Articolo
04 mag 2015

L’avviso di Questura e Polizia Municipale per domani: “Non recatevi in centro in auto”

di Mobilita Catania

In una nota diffusa dal Comune  il comandante della Polizia Municipale Pietro Belfiore invita i cittadini a non recarsi in centro in auto domani, martedi 5 maggio. A causa della manifestazione indetta da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda e Snals contro il ddl "Buona scuola" si prevede l'affluenza di migliaia di manifestanti nella zone interessate dal corteo che partirà alle 9 e 30 da piazza Europa e si concluderà in piazza Roma. La viabilità subirà dei rallentamenti, pertanto si invita a recarsi nell'area della manifestazione in autobus, metro o in bici.

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Proposta
04 mag 2015

Via Passo Gravina: rallentare i veicoli.

di danielasgro

Noi abitanti, sopratutto quelli della zona del Fasano in corrispondenza con la corsia prefenziale del Brt, siamo in pericolo tutte le volte che dobbiamo entrare o uscire con la nostra auto dal cancello, perché gli automobilisti in transito da via Passo Gravina non rallentano per darci la possibilità di effettuare le nostre manovre! Perché non posizionare dissuasori sonori per far rallentare gli automobilisti?

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Articolo
04 mag 2015

FOTO | Metropolitana di Catania: ecco come sarà la Stazione Giovanni XXIII

di Roberto Lentini

La Stazione Giovanni XXIII della metropolitana, a differenza delle altre già esistenti, sarà su tre livelli. Anche il piano di accesso dalla quota stradale, infatti, sarà oggetto di interventi architettonici che restituiranno questo spazio pubblico all'aperto, compreso tra piazza Papa Giovanni XXIII, via Archimede e, in piccola parte, via D'Amico, ai cittadini e ai turisti. Il primo livello sarà alla quota stradale (quindi il corpo di stazione emergerà in superficie) e sarà caratterizzato da strutture metalliche articolate che costituiranno una sorta di velario della piazza; il secondo livello sarà sotterraneo e consisterà in un unico grande mezzanino comprendente anche alcuni spazi commerciali; infine, il terzo livello, come di consueto, comprenderà le banchine di accesso ai vagoni ferroviari. La stazione Giovanni XXIII avrà quattro accessi: due nella nuova piazza, nel lotto compreso tra piazza Papa Giovanni XXIII e via Archimede, e due in viale viale Africa, lato est. Gli ascensori saranno tre: uno, nella parte centrale della piazza, sarà nel corpo di stazione emergente e collegherà la quota stradale con il mezzanino, mentre gli altri due ascensori collegheranno il mezzanino al piano del treno, uno per ogni direzione. La stazione dispone già di una predisposizione di collegamento sotterraneo con la stazione centrale FS, ma l'effettiva realizzazione non è prevista né nei lavori della tratta Galatea-Giovanni XXIII e nemmeno in quelli della tratta Giovanni XXIII-Stesicoro. A fine giugno 2015 è previsto l'inizio dei lavori di ammodernamento tecnologico nella tratta in questione, appaltati per 22 milioni di euro con la durata di circa 200 giorni: quindi, per fine anno, dovrebbero essere completati. Successivamente, prima di essere aperta al pubblico, la stazione e la relativa tratta della metropolitana  saranno soggette a verifiche tecniche e collaudi: a meno di imprevisti, pertanto, la stazione potrà aprire i battenti nell'estate del 2016. Ecco le opere civili ancora da realizzare: - galleria artificiale di linea dalla progr. 879,44 alla progr. 899,44 (il diaframma è stato abbattuto ad aprile); - tunnel di collegamento con gli ingressi di viale Africa Est; - scale di accesso al mezzanino; - locale interrato per la sottostazione elettrica di trasformazione; - solettone per la formazione del piano di regolamento della piattaforma ferroviaria; - marciapiedi di linea; - opere civili di finitura della stazione Giovanni XXIII; - sistemazione della piazza sovrastante la stazione Giovanni XXIII; - armamento; - realizzazione della sovrastruttura ferroviaria dell’intera tratta, mediante piattaforma in c.a.p., rotaie 50 UNI ed elementi di ancoraggio tipo “PANDROL”.      

