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31 dic 2015

Il 2015 della mobilità e delle opere a Catania: il resoconto

di Mobilita Catania

Volge al termine il 2015. Un anno che si conclude con l'emergenza smog e il tema della mobilità in primo piano, con la firma del nuovo contratto di servizio tra Trenitalia e Regione Siciliana e l'arrivo dei nuovi treni Vulcano in esercizio per la Ferrovia Circumetnea. Le notizie e gli approfondimenti di Mobilita Catania hanno coperto gli eventi dal mese di maggio, con un taglio sempre propositivo testimoniato dai 7 mesi di risultati positivi nel riscontro che il nostro sito ha avuto come partecipazione dei cittadini: i nostri contenuti sono stati letti 350 mila volte, la nostra fanpage ha superato i 6 mila sostenitori e i nostri canali twitter e youtube crescono rapidamente. Il progetto del network mobilita.org, condiviso con i cugini di Mobilita Palermo, allarga i propri orizzonti. Il 2015 è stato l'anno in cui i cittadini hanno espresso la necessità di una mobilità più giusta e sostenibile, più rispettosa dell'ambiente e delle persone. Ma è stato anche  l'anno del crollo del viadotto Himera. Il 10 aprile una frana fa cedere una parte del viadotto lungo l'autostrada Catania - Palermo: la bretella sarà pronta il 15 novembre, mentre già a luglio vengono completati i lavori della trazzera di Caltavuturo finanziati dal Movimento 5 Stelle. Intanto, grazie (!) al crollo del viadotto Himera, aumenta l'offerta ferroviaria, in attesa del potenziamento ferroviario e dell'arrivo di nuovi treni: dai due treni giornalieri con cambi e tempi di percorrenza di circa 5 ore, si passa a 14 treni giornalieri con tempi di percorrenza di 2 ore e 47 minuti per collegare direttamente i due grandi poli metropolitani della Sicilia: Catania e Palermo. A ottobre la rete viaria siciliana subisce un nuovo duro colpo: una frana invade l'autostrada Messina-Catania; ancora oggi una carreggiata rimane chiusa e i tempi per ripristinarla appaiono lunghi. Sul fronte delle opere prettamente catanesi, notevoli passi avanti sono stati fatti con la metropolitana: ad aprile è stato finalmente abbattuto l'ultimo diaframma, operazione giunta in ritardo per via del "nodo Fastweb", e con l'occasione sono stati presentati alla città i cantieri della stazione Stesicoro e illustrata la tempistica per il completamento dell'opera. A fine luglio viene mostrato lo stato di avanzamento nei cantieri della stazione Milo e vengono consegnate le aree per il cantiere dell'estensione Nesima-Monte Po. A dicembre, i 120 anni della Ferrovia Circumetnea vengono festeggiati con l'arrivo di tre nuovi treni denominati "Vulcano" (un quarto mezzo arriverà nelle prossima settimane) che porterà a un notevole miglioramento dei servizi nel trasporto su ferro,  grazie anche all'ultimazione dei lavori di ammodernamento della tratta Adrano – Paternò. Lo stesso non si può dire per il Passante Ferroviario che durante l'ultimo anno ha compiuto pochi passi in avanti. L'apertura della stazione Cannizzaro il 13 dicembre scorso rappresenta un piccolo tassello per questa opera di fondamentale importanza per il futuro della mobilità della città metropolitana. L'auspicio è che il 2016 rappresenti l'anno della svolta per il completamento di questa prima tranche dell'opera. Da registrare l'intesa tra la Regione Siciliana e Rete Ferroviaria Italiana per la creazione di una nuova stazione ferroviaria nei pressi dell'aeroporto Bellini di Fontanarossa. Per lo scalo etneo gli scenari futuri prevedono la costruzione della seconda pista, la ristrutturazione e apertura del vecchio terminal Morandi, il completamento dei lavori di ampliamento del terminal partenze. Controversa è la vicenda inerente la nuova darsena commerciale del porto di Catania, aspramente criticata da molte associazioni ambientaliste e inaugurata a luglio dal ministro Delrio: un'infrastruttura strategica per la città anche in prospettiva della riqualificazione dell'area storica del porto. Tuttavia, dopo pochi mesi, una zona della darsena è stata interdetta a causa di un cedimento. Pare, intanto, avviarsi ad una soluzione la profonda ferita di Corso dei Martiri della Libertà: il progetto di riqualificazione affidato all'architetto Cucinella tra alcuni mesi comincerà a diventare concreto con la cantierizzazione delle opere di urbanizzazione primaria. L'Anac ha dato parere positivo circa la possibilità di affidamento lavori direttamente a soggetti privati da parte della committenza. L'Amt (Azienda Metropolitana Trasporti) ha migliorato l'offerta con la nuova linea Librino Express, l'apertura del parcheggio di interscambio Fontanarossa e la messa in esercizio di nuovi autobus Scania. Il 2016 ci dirà se l'azienda saprà dare una svolta alla mobilità, migliorando il deficitario servizio: in questo senso sarà necessaria l'integrazione e la rimodulazione delle linee in accordo con Ferrovia Circumetnea e Trenitalia, e l'implementazione del tanto atteso BRT2. Nel mese di settembre abbiamo mostrato in esclusiva i dettagli del progetto EtnaRail, la metropolitana leggera dei paesi etnei, mostrando i percorsi delle linee e le foto del prototipo del treno. L'opera è ancora un progetto la cui realizzazione dipenderà da molti fattori, ma il via libera dato dai sindaci dei comuni interessati dal passaggio dell'infrastruttura e il parere positivo di Anas, Genio Civile e Soprintendenza sono segnali positivi. Nei mesi di settembre e ottobre la città si è allagata per ben due volte, dimostrando che lo sviluppo dell'area metropolitana catanese degli ultimi decenni non è andato di pari passo con una gestione oculata del territorio spesso cementificato e senza un canale di gronda che potesse raccogliere le precipitazioni. Sul fronte rifiuti, sicuramente di rilievo l'inizio della raccolta differenziata porta a porta. Cominciata nel quartiere di Santa Maria Goretti, nelle ultime settimane ha coinvolto un'altra porzione di città e l'obiettivo è estenderla a tutto il vasto territorio comunale. Un anno complessivamente positivo per consolidare le basi delle future infrastrutture della città, ma non ugualmente per gli spazi pubblici della città ancora asserviti alle auto: la qualità dell'aria infatti non migliora, e le poche aree interdette al traffico rimangono prive di videosorveglianza mentre le pedonalizzazioni del lungomare e di via Umberto sono episodiche. Di positivo va registrato l'avvento dello Street Control quale metodo di rilevazione di infrazioni nel territorio comunale: uno strumento dalle grosse potenzialità ma che è partito lentamente. Questo è un quadro sintetico di quanto successo a Catania da quando catania.mobilita.org è una realtà. Sono ancora molte le sfide che la città deve affrontare e Mobilita Catania continuerà anche il prossimo anno ad aggiornarvi e dare spazio alle vostre segnalazioni e proposte. Buon 2016!                    

