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24 feb 2016

Tecnis: quale futuro per i cantieri della metropolitana

di Roberto Lentini

Giorni decisivi per il futuro della Tecnis: il commissario Ruperto incontrerà presso il Ministero dello Sviluppo Economico i sindacati per decidere i programmi di rilancio dell’azienda: il tavolo potrebbe rivelarsi determinante per le sorti dei lavoratori e il futuro dei cantieri Oggi gli operai hanno revocato lo sciopero, ma i cantieri della metropolitana di Catania restano fermi, si tratta comunque di un atto di fiducia verso Saverio Ruberto nominato amministratore giudiziario, dopo il maxi sequestro da parte della magistratura della Tecnics e delle società ad esse collegate. Saverio Ruberto da ieri ha quindi assunto i poteri dei vecchi amministratori per gestire e risanare l’azienda: “Voglio rilanciare l’azienda” ha detto ieri, promettendo tempi celeri per riattivare i cantieri. Con il provvedimento del tribunale in effetti si creano i presupposti per continuare l’attività della Tecnis, adesso è necessario ricreare le condizioni di credibilità con le banche, che al momento è fortemente incrinata, e ottenere la revoca dell'interdittività antimafia della prefettura di Catania. Domani al Ministero dello Sviluppo Economico ci sarà un incontro tra Saverio Ruberto e i sindacati per discutere dei programmi di rilancio dell’azienda, incontro che potrebbe rivelarsi decisivo per le sorti dei lavoratori e il futuro dei cantieri: la metropolitana di Catania, l’Ospedale San Marco, la Darsena del porto di Catania- già al centro di guai giudiziari, la riqualificazione strutturale della pista dell’Aeroporto di Catania, oltre ai numerosi cantieri tra cui il passante ferroviario di Palermo. Il sindaco Bianco in un comunicato ha fatto sapere: "Oggi la preoccupazione è tutelare i lavoratori dell'azienda e le loro famiglie e salvare i cantieri aperti, impedendo che ci sia un rallentamento nella realizzazione di infrastrutture necessarie per il nostro territorio. In una parola salvare l'Azienda, con il suo patrimonio di professionalità e competenze. Ecco perché condividiamo in pieno la via indicata dal procuratore Patané: la procedura attuata, diversamente dalla confisca, passa dall'applicazione dell'art. 34 della legge antimafia e consente di inserire al vertice di un'attività economica che si ritiene inquinata dalla criminalità organizzata un amministratore capace di gestire l'azienda, immettendola nuovamente nel libero mercato. Ciò dovrebbe consentire, ad esempio, che i cantieri della Tecnis impegnati nella realizzazione della metropolitana di Catania continuino a lavorare e che i dipendenti dell'azienda non perdano il posto. Queste sono le nostre priorità". La Tecnis, come si ricorderà, ha tre appalti per conto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Gestione Commissariale Governativa della Ferrovia Circumetnea: -       Lavori relativi al prolungamento della rete ferroviaria nella tratta metropolitana di Catania dalla stazione Galatea alla stazione Giovanni XXIII per un importo dei lavori di € 15.772.346,81, -       Progettazione esecutiva e realizzazione del prolungamento della rete ferroviaria della fce nella tratta metropolitana di Catania - Stazione Stesicoro per un importo lavori di € 29.428.496,40, -       Progettazione esecutiva e realizzazione del prolungamento della rete ferroviaria della fce nella tratta metropolitana di Catania dalla stazione Borgo (esclusa) alla stazione Nesima (inclusa) per un importo dei lavori di € 73.962.393,17. I lavori, così come ha assiduamente documentato Mobilita Catania, si trovano in fase avanzata, eccetto per i cantieri di Nesima e Cibali, più indietro rispetto agli altri. Probabilmente i cantieri subiranno ulteriori ritardi e la data di ottobre 2016 non sarà rispettata. Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Scheda dell'opera; Metropolitana, il cronoprogramma ufficiale; FOTO | Metropolitana, stazione di San Nullo quasi completa  

