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19 apr 2017

Parcheggio AMT Fontanarossa, sosta low-cost per l’aeroporto: 2200 posti al servizio della città e dello scalo etneo

di Amedeo Paladino

Nel luglio 2015 è stato consegnato il parcheggio scambiatore Fontanarossa alla presenza del Sindaco Enzo Bianco e del Presidente dell'AMT (Azienda Metropolitana Trasporti). Il parcheggio è stato realizzato tra il 2006 e il 2011 dal Comune di Catania con il cofinanziamento della Protezione Civile, dato poi in gestione all'AMT che tra il dicembre scorso e il luglio del 2015 ha appaltato i lavori di completamento degli impianti tecnologici. L'area di 90 mila mq si trova 1 km a nord dell'Aeroporto Bellini, ha una capienza complessiva di 2200 posti suddivisi in 8 settori, alcuni dei quali destinati al personale SAC e allo stazionamento dei bus turistici. La struttura è dotata di una sala d'aspetto climatizzata e dotata di wifi gratuito, tv, ed emettitrici self-service dei biglietti autobus; l'area è inoltre sorvegliata da 119 telecamere. Gli ingressi al parcheggio sono due: si accede da via Fontanarossa o da via Forcile, tramite i varchi regolati dalle emittitrici in prossimità delle barriere automatiche; l’accesso veicolare al parcheggio è aperto tutti i giorni dell’anno agli utenti del trasporto pubblico, ai residenti dell’area circostante e, più in generale, a tutti i conducenti di autovetture interessati a sostare all'interno con il proprio mezzo. Il parcheggio, attivo 24 ore su 24, e funge da polo di scambio intermodale: è servito da 4 navette euro 6 a metano da 23 posti a sedere che collegheranno il parcheggio Fontanarossa all'Aeroporto Vincenzo Bellini con una frequenza di 5 minuti; vi transitano le circolari: 524 (da piazzale Borsellino al Villaggio Santa Maria Goretti attraverso via San Giuseppe La Rena); 802 Nera, 802 Rossa vi transita la linea veloce Librino Express che collega Librino alla Stazione Centrale, attraverso l'Asse dei Servizi e il Porto con una frequenza di 10 minuti, (qui puoi avere informazioni su questo servizio); dal parcheggio transiterà anche l'Alibus, servizio di collegamento tra il centro di Catania e l'Aeroporto al costo di 4 euro. Tariffe per la sosta e per la navetta: tariffa di 0,50 €/ora per le prime 5 ore, fino ad un massimo di 2,50 €; 2,50 €, tariffa giornaliera, che rimane valida fino allo scadere del giorno solare (ore 24:00) della timbratura riportata sul biglietto d’ingresso a banda magnetica, fino a un massimo di 20 giorni consecutivi; il servizio di BUS navetta per l'Aeroporto è gratuito per tutti gli utenti che posteggiano una vettura all'interno del parcheggio e per i relativi passeggeri, valevole per due corse: uno in andata (parcheggio-aeroporto) ed uno in ritorno (aeroporto-parcheggio);  il servizio di BUS navetta per l'Aeroporto costa 2 € per gli utenti che raggiungono il parcheggio a piedi o con mezzi di trasporto pubblico, valevole per due corse: uno in andata (parcheggio-aeroporto) ed uno in ritorno (aeroporto-parcheggio). Fontanarossa si aggiunge  al parcheggio di interscambio di Nesima, Due Obelischi e il parcheggio pertinenziale Sturzo, tutti gestiti dall’AMT.  Ulteriori dettagli consultabili nel sito AMT a questo link. Articolo del luglio 2015, revisionato e aggiornato ad aprile 2017

