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28 dic 2015

La storia dei treni della Ferrovia Circumetnea: da 120 anni attorno all’Etna

di Roberto Lentini

La Ferrovia Circumetnea ha festeggiato quest'anno i 120 anni d'esercizio. Una storia nata, in realtà, 133 anni fa con il Regio Decreto del 31 dicembre 1883 che costituiva un Consorzio per la costruzione e l’esercizio della ferrovia Circumetnea. 13 anni dopo, precisamente il 2 febbraio 1895, aveva luogo il primo viaggio: Catania - Adernò (l'odierna Adrano). I primi treni della Ferrovia Circumetnea avevano una trazione a vapore e il servizio ferroviario era rivolto sia ai passeggeri che alle merci. Le locomotive a vapore erano una decina e il materiale rotabile trainato era costituito da circa quaranta carrozze passeggeri, circa 170 carri merci e una decina di carri di servizio. Il primo treno messo in esercizio fu, nel 1890, la locomotiva a vapore n° 1 chiamata "Randazzo", prodotta da R. & W. Hawthorn Leslie and Company Limited, oggi demolita. La velocità massima era di 27 km/h e la velocità commerciale raggiungeva, nell’intera tratta, circa i 20 km/h (18,5 km/h nel 1895 e 22,5 km/h nel 1898). Delle dieci storiche locomotive ne restano oggi solo due: la "Mascali", prodotta nel 1894 dalla Società Italiana Ernesto Breda per Costruzioni Meccaniche e custodita in una rimessa della ferrovia, e "La Meusa", così chiamata dal costruttore belga "Société Anonyme des Ateliers de construction de La Meuse", costruita a Liege nel 1909 con il numero di fabbrica 2224, utilizzata dalla Ferrovia Alifana e venduta nel 1926 alla Ferrovia Circumetnea che la immatricolò come numero 14. Oggi è esposta presso il piazzale della stazione ferroviaria di Catania Borgo. I treni a vapore vennero utilizzati fino 1963. Nel 1995, in occasione del centenario della Ferrovia circumetnea, si provvide a restaurare e rimettere in pressione la locomotiva a vapore n. 10 "Mascali". La locomotiva si limitò  a percorrere qualche metro all'interno del deposito e, passati i festeggiamenti del centenario, fu nuovamente accantonata. A partire dai primi anni trenta del novecento, al fine di migliorare il servizio offerto, la Circumetnea decise di passare alle automotrici endotermiche. Nel 1937 vennero acquistate, e messe in servizio, sei automotrici Fiat ALn 56 (chiamate littorine) di fabbricazione nazionale e caratterizzate da economicità e bassi costi di esercizio oltre che da una velocità commerciale decisamente più elevata che dimezzò i tempi di percorrenza.  Le AL 56 01 e  AL 56 06 sono le uniche attualmente funzionanti. Nel 1954 furono acquistate, dalle Officine Ranieri di Roma, due automotrici da 52 posti (AL 541 e 542) e due rimorchiate (R 551 e 552) a carrelli. Le automotrici avevano motorizzazione diesel e trasmissione meccanica; erano costruite a cassa portante elettrosaldata poggiante su due carrelli di cui uno solo motore. La velocità massima era di 75 km/h. L'ambiente viaggiatori era a comparto unico con 52 posti, con porte doppie a battente in posizione centrale. Erano provviste di porte frontali di servizio di intercomunicazione. Le rimorchiate disponevano di 32 posti di prima classe e di 56 posti di seconda classe Nel 1957 tre automotrici Diesel-elettriche, dette "Le Emmine" e prodotte dalle officine Ranieri di Roma (specializzate nell'utilizzo di motori General Motors residuati di guerra a scopo ferroviario), vennero cedute dalle Ferrovie Padane alla Ferrovia Circumetnea e immatricolate come AL 35 01÷03. Si trattava di veicoli unidirezionali, con un solo motore ed una sola cabina di guida , per cui, una volta giunta al capolinea, doveva essere rimessa in posizione grazia alla rotazione di un’apposita piattaforma comandata a mano. Non avevano gancio di trazione o respingenti. Potevano essere alloggiati trentacinque passeggeri a sedere e venticinque in piedi. La velocità di punta, raggiungibile in rettifilo , era di 45 km/h. Nello stesso anno, in seguito alla chiusura della linea ferroviaria Rimini-Novafeltria, venne venduta alla Ferrovia Circumetnea, che aveva urgente necessità di far fronte alle