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23 ott 2015

Senso unico e percorso protetto in via Antico Corso

di Alessio Marchetti

Ogni giorno, migliaia di catanesi, tra cui moltissimi studenti liceali, universitari, ed altri che si recano all'ospedale Santo Bambino, attraversano a piedi la via Antico Corso. Questa strada si stringe eccessivamente in un punto a doppio senso, creando serissimi pericoli ai pedoni per la mancanza di marciapiedi. Quando transita un camion, addirittura non resta spazio per loro i quali devono attenderne il passaggio. Considerando la difficile convivenza tra pedoni e veicoli, penso possa essere utile l'istituzione di un senso unico da Via Albergo a Via Torre del Vescovo, consentendo la marcia solo in direzione Nord. L'accessibilità veicolare alla zona verrebbe tranquillamente garantita da Via Osservatorio e Via Plebiscito. Inoltre, vista la mancanza di marciapiedi, sarebbe indispensabile istallare anche paletti o cordoli lato ovest (dove sono presenti le abitazioni ed i pericolosi balconi sporgenti) creando un sicuro percorso ciclo-pedonale largo almeno 2 metri che eviterebbe anche la possibilità di prendere la strada in controsenso grazie al suo restringimento. Mi auguro che l'amministrazione sia disposta a trovare una soluzione per la sicurezza dei pedoni, qualunque essa sia.

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21 ott 2015

Tondo Gioeni, una bretella migliorerebbe la viabilità

di mauribo

L'abbattimento del ponte del Tondo Gioeni ha messo in ginocchio la viabilità in quella zona, penalizzando chi per spostarsi sia per lavoro sia per altro deve attraversarla. Una delle criticità maggiori, per quanto mi riguarda è l'impossibilità, provenendo da Via Etnea, di attraversare la rotonda e immettersi subito su Viale Andrea Doria in direzione Cibali o Via del Bosco, se non raggiungendo il primo e unico torna-indietro all'altezza de La Sicilia: questo costringe gli automobilisti ad incrociare le auto che provengono da Cibali, da Via Caronda nonché il semaforo della Chiesa Madonna di Lourdes e la strettoia dello stesso torna indietro. Tra le altre cose svoltando per il torna-indietro si è costretti a fare una curva stretta a gomito con evidente rallentamento della circolazione anche per il rischio di impatto con le auto che provengono  alta velocità dalla direzione opposta e che spesso tagliano nella corsia riservata a chi svolta. La mia proposta (non conosco i costi), invece, è quella rappresentata nella foto allegata. L'elemento essenziale e quello di evitare che le auto provenienti in direzione Tondo Gioeni/Cibali, vadano ad alta velocità per la strada diritta, che invoglia gli automobilisti a premere troppo sull'acceleratore. Creando una bretella subito dopo la Chiesa Madonna di Lourdes si devia il traffico verso la via Luis Braille che diventa a doppio senso in direzione Nord/Canalicchio, mentre diventa senso unico in direzione Tondo Gioeni con possibilità di svolta anche verso via Pietro dell'Ova. Inoltre chi proviene da via Braille non deve dare più la precedenza immettendosi sul viale Andrea Doria alle auto che provengono dal viale Odorico da Pordenone, come accade oggi, rendendo tutto più snello e veloce. Chi proviene dal Viale Andrea Doria e da via Odorico da Pordenone direzione Ognina, invece, si ritrova la svolta a sinistra verso questa area allungata che distribuisce e snellisce il traffico verso tutta la rotonda senza rallentamenti per la curva a gomito e non trova neanche il passaggio pedonale della Chiesa; chi procede verso Ognina non ha rallentamenti per il tratto stretto dell'attuale torna-indietro de La Sicilia che potrebbe anche essere eliminato. La soluzione mi sembra ottimale anche per chi provenendo da Nesima imbocca la rotonda del Tondo Gioeni e non si trova le auto arrivare ad alta velocità del controviale. Inutile aggiungere che attualmente la rotonda non rotonda della rotatoria del Tondo Gioeni rappresenta una grande difficoltà e pericolosità per le auto che volendo immettersi in direzione Via Del Bosco e via Petraro sono costrette a  tagliare la strada alle auto che sopraggiungono a velocità sostenuta dal viale Odorico da Pordenone. Si accettano suggerimenti.

