Opere
17 ott 2016

Porto di Catania

di Roberto Lentini

Il Porto di Catania è un importante scalo marittimo di I classe, a prevalente utilizzo commerciale e diportistico, che negli ultimi anni ha visto allargare anche la propria offerta di traghetti per servizi passeggeri. La posizione al centro della costa orientale siciliana, a servizio di sei province, e gli ottimi collegamenti con ferrovie, autostrade ed aeroporto, lo stanno trasformando, inoltre, in uno scalo di riferimento per i traffici turistici nazionali ed internazionali. Caratteristiche del porto Il porto di Catania si estende nella direzione Nord-Sud con l'imboccatura rivolta a mezzogiorno. È chiuso a levante da un molo foraneo di 1860 m e da un prolungamento terminante con un pennello di 40 m nella direzione SE-NW, sulla cui estremità è situato un fanale verde, intermittente. A sud è delimitato da un molo detto di mezzogiorno, lungo 420 m, con la parte interna banchinata che finisce con un pennello di 65 m, sulla cui testata è sistemato un fanale rosso intermittente. Il bacino di levante, situato nella parte NE, è detto "porto nuovo" ed ha una forma poligonale. È limitato ad E e W da due moletti denominati pennello di levante e di ponente. O ovest del porto nuovo, invece, separato dallo sporgente centrale, si colloca il "porto vecchio", adibito principalmente al traffico dei motopescherecci con una banchina dedicata alla pesca. Il porto di Catania è inoltre scalo di alaggio, bacino di carenaggio con sette pontili, due magazzini per forniture ai motopescherecci, due congelatori, due frigoriferi e due ghiacciaie per la conservazione del pescato, due gru fisse e cinque gru mobili per il sollevamento delle imbarcazioni, una officina meccanica, distributori di benzina e di gasolio, approvvigionamento idrico per mezzo di sei prese e quattro fontane pubbliche, ed elettrico per mezzo di prese. Dati tecnici: Accesso: velocità max 5 nodi. Fari e fanali 2796 (E1828): faro Sciara Biscari, a lampi bianchi, periodo 5 sec., portata 22 M, sul lato ovest dell’avamporto, presso la Rotonda della Playa; 2798 (E 1835): faro a luce alternata bianca e verde dell’Aeroporto di Catania (Fontanarossa), occasionalmente visibile circa 2.720 m a SW del faro Sciara Biscari; 2802 (E 1830): fanale a lampi lunghi verdi, periodo 5 sec., portata a 8 M sulla testata del Molo di Levante; 2804 (E1832.5): fanale a lampi lunghi rossi, periodo 5 sec., portata 5 M, sulla testata della scogliera Sud; 2808 (E 1831): fanale a lampi verdi, periodo 2 sec., portata 5 M, situato su banchina triangolare del Molo di Levante. 2812 (E 1832):fanale a lampi rossi, periodo 2 sec., portata 5 M, sulla estremità del pennello che si protende dallo spigolo Sud della testata del Molo di Mezzogiorno. Fondo marino: fangoso Pescaggio: 12-13 m Venti: I e II quadrante (inverno e autunno). Radio: Vhf canale 16 e 12 Principali attività del porto Commerciale: Da diversi anni il traffico del settore merceologico del porto di Catania registra un trend positivo di crescita. Si sono registrati inoltre notevoli sviluppi del settore containers grazie anche ai collegamenti con i grandi "hub-port" di transhipment di Gioia Tauro, Malta e Cagliari. Anche il settore dei traghetti Roll–on e Roll-off ha avuto un eccellente incremento. Il segmento di traffico delle “Autostrade del Mare”, ha eletto Catania come “hub” naturale di connessione del network con il nord Italia, sia sul corridoio Adriatico (Ravenna e Brindisi), che sul corridoio Tirrenico (Napoli, Salerno, Livorno, Genova e Savona), nonché a sud con l’isola di Malta. La linea più importante dello scalo è il traghetto Catania – Napoli servito da TTT Lines. Un collegamento quotidiano serale con le motonavi Partenope e Trinacria permette di raggiungere Napoli con un viaggio notturno di circa 15 ore.  