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09 nov 2018

A18 ME-CT, avviata la manutenzione del verde in tutti gli svincoli

di Mobilita Catania

È stata avviata la manutenzione del verde in tutti gli svincoli della intera autostrada Messina-Catania (Messina, Roccalumera, Taormina, Giardini Naxos, Fiumefreddo, Giarre, Acireale e Catania). Gli interventi saranno eseguiti in orario diurno e, se necessario, in ore notturne; la conclusione è preventivata il 14 gennaio 2019. Per eseguire tale tipologia di manutenzione sarà necessario parzializzare, di volta in volta, le rampe di uscita e quelle d’entrata. In corrispondenza del cantiere il limite di velocità è fissato in 40Km/h con divieto di sorpasso; verrà posta l'apposita cartellonistica con indicazione lavori e deviazioni. Infine, il Consorzio Autostrade Siciliane ha prorogato - fino al 14 dicembre - gli interventi del verde in corso d’opera nella tratta autostradale Fiumefreddo-San Gregorio di Catania.

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08 mag 2018

Raddoppio della linea ferroviaria Messina-Catania: nel 2019 i cantieri

di Roberto Lentini

L'iter per il raddoppio ferroviario della tratta Giampilieri-Fiumefreddo, facente parte della linea Messina-Catania, va avanti e già il prossimo anno dovrebbero essere aperti i cantieri. Lo ha annunciato il sindaco di Taormina, Eligio Giardina, intervistato da "Il Sicilia". Con l’intervento si otterrà una variazione della velocità massima di tracciato da 160 a 200 km/h, che consentirà una diminuzione dei tempi di percorrenza di circa 25 minuti; inoltre, la realizzazione del raddoppio consentirà l’aumento della capacità potenziale della linea, da ottanta a duecento treni al giorno. Il raddoppio in variante della tratta Giampilieri-Fiumefreddo è di circa 42 Km e si sviluppa, a monte della linea storica, per l’85% in galleria; il progetto prevede anche la realizzazione di due nuove stazioni: Fiumefreddo e Sant’Alessio Siculo-Santa Teresa Riva e di quattro nuove fermate (Alcantara, Taormina, Nizza-Alì Terme, Itala-Scaletta). La nuova fermata di Taormina sarà realizzata sotto il piazzale della Madonnina, in un tratto poi collegato direttamente con il parcheggio Lumbi tramite veloci ascensori. Il 25 maggio ci sarà una riunione nella quale si arriverà al parere vincolante del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici; successivamente si potrà andare ad indire il bando di gara, con la possibilità nell’arco di un anno di determinare due lotti di appalto, uno che concerne il raddoppio della linea ferroviaria da Taormina a Fiumefreddo, e l’altro invece da Taormina a Giampilieri. Attualmente sono previsti 826 milioni di euro relativi al primo lotto del raddoppio della linea Messina-Catania facente parte integrante del Corridoio Europeo n.5, il cui tracciato unisce i paesi del Nord Europa con il Sud.   Ti potrebbe interessare: Taormina, ecco come sarà la nuova fermata ferroviaria

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30 mag 2017

Patto tra i sindaci delle città metropolitane del Sud: più di 3 miliardi da spendere entro il 2020