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07 apr 2017

AMT, oggi sciopero di 4 ore e sit-in di protesta davanti la sede dell’azienda

di Mobilita Catania

In riferimento alla grave situazione del servizio di trasporto pubblico locale gestito a Catania da AMT, la sigla sindacale Fast-Confsal ha indetto uno sciopero di 4 ore che si svolgerà dalle 12.00 alle 16.00.  Nella giornata di oggi si svolgerà anche un sit-in di protesta, dalle ore 12.00 alle ore 14.00, davanti la sede dell'AMT a sostegno di tutte le problematiche che da diverso tempo affliggono l'azienda ed i lavoratori dipendenti, ancora oggi non risolte e che a titolo meramente esemplificativo di seguito si riportano: la grave crisi di liquidità determinata dalla mancata erogazione dei contributi da parte del Comune e della Regione; il grave e silente atteggiamento della politica locale che non riesce ad assumere una forte posizione nei riguardi della Partecipata, finalizzata ad una doverosa ed opportuna programmazione per il rilancio aziendale. Il fatto di non avere ancora un Direttore Generale all'altezza della situazione; la carenza e l’inefficienza delle vetture in esercizio; le continue aggressioni al personale viaggiante, siano essi autisti che addetti alla verifica titoli di viaggio. Il sit-in è finalizzato esclusivamente a sensibilizzare ancora una volta le Istituzioni preposte affinché facciano la propria parte al fine di evitare che questa lenta e lunga agonia, possa inevitabilmente condurre l'AMT ad una tragica condizione di non ritorno. A tal proposito, riteniamo che è giunto il momento e l’occasione per ribadire alle Istituzioni, per l’ennesima volta e con tutta la nostra forza, che l'AMT, va salvata e rilanciata, tramite una sana e intelligente programmazione, ma per far si che ciò avvenga, sia il Comune che la Regione, quanto prima possibile, devono riconoscere all'azienda, tutte le somme dovute, a tutt'oggi, non corrisposte.

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28 mar 2017

Traffico, inquinamento e il futuro della mobilità di Catania: alcune domande al professore Inturri