accresciute esigenze dell'utenza, l'automotrice AL 52. Venne immatricolata dalla FCE come AL 52.10  L'automotrice aveva come motorizzazione diesel due motori di ricupero Detroit Diesel modello GM 6/71 provenienti da carri armati Sherman in disarmo e trasmissione meccanica su un solo carrello. La cassa poggiava su due carrelli di cui uno solo motore e l'altro portante. La velocità massima era di 65 km/h. L'ambiente viaggiatori era a comparto unico con 52 posti a sedere. Nel 1960, vennero ordinate tre nuove unità, alle Officine Meccaniche della Stanga allo scopo di sostituire il materiale rotabile obsoleto sulle proprie linee ferroviarie. Le automotrici vennero consegnate alla "Circumetnea" tra la fine del 1961 e i primi mesi del 1962 e immatricolate come ADe 01–03 e rappresentarono un salto di qualità rispetto alle precedenti automotrici, acquistate usate e alle vecchie Fiat ALn 56 . Le automotrici erano costruite a cassa portante elettrosaldata poggiante su due carrelli ambedue motori. Avevano un unico vestibolo centrale di accesso con porte pneumatiche doppie in posizione paracentrale; i due comparti viaggiatori offrivano 15 posti in prima classe e 40 in seconda + 3 posti a strapuntino. Negli anni settanta, il materiale rotabile fu ulteriormente incrementato con dieci automotrici Diesel-elettriche (di costruzione Fiat Ferroviaria-Officine Meccaniche della Stanga). Le automotrici vennero costruite secondo lo schema progettuale ormai classico dei rotabili della "Stanga" a trasmissione elettrica e vennero immesse in servizio come ADe con i numeri progressivi da 11 a 20.   Negli anni ottanta vennero acquistate 4 automotrici Diesel-elettriche usate, in esubero dalle Ferrovie Calabro-Lucane (di costruzione Fiat Stanga – TIBB) che vennero reimmatricolate come automotrici ADe 07 ÷ 10. Esse ebbero, sin dall'inizio, delle limitazioni in quanto il tipo di gancio di trazione,  di tipo tranviario, era differente da tutte le altre automotrici del parco, che era di tipo classico, a maglia e vite di serraggio, con il mono-respingente frontale e questo non ne permetteva l'accoppiamento con gli altri treni. Vennero pertanto  accoppiate a comando multiplo a due a due tra di loro. Successivamente vennero ordinate sei automotrici Diesel RAL60 della dismessa Ferrovia Castelvetrano-Porto Empedocle delle Ferrovie dello Stato (di costruzione FIAT e ristrutturate in FCE). Furono immatricolate in RALn 64.01–06. I lavori di ristrutturazione vennero eseguite da maestranze specializzate  delle officine di Catania Borgo. Il progetto di ristrutturazione prevedeva il taglio delle vecchie e anguste cabine di guida e il montaggio delle più spaziose cabine di guida unificate a due vetrate curve con porta di accesso alle cabine di guida creata ex novo. Esse sono a trasmissione meccanica ed hanno i motori più potenti tra le automotrici in servizio sulla Circumetnea (dopo i nuovi "Vulcano"). Alcune continuano a svolgere il loro servizio ancora oggi. Agli inizi degli anni novanta, il materiale rotabile fu incrementato con l’acquisto di altre 5 automotrici diesel elettriche  (di costruzione ITIN di Catania) e immatricolate come ADe 21 ÷ 25. Montano due motori diesel Fiat sovralimentati capaci di erogare 170 kW ciascuno. La struttura del motore è del tipo classico, a sogliola, sospeso sotto alla cassa. La trasmissione è di tipo diesel-elettrico. Le ruote vengono azionate infatti per mezzo di motori elettrici e permettono una velocità massima di 90 km/h, con una capienza di 54 posti a sedere. L'automotrice ADe 21 è stata accantonata nell'officina di Catania Borgo e viene usata per fornire i pezzi di ricambio per le altre unità della serie, in seguito al fallimento della fabbrica che ha di fatto impedito il reperimento dei ricambi occorrenti. Nel 2009 è iniziata l'opera di restyling e ammodernamento di quattro unità ADe. Alla prima di queste, la ADe 18, è stato dato il nome de "La Prima" ed è stata presentata l'11 settembre 2010, in occasione dell'inaugurazione del nuovo tracciato sotterraneo di Santa Maria di Licodia. Essa è dotata di nuovo arredamento interno, climatizzazione, vano per trasporto biciclette e una nuova livrea. Al termine dei lavori di ristrutturazione dell'ADe 18, sono iniziati i lavori di ammodernamento dell'ADe 19 che è stata ristrutturata seguendo lo schema di lavoro della ADe 18 e a cui è stato dato il nome de "La Seconda": è entrata in servizio passeggeri nell'inverno del 2012.  