di Amedeo Paladino

Ieri a Messina presso il Palazzo Zanca si è tenuta la prima conferenza delle sette Città Metropolitane del Mezzogiorno convocate per costruire una proposta politica e operativa per lo sviluppo del Sud. Al Sud una ripresa, lungo gli ultimi due anni, c’è. È misurabile sia attraverso i dati dell’export,  l’8,5% in più nel 2016 rispetto agli anni precedenti, che testimoniano di una vitalità del territorio, sia attraverso il recupero degli investimenti a livello comunale. Anche le risorse ci sono: 3,3 miliardi di euro tra fondi europei e statali da spendere entro il 2020. Il contributo che i sette sindaci metropolitani delle città del Sud, Napoli, Bari, Palermo, Catania, Messina, Reggio Calabria e Cagliari, si propongono di portare a questo quadro è una volontà comune di spendere efficacemente e progettare in modo condiviso lo sviluppo dei loro territori. Un patto tra sindaci. Necessario per colmare quel divario Nord-Sud ancora oggi testimoniato da indicatori come la concentrazione delle imprese al Nord, nella sola provincia di Brescia ce n’è quante nell'intero Sud, o la presenza di infrastrutture (1,7 km di autostrade per 100 chilometri quadrati al Sud contro i 3,3 del Nord Ovest). (vedi la ricerca elaborata da Anci ed Ifel). Questa volontà di raccordarsi in nome di una spesa efficiente e strategica è emersa chiara durante i lavori della prima conferenza programmatica delle città del Mezzogiorno, svoltasi a Messina su iniziativa del sindaco Renato Accorinti e del presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, alla quale ha portato il suo contributo la ministra della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, offrendosi di calare davvero nella sua attuazione la riforma del settore che governa, attraverso incontri operativi del suo staff con il personale comunale nelle sedi dei municipi. “Garantire regole e tempi certi a chi vuole investire – sostiene la ministra della Pubblica amministrazione Madia –, assicurare ai più meritevoli la possibilità di far valere le proprie idee senza restare imbrigliati in una burocrazia lenta, è il compito che ci siamo dati ed è un passaggio essenziale per lo sviluppo. La riforma della pubblica amministrazione sarà veramente compiuta quando verrà implementata nelle Città metropolitane, prima di tutto in quelle del Sud. Per questo il governo ha voluto fare un grande investimento su questi nuovi enti, che sono al contempo di dimensioni importanti ma ancora istituzioni prossime ai cittadini e alle loro necessità”. Il patto tra istituzioni, quindi. Il presidente Anci, Decaro, lo spiega così. “Se la domanda fosse se abbiamo bisogno di un forum strategico politico per il Mezzogiorno – sostiene provocatoriamente dal palco – la risposta sarebbe inevitabilmente: ‘no’. Ma abbiamo invece bisogno di conoscerci e di raccontarci come poter mutuare gli uni dagli altri le migliori esperienze di cui siamo portatori. Perché è vero, i dati sul Sud non sono entusiasmanti, non tutti almeno. Alcuni sono proprio sconfortanti. Ma non è veritiera neppure la fotografia dello Svimez di due estati fa, quella di un Sud indistinto fatto di povertà, desertificazione industriale, stagnazione. Ci sono dati positivi relativi a Pil e occupazione, che vengano in gran parte