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18 gen 2016

Manuntenzione strade: via Etnea e viale Libertà a traffico aperto, segnaletica a Picanello con rimozione forzata

di Mobilita Catania

Lavori di rifacimento stradale in diversi siti della città saranno effettuati dagli operai della manutenzione strade: in particolare, dal 18 al 22 gennaio i lavori si svolgeranno in viale Libertà, nel tratto compreso tra piazza Giovanni XXXIII e piazza Iolanda, e dal 20 al 26 gennaio saranno curati i rifacimenti in via Etnea, nel tratto compreso tra viale XX Settembre e lo snodo Gioieni. Tutti gli interventi di rifacimento si svolgeranno a traffico aperto. La Polizia municipale vigilerà sulla sicurezza e assicurerà la fluidità del traffico veicolare. A partire dalle 22 di  stasera fino a mercoledi 20 gennaio, la circolazione la circolazione veicolare e la sosta delle autovetture sarà vietata in alcune strade del quartiere di Picanello.  Gli operai della Multiservizi S.p.A saranno impegnati nei lavori di ripristino della segnaletica orizzontale, "stop" e "strisce pedonali", con rimozione forzata delle auto in caso di inosservanza del divieto, in prossimità degli incroci: via Duca degli Abruzzi incrocio con: via Principe Nicola; via Re Martino; via Spoto; via Caduti del Lavoro; via Cavallaro; via Vezzosi; via Licciardi; via Macaluso; via Faraci. via Re Martino incrocio con: via Regina Bianca; via Giuseppe Donizetti; via Petrella; via Pidatella; via Timoleone; via G.Finocchiaro; via Galati; voa Policastro. via Caduti del Lavoro: via Lo Scalzo; via Timoleone; via Grasso Finocchiaro; via Savasta; via Galatioto; via Arduino; via Villaglori; via Fiume.  

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16 gen 2016

Torna la luce sul Teatro Massimo Bellini

di Alessio Marchetti

Il 3 Settembre 2015 avevamo segnalato, con questo articolo, l'incredibile situazione del Teatro Massimo Vincenzo Bellini tenuto inopinatamente al buio, contribuendo a dare un senso di degrado alla piazza e forse incentivando la sua vandalizzazione con numerosi graffiti. Ieri, però, le luci che illuminano la ricca facciata del prestigioso tempio della lirica catanese, sono finalmente state riaccese dando molto più lustro al teatro e all'intera piazza. L'augurio è che non si tratti di una casualità ma che restino perennemente accese in tutte le ore serali e notturne dell'intera settimana. Si auspica, inoltre, che si valorizzi tutta l'area, in particolare con il ripristino dei dissuasori per evitare l'accesso alle auto che hanno distrutto parte della pavimentazione nonché la definitiva attivazione delle telecamere per il controllo della ZTL. Attualmente, infatti, il transito irregolare è così elevato che in alcune ore si creano addirittura code di auto.