Successivamente è stata ristrutturata l'automotrice ADe 16, "La Terza", e presto seguirà "La Quarta". Quest'ultima sarà utilizzata per scopi cicloturistici nella tratta Randazzo-Riposto e avrà a disposizione un maggior spazio per le biciclette. Dopo circa 20 anni dall'ultimo acquisto di rotabili, nel 2010 fu aggiudicata alla RSI Italia la commessa per la costruzione di 8 nuove unità binate diesel-elettriche che dovevano essere consegnate nel 2012.  In conseguenza della crisi irreversibile che portò alla messa in liquidazione della RSI-Costa Sistemi Ferroviari (ex Costamasnaga) l'ordinativo fu acquisito, nel settembre 2013, dalla società polacca Newag che siglò, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il contratto per la fornitura di quattro complessi automotori con un'opzione per la fornitura di altri quattro complessi prevista entro i successivi quattro anni. Il primo treno della serie, la DMU 001 A-B battezzata "Vulcano", è giunto a Catania via mare su appositi carrelli stradali il 1° dicembre del 2015 e nei giorni successivi sono giunti anche i DMU 002 e 003, ufficialmente presentati alla città il 19 dicembre 2015. Il quarto e ultimo treno di questa commessa giungerà entro le prime settimane del 2016 mentre entro febbraio dello stesso anno entreranno in esercizio le prime tre nuove unità. L'autotreno Vulcano è un rotabile a pavimento parzialmente ribassato, a scartamento ridotto da 950 mm come tutti i mezzi delle Circumetnea di superficie. Il progetto, il design e gli interni sono italiani. Sono polacche la costruzione delle casse, del telaio, delle trasmissioni,  i sistemi elettrici ed elettronici di controllo e il software. I treni sono inoltre dotati di display informativi, di impianto audio per annunci sonori e informazioni sul tragitto controllato dalla cabina di guida. Le porte di ingresso sono dotate di sistema conta passeggeri per la rilevazione in tempo reale degli utenti a bordo. Ciascun convoglio è predisposto per la geolocalizzazione (GPS) ai fini del controllo di regolarità della corsa da una centrale operativa. ESCLUSIVA VIDEO | Vulcano si posa per la prima volta sui binari della Circumetnea   Foto di Copertina: Mary Indelicato Qui un video di una automotrice RALn in partenza dalla stazione di Catania Borgo: Bibliografia Francesco Ogliari, La Ferrovia Circumetnea, in TuttoTreno e Storia 13, pp. 56-70, Albignasego, Duegi Editrice, 2005. Domenico Molino, Miniautomotrici per la Sicilia, in I treni, 6 (2007), n.294, pp. 15-20, Salò, ETR, 2007. Giuseppe Sergi, Novità sulla Circumetnea: è pronta la nuova RALn 64.01, in I treni oggi, 7/8 (1981), n.11, pp. 25-26, Salò, ETR, 1981. Dati tecnici, storici e giuridici in, Proposta di legge di inclusione della Ferrovia Circumetnea nella rete statale del 24 aprile 1959 Atti della Camera dei Deputati, III Legislatura Gaetano Calabrese, La costruzione della Circumetnea pp.56-80, in Imprese e capitali stranieri a Catania tra ’800 e ’900 Inzerilli Massimo, "A nord dell'Etna", in i Treni, n. 227, giugno 2001, pp. 22–28. Inzerilli Massimo, "Alle spalle dell'Etna", in i Treni, n. 255, gennaio 2004, pp. 24–31. Inzerilli Massimo, "Da Adrano a Catania", in i Treni, n. 295, luglio-agosto 2007, pp. 12–18. Inzerilli Massimo, "La Circumetnea va sottoterra", in i Treni, n. 331, novembre 2010, pp. 26–28. Inzerilli Massimo, "Ferroviere sotto l'Etna", in i Treni n. 347, aprile 2012, pp. 28–34. Giuseppe Sergi, Novità sulla Circumetnea: è pronta la nuova RALn 64.01, in I treni oggi, 7/8 (1981), n.11, pp. 25-26, Salò, ETR, 1981. Giuseppe Sergi, Automotrici «unificate» per la Ferrovia Circumetnea, in "Ferrovie", anno I, n. 1 (ottobre 1990), pp. 13-17. FCE, 120 anni di Ferrovia Circumetenea Wikipedia: Ferrovia Circumetnea Treno DOC http://www.trenodoc.it/

