Proposta
26 apr 2016

BRT di via Plebiscito, ciclabili leggere, percorsi pedonali e isole ambientali: quattro proposte per Catania

di Annamaria Pace

Mobilita Catania accoglie sul proprio sito l'ipotesi progettuale del gruppo Mobilità Sostenibile Catania, presentandovi i quattro punti di forza della proposta. Vi ricordiamo che il nostro portale è aperto alle segnalazioni, alle proposte e agli articoli di tutti i cittadini. Potete inviarci i vostri contributi tramite questa sezione. Il centro storico  di Catania attualmente presenta notevoli criticità relative alla viabilità che è prevalentemente connessa all'utilizzo dell’automobile, e che ha reso  l’accesso in centro storico difficile e problematico. Di seguito sono proposti quattro interventi che potrebbero migliorare l’attuale situazione di degrado, ridurre l’inquinamento acustico e ambientale,  valorizzando il patrimonio storico e artistico di Catania, con grandi benefici per il turismo e l’economia. Di seguito gli interventi sulla mobilità da implementare secondo l'ipotesi progettuale. Percorsi ciclabili Realizzazione di percorsi ciclabili connessi alla nuova pista ciclabile del Lungomare,  come alternativa sicura , funzionale  ed economica  rispetto all'attuale utilizzo dell’automobile. I percorsi ciclabili possono essere  realizzati tramite l’estensione anche alle biciclette dell’utilizzo delle corsie preferenziali degli autobus,come già è stato deliberato dal Comune di Catania per alcune corsie. A questo proposito è stata inoltra, dalla nostra associazione, la richiesta di estendere questa delibera a tutte le corsie esistenti in città. Inoltre sono stati individuati dei percorsi ciclabili  in altre strade in cui è possibile replicare il modello utilizzato dalla città di Grenoble. Il modello consiste nella realizzazione di percorsi ad una sola corsia, di senso opposto a quello delle automobili, attigui al marciapiede, protetti dalla collocazione di parcheggi posti parallelamente alla corsia e delimitati da un’area “filtro” che consente di separare le due corsie. Le strade dovranno avere il limite di velocità di 30 km/h, così da garantire la sicurezza di pedoni e ciclisti. Con questo intervento si favorirebbe l’intermodalità, tramite l’uso di diversi mezzi di trasporto, come il muoversi a piedi, in bici, con l’autobus e con il car sharing e si  produrrebbero  innumerevoli vantaggi nel centro urbano. Isole ambientali La realizzazione di isole ambientali, in cui vige il limite di velocità di 30 km/h, dove è consentito  il parcheggio di automobili, camminare a piedi ed con la bicicletta in sicurezza. Tramite la cartellonistica verticale e opportuni schemi di circolazione, è possibile circolare all’interno dell’area ma  senza  attraversarla  senza utilizzare  le strade secondarie come percorso alternativo alla rete stradale principale che circonda l’isola. Si propone di rendere esecutivo come primo intervento l’area della Civita, così come proposto dal PGTU (piano generale del traffico urbano). I vantaggi ottenuti da questo intervento sono: una maggiore sicurezza per i pedoni, migliore qualità dell’ambiente e valorizzazione del quartiere. Percorsi pedonali All’interno delle isole ambientali sono stati tracciati dei percorsi pedonali che intercettano i siti archeologici presenti in centro storico. I percorsi sono stati disegnati rielaborando  la mappa interattiva realizzata da Ctzen. BRT via Plebiscito –Civita Il percorso ad anello del Brt  si snoda lungo parte della via Plebiscito e circonda l’area dedicata alle isole ambientali  consentendo l’accesso  in tutto il centro storico.   La proposta di realizzare  una linea brt in questa strada, posizonata al centro della carreggiata e delimitata ai lati dalle attuali corsie dedicate al traffico veicolare, consentirebbe ai cittadini e turisti di accedere al centro storico  in modo sostenibile, sicuro e veloce, senza problemi di parcheggio. Il percorso ricalca la linea già esistente del 503 (circolare) con capolinea in piazza Borsellino e  con una parziale modifica del tracciato in corrispondenza della via Cardinale Dusmet in prossimità della porta Uzeda, tratto in cui è stato proposto un intervento di pedonalizzazione.    

