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12 giu 2017

Verso un Piano Regolatore per la città metropolitana di Catania: mobilità, trasporti e infrastrutture al centro

di Roberto Lentini

Un Piano Regolatore Generale metropolitano che coinvolga i 58 comuni della città metropolitana con la creazione di quattro macro aree omogenee: Catania con i comuni limitrofi facenti ormai parte della conurbazione, la fascia ionico-pedemontana, la fascia pedemontana occidentale e il Calatino. Questa è l'idea del sindaco della città metropolitana Enzo Bianco che vede la pianificazione urbanistica non più limitata alla sola aerea comunale ma che comprenda la vasta area della città metropolitana e alle esigenze dei cittadini, dai servizi, alla tutela del territorio, dalla qualità della vita alla mobilità. Proprio nei giorni scorsi si è tenuto a Palazzo dei Minoriti un primo incontro per definire le linee strategiche e un documento unico di programmazione alla presenza dei professori Paolo La Greca (ordinario di Tecnica e Pianificazione Urbanistica), Carlo Colloca (associato di Sociologia dell'ambiente e del territorio), Matteo Ignaccolo (associato di Pianificazione e Trasporti), Luigi Scrofani (ordinario di Geografia economico-politica), Maria Tomaselli (ordinario di Costruzioni rurali e territorio agroforestale). Gli abitanti della Città Metropolitana di Catania attualmente usufruiscono di servizi territoriali ed anche urbano/locali in comuni diversi dalla residenza, proprio perché caratterizzati dal principio di prossimità e dalla vicinanza; non a caso la recente apertura di una tratta della metropolitana gestita da Ferrovia Circumetnea, pone alta l’attenzione della necessità di una rete più fitta di trasporti e scambi intermodali metropolitani. Le tematiche e gli obiettivi da raggiungere per una coerente pianificazione territoriale ed urbanistica potrebbero essere: la Città Metropolitana ed il suo territorio in rapporto alla Città di Catania; le aree sensibili e strategiche di sviluppo dei servizi territoriali e metropolitani in rapporto ai singoli Comuni ed alla Città Metropolitana (esempio l’aeroporto e il porto in rapporto ai flussi di traffico urbano, metropolitano e territoriale); le aree interessate dai territori limitrofi, anche non dell’area metropolitana, per i diversi significati intrinseci; la programmazione d’area vasta sia infrastrutturale che economica/commerciale; i Piani Territoriali ad oggi redatti e cogenti sul territorio. il Piano Paesaggistico redatto dalla Soprintendenza ai BB.CC.AA. gli aspetti dei “modelli d’abitare” nei diversi contesti metropolitani e della città capoluogo; il rischio sismico e le tecniche di mitigazione (sia economiche che di incentivazione); i rischi conseguenti al cambiamento climatico e le tecniche relative; lo “smart contest” e gli effetti indotti nella Città e nella Città Metropolitana; gli ambiti di rigenerazione e di rivitalizzazione. Con la nascita della Città metropolitana è necessaria anche una rimodulazione dei servizi del trasporto pubblico diventa indispensabile puntare alle infrastrutture come punto di partenza a supporto di una rete multimodale ferro-gomma, disegnata per garantire un buon livello di accessibilità sia nelle aree comunali che nei comuni limitrofi. Già la FCE sta lavorando in questo senso romodulando alcune linee che adesso diventano delle navette che scambiano con la metropolitana evitando di entrare in città. Per la città metropolitana di Catania noi di Mobilita Catania abbiamo sempre portato avanti la proposta di un consorzio tra tutti i gestori che si occupano di trasporto pubblico nei comuni della città metropolitana (AST, FCE, AMT, RFI, etc.) e avere una gestione integrata e modale evitando così sovrapposizione di linee  (soprattutto extraurbane) che attualmente è molto elevata, segno nel passato, di una completa assenza di coordinamento e pianificazione. La Città Metropolitana di Catania dovrà necessariamente puntare sullo sviluppo del trasporto su ferro (Metropolitana, Passante Ferroviario, Tram, Etna Rail)  finalizzato soprattutto alla salvaguardia dei valori ambientali, alla tutela della salute e al contenimento dei consumi energetici.  Ti potrebbero interessare: Città metropolitana, come dovrebbero cambiare la mobilità e il trasporto pubblico Traffico, inquinamento e il futuro della mobilità di Catania: alcune domande al professore Inturri Quale futuro per la metropolitana di Catania? Da Misterbianco a Fontanarossa entro il 2023 Metropolitana di Catania | Scheda dell’opera Passante Ferroviario di Catania | Scheda dell’opera Monorotaia di Catania “EtnaRail” | Scheda dell’opera Città metropolitana, come dovrebbero cambiare la mobilità e il trasporto pubblico La linea metro a nord di Catania: il progetto di Pedemontana e il nodo irrisolto dell’hinterland di Catania

