievo delle centraline ambientale istallate per legge. Sarebbe possibile ad esempio correlare le concentrazioni di inquinanti con le patologie respiratorie più diffuse in ciascun quartiere. Sarà possibile anche simulare l’impatto di diversi scenari di traffico sulla qualità dell’aria (es. limitazione della velocità o rinnovo del parco veicolare di Catania, tra i peggior in Italia). A Catania la strada è quasi interamente appannaggio del mezzo privato, sia esso in transito o in sosta. Ciò produce un depauperamento dello spazio pubblico. Quali politiche dovrebbero essere applicate? L’unica soluzione, per fare una battuta, è non pensare che esista un’unica soluzione. Servono pacchetti di misure integrate in un piano e condivise. Certamente, in ordine di priorità, tutte quelle che favoriscono la mobilità pedonale, ciclistica, il trasporto pubblico e l’uso condiviso del trasporto privato (car sharing, car pooling, taxi sharing). Infine, bisogna disincentivare l’uso del trasporto privato, usando ad esempio la leva tariffaria della sosta e con una applicazione diffusa delle zone 30. Nei prossimi mesi saranno portate a compimento due tranche importanti di due opere fondamentali: la metropolitana e il passante ferroviario. Quanto migliorerà l'offerta di trasporto pubblico? Si dovrà operare, però, anche sul fronte dei disincentivi all'uso del mezzo privato: quali politiche si dovranno adottare? L’attivazione della linea metro da Nesima a Stesicoro (in futuro da Misterbianco all’Aeroporto) e del passante ferroviario può costituire una provvidenziale “cura del ferro” per l’area urbana di Catania. Per cogliere in pieno i benefici della cura bisognerà lavorare sull’integrazione fisica delle linee (nodi di interscambio), funzionale dell’esercizio (orari cadenzati), tariffaria (titolo di viaggio unico in ambito metropolitano) ed istituzionale (governance decisionale). Se volgiamo lo sguardo al tpl fornito da AMT la situazione è profondamente diversa: su cosa dovrà vertere un piano di rilancio dell'azienda? Metro e FS contribuiscono alla mobilità sostenibile in modo significativo, ma solo su due corridoi di traffico ben definiti. Ad AMT è affidato il compito di garantire una copertura diffusa sul territorio e forte su alcuni assi con la logica delle linee BRT e dei parcheggi di interscambio. AMT deve essere parte fondamentale dell’integrazione di cui sopra. Tuttavia il rilancio dell’AMT dipende prevalentemente da condizioni esterne all’azienda stessa. L’intero TPL è sottofinanziato dalla Regione Siciliana. Nel 1995 la Regione autorizzava e contribuiva all’esercizio di 15 milioni di chilometri nella città di Catania, oggi meno di 9. Insufficienti anche i finanziamenti regionali per il rinnovo del parco veicolare. Inutile scendere nei dettagli tecnici di ciò che si potrebbe fare per rilanciare il servizio AMT se non si agisce sul fronte regionale del finanziamento. Un enorme contributo al miglioramento del servizio di AMT deriverà comunque dalla capacità di ridurre entità e aggressività del traffico privato, ancora una volta una condizione esterna all’azienda.

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16 mar 2017

Il passante ferroviario aprirà in parte il 14 maggio ma ancora incertezze sul servizio metropolitano

