Segnalazione
18 ago 2017

La segnaletica orizzontale più pazza del mondo

di Mobilita Catania

La segnaletica orizzontale è lo strumento più efficace ad uso degli utenti per far rispettare le prescrizioni del Codice della Strada e regolamentare la viabilità. A Catania la manutenzione della segnaletica orizzontale- la segnaletica verticale dipende dalla società partecipata Sostare- è di competenza della società partecipata al 100% dal Comune di Catania, Multiservizi S.p.A.; essa si occupa inoltre della pulizia e disinfezione, della custodia non armata, dei servizi manutentivi e traslochi dei beni comunali e della manutenzione del verde. Una corretta manutenzione della segnaletica orizzontale è importante per la nostra città per arginare un traffico motorizzato invasivo e pericoloso, in particolar modo per gli utenti deboli della strada. È sotto gli occhi di tutti come la segnaletica orizzontale sia spesso carente e alcune volte anche messa in opera in modo scorretto. A titolo esemplificativo, noi di Mobilita Catania vi mostriamo 3 casi diversi. Nel primo caso gli operai della Multiservizi hanno riverniciato l'attraversamento pedonale antistante un'istituto scolastico, noncuranti della buca non colmata. Nel secondo caso l'ormai sbiadito "stop" per i veicoli provenienti da via Canfora all'incrocio con via Caronda è stato ridisegnato con uno spray da un solerte cittadino; lo stesso succede all'incrocio tra via Conte Ruggero e via Francesco Crispi. L'ultimo caso è quello più paradossale: tra via Guardia della Carvana e corso delle Province le zebre indicanti l'attraversamento pedonale invece di terminare dall'altro lato del marciapiede, come prescrive il Codice della Strada, incrociano altre strisce pedonali in mezzo alla carreggiata.  