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11 mag 2017

Metropolitana Misterbianco-Paternò: potenzialità e scenari futuri per lo sviluppo del territorio

di Emmanuele Sanna

Il recente bando della Ferrovia Circumetnea relativo alla progettazione preliminare della tratta Misterbianco–Paternò ha permesso, come noto, di poter conoscere lo sviluppo del percorso e la localizzazione delle fermate presenti nello stesso, come cambierà dunque il territorio suburbano catanese in seguito alla realizzazione di questa parte di tracciato? Anche se lo scopo della linea non è quello di favorire la mobilità interna dei comuni toccati dal percorso, la localizzazione di alcune fermate sarà già sufficiente per potersi aspettare una sensibile diminuzione dell'utilizzo del mezzo privato (con tutti i vantaggi che ne conseguono) all'interno degli stessi comuni; in questo senso si possono evidenziare la fermata di Etnapolis in relazione a quella di Paternò e le tre fermate di Misterbianco che “coprono” l'estensione del centro abitato lungo la sua direttrice Nord-Ovest/Sud-Est. Inoltre l'esercizio della metropolitana potrebbe portare ad un'azione di ridefinizione del trasporto pubblico locale garantendo dei servizi di autobus/navetta in grado di collegare importanti realtà limitrofe non attraversate dal tracciato come Etnaland e il centro di Belpasso. L'eventuale riduzione di automobili e i necessari lavori di realizzazione delle fermate sono fattori che potrebbero rappresentare un occasione per definire azioni di riqualificazione urbana, come già avvenuto a Catania per la fermata Giovanni XXIII. Queste azioni potrebbero essere realizzate a Piano Tavola e a Paternò visto che le rispettive fermate sorgeranno in aree che necessitano di un rinnovamento architettonico. Un'altra azione realizzabile dai comuni toccati dalla linea metropolitana è quella di ridefinizione della viabilità; in questo senso a Misterbianco si potrebbe definire un'area pedonale nelle adiacenze della fermata centrale al fine di migliorare l'impatto estetico del centro storico e di accrescere le potenzialità economiche dello stesso. Un esempio simile potrebbe riguardare l'area circostante Piazza della Regione a Paternò, dove sorgerà l'ingresso del people mover. Il futuro tracciato della metropolitana, inoltre, potrebbe favorire la nascita di un piccolo circuito turistico che si snodi attraverso le località toccate dalla linea stessa. Tale ipotesi si può realizzare attraverso un azione sinergica dei vari comuni interessati dal percorso allo scopo di valorizzare, sfruttare e interconnettere luoghi turistici e potenzialità della zona; centri storici, attrazioni naturalistiche (es. Salinelle Paternò) o attrazioni ludico-culturali (Etnaland, Etnapolis e Auditorium Misterbianco). Infine, la linea metropolitana rappresenta un opportunità attraverso la quale attuare politiche che mirino a ridefinire l'organizzazione spaziale del territorio. Attraverso alcune azioni simili a quelle di transit oriented development, si potrebbe favorire la nascita di insediamenti abitativi e commerciali nei pressi delle fermate di Gullotta e Giaconia allo scopo di realizzare nuove aree “mixed-used” perfettamente integrate con i principali poli strategici della Città Metropolitana. Come dimostrato per altre azioni simili già effettuate in altre altre parti del mondo (esistono però progetti simili anche in Italia), si definirebbero nuclei urbani nei quali è possibile riscontrare un elevato livello di qualità della vita, un migliore utilizzo delle infrastrutture di trasporto e,nel lungo periodo, un sostanziale calo dello sprawl (il fenomeno relativo all'incontrollata espansione territoriale delle città). La metropolitana rappresenta dunque una grande opportunità per poter definire quelle opere di rigenerazione urbana e territoriale in genere, necessarie per lo sviluppo dell'area metropolitana catanese, un'opportunità che i vari enti di governo locale non dovranno farsi sfuggire. Per approfondire vi consigliamo: Metro, tratta Misterbianco-Paternò: ecco dove sorgeranno le stazioni Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania Quale futuro per la metropolitana di Catania? Da Misterbianco a Fontanarossa entro il 2023 Metro, ecco dove saranno le stazioni della nuova tratta Stesicoro-Aeroporto VIDEO | Metropolitana, dentro la galleria della tratta Nesima-Monte Po

