Proposta
29 giu 2015

Un percorso ciclabile fino all’aeroporto attraverso la Playa: rilanciare l’economia della città attraverso la mobilità sostenibile

di Annamaria Pace

L'aeroporto Vincenzo Bellini hub per il turismo sostenibile:  una pista ciclabile che connette l’aeroporto Vincenzo Bellini alla città di Catania sarebbe il punto di partenza per visitare la Sicilia e l’Italia in modo sostenibile. Immaginate Catania come un Hub di arrivi e partenze al centro del Mediterraneo: la porta d’ingresso alla visita del nostro paese da parte di un turismo nazionale ed internazionale attento alla sostenibilità dell’ambiente. La proposta di realizzazione di questa pista ciclabile , che si dovrebbe sviluppare lungo la strada di San Giuseppe La Rena, collegarsi al viale Kennedy ed al tratto già esistente della ciclabile della Plaia, oltre a permettere ai visitatori un diretto accesso al meraviglioso litorale, dove già sono presenti strutture balneari e alberghiere, realizzerebbe un immediato collegamento con il porto ed il centro storico. La pista ciclabile, con una lunghezza di circa 3 km fino al Faro Biscari, è immaginata in sede propria, cioè  delimitata da due spartitraffico in cemento, separando fisicamente i ciclisti dal traffico veicolare garantendo sicurezza anche a i meno esperti; inoltre il doppio senso di marcia della pista, posizionata nella carreggiata in uscita dalla città sul viale Kennedy, e delimitata da spartitraffico in cemento, uno già esistente e l’altro da inserire simmetricamente, produrrebbe il restringimento della carreggiata che, insieme ad attraversamenti ciclo-pedonali di connessione con le strutture balneari presenti, renderebbe la strada molto più sicura.   Riuscire a trovare un accordo tra l’Amministrazione Comunale e l’Ente che amministra l’aeroporto al fine di trovare strategie che comunicano questo forte messaggio trasformerebbe Catania come  polo di attrazione del cicloturismo. Questa attenzione da parte di Catania alle tematiche della mobiltà sostenibile potrebbe produrre effetti benefici sull’economia tramite per esempio la promozione di agevolazioni dei prezzi delle compagnie aeree per chi trasporta una bici a seguito o per chi la vuole affittare direttamente all’arrivo in città. Inoltre l’inserimento da parte delle strutture turistiche ricettive di aree per il parcheggio di biciclette insieme alla creazione di percorsi di cicloturismo rilancerebbero l’economia di tutta la città. Ricordiamoci che l’Unesco ha realizzato proprio per la tutela del patrimonio artistico e naturalistico un programma sul turismo sostenibile nelle città storiche, e nel 2016 proprio la Sicilia ospiterà la terza edizione del Festival del patrimonio immateriale Unesco. Tutto ciò sarebbe una importante opportunità per rilanciare il turismo ecosostenibile con un chiaro messaggio in cui la nostra città si muove attivamente in questa direzione, intento questo già pubblicamente dichiarato durante la 1° Conferenza nazionale sulla mobilità sostenibile che si è tenuta a Catania, durante la quale sono state presentate molte idee che hanno confermato una maggiore consapevolezza che questa è la giusta strategia di rinascita urbana consolidata a livello nazionale ed internazionale. Da Catania si rilancia questo messaggio e proprio nella nostra città tutto questo non deve essere solo un sogno, ma una concreta prospettiva di crescita, è necessario avere la volontà di creare questa opportunità tramite questi piccoli ma efficaci interventi in tempi brevissimi, non essendo necessari grandi investimenti, per comunicare il messaggio che Catania vuole essere la nuova capitale del turismo sostenibile.