Crocieristico: Il 2016 è stato l'anno del rilancio crocieristico a Catania, dopo il calo degli anni precedenti dovuto alla diminuzione delle compagnie da crociera a causa dell'alto costo di conferimento dei rifiuti a bordo. Storia La presenza di un porto nella città di Catania è ricordato dagli scrittori latini che attribuivano allo scalo di Catina, in epoca romana, un ruolo non indifferente nei commerci del vino e del grano.Ma sulla localizzazione dell’antico porto ancora oggi si discute per la scarsità e frammentarietà dei dati archeologici a disposizione, per le interpretazioni spesso fantasiose ma soprattutto per le profonde trasformazioni subite dalla linea di costa in seguito alle colate laviche dell’Etna. Si hanno invece notizie certe di un porto costruito nel X secolo da parte dei saraceni, ma si trattava di un semplice approdo per piccole imbarcazioni. Nel 1438, grazie al  re Alfonso D’Aragona, venne costruito il primo porto nello stesso sito di quello saraceno con un molo adeguatamente attrezzato e ben fortificato per le sue navi di grandi dimensioni. Nel 1601, una violenta mareggiata distrusse buona parte del molo e seguì per tutto quel secolo un’altalena di costruzioni e distruzioni. Nel 1700, con l'intervento del governo borbonico, ci fu un intervento risolutivo grazie anche ad una équipe di esperti maltesi che proposero di realizzare delle casse di calcestruzzo da gettare in mare in modo da realizzare una solida barriera ai marosi. Nel 1800, il regno borbonico fece eseguire altri lavori realizzando un approdo formato da due moli, uno lungo 258 metri, l’altro 122, con uno specchio d’acqua di circa 14 ettari, situato esattamente dove oggi sorge il porto vecchio. Nel 1869 il porto venne collegato con la Stazione ferroviaria di Catania Centrale mediante un fascio di binari. Intorno al 1898 anche la Ferrovia Circumetnea raggiunge il porto realizzandovi una stazione di testa, oggi convertita in capolinea della metropolitana. Altri interventi di consolidamento vennero effettuati dopo la grande mareggiata del 1933 che aveva danneggiato notevolmente le strutture portuali realizzate fino a quel momento.  Venne allungata la diga foranea di circa 570 metri e migliorata la mantellata con l’immissione di altre casse di calcestruzzo; venne inoltre eseguito l'interramento e la costruzione delle banchine, denominate Molo Crispi, ad est degli Archi della Marina, attrezzate per l'attracco delle navi. I lavori durarono circa 10 anni e disegnarono il porto per come è stato sino a pochi anni fa, quando si è aggiunta la grande darsena sud. Con la legge n. 84/94 viene istituita l’Autorità Portuale di Catania,  un ente pubblico con lo scopo di pianificare, promuovere e controllare le operazioni portuali e le relative attività commerciali e industriali che in esso hanno luogo. La riforma della portualità, approvata il 28 luglio 2016 dal Consiglio dei ministri, ha comportato la trasformazione delle Autorità Portuali in Autorità di Sistema Portuale con contestuale riduzione da 24 a 15. A seguito di tale riforma, Catania si è fusa con Augusta. Piano Regolatore Portuale Il piano regolatore portuale attualmente in vigore risale al 1978 e nonostante  la legge n 84/94 con cui viene istituita l'autorità portuale di Catania (figura giuridica importante perché il presidente dell'Autorità portuale rappresenta il soggetto promotore del piano regolatore portuale), Catania non si è ancora dotata di un nuovo piano regolatore portuale. Una prima proposta di PRP (Piano Regolatore Portuale),  in effetti, risale al 2004 e porta la firma del Presidente dell'Autorità Portuale Cosimo Indaco, nominato nel 1995 su indicazione del sindaco Enzo Bianco e successivamente confermato per un secondo mandato.  Il piano del 2004, rispetto a quello del 1978, prevedeva due modifiche sostanziali, che orientavano il porto di Catania verso il traffico commerciale. Prevedeva una nuova darsena a sud del Molo di Mezzogiorno, da destinare a darsena commerciale a servizio del traffico Ro-Ro e containers, invece che a servizio della zona industriale e del traffico containeirizzato come prevedeva il PRP del 1978. La seconda modifica sostanziale riguardava l’infrastruttura prevista a sud (e mai realizzata), che veniva destinata a “porto turistico e peschereccio e non più esclusivamente a porto peschereccio. Si prevedeva inoltre la realizzazione di nuove strutture edilizie con una cubatura di 398.300 metri cubi mentre il volume massimo consentito per nuove edificazioni all’interno del porto turistico era di 164.700 metri cubi, determinando un volume di 1.109.150 metri cubi su un’area di 171.200 metri quadrati. Si trattava di un intervento molto invasivo sul tessuto della città e con uno scarso coinvolgimento del consiglio comunale che ben presto si tradusse in un atteggiamento di diffidenza da parte di molti consiglieri di maggioranza. Si