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25 dic 2015

I nostri auguri di un felice Natale con le nuovi luci di piazza Europa

di Mobilita Catania

Lo staff di Mobilita Catania festeggia il suo primo Natale e augura a tutti i lettori e amici di trascorrere felicemente questo giorno speciale. Gli approfondimenti di catania.mobilita.org insieme alle vostre segnalazioni e proposte, che contraddistinguono il taglio partecipativo e propositivo del network mobilita.org, ritorneranno nei prossimi giorni. Nell'augurarvi nuovamente un felice Natale vi proponiamo le foto della riqualificazione del verde e degli arredi urbani di piazza Europa: l'intervento è stato frutto del contributo della società cooperativa Sims e della società Gemmo in collaborazione con il Comune di Catania e la società Multiservizi. L'acqua finalmente tornata a zampillare e la luce della fontana possano essere di buon augurio per la nostra città.  

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19 dic 2015

FOTO | La Circumetnea festeggia 120 anni e presenta i nuovi Vulcano

di Andrea Tartaglia

Grande festa, oggi, presso la stazione di Catania Borgo della Circumetnea. La storica ferrovia ha festeggiato i 120 anni di esercizio presentando ai cittadini e alle autorità i nuovi arrivati, ovvero i tre nuovissimi treni DMU "Vulcano" arrivati nei giorni scorsi dalla Polonia, costruiti dalla Newag, così come già ampiamente documentato da catania.mobilita.org nelle scorse settimane. Il quarto treno, l'ultimo di questa commessa, arriverà entro le prime settimane del nuovo anno. "Vulcano" si posa per la prima volta sui binari | GUARDA IL VIDEO Presenti il commissario Virginio Di Giambattista, il direttore della Fce  Alessandro Di Graziano, il sindaco di Catania Enzo Bianco, l'assessore regionale al Turismo Anthony Barbagallo e il presidente della Newag Zbigniew Konieczek, l'occasione è stata spunto di nuove comunicazioni sul programma di sviluppo infrastrutturale della Circumetnea, sia per quanto riguarda il servizio di superficie che per quanto concerne la metropolitana sotterranea. Ad oggi, nonostante tutte le difficoltà, i tempi previsti dal cronoprogramma sono confermati: la metropolitana aprirà nel corso dell'estate del 2016 e ciò coinciderà con un riordino anche del servizio su gomma, con nuovi capilinea previsti presso i parcheggi scambiatori di Nesima e di Sanzio. Metropolitana di Catania | Scheda dell'opera A tal proposito, l'FCE ha comunicato che arriveranno 10 nuovi bus, mentre continua l'opera di restyling delle vecchie automotrici Ade: alle tre già ristrutturate e in uso, se ne aggiungerà una quarta che verrà impiegata prevalentemente per fini turistici. Ai quattro nuovi Vulcano, invece, si prevede di poterne affiancare altri nuovi tre o quattro nel corso del prossimo anno, in base alle risorse che verrano rese disponibili dalla Regione Siciliana. La festa è stata grande per