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27 lug 2016

La superstrada dell’Etna risolverà la mobilità dell’area metropolitana?

di Roberto Lentini

Lunedì, il sindaco metropolitano Enzo Bianco ha presentato al consiglio comunale di Nicolosi il progetto della "strada dell'Etna", una nuova arteria che collegherà la tangenziale con il versante sud dell'Etna passando per Misterbianco, San Pietro Clarenza, Camporotondo Etneo, Belpasso e Nicolosi. «L'Etna -ha affermato il sindaco metropolitano Enzo Bianco- è un brand conosciuto a livello mondiale nonché elemento di identificazione dell'intera area metropolitana. Ciò che si intende fare attraverso questo progetto è valorizzare l'immenso patrimonio turistico del quale disponiamo e, allo stesso tempo, intervenire agevolando la mobilità viaria dell'area metropolitana». Come si evince, è spesso immediata l'idea che la realizzazione di nuove strade contribuisca alla diminuzione del traffico. Spesso, però, non è così perché una nuova strada attira nuovi utenti che pian piano la congestionano.       Il problema viene spiegato con il grafico riportato sopra redatto dal Transportationist by Wes Marshall La linea rossa rappresenta il flusso di veicoli lungo una determinata strada. Il traffico aumenta costantemente fino a quando qualcuno decide che la strada deve essere ampliata. La linea di tendenza originale (rossa tratteggiata) viene sostituita con una migliore previsione di viaggio ancora più grande (linea arancione tratteggiata), come ci si aspetterebbe con la creazione di una maggiore capacità della strada. Ma il nuovo effettivo livello  di traffico sviluppato da questo allargamento (rosso continuo) è aumentato considerevolmente rispetto alle previsioni riproponendo nuovamente il problema. In altre parole, una nuova strada o l'ampliamento di essa attira molte più auto. Tale principio, noto come "domanda indotta", viene mostrato dalle frecce grigie che mostrano il divario tra una previsione e il risultato. Inoltre, nel lungo periodo, la creazione di una nuova strada modifica il territorio  con la costruzione di nuovi insediamenti aumentandone di conseguenza  la domanda di trasporto. Vengono anche influenzate le scelte abitative e lavorative delle persone a causa della nuova strada (e benché questa sia una conseguenza prevista dall'economia urbana, costituisce traffico indotto, di solito perché la gente è disponibile ad andare più lontano per recarsi al lavoro in conseguenza della costruzione di una nuova strada, aumentando il livello complessivo di veicoli/chilometri percorsi). Alla fine, il traffico indotto può di nuovo portare la capacità stradale al collasso, in un circolo vizioso. Inoltre, creare nuove strade può alleviare temporaneamente il traffico, ma, inevitabilmente, crea nuovi incroci. In altre parole, creare nuove strade aumenta la complessità della griglia e aumentano i colli di bottiglia. In pratica più aggiungi strade più crei intasamento. È un paradosso che fu enunciato proprio da Braess. Per completezza, però, va ricordato che il paradosso non si verifica con ogni tipologia di rete stradale ed è più frequente nei casi urbani. La soluzione per agevolare la mobilità viaria dell'area metropolitana potrebbe quindi non essere questa nuova arteria perché in tempi relativamente brevi il problema si ripresenterà. Qual è può essere, dunque, una soluzione di maggiore affidabilità? In numerose città europee sono state applicate con successo tutta una serie di misure ispirate ai concetti di induzione ed evaporazione del traffico, aumentando l'offerta per le modalità di trasporto meno congestionanti, come il trasporto pubblico  a scapito dell'automobile, attraverso la creazione di numerose ZTL. ZTL e trasporti urbani pubblici sono il cuore pulsante di in un centro urbano e un fattore centrale nel misurare la qualità della vita dei suoi abitanti. Purtroppo sono poche le risorse che i nostri amministratori dedicano al trasporto pubblico e noi cittadini assistiamo inerti  di fronte alle nostre città che soffocano nel traffico, nell’inquinamento e nella cattiva qualità della vita e della mobilità.   Ti potrebbe interessare... Città metropolitana, come dovrebbero cambiare la mobilità e il trasporto pubblico Perché è importante puntare sul trasporto pubblico: Catania al 6° posto in Italia per investimenti ma i risultati non si vedono La superstrada Catania-Etna soppianta i sistemi di trasporto pubblico: è davvero necessaria?

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26 lug 2016

Il progetto di superstrada Catania-Etna presentato ieri: si attende la delibera del CIPE per avviare l’iter

di Mobilita Catania

Dopo anni di stallo l'iter per la realizzazione di un collegamento stradale tra la tangenziale di Catania e il versante sud dell'Etna sembra essersi sbloccato, stavolta definitivamente. I fondi, circa 40 milioni, arriveranno dal “Patto per lo sviluppo della città di Catania” firmato dal sindaco Bianco, con il premier Renzi. Ieri se n'è parlato nell'aula consiliare del Comune di Nicolosi. Presenti ieri il neosindaco della città metropolitana di Catania, Enzo Bianco, l'assessore regionale al Turismo Antony Barbagallo e il sindaco di Nicolosi Nino Borzì. Il progetto prevede il collegamento tra la tangeziale di Catania e il versante sud dell'Etna, tramite la strada provinciale 92, attraverso i comuni di Nicolosi, Belpasso, San Pietro Clarenza e Misterbianco per poi allacciarsi alla Tangenziale di Catania, nei pressi degli uffici Anas. La strada venne progettata una decina di anni fa, durante la presidenza alla Provincia Regionale di Raffaele Lombardo, con l’apporto dell’allora Sindaco di San Pietro Clarenza, Enzo Santonocito. Il primo lotto funzionale ha già ricevuto i vari pareri favorevoli da parte degli enti interessati, ed è stato approvato nella Conferenza Speciale di Servizi tenutasi nel luglio del 2015; alcuni Comuni hanno già avviato le pratiche per l’esproprio dei terreni. Secondo le dichiarazioni di ieri il costo sarebbe di circa 40 milioni, inferiore alla stima iniziale che indicava 60 milioni di euro come risorse necessario alla realizzazione dell'arteria stradale. La nuova "Strada dell’Etna" è considerata dalla Protezione Civile indispensabile via di fuga per i paesi del versante sud dell’Etna e importante collegamento per il turismo sul nostro vulcano, oltre che funzionale a decongestionare le strade di Gravina e Mascalucia. L'iter per la realizzazione del collegamento stradale dipenderà dalla delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), come si legge oggi sul quotidiano "La Sicilia" nell'articolo a firma Chiara Mazzaglia. Ti potrebbe interessare... La superstrada Catania-Etna soppianta i sistemi di trasporto pubblico: è davvero necessaria?  

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