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30 dic 2015

Ciclabilità a Catania: pochi passi avanti, ancora tanto da fare

di Alessio Marchetti

Com'è stato quest'anno per i ciclisti Catanesi? Le condizioni sono migliorate rispetto al 2014? Purtroppo quasi nulla è cambiato. Quest'anno si è rivelato una delusione per le aspettative di chi si muove in bici: a partire dalla pista ciclabile promessa dall'Amministrazione comunale sul lungomare che tutti aspettavano già da inizio anno. Tuttavia, va rilevato che nel mese di dicembre si è chiuso il bando di gara per la realizzazione di due tratti di percorso ciclabile: lungo il viale Ruggero di Lauria e tra il viale Presidente Kennedy e l'ingresso del Porto, nei pressi del Faro Biscari: ad oggi, però, non sono stati resi noti i risultati del bando e lo stato di avanzamento nell'iter è incerto. Non sono stati adottati provvedimenti tesi a favorire la mobilità ciclabile e pedonale: nessuna infrastruttura ciclabile in città, nessuna nuova ZTL, nessuna zona 30 o sensi unici eccetto bici, che invece sono presenti in tantissime città, compresa la vicinissima Acireale.  Le corsie preferenziali in cui il transito è consentito ai ciclisti non sono state estese, nonostante costituisca un provvedimento semplice ed a bassissimo costo. I parchi, dove i ciclisti possono pedalare in modo spensierato, sono poco curati: sono noti i problemi del boschetto della Playa chiuso da inizio anno fino a Pasquetta e recentemente inagibile per lo straripamento del lago o il Giardino Bellini spesso al buio. Le aree naturali del Simeto, luoghi perfetti per chi pratica mountain bike e il cicloturismo, sono mal collegate con la città e poco curate; da segnalare in positivo un nuovo sentiero nei pressi della foce, realizzato dalla Città Metropolitana di Catania che gestisce l'Oasi del Simeto, il quale permette di evitare parte della pericolosa statale per raggiungere il fiume. In merito all'intermodalità, ovvero l'utilizzo combinato di differenti mezzi di trasporto, l'AMT (Azienda Metropolitana Trasporti) ancora non ha ancora ammesso il trasporto delle bici nemmeno in fasce orarie poco frequentate come richiesto da molti cittadini;  è invece consentito il trasporto delle bici pieghevoli ma con dimensioni molto ridotte (80x60x40) e dentro una sacca. Basterebbe molto poco per migliorare il servizio, aumentando le dimensioni consentite ed eliminando l'obbligo della sacca come già fatto da Trenitalia. In questo senso, la Ferrovia Circumetnea ha migliorato il servizio rivolto ai ciclisti: da alcuni mesi è possibile trasportare la bicicletta gratuitamente sulla metropolitana in alcune fasce orarie, molto utile per le medie percorrenze in prospettiva dell'apertura delle nuove tratte Borgo - Nesima e Stesicoro - Galatea; un ulteriore miglioramento sarebbe l'ampliamento degli orari in cui è possibile trasportare la bici e l'installazione di canalette per agevolarne la discesa o la salita nelle stazioni. Le strade della città sono rimaste pericolosissime per i ciclisti: citiamo il caso della circonvallazione e il nodo Gioeni divenuto critico dopo l'abbattimento del ponte che ha già causato alcuni gravi incidenti, tra cui quello in cui un ciclista ha rischiato di morire investito da un autobus. I nodi critici ancora non risolti sono tanti: uno tra i più rilevanti è il collegamento pericoloso con i lidi Playa. La rotatoria del Faro è tremenda da percorrere per i ciclisti, è inoltre priva di attraversamenti pedonali che servirebbero per poterla percorrere con bici al seguito. Altro nodo critico è il collegamento tra Aci Castello e il lungomare di Catania: chi va in bici è costretto a percorrere un tratto  della circonvallazione; basterebbe una ciclabile di pochi metri da Via Barraco a Piazza Mancini Battaglia per risolvere il problema. Nel 2015 il bike sharing realizzato dall'Autorità Portuale non è stato ancora attivato: se a Palermo il servizio è stato inaugurato da alcune settimane, le stazioni installate a Catania rimangono vuote nonostante già nel 2014 fosse stato annunciato l'avvio definitivo. Non è passata inosservata la decisione dell'Amministrazione di stornare circa 800 mila euro della pista ciclabile da realizzare in Viale Africa, le proteste dei ciclisti catanesi sono rimaste inascoltate: La buona notizia è sicuramente una: nonostante tutto, i ciclisti a Catania sono in aumento! Un ottimo segnale per il movimento ciclistico catanese che riuscirà ad aumentare la pressione nei confronti delle future decisioni dell'Amministrazione in materia di mobilità. Nel 2016  cambieranno le cose? Speriamo tanto di sì. Catania è fortemente inquinata e perennemente congestionata, le infrastrutture ciclabili sono fondamentali per il benessere e la vivibilità della nostra città.