di Amedeo Paladino

I temi dell’inquinamento atmosferico, acustico e del comfort ambientale sono stati al centro dell'iniziativa del "Treno Verde" di Legambiente  che a fine febbraio ha fatto tappa a Catania e che ora sta toccando molte città italiane. Partendo dal report sulla stato di salute della nostra città diffuso in quell'occasione e in considerazione dei prossimi sviluppi della mobilità catanese - ovvero le prossime aperture della tratta Borgo-Nesima della metropolitana e dell'esordio del servizio del passante ferroviario- abbiamo posto al professore Giuseppe Inturri, docente di trasporti e mobilità presso il dipartimento di Ingegneria e Architettura Università di Catania, alcune domande.   I risultati del monitoraggio dell'inquinamento atmosferico e acustico effettuato da Legambiente in occasione del "Treno Verde" hanno fornito una fotografia della salute di Catania: l'inquinamento derivante dal pm 1, 2.5 3 10 rimane sotto i limiti delle direttive europee, ma è diffuso su tutto il territorio comunale senza grandi distinzioni. Esistono delle statistiche in merito alla mortalità derivante dall'inquinamento atmosferico, che a Catania deriva in gran parte dal traffico veicolare? Uno studio dell’Agenzia Europea (EEA Report No 28/2016) ha stimato che per solo gli inquinanti PM2.5, NO2 e O3. in Italia abbiamo registrato nel 2015 oltre 90.000 morti premature, il valore più alto in Europa. Riportando il dato alla scala della sola municipalità di Catania, possiamo stimare 450 morti premature ogni anno. Un numero enorme, del quale non esiste una sufficiente consapevolezza. Si tratta di morti che non fanno notizia sui giornali, come quelli degli incidenti stradali, ma che costituiscono un prezzo sociale altissimo per la nostra comunità. I rilievi effettuati hanno evidenziato il problema spesso sottaciuto dell'inquinamento acustico... Arpa Sicilia, tramite la Struttura Territoriale di Catania, ha realizzato nel 2016 la mappa acustica strategica per l’agglomerato di Catania. Dai risultati emerge che il rumore stradale del traffico veicolare rappresenta a Catania il 97% dell’esposizione della popolazione. Oltre il 50% della popolazione è esposta ad un rumore diurno superiore a 65 db(A) e oltre il 56% ad un rumore notturno superiore al 55 db(A). Ricordiamo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda un limite rispettivamente una soglia di 55 db(A) di giorno e 45 db(A) di note. Il traffico produce anche altre esternalità (incidentalità, costi sostenuti dal singolo e dalla collettività)... La mobilità è un fattore fondamentale della vita e della prosperità delle nostre comunità. Le attività di trasporto, tuttavia, determinano una serie di impatti negativi il cui costo non è sopportato direttamente da chi li genera, ma dall'intera collettività. Per questo motivo si chiamano esternalità, nel senso che si tratta di costi esterni alla dinamica economica della domanda e dell’offerta. I principali impatti sono la congestione, l’inquinamento atmosferico, il rumore, gli incidenti e il cambiamento climatico. La natura e l’entità dipendono molto dal modo di trasporto utilizzato. L’Unione Europea pubblica un manuale per la stima dei costi esterni dei trasporti (DG MOVE, Ricardo-AEA/R/ED57769, 2014). Ad esempio si stima che solo il trasporto stradale genera in Italia esternalità per 35 miliardi di Euro, recuperati solo per il 50%, prevalentemente attraverso le tasse sul consumo di carburante. Il resto è pagato da tutti, sia da chi usa l’auto, sia da chi non la usa. Il monitoraggio dell'inquinamento è stato effettuato in 6 luoghi del territorio comunale, di questi 3 (circonvallazione ovest, via Giuffrida, viale Africa) insistono in alcune delle strade in cui sono presenti dei sensori di traffico che fanno parte di un progetto dell'Università di Catania. Attraverso questi sensori è possibile stimare il numero di veicoli che si spostano all'interno della città e quanti penetrano dall'hinterland? Qual è l'obiettivo del monitoraggio? Quali applicazione avrà per la mobilità? L’Università di Catania ha installato 30 sensori in 20 sezioni stradali di ingresso/uscita del perimetro cittadino. I dati registrano un ingresso di circa 300.000 veicoli in un giorno feriale medio, dei quali il 68% automobili, il 5% motocicli, il 14% veicoli commerciali leggeri, l’8% veicoli commerciali pesanti, il 5% autobus. Circa 600.000 spostamenti al giorno sono invece interni al perimetro cittadino. Abbiamo stimato una percorrenza chilometrica complessiva dei mezzi motorizzati di 3.5 milioni di km al giorno, un miliardo all’anno. Il sistema di monitoraggio istallato dispone anche di un modello di simulazione del traffico, in via di calibrazione, che consentirà in futuro una stima affidabile dei flussi nei principali assi della viabilità interna, non solo su quelli dotati di sensori. Infine, mediante modelli di correlazione del traffico con le emissioni di inquinanti, sarà possibile eseguire delle previsioni di concentrazione nelle diverse parte della città, contribuendo ad una conoscenza più capillare del fenomeno, non più limitata solo ai punti di rilievo delle centraline ambientale istallate per legge. Sarebbe possibile ad esempio correlare le concentrazioni di inquinanti con le patologie respiratorie più diffuse in ciascun quartiere. Sarà possibile anche simulare l’impatto di diversi scenari di traffico sulla qualità dell’aria (es. limitazione della velocità o rinnovo del parco veicolare di Catania, tra i peggior in Italia). A Catania la strada è quasi interamente appannaggio del mezzo privato, sia esso in transito o in sosta. Ciò produce un depauperamento dello spazio pubblico. Quali politiche dovrebbero essere applicate? L’unica soluzione, per fare una battuta, è non pensare che esista un’unica soluzione. Servono pacchetti di misure integrate in un piano e condivise. Certamente, in ordine di priorità, tutte quelle che favoriscono la mobilità pedonale, ciclistica, il trasporto pubblico e l’uso condiviso del trasporto privato (car sharing, car pooling, taxi sharing). Infine, bisogna disincentivare l’uso del trasporto privato, usando ad esempio la leva tariffaria della sosta e con una applicazione diffusa delle zone 30. Nei prossimi mesi saranno portate a compimento due tranche importanti di due opere fondamentali: la metropolitana e il passante ferroviario. Quanto migliorerà l'offerta di trasporto pubblico? Si dovrà operare, però, anche sul fronte dei disincentivi all'uso del mezzo privato: quali politiche si dovranno adottare? L’attivazione della linea metro da Nesima a Stesicoro (in futuro da Misterbianco all’Aeroporto) e del passante ferroviario può costituire una provvidenziale “cura del ferro” per l’area urbana di Catania. Per cogliere in pieno i benefici della cura bisognerà lavorare sull’integrazione fisica delle linee (nodi di interscambio), funzionale dell’esercizio (orari cadenzati), tariffaria (titolo di viaggio unico in ambito metropolitano) ed istituzionale (governance decisionale). Se volgiamo lo sguardo al tpl fornito da AMT la situazione è profondamente diversa: su cosa dovrà vertere un piano di rilancio dell'azienda? Metro e FS contribuiscono alla mobilità sostenibile in modo significativo, ma solo su due corridoi di traffico ben definiti. Ad AMT è affidato il compito di garantire una copertura diffusa sul territorio e forte su alcuni assi con la logica delle linee BRT e dei parcheggi di interscambio. AMT deve essere parte fondamentale dell’integrazione di cui sopra. Tuttavia il rilancio dell’AMT dipende prevalentemente da condizioni esterne all’azienda stessa. L’intero TPL è sottofinanziato dalla Regione Siciliana. Nel 1995 la Regione autorizzava e contribuiva all’esercizio di 15 milioni di chilometri nella città di Catania, oggi meno di 9. Insufficienti anche i finanziamenti regionali per il rinnovo del parco veicolare. Inutile scendere nei dettagli tecnici di ciò che si potrebbe fare per rilanciare il servizio AMT se non si agisce sul fronte regionale del finanziamento. Un enorme contributo al miglioramento del servizio di AMT deriverà comunque dalla capacità di ridurre entità e aggressività del traffico privato, ancora una volta una condizione esterna all’azienda.