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30 set 2015

Viale Fleming – Circonvallazione, molteplici criticità facilmente risolvibili

di salval

Segnalo alcune mancanze a cui è possibile ovviare legate al sottopassaggio di Viale Fleming, a distanza di diversi anni dalla sua entrata in funzione ed in relazione alla presenza del polo scientifico della Cittadella Universitaria. Occorre sottolineare che durante la sua costruzione è stato eliminato il ponte pedonale che consentiva l’attraversamento della strada a scorrimento veloce, senza bisogno di attendere il semaforo. Quest’ultimo, inevitabilmente, dà la precedenza al notevole flusso di macchine che scorre lungo la circonvallazione, pertanto per l’attraversamento è necessario attendere 2 minuti di orologio (!) dopo aver utilizzato l’apposito pulsante di chiamata.  Alternativamente si possono utilizzare le strisce pedonali senza il supporto del semaforo. È attualmente ancora presente la segnaletica, ormai malridotta, dei lavori in corso per la costruzione del sottopassaggio! Essa consentiva, in particolare, l’attraversamento pedonale in relazione alle caratteristiche del cantiere che vi sorgeva nel lontano 2009. Adesso questa segnaletica suggerisce l’attraversamento in un punto pericolosissimo: all'uscita del sottopassaggio, alla fine di un dosso stradale sulla carreggiata in direzione Misterbianco, durante un tratto in discesa ed all'inizio dell’immissione in Viale Fleming, sulla carreggiata in direzione Ognina. Capita non di rado che nella fretta alcuni studenti si avventurino in tale attraversamento e spesso si verificano tamponamenti tra auto, a causa di brusche frenate, e talvolta anche qualche pedone arriva pure ad essere investito. Basti pensare che questi eventi accadono già, proprio a causa dello scorrimento veloce proprio di questa arteria stradale, in corrispondenza delle strisce pedonali, visibili e segnalate, poste di fronte la fermata dell’autobus poco più sopra, in direzione Santa Sofia. Le aree che consentono di costeggiare la circonvallazione in questo tratto in entrambe le direzioni sono fatiscenti e vengono continuamente attraversate da studenti. La piccola area sopra il sottopassaggio, in particolare, è divenuta una piccola discarica abusiva di rifiuti, ironia della sorte, proprio di fronte a un cartellone pubblicitario del Ministero che invita a mantenere pulito l’ambiente. L’area adiacente, posta tra il sottopassaggio e Viale Fleming non è stata mai asfaltata o destinata a qualche utilizzo. Semplicemente qualcuno si è occupato di eliminare un parte del marciapiede perimetrale per poterla utilizzare come parcheggio: per un certo periodo di tempo si è riscontrata la presenza del parcheggiatore abusivo, il quale si era impossessato di questa area.  La sosta risulta tutt’altro che agevole per la mancanza di una corretta rampa di accesso o di un livellamento del manto stradale, ma sarebbe comunque pericolosa dato l'accesso in curva. Visto anche l’inizio dell’anno accademico si chiede pertanto di: - Rimuovere la segnaletica provvisoria; - Ripulire l’area circostante; - Ripensare alla possibilità di installare nuovamente un ponte pedonale; - Riqualificazione dell'area sopramenzionata.          

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03 ago 2015

Catania-Genova in traghetto: ripristinare la rotta

di Cristina Mastroianni

Sarebbe bello che, insieme con l'inaugurazione della nuova darsena, fosse finalmente ripristinata la rotta turistica per Genova, un tempo fornita dalla Grimaldi lines: non so per quali motivi a suo tempo sia stata sospesa, ma penso che sia stato un danno per tutta la Sicilia orientale, anche se l'aeroporto di Catania ha un ottimo flusso passeggeri. Molte persone che desiderano raggiungere la Sicilia orientale con i propri mezzi, preferirebbero sbarcare a Catania piuttosto che a Palermo; la rotta ripristinata potrebbe incrementare ulteriormente l'afflusso di turisti dal nord Italia, che non se la sentono più di attraversare tutta la penisola e in particolare la A3 (Salerno - Reggio Calabria) con tutti i suoi problemi. Inoltre potrebbe rendere più concorrenziale un'alternativa di viaggio che attualmente è gestita da Grandi Navi Veloci solo verso il porto di Palermo, nonostante questa compagnia di navigazione fornisca un ottimo servizio. Sarei contenta che anche questa società marittima potesse offrire un'alternativa, ma evidentemente c'è il timore di svuotare il traghetto da Palermo. Oggi l'unica linea ro-pax attualmente offerta da Catania verso nord è quella della TTLines con tratta Catania- Napoli e permette di evitare di percorrere la Salerno-Reggio Calabria. La tratta Catania-Genova è disponibile solo per il trasporto Ro-Ro. Sarebbe auspicabile, visto i recenti fatti del viadotto Himera, attuare pure una tratta turistica Ro-Pax per incrementare le autostrade del mare dal sud verso il nord, ndr. Andando a confrontare il costo di un viaggio singolo da Catania a Napoli e da Palermo a Genova, il costo non è molto differente e si finisce per scartare la prima ipotesi. Al di là dei suggerimenti, mi piacerebbe capire come mai questa rotta è stata eliminata se qualcuno è in grado di rispondere.  