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Proposta
15 apr 2016

Aeroporto Fontanarossa, una stazione ferroviaria a pochi passi dal terminal Bellini

di papocchioct

L’assenza di un collegamento tra l’aeroporto di Catania e la rete ferroviaria è una delle ragioni principali del declassamento dello scalo di Fontanarossa in ambito europeo. Da molti anni si discute di una eventuale stazione ferroviaria a Fontanarossa, ma al momento non esiste un progetto definitivo ne una precisa collocazione, solo proposte che parlano di una semplice fermata o di una stazione passante dotata di marciapiedi e pensiline. Rimane comunque assurdo che un aeroporto come quello di Catania, che ha un traffico passeggeri superiore ai 7.000.000 annui, primo del Mezzogiorno, il sesto in Italia, e un bacino di utenza che copre sei province non abbia una stazione ferroviaria e quindi un collegamento con la rete ferroviaria. Uno, tra i tanti progetti che sono stati presentati alla stampa,  prevede una stazione/fermata, del tipo passante, nei pressi del parcheggio Fontanarossa. Questo progetto ha il vantaggio di avere costi più bassi e tempi più veloci per la realizzazione, ma presenta una rottura di carico per l'utilizzo di bus navetta, dato che la distanza, tra il terminal e la stazione, è di circa 800/1000 metri. La stazione risulterebbe in ogni caso sottodimensionata per il numero di province e di utenti che abbraccia, circa 2.000.000 di abitanti e non rientrerebbe nei progetti di interesse comune a livello europeo visto che non soddisferebbe i seguenti criteri: mirare ad eliminare una strozzatura o a ultimare un raccordo mancante su un grande asse della rete transeuropea; avere dimensioni tali che una pianificazione a lungo termine a livello europeo apporta un valore aggiunto significativo; devono presentare benefici socioeconomici potenziali; devono migliorare  in modo significativo la mobilità di merci e persone tra i paesi dell’UE; devono contribuire alla coesione territoriale dell’Unione integrando le reti dei nuovi paesi dell’UE; devono contribuire allo sviluppo sostenibile dei trasporti. La mia proposta prevede invece la realizzazione di una stazione di testa simile a quella di Fiumicino che potrebbe essere collocata di fronte al parcheggio P2 dell'Aeroporto. Sia la stazione che i binari si troverebbero su terreni demaniali di proprietà del Ministero della Difesa e comunque non occupati da costruzioni; i binari potrebbero essere interrati o rialzati su piloni Il vantaggio di questa proposta è di avere una stazione ferroviaria facilmente raggiungibile a piedi visto che si trova a 190 metri dal Terminal Bellini (in futuro potrebbe essere collegata con un tunnel aereo simile a quello di Fiumicino). Tale proposta farebbe quindi entrare l'aeroporto Fontanarossa nell'’elenco Core Network Ten-T (Trans European transport network). Lo svantaggio è certamente legato agli alti costi che si hanno per realizzare una stazione di testa, alla realizzazione di una nuova strada ferrata a doppio binario con una lunghezza di 550 metri e agli oneri relativi agli espropri. I finanziamenti per la stazione ferroviaria potrebbero arrivare dalle "Grandi opere sulle linee ferroviarie" inserite nei Corridoi TEN-T. Un simile intervento porterebbe prestigio al nostro aeroporto e potrebbe assorbire benissimo il traffico regionale e locale scambiando con la metropolitana nella Stazione Fontanarossa e  nella stazione Centrale così come avviene a Fiumicino. La stazione della metropolitana a questo punto potrebbe fermarsi nel parcheggio Fontanarossa e sfruttare il parcheggio scambiatore per i pendolari che arrivano con le auto nella parte sud della città. Per sognare un po' ecco il progetto di una stazione ferroviaria a Bellinzona realizzato dallo studio Orsi & Associati per un concorso di idee.   Ti potrebbe interessare: Aeroporto di Catania | Scheda dell’opera La fermata ferroviaria Fontanarossa diventa un rebus Nuova fermata ferroviaria di Fontanarossa pronta entro tre anni

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Proposta
08 apr 2016

Piazza Giovanni Verga: liberarla dalla sosta passiva di auto, recuperando 130 posti

