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21 mag 2015

Fontanarossa, ampliamento piazzale partenze. Pro e contro

di Andrea Tartaglia

La Società Aeroporto Catania ha recentemente reso noto di aver disposto l’aggiudicazione definitiva della gara inerente alla procedura aperta avente per oggetto “Lavori di ampliamento dell’area partenze con copertura canyon della nuova aerostazione in Aeroporto Fontanarossa Catania” alla ditta Italica Srl Unipersonale di Catania. Il provvedimento si è reso necessario in quanto l'area prospiciente i varchi per accedere all'area imbarchi risulta spesso eccessivamente affollata. Negli anni (il nuovo terminal è aperto solo dal 2007), per cercare di dare maggiore ordine, si è cercato di disporre elementi che potessero aiutare in tal senso, fino alla situazione attuale in cui una struttura leggera permanente funge da recinto alla serpentina che incanala la coda e conduce ai varchi di accesso. Con questa soluzione, però, lo spazio rimasto per il passaggio da un lato all'altro del grande piazzale che ospita i banchi di accettazione è risultato particolarmente angusto, tanto da spingere la Sac a un ampliamento che, se al piazzale partenze porterà indubbio giovamento, di contro rischia di penalizzare il sottostante piazzale arrivi, la cui principale fonte di luce naturale deriva dalla grande facciata trasparente del livello superiore e che sarà, quindi, drasticamente ridotta. Tale deficit di approvvigionamento luminoso potrebbe essere limitato se la copertura del "canyon" (così viene descritto nel comunicato ufficiale) prevedesse l'ampio ricorso a materiali trasparenti quali il vetro. Tuttavia questo è un particolare del quale, al momento, non siamo a conoscenza. Il provvedimento, nonostante la criticità evidenziata, sarà sicuramente utile per migliorare il transito dell'utenza nell'area arrivi. Dimostra ancora una volta, però, come il nuovo terminal si riveli sottodimensionato. Urge il ripristino del vecchio terminal Morandi, in attesa del definitivo nuovo terminal.  

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21 mag 2015

FOTO | Passante Ferroviario, stato dei lavori e scenari futuri dell’opera

di Roberto Lentini

Ancora fermi i lavori del Passante Ferroviario a seguito di difficoltà tecniche intervenute nei lavori di consolidamento della vecchia galleria, all'altezza di Ognina, che avrebbero causato lievi danneggiamenti a un edificio privato della zona. Dopo il fermo dei lavori adesso si stanno cercando soluzioni alternative di scavo per riaprire il cantiere ed evitare che si ripetano danni ad altri edifici. Ad aprile doveva essere restituito l’ultimo tratto di viale Alcide De Gasperi (compresa la scalinata che conduce fino a San Giovanni Li Cuti) che era rimasto chiuso al traffico dall'ormai lontano 2006, anno d’inizio del cantiere, ma a ad oggi nulla è cambiato. I lavori del passante si trovano comunque in una fase avanzata, le stazioni sono pressoché pronte e i tecnici di RFi prevedono la fine dei lavori ad aprile 2016, nonostante manchi ancora la posa del nuovo binario in sostituzione del precedente. Stazione per stazione, ecco lo stato dei lavori: Stazione Ognina:   Stazione Picanello:   Stazione Europa:     Alla fine dei lavori avremo così una nuova tratta metropolitana composta inizialmente da cinque stazioni: Cannizzaro Ognina Picanello Europa Stazione C.le Successivamente, proseguendo verso sud-ovest, si aggiungeranno le future stazioni del Porto/Duomo (sotterranea e interamente nuova), Acquicella (già esistente, da ristrutturare), Fontanarossa (nuova, in corrispondenza dell'omonimo parcheggio d'interscambio) e Bicocca (già esistente). Non è da escludere, nel lungo termine, la realizzazione di una nuova fermata tra Porto e Acquicella, su suggerimento del Comune di Catania attraverso l'Ufficio Tecnico del Piano Regolatore Generale. Qui potete consultare la scheda completa riguardante quest'opera.

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19 mag 2015

Viadotto Himera: sì allo stato d’emergenza, ma i finanziamenti non riguardano la ricostruzione

di Roberto Lentini

Dopo 38 giorni dal cedimento del pilone del viadotto Himera, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri lo stato d’emergenza e il finanziamento di 30 milioni di euro che permetterà di realizzare una bretella di collegamento tra gli svincoli di Scillato e Tremonzelli e la demolizione dei piloni ceduti, nonché di altri 27,4 milioni per migliorare la viabilità per le strade provinciali delle Madonie, contro i 375 milioni di euro che erano stati richiesti dalla Regione Siciliana. «Abbiamo approvato la delibera che stanzia le risorse per l'emergenza del viadotto A19 Himera in Sicilia», ha subito annunciato il premier Matteo Renzi. Immediate le critiche: «Ci vogliono 38 giorni per dichiarare stato d'emergenza e alla fine stanziate solo 27 milioni di euro? Almeno risparmiateci il trionfalismo», ha replicato Erasmo Palazzotto di Sel. In effetti si tratta di una soluzione tampone che prevede solo la costruzione di una bretella e la demolizione del viadotto mentre mancano i fondi per la ricostruzione dei due nuovi viadotti. Per l’Anas «ci vorranno due mesi perché venga completata la progettazione dell’intervento di ricostruzione dei due viadotti», e stima un costo di circa 20 milioni, con tempi di esecuzione tra i 15 e i 18 mesi, a decorrere dalla demolizione dei viadotti preesistenti. Si sta pensando a due nuovi piloni sui quali poggiare una struttura in acciaio-calcestruzzo lunga 250 metri. .

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15 mag 2015

Ennesimo rinvio sullo stato d’emergenza per il viadotto Himera

di Roberto Lentini

Ennesimo rinvio sullo stato d’emergenza per il viadotto Himera, dell'autostrada Catania-Palermo. Il Consiglio dei Ministri ha fatto slittare a lunedi la decisione. Intanto aumentano i disagi per i cittadini e soprattutto per chi la percorreva  per lavoro. Secondo Coldiretti "un'azienda che trasporta prodotti agricoli da Palermo al siracusano a causa del crollo del pilone dello scorso 10 aprile ha già speso, in media, 3.200 euro a camion. Sono 100 euro al giorno in più determinati dal costo del carburante e del doppio autista a cui va sommato il consumo del mezzo. Per gli agricoltori si tratta di spese che non possono essere sostenute". Risulta quindi importante la dichiarazione dello stato di emergenza perché in questa maniera si può intervenire immediatamente per ripristinare le vie di comunicazione interrotte e in particolare nel viadotto Himera, dove è prevista una bretella di deviazione di circa un chilometro e mezzo.  

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