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Proposta
27 giu 2015

Via Cardinale Dusmet: isole salvagente per metterla in sicurezza

di Annamaria Pace

Come documentato dalla redazione di Mobilita Catania in merito alla situazione di costante pericolo degli attraversamenti pedonali di via Dusmet si possono operare degli interventi poco invasivi, ma efficaci. La via Cardinale Dusmet è per Catania una strada molto importante in quanto è percorsa dal traffico veicolare in ingresso ed in uscita dal centro urbano verso la direzione Sud. Questa strada, posizionata tra l’area portuale e il centro storico, è attraversata giornalmente dai molti turisti che approdano nel porto, e sarà nel prossimo anno sempre più utilizzata poiché è previsto, secondo il programma redatto dall’Autorità portuale in sinergia con il Comune di Catania, un aumento del flusso turistico con l’arrivo di circa 200.000 croceristi. Il percorso di collegamento tra l’area Portuale e il centro storico, evidenziato anche dalla cartellonistica come percorso storico monumentale che conduce fino alla porta Uzeda, è di grande interesse per i turisti in arrivo con le navi da crociera, ma non è sicuro per quanto riguarda il suo rischioso attraversamento sia per i turisti sia per i cittadini che percorrono questa strada. Si ritiene quindi di proporre il posizionamento di isole salvagente in prossimità dei due principali attraversamenti pedonali sulla via Cardinale Dusmet, precisamente in corrispondenza dell’ingresso alla Vecchia Dogana e in prossimità della rotonda su via Porticello. Le isole salvagente possono essere lo strumento probabilmente più efficace ed immediato per migliorare la sicurezza stradale infatti invitano gli automobilisti a rallentare in prossimità dell’attraversamento pedonale, essendo presente un restringimento puntuale della sede stradale, e consentono ai pedoni di soffermarsi a metà carreggiata al fine di porre maggiore attenzione durante l’attraversamento. Questo intervento produrebbe un immediato  miglioramento generale della sicurezza dei cittadini e specialmente per anziani e pedoni con scarsa mobilità che possono attraversare la strada in modo più agevole . Oltre 8.000 pedoni vengono coinvolti in incidenti stradali con esito mortale in Europa, la maggior parte degli incidenti accade proprio nelle aree urbane, quasi un quarto avviene in corrispondenza degli attraversamenti pedonali; nel 30% degli incidenti in cui sono coinvolti un’auto, che viaggia a 40 km/h, ed un pedone, c’è il rischio di esito mortale.

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Proposta
08 giu 2015

Sottopasso in Via Vittorio Emanuele Orlando per migliorare la viabilità di Catania nord

di ct64

Un piccolo sottopasso in Via Vittorio Emanuele Orlando e la viabilità della zona (e non solo) cambierebbe totalmente. Ricadute immediate: eliminazione del semaforo all'incrocio Giuffrida/Sanzio. Svolta libera a destra ed a sinistra per chi proviene dalla direzione nord di Via Vincenzo Giuffrida. Svolta obbligata a destra per chi viene da Viale Raffaello Sanzio. Eliminazione della corsia di Viale Raffaello Sanzio in direzione est (altezza St.Moritz), sostituita dalle traverse parallele più a sud che immettono nella stessa Via Emanuele Orlando. Ricadute a distanza: la direttrice via Gabriele D'Annunzio/Corso delle Province/Via V. Emanuele Orlando, resa scorrevole, potrebbe sostituire le corsie in salita del Viale Vittorio Veneto (che resterebbe solo a "scendere") ed anche liberare lo spazio (ad esempio) per una linea tranviaria. Sarebbe una soluzione più scorrevole e meno caotica. Impatto del sottopasso: minimo. La larghezza della via Emanule Orlando è gia sufficiente per due corsie, una per ciascuna direzione; nessun albero da abbattere; la quota del Viale Raffaello Sanzio è già maggiore rispetto a quella di Via Sassari; basta "ribaltare" la pendenza attuale per raggiungere la profondità sufficiente. Ritengo che sia una proposta della quale valga la pena discutere.  