da turismo e agricoltura. Ma non si tratta solo di dati. Sarà perché ho negli occhi la bellezza della Sicilia, ma io vorrei introdurre la misurazione di un altro parametro fondamentale della qualità della vita: il clima, il calore e i colori delle città meridionali”. Non si tratta di coltivare stereotipi. Spiega ancora Decaro: “Io, non un visionario, al contrario un amministratore che cerca di essere concreto, vi invito però a guadare alle cose positive. Per non farci cogliere da quella malattia contagiosa alla quale Marcello Veneziani ha dato un nome: la suddità, la rappresentazione di un Sud che soffre e si lamenta. Il quadro non è nero, le risorse ci sono, la ripresa sembra iniziata. Tocca a noi, nuova classe dirigente del Sud, cogliere con responsabilità l’occasione di un riscatto”. E la sintonia con gli altri sindaci metropolitani del Sud, su questo, è totale. Tanto che Enzo Bianco (Catania), Renato Accorinti (Messina), Giuseppe Falcomatà (Reggio Calabria), iniziano già a elaborare un piano concreto di interventi condivisi: l’investimento su autostrade, ferrovie e portuali, innanzitutto, perché “senza facilità di trasporto non c’è economia, non c’è turismo, non c’è sviluppo”. Ma anche un “programma di ‘svecchiamento’ dei dipendenti comunali, con l’ausilio del governo, tramite formazione e sblocco del turn over, che consenta di avvalersi in modo più efficace delle tecnologie nell’attività amministrativa”. Fondi diretti e non mediati, investimenti straordinari sulle infrastrutture, incentivi alle imprese e programma di aggiornamento tecnologico per i dipendenti comunali. Sono le suggestioni lanciate da Enzo Bianco, sindaco di Catania e presidente del Consiglio nazionale dell’Anci, nel corso del suo intervento alla conferenza programmatica delle città metropoltiane del sud a Messina. “Le Città del sud – afferma il sindaco di Catania, Bianco - hanno bisogno di un raccordo diretto con fondi europei. Esperienze come quelle dei patti con le città del sud hanno funzionato molto meglio di quando il rapporto è stato mediato dalle Regioni. Quando abbiamo responsabilità dirette, il risultato è più immediato”. Interrogato sulle misure concrete necessarie per il rilancio del meridione, Bianco parla anche della necessità di “avviare un sistema di incentivazione diretto e senza medazioni, che aiuti le imprese ad avere condizioni fiscali di vantaggio”. Bianco riprende poi il tema già affrontato dal sindaco di Messina: le infrastrutture. “Serve un investimento straordinario su rete ferroviaria, porti e aeroporti, altrimenti il meridione resterà condannato ad una condizione di marginalità”. Infine “serve un vasto programma di assistenza tecnica, aiuto e formazione per i dipendenti comunali, perché nelle nostre città abbiamo tutti lo stesso deficit: gli ultimi assunti risalgono a qualche decennio fa, e non abbiamo nativi del mondo informatico tra le nostre risorse umane”. Ti potrebbero interessare: Città metropolitana, come dovrebbero cambiare la mobilità e il trasporto pubblico Città metropolitana di Catania, verso il piano regolatore: opportunità per ripensare la mobilità La “metropoli” di Catania attraverso le spettacolari foto dallo spazio Catania “provincia”, errore Capitale! La nostra città una “piccola metropoli”

