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08 ago 2017

A Catania cresce il numero di morti in strada: 3 in più rispetto al 2015

di Amedeo Paladino

L'attenzione dell'opinione pubblica e dei media locali riguardo le morti in strada, periodicamente si riaccende in coincidenza con eventi tragici: è il caso dello studente universitario Danilo Di Majo, travolto e ucciso da un automobilista, che dopo l'investimento non si è fermato per prestare soccorso. Il quadro sulla sicurezza stradale si fa nitido, consultando il rapporto ACI-Istat per l’anno 2016, reso noto da pochi giorni:  nel 2016 si sono verificati in Italia 175.791 incidenti stradali con lesioni a persone che hanno provocato 3.283 vittime (morti entro il 30° giorno) e 249.175 feriti. Secondo l'elaborazione Istat, nel territorio comunale di Catania lo scorso anno si sono verificati 1140 incidenti, che hanno causato 20 morti, 3 in più rispetto al 2015; la nostra città nel rapporto Istat detiene il maggior tasso di mortalità- morti per incidente stradale rapportati alla popolazione media residente- tra i grandi Comuni italiani. A rendere ancora più preoccupante l’analisi si consultino i report del Comando di Polizia Municipale di Catania negli anni 2014/16, da cui emerge un preoccupante aumento del numero di morti causati da incidenti stradali. Negli ultimi anni sono stati adottati provvedimenti per ridurre le morti in strada: a partire dal 2015 l'Amministrazione Comunale ha dotato molte strade di attraversamenti pedonali rialzati: un intervento infrastrutturale che persegue il duplice obiettivo di favorire l’attraversamento dei pedoni e di ridurre la velocità dei veicoli in transito. Un provvedimento che diminuisce drasticamente il numero di morti in strada è la riduzione della velocità massima consentita sulle strade comunali a 30 km/h: a Parigi il 90% delle strade si percorre a non più di 30 km/h, New York da alcuni anni sta portando avanti il piano “Vision Zero”, nessuna vittima in strada. Quando il limite di velocità dei veicoli passa da 50 a 30 km/h si ha una notevole riduzione dello spazio di arresto ed un aumento del raggio del cono visivo del conducente del veicolo. Questo indirizzo progettuale è adottato in molte città europee e non solo, proprio perché è risultato il modo più efficace per aumentare la sicurezza per i pedoni ed i ciclisti, ridurre le morti su strada, incrementare il grado di sicurezza e vivibilità e diminuire l’inquinamento acustico nella città. Gli utenti della strada più vulnerabili sono infatti i pedoni. Le principali barriere alla mobilità pedonale sono i bassi livelli di sicurezza pedonale percepita, le carenze infrastrutturali (sovrappassi stradali, larghezza marciapiedi), mancanza di continuità degli itinerari pedonali e inadeguatezza degli attraversamenti. [Piano Generale del Traffico Urbano, città di Catania 2012] Laddove non è possibile intervenire mediante la riduzione della velocità, poiché la tipologia di strada non lo consente, occorre agire nella messa in sicurezza della strada con interventi ugualmente efficaci. Nel caso della circonvallazione di Catania la tipologia di strada e di traffico non permette l’installazione di attraversamenti rialzati, i più efficaci perché costringono i veicoli a rallentare; tuttavia si può intervenire migliorando la visibilità degli attraversamenti con la sostituzione delle lampade dei semafori con più efficaci lanterne a led- già installate in altre zone della città-, gli impianti semaforici potrebbero essere dotati di illuminazione diretta sull’attraversamento. La segnalazione degli attraversamenti potrebbe essere migliorata grazie all’installazione di bande sonore: esse non sono finalizzate alla riduzione in sé della velocità, rispetto alla quale non sortiscono particolari effetti, ma il loro scopo principale è quello di preavvisare gli utenti riguardo la presenza di successivi dispositivi per la riduzione della velocità, o condizioni di pericolo, in modo che gli utenti stessi possano modificare il loro comportamento. Dopo la tragedia occorsa allo studente universitario Danilo Di Majo, l'assessore con delega alla mobilità, Rosario D'Agata, ha annunciato  la realizzazione di 5 passaggi pedonali sopraelevati lungo la Circonvallazione e un maggiore presidio dei Vigili Urbani mediante l'utilizzo di autovelox.    