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30 lug 2015

Via Sei Aprile, una corsia protetta per velocizzare il trasporto pubblico

di Andrea Tartaglia

Via Sei Aprile è una breve ma fondamentale arteria di collegamento all'interno del centro di Catania, composta da due ampie carreggiate per senso di marcia: unisce piazza Papa Giovanni XXIII, dov'è sita la Stazione Centrale delle Ferrovie dello Stato, a piazza dei Martiri, una delle porte del centro storico di Catania nonché accesso, da nord, a via Cardinale Dusmet e quindi al porto. Non a caso, anche per la mancanza di valide alternative, è una strada particolarmente trafficata, per la quale passano quasi tutte le linee di mezzi pubblici urbani su gomma dirette verso il centro storico, l'aeroporto (con l'AliBus) e la periferia sud di Catania (con, ultima in ordine di arrivo, la linea Librino Express), nonché le numerose linee extraurbane dirette verso il siracusano e il ragusano. Purtroppo, la carreggiata ovest, ovvero quella che ospita il traffico in direzione sud, verso il porto, è sovente congestionata e il traffico veicolare appare spesso paralizzato, bloccando per parecchi minuti anche i grandi bus dell'AMT (compresi quelli, sulla carta, veloci, come l'AliBus e, prossimamente, il Librino Express) e le corriere delle compagnie pubbliche (AST e FCE) e private. Da queste evidenti e facilmente verificabili considerazioni nasce la proposta, assolutamente semplice, di realizzare una corsia preferenziale protetta dedicata ai bus sul lato destro della carreggiata in direzione sud, eliminando una delle due linee di sosta presenti e trasferendo i posti riservati sul lato opposto. Gli stalli che si perderebbero sarebbero appena una ventina (non va considerato, infatti, lo spazio in corrispondenza della fermata bus, ai sensi del codice stradale), mentre il guadagno sarebbe notevolissimo, potendo i mezzi pubblici contare su una corsia dedicata, esattamente come avviene con successo nella carreggiata nord di Corso Sicilia: ne guadagnerebbero notevolmente in tempi di percorrenza e quindi efficienza, fornendo anche un incentivo all'utenza del mezzo pubblico. La corsia protetta prospettata, inoltre, potrebbe anche avere un'appendice nella vicina piazza dei Martiri, giusto per condurre alla corsia preferenziale di via Vittorio Emanuele II. Le dimensioni della carreggiata sono tali da permettere, da destra verso sinistra, la linea preferenziale protetta, due corsie per il traffico privato e una linea di sosta (più capiente di quella che si perderebbe, non essendoci fermate di mezzi pubblici sul lato sinistro della carreggiata). Auspichiamo che l'amministrazione comunale di Catania, che si dichiara particolarmente attenta al tema della mobilità, consideri questa proposta, peraltro estendibile ad altre arterie della città (ad esempio al viale Vittorio Veneto, nel tratto compreso tra via Gabriele D'Annunzio e piazza Michelangelo Buonarroti, dove la corsia preferenziale esiste già ma, non essendo protetta, è perennemente invasa da auto in sosta illecita; o al Viale Mario Rapisardi). Certo, in una città come Catania ogni proposta ha sempre avuto, ha ed avrà dei detrattori: ma bisogna essere coraggiosi e sapere guardare all'interesse più ampio e condiviso di cui beneficerebbe la stragrande maggioranza della collettività, rispetto a quello di pochi.