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Proposta
03 giu 2015

Una nuova area pedonale tra la Villa Pacini e la Porta Uzeda

di Annamaria Pace

La creazione di micro aree pedonali, insieme alle piste ciclabili, è lo strumento più utilizzato in ambito urbano, a livello nazionale ed internazionale, per produrre in breve tempo, positivi effetti economici e sociali nell’ambito di una mobilità urbana sostenibile sempre supportata dall’incremento dell’utilizzo di mezzi pubblici e della metropolitana. Questi processi hanno l’obiettivo di realizzare una città più vivibile, meno inquinata, più attraente per i turisti e più vantaggiosa per l’economia della città. L’ area oggetto della proposta, presentata durante il dibattito cittadino che si è tenuto all'interno della villa Bellini di Catania in occasione del Bike Festival, interessa l’ultimo tratto della via Cardinale Dusmet, punto di connessione tra l’area portuale ed il centro storico di Catania. La Porta Uzeda, Le Mura di Carlo V con la porta dei Canali, il giardino storico di villa Pacini, gli archi della Marina e l’antico mercato del pesce sono importantissime testimonianze della storia di Catania. Un immenso patrimonio storico ed artistico della città che dovrebbe essere non solo valorizzato all’interno di un percorso turistico ma anche restituito ai cittadini, e che  invece è utilizzato come parcheggio e sede stradale. La chiusura permanente, tramite dissuasori del traffico, del tratto compreso tra l’attraversamento pedonale in prossimità della rotatoria veicolare che incrocia la via Cardinale Dusmet fino alla via Pardo, già area pedonale nella fascia oraria 8.00 /14.00, permetterebbe di far vivere questa parte della città in modo totalmente nuovo e più a misura d’uomo. La viabilità e l’accesso all’area del mercato sarebbe sempre garantita deviando il traffico veicolare sulla piazza Paolo Borsellino e su via Zurria per raggiungere l’area parcheggio già esistente in via Casello, in prossimità degli archi della Marina e consentendo la giornaliera attività lavorativa di vendita e ristorazione presente nella zona. La proposta include anche la chiusura, sempre delimitata da disuassori, della piazza di Santa Maria dell’Indirizzo, prospiciente la chiesa omonima, alle spalle della via Pardo. Questa piccola piazza è già area pedonale, essendo in parte posta ad una quota ribassata rispetto alla sede stradale, ma pur essendo presente un cartello che indica l’indicazione di area pedonale, attualmente viene utilizzata come parcheggio soprattutto di veicoli a due ruote.   L’area pedonale proposta in questo progetto è il naturale proseguimento di piazza Duomo, fulcro di Catania, ed è il punto di collegamento alla futura espansione dell'area portuale, la nuova Darsena polifunzionale, che verrà realizzata, si spera, in un prossimo futuro. La pedonalizzazione di questo tratto della città produrrà un immediato effetto positivo in ambito turistico ed economico, a vantaggio delle attività commerciali già presenti (ristoranti, bar e l’attività del mercato del pesce), e darà il giusto valore ad un così importante spazio pubblico di Catania.