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29 dic 2015

#RESPIRIAMO | Di traffico si muore: le cifre di un disastro

di Amedeo Paladino

Di traffico si muore non è solo una provocazione. L'emergenza smog che sta coinvolgendo le grandi città italiane in queste settimane ha riportato in prima pagina e come prima notizia dei telegiornali nazionali i pericoli per la salute dei cittadini provocati dalla pessima qualità dell'aria. Gli italiani da 50 anni sono stati abituati colpevolmente dai governi nazionali e dalle amministrazioni locali a considerare l'auto un bene essenziale per la vita quotidiana; le politiche adottate sono state improntate sul mezzo privato, disincetivando il trasporto pubblico  e rendendo impossibile muoversi in bici o semplicemente a piedi. Decenni di disattenzione politica verso un altro tipo di mobilità ci ha condotti nella situazione odierna. Lasciamo parlare i numeri di questo disastro della mobilità. 8220 decessi prematuri l’anno, solo nelle 13 principali città italiane, attribuibili a concentrazioni di PM10 superiori ai 20 μg/m3. Circa 60.000 vittime l'anno in tutto il Paese per esposizione a concentrazioni elevate di PM2,5. 3381 i morti sulle strade italiane nel 2014, 251.147 i feriti (molte dei quali permanenti), 1175 gli incidenti nel territorio catanese da cui ne sono derivati 18 morti: la nostra città è seconda in questa triste classifica per indice di mortalità (numero di morti  sul totale degli incidenti) e per numero di morti in rapporto al numero degli abitanti. [Catania non è una città per pedoni: MOBILITIAMOCI] 350 € ogni anno è  il costo  sociale  unitario  dovuto  agli  incidenti  stradali, cioè sopportato da ciascun abitante di Catania secondo il rapporto Cittalia 2009. 54  µg/m3 (microgrammi per metro cubo) il livello di biossido di azoto rilevato a Catania nel 2014, superando il limite imposto dalle direttive europee come soglia oltre il quale la salute dei cittadini è gravemente compromessa. [Smog, nonostante i divieti continuano i pericoli per la salute] Un automobilista catanese secondo la ricerca Tom Tom Traffic Index trascorre bloccato negli ingorghi tra i 22 e i 26 minuti ogni ora di percorrenza: 15 kmh è la velocità media degli spostamenti in auto nelle aree urbane, nelle ore di punta si scende a 7kmh. [Quanto tempo perdono gli automobilisti catanesi nel traffico: ce lo dice il TomTom Traffic Index] A Catania nell’ora di punta di un giorno feriale medio sono circa 27.000 veicoli che insistono su circa 10 direttrici principali: il  costo  della  congestione,  in  termini  di  valore  del  maggior  tempo necessari o per gli spostamenti a Catania èdi circa 60 milioni di euro all'anno; il costo per il possesso e il mantenimento di un’auto utilitaria è di circa 500 € al mese. Stando ai dati dell’ACI il tasso di motorizzazione a Catania è di 61 auto ogni 100 abitanti: il 20% di questi veicoli, ovvero 40 mila, sono non catalizzati. Nelle aree urbane d’Italia circa il 50% degli spostamenti hanno un lunghezza inferiore ai 2 km, meno di mezzora a piedi, eppure solo il 20% degli spostamenti sono fatti a piedi (il 16% in Sicilia). Il 35% della popolazione è esposto a una rumorosità da traffico stradale superiore ai livelli di tolleranza per la salute umana. Quasi 4 bambini su 10 (37,3%) tra i 6 e i 9 anni sono in sovrappeso o obesi a causa della cattiva alimentazione e della quasi totale assenza di attività fisica. Circa il 90% dei bambini va a scuola in auto anche se l’istituto dista solo pochi minuti a piedi da casa. Catania è  la seconda città metropolitana  in Italia in termini di densità di superficie di centri commerciali rispetto al numero di abitanti: luoghi di consumo accessibili solo tramite l'auto, una delle cause che mettono in crisi il commercio locale della città. Catania occupa il 100° posto (su 104) nella classifica del rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente: in questa ricerca la nostra città occupa le ultimissime posizioni per lunghezza delle infrastrutture ciclabili, spazi verdi e aree pedonali. [Vivibilità Catania: un disastro su tutti i fronti, il Rapporto Ecosistema Urbano] Questo il quadro abbastanza esaustivo di quella che non è un'emergenza derivante da condizioni meteorologiche contigenti, ma una situazione strutturale che gli amministratori hanno il dovere di modificare per preservare il bene primario della salute dei cittadini. Cito le parole dell'attento e puntuale Manuel Massimo della rivista online BikeItalia.it: "vogliamo tornare a camminare, pedalare e respirare per le strade a pieni polmoni: è un nostro diritto di cittadini, abbiamo il dovere di impegnarci in prima persona per eliminare lo smog che è dentro di noi e disegnare nuovi orizzonti di mobilità nuova." L'associazione Salvaiciclisti Roma oggi 29 dicembre alle ore 11.00 lancerà su Twitter un tweetstorm con gli hashtag #USALABICI e #RESPIRIAMO, chiedendo a Governo e Ministri dell’Ambiente e dei Trasporti (@matteorenzi @glgalletti @graziano_delrio ) di attuare provvedimenti immediati: Mobilita Catania si associa all'iniziativa e invita tutti i lettori e i cittadini a partecipare. Bibliografia: Non è solo smog di Alberto Fiorillo, l'Espresso Lo smog che è dentro di noi di Manuel Massimo, BikeItalia.it Piano Generale del Traffico Urbano, Comune di Catania, 2012    