tutti: numerosissimi i cittadini che hanno voluto assistere all'ingresso trionfale del nuovo treno in stazione, dove ha affiancato la storica littorina restaurata Aln 56 del 1937, in un'emozionante  immagine che ha mostrato insieme il passato e il futuro che, da oggi, è già presente. L'Arcivescovo di Catania Gristina ha benedetto il nuovo treno. I nuovi treni entreranno in servizio tra febbraio e marzo: l'FCE, infatti, ha deciso di prolungare i tempi di pre-esercizio in funzione delle particolari caratteristiche dei nuovi carrelli dei treni e per sondare meglio le effettive velocità commerciali, che si prevedono decisamente superiori alle attuali.  Viaggi più brevi e con maggior confort, dunque, per gli utenti della Circum. Ciascun treno può ospitare più di 100 passeggeri comodamente seduti, con una capacità massima di 190 passeggeri. La rivoluzione è cominciata, il 2016 sarà l'anno della svolta operativa della Circumetnea e, quindi, della mobilità della città metropolitana di Catania.

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27 nov 2015

In taxi a tariffa agevolata per La notte dei Musei: come usufruire della promozione

di Mobilita Catania

In occasione della Notte dei Musei, che si svolgerà sabato 28 novembre a Catania, la Cooperativa Social taxi Catania propone una tariffa agevolata per spostarsi in città in modo rapido ed efficiente. Social taxi, cooperativa che gestiste il trasporto pubblico in taxi a Catania dal 1975, su nostra proposta ha pensato di agevolare i cittadini per raggiungere musei civici e i siti monumentali cittadini  aperti dalle ore 19.00 alle 01.00  con un ricco programma di eventi, tra  concerti, danza, libri, video, mostre, laboratori, visite guidate. L'ingresso ai siti è gratuito o con tariffa ridotta (clicca qui per il programma completo de "La Notte dei Musei"). Per poter usufruire della tariffa agevolata basterà chiamare Radio Taxi al numero 095 8833 richiedendo il servizio "Notte dei Musei- Mobilita Catania" all'operatore che risponderà. La tariffa unica di 10 euro sarà applicata a tutta l'area urbana compresa all'interno della cinta della circonvallazione e di via Palermo (vedi planimetria), la tariffa è particolarmente conveniente se condividerete il taxi con altri amici poiché le vetture sono da 4 o da 6 posti. Per ogni fermata in più si applicherà una maggiorazione di 2 euro. Un comodo viaggio in taxi insieme ai vostri amici a un costo di 2 o 3 euro a persona, senza problemi di stress alla ricerca di uno stallo per la sosta! La tariffa da e per l'aeroporto è invece di 18 euro. Per raggiungere il centro in occasione de "La Notte dei Musei" lascia l'auto a casa e spostati in taxi in modo veloce ed economico, condividendolo con i tuoi familiari e amici.  

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11 nov 2015

Catania è delle auto, non c’è spazio per le persone: delle aree pedonali rimangono solo i cartelli

