Articolo
07 lug 2019

Cittadella Giudiziaria di Catania, verso un nuovo edificio in viale Africa: opportunità da cogliere

di Andrea Tartaglia

Il dibattito sulla localizzazione di nuovi uffici giudiziari a Catania ha tenuto banco per quasi due decenni. Già questo dato fa riflettere sui tempi per la realizzazione di nuove opere strategiche nel nostro territorio, piuttosto lunghi, che portano così a uno sviluppo lento della città. In questo caso in particolare, oggi, quantomeno, sembra si sia giunti in prossimità della meta, con l'annuncio da parte dell'Assessore Regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, che l'ex "palazzo delle poste" di viale Africa, a Catania, sarà demolito per dar luogo a una struttura totalmente ex novo da dedicare agli uffici giudiziari. Facendo un paio di passi indietro nel tempo, si ricorda che l'ipotesi di localizzazione in viale Africa di nuovi uffici giudiziari era nata sin dal principio, quando nel 2000 l'edificio in questione fu acquistato con fondi del Ministero della Giustizia. A tale ipotesi, però,  ben presto se ne affiancò un'altra che proponeva invece di realizzare la cittadella della giustizia a Librino e, poi, in tempi più recenti, presso l'ex ospedale Ascoli Tomaselli, destinando invece l'ex palazzo delle poste di viale Africa ad uso turistico ricettivo. Si accese così un dibattito non di secondaria importanza, visto che ognuna delle opzioni avrebbe avuto importanti riflessi in ambito urbanistico e architettonico, cambiando non solo la percezione ma anche il modo di vivere alcuni "pezzi" di città. A tal proposito, ecco un contributo apparso sul quotidiano "La Sicilia" il 5 febbraio 2012: Una possibile sede vagliata per la nuova cittadella giudiziaria, dunque, era stata il quartiere di Librino: un complesso particolarmente ampio, in realtà, dove avrebbero trovato luogo anche molti uffici comunali, una struttura ricettiva e un centro polifunzionale. Questi i numeri del progetto datato 2011: Uffici comunali: 29600 mq; Uffici giudiziari: 23900 mq; Uffici TAR: 10400 mq; Avvocatura distrettuale: 3080mq; Commissioni Tributarie: 3000mq; Struttura ricettiva: 11600 mq; Centro polifunzionale: 4000 mq. L'ipotesi Librino era particolarmente suggestiva: si sarebbero portate nuove funzioni in un quartiere che, ancora oggi, è quasi esclusivamente residenziale, con indubbi benefici per quest'area periferica della città che, così, avrebbe acquisito maggiore centralità e innescato anche nuove attività economiche. Di questo progetto, però, non se ne fece più nulla e così tornò in auge l'ipotesi viale Africa (a parte la soluzione non poi percorsa dell' ex Ascoli Tomaselli), nonostante per molti -compreso chi scrive- quest'arteria lungo il Caìto avesse una vocazione più turistica da perseguire. Una volta operata la scelta definitiva di viale Africa presso l'ex palazzo delle poste, dunque, sia per l'opposizione di giudici e avvocati ad altre sedi che, soprattutto, per l'impossibilità del cambio di destinazione d'uso secondo il Ministero della Giustizia, inizialmente si pensò di ristrutturare l'edificio esistente. Giungiamo così alla notizia di questi giorni: le indagini sullo stato di conservazione delle strutture esistenti hanno fatto emergere notevoli limiti del costruito, tali da rendere la ristrutturazione più onerosa della demolizione e ricostruzione che è lo scenario, dunque, divenuto attuale. Il tema della demolizione e ricostruzione, in verità, sarebbe auspicabile divenisse dominante nel prossimo futuro di Catania: la stragrande maggioranza del patrimonio edilizio costruito dopo la seconda guerra mondiale, specialmente sino agli anni '80, quando ancora non era imposto alcun accorgimento antisismico, presenta carenze notevoli sia in termini strutturali (trattandosi fondamentalmente di edifici non antisismici in un territorio ad alto rischio), sia in termini di consumo energetico. Una grande operazione di "messa in sicurezza" urbana potrebbe davvero rappresentare un volano straordinario per l'economia locale, contribuendo al tempo stesso a migliorare la qualità architettonica e dei tessuti urbani. Ed è così che, oggi, possiamo avere una piccola ma importantissima anticipazione di questo processo: demolire e ricostruire significherà poter modificare non solo la disposizione dei volumi ma anche l'assetto rispetto al contesto urbano, parallelamente alla realizzazione di strutture che siano sì antisismiche (com'è ovvio che sia) ma anche dal minore impatto energetico possibile e, non ultimo, di elevata qualità architettonica. Per questo l'auspicio è che il nuovo progetto, particolarmente delicato perché in un'area di elevato pregio, tra il centro della città e il mare, a fianco del complesso fieristico Le Ciminiere, possa essere un modello per innalzare il livello qualitativo architettonico e urbanistico dell'area e, quindi, di Catania. Un'opportunità da non sprecare e che, idealmente, pur al costo di qualche mese di tempo in più, può essere colta mediante un concorso di progettazione dal quale selezionare il miglior contributo. Questo, magari, potrebbe prevedere almeno una parziale apertura degli spazi quantomeno alla quota stradale a tutti i cittadini, in modo da potersi affacciare anche sulla costa e integrare nuovi spazi pubblici alla passeggiata lungo la litoranea. Non va dimenticato che quest'area cittadina soffre la mancanza di un rapporto diretto tra la città e il mare che va recuperato. Il cronoprogramma, però, è già definito e prevede l'inizio dei lavori di demolizione entro quest'anno per concludersi entro la prossima estate. Contestualmente, sarà portato avanti il progetto del nuovo complesso, che dovrà essere pronto in due anni, prima del termine del governo regionale di Musumeci, secondo le intenzioni dell'Assessore Falcone. Che il Comune di Catania e tutti gli enti interessati possano ora fare squadra per dare alla città il miglior risultato possibile.