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28 dic 2015

Smog, nonostante i divieti continuano i pericoli per la salute

di Amedeo Paladino

La qualità dell'aria delle città italiane è l'argomento più dibattuto delle ultime settimane, complice l'eccezionalità delle condizioni meteorologiche e l'aumento del traffico nel periodo natalizio. Le Amministrazioni sono corse ai ripari per limitare l'inquinamento atmosferico, adottando misure di restrizione della circolazione dei veicoli e di limitazione del riscaldamento degli edifici, provvedimenti dettati dall'allarme contingente. Il clima catanese particolarmente variabile con brezze marine e  regime di ventilazione tali da  consentire  la  dispersione  degli  inquinanti  per  quasi  tutti  i  giorni  dell'anno impedisce al PM10 di superare, se non episodicamente, i livelli d'allarme per la salute. A destare preoccupazione a Catania sono i livelli di biossido d'azoto: il valore di 40 μgr/m3 (media annuale) previsto come limite dalla normativa, è superato in misura considerevole nelle stazioni che monitorano il  traffico; dati particolarmente allarmanti sono quelli registrati dalla stazione di rilevamento posta tra il viale Vittorio Veneto e il corso Italia, in cui la concentrazione di biossido di azoto nell'anno 2014 è stata di 54  µg/m3 (microgrammi per metro cubo) . Lo sforamento dei limiti di legge ha obbligato l'Amministrazione comunale ad adottare a partire dal mese di luglio una misura di restrizione della circolazione in una vasta aerea di Catania -delimitata dalla circonvallazione a nord, a est dal lungomare, a sud da via Dusmet e a ovest da via Palermo- per i veicoli diesel euro 0 ed euro 1, che rappresentano il 20% del parco auto della città, interessando così circa 40 mila veicoli. In mancanza di un report del Comando di Polizia Municipale non è possibile sapere se il provvedimento abbia avuto attuazione o sia rimasto inapplicato. [Smog, scatta lo stop ai veicoli più inquinanti: l'area interessata] I dati provenienti dalle centraline di controllo della qualità dell'aria non sono confortanti: a titolo solamente esemplificativo abbiamo monitorato i dati del mese di dicembre pubblicati sul sito del Comune di Catania. Il provvedimento di restrizione della circolazioni imposto a luglio sembra inefficace per ridurre i livelli di concentrazione del biossido d'azoto, conseguentemente i pericoli per la salute dei cittadini catanesi rimangono consistenti. Lo stesso dottore Carmelo Oliveri, responsabile del Comune di Catania della rete di monotoraggio ambientale, intevistato dal quotidiano "la Sicilia" conferma che anche nel 2015 i limiti verranno superati. La situazione ha destato preoccupazione anche nel gruppo locale di Legambiente che in una nota indirizzata al Sindaco Enzo Bianco chiede chiarezza sui provvedimenti che si vorranno adottare: "considerato che gli interessi in gioco non sono di poco conto coinvolgendo un bene primario quale la salute dei cittadini e soprattutto quello delle fasce più deboli ossia bambini, anziani e malati, chiediamo che il sindaco come garante della salute dei cittadini li informi della situazione dell'inquinamento a Catania e dei provvedimenti che intenda adottare al riguardo." Noi di Mobilita Catania avevamo raccolto l‘opinione del prof. Giuseppe Inturri, docente di trasporti e mobilità presso il dipartimento di Ingegneria e Architettura Università di Catania, in merito agli interventi che l’Amministrazione dovrebbe mettere in opera nel medio e nel lungo periodo per migliorare la mobilità catanese, inefficiente in termini di tempo necessario per gli spostamenti, di salute e di costi che ricadono su tutti i cittadini.  

