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08 gen 2016

Ciclabile Lungomare e Playa – Porto: aggiudicati i lavori

di Roberto Lentini

Il 2016 si apre con una buona notizia. È stata infatti aggiudicata la gara di appalto  per la realizzazione di due importanti piste ciclabili: quella del lungomare e la porto-playa, con ingresso dal porto di Catania. Ci sarà, quindi, una ricucitura tra la pista ciclabile già esistente in viale Presidente Kennedy e il porto, lato faro Biscari. Anche all'interno del porto, con l'entrata in servizio della nuova darsena, verrà realizzata una nuova pista ciclabile che servirà da raccordo tra la pista ciclabile della playa con il centro città, in attesa di un futuro congiungimento attraverso il passiatore, piazza Papa Giovanni XXIII e viale Africa affinché tutta la costa centrale di Catania possa essere percorribile in bicicletta in tutta sicurezza. La pista, nel tratto del lungomare, sarà lunga 2 km e unirà le piazze Europa e Mancini Battaglia. Sarà realizzata lungo la banchina lato mare, con due corsie per senso di marcia protette da un cordolo, ciascuna larga 1,25 m. Il bando è stato vinto dalla Betel Costruzioni Srl di Belpasso per un importo contrattuale di 168.650 euro. «Se tutto fila liscio – ha affermato l’assessore d’Agata- entro l'estate la pista potrebbe essere cosa fatta, anche perché i lavori non sono particolarmente complessi». L’intoppo potrebbe essere causato da un contenzioso, promosso da una ditta esclusa, che potrebbe far allungare i tempi dell’inizio del cantiere. A questo punto sarebbe estremamente utile che diventasse operativo il Bike Sharing, promosso dall'Autorità Portuale e di cui esistono già le postazioni tutt'attorno lo scalo marittimo, inutilizzate da oltre un anno.  

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07 gen 2016

Misterbianco ha la sua pista ciclabile di oltre 10 km. In futuro scambierà con la metro

di nicholas4

Sono in fase di ultimazione i lavori per la realizzazione della pista ciclabile lunga oltre dieci chilometri che, partendo da contrada Pezza Mandra, a ridosso di corso Carlo Marx nel comune di Misterbianco, si snoda per contrada Muscarola per poi sboccare sulla ex provinciale per S. Giovanni Galermo, dove attraverso via Giovanni Verga e via San Rocco Vecchio raggiunge la Madonna degli Ammalati. In via Madonna degli Ammalati e in via S. Margherita è stato istituito il senso unico di marcia, cedendo il passo così alle biciclette che potranno contare su una corsia riservata e delimitata dalla striscia gialla ed evidenziata dalla segnaletica orizzontale sull'asfalto. La pista ciclabile, secondo quanto riferito dal profilo Facebook del comune di Misterbianco, continuerà la propria corsa in entrambe le direzioni di marcia su via Muscalora e Via Pezzamandra mentre sulle vie Gandhi, Kennedy, S.Antonio Abate, Barone, Finocchiaro, Orlando, Buozzi e S. Rocco Vecchio rimarrà a senso unico. Il progetto è stato finanziato con cinque milioni di euro con il POR Fesr Sicilia 2007-2013 nell'ambito della coalizione “Catania città metropolitana”. L'idea è quella di collegare vaste zone del territorio e di consentire una viabilità più fluida anche perché ha l'ambizione di collegare il centro dell'hinterland con le frazioni attraverso un'arteria lunga quattrocento metri che sarà adiacente al futuro parcheggio della stazione della metropolitana della Ferrovia Circumetnea (fermata Misterbianco zona industriale). L'opera è differente rispetto al progetto originario, in quanto non sono presenti le piazzole di sosta e la colorazione uniforme in rosso, sostituita con una linea gialla ed una bianca. Ciononostante la pista ciclabile di Misterbianco è una novità nel panorama etneo e se sarà utilizzata dai molti appassionati, come percorso ciclo-turistico o modalità di trasporto, potrà essere migliorata e prolungata anche all'interno del centro abitato ed entrare a far parte di una nuova "ipotetica" rete ciclabile dei paesi etnei.