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Proposta
16 apr 2019

Più alberi e percorsi ciclabili per Catania: la proposta di Legambiente Catania per viale Africa

di Annamaria Pace

Legambiente Catania propone all'amministrazione comunale di attuare nel breve periodo le più moderne strategie per realizzare una città migliore per tutti, una città in cui gli spazi urbani sono valorizzati anche tramite la creazione di aree pedonali e ciclabili.  Nonostante sia stato scientificamente dimostrato che una città ciclabile può ridurre l'inquinamento, salvaguardare la salute e diminuire il riscaldamento globale del pianeta, le persone inizieranno ad utilizzare la bicicletta solo quando la considereranno il mezzo migliore per spostarsi. Ci possono volere anni di ingorghi prima che la gente provi un'alternativa, ma se gli automobilisti diventano gelosi dei ciclisti, la situazione può cambiare rapidamente. Copenhagen conferma questo principio. Infatti nella città danese tutti i privilegi che di solito sono una esclusiva degli automobilisti sono invece dedicati alla categoria dei ciclisti urbani. Ma Catania non è Copenhagen, non perché le salite, le discese, la pioggia o il troppo caldo: il vero motivo per cui la bicicletta è un mezzo poco utilizzato non è la mancanza di infrastrutture ciclabili, ma l'ostentazione del nostro status sociale tramite l'automobile che possediamo. L'ossessione per lo status sociale è ben radicata nel nostro cervello e dato che abbiamo costruito una società che fa affidamento sulle auto, la bicicletta è scivolata verso l'ultimo posto ed è passata ad essere considerata un mezzo di trasporto ragionevole per gli abitanti più indigenti. Un insieme di ansie collettive ci impediscono di salire in sella: queste includono non solo una riluttanza ad essere resi vulnerabili, ma sopratutto la paura di essere considerati poveri. Esiste un'alternativa che possiamo attuare imitando il modello danese che eleva al più alto livello d'importanza i ciclisti urbani. Mentre in stati come l'Italia ci siamo impegnati a costruire infrastrutture che testimoniano il dominio della macchina, e Catania ne è un triste esempio, in Danimarca sono state create magnifiche infrastrutture rivolte in particolare agli utenti delle biciclette. Per esempio The Cycle Snake, o Cykelslangen, è un percorso sopraelevato sulla città di Copenhagen che sospende letteralmente il ciclista sopra la città, elevando metaforicamente. In tal modo stanno persuadendo sottilmente le persone di ogni estrazione a vedere oltre i loro pregiudizi o paure, inducendole a considerare la bicicletta come la scelta chiaramente migliore per muoversi per tutti. Piccole misure di prioritarizzazione come questa aumentano il senso di sicurezza e considerazione che i ciclisti sperimentano, rendendo naturale per i cittadini di una città agire nel proprio interesse personale e salire quindi sulla loro bicicletta, mostrando al mondo che la bicicletta è in realtà l'accessorio di moda più all'avanguardia. I cittadini utilizzano la bicicletta non solo perché si sentono più sicuri sulle strade, ma anche perché culturalmente sono a loro agio con il loro status sociale di gruppo altamente visibile. Oggi molte città europee hanno cambiato il modo di concepire la città, valorizzando i loro centri storici con l'eliminazione delle auto, incentivando l'uso dei mezzi pubblici, creando aree pedonali condivise con i ciclisti per la felicità dei residenti e dei visitatori. Catania ha un fronte mare unico al mondo in cui insistono pini marittimi di grandi dimensioni, le cui radici però rendono pericolosa una strada viale Africa, dedicata esclusivamente al traffico veicolare, composta da 6 corsie, tre per ogni senso di marcia, delle quali un terzo è utilizzato come parcheggio. Legambiente Catania, con l'obiettivo di tutelare la salute dei cittadini e dell'ambiente, propone una rimodulazione del viale Africa nel tratto compreso tra piazza Europa, piazza Galatea e piazza Giovanni XXIII. Le tre corsie prospicienti al mare potrebbero essere riconvertite in una zona a verde, pedonale e ciclabile che configurerebbe un nuovo spazio pubblico "lineare" da destinare a diverse attività sociali ed economiche stabilite secondo un progetto partecipato con la cittadinanza. Le tre corsie più interne invece sarebbero dedicate rispettivamente ai due sensi di marcia dei veicoli con un limite di velocità di 30 km orari e ad una corsia dedicata al trasporto pubblico. Nel 2017 era stato proclamata, dalla precedente amministrazione comunale, l'avvio della "più grande opera pubblica"con 31 milioni di euro destinati per la messa in sicurezza, l'innovazione e il rifacimento dell'intero manto stradale della città, di cui 11.500.000 di Euro con fondi comunali, utilizzando i fondi del Patto per Catania che finanziavano i lavori del cosiddetto Cta-Mover. Alcuni dei lavori, già varati dalla precedente Giunta, riguardavano la circonvallazione, il viale Africa e le vie Acquicella Porto e la via Dusmet, ma ad oggi non abbiamo più nessuna notizia in merito. Legambiente Catania propone all'amministrazione comunale di attuare nel breve periodo le più moderne strategie per realizzare una città migliore per tutti, una città in cui gli spazi urbani sono valorizzati anche tramite la creazione di aree pedonali e ciclabili. Ma per sviluppare questo nuova visione della città sarà necessario non soltanto creare infrastrutture ciclabili sicure ed aree pedonali, ma modificare i nostri atteggiamenti culturali che stanno causando gravi conseguenze alla società, all'ambiente e alla vita quotidiana. Annamaria Pace Vice presidente Legambiente Catania