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28 dic 2015

La storia dei treni della Ferrovia Circumetnea: da 120 anni attorno all’Etna

di Roberto Lentini

La Ferrovia Circumetnea ha festeggiato quest'anno i 120 anni d'esercizio. Una storia nata, in realtà, 133 anni fa con il Regio Decreto del 31 dicembre 1883 che costituiva un Consorzio per la costruzione e l’esercizio della ferrovia Circumetnea. 13 anni dopo, precisamente il 2 febbraio 1895, aveva luogo il primo viaggio: Catania - Adernò (l'odierna Adrano). I primi treni della Ferrovia Circumetnea avevano una trazione a vapore e il servizio ferroviario era rivolto sia ai passeggeri che alle merci. Le locomotive a vapore erano una decina e il materiale rotabile trainato era costituito da circa quaranta carrozze passeggeri, circa 170 carri merci e una decina di carri di servizio. Il primo treno messo in esercizio fu, nel 1890, la locomotiva a vapore n° 1 chiamata "Randazzo", prodotta da R. & W. Hawthorn Leslie and Company Limited, oggi demolita. La velocità massima era di 27 km/h e la velocità commerciale raggiungeva, nell’intera tratta, circa i 20 km/h (18,5 km/h nel 1895 e 22,5 km/h nel 1898). Delle dieci storiche locomotive ne restano oggi solo due: la "Mascali", prodotta nel 1894 dalla Società Italiana Ernesto Breda per Costruzioni Meccaniche e custodita in una rimessa della ferrovia, e "La Meusa", così chiamata dal costruttore belga "Société Anonyme des Ateliers de construction de La Meuse", costruita a Liege nel 1909 con il numero di fabbrica 2224, utilizzata dalla Ferrovia Alifana e venduta nel 1926 alla Ferrovia Circumetnea che la immatricolò come numero 14. Oggi è esposta presso il piazzale della stazione ferroviaria di Catania Borgo. I treni a vapore vennero utilizzati fino 1963. Nel 1995, in occasione del centenario della Ferrovia circumetnea, si provvide a restaurare e rimettere in pressione la locomotiva a vapore n. 10 "Mascali". La locomotiva si limitò  a percorrere qualche metro all'interno del deposito e, passati i festeggiamenti del centenario, fu nuovamente accantonata. A partire dai primi anni trenta del novecento, al fine di migliorare il servizio offerto, la Circumetnea decise di passare alle automotrici endotermiche. Nel 1937 vennero acquistate, e messe in servizio, sei automotrici Fiat ALn 56 (chiamate littorine) di fabbricazione nazionale e caratterizzate da economicità e bassi costi di esercizio oltre che da una velocità commerciale decisamente più elevata che dimezzò i tempi di percorrenza.  Le AL 56 01 e  AL 56 06 sono le uniche attualmente funzionanti. Nel 1954 furono acquistate, dalle Officine Ranieri di Roma, due automotrici da 52 posti (AL 541 e 542) e due rimorchiate (R 551 e 552) a carrelli. Le automotrici avevano motorizzazione diesel e trasmissione meccanica; erano costruite a cassa portante elettrosaldata poggiante su due carrelli di cui uno solo motore. La velocità massima era di 75 km/h. L'ambiente viaggiatori era a comparto unico con 52 posti, con porte doppie a battente in posizione centrale. Erano provviste di porte frontali di servizio di intercomunicazione. Le rimorchiate disponevano di 32 posti di prima classe e di 56 posti di seconda classe Nel 1957 tre automotrici Diesel-elettriche, dette "Le Emmine" e prodotte dalle officine Ranieri di Roma (specializzate nell'utilizzo di motori General Motors residuati di guerra a scopo ferroviario), vennero cedute dalle Ferrovie Padane alla Ferrovia Circumetnea e immatricolate come AL 35 01÷03. Si trattava di veicoli unidirezionali, con un solo motore ed una sola cabina di guida , per cui, una volta giunta al capolinea, doveva essere rimessa in posizione grazia alla rotazione di un’apposita piattaforma comandata a mano. Non avevano gancio di trazione o respingenti. Potevano essere alloggiati trentacinque passeggeri a sedere e venticinque in piedi. La velocità di punta, raggiungibile in rettifilo , era di 45 km/h. Nello stesso anno, in seguito alla chiusura della linea ferroviaria Rimini-Novafeltria, venne venduta alla Ferrovia Circumetnea, che aveva urgente necessità di far fronte alle