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13 gen 2016

Perché i parcheggi danneggiano l’economia della città

di Annamaria Pace

[Nella foto in evidenza il render del parcheggio Sanzio, Catania. fonte: SkyscraperCity] Nella progettazione urbanistica la creazione di aree pedonali assume un un ruolo fondamentale per la ripresa economica ed il risanamento ambientale della città. Secondo questo principio anche Catania avrebbe la necessità di aumentare e migliorare i percorsi urbani pedonali sia perché il suo centro storico, ricco di testimonianze storiche ed artistiche, è una meta per il turismo sia perché i cittadini avrebbero l’opportunità di riscoprire e vivere il centro della città come un polo ricco di attività commerciali, ricreative e culturali. L’analisi e la misurazione del valore delle aree della città forse metterebbe in evidenza che vi è un grande potenziale produttivo creato dagli spazi urbani soprattutto quelli in centro storico, un valore che crea reddito e che verrebbe sprecato con la realizzazione dei parcheggi. Questa è la diversa chiave di lettura data da  Urban 3, società di consulenza statunitense specializzata nello studio e nell’analisi del valore economico del terreno e della proprietà immobiliare. La sua teoria si basa sull’acquisizione dei dati relativi al valore immobiliare delle aree urbane ed extra urbane e sullo sviluppo di questi dati che vengono rappresentati tramite l’immagine di grafici tridimensionali associati alla mappa della città. Il risultato di queste analisi evidenzia quali sono le aree che hanno un reddito fiscale maggiore e che possono essere un elemento di produttività per le aree urbane. Lo studio si basa su un approccio matematico in cui i dati, relativi ad un determinato ambiente urbano, vengono quantificati e misurati al fine di ottenere un quadro delle potenzialità economiche di una città che potrebbe essere utilizzato come un punto di partenza utile alle amministrazioni nella valutazione di scelte progettuali in ambito urbano. Vi proponiamo un estratto dell’articolo scritto da Joshua McCarty Chief Analytics Researcher per Urban3. “La ricerca si basa sull’analisi e la stima del valore delle aree urbane di alcune città degli Stati Uniti, da questi dati è stato dedotto che il valore delle aree nel centro della città ha un potenziale notevolmente elevato e che le aree destinate a parcheggio sono dannose per l’economia della città perché consumano una risorsa limitata e non infinita: lo spazio urbano. Infatti secondo questo punto di vista, il parcheggio, per esempio quello a servizio dei centri commerciali e dei negozi , è un peso morto, non produce reddito. I governi locali, siano essi città, paesi, o regioni sono tutti vincolati dalla superficie che hanno a disposizione e che possono sviluppare. Quello che realizzano è una risorsa fondamentale per la comunità, e sperperare questa preziosa risorsa non è una scelta oculata. Inoltre il capitale prodotto da un immobile residenziale è sicuramente inferiore a quello di un grande centro commerciale, ma nel centro città il valore degli immobili  aumenta notevolmente perché nella stessa superficie si concentrano negozi, abitazioni ed uffici, che si sviluppano in altezza. Lo sviluppo verticale degli edifici aumenta la produttività della “superfice a mq” e l’attività economica di una città. Maggiore è la densità di attività lavorative e di servizi presenti nell'area urbana, maggiore sarà il reddito prodotto all’interno delle aree in oggetto. La mappatura delle aree-discarica definite dalle aree parcheggio corrisponde alla proprietà passiva più estesa. Nelle aree in cui sono presenti immobili di valore storico, come gli edifici realizzati prima dell’avvento delle automobili, è stato necessario utilizzare al 100% tutto il lotto. La scarsità di terreno edificabile ha incoraggiato i progettisti e sviluppatori a massimizzare l'uso dei loro siti. La produttività di queste aree è stata aumentata dal fatto che tra gli edifici vi sono superfici ed aree pedonali che permettono una migliore fruizione del centro commerciale di una parte della città. Il modello di una città in cui gli spostamenti sono focalizzati sulle auto massimizza la distanza tra la strada e l'edificio facendo diminuire le potenzialità produttive ed economiche delle attività presenti. Il modello 3D mostra chiaramente i benefici finanziari dati da un modello di centro città che accoglie l'uomo a piedi contro un modello in cui permane l’uso di automobili.   Il vantaggio della modellazione 3D è che ci dà la possibilità di esplorare più livelli di dati in una sola volta. Noi di solito rappresentiamo sia l'altezza della proprietà ed il suo colore in base al suo valore di imposta per acro. In questo modello, l’altezza rappresenta il valore per acro. Proprietà più rosse hanno una maggiore proporzione di parcheggio, mentre quelli in blu hanno più spazi destinati a gli edifici. Il risultato è abbastanza evidente infatti vi è un chiaro vantaggio per le aree "blu" sulle proprietà " rosse", quest’ultime infatti hanno un valore inferiore. In definitiva il parcheggio è l’elemento che in ogni singolo progetto diluisce la produttività di sviluppo. I comuni, per i quali le tasse di proprietà sono la loro linfa vitale, dovrebbero trattare l’area di parcheggio per quello che è: un peso morto. Purtroppo la maggior parte delle città preferisce incoraggiare la presenza di tali rifiuti.” Tratto da: http://www.strongtowns.org/journal/2015/11/18/mapping-the-effects-of-parking-minimums?utm_content=buffer9649a&utm_medium=social&utm_source=facebook.com&utm_campaign=buffer (All images copyright of Urban Three)