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Articolo
07 set 2018

Un modello nuovo per cambiare Catania, la città delle auto

di Annamaria Pace

Solitamente ci viene raccomandata come più salubre una passeggiata in campagna, dove l'aria è pulita e le viste sono suggestive. Mentre camminare nelle città, specialmente nei quartieri periferici o industriali, è considerato meno alla moda. Ma se cammini a piedi avrai la fortuna di fare felici scoperte, oltre ad essere evidente che le città che incoraggiano il camminare sono meno inquinate, più belle e più interessanti. Una strada pedonale è una strada che probabilmente attirerà i bar e i caffè e altre cose che rendono una città degna di essere vissuta, cosa che non accadrà mai con una strada a doppia carreggiata destinata al traffico veicolare. Oggi più della metà della popolazione del pianeta vive nelle aree urbane e sempre più  persone migrano verso le proprie città, ciò genera sempre più problemi come la disuguaglianza sociale e le emissioni di carbonio. Si stima che il costo delle strade eccessivamente congestionate per l'economia della città è elevatissimo, nella città di New York ammonta a $ 20 miliardi all'anno, oltre al fatto che, con la crescita della quantità di auto, l'ambiente urbano diventa degradato per tutti. Così diventa necessaria una ri-progettazione fisica che trasformerà radicalmente le strade, dedicandole ai pedoni. L'idea ha due precedenti importanti: il woonerf olandese e il superblock di Barcellona. La strada condivisa o woonerf ha una superficie continua, evidenziata dalla segnalatica e da un pavimentazione uniforme, che spinge gli automobilisti a procedere ad una velocità, circa 9 km all'ora, uguale a quella dei pedoni che utilizzano lo stesso spazio. Barcellona sta portando avanti un esperimento radicale nel quale la griglia della città è trasformata in "superblocchi". Il progettista Salvador Rueda ha rilevato in una delle prime prove (implementate nel 2007) che il camminare e il ciclismo sono aumentati, mentre l'utilizzo delle auto è diminuito considerevolmente. Anche a New York, città con circa 8,538 milioni di abitanti, si intende riproporre per Manhattan uno schema simile in cui i veicoli avrebbero un traffico veicolare a senso unico, ad eccezione di alcune linee di autobus a due vie. Le strade secondarie sarebbero accessibili solo al traffico di quartiere e avrebbero un limite di velocità di 9 km all'ora. La congestione su queste strade verrebbe eliminata e il limite di bassa velocità ridurrebbe significativamente il rischio di collisioni per i pedoni. All'interno di questa configurazione di base, le mini-griglie funzionerebbero come piccoli quartieri di strade relativamente tranquille e sicure, circondate su quattro lati da strade trafficate.   