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25 mar 2017

AMT, nominati i nuovi membri del Consiglio di Amministrazione: l’obiettivo sarà modificare lo Statuto societario

di Mobilita Catania

Dopo alcune settimane di stallo sono stati nominati i nuovi componenti del Consiglio di Amministrazione di AMT (Azienda Metropolitana Trasporti: i nomi sono stati indicati  nel corso della seduta dell'Assemblea e hanno preso il posto di Daniela Baglieri e Sebastiano Gentile. Il presidente Lungaro ritornato alla guida dell'azienda dopo la breve parentesi di Puccio La Rosa ha affermato che "con il nuovo CdA potremo finalmente procedere all'indispensabile approvazione delle modifiche allo Statuto societario imposte dalle nuove normative sulle Partecipate e continuare nell'azione di assestamento e rilancio dell'Azienda che attraversa un periodo di difficoltà", secondo cui  le norme, fin troppo stringenti, dello Statuto hanno infatti causato grandi difficoltà nell'individuazione di personalità con esse compatibili, tanto da dover chiamare professionalità o già gravate da impegnativi incarichi come la Presidente della Sac o a ricorrere a profili al di fuori del territorio catanese. I nuovi membri sono Stefania Di Serio e Domenico Drago che hanno preso il posto nel Consiglio d'amministrazione dell'Amt di Daniela Baglieri e Sebastiano Gentile. L'ingegnere Stefania Di Serio ha lavorato per vent'anni in ruoli apicali in aziende del Trasporto pubblico locale e della Mobilità in tutt'Italia, costituendo grazie alle proprie competenze una vasta rete di contatti nazionali e internazionali e ha insegnato e insegna in Master universitari. Il dottor Domenico Drago, laureato in Economia e commercio e attualmente componente del Collegio dei Revisori di Sicindustria, ha anch'egli una considerevole esperienza nel settore della trasportistica: è stato tra l'altro direttore generale dell'Amat di Palermo e direttore amministrativo dell'Azienda siciliana trasporti (Ast). Ti potrebbero interessare: AMT sconta scelte sbagliate: un errore abbandonare il progetto dei nuovi BRT; Nuove tratte metro, opportunità per rivoluzionare la mobilità con 4 linee BRT    