assistette quindi ad un periodo di stallo che interessò i due mandati del sindaco Scapagnini e la prima fase della sindacatura di Stancanelli. Nel 2012 si assistette ad un'accelerazione del Piano a meno di un mese dall’'insediamento del commissario Cosimo Aiello in sostituzione di Castiglione. L'’autorità portuale infatti stipulò un accordo con la direzione urbanistica del comune. La cubatura venne ridotta di circa il 50%, così come le altezze massime degli edifici. Venne dichiarata inoltre inammissibile la funzione residenziale nell’'ambito di interazione città-porto ed ammesse, invece, le funzioni commerciali, culturali e per il tempo libero. Il nuovo piano giunse in consiglio comunale alla vigilia delle elezioni amministrative del maggio 2013 ma venne nuovamente rinviato a causa di una pregiudiziale sulla documentazione presentata. La nuova amministrazione guidata da Enzo Bianco, succeduta a Stancanelli, non diede seguito all’accordo stipulato nel settembre 2012, ritenendo ancora troppo elevate le volumetrie previste e perseguendo invece la predisposizione di un piano “a edilizia zero”. Intanto il 25 luglio 2015 venne inaugurata la nuova darsena posizionata accanto all’Asse dei Servizi. Essa si estende per 16o mila metri quadrati di piazzale e 190 mila considerando anche lo specchio d’acqua delimitato dalla banchina di 1100 metri lineari. La nuova darsena può accogliere contemporaneamente fino a 7 navi di cui 3 o 4 grandi traghetti con un fondale di circa 13 metri, potendo accogliere, così come avviene per pochi porti nel Mediterraneo, le navi crociera di grandi dimensioni con pescaggio di 11 metri. L'apertura della nuova darsena comincia a produrre i primi effetti positivi liberando di fatto ampie aree del porto vecchio dai numerosi container. La nuova infrastruttura si inserisce comunque in un progetto più ampio di riqualificazione dell’area del porto vecchio nei pressi dello sporgente centrale: la vecchia darsena, infatti, verrà destinata solo alla crocieristica, diventando così uno scalo di partenza e permettendo alle navi da crociera di poter sostare anche la notte. Grazie ad un protocollo d’intesa firmato a marzo 2016 tra l’autorità portuale e l’amministrazione comunale etnea, il 7 ottobre 2016 il porto si è aperto materialmente alla città con l'inizio delle operazioni di abbattimento della cinta muraria.   Sviluppi Futuri Gli interventi futuri che interesseranno il porto di Catania possono essere riassunti nei seguenti punti: Destinazione dell’intero piazzale antistante il terminal per la sosta dei bus per le escursioni e per gli altri servizi ai passeggeri delle navi da crociera; Miglioramento estetico e funzionale delle aree e degli edifici limitrofi alla stazione marittima o ubicati lungo i percorsi; Realizzazione, in collaborazione con il Comune di Catania, di percorsi pedonali monitorati da telecamere per garantire migliori standard di sicurezza; Miglioramento strutturale e funzionale della stazione marittima; Revisione al ribasso delle tariffe per i servizi tecnico-nautici (piloti-ormeggiatori) e per la gestione dei rifiuti di bordo; Integrazione ed ampliamento dell’impianto di video-sorveglianza già esistente all’interno del porto; Rifacimento del sedime portuale che coinvolge il Molo di Levante, lo Sporgente Centrale ed il Molo Crispi; Realizzazione del nuovo varco asse dei servizi, per un migliore e più veloce collegamento con l’aeroporto. Con l'abbattimento della cinta muraria si sono poste le prime concrete basi per avviare la definizione di un nuovo waterfront  attraverso l’integrazione tra il porto e la città storica. I prossimi passi prevedono una ridefinizione della viabilità urbana e dei parcheggi nelle aree limitrofe e delle infrastrutture di competenza della Ferrovia Circumetnea. Sarà rivista anche la definizione degli assi principali di collegamento stradale del porto alla grande viabilità urbana, extraurbana e all’interporto con particolare attenzione ai due nodi viari di faro Biscari e di piazza Paolo Borsellino. Nel prossimo futuro è previsto un concorso di idee aperto a tutti gli ordini tecnici professionali allo scopo di definire l'assetto di questo ambito di waterfront della città. Ti potrebbero interessare... FOTO | Restituire il porto alla città: il progetto FOTO | Integrazione Città-Porto secondo il progetto ANCE