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29 mag 2017

Dopo il G7 si riuniscono le 7 città metropolitane del Mezzogiorno d’Italia: azioni condivise per il rilancio del Sud

di Roberto Lentini

Oggi a Messina presso il Palazzo Zanca ci sarà la prima conferenza delle sette Città Metropolitane del Mezzogiorno convocate per costruire una proposta politica e operativa per lo sviluppo del Sud. Le sette Città metropolitane del Mezzogiorno sono i luoghi naturali in cui si concentrano le principali opportunità di rilancio del Sud Italia, ma anche quelle in cui si acutizzano le forme di disagio che fanno ormai parte della storia dei territori meridionali. Uscire da questo circolo vizioso è possibile, proprio a partire dai grandi centri. Ed è questo il momento storico con le maggiori potenzialità da cogliere. Ne sono convinti i sindaci delle sette grandi città del mezzogiorno: Cagliari, Palermo, Catania, Messina, Reggio Calabria, Bari, Napoli: che si incontrano oggi a Messina presso il palazzo Zanca  per la prima conferenza programmatica delle città del mezzogiorno. Nel corso dell’evento saranno presentati, analizzati e discussi i dati di contesto dai quali partire per un’azione condivisa per il rilancio del Mezzogiorno: il quadro sulle infrastrutture, sul turismo, sull'occupazione e, appunto, sulle diverse forme di disagio. Tra queste, l’altissima percentuale di giovani che non lavorano e non studiano (Neet), che arriva al 35% doppiando quella delle città metropolitane del centro-nord. O quel 14% di famiglie senza occupati, contro il 4,9% del resto del Paese. E ancora, i servizi sociali e i servizi per l’infanzia: solo il 4,4% dei bambini delle città metropolitane del sud utilizza i servizi comunali per l’infanzia, mentre la percentuale nelle altre città raggiunge il 21,5%. Al contempo non mancano le ragioni per guardare con fiducia a un futuro di segno diverso: dalla ripresa, nell'ultimo biennio, delle spese per investimento alle risorse in arrivo dall'Europa e dai Patti per il Sud. Il rilancio dovrà poggiarsi sui due cardini della promozione degli investimenti e del miglioramento della capacità organizzativa. A partire dall’analisi di questi dati, che verranno presentati in modo dettagliato nel corso della conferenza programmatica di Messina, le Città metropolitane del mezzogiorno elaboreranno una proposta unitaria e condivisa di interventi e priorità, da portare all’attenzione delle istituzioni e di tutte le forze politiche. A partire dal ministro per la pubblica amministrazione, Marianna Madia, che interverrà alla conferenza. Con lei, a concludere i lavori, il presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro. Saranno presenti, tra gli altri, i sindaci Renato Accorinti (Messina), Giuseppe Falcomatà (Reggio Calabria), Enzo Bianco (Catania), Mario Occhiuto (Cosenza), Leoluca Orlando (Palermo), Massimo Zedda (Cagliari). Alle Città metropolitane sono attribuite, oltre alle funzioni fondamentali delle Province e quelle ad esse assegnate nell’ambito del processo di riordino delle funzioni provinciali, le seguenti funzioni fondamentali: adozione e aggiornamento annuale di un piano strategico triennale del territorio metropolitano, che costituisce atto di indirizzo per l’Ente e per l’esercizio delle funzioni dei Comuni e delle Unioni di Comuni compresi nel predetto territorio, anche in relazione all’esercizio di funzioni delegate o assegnate dalle Regioni, nel rispetto delle leggi delle Regioni nelle materie di loro competenza; pianificazione territoriale generale, ivi comprese le strutture di comunicazione, le reti di servizi e delle infrastrutture appartenenti alla competenza della comunità metropolitana, anche fissando vincoli e obiettivi all’attività e all’esercizio delle funzioni dei Comuni compresi nel territorio metropolitano; strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici, organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito metropolitano. D’intesa con i Comuni interessati la Città metropolitana può esercitare le funzioni di predisposizione dei documenti di gara, di stazione appaltante, di monitoraggio dei contratti di servizio e di organizzazione di concorsi e procedure selettive; mobilità e viabilità, anche assicurando la compatibilità e la coerenza della pianificazione urbanistica comunale nell’ambito metropolitano; promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale, anche assicurando sostegno e supporto alle attività economiche e di ricerca innovative e coerenti con la vocazione della Città metropolitana come delineata nel piano strategico del territorio di cui alla lettera a); promozione e coordinamento dei sistemi di informatizzazione e di digitalizzazione in ambito metropolitano. La città metropolitana di Catania ha circa un milione e cento mila abitanti e comprende i 58 comuni dell’ex-provincia regionale di Catania. La nascita della Città metropolitana ridefinisce i confini comunali ed è pertanto necessaria una rimodulazione dei servizi del trasporto pubblico diventando indispensabile puntare alle infrastrutture come punto di partenza a supporto di una rete multimodale ferro-gomma, disegnata per garantire un buon livello di accessibilità sia nelle aree comunali che nei comuni limitrofi. Alcuni studi che sono stati condotti hanno evidenziato che la scala territoriale ottima per la pianificazione e la successiva gestione sia proprio quella metropolitana, purché si costruisca una visione sovra-comunale delle politiche della mobilità, delle infrastrutture e dei trasporti.   Ti potrebbero interessare: Città metropolitana, come dovrebbero cambiare la mobilità e il trasporto pubblico Città metropolitana di Catania, verso il piano regolatore: opportunità per ripensare la mobilità La “metropoli” di Catania attraverso le spettacolari foto dallo spazio Catania “provincia”, errore Capitale! 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07 mag 2017