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10 mar 2017

Viale Vittorio Veneto, la vergogna senza fine della corsia preferenziale invasa dalle auto

di Amedeo Paladino

Viale Vittorio Veneto è lo specchio di come il trasporto pubblico sia offeso e umiliato. L'AMT vive ormai da tempo una crisi grave e sedimentata, che non potrà avere soluzione nel breve periodo non solo per lo stato finanziario, ma anche a causa della mancanza di un piano industriale che rilanci il servizio fornito dall'azienda. Una crisi finanziaria e gestionale che però dimostra come il trasporto pubblico non occupi ancora, a differenze di altre città italiane ed europee, il cardine della mobilità, ancora dipendente quasi esclusivamente dall’utilizzo del mezzo privato. Noi di Mobilita Catania  torniamo ad occuparci della corsia preferenziale di viale Vittorio Veneto, paradigma della dignità persa dal servizio di trasporto pubblico fornito da AMT.  Gli scorsi giorni un autista AMT ha diffuso uno sfogo su Facebook, corredandolo da una foto: «Oggi, di servizio sul 628 rosso, ho impiegato quasi 20 minuti per percorrere viale Vittorio Veneto dall'angolo di via Gabriele D'Annunzio a Piazza Michelangelo Buonarroti (tratto che potrei percorrere in meno di 3 minuti). Questo perché la "mia" corsia preferenziale era interamente occupata da auto in sosta. E la gente aspetta disperatamente alle fermate!» La corsia preferenziale a destra della carreggiata è inutilizzabile perché invasa dalle auto in sosta, con il benestare degli stessi Vigili Urbani che presidiano la strada durante gli orari di ingresso e uscita degli studenti della scuola media Rapisardi. L'anno scorso anche gli operatori della zona a forte vocazione commerciale si sono espressi in merito, avanzando addirittura la proposta di eliminare il percorso preferenziale per lasciar spazio alla sosta delle auto: una richiesta formalmente inascoltata, come buon senso vuole, ma che nei fatti, però, si è realizzata. La preferenziale di viale Vittorio Veneto è un importante tragitto per alcune linee AMT, tra cui il 2-5 che collega una zona residenziale e con una grande offerta di servizi al centro storico, attraversando i due mercati storici della pescheria e della fiera di piazza Carlo Alberto. Su questa linea si è concentrata l'attenzione dell'Amministrazione e dell'AMT nel piano di potenziamento del servizio presentato a dicembre, con l'obiettivo di portare la frequenza a 10 minuti. Ma si tratta di uno sforzo vano se gli autobus sono costretti a perdere parecchi minuti nel traffico a causa dell'impossibilità di percorrere la preferenziale. La soluzione è semplice se si ha la volontà politica di metterla in opera: se lo spostamento della preferenziale al centro della carreggiata appare la scelta migliore, ma non realizzabile nel breve periodo, basterebbe posizionare dei cordoli a protezione del percorso (probabilmente nei depositi dell'AMT ne sono custoditi), esattamente come nella carreggiata nord di Corso Sicilia, dove i cordoli assolvono egregiamente il loro compito. Si tratterebbe di un intervento di facile realizzazione che risolverebbe un problema atavico, ma anche un segnale di un rinnovato interesse nei confronti dell'AMT e dei cittadini che aspettano alle fermate. In questo video la situazione quotidiana di viale Vittorio Veneto: in poche centinaia di metri abbiamo contato più di 50 auto in sosta e qualche doppia fila Ti potrebbero interessare: AMT | Il triste declino del BRT: dopo 3 anni non resta più nulla della linea veloce AMT sconta scelte sbagliate: un errore abbandonare il progetto dei nuovi BRT Nuove tratte metro, opportunità per rivoluzionare la mobilità con 4 linee BRT