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20 gen 2016

Darsena: dalla realizzazione all’inchiesta, passando dal progetto di riqualificazione del porto

di Amedeo Paladino

Ripercorriamo le vicende inerenti la nuova darsena commerciale: infrastruttura strategica a livello ricettivo e per il progetto di apertura del porto alla città; dopo le denunce di comitati e associazioni il rinvio a giudizio per cinque persone. L’infrastruttura adiacente l’area del faro Biscari si estende per 16o mila metri quadrati di piazzale e 190 mila considerando anche lo specchio d’acqua delimitato dalla banchina di 1100 metri lineari. La nuova Darsena può accogliere contemporaneamente 6 o 7 navi di cui 3 o 4 grandi traghetti con un fondale di circa 13 metri, potendo accogliere  come avviene per pochi porti nel Mediterraneo, le navi crociera di grandi dimensioni con pescaggio di 11 metri. Ecco un video del giorno dell'inaugurazione La nuova infrastruttura si inserisce nel progetto più ampio di riqualificazione dell'area del porto vecchio nei pressi del molo di Mezzogiorno; infatti la vecchia darsena sarà destinata solo alla crocieristica, diventando così uno scalo di partenza e permettendo alle navi da crociera di poter sostare anche la notte. Inoltre nel progetto di apertura del porto alla città verrà rivalutato anche il molo di levante che si trasformerà in passeggiata ciclo-pedonale. L'inaugurazione slitta a causa di alcune bitte L‘inaugurazione della nuova darsena commerciale sarebbe dovuta avvenire già all’inizio di maggio, ma durante il collaudo 3 delle 53 bitte, basse e robuste colonne che si trovano sulle banchine dei porti e sui ponti delle imbarcazioni, e alle quali vengono legati o avvolti i cavi d’ormeggio delle navi, non hanno superato il test per verificarne la capacità di carico: il commissario straordinario dell’autorità portuale Cosimo Indaco ha quindi preferito sostituire tutte le bitte d’ormeggio per garantire la totale sicurezza, e per avere la certezza che il carico delle grandi navi venga sopportato. Il pieno esercizio della nuova darsena è avvenuto nel mese di agosto, alcune settimane dopo l'inaugurazione alla presenza del ministro Del Rio, del sindaco Bianco, del commissario Indaco e dei titolari Tecnis, azienda aggiudicataria dell'appalto per un importo totale di € 60.624.322,27, poi cresciuto fino a sfiorare gli 80 milioni. Nel mese di dicembre un'area della darsena viene interdetta: si parla dapprima di un cedimento, ma l'Autorità Portuale nega, spiegando che le operazioni svolte erano piuttosto degli accertamenti in vista del collaudo definitivo. La Magistratura indaga dopo le denunce delle associazioni ambientaliste Ma i guai per l'infrastruttura portuale sono precedenti il suo completamento. Alcuni giorni prima dell'inaugurazione la magistratura chiudeva le indagini a carico di cinque indagati per illeciti durante la fase di progettazione, sulla base delle denunce presentate da alcune associazioni ambientaliste: Riccardo Acernese, presidente del consiglio di amministrazione di Tecnis, Pietro Viviano, direttore dei lavori per l'Autorità Portuale, e i tecnici romani Franco Persio Boschetto, Giuseppe Marfoli e Cristina Maria Pedri. Due giorni fa è stato depositato l'atto di rinvio a giudizio per i cinque indagati, i reati ipotizzati sono falso e violazione di leggi ambientali e l'udienza è stata fissata per il 18 febbraio  