di Roberto Lentini

Come già comunicato in quest'articolo, arriva la conferma ufficiale da parte di RFI circa l’apertura del passante ferroviario con il nuovo doppio binario nella tratta Catania Ognina – Catania Centrale: le nuove stazioni "Ognina" e  "Europa" apriranno il prossimo 14 maggio; posticipata a dopo l'estate l'apertura della nuova stazione intermedia di Picanello. Grazie a un investimento di circa 100 milioni di euro, sono stati realizzati circa 5 km di nuovo binario, in affiancamento a quello esistente, tra Catania Ognina e Catania Centrale, con le nuove fermate di tipo metropolitano all’interno del tessuto urbano del capoluogo etneo. Si avrà, quindi, un’apertura parziale del passante che dal 14 maggio potrà contare, in ambito urbano, su quattro stazioni in questa nuova linea metropolitana: Cannizzaro Ognina (Picanello) Europa Centrale  (Acquicella) (Fontanarossa - Aeroporto) (Bicocca) Per la nuova fermata di Picanello sono in corso attività necessarie a realizzare alcuni adeguamenti previsti da recenti normative in materia di sicurezza: saranno completati entro la seconda metà del 2017. La stazione di Acquicella, già esistente, rimarrà invece chiusa perché raggiungibile da nord attraverso un tracciato ancora a binario unico: stessa ragione per cui non verrà incluso neanche lo scalo di Bicocca. La fermata nei pressi dell'aeroporto, invece, dovrebbe essere realizzata ex novo entro i prossimi tre anni. L’opera rappresenta la fase finale di un più ampio programma di interventi per il completamento del raddoppio sulle tratte Fiumefreddo - Giarre (linea Messina – Catania) e Targia - Siracusa. Ma l'infrastruttura, per essere utile, non va solo inaugurata ma anche corroborata da un adeguato servizio. Nessuna certezza, ancora, al riguardo: in merito alla tipologia dei treni che percorreranno la linea, alla frequenza e al numero di fermate, è in corso uno studio da parte delle Imprese ferroviarie di trasporto e della Regione, committente del servizio. In ogni caso, purtroppo, come anticipato pocanzi, il servizio partirà con un forte handicap, essendo limitato alla tratta Cannizzaro-Stazione Centrale,con la temporanea ma non breve esclusione delle stazioni di Acquicella e Bicocca, pur già esistenti, entrambe potenzialmente importantissime per la mobilità. La stazione Acquicella, infatti, si trova a pochi metri dal parcheggio di Zia Lisa capace di ospitare 20 posti per bus e 985 posti per auto, compresi gli stalli per disabili, e potrebbe assolvere alle funzioni di “nodo interscambio” tra i flussi veicolari provenienti dalla zona periferica del quartiere di Librino e dell’asse viario Caltagirone – Gela ma anche dall'autostrada Palermo-Catania (e quindi da Caltanissetta e da Enna), senza dimenticare gli utenti del popoloso rione e l'utilità per poter raggiungere il grande cimitero comunale. In pochissimi minuti, il servizio ferroviario potrebbe portare gli utenti da Acquicella alla stazione centrale (e viceversa) e, quindi, scambiare agevolmente con la metropolitana e i mezzi AMT. Attualmente la stazione di Acquicella viene aperta solo in occasione della commemorazione dei defunti, per evitare la congestione dell’area antistante il cimitero. Altra stazione fondamentale è quella di Bicocca in quanto rappresenterebbe un vero e proprio nodo strategico nell’ambito del sistema di mobilità di coloro che ogni giorno si spostano dai paesi etnei alla zona industriale di Catania, in un sistema di connessione tra la metropolitana, lo stesso terminal di Cannizzaro e la stazione di Bicocca.  La stazione potrebbe essere utilizzata, associata a un supporto bus, da tutti i lavoratori della zona industriale, ma anche, in attesa della nuova fermata provvisoria di Fontanarossa prevista per il 2020, come stazione a servizio dell'aeroporto, con l'ausilio di un collegamento con l'aerostazione tramite navette. In questa maniera anche le province di Siracusa, Enna, Caltanissetta e Messina potrebbero usufruire di un valido collegamento ferroviario con l’aeroporto già nel breve termine. Un'altra questione da risolvere per la buona riuscita del servizio è l'integrazione tariffaria dei servizi gestiti da AMT, Ferrovia Circumetnea e Trenitalia per una mobilità più efficiente e più ecologica che renda più vivibile, finalmente, il centro storico e che costituisca un vantaggio economico e sociale per i cittadini. Nell'immagine di copertina: percorso del passante Rfi nel tratto urbano (in verde), interconnesso con la metropolitana Fce (in rosso) e il BRT 1 (in azzurro). Ti potrebbero interessare: Il passante ferroviario aprirà parzialmente il 14 maggio: in forse la stazione Europa Aeroporto di Fontanarossa: ancora un rinvio per la nuova fermata ferroviaria Collegare la stazione di Bicocca all’Aeroporto Vincenzo Bellini, in attesa della fermata Fontanarossa Passante Ferroviario di Catania | Scheda dell'opera