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Articolo
04 mag 2015

FOTO | I nuovi treni della Ferrovia Circumetnea

di Roberto Lentini

Ecco a voi le prime immagini dei nuovi treni della FCE (Ferrovia CircumEtnea). Si tratta di complessi binati ad alimentazione diesel e trasmissione elettrica prodotti dall'azienda Polacca Newag e battezzati Vulcano, in onore del nostro Etna. Verranno acquistati quattro treni a due casse,  per un valore complessivo di 14,8 milioni di euro, con opzione per altri convogli. I treni sono dotati di servizi igienici per disabili, aria condizionata, telecamere di videosorveglianza, presa elettrica a 220 v e l’alloggiamento per le bici. Questi treni possono raggiungere una velocità operativa di 120 chilometri all'ora e sono conformi agli standard di emissione dei gas di scarico con bassi consumi di carburante. Il primo treno dovrebbe arrivare alla FCE entro l'autunno di quest'anno.           Per approfondire l’argomento clicca sul link qui sotto: FOTO | Prima immagine di “Vulcano”, il nuovo treno della Circumetnea

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Articolo
04 mag 2015

Parcheggio di interscambio Fontanarossa: apertura a giugno

di Roberto Lentini

Tra ritardi e rinvii, a giugno dovrebbe essere finalmente aperto il parcheggio Fontanarossa. I lavori sono ormai in una fase conclusiva: si stanno completando le corsie, l’illuminazione e i congegni elettronici per la gestione del parcheggio. Il parcheggio di interscambio tornerà finalmente alla sua destinazione originale; lo scorso ottobre, infatti, i piazzali erano stati utilizzati per la Fiera dei Morti. Il presidente dell'Amt, nei mesi successivi, era stato costretto a rinviare l'apertura inizialmente prevista per marzo in attesa del completamento dei lavori. Nelle previsioni dell'Azienda Metropolitana Trasporti il parcheggio intercetterà un grande bacino d'utenza nella zona sud di Catania, grazie alla vicinanza con la tangenziale;  inoltre vi transiterà l'AliBus e tutti gli altri autobus che servono la zona. Il parcheggio di interscambio funzionerà con le stesse modalità di quello dei "Due Obelischi": con un unico biglietto si potrà lasciare la macchina e prendere il bus.  Il parcheggio sarà servito da una nuova linea veloce che collegherà la zona sud di Catania con il centro città: il "Librino Express" che garantirà un collegamento più efficiente e frequente rispetto ad altre linee; questo servizio tuttavia non sarà dotato di corsie riservate come il BRT (Bus Rapid Transit), ma transiterà dal porto per raggiungere il centro, così come avviene per l’AliBus. Il parcheggio Fontanarossa ha una notevole importanza per la mobilità in quanto, oltre a raccogliere il traffico proveniente dal sud della città e scambiare con le linee bus, in futuro ospiterà una stazione del Passante Ferroviario (Fontanarossa) e una della metropolitana (Santa Maria Goretti). Quali treni vi giungeranno per primi? In entrambi i casi dovremo già essere negli anni '20.

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Segnalazione
02 mag 2015

Fermate dell’autobus: classico parcheggio incivile

di Mobilita Catania

Ci troviamo in via Etnea, poco sopra l'incrocio con il viale XX settembre: le auto in sosta occupano la fermata degli autobus Amt e Ast, costringendo gli utenti del trasporto pubblico a scendere in strada per poter salire sul bus. Ciò si verifica quotidianamente, provocando disservizi al trasporto pubblico e ingorghi causati dai veicoli  costretti  ad aspettare gli autobus in fermata.    