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07 mag 2015

Ciclabile Catania-Aci Castello, il progetto

di Chiara Paparo

L’ipotesi iniziale di progetto si basa sull'adeguamento del tracciato stradale esistente ai fini dell’inserimento di una pista ciclabile di circa 7,2 km, lungo il lungomare catanese, da Piazza Europa (Catania), a Piazza Castello (Aci Castello). Tenendo conto che il comune di Catania ha già annunciato la realizzazione di una pista da Piazza Europa a Piazza Mancini Battaglia, è opportuno focalizzare l’attenzione sui restanti 6,5 km di lungomare: dal viale Ulisse, a Catania, a via Giacinta Pezzana/Piazza Castello, ad Aci Castello. La scelta progettuale ricade su una tipologia di pista ciclabile bidirezionale, sul lato mare, in sede propria o su marciapiede e, in alcuni brevi casi, in promiscuità coi pedoni, separata dal traffico veicolare da aiuole lineari o da apposito cordolo. La pista proposta ha un’ampiezza complessiva di 2,50 m, tranne che per i ridotti casi ad uso promiscuo ciclo-pedonale, nei quali tale ampiezza è ridotta. Nell'ipotesi di realizzazione della pista ciclabile proposta dal Comune di Catania, proseguendo in direzione Aci Castello, da Piazza Mancini Battaglia, alla fine del Viale Artale di Alagona, in prossimità dell’innesto con il viale Ulisse, la pista, per mancanza di spazio, diviene in sede promiscua con i pedoni, per circa 200 m, con un’ampiezza di 1,50 m, segnalata da apposita segnaletica,  per tornare in sede propria fino alla fine di via Acicastello, dove diviene nuovamente promiscua, per circa 500 m, anche a causa del fatto che all'inizio di via Musco non è attualmente presente il marciapiede, ipotizzato invece di larghezza pari a 2 m, per accogliere agevolmente pedoni e ciclisti, garantendo continuità al percorso. Per il resto di via Musco, fino a via Giacinta Pezzana la pista continua in sede propria, di larghezza 2.50 m, protetta da cordolo di 50 cm (come da normativa) o da aiuola lineare;  inevitabilmente, in questo tratto, verrebbero sacrificati circa 400 stalli di sosta, compresi quelli adiacenti Piazza Castello a ridosso del marciapiede, che attualmente rendono una parte del belvedere di difficile accessibilità da parte degli utenti “deboli”. Tutto il progetto tiene conto dell’abbattimento delle barriere architettoniche e della rimozione e ricollocazione di eventuali oggetti che occupano la sede pedonale o ciclabile, quali pali di illuminazione o di segnaletica, non correttamente posizionati. Particolare cura è stata inoltre dedicata agli attraversamenti pedonali e ciclabili, ridisegnati per garantire maggiore sicurezza, inserendo elementi di traffic calming, come attraversamenti pedonali e/o ciclabili rialzati o avanzamenti del marciapiede. In prossimità delle fermate degli autobus sono state proposte due ipotesi progettuali: la prima, più sicura per ciclisti e pedoni in sosta, nel caso di pista in sede propria, prevede il re-indirizzamento della pista ciclabile sul marciapiede, in promiscuità coi pedoni, solo per il tratto interessato dalla fermata; la seconda, meno onerosa, già adottata in altre città, prevede la fermata dell’autobus sulla pista ciclabile, con l’interruzione temporanea del cordolo separatore, opportunamente segnalata. Come da normativa, sono state previste inoltre specifiche attrezzature, quali rastrelliere, panchine e fontanelle d’acqua in prossimità di piazze e belvedere. È prevista inoltre l’apposizione di segnaletica orizzontale e verticale e la colorazione della pavimentazione della pista ciclabile per avere una maggiore distinzione dagli altri percorsi. Al fine di rendere completa tale progettazione è stato stilato un Computo Metrico, tenente conto non solo dei costi di realizzazione della pista, ma anche degli oneri previsti per la collocazione della segnaletica e delle attrezzature, il rifacimento dei marciapiedi, della pavimentazione, delle aiuole, e quanto ritenuto necessario alla messa in sicurezza del percorso, facendo riferimento al Prezzario Regionale per i lavori pubblici della regione Sicilia, per un importo complessivo di circa 388.000 euro. Dall'analisi dei dati geometrici, verificati tramite rilievo planimetrico e altimetrico, si è avuto un riscontro più che positivo con quanto prescritto dalla normativa vigente, sia in termini di spazi e di pendenze, sia in termini di sicurezza stradale, quindi non vi sono particolari impedimenti normativi alla realizzazione della pista.