accresciute esigenze dell'utenza, l'automotrice AL 52. Venne immatricolata dalla FCE come AL 52.10  L'automotrice aveva come motorizzazione diesel due motori di ricupero Detroit Diesel modello GM 6/71 provenienti da carri armati Sherman in disarmo e trasmissione meccanica su un solo carrello. La cassa poggiava su due carrelli di cui uno solo motore e l'altro portante. La velocità massima era di 65 km/h. L'ambiente viaggiatori era a comparto unico con 52 posti a sedere. Nel 1960, vennero ordinate tre nuove unità, alle Officine Meccaniche della Stanga allo scopo di sostituire il materiale rotabile obsoleto sulle proprie linee ferroviarie. Le automotrici vennero consegnate alla "Circumetnea" tra la fine del 1961 e i primi mesi del 1962 e immatricolate come ADe 01–03 e rappresentarono un salto di qualità rispetto alle precedenti automotrici, acquistate usate e alle vecchie Fiat ALn 56 . Le automotrici erano costruite a cassa portante elettrosaldata poggiante su due carrelli ambedue motori. Avevano un unico vestibolo centrale di accesso con porte pneumatiche doppie in posizione paracentrale; i due comparti viaggiatori offrivano 15 posti in prima classe e 40 in seconda + 3 posti a strapuntino. Negli anni settanta, il materiale rotabile fu ulteriormente incrementato con dieci automotrici Diesel-elettriche (di costruzione Fiat Ferroviaria-Officine Meccaniche della Stanga). Le automotrici vennero costruite secondo lo schema progettuale ormai classico dei rotabili della "Stanga" a trasmissione elettrica e vennero immesse in servizio come ADe con i numeri progressivi da 11 a 20.   Negli anni ottanta vennero acquistate 4 automotrici Diesel-elettriche usate, in esubero dalle Ferrovie Calabro-Lucane (di costruzione Fiat Stanga – TIBB) che vennero reimmatricolate come automotrici ADe 07 ÷ 10. Esse ebbero, sin dall'inizio, delle limitazioni in quanto il tipo di gancio di trazione,  di tipo tranviario, era differente da tutte le altre automotrici del parco, che era di tipo classico, a maglia e vite di serraggio, con il mono-respingente frontale e questo non ne permetteva l'accoppiamento con gli altri treni. Vennero pertanto  accoppiate a comando multiplo a due a due tra di loro. Successivamente vennero ordinate sei automotrici Diesel RAL60 della dismessa Ferrovia Castelvetrano-Porto Empedocle delle Ferrovie dello Stato (di costruzione FIAT e ristrutturate in FCE). Furono immatricolate in RALn 64.01–06. I lavori di ristrutturazione vennero eseguite da maestranze specializzate  delle officine di Catania Borgo. Il progetto di ristrutturazione prevedeva il taglio delle vecchie e anguste cabine di guida e il montaggio delle più spaziose cabine di guida unificate a due vetrate curve con porta di accesso alle cabine di guida creata ex novo. Esse sono a trasmissione meccanica ed hanno i motori più potenti tra le automotrici in servizio sulla Circumetnea (dopo i nuovi "Vulcano"). Alcune continuano a svolgere il loro servizio ancora oggi. Agli inizi degli anni novanta, il materiale rotabile fu incrementato con l’acquisto di altre 5 automotrici diesel elettriche  (di costruzione ITIN di Catania) e immatricolate come ADe 21 ÷ 25. Montano due motori diesel Fiat sovralimentati capaci di erogare 170 kW ciascuno. La struttura del motore è del tipo classico, a sogliola, sospeso sotto alla cassa. La trasmissione è di tipo diesel-elettrico. Le ruote vengono azionate infatti per mezzo di motori elettrici e permettono una velocità massima di 90 km/h, con una capienza di 54 posti a sedere. L'automotrice ADe 21 è stata accantonata nell'officina di Catania Borgo e viene usata per fornire i pezzi di ricambio per le altre unità della serie, in seguito al fallimento della fabbrica che ha di fatto impedito il reperimento dei ricambi occorrenti. Nel 2009 è iniziata l'opera di restyling e ammodernamento di quattro unità ADe. Alla prima di queste, la ADe 18, è stato dato il nome de "La Prima" ed è stata presentata l'11 settembre 2010, in occasione dell'inaugurazione del nuovo tracciato sotterraneo di Santa Maria di Licodia. Essa è dotata di nuovo arredamento interno, climatizzazione, vano per trasporto biciclette e una nuova livrea. Al termine dei lavori di ristrutturazione dell'ADe 18, sono iniziati i lavori di ammodernamento dell'ADe 19 che è stata ristrutturata seguendo lo schema di lavoro della ADe 18 e a cui è stato dato il nome de "La Seconda": è entrata in servizio passeggeri nell'inverno del 2012.  