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06 mar 2017

Crisi senza fine per AMT: lunghe attese, BRT penalizzato e nessun progetto di rilancio

di Mobilita Catania

Il Brt, la linea veloce che collega il centro con il parcheggio scambiatore Due Obelischi sembra non avere fortuna a Catania. Ce ne siamo già occupati in un precedente articolo in cui illustravamo le gravi criticità soprattutto nelle frequenze che spesso arrivavano a 30-40 minuti contro i 7 minuti previsti dal progetto e garantite almeno il primo anno della sua messa in opera A novembre 2016, dopo la messa in servizio di 9 autobus, la situazione sembrava fosse migliorata: a dicembre avevamo infatti monitorato il servizio BRT e su otto autobus previsti ne avevamo contati sette con una frequenza che oscillava tra gli 8 e i 10 minuti, tutto sommato accettabile. In questi giorni di marzo abbiamo nuovamente monitorato la linea e abbiamo notato un peggioramento della frequenza. I bus sono diventati quattro e le frequenze sono salite a 11-16 minuti con picchi di 20' minuti; inoltre tutti i miglioramenti promessi dall'amministrazione comunale per velocizzare il servizio non hanno avuto seguito. La corsia riservata di via Passo Gravina aspetta il ripristino, mentre i cordoli si stanno sempre più deteriorando, i semafori dedicati da mesi non sono più in funzione e il percorso diventa sempre più lento a causa di alcune strade chiuse al traffico. I problemi del BRT sono ormai gravi e sedimentati e non sarà qualche vettura in più a riportare in auge il servizio, che al suo esordio contava 5 mila passeggeri al giorno; di seguito vi mostriamo alcune foto della linea subito dopo il suo esordio. La linea è stata penalizzata dall’abbattimento del cavalcavia del Tondo Gioeni, che ha costretto l’azienda a rivedere il percorso, facendo venir meno una delle caratteristiche principali del BRT, ovvero la separazione del percorso dal traffico dei mezzi privati: durante le ore di punta gli autobus che servono la linea perdono parecchi minuti nel traffico caotico del nodo Gioeni. Poi è seguito l’aggravamento della situazione finanziaria dell’AMT, causato in particolare dalla mancata riscossione dei crediti che l’azienda vanta da Regione Siciliana e soprattutto dal Comune di Catania. Tutto ciò ha inficiato la manutenzione dell’infrastruttura: i sistemi di priorità semaforica alle intersezioni sono ormai spenti, i cordoli a protezione del percorso preferenziali sono scardinati, le fermate sono state vandalizzate; dallo scorso autunno il percorso del BRT è stato ulteriormente penalizzato dalla chiusura della corsia preferenziale di Ala a causa del crollo di un muro di un palazzo storico. Anche il parcheggio di interscambio Due Obelischi, altro punto di forza del BRT rimane desolatamente vuoto: sono poche decine le auto che sostano quotidianamente, mentre sono più di 600 gli stalli vuoti. Il cittadino utente infatti nelle proprie scelte di spostamento adotta delle scelte razionali: nella decisione se lasciare l’auto presso lo scambiatore e utilizzare l’autobus oppure entrare e sostare in centro con il proprio mezzo, allo stato attuale è più conveniente, economicamente e in termini di tempo, scegliere la propria auto. Purtroppo non è solo il BRT ad avere problemi. Molte delle linee periferiche, già con frequenze molte basse, in questi giorni hanno superato i 90-100 minuti di attesa per alcune linee, creando estenuanti attese degli utenti alle fermate e di conseguenza un aumento del traffico dovuto alla scelta di utilizzare l'auto privata per necessità. Anche la linea 2-5, denominata Mercurio, è passata da 10 minuti a 20, gettando alle ortiche i miglioramenti e la fiducia degli utenti. Le cause sono riconducibili alla grave situazione finanziaria dell’AMT, causato in particolare dalla mancata riscossione dei crediti che l’azienda vanta da Regione Siciliana e soprattutto dal Comune di Catania e da una cattiva gestione che è andata avanti senza un preciso piano di rilancio. Domani ci dovrebbe essere l'assemblea dei soci per nominare il nuovo Cda, dopo le dimissioni della Baglieri e di Gentile, mentre i sindacati annunciano battaglia per gli stipendi non percepiti. Intanto l'AMT tenta di metterci una pezza trasferendo a Pantano d'Arci l'autoparco e l'officina di via Plebiscito. Noi di Mobilita Catania riteniamo indispensabile rimodulare la rete delle linee dei bus urbani, che può essere resa più efficiente se riorganizzata con una visione globale e completa del sistema del trasporto pubblico locale, privilegiando linee di tipo BRT supportate da linee di adduzione e un uso diffuso di corsie preferenziali protette, chiaramente laddove il traffico urbano ne rende evidente la convenienza. L’occasione propizia potrebbe essere una nuova pianificazione congiunta con i gestori di metropolitana e passante ferroviario: coprire il territorio metropolitano nell’ottica di ciascuna tipologia di trasporto complementare all’altra, permetterebbe una ridistribuzione più efficace e mirata dei mezzi su gomma circolanti. magari approfittando dei finanziamenti PON/Metro destinati alla nostra città. Ti potrebbero interessare: AMT | Il triste declino del BRT: dopo 3 anni non resta più nulla della linea veloce AMT sconta scelte sbagliate: un errore abbandonare il progetto dei nuovi BRT Nuove tratte metro, opportunità per rivoluzionare la mobilità con 4 linee BRT  