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07 mag 2015

Fermata del bus protetta

di Andrea Tartaglia

Vista la segnalazione circa l'incivile parcheggio della auto in via Etnea, laddove esiste la fermata dei mezzi Amt, risulta evidente che il problema è da estendere a numerose altre fermate degli autobus disseminate per Catania. Nel caso di via Etnea l'unica soluzione possibile è quella di far rispettare il divieto di sosta, già vigente su tutta la strada, ma che comunque è sempre obbligatorio in corrispondenza delle fermate dei mezzi pubblici. Tuttavia ci sono numerosi altri casi in cui è possibile mettere in atto alcuni accorgimenti che possono, in qualche modo, sopperire alla carenza dei necessari controlli. Prendiamo, ad esempio, le fermate sud di piazza Trento e di Corso Italia (nel tratto compreso tra via Messina e piazza Europa): anche qui lo spazio delle fermate è spesso usato come parcheggio, con l'aggravante di essere addirittura disposto a spina di pesce nella maggior parte dei casi. Fenomeno che si verifica anche a tarda sera e soprattutto nei fine settimana, per la presenza di chioschi e bar (si sa, il catanese medio "deve" parcheggiare proprio davanti alla meta), quando comunque il traffico non è inferiore a quello delle ore diurne. Ebbene, in casi come questi basterebbe delimitare la corsia lungo la banchina con dei cordoli, realizzando una breve corsia protetta. L'ampiezza della carreggiata, in entrambi i casi, permette di lasciare ben due corsie al traffico privato nella stessa direzione più un'altra, già esistente, per i mezzi pubblici contromano. Così sarebbe fisicamente impedita, 24 ore su 24, la sosta selvaggia e i bus potrebbero effettuare serenamente la loro fermata. Di cordoli adatti il comune, potenzialmente, dispone già: sono parecchi i metri di cordolo usati impropriamente, infatti, a cui attingere: si tratta di quelli superflui in piazza Borsellino, nei pressi della rotonda di via Alcalà, che prolungano il cordolo in pietra lavica esistente; di quelli usati a mo' di spartitraffico di fronte al parcheggio scambiatore Due Obelischi (dove potrebbero essere sostituiti con fioriere o altro); dei cordoli disposti nel Tondo Gioeni, anche stavolta a prolungamento di quelli in pietra lavica (perché non farli proseguire allo stesso modo, allora, se necessario?). Quindi basterebbe che il comune di Catania spostasse cordoli di cui già dispone, e impropriamente utilizzati, per proteggere alcune fermate strategiche come quelle sopra descritte. Naturalmente di esempi analoghi se ne potrebbero fare numerosi altri. Bisogna ricordare che in via Passo Gravina esiste un lungo tratto di corsia preferenziale protetta da una doppia fila di cordoli, realizzata per il BRT1, e non più in uso da quando è cambiata la viabilità del nodo Gioeni. Anche in questo caso bisognerebbe ottimizzare questo "patrimonio" in cordoli o per lo stresso BRT1, se è definitivo il nuovo percorso lungo il lato ovest della carreggiata (e quindi basterebbe una sola fila di cordoli), o per proteggere corsie troppo spesso invase dal traffico privato: la corsia bus in direzione nord di viale Vittorio Veneto (tra via Gabriele D'Annunzio e piazza Michelangelo, praticamente un parcheggio abusivo per auto) e quella di via Monserrato (continuamente usata dagli automobilisti incivili per superare la fila di auto incolonnate, spesso bloccando l'accorrente bus) avrebbero assoluto bisogno di essere fisicamente protette. Infine, si ricorda come il dispositivo dello StreetControl, se mai sarà in dotazione alla polizia municipale di Catania, potrà forse rappresentare una svolta nel contrasto alla sosta selvaggia, ma solo se accompagnato da un controllo quotidiano e a tutte le ore su tutto il territorio cittadino.

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04 mag 2015

Via Passo Gravina: rallentare i veicoli.

di danielasgro

Noi abitanti, sopratutto quelli della zona del Fasano in corrispondenza con la corsia prefenziale del Brt, siamo in pericolo tutte le volte che dobbiamo entrare o uscire con la nostra auto dal cancello, perché gli automobilisti in transito da via Passo Gravina non rallentano per darci la possibilità di effettuare le nostre manovre! Perché non posizionare dissuasori sonori per far rallentare gli automobilisti?

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