Innanzitutto le corsie di parcheggio in strada verrebbero completamente rimosse in quanto le strade sono rivalutate come spazio pubblico, infatti dovrebbe sembrare chiaro  che sfruttare le strade come parcheggio dei veicoli non è il modo migliore di utilizzare una risorsa limitata quale è lo spazio pubblico. In secondo luogo tutte le arterie avrebbero delle piste ciclabili larghe tre metri, che nelle strade più larghe forniranno spazio per il traffico bidirezionale, mentre sulle strade più strette sarebbero unidirezionali con una larghezza ridotta della metà. Tutti gli elementi combinati, quali auto e bus corsie dedicate, piste ciclabili e spazi pedonali, occupano meno spazio rispetto ai lay-out esistenti. Così la città guadagnerebbe strade più larghe in cui lo spazio bonificato, potrebbe fornire nuovi servizi, come negozi pop-up, negozi per la vendita di cibo e di bevande, spazi di lavoro flessibili  oltre che  ospitare stazioni di ricarica, consegne o taxi. E se trasponessimo questo approccio su Catania? Per esempio intervenendo sull'isolato delimitato dall'ultimo tratto di viale Ionio, viale Africa e viale della Libertà accadrebbe che queste strade principali, che definiscono un'area di quartiere, sarebbero rimodulate a senso unico per il traffico veicolare (pubblico e privato) ad una sola corsia e che la sosta su strada sarebbe totalmente eliminata. Così i residenti beneficerebbero di un nuovo spazio pubblico aggiuntivo particolarmente flessibile. Se si estendesse questo modello su altre aree della città le scuole locali potrebbero avere uno spazio didattico all'aperto e usarlo anche per il coinvolgimento della comunità. Le strade possono diventare risorse reali per la città e i suoi abitanti. In futuro, dovrebbero funzionare come un'estensione della casa, della classe e del luogo di lavoro: un luogo con nuove opportunità di svago e scambio sociale, molte delle quali non sono ancora state concepite. Abbiamo solo bisogno di molta buona volontà affinché ciò accada. Link di riferimento: https://www.citylab.com/design/2018/08/rethinking-manhattans-grid/568486/ https://www.theguardian.com/commentisfree/2018/aug/21/urban-walking-save-humanity-understand-cities

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07 ago 2017

Lavori stradali in viale Africa il 7 e l’8 agosto operati da ferrovia Circumetnea

di Mobilita Catania

Interventi stradali per l'eliminazione di avvallamenti saranno eseguiti oggi, lunedì 7, e domani, martedì 8 agosto, nella carreggiata est di viale Africa. I lavori si svolgeranno a cura della Ferrovia Circumetnea e avranno luogo in prossimità delle uscite est della metropolitana, per una lunghezza di circa 15 metri lineari, nella carreggiata in direzione di piazza Europa. Lo comunica il responsabile della Sezione Sottosuolo della direzione Polizia Municipale e Utu. Sui luoghi dell'intervento sarà installata, a cura dell'impresa che effettuerà i lavori, la segnaletica verticale che sarà via via aggiornata in base all'avanzamento dei lavori. Il Comando di Polizia Municipale ha disposto la presenza di pattuglie di Vigili Urbani al fine di limitare gli eventuali disagi alla viabilità, dovuti alla restrizione della carreggiata, pur in previsione di un traffico moderato, dato il periodo estivo.