di Amedeo Paladino

Lo spazio pubblico è un luogo fisico in cui la fruizione è collettiva: è lo spazio della comunità, lo spazio delle relazioni sociali. Purtroppo il nostro modello di vita è cambiato: ogni giorno si passa da un luogo privato -la casa- a un mezzo privato- l'auto- per raggiungere il luogo di lavoro, di studio e di consumo. La privatizzazione dello spazio pubblico appannaggio solo dell'auto ha reso una questione privata anche la nostra vita e i nostri spostamenti. Fuori dalle nostre case lo spazio è costituito da strade e parcheggi, infatti gran parte della superficie urbana è una rimessa per le auto: i veicoli in sosta e il traffico sono una barriera per ogni cittadino. Il rapporto Ecosistema urbano 2014 redatto da Legambiente (potete consultarlo qui) dà la percezione statistica di questo: solo 16 cm/q a disposizione del cittadino. Tutto il resto della città è delle auto.   Il quadro si fa ancora più impietoso se alle statistiche si accompagna l'esperienza quotidiana: delle aree pedonali e delle zone a traffico limitato rimangono solo i cartelli. I mercati storici della Pescheria e della Fiera sono luoghi in cui è fondamentale facilitare l'accessibilità dei pedoni. I cittadini che si recano in queste aree sono costretti a percorrere la strada tra le auto in sosta e in transito nonostante la presenza della segnaletica verticale indicante l'area pedonale. Ecco la situazione della Pescheria: Le strade d'ingresso alla Fiera, via Giacomo Puccini e via Luigi Rizzo, sono anch'esse pedonali, ma solo per la segnaletica verticale. Le due foto di Google Street View dell'agosto 2015 lo dimostrano. La gestione delle poche aree pedonali è assente anche in Piazza Cutelli. L'area sarebbe lo sbocco dei molti croceristi che dal Porto si recano in centro attraverso via Porta di ferro, ma la pervasività delle auto e la maleducazione di molti automobilisti, accompagnata all'assenza di controllo ha ridotto la piazza in un parcheggio. I dissuasori su via Vittorio Emanuele II e su via Porta di ferro sono stati spostati per permettere il passaggio illecito ai veicoli. Via Etnea è stato una dei primi luoghi in cui il traffico automobilistico privato è stato inibito, ma negli anni le maglie dei controlli si sono allargate, solo piazza Duomo e piazza Università rimangono quasi inviolate grazie alla presenza dei pilomat. Un video di alcuni mesi fa lo dimostra.   Dell'area di piazza Bellini e di via Teatro Massimo facenti parte di una  zona a traffico limitato abbiamo già lungamente parlato. [leggi anche: Piazza Bellini è ormai distrutta: c’era una volta la più bella piazza di Catania] La piazza è stata riconsegnata ai cittadini nel 2007, dopo 15 mesi di lavori e una spesa di un milione e 800 mila euro, ma la ZTL non è mai stata presidiata dai Vigili Urbani con continuità e il sistema di videosorveglianza non è attivo. Il risultato è che l'area è una zona di libero transito abbandonata e degradata. In piazza Stesicoro l'area antistante l'anfiteatro romano i dissuasori sono stati divelti e nelle ore serali non è infrequente trovare auto in sosta all'interno; il perimetro dell'anfiteatro è invece regno della sosta illegale: per un cittadino o per un turista sarebbe impossibile transitare. Il caso più paradossale è senz'altro via Crociferi: luogo pregno di storia e arte, rappresenta l'esempio più bello del barocco catanese. Già alcuni mesi fa avevamo denunciato la mancanza di controlli, ma nulla è cambiato. Qui sotto il link all'articolo precedente. [Via Crociferi, “area pedonale” con parcheggiatore abusivo] Via Crociferi fa parte delle bellezze barocche della Sicilia orientale che nel 2002 sono state nominate dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. In questo quadro abbiamo accompagnato i freddi numeri delle statistiche alla documentazione fotografica dello stato di fatto: il dato riportato dal rapporto Legambiente è quindi ampiamente sovrastimato. I nostri approfondimenti riguardanti la mobilità pedonale proseguiranno nei prossimi giorni, per saperne di più sulla nostra campagna consulta l'articolo sottostante. [Catania non è una città per pedoni: MOBILITIAMOCI]