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23 feb 2017

AMT, dopo la riapertura di via Sgroppillo ripristinato il percorso della circolare 244

di Mobilita Catania

A seguito della riapertura di via Sgroppillo dopo 2 anni di lavori,  AMT (Azienda Metropolitana Trasporti) comunica che la circolare 244 riprenderà il percorso originario. Ecco il percorso in dettaglio:  P.le Sanzio - Via O. Scammacca - V.le R. Sanzio - V.le Vitt. Veneto - Via Duca degli Abruzzi - V.le M. Polo - V.le Ulisse - Via G. P. la Rocca - Via B. Altavilla - Via Vescovo Maurizio - Via Alfred Rittmann - Via Orazio Motta Tornabene - V.le G. lainò - V.le Enzo Longo - Rotatoria davanti Ospedale Cannizzaro - V.le Enzo Longo Via R. Albanese - V.le Delle olimpiadi - Via Sgroppillo - Nizzeti/Via Nuovalucello - Via Vescovo Maurizio - Via B. Altavilla - Via G. P. La Rocca - Via Vescovo Maurizio - Via Caboto - V.le M. Polo - Via Duca degli Abruzzi - V.le Vitt. Veneto - Via Patanè Romeo - Via G. Vagliasindi - P.zza M. Buonarroti - V.le R. Sanzio - P.le Sanzio. Il tratto interessato dai lavori di via Sgroppillo è stato quello che va da via Nizzeti a via Cristoforo Colombo e ha compreso l'allargamento della strada, la realizzazione di nuovi marciapiedi, la posa della tubazione della fognatura per le acque bianche e una nuova rotatoria tra via Sgroppillo e via Cristoforo Colombo.

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