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Articolo
23 feb 2016

Il limite di velocità a 30 km/h salva la vita

di Annamaria Pace

Introdurre il limite di velocità di 30 km/h in alcune zone della città, tramite opportune modifiche delle infrastrutture stradali, fluidifica il traffico, evitando inutili e pericolose accelerazioni e decelerazioni e senza interferire sulla velocità media di percorrenza. Un provvedimento che ha fatto drasticamente diminuire il numero di morti in strada; a Parigi il 90% delle strade si percorre a non più di 30 km/h, New York da alcuni anni sta portando avanti il piano “Vision Zero”, nessuna vittima in strada. Mobilita Catania accoglie sulle proprie pagine l'analisi dell'architetto Annamaria Pace: a Catania è possibile ed esiste già una pianificazione per ridurre la velocità dei veicoli. La nostra città ha il triste primato di morti in strada in rapporto agli abitanti. Quando il limite di velocità dei veicoli passa da 50 a 30 km/h si ha una notevole riduzione dello spazio di arresto ed un aumento del raggio del cono visivo del conducente del veicolo. Questo indirizzo progettuale è adottato in molte città europee e non solo, proprio perché è risultato il modo più efficace per aumentare la sicurezza per i pedoni ed i ciclisti, ridurre le morti su strada, incrementare il grado di sicurezza e vivibilità e diminuire l’inquinamento acustico nella città. In relazione alla viabilità ed al traffico urbano, anche il Pgtu di Catania -Piano Generale del Traffico Urbano- indica delle azioni progettuali come “l’introduzione graduale e costante di zone 30, cioè aree della città (sia al centro, sia in periferia) dove la velocità massima consentita sia di 30 km/h invece che di 50 km/h”. Ad esempio oggi più di 15 milioni di persone nel Regno Unito vivono in aree che hanno già adottato o stanno adottando i limiti di velocità a 30 km/h. Questi dati provengono dall’associazione 20’s Plenty for Us, un’organizzazione inglese dedicata ad abbassare i limiti di velocità nelle strade residenziali con lo scopo di aumentare la sicurezza dei pedoni e ciclisti. Attualmente l'organizzazione ha più di 270 campagne di sensibilizzazione in molte grandi città e già molte altre si sono impegnate per ottenere il limite massimo a 30 Km/h di velocità sulle loro strade. Il promotore di questa iniziativa è Rod King, fondatore e direttore di 20′s Plenty for Us. Mr. King è stato recentemente in Brasile, ed il team del World Resources Institute per le Città sostenibili ha parlato con lui sul lavoro fatto nelle città britanniche e sui benefici conseguiti dalla attuazione dei limiti di velocità di sicurezza. Nell’intervista sono spiegate le motivazioni ed i vantaggi in ambito urbano delle zone a 30 km/h . Perché il limite di velocità a 30 Km/h è ideale per la sicurezza stradale? Per dirla semplicemente, un limite predefinito a 30 Km/h ridefinisce il punto di riferimento per come usiamo e condividiamo gli "spazi pubblici tra edifici" e cioè le strade. Invece di andare più veloce e rallentare "solo dove richiesto" abbiamo stabilito un nuovo standard per gli spazi residenziali, dove la gente vive e dove ci sono negozi, il cui uso è compatibile con le esigenze più ampie della comunità e con la realizzazione di un ambiente vivibile. Per quanto riguarda "la sicurezza stradale", la considerazione più importante è che se c’è un pedone ad una distanza di 12m da una macchina che cammina a 30 chilometri all'ora, quest’ultima si può fermare, mentre una macchina che cammina a 50 chilometri all'ora quando cerca di frenare sta ancora facendo 38 chilometri all'ora. Inoltre quando si guida lentamente si ha più attenzione verso i pedoni e ciclisti e si è in maggiore “contatto” con la comunità. Questo approccio permette alle persone di cambiare la propria città. Come funziona questo processo? Il primo passo consiste nel lanciare delle campagne di sensibilizzazione per la comunità, mostrando come la velocità inferiore dei veicoli può essere di beneficio alla comunità di cittadini. Queste campagne permettono loro di dimostrare ai politici, che esiste un ampio sostegno pubblico ed richiesto un intervento sul limite di velocità. Quali città sono da esempio oggi e perché? il 75% per cento di interi quartieri di Londra Città include il limite di velocità a 30 km/h. Questi sono i quartieri di Londra (32) che controllano i limiti della maggior parte delle strade insieme a molte altre città britanniche famose: come Birmingham, Manchester, Bath, Bristol, Oxford, Cambridge, Liverpool. Le città inglesi e le città brasiliane sono diverse per ragioni storiche e culturali. Ma le migliori pratiche dimostrano che abbiamo una “ricetta unica” per salvare vite umane. Per comprendere una città è necessario comprendere i bisogni delle loro comunità. E mentre ci sono differenze indubbiamente culturali, economiche e storiche tra luoghi come Londra e San Paolo è un dato di fatto che tutti condividono dei valori comuni su ciò che vogliamo per le nostre famiglie e le comunità. Vogliamo che i nostri figli siano in grado di utilizzare le nostre strade in modo indipendente, vogliamo che gli anziani siano in grado di mantenere la loro indipendenza nel muoversi e vogliamo un ambiente con bassa emissione di rumore ed inquinamento. Questi sono bisogni comuni e discutendo questi bisogni è indubbio quanto il traffico mette in pericolo tali obiettivi allora possiamo tutti giungere alla conclusione che una zona a 30 km all'ora è un posto migliore per vivere. Ed è per questo che tali limiti sono così ampiamente abbracciati in tutta Europa e Nord America, dove 30km h o 20 mph stanno diventando la norma per strade residenziali nelle nostre città e quelli in cui la gente a piedi e in bicicletta. La pratica migliore diremmo è quello di passare attraverso la "tabella di marcia" ed impegnarsi molto. Le zone a 30 km/h possono essere realizzate anche a Catania, poiché anche nella nostra città, come in tutte le città del mondo, vi è l’esigenza di una maggiore sicurezza e vivibiltà. Nel PGTU di catania, redatto nel 2012, vi è un’analisi delle zone residenziali in cui potrebbe essere messo in atto questo processo migliorativo del nostro ambiente urbano, e Catania potrebbe iniziare così ad intraprendere questo percorso di cambiamento adeguandosi alle più innovative strategie di mobilità sostenibile.   Questa intervista è originariamente apparso su TheCityFix Brasil in portoghese.