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Opere
02 nov 2015

Monorotaia di Catania “EtnaRail”

di Andrea Tartaglia

Nel mese di settembre 2015 è stato approvato dalla Città Metropolitana di Catania il progetto preliminare di EtnaRail, ossia un sistema di metropolitana leggera su monorotaia che collegherà i principali paesi etnei dell'hinterland settentrionale di Catania al capoluogo. La proposta di realizzazione era stata precedentemente avanzata all'ex Provincia Regionale di Catania dalla Fcf S.p.A., azienda catanese specializzata in costruzioni ferroviarie, insieme con altre imprese italiane e straniere, ed è stata accolta dal nuovo ente attraverso un'apposita Conferenza dei Servizi. Il benestare è arrivato dai sindaci dei comuni coinvolti, dalla Soprintendenza, dal Genio Civile e, in tempi più recenti, anche dall'Anas, poiché la monorotaia scavalcherà la Tangenziale di Catania. Prossimi enti e istituzioni chiamati a esprimersi saranno il Cas, coinvolta per un passaggio presso lo svincolo autostradale di San Gregorio di Catania, e l'Università degli Studi di Catania, visto che è previsto il passaggio attraverso la Cittadella Universitaria e il parcheggio Santa Sofia. L'infrastruttura si pone l'obiettivo di contribuire in maniera determinante al miglioramento della mobilità nell'area metropolitana di Catania, offrendo un servizio veloce ed efficiente in grado di costituire una seria alternativa al mezzo privato per la penetrazione al centro città dalla cintura nord dell'hinterland, potendo anche avvalersi di capilinea da realizzarsi in corrispondenza di stazioni della metropolitana pesante già esistenti. Raggiungere quest'obiettivo significa anche poter decongestionare il traffico veicolare, abbassare il livello di inquinamento delle aree interessate e innalzare il livello di qualità della vita dei cittadini. Il progetto della monorotaia di Catania prevede due linee (Verde e Arancione) per un totale di 22 km con 18 stazioni, ossia la linea Verde (Pedara-Stadio) e la linea Arancione (San Giovanni La Punta-Borgo). Inizialmente era prevista anche una terza linea (Rossa) che avrebbe collegato le altre due da Mascalucia a San Gregorio di Catania, con 2 fermate intermedie, ma al suo posto viene proposta una linea di Brt per collegare Tremestieri Etneo alla fermata di Mascalucia. La Linea Verde, Pedara-Stadio, consta di 11 fermate e di 5 parcheggi scambiatori lungo un percorso di 12 km e sarà così articolata: Pedara [P] Etna [P] Mascalucia [P] [BRT*] Gravina  San Paolo [P] Fasano Santa Sofia [P] Policlinico Cittadella Universitaria Milo [M] Stadio Corrispondenze: [P]=parcheggio scambiatore;  [M]=fermata metropolitana;  [BRT]=fermata Bus Rapid Transit.   *=proposto. Tale linea sarà la prima ad essere realizzata con una spesa di 260 milioni di euro, 80% dei quali attraverso fondi Por e il restante 20% a carico dei privati, secondo la modalità del Project Financing. Dei cinque parcheggi scambiatori previsti lungo la linea verde, quello di Santa Sofia è già esistente e il suo utilizzo è vincolato al consenso dell'Ateneo. Si pianifica, inoltre, l'istituzione di una linea Brt per collegare la stazione di Mascalucia a Tremestieri Etneo, in sostituzione dell'inizialmente prevista terza linea (rossa). Procedendo da nord, la linea attraverserà i territori di Pedara, Mascalucia, Gravina di Catania e Catania: nel capoluogo ricadono le ultime 5 fermate, a distanze più ravvicinate rispetto alle altre. In particolare, la minima distanza tra le stazioni è di 540 m mentre la massima è di 2130 m. Presso la fermata Milo sarà possibile scambiare con la metropolitana (apertura prevista nel 2016). Non citiamo la corrispondenza con la linea 1 del Brt (Due Obelischi-Stesicoro) in quanto il suo percorso, per buona parte del tragitto, è corrispondente a quello della monorotaia, la quale offre un servizio più veloce e una capacità di trasporto