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21 set 2015

Porto di Catania, nuova area per il Mercatino delle Pulci

di Amedeo Paladino

Il mercatino delle Pulci cambia nuovamente collocazione, questa volta in maniera definitiva. Negli ultimi anni le aree destinate agli operatori del mercatino sono state piazza Carlo Alberto e piazza Dante; dall'autunno scorso la collocazione si è spostata all'interno del Porto. Il trasferimento potrebbe avvenire già alla fine del mese: gli stalli destinati agli operatori verranno spostati nell'area adiacente la sede dell'Autorità Portuale. Infatti, dopo il completamento della nuova darsena commerciale, ormai in servizio a pieno regime, la zona in prossimità del molo di levante si è liberata da tir e container, lasciando libero il sedime della parte storica del porto. L'Assessore alle Attività Produttive Angela Mazzola d'intesa con il commissario straordinario dell'Autorità Portuale Cosimo Indaco ha individuato quest'area come quella più idonea ad ospitare il Mercatino delle Pulci: saranno 145 gli stalli destinati agli operatori e l'area sarà ordinata e circoscritta, soprattutto più adatta alla fruizione dei turisti.     Nei prossimi mesi comincerà il percorso graduale di riapertura del porto alla città che avverrà anche grazie alla riqualificazione della parte vecchia del Porto: il molo di levante si trasformerà in percorso ciclo-pedonale e, per migliorarne l'accessibilità, il commissario Cosimo Indaco ha espresso l'intenzione di chiedere alla Ferrovia Circumetnea l'estensione del servizio della metropolitana, il cui attuale capolinea è proprio all'ingresso del porto, anche alla domenica.

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Proposta
03 ago 2015

Catania-Genova in traghetto: ripristinare la rotta

di Cristina Mastroianni

Sarebbe bello che, insieme con l'inaugurazione della nuova darsena, fosse finalmente ripristinata la rotta turistica per Genova, un tempo fornita dalla Grimaldi lines: non so per quali motivi a suo tempo sia stata sospesa, ma penso che sia stato un danno per tutta la Sicilia orientale, anche se l'aeroporto di Catania ha un ottimo flusso passeggeri. Molte persone che desiderano raggiungere la Sicilia orientale con i propri mezzi, preferirebbero sbarcare a Catania piuttosto che a Palermo; la rotta ripristinata potrebbe incrementare ulteriormente l'afflusso di turisti dal nord Italia, che non se la sentono più di attraversare tutta la penisola e in particolare la A3 (Salerno - Reggio Calabria) con tutti i suoi problemi. Inoltre potrebbe rendere più concorrenziale un'alternativa di viaggio che attualmente è gestita da Grandi Navi Veloci solo verso il porto di Palermo, nonostante questa compagnia di navigazione fornisca un ottimo servizio. Sarei contenta che anche questa società marittima potesse offrire un'alternativa, ma evidentemente c'è il timore di svuotare il traghetto da Palermo. Oggi l'unica linea ro-pax attualmente offerta da Catania verso nord è quella della TTLines con tratta Catania- Napoli e permette di evitare di percorrere la Salerno-Reggio Calabria. La tratta Catania-Genova è disponibile solo per il trasporto Ro-Ro. Sarebbe auspicabile, visto i recenti fatti del viadotto Himera, attuare pure una tratta turistica Ro-Pax per incrementare le autostrade del mare dal sud verso il nord, ndr. Andando a confrontare il costo di un viaggio singolo da Catania a Napoli e da Palermo a Genova, il costo non è molto differente e si finisce per scartare la prima ipotesi. Al di là dei suggerimenti, mi piacerebbe capire come mai questa rotta è stata eliminata se qualcuno è in grado di rispondere.  