Successivamente è stata ristrutturata l'automotrice ADe 16, "La Terza", e presto seguirà "La Quarta". Quest'ultima sarà utilizzata per scopi cicloturistici nella tratta Randazzo-Riposto e avrà a disposizione un maggior spazio per le biciclette. Dopo circa 20 anni dall'ultimo acquisto di rotabili, nel 2010 fu aggiudicata alla RSI Italia la commessa per la costruzione di 8 nuove unità binate diesel-elettriche che dovevano essere consegnate nel 2012.  In conseguenza della crisi irreversibile che portò alla messa in liquidazione della RSI-Costa Sistemi Ferroviari (ex Costamasnaga) l'ordinativo fu acquisito, nel settembre 2013, dalla società polacca Newag che siglò, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il contratto per la fornitura di quattro complessi automotori con un'opzione per la fornitura di altri quattro complessi prevista entro i successivi quattro anni. Il primo treno della serie, la DMU 001 A-B battezzata "Vulcano", è giunto a Catania via mare su appositi carrelli stradali il 1° dicembre del 2015 e nei giorni successivi sono giunti anche i DMU 002 e 003, ufficialmente presentati alla città il 19 dicembre 2015. Il quarto e ultimo treno di questa commessa giungerà entro le prime settimane del 2016 mentre entro febbraio dello stesso anno entreranno in esercizio le prime tre nuove unità. L'autotreno Vulcano è un rotabile a pavimento parzialmente ribassato, a scartamento ridotto da 950 mm come tutti i mezzi delle Circumetnea di superficie. Il progetto, il design e gli interni sono italiani. Sono polacche la costruzione delle casse, del telaio, delle trasmissioni,  i sistemi elettrici ed elettronici di controllo e il software. I treni sono inoltre dotati di display informativi, di impianto audio per annunci sonori e informazioni sul tragitto controllato dalla cabina di guida. Le porte di ingresso sono dotate di sistema conta passeggeri per la rilevazione in tempo reale degli utenti a bordo. Ciascun convoglio è predisposto per la geolocalizzazione (GPS) ai fini del controllo di regolarità della corsa da una centrale operativa. ESCLUSIVA VIDEO | Vulcano si posa per la prima volta sui binari della Circumetnea   Foto di Copertina: Mary Indelicato Qui un video di una automotrice RALn in partenza dalla stazione di Catania Borgo: Bibliografia Francesco Ogliari, La Ferrovia Circumetnea, in TuttoTreno e Storia 13, pp. 56-70, Albignasego, Duegi Editrice, 2005. Domenico Molino, Miniautomotrici per la Sicilia, in I treni, 6 (2007), n.294, pp. 15-20, Salò, ETR, 2007. Giuseppe Sergi, Novità sulla Circumetnea: è pronta la nuova RALn 64.01, in I treni oggi, 7/8 (1981), n.11, pp. 25-26, Salò, ETR, 1981. Dati tecnici, storici e giuridici in, Proposta di legge di inclusione della Ferrovia Circumetnea nella rete statale del 24 aprile 1959 Atti della Camera dei Deputati, III Legislatura Gaetano Calabrese, La costruzione della Circumetnea pp.56-80, in Imprese e capitali stranieri a Catania tra ’800 e ’900 Inzerilli Massimo, "A nord dell'Etna", in i Treni, n. 227, giugno 2001, pp. 22–28. Inzerilli Massimo, "Alle spalle dell'Etna", in i Treni, n. 255, gennaio 2004, pp. 24–31. Inzerilli Massimo, "Da Adrano a Catania", in i Treni, n. 295, luglio-agosto 2007, pp. 12–18. Inzerilli Massimo, "La Circumetnea va sottoterra", in i Treni, n. 331, novembre 2010, pp. 26–28. Inzerilli Massimo, "Ferroviere sotto l'Etna", in i Treni n. 347, aprile 2012, pp. 28–34. Giuseppe Sergi, Novità sulla Circumetnea: è pronta la nuova RALn 64.01, in I treni oggi, 7/8 (1981), n.11, pp. 25-26, Salò, ETR, 1981. Giuseppe Sergi, Automotrici «unificate» per la Ferrovia Circumetnea, in "Ferrovie", anno I, n. 1 (ottobre 1990), pp. 13-17. FCE, 120 anni di Ferrovia Circumetenea Wikipedia: Ferrovia Circumetnea Treno DOC http://www.trenodoc.it/