Il Giro d’Italia arriva in Sicilia: i Comuni attraversati dalla corsa, orari di transito, viabilità

di Amedeo Paladino

Il Giro d’Italia ritorna in Sicilia con due tappe che toccheranno alcuni dei luoghi più belli dell’isola. La quarta tappa, in programma martedì 9 maggio, partirà da Cefalù e arriverà sull’Etna dal versante di Nicolosi per una lunghezza di 180 km. Sarà una tappa “alpina” con un dislivello di quasi 3500 m in due sole salite, la Portella di Femmina Morta e la salita finale al Rifugio Sapienza dalla salita del Salto del Cane con una pendenza media superiore al 7% e picchi al 12%. Dopo un tratto lungo la costa nord, due lunghe salite e una lunga discesa attraverso i Parchi dei Nebrodi e dell’Etna. Primo arrivo in salita del Giro 2017. Ecco nel dettaglio il percorso della 4° tappa: Cefalù (partenza ore 12:00) lungomare Giardina Finale (12:20): via SS113 Castel di Tusa (12:30): via SS113 Santo Stefano di Camastra (12:50): via SS113 Marina di Caronia (13:00): via SS113 Acquedolci (13:15): via SS113 bivio per San Fratello (13:20): via SS 289 San Fratello (14:00): via SS289 Portella Femmina Morta gran premio della montagna (14:45): via SS 289 Cesarò (15:00): via SS120 bivio per Randazzo (15:20): via SS120 Bronte (15:30): via SS284 Passo Zingaro (15:45): via SS284 Adrano (15:51): Via Vittorio Emanuele- Via Capuccini Biancavilla (15:55): Via Umberto- Via Europa- via Vittorio Emanuele Santa Maria di Licodia (16:00): via SP160 Ragalna (16:20): via SP160 Nicolosi (16:30): Via Garibaldi- via Etnea- Via San Nicola Dalle 11 del mattino fino a fine corsa entreranno in funzione i provvedimenti da parte della Polizia Locale nelle vie Cannizzaro, Marconi, San Francesco, Longo, Garibaldi, Vittorio Emanuele, Etnea, San Nicola. Dalle 13 divieto di accesso in 28 strade del paese. Etna (17:15): Rifugio Sapienza La quinta tappa, in programma mercoledì 10 maggio, partirà da Pedara e arriverà a Messina per una lunghezza di 157 km. La tappa attraverserà, nella prima parte, le pendici dell’Etna attraverso parecchi centri urbani con passaggi caratterizzati dai consueti paesaggi urbani. Discesa la Valle dell’Alcantara e attraversata Taormina, la corsa diventa pianeggiante lungo la costa, per terminare a Messina con un circuito finale per una volata di gruppo. Ecco nel dettaglio il percorso della 5° tappa: Pedara partenza (ore 13:15) [qui le disposizioni del traffico e la viabilità] San Pietro Clarenza (13:25) A San Pietro Clarenza chiusura a partire dalle 10.30 di via Bellini, piazza della Vittoria e via Umberto. Disposta la chiusura delle scuole. Mascalucia (13:30) A Mascalucia saranno chiuse anche le scuole; chiusura a partire dalle 11 delle strade del centro (Roma, Etnea, Tremestieri) e quelle prossime all’abitato (Ombra, Pulei, San Giovanni, Mediterraneo, Cicirello, De Gasperi) Sant’Agata Li Battiati (13:35) San Giovanni La Punta (13:40) A San Giovanni La Punta, dalle 11 chiusura al traffico e rimozione forzata delle vie Ravanusa, della Regione (intera estensione), Duca D’Aosta, Santa Lucia, per Aci Bonaccorsi. Viagrande (13:45) Via Antonio Aniante, proseguendo per le  vie Giuseppe Garibaldi, Nello Simili, e della Regione, continuando su Piazza Chiesa Antica, via Salvatore Mirone. Disposta la chiusura delle scuole. Trecastagni (13:55) Zafferana Etnea (14:05) Milo (14:15) Fornazzo (14:20) Vena (14:30) Piedimonte Etneo (14:40) Linguaglossa (14:50) Castiglione di Sicilia (15:05) Francavilla di Sicilia (15:10) Gaggi (15:30) Giardini Naxos (15:35) Taormina (15:50) Letojanni (16:00) Santa Teresa di Riva (16:10) Roccalumera (16:15) Alì Terme (16:25) Scaletta Marina (16:30) Ponte Santo Stefano ((16:40) Tremestieri (16:50) Messina via Garibaldi (17:15)   I nostri canali: Sito internet: catania.mobilita.org Fanpage: https://www.facebook.com/Catania.Mobilita/ Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/227898147365568/ Twitter: https://twitter.com/MobilitaCT Canale Telegram: https://telegram.me/mobilitacatania