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Proposta
02 mag 2015

Strade scolastiche “Car free”: perché non anche a Catania?

di Annamaria Pace

Quanto segue è un ottimo esempio di buona amministrazione italiana nel campo della mobiltà sostenibile applicata al mondo della scuola. “Strade scolastiche” è un progetto, nato un decennio fa a Bolzano su iniziativa della Polizia Municipale, in particolare da un’idea dei vigili di quartiere. L’iniziativa si proponeva di porre un freno ai numerosi incidenti che si verificavano davanti alle scuole locali, a causa dell’elevato traffico automobilistico coincidente con gli orari di ingresso e uscita dei bambini. L’obiettivo era creare le basi per lo sviluppo di una mobilità alternativa ed ecosostenibile che coinvolgesse prima di tutto i bambini, gli adulti di domani. L’idea, subito sposata con entusiasmo dal Comune, prevedeva la chiusura al traffico per un quarto d’ora in alcune vie dove si trovavano delle scuole elementari della città (otto strade scolastiche su sedici plessi), in coincidenza con l’ingresso/uscita dei bambini. In quei quindici minuti nessun veicolo poteva circolare ad eccezione di quelli dei residenti in uscita. Com’era prevedibile all’inizio il progetto suscitò non poche lamentele, prime fra tutte quelle di molti insegnanti infastiditi dall’impossibilità di poter raggiungere in auto le loro scuole e preoccupati dall’idea di dover percorrere, ogni giorno, qualche centinaio di metri a piedi per recarsi sul posto di lavoro. Le proteste sono state così forti che in alcuni casi si arrivò anche a minacciare la denuncia nei confronti di Comune e Polizia per limitazione della libertà personale. Poi, fortunatamente, anche alla luce dei buoni risultati ottenuti dal progetto, apprezzato sempre più da famiglie e scolari, la situazione lentamente si tranquillizzò e diventò normale convivere con strade senza auto e con gruppi di bambini vocianti che andavano a scuola da soli o organizzati in gruppi. Fu previsto anche un accompagnamento dai cosiddetti “nonni vigili”, coinvolgendo una cooperativa di anziani, che giornalmente fu incaricata di “scortare” comitive di bambini aiutandoli ad attraversare le strade. Tutto questo, com'è facilmente immaginabile, non è stato ottenuto in un giorno, ma in anni di paziente e sapiente lavoro ed impegno della Amministrazione Comunale che con l’ausilio dei Vigili Urbani è entrata nelle scuole per educare i bambini ad un corretto uso della strada, facendo crescere negli stessi la consapevolezza di una mobilità alternativa, che privilegia gli spostamenti a piedi, in bici e con i mezzi pubblici non solo è possibile, ma apporta notevoli benefici alla nostra salute e all’ambiente. Questa storia mette in luce importanti risultati: dal 2005 al 2009, a Bolzano, gli incidenti che hanno visto coinvolti bambini all’uscita da scuola si sono dimezzati passando da 18 a 9 (e quasi tutti bambini erano trasportati su mezzi a motore), segno che una minore congestione da traffico e la chiusura di alcune strade limitrofe alle scuole ha avuto i suoi effetti positivi. Non si devono dimenticare anche gli effetti a lungo termine, come il miglioramento della qualità dell’aria e lo sviluppo di una coscienza ambientalista nei bambini, effetti attualmente difficilmente quantificabili ma di sicuro impatto sulla qualità della vita soprattutto delle future generazioni. Questo a dimostrazione che quando la politica sa far bene il suo mestiere a guadagnarci è il benessere della collettività. Vi ho raccontato questa storia per sottolineare, se ancora fosse necessario, come a Catania siamo indietro rispetto a politiche efficaci sulla mobilità sostenibile da parte dell’Amministrazione Comunale. Ma dato che l’importante è cominciare e sensibilizzare l’opinione pubblica, sarebbe di buon auspicio che, oltre alla promessa di realizzazione di “una prima pista ciclabile vera” si faccia qualcosa di più, ad esempio utilizzare il già finanziato progetto “pedibus” nell’organizzazione di “strade scolastiche” con la super visione dei “nonni vigili”, già assunti dall’Amministrazione Comunale per un progetto “Pedibus Catanese” che di sostenibile ha ben poco. Tutto ciò si potrebbe realizzare ad un costo pari allo zero. Ci chiediamo cui prodest? a chi giova che la città di Catania rimanga in un totale immobilismo rispetto ad ogni progetto sostenibile rivolto alle scuola, luogo in cui crescono le generazioni future di una Catania desiderosa di cambiamenti.  

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