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07 set 2015

“L’Amministrazione torni sulla sua decisione”: la nota di #Salvaiciclisti Catania

di Amedeo Paladino

Pubblichiamo la nota del movimento #salvaiciclisti Catania in merito alla delibera del Comune in cui viene disposto lo storno delle residue somme di un mutuo per la costruzione di piste ciclabili a favore dell’abbellimento artistico della rotonda del Tondo Gioeni. Qualche giorno fa, abbiamo chiesto al Sindaco un chiarimento circa la scelta della sua Giunta di stornare somme consistenti (circa 900 mila euro) già destinate al finanziamento di una pista ciclabile che nei progetti doveva collegare la Stazione Centrale a Piazza Europa a favore di opere di abbellimento estetico delle aiuole della rotonda del Tondo Gioeni. Nella attesa di una risposta, che confidiamo non sia troppo lunga, riflettiamo su un dato. Ogni proposta, intervento o richiesta di cui il nostro movimento si è fatto promotore è stato appoggiato, sollecitato, sottoscritto da migliaia di cittadini, associazioni, comitati, movimenti. Addirittura una vera mobilitazione per la pista ciclabile del Lungomare, ma anche un bel numero per il progetto di pedonalizzazione di un tratto della via Dusmet- le associazioni che in questi giorni stanno sottoscrivendo sono pubblicate e consultabili nella pagina Facebook Porta Uzeda Liberata ed a breve verrà protocollata la petizione-. Per la pedonalizzazione di un piccolo tratto della piazza Federico di Svevia e la eliminazione degli stalli sostare che deturpano il prospetto del Castello Ursino si sono fatte promotrici tutte le associazioni che hanno organizzato il "Castello Ursino Liberato" e che si sono spese, non per organizzare una festa fine a sè stessa, ma per lanciare un modello di mobilità sostenibile; e il messaggio è stato raccolto così bene dai cittadini che in tanti hanno firmato la petizione per chiedere alla amministrazione, per l'appunto, la piccola pedonalizzazione. Tale partecipazione significa inequivocabilmente che c'è una richiesta di mobilità sostenibile da parte dei catanesi nonché un favore ed una propensione all'utilizzo della bicicletta in città come dimostra anche la impressionante partecipazione alle giornate del Lungomare Liberato. Ma mentre le aspettative dei cittadini al momento rimangono frustrate perché di quei progetti, pur promessi, non se ne scorge neanche l'ombra ci chiediamo se i catanesi siano davvero egualmente interessati ad avere una fontana al centro della rotonda del Tondo Gioeni e se sia davvero davvero sentita come urgente e prioritaria la spesa di 900 mila euro per abbellirne con piante e fiori le aiuole. Ecco questo è oggi il nostro dubbio non avendo avuto notizia di petizioni o istanze in tal senso da nessun cittadino o aggregazione sociale al contrario di quanto accade per il tema della ciclabilità e della sicurezza stradale. Chiediamo che quei fondi siano mantenuti allo scopo per cui erano stati erogati dalla Unione Europea, che non si bruci questa opportunità per Catania di accorciare le distanze con le altre città europee alle quali riconosciamo tutti una grande civiltà ed organizzazione in tema di mobilità urbana. Infatti dall'Europa, insieme al denaro, ci arriva il messaggio e l'esempio di come le piste ciclabili non siano un gioco ma un modo di decongestionare il traffico urbano, ridurre l'inquinamento acustico ed atmosferico. Se gli zampilli della fontana, i colori ed i profumi dei fiori potrebbero allietare, nelle intenzioni della Giunta Comunale, l'attesa in coda delle migliaia di auto quotidianamente intrappolate nel "nodo" del Tondo Gioeni, rimarrebbe peró il dramma della mancanza di risposte concrete al problema del traffico urbano di Catania. Risposte che, guarda caso, potrebbero venire proprio dall'uso coerente ( sia per la loro destinazione, sia in relazione ai bisogni reali della città) del finanziamenti. Ragionare finalmente in termini "europei", realizzando dunque una seria rete di piste ciclabili per offrire ad una parte di cittadini una opportunità di mobilità alternativa all'auto, è quello che le nostre associazioni da tempo auspicano. Ecco perché siamo speranzosi che si sia ancora in tempo perché la Giunta Comunale torni sulla sua decisione.

