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08 mar 2016

Catania e Grenoble gemellate, ma così diverse

di Annamaria Pace

Dal 1961 Catania è gemellata con la città di Grenoble, una città della Francia sud-orientale con circa 158.221 abitanti, in cui si stanno portando avanti importanti esempi di mobiltà sostenibile in ambito urbano. Questo intervento non ha pregiudicato il traffico veicolare, infatti si è riscontrata una ottimale integrazione tra veicoli, biciclette e pedoni. Infatti nelle strade principali e secondarie è  presente una felice convivenza tra la rete di percorsi ciclabili e quella delle automobili, posta parallelamente ma con un senso di marcia opposto, ciò è stato possibile riducendo  proprio il limite di velocità a 30 km/h. Dal 2016 il provvedimento è stato esteso in tutta Grenoble, con l'eccezione di alcuni viali principali nel cuore della città. Questa riduzione del limite di velocità può "facilitare chi si muove a piedi e in bicicletta", ed proprio su questi due mezzi di trasporto che Eric Piolle, sindaco di Grenoble, si è concentrato fin dalla sua elezione nel marzo 2014. Ma più che l'argomento ambientale è l'aspetto della sicurezza che viene proposto dal comune. "Tutti i sindaci sono sensibili al fatto che i bambini dovrebbero essere in grado di andare a scuola a piedi, senza rischi", dice Yvan Mongaburu , vice presidente della città di Grenoble, e lo stesso vale per gli anziani che devono potersi muovere in sicurezza fuori dalle loro case” A 50 km / h lo spazio di frenata è di circa 28 metri su una strada asciutta, contro i 13 metri riscontrati in un veicolo che si sposta con una velocità di 30 km/h. Infatti la riduzione di velocità può limitare il numero di incidenti. Nel 1990 la città di Grenoble aveva applicato l'abbassamento del limite di velocità da 60km/h a 50 km/h . Secondo l'Associazione per la sicurezza stradale, questo intervento ha ridotto del 15% il numero di morti e del 14 % il numero di incidenti con feriti. Rimane il fatto che a 50 km/h, la distanza di frenata è di circa 28 metri su una strada asciutta, contro 13 metri a 30 chilometri all'ora, ciò evidenzia che la significativa riduzione della velocità riduce la gravità degli effetti: il rischio di morte per un pedone investito da una macchina è del 90% con un limite a 50 km/h contro il 50% con il limite a 30 km/h. Tutto ciò ha contribuito a convincere quasi tutti i 42 comuni inclusi nell’area "Metropolitana" di Grenoble ad adottare questo provvedimento. Nel Pgtu, Piano Generale del traffico urbano di Catania, sono delineate delle aree e delle strade principali e secondarie in cui è possibile limitare la velocità a 30 km/ h, prevedendo l’introduzione graduale e costante di zone 30. Le zone 30, come descritto nel PGTU, sono citate indirettamente dall’art. 135 comma 14 del regolamento del codice della strada che introduce i due segnali di inizio e fine di un’area nella quale non è consentito superare la velocità indicata nel cartello. Queste aree vengono chiamate "isole ambientali” in quanto interne alla rete della viabilità e“Ambientali” perché finalizzate al recupero e alla vivibilità degli spazi urbani. Nel Pgtu di Ctania si specifica che le isole ambientali: “Hanno lo scopo di ridurre il traffico di attraversamento e rendere quello residuo compatibile con la sicurezza dei cittadini e la vivibilità degli spazi urbani, grazie alla ridotta velocità. La riduzione della velocità non è affidata semplicemente all’imposizione di un divieto, ma all’adozione di sistemi di moderazione del traffico che aumentano la permeabilità pedonale, ciclistica, l’attività degli operatori in zona e la vita dei cittadini sulle strade” Questo è possibile modificando il comportamento del conducente solo così si potrà migliorare le condizioni degli utenti della strada non motorizzati. Per Catania questa tipologia d’intervento può rappresentare un grande salto di qualità per la sicurezza e la vivibiltà della città, inoltre l’intervento presuppone un costo notevolmente contenuto essendo realizzabile tramite l’inserimento di una segnaletica stradale orizzontale e verticale accompagnata da una giusta campagna di sensibilizzazione e comunicazione che  illustrebbe i numerosi vantaggi e benefici ottenibili con questo semplice e moderno intervento.   Bibliografia Grenoble devient la première grande ville à limiter la vitesse à 30 km/h  