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10 nov 2015

Catania non è una città per pedoni: MOBILITIAMOCI

di Amedeo Paladino

"Catania non è una città per pedoni". Questa asserzione è volutamente provocatoria ma fotografa bene la situazione della mobilità della nostra città. A supporto di questa tesi basta essere un cittadino che quotidianamente percorre le strade di Catania, qualunque mezzo di trasporto si adotti per i propri spostamenti: anche chi si reca a lavoro o far compere in auto anche per pochi metri è comunque un pedone, chi utilizza il trasporto pubblico si reca a piedi alla fermata dell'autobus o della metropolitana. Le stesse difficoltà quotidiane per spostarsi a piedi sono quindi avvertite da ogni singolo cittadino. Il quadro della mobilità pedonale nella nostra città si fa nitido consultando il rapporto Aci-Istat per l'anno 2014, reso noto da pochi giorni  (è possibile consultare il rapporto a questo link) Nel territorio catanese sono stati 1175 gli incidenti e 18 i morti sulle strade, ma soprattutto la nostra città è seconda in questa triste classifica per indice di mortalità (numero di morti  sul totale degli incidenti) e per numero di morti in rapporto al numero degli abitanti. A rendere ancora più preoccupante l'analisi si consulti il consultivo del Comando di Polizia Municipale per l'anno 2014 e 2015: Il denominatore comune di queste indagini statistiche è la vulnerabilità dei pedoni. Le analisi del Comando di Polizia Municipale e il rapporto ACI-Istat forniscono supporto statistico alla percezione che i cittadini hanno quotidianamente percorrendo le strade catanesi. Le principali barriere alla mobilità pedonale sono i bassi livelli di sicurezza pedonale percepita, le carenze infrastrutturali (sovrappassi stradali, larghezza marciapiedi), mancanza di continuità degli itinerari pedonali e inadeguatezza degli attraversamenti. [Piano Generale del Traffico Urbano, città di Catania 2012] A queste mancanze infrastrutturali si aggiungono le carenze gestionali: la presenza di ostacoli o di auto in sosta sui marciapiedi è una prassi difficile da estirpare fin quando la Polizia Municipale non potenzierà un'azione di controllo di queste frequenti infrazioni che limitano la libertà e la  qualità della vita dei cittadini. Nelle aree urbane d’Italia circa il 50% degli spostamenti hanno un lunghezza inferiore ai 2 km, meno di mezzora a piedi, eppure solo il 20% degli spostamenti sono fatti a piedi (il 16% in Sicilia) [Piano Generale del Traffico Urbano, città di Catania 2012]: le cause sono appunto da ricercare dalle carenze enumerate. Il Comune di Catania ha aderito alla campagna nazionale"Siamo tutti pedoni" per richiamare l’attenzione sulle tragedie che coinvolgono il più debole utente della strada e per far crescere la consapevolezza che questa strage può essere evitata. Il Sindaco Enzo Bianco ha commentato così la decisione di aderire alla campagna nazionale: «La manifestazione servirà a incoraggiare i cittadini a riappropriarsi della strada e utilizzarla come spazio di incontro, di relazione e aggregazione sociale». Dichiarazione che cozza, però, con la decisione presa dall'amministrazione, proprio nelle ultime ore, di riaprire al traffico l'unica parte pedonale di piazza Federico di Svevia, di fronte al prospetto principale del Castello Ursino. Una piazza che per il suo valore storico, architettonico e monumentale, se fosse in qualsiasi altra città d'Europa, probabilmente sarebbe interamente pedonale da anni. Lo spazio pubblico di Catania, infatti, è quanto di più lontano dall'essere un luogo inclusivo per i pedoni, e a dimostrarlo sono le statistiche e l'esperienza quotidiana dei cittadini. Mobilita Catania dedicherà una serie di articoli su tutti gli aspetti e i problemi del camminare in città. Questi approfondimenti diventeranno un documento che presenteremo all'Amministrazione  e all'Ufficio del Mobility Manager in cui mostreremo lo stato di fatto e le nostre proposte. Per far questo è determinante il vostro aiuto: vi chiediamo di inviarci materiale fotografico e video oppure scrivere al sito catania.mobilita.org cliccando sul pulsante PARTECIPA, evidenziando tutti i disagi quotidiani che vivete ogni giorno andando a piedi.

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