maggiore. Pertanto l'avvento della monorotaia comporterà, verosimilmente, una rimodulazione del tracciato del Brt1 o una sua soppressione a vantaggio di impiego presso altre aree della città (ad esempio per il servizio Nesima [P] - Asse dei Viali). La Linea Arancione, San Giovanni La Punta-Borgo, consta di 7 fermate e di 2 parcheggi scambiatori  lungo un percorso di 10 km e sarà così articolata: San Giovanni la Punta San Gregorio - Autostrada [P] Trappeto [P] Balatelle Canalicchio Nizzeti Borgo [M] Corrispondenze: [P]=parcheggio scambiatore;  [M]=fermata metropolitana. La minima distanza tra le stazioni è di 908 m mentre la massima è di 2.318 m. Presso il capolinea Borgo sarà possibile scambiare con la metropolitana. Inizialmente era previsto il passaggio della linea arancione anche da Sant'Agata li Battiati, anche allo scopo di servire il parcheggio scambiatore Due Obelischi (già esistente), ma il tracciato è stato modificato a causa del veto del comune interessato. Sulla mancata corrispondenza con la linea 1 del Brt attualmente esistente, valgono le stesse considerazioni evidenziate a margine della descrizione della linea verde. Entrambe le linee prevedono tempi di percorrenza, da capolinea a capolinea, di circa 20 minuti. In particolare, la linea verde avrà una frequenza di una corsa ogni 3'30'' nell'orario di punta (7 minuti nel resto dell'orario d'esercizio; 10 minuti sabato e festivi) mentre la linea arancione avrà una frequenza di una corsa ogni 4'30'' in orario di punta (8 minuti nel resto dell'orario d'esercizio, 10 minuti sabato e festivi). In totale saranno impiegate 56 vetture accoppiate. A supporto delle linee sarà il sistema dei parcheggi scambiatori, i quali saranno dotati di coperture fotovoltaiche che produrranno energia elettrica per contribuire all'alimentazione della monorotaia. L'altezza della sopraelevata su cui correrà EtnaRail è di circa 7 metri, con piloni di sostegno ogni 25 metri e fermate passeggeri lunghe 25 metri, a fronte di convogli costituiti da 2 carrozze per un totale di 21 m di lunghezza e una capacità di circa 200 passeggeri. Innovativo il sistema di scorrimento su travi a doppio T e pile con sezione a Y. I treni automatici, senza conducente (sistema driverless), disporranno di motori elettrici leggeri (appena 95 kg), potenti (1000 cv) e silenziosi e saranno muniti di speciali carrelli costituiti da 2 ruote per asse più sei ruote stabilizzatrici per carrello, in grado di affrontare pendenze significative e raggi di curvatura stretti. I treni saranno inoltre dotati di aria condizionata, finestre panoramiche e luci a led all'interno, con colorazioni diverse in base alla fermata di passaggio. I depositi dei mezzi sorgeranno presso i capilinea nord. A Mascalucia sorgerà la sala di controllo principale, mentre un'altra più piccola, di riserva, sarà realizzata a San Giovanni La Punta. Il numero di passeggeri annui stimato si attesta su circa 13 milioni, dei quali si prevede che circa 8 cominceranno o proseguiranno il viaggio avvalendosi anche della metropolitana cittadina: presso Borgo e Milo, infatti, è previsto un collegamento diretto tramite ascensori e tapis roulant. Si stima il flusso di passeggeri orari in circa 4-5000 unità. Prima di poter procedere alla realizzazione della prima linea, ossia la Verde, occorrerà naturalmente portare a termine l'iter burocratico per il quale potrebbe occorrere circa un anno e mezzo. I tempi della realizzazione in sé, invece, saranno piuttosto contenuti potendosi concludere in 3 anni dall'avvio. [Approfondimenti sul progetto EtnaRail in esclusiva per il nostro sito, clicca qui sotto per consultare]: ETNARAIL | Via libera alla metropolitana leggera dei paesi etnei; FOTO | Dentro EtnaRail: in esclusiva ecco il treno della monorotaia etnea; EtnaRail, scopriamo la Linea Verde: dove transiterà la monorotaia EtnaRail, la linea arancione: da San Giovanni La Punta a Catania