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26 mag 2015

Inquinamento a Catania, risponde il professore Giuseppe Inturri: “meno auto e un piano per la mobilità sostenibile”

di Viola Sorbello

Già un anno fa il movimento Salvaiciclisti di Catania aveva lanciato il grido d’allarme: “il traffico urbano è insostenibile e l’inquinamento atmosferico è preoccupante, l’Amministrazione Comunale deve intervenire immediatamente e mettere la “mobilità sostenibile”  in agenda fra le priorità”. Oggi i cicloattivisti possono dire “avevamo ragione”. Perché se è accaduto che le stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria hanno rilevato che il biossido di azoto si è attestato oltre la soglia limite (stabilito dal decreto legislativo 155/2010 e dalla direttiva europea 2008/50/C) dei 40 µg/m3 (microgrammi per metro cubo) significa che poco o nulla si è fatto se si considera che la causa della elevata presenza di questo particolato è da individuare nei gas di scarico delle auto. Oggi, pur di non incorrere nelle sanzioni di legge, il Comune di Catania si trova costretto ad emettere un provvedimento di restrizione della circolazione nel centro urbano per alcune tipologie di veicoli (auto diesel di categoria Euro 0 ed Euro 1) che dovrebbe entrare in vigore entro pochi giorni.  Dunque il problema c’è ed è grave. E, come avviene in casi del genere, sarebbe il caso di rivolgersi ad uno specialista. Nella speranza che prima o poi accada, intanto, qualche domanda l’abbiamo posta noi a chi di mobilità sostenibilità se ne intende visto che la insegna all’Università di Catania.   Professore Inturri (*) come giudica il provvedimento che dispone il divieto assoluto di circolazione per le auto diesel Euro 0 ed Euro 1? Lo ritiene sufficiente a scongiurare i pericoli di inquinamento atmosferico? I rischi per i cittadini derivanti dall’inquinamento atmosferico sono un fatto concreto e di rilevante gravità. Si tratta di un prezzo altissimo, ma non facilmente misurabile, che paghiamo in termini di malattie respiratorie ed oncologiche, spese sanitarie e riduzione della speranza di vita. Non mi sorprende dunque che il Comune abbia deciso di prendere dei provvedimenti. Se i dati indicano il superamento della concentrazione degli inquinanti al di sopra dei limiti prescritti dalla legge, il ricorso a misure di tutela della salute dei cittadini è obbligatorio. Il divieto di circolazione per alcune categorie di auto è certo una misura forte, ma sicuramente motivata. Tuttavia il mio suggerimento è che essa diventi una delle azioni di un piano di emergenza traffico più ampio nel breve periodo e di un piano di mobilità sostenibile nel medio termine. A cosa pensa, ad esempio? Penso, ad esempio, all’istituzione di un perimetro urbano gradualmente crescente con limite di velocità di 30 km/h, ad una adeguata tariffazione della sosta, alla realizzazione di una rete di percorsi ciclabili, al potenziamento del trasporto pubblico, al miglioramento della mobilità pedonale, per esempio con tolleranza zero per le auto in sosta sui marciapiedi. È importante che i provvedimenti comprendano sempre un mix di misure di limitazione dell’uso dell’auto e nelle stesso tempo di misure che favoriscono una mobilità alternativa. Come dovrebbero conciliarsi queste misure con il provvedimento del Comune anche per scongiurare il rischio che nei fatti potrebbe rimanere inapplicato? Tali misure potrebbero essere introdotte anche con una certa gradualità, per esempio limitando all’inizio la circolazione alle auto Euro zero ed 1 solo nelle ore di punta. Nel contempo sarebbe utile dotarsi di un sistema di monitoraggio delle concentrazioni di inquinanti più diffuso e capillare nella città, in grado di fornire in tempo reale una misura dell’effettiva efficacia delle azioni adottate, per correggerne eventualmente la natura o l’estensione.  A questo proposito siamo a conoscenza di uno studio che il suo dipartimento sta conducendo per il monitoraggio del flusso di mezzi che entrano ogni giorno in città? Ci può fornire qualche anticipazione? L’Università di Catania sta eseguendo un monitoraggio dei flussi di traffico in ingresso e in uscita nell’area urbana di Catania. Si tratta complessivamente di circa 400.000 veicoli al giorno. Un dato che ovviamente riflette l’elevato tasso di motorizzazione della nostra città e la sua dipendenza dall’uso dell’auto.  (*) Prof. Giuseppe Inturri, docente di trasporti e mobilità presso il dipartimento di Ingegneria e Architettura Università di Catania nonché delegato dal Rettore dell’Università di Catania per la mobilità sostenibile.       .