di uomodellastrada

L'obiettivo della proposta che mi accingo a presentare è la riduzione della sosta passiva di lunga durata nel centro città per favorire invece stalli con strisce blu a maggiore frequenza di utilizzo. Piazza Giovanni Verga è una delle zone nevralgiche della città: in essa confluiscono quotidianamente migliaia di catanesi per la presenza del Tribunale, della caserma dei Carabinieri, della facoltà di Economia e delle innumerevoli attività commerciali e studi professionali del Corso Italia. Ormai abortito il progetto di parcheggio pertinenziale concepito ai tempi della giunta Scapagnini, la piazza si presenta oggi come un grande parcheggio ad uso dei clienti dell'hotel Excelsior e di tutti gli uffici dei paraggi. Attualmente buona parte degli stalli sono riservati in via esclusiva a due categorie di lavoratori: Carabinieri e funzionari del Tribunale o comunque soggetti autorizzati dalla Procura. Nella foto allegata di Google Maps ho indicato le aree con sosta riservata: in rosso sono evidenziati i posti auto per i funzionari del Tribunale, in blu quelli riservati ai Carabinieri, in verde infine una fila teoricamente riservata al posteggio di mezzi a due ruote ma occupata da auto con tagliandi ben visibili di questi lavoratori. A scanso di equivoci sottolineo che si tratta di auto private e non di mezzi di servizio, auto blu o vetture di uomini della scorta di magistrati che invece posteggiano giustamente e per ragioni di sicurezza nella parte di piazza antistante al palazzo di giustizia. Si tratta complessivamente di circa 130-140 stalli che, a mio parere, potrebbero essere restituiti al libero utilizzo da parte di tutti i cittadini, aumentando il numero di strisce blu per venire incontro alle richieste dei commercianti e creando piccole zone per la sosta di mezzi a due ruote, rastrelliere per bici e una zona con colonna di ricarica per auto elettriche, fermo restando una doverosa opera di restyling di tutta la pavimentazione dissestata. Questa proposta non ha alcun intento discriminatorio nei confronti delle Forze dell'Ordine o dei funzionari del Tribunale, ma non ravvedo la necessità di godere di un trattamento diverso da altre categorie di lavoratori in una zona così importante per la mobilità cittadina e in cui la ricerca di un posto auto assume i connotati di una caccia al tesoro. Fra l'altro già adesso i Carabinieri giustamente possono parcheggiare lungo il perimetro della caserma mentre tutta l'area del Tribunale è ad uso esclusivo di magistrati e dipendenti del ministero della giustizia. Qualora questi lavoratori avessero bisogno, per ragioni di servizio o altre motivazioni, di posti auto riservati, si potrebbe ad essi dedicare una parte del parcheggio Sanzio che attualmente non viene quasi mai riempito del tutto. Potrebbero quindi lasciare l'auto in questo parcheggio scambiatore e utilizzare la linea 2-5 AMT per raggiungere in pochi minuti il posto di lavoro in Piazza Verga. I vantaggi della proposta: liberare Piazza Verga dalla sosta passiva; favorire la sosta breve con le strisce blu in piazza e creare aree per scooter, bici e auto elettriche; valorizzare il parcheggio Sanzio; incrementare gli utenti delle linee AMT.

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Proposta
22 mar 2016

Un orto urbano sociale al Giardino Bellini

di Alessio Marchetti

Anno dopo anno, purtroppo, il Giardino Bellini sembra spegnersi sempre di più. Niente più animali ne cigni (anche quelli in metallo sono scomparsi corrosi dall'acqua), illuminazione carente o a volte assente, la biblioteca bruciata e mai ripristinata, atti di bullismo, segni zodiacali nel ciottolato divelti, il chiostro della musica inaccesibile da anni, nuova pavimentazione scomoda per i pattinatori e numerosi altri problemi. Per favorirne la rinascita e far tornare il giardino ad essere un luogo di aggregazione, si potrebbe sfruttare una piccola porzione dell'enorme area con la sabbia, per creare un orto sociale urbano ben curato. Si favorirebbe la socializzazione, si produrrebbe cibo a chilometro zero, si potrebbero fare dei percorsi per i bambini (ma anche per i più grandi) dove si mostrano cartelli con le informazioni sulle varie piante in modo che possano conoscerle e studiarle. Sarebbe quindi anche un luogo ideale per delle gite da parte delle classi delle scuole elementari e medie. L'orto sociale è già presente a Librino e sta dando ottimi risultati...magari potrebbe rendere più vivo ed utile anche il nostro famoso giardino ed in particolare quell'area con la sabbia che è scarsamente utilizzata. Cosa ne pensate?