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Articolo
07 ott 2015

FOTO | Dentro EtnaRail: in esclusiva ecco il treno della monorotaia etnea

di Andrea Tartaglia

Ci siamo recati presso la Furnò Costruzioni Ferroviarie, alla zona industriale di Catania, per scoprire il treno progettato e realizzato appositamente per EtnaRail, la metropolitana leggera su monorotaia di futura realizzazione che collegherà l'hinterland settentrionale di Catania con il capoluogo. Ecco le foto in anteprima per i lettori di catania.mobilita.org: I convogli saranno costituiti da due carrozze accoppiate per una lunghezza complessiva di 21 metri e una capacità di circa 200 passeggeri. Caratteristiche peculiari il sistema driverless, ovvero automatico senza conducente; speciali carrelli gommati per affrontare pendenze e raggi di curvatura ostici; aria condizionata; finestre panoramiche; display e luci a led per segnalare con differenti colorazioni le diverse fermate di passaggio. Nei prossimi giorni e in esclusiva per catania.mobilita.org pubblicheremo i dettagli del progetto e la scheda dell'opera. Approfondimenti in esclusiva per il nostro sito sul progetto EtnaRail (clicca per consultare): ETNARAIL | LA SCHEDA COMPLETA DELL’OPERA ETNARAIL | Via libera alla metropolitana leggera dei paesi etnei EtnaRail, scopriamo la Linea Verde: dove transiterà la monorotaia EtnaRail, la linea arancione: da San Giovanni La Punta a Catania

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Articolo
11 set 2015

ETNARAIL | Via libera alla metropolitana leggera dei paesi etnei

di Andrea Tartaglia

La Città Metropolitana di Catania, riunita attraverso i sindaci dei comuni coinvolti e i responsabili della Soprintendenza e della Città Metropolitana, ha approvato all'unanimità il progetto di metropolitana leggera su monorotaia che collegherà, su due linee, i comuni di Pedara, Mascalucia, San Gregorio di Catania, Gravina di Catania, Tremestieri Etneo e San Giovanni la Punta al capoluogo etneo. Il sistema porta il nome di EtnaRail. Adesso si attende solo il parere dell'Università degli Studi di Catania, visto che la monorotaia attraverserà la Cittadella Universitaria, e quello dell'Anas, poiché il sistema scavalcherà anche la tangenziale di Catania. Delle due linee (verde e arancione) la prima a essere realizzata sarà la verde, per un costo di 260 milioni di euro, in project financing. Questa linea collegherà Mascalucia con Catania (capolinea in via Ala) scambiando con la metropolitana presso la stazione Milo di viale Alexander Fleming. Inizialmente era prevista anche una terza linea (rossa), soppressa per l'indisponibilità del comune di Sant'Agata li Battiati. Ecco in esclusiva le prime foto del treno che verrà utilizzato per il tracciato etneo della monorotaia. Tre anni la durata dei lavori prevista, con un finanziamento attraverso fondi POR per l'80% dei costi e la restante parte a carico dei privati.     Ecco il video descrittivo dell'opera così come pensata inizialmente e, quindi, su tre linee: Approfondimenti sul progetto EtnaRail in esclusiva per il nostro sito (clicca per consultare): ETNARAIL | LA SCHEDA COMPLETA DELL’OPERA FOTO | Dentro EtnaRail: in esclusiva ecco il treno della monorotaia etnea EtnaRail, scopriamo la Linea Verde: dove transiterà la monorotaia EtnaRail, la linea arancione: da San Giovanni La Punta a Catania  

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