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14 lug 2017

Stazione metro Giovanni XXIII, completate le rifiniture degli accessi in viale Africa

di Andrea Tartaglia

La stazione Giovanni XXIII della metropolitana di Catania, in funzione dal 20 dicembre dell'anno passato e completamente aperta, in tutte le sue parti, dal 31 marzo scorso, deve ancora essere oggetto di alcuni minori lavori di completamento e rifinitura. In particolare, dovranno essere posizionati dei pannelli metallici traforati nelle pensiline curvilinee poste al di sopra dell'ingresso principale, dovranno essere collocate delle panchine in teak sulla piazza, deve essere chiuso in vetro il lato nord-est del volume di accesso principale, deve essere inserito un portale rosso sull'accesso di via Archimede, devono essere collocati dei copribulloni bianchi sulle piastre di acciaio delle strutture in superficie e dev'essere ultimata la pavimentazione in superficie attorno all'apertura dell'equilibratrice, tra via Archimede e via D'Amico, e nella propaggine ovest del cantiere, tra piazza Papa Giovanni XXIII e viale Libertà. Intanto sono stati completati gli accessi est, sulla banchina lato mare di viale Africa, con la collocazione dei pannelli traforati bianchi, con motivi floreali ispirati alla tradizione delle ceramiche siciliane, che fungono anche da ringhiera protettiva per chi percorre la banchina in superficie. Inoltre, l'amministrazione comunale ha provveduto a ripristinare lo spartitraffico che era stato in parte rimosso durante i lavori, in cui adesso rimane solo da collocare il verde. Ecco le foto: Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Scheda dell’opera Quale futuro per la metropolitana di Catania? Da Misterbianco a Fontanarossa entro il 2024 Metro, ecco dove saranno le stazioni della nuova tratta Stesicoro-Palestro Metro, tratta Misterbianco-Paternò: ecco dove sorgeranno le stazioni Viaggio nei cantieri metro | A breve completata la prima parte di galleria Nesima-Monte Po La linea metro a nord di Catania: il progetto di Pedemontana e il nodo irrisolto dell’hinterland di Catania  

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14 apr 2017

L’ex Palazzo delle Poste verso la riqualificazione: il progetto di recupero e trasformazione in Cittadella giudiziaria

di Roberto Lentini

Nel vecchio Palazzo delle Poste di viale Africa è iniziato un importante intervento di pulizia straordinaria, un primo passo operativo affinché l'immobile diventi il secondo Palazzo di Giustizia di Catania La svolta nella vicenda della ristrutturazione dell'ex Palazzo delle Poste si è avuta grazie al fatto che la Regione Siciliana ha recuperato quaranta milioni di Euro derivanti da risorse FAS 2000/2006 che saranno utilizzati per la sistemazione dell'immobile. La struttura di viale Africa è infatti stata acquisita dal comune di Catania, nel 1999, proprio con tale fine. Una volta consegnata al Ministero della Giustizia il Palazzo dovrebbe ospitare gli uffici della sezione Civile e del Lavoro della Corte d'Appello e del tribunale, gli uffici del giudice di pace, delle notifiche e della Polizia giudiziaria. Grazie a questa nuova sede si eviterà lo spreco di denaro dovuto alla frammentazione degli uffici giudiziari, suddivisi in ben 15 sedi per un costo totale pari a 2 milioni di euro pagati ogni anno per l’affitto delle sedi. Il progetto per il recupero e la trasformazione dell'immobile, parecchio degradato, è stato redatto dal Genio Civile e dal Provveditorato alle Opere Pubbliche su progetto dello studio "Gruppo Sindoni Associati" di Palermo. Ve ne mostriamo alcune immagini:

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23 feb 2017

VIDEO | Una grossa buca si è aperta in viale Africa

di Mobilita Catania

Una grossa buca si è aperta in viale Africa all'altezza della stazione Giovanni XXIII della metropolitana. La causa è dovuta probabilmente ad una errata costipazione del terreno realizzato durante i lavori della metropolitana. In ogni caso non costituisce pericolo per chi utilizza il passaggio pedonale interrato visto che questo è stato realizzato con una solida gabbia in cemento armato. Il  tratto di strada al momento è chiuso al traffico veicolare. Sul posto sono presenti i vigili urbani e operai per gli interventi del caso. Si consiglia di evitare la zona di piazza Papa Giovanni XXIII a causa dei rallentamenti al traffico. Fonte video: Mobilità sostenibile Catania

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