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Proposta
14 mar 2016

Il mercatino delle “pulci” e dell’antiquariato in piazza Federico di Svevia

di Annamaria Pace

In questi giorni la collocazione temporanea del mercatino dell'antiquariato e delle "pulci" presso la Vecchia  Dogana è stata osteggiata dagli operatori. Mobilita Catania accoglie e appoggia la proposta avanzata da Mobilità sostenibile Catania. L’associazione Mobilità sostenibile Catania si occupa della sicurezza dei pedoni, dei ciclisti, del trasporto pubblico in ambito urbano e della valorizzazione degli spazi urbani. L'architetto Annamaria Pace, portavoce dell'associazione, lancia la seguente proposta Storicamente l’attività del mercato ha prediletto spazi all’aperto ed è proprio la dimensione della piazza che costituisce,per eccellenza, il luogo ideale per le attività commerciali della collettività. Il mercato all’aperto, destinato alla vendita di oggetti usati e di antiquariato, suscita da sempre l’interesse di collezionisti e curiosi e, anche se solo per un giorno alla settimana, assume un valore commerciale e sociale di grande interesse, amplia le potenzialità dello spazio urbano e rivaluta una parte della città rendendola attrattiva. In molte città europee e nel mondo ci sono esempi in cui il mercatino delle pulci e dell’antiquariato è collocato in un luogo preciso e riconoscibile, ciò caratterizza storicamente il quartiere della città che lo contiene e lo trasforma in un polo di attrazione per i cittadini e per i turisti. A Catania, proprio in questi giorni, si sta svolgendo un acceso dibattito sulla nuova collocazione del “mercatino delle pulci”, a causa del fatto che la collocazione temporanea presso la Vecchia Dogana proposta dall’Amministrazione non soddisfa le necessità degli operatori sia per motivi logistici che strutturali. La città di Catania potrebbe cogliere l’opportunità di utilizzare questa attività come elemento di valorizzazione di una parte del centro storico attribuendo al mercatino delle pulci una valenza non solo commerciale ma anche culturale e sociale. La proposta individua lo spazio attorno al Castello Ursino, in piazza Federico di Svevia, come ideale scenografia per questo evento domenicale, insieme alla vicina via San Calogero. La piazza Federico di Svevia con la sua forma ovale non solo esalta il volume del castello e del museo cittadino contenuto al suo interno, ma esprime grandi potenzialità per diventare un centro di culturale en plein air eccellente per la città di Catania. Il 3 maggio 2015 la piazza è stata protagonista di un evento di grandissimo successo, Il Castello liberato che ha visto la partecipazione di circa 10.000 persone. L’iniziativa, che metteva in luce la vocazione pedonale dello spazio intorno al castello, è stata realizzata grazie alla volontà di numerose associazioni e di cittadini che si sono impegnati nella organizzazione dell’evento animando la giornata con spettacoli, con attività ricreative e anche con l’allestimento di un mercatino di opere dell’ingegno. L’evento era stato creato per rilanciare l’area come ideale spazio per essere pedonalizzato e liberato dalla automobili, che non contribuiscono alla giusta valorizzazione dei monumenti presenti e che anzi lo sviliscono trasformandolo in un parcheggio. In occasione dell’evento la piazza era stata trasformata in area pedonale, realizzando uno degli interventi più incisivi ed efficaci in ambito urbano relativo alle tematiche della mobilità sostenibile. Considerato il grande successo ottenuto dall’evento del Castello liberato, e constatate le grandi potenzialità dell’area, sarebbe auspicabile connettere all’attività del mercatino anche la funzione di spazio pedonale da dedicare alle famiglie e all’agregazione dei cittadini desiderosi di passare una domenica mattina nel nostro centro storico. Questo sarebbe possibile se il “mercatino delle pulci” fosse allestito proprio nello spazio intorno al Castello Ursino, nella Piazza Federico di Svevia, e nella vicina via San Calogero, per la quale nell’ottobre 2015 è stata presentata una petizione di richiesta di pedonalizzazione della suddetta strada. Così come il Lungomare liberato è stato un modello che ha prodotto numerosi benefici e vantaggi, creati dalla trasformazione della strada in area pedonale, in particolare una maggiore sicurezza per i pedoni e la riduzione dell’inquinamento acustico e ambientale, anche la piazza Federico di Svevia  si presta ad essere trasformata in uno spazio pedonale che produrrà effetti positivi sulla città. Iniziando con una pedonalizzazione temporanea, dedicata all’attività del mercatino delle "pulci" e applicata per un solo giorno della settimana, la domenica, si potrà, dopo avere constatato i notevoli benefici prodotti, estenderla in modo definitivo. La legalità e il rispetto delle regole sono i presupposti per la riuscita dell’iniziativa, per cui sarà fondamentale provvedere al controllo e alla vigilanza di tutta l’area, che per l’occasione dovrebbe essere chiusa al traffico veicolare, ad esclusione dei residenti, anche allo scopo di contrastare il fenomeno dei venditori abusivi che si collocherebbero nelle strade limitrofe danneggiando l’attività commerciale degli operatori. E’ possibile anche che accada che la realizzazione del mercato delle pulci in Piazza Federico di Svevia diventi l’occasione per infondere nuove energie e generare la nascita di nuove attività culturali ed artistiche all’interno del quartiere.