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24 lug 2015

Domani il Ministro Delrio a Catania: il punto sui cantieri metro e sulla darsena commerciale

di Amedeo Paladino

Domani mattina è atteso a Catania il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio: alle 9 e 30 accompagnato dal sindaco Enzo Bianco e al Commissario della Ferrovia Circumetnea Virginio Di Giambattista si recherà al cantiere della Metropolitana accanto al vecchio palazzo della Torre Tabita, alle porte di Misterbianco. In questa occasione si svolgerà la consegna delle attività di cantiere per la realizzazione della tratta Nesima-Monte Po. La tratta Nesima-Monte Po si estenderà per 1,7 km e comprenderà due nuove stazioni in direzione Misterbianco: Fontana e Monte Po. Monte Po Fontana (Ospedale Garibaldi Nuovo) Nesima L’approvazione del progetto esecutivo all’impresa aggiudicataria è già avvenuta, entro 600 giorni i lavori dovranno essere terminati, salvo imprevisti, quindi entro il 2017. Nel 2018, con buona probabilità, la tratta potrà essere aperta all’esercizio. Qui potete consultare il cronoprogramma ufficiale del completamento dei lavori della metropolitana. Successivamente il Ministro Delrio insieme al Commissario dell'Autorità Portuale Cosimo Indaco inaugureranno la nuova darsena commerciale del Porto di Catania. L'infrastruttura da alcuni mesi già completa non è potuta entrare in servizio per alcuni problemi alle bitte di ancoraggio durante il collaudo; da domani 2 dei 5 approdi entreranno in esercizio, e dal mese prossimo l'intera struttura sarà operativa. L’infrastruttura adiacente all’area del faro Biscari si estende per 16o mila metri quadrati di piazzale e 190 mila considerando anche lo specchio d’acqua delimitato dalla banchina di 1100 metri lineari (qui potete consultare altre informazioni riguardanti la darsena). Infine alle 11 e 45 il Ministro Delrio si recherà in via Milo presso il cantiere della Metropolitana per presenziare alla consegna dei lavori per interventi di completamento della tratta Borgo-Nesima. La Stazione di Milo è probabilmente la più avanzata tra tutte quelle della tratta Borgo-Nesima in quanto a stato dei lavori. Stando sempre al cronoprogramma ufficiale l'intera tratta dovrebbe essere pronta entro giugno 2016. Potete consultare gli ultimi aggiornamenti dei cantieri della metropolitana di Cibali, Milo, Nesima e San Nullo, oppure avere informazioni sull'intera opera.

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22 lug 2015

Darsena commerciale del Porto aperta a metà: sabato si inaugura con il Ministro

di Amedeo Paladino

Dopo numerosi rinvii, sabato 25 luglio avverrà l’inaugurazione alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio: in questa data saranno operativi 2 dei 5 approdi, mentre tra circa un mese l’intera struttura sarà operativa. Già nelle prossime settimane si potranno vedere gli effetti dell’infrastruttura che andrà ad alleggerire il traffico di tir e container dell’area storica del porto. L‘inaugurazione sarebbe dovuta avvenire già all’inizio di maggio, ma durante il collaudo 3 delle 53 bitte,  basse e robuste colonne che si trovano sulle banchine dei porti e sui ponti delle imbarcazioni, e alle quali vengono legati o avvolti i cavi d’ormeggio delle navi, non hanno superato il test per verificarne la capacità di carico: il commissario straordinario dell’autorità portuale Cosimo Indaco ha quindi preferito sostituire tutte le bitte d’ormeggio per garantire la totale sicurezza, e per avere la certezza che il carico delle grandi navi venga sopportato. L’infrastruttura adiacente all’area del faro Biscari si estende per 16o mila metri quadrati di piazzale e 190 mila considerando anche lo specchio d’acqua delimitato dalla banchina di 1100 metri lineari. Nella nuova Darsena si potranno accogliere contemporaneamente 6 o 7 navi di cui 3 o 4 grandi traghetti e, con un fondale di circa 13 metri, potranno essere ospitate come avviene per pochi porti nel Mediterraneo, le navi crociera di grandi dimensioni con pescaggio di 11 metri; inoltre la nuova infrastruttura sarà un’opportunità possibilità per separare l’area commerciale dello scalo, incluso il transito dei tir, da quello crocieristico, che invece sarà ospitato dall’odierna area del molo di levante. La vecchia darsena sarà destinata solo alla crocieristica, diventando così uno scalo di partenza e permettendo alle navi da crociera di poter sostare anche la notte con notevoli vantaggi per l’economia cittadina e il turismo visto che le navi si approvvigioneranno a Catania, verrà rivalutato anche il molo di levante che si trasformerà in passeggiata ciclo-pedonale.  

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