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08 gen 2016

Ciclabile Lungomare e Playa – Porto: aggiudicati i lavori

di Roberto Lentini

Il 2016 si apre con una buona notizia. È stata infatti aggiudicata la gara di appalto  per la realizzazione di due importanti piste ciclabili: quella del lungomare e la porto-playa, con ingresso dal porto di Catania. Ci sarà, quindi, una ricucitura tra la pista ciclabile già esistente in viale Presidente Kennedy e il porto, lato faro Biscari. Anche all'interno del porto, con l'entrata in servizio della nuova darsena, verrà realizzata una nuova pista ciclabile che servirà da raccordo tra la pista ciclabile della playa con il centro città, in attesa di un futuro congiungimento attraverso il passiatore, piazza Papa Giovanni XXIII e viale Africa affinché tutta la costa centrale di Catania possa essere percorribile in bicicletta in tutta sicurezza. La pista, nel tratto del lungomare, sarà lunga 2 km e unirà le piazze Europa e Mancini Battaglia. Sarà realizzata lungo la banchina lato mare, con due corsie per senso di marcia protette da un cordolo, ciascuna larga 1,25 m. Il bando è stato vinto dalla Betel Costruzioni Srl di Belpasso per un importo contrattuale di 168.650 euro. «Se tutto fila liscio – ha affermato l’assessore d’Agata- entro l'estate la pista potrebbe essere cosa fatta, anche perché i lavori non sono particolarmente complessi». L’intoppo potrebbe essere causato da un contenzioso, promosso da una ditta esclusa, che potrebbe far allungare i tempi dell’inizio del cantiere. A questo punto sarebbe estremamente utile che diventasse operativo il Bike Sharing, promosso dall'Autorità Portuale e di cui esistono già le postazioni tutt'attorno lo scalo marittimo, inutilizzate da oltre un anno.  