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Articolo
12 nov 2015

Via Dusmet, la porta d’ingresso alla città: una trappola mortale

di Amedeo Paladino

Via Cardinale Dusmet è per Catania una strada fondamentale in quanto è percorsa dal traffico veicolare in ingresso e in uscita dal centro urbano in direzione sud, verso la Playa, la zona industriale e l’asse dei servizi: il flusso elevato di auto penetra da questa strada verso la città. Questa arteria, posizionata tra l’area portuale e il centro storico, è attraversata giornalmente dai molti turisti che approdano al porto di Catania e da molti cittadini, vista la presenza della stazione Porto della metropolitana. Il percorso di collegamento tra l’area Portuale e il centro storico, evidenziato anche dalla cartellonistica come percorso storico-monumentale che conduce fino alla porta Uzeda, piazza Duomo e via Etnea, è costituito da alcuni attraversamenti pedonali in cui il rischio di scontri tra pedoni e i veicoli è costante. La presenza del cordolo spartitraffico non impedisce agli automobilisti di tagliare il flusso di auto, proveniente da sud, per entrare al Porto.  La situazione che abbiamo monitorato mette in costante pericolo chi attraversa la strada. Le strisce pedonali poste di fronte la Vecchia Dogana sono ugualmente pericolose: il transito dei croceristi è raramente facilitato dalla presenza dei Vigili Urbani che suppliscono alla carenza di un attraversamento sicuro. Il primo approccio dei turisti alla nostra città non è dei migliori. Le carenze infrastrutturali e la mancanza dei controlli in via Dusmet sono palesi: il percorso dovrebbe essere ripensato alla luce dell'accessibilità pedonale verso il centro storico. La soluzione immediata ci sarebbe come dimostra la proposta dell'architetto Annamaria Pace consultabile al link sottostante. Via Cardinale Dusmet: isole salvagente per metterla in sicurezza Se non bastassero le foto ecco un video che mostra la situazione di grave pericolo di via Dusmet:

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Articolo
08 ott 2015

Il Faro Biscari dopo l’ennesimo investimento: quando la messa in sicurezza dell’area?

di Alessio Marchetti

Lo scorso sabato 3 ottobre si è verificato un grave incidente che ha coinvolto un anziano signore disabile sulla propria carrozzella elettrica in via Priolo Sopraelevata (asse dei servizi), a circa 200 metri dal faro Biscari di Catania. Questa strada, spesso utilizzata per coloro che dal quartiere di Santa Maria Goretti devono raggiungere il centro della città, la litoranea della Plaia a ed il porto, è accessibile attraverso una rampa nei pressi del parcheggio di Città Mercato: Purtroppo questa via è una trappola pericolosissima per ciclisti, pedoni e chiunque si trovi a transitare sulla destra a bassa velocità, in quanto le banchine nelle curve sono strettissime e non permettono il transito in sicurezza. Non a caso l'anziano coinvolto nell'incedente è stato investito nella curva che poi prosegue percolosamente senza alcuna protezione o marciapiedi fino alla Playa. Non si capisce come mai, in tutti questi anni, la situazione sia rimasta sempre la stessa nonostante i ripetuti incidenti. Chi si muove a piedi o in bici non ha alternative per raggiungere il nostro litorale sabbioso in sicurezza, non sono presenti neanche delle banali strisce pedonali. Ecco il punto in cui sono soliti attraversare i pedoni, un doppio attraversamento di cui uno in curva: Anche dall'altro lato la situazione è disastrosa, su Google Street ne abbiamo pure la conferma: osservate come e dove attraversano questi pedoni, le immagini si commentano da sole:   Dopo l'ennesimo ferito grave, auspichiamo risposte concrete ed immediate dall'amministrazione comunale.

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Segnalazione
30 giu 2015

Strisce pedonali inesistenti, anche la manutenzione dura pochi giorni

di Vito Catania

  [n.d.r. In queste settimane più volte ci siamo occupati di sicurezza stradale in una città in cui la mobilità sembra totalmente asservite ai soli mezzi a motore; abbiamo affrontato la situazione di grave pericolo che coinvolge quotidianamente chi si muove a piedi. Finora ci siamo occupati delle difficoltà costanti per i pedoni in Corso Italia, dove poche settimane fa due signori sono stati travolti e uccisi da un'automobilista, e in via Dusmet dove un'autostrada urbana divide la città dal Porto. Ma le criticità si estendono a tutta la città, come ci segnala un nostro lettore. Anche laddove le strisce pedonali sono state rifatte dopo appena pochi giorni cominciano a scomparire.] Strisce pedonali inesistenti, che non sia l'occasione per integrarle con dissuasori fisici ?  

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