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25 mag 2015

Bike Sharing Porto-Playa, già sei mesi di ritardo sull’apertura prevista

di Teresa Alessandra Mirabella

A inizio dicembre dello scorso anno il commissario dell'Ente Portuale Cosimo Indaco annunciava: "Vorremmo fare un regalo ai catanesi: le biciclette elettriche entro Natale". Ed effettivamente fecero la loro comparsa le stazioni di ricarica (qui l'articolo di MeridioNews datato 9 dicembre 2014). Nonostante l'iniziativa in sé senza dubbio felice, le perplessità emerse furono tante: in primis quella di mettere in opera un servizio di bike sharing in un asse viario privo di piste o corsie ciclabili e in cui l'unico percorso sicuro che esiste, ovvero all'interno del Porto, è privo di continuità con la Playa e il resto della città. Solo immaginare un turista o un semplice cittadino che, dopo aver preso una bici in Piazza Paolo Borsellino (ex Alcalà), si avventurava per via Domenico Tempio, raggiungeva la zona del Faro e lì arrivava alla pista ciclabile della Playa con tutti i rischi per la propria incolumità che questo comporta, metteva semplicemente i brividi. L'azienda che si è occupata dell'installazione delle colonnine di ricarica, Ecospazio di Trento, ha completato i lavori, ma di bici neanche l'ombra. Oggi, dopo quasi 6 mesi dall'annuncio, è cambiato qualcosa? Lasciamo parlare le immagini.       Se i motivi del mancato inizio del servizio sono da ricercare nell'intento di approntare, contestualmente, percorsi o servizi appannaggio della sicurezza dei ciclisti, il ritardo potrebbe anche essere accetto. Tuttavia mancano informazioni al riguardo e alla data inizialmente prevista, quella del Natale del 2014, certamente le criticità sarebbero state non poche. In attesa di scoprire le ragioni del ritardo, le perplessità aumentano se si ricordano gli altri progetti di mobilità sostenibile abbandonati o snaturati, come le biciclette nelle scuole o, più recentemente, il progetto Pedibus.  

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14 mag 2015

Bambini in bici verso il Lungomare: partecipa al BiciBus

di Mobilita Catania

In occasione dell'appuntamento mensile del Lungomare Liberato di domenica 17 maggio, #salvaiciclisti, Comitato Lungomare Liberato, Mobilità sostenibile e civiltà a Catania e noi di Mobilita Catania organizziamo un BiciBus per accompagnare i bambini fino al lungomare catanese. Ci raduneremo alle 10,15 presso il laghetto dei cigni vicino l'ingresso della villa Bellini, dal lato di via Etnea; alle 10,30 partiremo tutti uniti in gruppo insieme ai bambini, percorreremo la corsia preferenziale di via Umberto, transitabile dai ciclisti, gireremo verso via Francesco Crispi per arrivare in piazza Giovanni Verga e raggiungeremo piazza Europa da corso Italia. Il tragitto in bici sarà protetto dai genitori e da alcuni volontari che si occuperanno di tenere il gruppo compatto. L'obiettivo sarà raggiungere il lungomare senza intasare le vie limitrofe in auto e soprattutto far divertire i bambini, facendoli riappropriare delle strade della propria città ogni giorno preda delle auto. Seguite l'evento facebook e cliccate "parteciperò" Ci vediamo domenica: tutti in sella alla bici, cambiamo Catania a colpi di pedale!

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