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05 gen 2016

Mobilità e spazi pubblici: dalla A alla Z le sfide di Catania per il 2016

di Andrea Tartaglia

In tema di mobilità, spazi pubblici, infrastrutture, sono tante le aspettative della città di Catania per il nuovo anno che è appena cominciato. Ecco tutti i temi caldi, dalla A alla Z: per ciascun caso sono attese importanti novità o, in alcuni di essi, momenti decisivi, vedi la tanto attesa inaugurazione dell'estensione della metropolitana. A come Autobus e Amt L'azienda metropolitana trasporti è in difficoltà e vanta notevoli crediti nei confronti della Regione Siciliana che, però, non è nelle condizioni di potere elargire quanto dovuto. Ciò nonostante continua l'ammodernamento della rete che nell'ultimo anno, dopo l'Alibus, ha visto nascere una nuova linea importante come il Librino Express, mentre il 2-5 notturno si è trasformato nel gratuito MovidaBus. Nel frattempo, in città, continua l'installazione di nuove paline elettroniche per la segnalazione dei tempi di attesa alle fermate, ma la nuova importante novità potrebbe essere una nuova linea di Brt: ad oggi funziona solo la linea 1 del sistema di Bus Rapid Transit ed è senza dubbio la linea più efficiente dell'intera rete. Auspicabile e, sulla carta, programmato, proseguire su questa strada: il prossimo Brt potrebbe essere quello di collegamento tra il parcheggio scambiatore di Nesima e il centro, passando per l'asse dei viali. Ma A sta anche per Aeroporto: lo scalo di Fontanarossa, che ha chiuso il 2015 superando i 7 milioni di passeggeri, mantenendo il primato non solo della Sicilia ma dell'intero Mezzogiorno d'Italia, ha in programma l'imminente apertura del nuovo parcheggio multipiano P4 e, soprattutto, l'inizio dei lavori di ristrutturazione dell'ex terminal Morandi per poter ampliare la propria capacità. B come Biciclette e Bike Sharing Il 2015 è stato deludente: nessuna nuova pista ciclabile e il Bike Sharing del porto, con le stazioni già installate dentro e attorno lo scalo marittimo, non è mai entrato in funzione. Ripartire da qui, dunque, è d'obbligo, idealmente integrando il sistema portuale con uno più esteso nel territorio comunale. Nel frattempo va registrata la gara per la realizzazione di due nuove piste ciclabili al lungomare e tra il porto e il viale Presidente Kennedy: già esitata, al momento si attende la pronuncia del Tar in merito a un ricorso che è stato presentato. C come Corso Martiri della Libertà Si tratta di un'opera importante che, oltre ai nuovi volumi all'insegna dell'architettura contemporanea, darà al centro di Catania nuove aree pedonali e ciclabili e significative superfici di nuovo verde pubblico. Il progetto dell'Arch. Mario Cucinella per la riqualificazione del grande asse viario che collega la stazione centrale al centro storico è pronto e i privati hanno dichiarato di mantenere l'interesse alto per la realizzazione dell'opera. La novità è che proprio negli ultimi giorni è giunto il parere positivo dell'Anac circa la procedura di affidamento diretto per i lavori, ciò potrà comportare tempi relativamente brevi nel prosieguo dell'iter burocratico. D come Decoro urbano Sotto quest'etichetta si può annoverare una molteplicità di aspetti, dallo stato della manutenzione degli spazi pubblici all'ordine in città che passa direttamente dalla civiltà dei suoi cittadini e dalla capacità di amministrazione e forze dell'ordine di far prevalere il rispetto delle regole. Dal traffico disordinato alla sporcizia e alla condotta dei cittadini (ma anche degli enti di controllo), tutto fa "decoro urbano", che non può certo limitarsi a materiali elementi di abbellimento sparsi qua e là (pur con la loro valenza). Salvo episodiche iniziative e puntuali luoghi della città, Catania non registra ancora i passi avanti che si attendono in tal senso e questa, forse, rappresenta una delle sfide più difficili per il 2016. E come EtnaRail Il progetto di metropolitana leggera su monorotaia per collegare il centro di Catania (nella fattispecie presso due stazioni della metropolitana) ai paesi pedemontani, è ancora allo stato embrionale e forse, anche per questo, visto come lontano e fantascientifico se non addirittura con incredulità e scetticismo. Certo è che ad oggi è l'unico progetto realmente approfondito e documentato per avvicinare i paesi della cintura metropolitana al capoluogo etneo e questa, insieme con la sua validità, è una buona ragione per sostenerlo. L'iter è appena all'inizio, il 2016 sarà l'anno utile per capire se si fa sul serio: molteplici gli enti e i soggetti coinvolti (comuni, Anas, Genio Civile, Università, Soprintendenza...), solo remando tutti nella stessa direzione questo progetto, ambizioso e che fa ampio ricorso all'energia rinnovabile (ancora con la E), potrà vedere la luce. F come Ferrovie ...che a Catania sono due: la locale Circumetnea e la nazionale dello Stato. La prima ha chiuso l'anno appena trascorso col botto: 120 anni di esercizio festeggiati con l'ammodernamento di 15 km di linea e con l'arrivo di materiale rotabile di ultima generazione in grado di garantire tempi migliori e