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14 gen 2016

Costruiamo insieme le priorità della mobilità ciclistica a Catania

di Mobilita Catania

La partecipazione pubblica alle scelte che riguardano la mobilità è fondamentale per prendere decisioni più consapevoli e condivise e per perseguire gli obiettivi di sostenibilità della nostra città. Non basta essere informati su scelte già fatte: è necessario il coinvolgimento diretto e attivo dei cittadini e di tutti gli interessati (i cosiddetti stakeholder) a partire dalle prime fasi del processo decisionale. Promuovere la mobilità ciclistica e, in generale, la mobilità sostenibile a Catania è uno degli obiettivi dell’amministrazione comunale, come dichiarato dal sindaco Bianco in occasione della I conferenza nazionale sulla mobilità sostenibile, tenutasi proprio nel capoluogo etneo: «Catania vuole diventare la prima città del sud in cui si sperimenta in maniera innovativa la mobilità sostenibile. […] Investiremo con convinzione sulle piste ciclabili: una, di due chilometri, nascerà sul Lungomare di Catania». Sul Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU, 2012), strumento vigente di pianificazione dei trasporti di Catania, si legge: "la mobilità ciclistica deve acquisire il ruolo e la dignità di un modo di trasporto, in grado di contribuire in modo significativo al soddisfacimento di una quota non trascurabile della mobilità urbana per gli spostamenti di media lunghezza". «La promozione dell’uso della bicicletta è in grado di determinare una serie di effetti benefici ‘collaterali’ rispetto alle altre politiche rilevanti per la città, con particolare riferimento al miglioramento del benessere fisico e della salute dei cittadini, della sicurezza stradale, della riduzione dell’inquinamento, del miglioramento della qualità della vita, dell’inclusività sociale e della qualità urbana in generale. La promozione dell’uso della bicicletta può assumere il ruolo e la dignità di una specifica politica, la ‘politica per la mobilità ciclistica'»  Nonostante la spinta dal basso da parte di una domanda sempre più numerosa di cittadini che chiedono interventi a favore della mobilità ciclistica, oggi l’offerta a Catania è davvero scarsa e la situazione critica. Le maggiori criticità riguardano l’assenza di infrastrutture e di una rete di percorrenze ciclabili con conseguenti problemi di sicurezza per i ciclisti. Un team composto da esperti in trasporti, pianificazione territoriale, sicurezza stradale e cicloattivisti è stato consultato preliminarmente al fine di analizzare il problema e studiare un insieme di possibili strategie. Grazie a questa prima fase, è stato possibile costruire una gerarchia delle scelte per la mobilità ciclistica, dove al livello più alto c’è l’obiettivo da raggiungere (ovvero promuovere la mobilità ciclistica) che si scompone in criteri e indicatori con cui valutare le alternative e al livello più basso ci sono le strategie di intervento alternative. L’obiettivo è capire quali sono le priorità di intervento e ottenere una lista condivisa di interventi che possa essere il riferimento per l’amministrazione comunale per le future decisioni legate alla mobilità ciclistica a Catania. Per questo si richiede la partecipazione e il parere dei cittadini, attraverso la compilazione del questionario disponibile al seguente link: Priorità di interventi per promuovere la mobilità ciclistica a Catania L’iniziativa è promossa dall’Università degli Studi di Catania. Per maggiori informazioni puoi scrivere al seguente indirizzo: [email protected] - Michela Le Pira, dottoranda in ingegneria dei trasporti presso l'Università degli studi di Catania, ricercatrice particolarmente interessata alla mobilità sostenibile e ai processi di partecipazione pubblica alle decisioni nella pianificazione dei trasporti.

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07 mag 2015

Quanto tempo perdono gli automobilisti catanesi: ce lo dice il Tom Tom Traffic Index.

di Amedeo Paladino

La società olandese ha pubblicato il suo annuale rapporto che monitora la congestione stradale in quasi 200 città in tutto il mondo; attraverso complesse misurazioni si è in grado di analizzare quanto il traffico incide nei tempi di percorrenza in città. Il Tom Tom Traffic Index presentato alcune settimane fa si basa sulle rilevazioni del 2014;  sono state divise le città per numero di abitanti: le metropoli con più di 800 mila abitanti e le città più piccole. Ecco allora i risultati: Istanbul risulta la città più congestionata al mondo, seguita da Città del Messico e Rio de Janeiro; la prima città italiana è invece Roma dove ogni anno gli automobilisti perdono 93 ore fermi negli ingorghi. Nella classifica italiana seguono poi Milano, Napoli e Torino; nella classifica delle città con meno di 800 mila abitanti a livello mondiale spicca invece Palermo in cui nell'ora di punta un automobilista rimane 37 minuti in coda per ogni ora di percorrenza. Tra le città monitorate Catania non è tra le più virtuose, si colloca infatti al 72° posto nel mondo, al 5° posto in Italia e al 2° considerando solo le città con meno di 800 mila abitanti nel territorio italiano. Aldilà della classifica occorre analizzare i dati riguardanti i flussi giornalieri di veicoli: il livello di congestione durante tutta la giornata è il 27%, più approfonditamente durante le ore di punta della mattina e della sera un automobilista catanese rimane fermo negli ingorghi per un tempo che si aggira tra i 22 e i 26 minuti per ogni ora di percorrenza. Il traffico catanese secondo il Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU), redatto nel 2012 e approvato nel 2013 dal Consiglio Comunale, grava sulle casse della città per una cifra di circa 60 milioni di euro ogni anno in termini di congestione e incidentalità stradale, spesa sanitaria, inquinamento e manutenzione stradale. L'indirizzo che l'Amministrazione catanese dovrebbe intraprendere per migliorare la mobilità catanese deve porre tra le priorità il miglioramento del trasporto pubblico, un piano di ZTL, pedonalizzazioni e zone 30, un piano sulla mobilità ciclistica, bike sharing e car sharing, di pari passo a disincentivi all'utilizzo dell'auto, partendo da una revisione della tariffazione della sosta, già da alcuni mesi annunciata dall'Assessorato competente.

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