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30 giu 2015

Attraversamenti pedonali rialzati da installare nelle strade più a rischio

di Davide Nicolosi

Si potrebbero realizzare in tutte le vie particolarmente a rischio o dove si sono verificati spesso incidenti (Viale  Vittorio Veneto, Viale Africa, Lungomare, Corso Italia) degli attraversamenti pedonali rialzati come quelli che si trovano in molti comuni d'Italia. Questo, ad esempio, è a Calderara di Reno in Emilia-Romagna. Il dosso rispetto alla foto di Google Maps ora è stato ridipinto con un colore differente dal manto stradale (rosso mattone) per renderlo ancora più visibile,  nei paesi limitrofi si trova anche con materiali differenti.

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29 giu 2015

Un percorso ciclabile fino all’aeroporto attraverso la Playa: rilanciare l’economia della città attraverso la mobilità sostenibile

di Annamaria Pace

L'aeroporto Vincenzo Bellini hub per il turismo sostenibile:  una pista ciclabile che connette l’aeroporto Vincenzo Bellini alla città di Catania sarebbe il punto di partenza per visitare la Sicilia e l’Italia in modo sostenibile. Immaginate Catania come un Hub di arrivi e partenze al centro del Mediterraneo: la porta d’ingresso alla visita del nostro paese da parte di un turismo nazionale ed internazionale attento alla sostenibilità dell’ambiente. La proposta di realizzazione di questa pista ciclabile , che si dovrebbe sviluppare lungo la strada di San Giuseppe La Rena, collegarsi al viale Kennedy ed al tratto già esistente della ciclabile della Plaia, oltre a permettere ai visitatori un diretto accesso al meraviglioso litorale, dove già sono presenti strutture balneari e alberghiere, realizzerebbe un immediato collegamento con il porto ed il centro storico. La pista ciclabile, con una lunghezza di circa 3 km fino al Faro Biscari, è immaginata in sede propria, cioè  delimitata da due spartitraffico in cemento, separando fisicamente i ciclisti dal traffico veicolare garantendo sicurezza anche a i meno esperti; inoltre il doppio senso di marcia della pista, posizionata nella carreggiata in uscita dalla città sul viale Kennedy, e delimitata da spartitraffico in cemento, uno già esistente e l’altro da inserire simmetricamente, produrrebbe il restringimento della carreggiata che, insieme ad attraversamenti ciclo-pedonali di connessione con le strutture balneari presenti, renderebbe la strada molto più sicura.   Riuscire a trovare un accordo tra l’Amministrazione Comunale e l’Ente che amministra l’aeroporto al fine di trovare strategie che comunicano questo forte messaggio trasformerebbe Catania come  polo di attrazione del cicloturismo. Questa attenzione da parte di Catania alle tematiche della mobiltà sostenibile potrebbe produrre effetti benefici sull’economia tramite per esempio la promozione di agevolazioni dei prezzi delle compagnie aeree per chi trasporta una bici a seguito o per chi la vuole affittare direttamente all’arrivo in città. Inoltre l’inserimento da parte delle strutture turistiche ricettive di aree per il parcheggio di biciclette insieme alla creazione di percorsi di cicloturismo rilancerebbero l’economia di tutta la città. Ricordiamoci che l’Unesco ha realizzato proprio per la tutela del patrimonio artistico e naturalistico un programma sul turismo sostenibile nelle città storiche, e nel 2016 proprio la Sicilia ospiterà la terza edizione del Festival del patrimonio immateriale Unesco. Tutto ciò sarebbe una importante opportunità per rilanciare il turismo ecosostenibile con un chiaro messaggio in cui la nostra città si muove attivamente in questa direzione, intento questo già pubblicamente dichiarato durante la 1° Conferenza nazionale sulla mobilità sostenibile che si è tenuta a Catania, durante la quale sono state presentate molte idee che hanno confermato una maggiore consapevolezza che questa è la giusta strategia di rinascita urbana consolidata a livello nazionale ed internazionale. Da Catania si rilancia questo messaggio e proprio nella nostra città tutto questo non deve essere solo un sogno, ma una concreta prospettiva di crescita, è necessario avere la volontà di creare questa opportunità tramite questi piccoli ma efficaci interventi in tempi brevissimi, non essendo necessari grandi investimenti, per comunicare il messaggio che Catania vuole essere la nuova capitale del turismo sostenibile.

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