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03 mar 2017

Il passante ferroviario aprirà parzialmente il 14 maggio: in forse la stazione Europa

di Roberto Lentini

Continuano, seppur lentamente, i lavori del passante ferroviario di Catania. Gli ultimi rumors danno l'apertura del binario pari per il 14 maggio 2017, contestualmente alla stazione Ognina, mentre è in forse la stazione Europa. L'apertura della stazione Picanello è invece rimandata a dopo l'estate. Avremo quindi un'apertura parziale del passante che dal 14 maggio dovrebbe essere costituita da tre stazioni: Cannizzaro (aperta il 13 dicembre 2015) Ognina (maggio 2017) Picanello (dopo l'estate 2017) Europa (in forse per maggio 2017) Stazione Centrale  La stazione di Cannizzaro è stata aperta il 13 dicembre 2015 ed è servita da Trenitalia con la fermata di numerosi treni regionali. Le stazioni di Acquicella e Bicocca al momento non faranno parte del percorso del passante ferroviario. Ecco in dettaglio la situazione delle stazioni Stazione Ognina È la stazione che in questo momento risulta più avanzata rispetto alle altre. E' stato già posizionato il piano ferrato e la linea dell'alimentazione. La stazione di Ognina è in superficie, è dotata di marciapiedi della lunghezza di 125 metri, coperti da pensiline e collegati da un sottopasso pedonale con accesso da via Fiume e da un parcheggio, con ingresso da via De Caro attraverso il cavalcaferrovia di nuova realizzazione, per 120 posti auto. In futuro l’accesso alla stazione sarà possibile anche dal viale Ulisse; da questa stazione sarà possibile raggiungere il borgo di Ognina e l'Agenzia delle Entrate che si trova a soli 5 minuti di strada a piedi.   Stazione Picanello La stazione di Picanello è ubicata nel tratto a nord di via Guerrera e a sud di via Messina, ed è realizzata in sotterranea con due uscite, una su via Timoleone e l’altra su spazio a verde comunale, confinante con via Libertini, via Messina e con il parcheggio su via Guerrera. Ha una lunghezza complessiva di circa 157 metri. Il collegamento della fermata con l’esterno sarà garantito da due blocchi di scale fisse e scale mobili. I lavori sono in fase molto avanzata: si deve realizzare solo un pozzo equilibratore che al momento è fermo a causa di alcuni danni ad un edificio vicino. La pavimentazione al piano binari è già pronta, mentre il mezzanino non risulta pavimentato. La stazione Picanello serve una porzione di città densamente abitata, inoltre, attraverso la nuova scalinata inaugurata di recente, sarà possibile raggiungere in 7 minuti a piedi, il borgo di San Giovanni Li Cuti Stazione Europa La stazione Europa, in superficie, è provvista di due marciapiedi lunghi 125 metri ciascuno, dotati di rampe coperte per il collegamento con la superiore Piazza Europa e di pensiline. In questi giorni si sta lavorando proprio alla copertura di queste rampe con cupole in  plexiglass. Inoltre è già pronto il basamento per il piano del ferro che verrà posizionato probabilmente nei prossimi giorni.   Ti potrebbero interessare: Passante Ferroviario di Catania | Scheda dell'opera FOTO | La linea metro del passante ferroviario prende forma: il punto sui lavori Stazione Cannizzaro, una grande potenzialità inespressa: abbiamo testato l’intermodalità con la metropolitana

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