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02 nov 2015

Monorotaia di Catania “EtnaRail”

di Andrea Tartaglia

Nel mese di settembre 2015 è stato approvato dalla Città Metropolitana di Catania il progetto preliminare di EtnaRail, ossia un sistema di metropolitana leggera su monorotaia che collegherà i principali paesi etnei dell'hinterland settentrionale di Catania al capoluogo. La proposta di realizzazione era stata precedentemente avanzata all'ex Provincia Regionale di Catania dalla Fcf S.p.A., azienda catanese specializzata in costruzioni ferroviarie, insieme con altre imprese italiane e straniere, ed è stata accolta dal nuovo ente attraverso un'apposita Conferenza dei Servizi. Il benestare è arrivato dai sindaci dei comuni coinvolti, dalla Soprintendenza, dal Genio Civile e, in tempi più recenti, anche dall'Anas, poiché la monorotaia scavalcherà la Tangenziale di Catania. Prossimi enti e istituzioni chiamati a esprimersi saranno il Cas, coinvolta per un passaggio presso lo svincolo autostradale di San Gregorio di Catania, e l'Università degli Studi di Catania, visto che è previsto il passaggio attraverso la Cittadella Universitaria e il parcheggio Santa Sofia. L'infrastruttura si pone l'obiettivo di contribuire in maniera determinante al miglioramento della mobilità nell'area metropolitana di Catania, offrendo un servizio veloce ed efficiente in grado di costituire una seria alternativa al mezzo privato per la penetrazione al centro città dalla cintura nord dell'hinterland, potendo anche avvalersi di capilinea da realizzarsi in corrispondenza di stazioni della metropolitana pesante già esistenti. Raggiungere quest'obiettivo significa anche poter decongestionare il traffico veicolare, abbassare il livello di inquinamento delle aree interessate e innalzare il livello di qualità della vita dei cittadini. Il progetto della monorotaia di Catania prevede due linee (Verde e Arancione) per un totale di 22 km con 18 stazioni, ossia la linea Verde (Pedara-Stadio) e la linea Arancione (San Giovanni La Punta-Borgo). Inizialmente era prevista anche una terza linea (Rossa) che avrebbe collegato le altre due da Mascalucia a San Gregorio di Catania, con 2 fermate intermedie, ma al suo posto viene proposta una linea di Brt per collegare Tremestieri Etneo alla fermata di Mascalucia. La Linea Verde, Pedara-Stadio, consta di 11 fermate e di 5 parcheggi scambiatori lungo un percorso di 12 km e sarà così articolata: Pedara [P] Etna [P] Mascalucia [P] [BRT*] Gravina  San Paolo [P] Fasano Santa Sofia [P] Policlinico Cittadella Universitaria Milo [M] Stadio Corrispondenze: [P]=parcheggio scambiatore;  [M]=fermata metropolitana;  [BRT]=fermata Bus Rapid Transit.   *=proposto. Tale linea sarà la prima ad essere realizzata con una spesa di 260 milioni di euro, 80% dei quali attraverso fondi Por e il restante 20% a carico dei privati, secondo la modalità del Project Financing. Dei cinque parcheggi scambiatori previsti lungo la linea verde, quello di Santa Sofia è già esistente e il suo utilizzo è vincolato al consenso dell'Ateneo. Si pianifica, inoltre, l'istituzione di una linea Brt per collegare la stazione di Mascalucia a Tremestieri Etneo, in sostituzione dell'inizialmente prevista terza linea (rossa). Procedendo da nord, la linea attraverserà i territori di Pedara, Mascalucia, Gravina di Catania e Catania: nel capoluogo ricadono le ultime 5 fermate, a distanze più ravvicinate rispetto alle altre. In particolare, la minima distanza tra le stazioni è di 540 m mentre la massima è di 2130 m. Presso la fermata Milo sarà possibile scambiare con la metropolitana (apertura prevista nel 2016). Non citiamo la corrispondenza con la linea 1 del Brt (Due Obelischi-Stesicoro) in quanto il suo percorso, per buona parte del tragitto, è corrispondente a quello della monorotaia, la quale offre un servizio più veloce e una capacità di trasporto maggiore. Pertanto l'avvento della