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17 mar 2017

A18 Messina-Catania, 8 milioni per la manutenzione in vista del G7: il dettaglio degli interventi

di Amedeo Paladino

Il commissario straordinario governativo per il G7 Riccardo Carpino e l'assessore regionale alle Infrastrutture Giovanni Pistorio hanno recentemente presentato gli interventi di manutenzione che interesseranno l'autostrada A18 Messina-Catania in vista del vertice in programma il 26 e 27 maggio 2017 a Taormina. Sono stati impegnati 8 milioni di euro per i lavori che interesseranno l'A18. Gli interventi più urgenti inizieranno a fine marzo e si concluderanno prima del vertice del G7. ripristino della pavimentazione in corrispondenza della barriera di San Gregorio e degli svincoli di Acireale e Giarre dell'autostrada Messina-Catania (1 milione e 287mila euro); manutenzione del verde nella tratta Taormina-S.Gregorio e relativi svincoli autostradali (586mila euro); ripristino della segnaletica orizzontale e verticale nella tratta compresa tra la barriera di San Gregorio e lo svincolo di Taormina, entrambe le direzioni (194mila euro) ripristino delle barriere incidentate nella tratta compresa tra la barriera di San Gregorio e lo svincolo di Taormina, entrambe le direzioni (189.800 euro). ripristino della pavimentazione in alcuni tratti compresi tra la barriera di San Gregorio e lo svincolo di Taormina, entrambe le direzioni (1 milione e 293.500 euro); ripristino della pavimentazione in alcuni tratti tra lo svincolo di Taormina e la barriera di Tremestieri (Messina), entrambe le direzioni (1 milione e 295mila euro); manutenzione e pulizia delle gallerie tra Taormina e Giardini Naxos (945mila euro) manutenzione degli impianti elettrici delle gallerie e degli svincoli (992.390,67 euro). Una seconda tranche di lavori non direttamente legati al vertice internazionale dovrebbe concludersi a metà giugno del 2017:  ripristino della funzionalità idraulica nelle gallerie tra Messina e Taormina (600mila euro); manutenzione del verde nella tratta Messina-Taormina (320mila euro); manutenzione della segnaletica orizzontale e verticale tra lo svincolo di Taormina e la barriera di Tremestieri (Messina), entrambe le direzioni (193.800 euro) e ripristino delle barriere incidentate nella tratta compresa tra la barriera di Tremestieri e lo svincolo di Taormina, entrambe le direzioni (192mila euro)    

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28 dic 2016

Autostrada A18, caselli aperti per sciopero addetti

di Mobilita Catania

Uno sciopero è  stato proclamato dal sindacato Cub di Messina per gli addetti alle barriere nelle autostrade del Consorzio autostrade siciliane dalle 22:00 di oggi  fino alle 22:00 del 31 dicembre. Tra le motivazioni dello sciopero, rientrano le gravi violazioni riguardanti la mancata sicurezza sui posti di lavoro da parte del Cas (Consorzio Autostrade Siciliane), l’assoluta mancanza igienico ambientale presso le barriere autostradali, il ritardo del pagamento degli stipendi, la sospensione arbitraria e fuori legge dei permessi, delle ferie e la condizione di assoluta solitudine di notte in cui operano gli impiegati maneggiando cospicue somme di denaro.

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