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23 dic 2015

Le novità Ferrovia Circumetnea per il 2016: metro, circum e autolinee

di Roberto Lentini

Con la presentazione dei nuovi treni Vulcano, coincidente con i 120 anni delle FCE,  si è pure parlato degli scenari futuri che  avrà la mobilità nell’area metropolitana catanese. Il parco autobus della FCE, che già nel 2014 era stato rinnovato con 39 nuovi bus, verrà ulteriormente integrato da altri 10 nuovi bus e diminuiranno quelli che entreranno in città preferendo a questi il trasporto su ferro. Per la fine del 2016  ci sarà quindi un riordino totale dei servizi su gommato sia nelle linee della FCE sia nelle linee dell’AMT, focalizzando tutto su due poli di scambio, Nesima e Sanzio. Con la messa in esercizio dei  nuovi treni “Vulcano” verrà intensificata la tratta Adrano-Nesima e con l’entrata in esercizio della metropolitana (scheda opera) verrà intensificata la tratta Nesima-Stesicoro. (cronoprogramma dei lavori) A Nesima si fermeranno inoltre i bus extraurbani della FCE e i bus dell’AMT (info parcheggio) e sarà quindi un polo per distribuire i pendolari, provenienti nella fascia ovest dell’area metropolitana, all’interno della città. Ci sarà pure un’integrazione tariffaria e un biglietto integrato tra i bus dell’AMT e i bus della ferrovia Circumetnea. Altra novità importante per la mobilità è il servizio della metropolitana che, in coincidenza con l'apertura delle nuove tratte, verrà esteso fino alle 22:00 con frequenze di circa 10 minuti compresa l'apertura domenicale. Di seguito le interviste al Commissario FCE Virginio Di Giambattista e al Direttore Generale Alessandro Di Graziano.

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22 dic 2015

Viadotto Himera, demolita carreggiata direzione Catania: operazione di ingegneria senza precedenti

di Roberto Lentini

Oggi alle ore 15.48, nel pieno rispetto dei tempi programmati, Anas ha proceduto alla demolizione di oltre 200 metri della carreggiata in direzione Catania del viadotto Himera, sull`A19, danneggiata da una frana lo scorso 10 aprile 2015. Un`operazione durata pochi secondi ma che ha richiesto un complesso progetto di messa a punto e di ingegnerizzazione articolato in più fasi. La demolizione controllata tramite esplosioni, insieme al sistema di tiraggio del viadotto, mai realizzato prima in Italia, hanno garantito piena sicurezza della prevista risposta delle strutture. Nel complesso sono stati impiegati 250 chilogrammi di esplosivo suddiviso in microcariche temporizzate posizionate alla base delle cinque pile del viadotto e programmate per esplodere a poche frazioni di secondo l`una dall`altra. Per consentire la demolizione della carreggiata in direzione Catania del viadotto Himera in piena sicurezza e senza recare danno al viadotto adiacente in direzione Palermo, i tecnici dell`Anas insieme all`impresa Mazzei affidataria dell`appalto, leader nel settore delle demolizioni controllate, hanno progettato e realizzato un complesso sistema ingegneristico, senza precedenti a livello nazionale, per allontanare i circa 200 metri di viadotto interessato dalla demolizione. Le operazioni di spostamento/raddrizzamento tramite tiraggio del viadotto, durate 48 ore, sono cominciate sabato 19 dicembre alle ore 11.30. Alle ore 14.30 di lunedì 21 il viadotto era stato spostato di oltre 75 cm, in serata la distanza complessiva raggiunta era di oltre un metro. Il sistema di trazione è stato articolato su 3 blocchi di tiro principali (più due di sicurezza) ciascuno ancorato al suolo tramite fondazioni con 9 pali di grosso diametro posizionate ad una profondità di 33 metri. I tre blocchi di tiro principali sono stati calcolati per poter esercitare, in condizioni di assoluta sicurezza e con l`ausilio di un sistema di controllo elettronico continuo delle forze in gioco, il tiro di una massa di 1.200 tonnellate. Ai blocchi di tiro è stata collegata una struttura reticolare di funi multitrefolo (speciali cavi d`acciaio) che nel complesso sviluppano una lunghezza di 19 mila metri. L`intera struttura reticolare è stata a sua volta agganciata catene di grosse dimensioni, di oltre 30 tonnellate di peso, con le quali è stato imbracato il viadotto in corrispondenza dei 5 pulvini e delle travi. La demolizione odierna lascia lo spazio per la realizzazione del nuovo tratto di viadotto che sarà in acciaio, con tre campate di grande luce per uno sviluppo complessivo di 270 metri. La campata centrale di luce 130 metri consentirà di scavalcare tutta la parte centrale del corpo di frana, mentre le due pile e le relative fondazioni, posizionate ai margini della frana, saranno dimensionate per resistere al complesso quadro geomorfologico esistente sui versanti. Il progetto esecutivo sarà ultimato entro il giugno 2016 per il successivo appalto dei lavori, della durata di 18 mesi. Entro la primavera del 2018 il tratto autostradale sarà nuovamente disponibile a due corsie per senso di marcia, senza interruzioni.  Ecco i video Qui le foto della demolizione

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