monorotaia comporterà, verosimilmente, una rimodulazione del tracciato del Brt1 o una sua soppressione a vantaggio di impiego presso altre aree della città (ad esempio per il servizio Nesima [P] - Asse dei Viali). La Linea Arancione, San Giovanni La Punta-Borgo, consta di 7 fermate e di 2 parcheggi scambiatori  lungo un percorso di 10 km e sarà così articolata: San Giovanni la Punta San Gregorio - Autostrada [P] Trappeto [P] Balatelle Canalicchio Nizzeti Borgo [M] Corrispondenze: [P]=parcheggio scambiatore;  [M]=fermata metropolitana. La minima distanza tra le stazioni è di 908 m mentre la massima è di 2.318 m. Presso il capolinea Borgo sarà possibile scambiare con la metropolitana. Inizialmente era previsto il passaggio della linea arancione anche da Sant'Agata li Battiati, anche allo scopo di servire il parcheggio scambiatore Due Obelischi (già esistente), ma il tracciato è stato modificato a causa del veto del comune interessato. Sulla mancata corrispondenza con la linea 1 del Brt attualmente esistente, valgono le stesse considerazioni evidenziate a margine della descrizione della linea verde. Entrambe le linee prevedono tempi di percorrenza, da capolinea a capolinea, di circa 20 minuti. In particolare, la linea verde avrà una frequenza di una corsa ogni 3'30'' nell'orario di punta (7 minuti nel resto dell'orario d'esercizio; 10 minuti sabato e festivi) mentre la linea arancione avrà una frequenza di una corsa ogni 4'30'' in orario di punta (8 minuti nel resto dell'orario d'esercizio, 10 minuti sabato e festivi). In totale saranno impiegate 56 vetture accoppiate. A supporto delle linee sarà il sistema dei parcheggi scambiatori, i quali saranno dotati di coperture fotovoltaiche che produrranno energia elettrica per contribuire all'alimentazione della monorotaia. L'altezza della sopraelevata su cui correrà EtnaRail è di circa 7 metri, con piloni di sostegno ogni 25 metri e fermate passeggeri lunghe 25 metri, a fronte di convogli costituiti da 2 carrozze per un totale di 21 m di lunghezza e una capacità di circa 200 passeggeri. Innovativo il sistema di scorrimento su travi a doppio T e pile con sezione a Y. I treni automatici, senza conducente (sistema driverless), disporranno di motori elettrici leggeri (appena 95 kg), potenti (1000 cv) e silenziosi e saranno muniti di speciali carrelli costituiti da 2 ruote per asse più sei ruote stabilizzatrici per carrello, in grado di affrontare pendenze significative e raggi di curvatura stretti. I treni saranno inoltre dotati di aria condizionata, finestre panoramiche e luci a led all'interno, con colorazioni diverse in base alla fermata di passaggio. I depositi dei mezzi sorgeranno presso i capilinea nord. A Mascalucia sorgerà la sala di controllo principale, mentre un'altra più piccola, di riserva, sarà realizzata a San Giovanni La Punta. Il numero di passeggeri annui stimato si attesta su circa 13 milioni, dei quali si prevede che circa 8 cominceranno o proseguiranno il viaggio avvalendosi anche della metropolitana cittadina: presso Borgo e Milo, infatti, è previsto un collegamento diretto tramite ascensori e tapis roulant. Si stima il flusso di passeggeri orari in circa 4-5000 unità. Prima di poter procedere alla realizzazione della prima linea, ossia la Verde, occorrerà naturalmente portare a termine l'iter burocratico per il quale potrebbe occorrere circa un anno e mezzo. I tempi della realizzazione in sé, invece, saranno piuttosto contenuti potendosi concludere in 3 anni dall'avvio. [Approfondimenti sul progetto EtnaRail in esclusiva per il nostro sito, clicca qui sotto per consultare]: ETNARAIL | Via libera alla metropolitana leggera dei paesi etnei; FOTO | Dentro EtnaRail: in esclusiva ecco il treno della monorotaia etnea; EtnaRail, scopriamo la Linea Verde: dove transiterà la monorotaia EtnaRail, la linea arancione: da San Giovanni La Punta a Catania

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