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Proposta
09 mar 2016

Linea metro Stazione Centrale-Cimitero, senza raddoppio ferroviario

di uomodellastrada

Da molti anni si discute di una nuova ipotetica destinazione d'uso degli Archi della Marina e della linea ferrata, nel caso in cui venga portato a compimento il raddoppio ferroviario in sotterranea al di sotto del sedime portuale e della via Colombo. Oltre alla valida proposta di passeggiata pedonale e ciclabile vorrei discuterne un'altra: la realizzazione di una metro che dalla Stazione Centrale FS conduca al cimitero sfruttando il tunnel Zurria già esistente e che rimarrebbe non sfruttato dopo il completamento del nuovo percorso ferroviario. I vantaggi di costo sarebbero enormi: il tracciato è già scavato e quindi costi e tempi di realizzazione sarebbero minori. Per evitare pericoli ai palazzi barocchi della zona della Pescheria e del Castello Ursino, la linea potrebbe svilupparsi su un binario unico, quindi senza necessità di raddoppio. La linea potrebbe avere le seguenti fermate : Stazione Centrale FS (scambio con altre linee metro), Porto Zurria-Pescheria Castello Ursino Concordia Acquicella-Cimitero: da quest'ultima potrebbe proseguire in superficie o verso il villaggio Sant'Agata o in direzione aeroporto.   Fino alla stazione Porto la linea può svilupparsi su un doppio binario; da questa stazione e fino alla fermata Acquicella invece a binario unico, ma con frequenza abbastanza rapida data la brevità del tratto. Indicativamente il tratto Porto-Acquicella e ritorno Acquicella-Porto potrebbe essere percorso in non più di 10-12 minuti. Questa linea permetterebbe un collegamento rapido del centro con i quartieri Angeli Custodi e San Cristoforo, oltre che naturalmente con il Cimitero ma il vero vantaggio, a mio parere, è proprio l'enorme risparmio di tempi e costi di realizzazione. L'attuale linea ferroviaria è a doppio binario fino all'imbocco del tunnel Zurria, in cui diventa a binario unico: se osservate gli archi della Marina con Google Maps vedete chiaramente il passaggio dal doppio al binario unico. La mia idea invece è di far iniziare il binario unico della metro fin dalla fermata Porto, quindi sopra agli Archi della Marina ci sarebbe lo spazio sufficiente per mantenere la pista ciclabile sopraelevata opportunamente separata con barriere divisorie dalla linea metro. Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Scheda dell'opera; Passante Ferroviario di Catania | Scheda dell'opera

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Proposta
16 feb 2016

Via Monserrato, una corsia protetta per evitare gli ingorghi e velocizzare il TPL

di uomodellastrada

Un lettore ci invia una proposta inerente via Monserrato: un'importante arteria fortemente congestionata nelle ore di punta in cui l'indisciplina di molti automobilisti causa ingorghi, obbligando gli autobus e i mezzi di soccorso a fermarsi nel traffico. Mobilita Catania offre l'opportunità di inviare segnalazioni, proposte e articoli compilando l'apposito format. La foto inclusa in questa proposta è stata scattata ieri mattina all'incrocio fra via Monserrato e via Caronda, ma potrebbe risalire benissimo anche a decenni fa perché da quando ho memoria di automobilista ricordo sempre queste situazioni: auto incolonnate in via Monserrato e, non appena scatta il semaforo verde, qualche automobilista più "furbo" sorpassa a sinistra per superare le auto che lo precedono, invadendo la corsia preferenziale riservata agli autobus, ai tax e ai mezzi di soccorso. Quando scatta nuovamente il rosso le auto si bloccano lungo la corsia riservata e se malauguratamente da Piazza Cavour sopraggiunge un bus si crea il tappo e il maxi ingorgo. Nella foto in questione ci sono due auto ferme sulla corsia bus, uno scooter e un taxi che non può imboccare la corsia riservata ostruita dalle auto. Altri fattori di caos e di blocco della fila sono i lavavetri che a volte proseguono la pulizia anche dopo il semaforo verde, bloccando quindi le auto incolonnate; nelle ore serali l'indisciplina dei clienti della kebabberia ubicata poco prima del semaforo, abituati a posteggiare auto e scooter in doppia fila pur di non cercare posto poco più in là, nella vicina via Caronda. Pur essendo consapevole della ristrettezza della sede stradale credo che l'unico modo per evitare questo caos sia la creazione di una corsia bus protetta con cordoli, che lasci però dei varchi aperti in corrispondenza dei passi carrabili di ingresso per i condomini della via. In alternativa un'altra soluzione potrebbe essere l'installazione di una telecamera collegata al sistema di controllo della Polizia Municipale in corrispondenza dell'incrocio con la via Caronda  

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