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20 gen 2016

Darsena: dalla realizzazione all’inchiesta, passando dal progetto di riqualificazione del porto

di Amedeo Paladino

Ripercorriamo le vicende inerenti la nuova darsena commerciale: infrastruttura strategica a livello ricettivo e per il progetto di apertura del porto alla città; dopo le denunce di comitati e associazioni il rinvio a giudizio per cinque persone. L’infrastruttura adiacente l’area del faro Biscari si estende per 16o mila metri quadrati di piazzale e 190 mila considerando anche lo specchio d’acqua delimitato dalla banchina di 1100 metri lineari. La nuova Darsena può accogliere contemporaneamente 6 o 7 navi di cui 3 o 4 grandi traghetti con un fondale di circa 13 metri, potendo accogliere  come avviene per pochi porti nel Mediterraneo, le navi crociera di grandi dimensioni con pescaggio di 11 metri. Ecco un video del giorno dell'inaugurazione La nuova infrastruttura si inserisce nel progetto più ampio di riqualificazione dell'area del porto vecchio nei pressi del molo di Mezzogiorno; infatti la vecchia darsena sarà destinata solo alla crocieristica, diventando così uno scalo di partenza e permettendo alle navi da crociera di poter sostare anche la notte. Inoltre nel progetto di apertura del porto alla città verrà rivalutato anche il molo di levante che si trasformerà in passeggiata ciclo-pedonale. L'inaugurazione slitta a causa di alcune bitte L‘inaugurazione della nuova darsena commerciale sarebbe dovuta avvenire già all’inizio di maggio, ma durante il collaudo 3 delle 53 bitte, basse e robuste colonne che si trovano sulle banchine dei porti e sui ponti delle imbarcazioni, e alle quali vengono legati o avvolti i cavi d’ormeggio delle navi, non hanno superato il test per verificarne la capacità di carico: il commissario straordinario dell’autorità portuale Cosimo Indaco ha quindi preferito sostituire tutte le bitte d’ormeggio per garantire la totale sicurezza, e per avere la certezza che il carico delle grandi navi venga sopportato. Il pieno esercizio della nuova darsena è avvenuto nel mese di agosto, alcune settimane dopo l'inaugurazione alla presenza del ministro Del Rio, del sindaco Bianco, del commissario Indaco e dei titolari Tecnis, azienda aggiudicataria dell'appalto per un importo totale di € 60.624.322,27, poi cresciuto fino a sfiorare gli 80 milioni. Nel mese di dicembre un'area della darsena viene interdetta: si parla dapprima di un cedimento, ma l'Autorità Portuale nega, spiegando che le operazioni svolte erano piuttosto degli accertamenti in vista del collaudo definitivo. La Magistratura indaga dopo le denunce delle associazioni ambientaliste Ma i guai per l'infrastruttura portuale sono precedenti il suo completamento. Alcuni giorni prima dell'inaugurazione la magistratura chiudeva le indagini a carico di cinque indagati per illeciti durante la fase di progettazione, sulla base delle denunce presentate da alcune associazioni ambientaliste: Riccardo Acernese, presidente del consiglio di amministrazione di Tecnis, Pietro Viviano, direttore dei lavori per l'Autorità Portuale, e i tecnici romani Franco Persio Boschetto, Giuseppe Marfoli e Cristina Maria Pedri. Due giorni fa è stato depositato l'atto di rinvio a giudizio per i cinque indagati, i reati ipotizzati sono falso e violazione di leggi ambientali e l'udienza è stata fissata per il 18 febbraio  

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12 ago 2015

Porto, primi risvolti positivi grazie alla nuova darsena

di Andrea Tartaglia

La nuova, grande darsena realizzata nella zona sud del porto di Catania, sebbene non ancora pronta al 100%, sta già producendo i primi effetti positivi. Come si evince dalle foto che seguono, l'aver potuto spostare numerosi container di alcune centinaia di metri ha permesso di liberare ampie aree del porto vecchio, nei pressi del molo di Mezzogiorno. Rivedere il mare da qui e poter riapprezzare anche il basolato lavico è un piccolo assaggio del futuro che interesserà lo scalo portuale, atteso da un importante processo graduale di riapertura alla città di cui pubblicheremo prossimamente.

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