confort d'alto livello. Un salto di qualità che sarà percepibile proprio nel 2016 con l'ingresso in esercizio dei nuovi mezzi, previsto entro febbraio. D'altra parte, le Ferrovie dello Stato hanno disatteso l'aspettativa di vedere la prima tranche di passante ferroviario aperto nel 2015: l'appuntamento con il servizio metropolitano e le nuove fermate di Ognina, Picanello ed Europa, non può che essere rinviato a quest'anno, sperando che sia la volta buona. - Le novità Ferrovia Circumetnea per il 2016: metro, circum e autolinee G come Geolocalizzazione Un termine ancora poco noto dalle nostre parti ma ormai consueto nelle moderne realtà di trasporto pubblico. Treni, autobus, metropolitane: per offrire all'utenza efficienza e conquistare nuovi aficionados, sapere con esattezza quando il mezzo pubblico passerà è divenuto imprescindibile. Ci sta provando l'Amt con le paline elettroniche (il cui numero nel territorio comunale è in aumento), ma il funzionamento non è ancora al top: non tutti i mezzi sono ancora geolocalizzati, non tutte le paline ricevono correttamente le informazioni. La strada, però, è quella giusta. Anche i nuovi mezzi della Fce sono dotati di sistemi di geolocalizzazione mentre con il rinnovo degli impianti tecnologici in atto nella metropolitana di Catania, le stazioni dell'underground catanese saranno dotate di monitor per fornire all'utenza queste basilari informazioni. H come High Capacity Transit Quello che ci si aspetta da metropolitana e passante ferroviario: alta capacità di trasporto pubblico. Solo con l'estensione della linea e l'apertura dell'infrastruttura, rispettivamente, potremo parlarne anche a Catania nell'ambito del trasporto pubblico locale. I come Isole ecologiche Ne sono attive solo due, una a Picanello e una in viale Tirreno: funzionano bene e i cittadini diligenti a farne uso non mancano ma conferire qui i rifiuti differenziati e/o ingombranti non è ancora entrato nelle abitudini di alcuni catanesi, che pure avrebbero l'incentivo di sconti sulle imposte comunali. Un terzo impianto, a Nesima, giace ancora abbandonato e vandalizzato. Proprio nei giorni scorsi è stato occupato da un gruppo di attivisti ma l'auspicio per il 2016 è che possa entrare in funzione con il ruolo per il quale è stato realizzato. I sta anche per Integrazione tariffaria: un concetto chiave alla base della buona mobilità e convenienza del trasporto pubblico locale. È già realtà col biglietto unico Amt-Fce, ma è migliorabile (manca la possibilità di sottoscrivere un unico abbonamento per metro e bus). Ci si augura, inoltre, di poter presto coinvolgere anche il passante ferroviario urbano ma, prima, dovrebbe aprire! L come Light rail e Lungomare Liberato Light Rail, ovvero ferrovia metropolitana leggera: quello che è già la Circumetnea, in superficie, e potrebbe essere un domani la monorotaia di EtnaRail. Un sistema adeguato rispetto alla domanda di TPL che varia man mano che ci si sposta nel territorio della vasta e popolosa città metropolitana etnea. Il 2015 ha già consacrato eventi nati grazie alla spinta dal basso come il Lungomare Liberato, promosso da alcune associazioni locali e accolto dall'amministrazione. Per il 2016 l'evento è stato già calendarizzato dal comune, rientrando a pieno titolo tra le iniziative consolidate diventate appuntamento tradizionale della città: inviso al principio, alla fine è riuscito a mettere tutti d'accordo. Ma il 2016, si vedrà, potrebbe essere determinante per capire se l'arteria parallela al lungomare, da viale Alcide de Gasperi a via Barraco sino a piazza Giorgio La Pira, potrà finalmente essere completata e così, fornendo una valida alternativa alla litoranea per i mezzi privati, permettere la contestuale realizzazione di una Ztl permanente sul fronte mare. M come Metropolitana I riflettori sono tutti puntati su quest'infrastruttura, perché il 2016 dev'essere l'anno della svolta. Dal 1999 non un metro in più di metro si è aggiunto ai 3,8 km esistenti e in funzione, troppo pochi perché il servizio possa essere realmente utile ed incisivo. Ma questi potranno più che raddoppiare: scongiurando ulteriori problemi (l'ultima tegola riguarda le note difficoltà giudiziarie della Tecnis), quest'anno la rete si potrà portare a 8,9 km con 12 stazioni a fronte delle 6 attuali, soprattutto collegando un'area semi-periferica (con le stazioni di Nesima e San Nullo) al centralissimo Corso Sicilia (con la stazione "Stesicoro"). Contestualmente si guarda, giustamente, già avanti: dovranno partire i lavori di ulteriori estensioni con la tratta Nesima-Monte Po e Stesicoro-Palestro, stavolta con l'obiettivo e la concreta speranza di non dovere aspettare altri 17 anni (!) per poter festeggiare l'ampliamento della rete. N come Navi da crociera, Nodo Gioeni Il Porto di Catania, rivalutato anche dall'azione pittorica di street artists sui suoi enormi silos, nel 2015 è finalmente tornato ad ospitare numerose navi da crociera: la città, per la sua economia e la sua immagine, ha bisogno di questo traffico. Il 2016 si preannuncia un anno caratterizzato da numerose presenze di croceristi in città, tra le maggiori degli ultimi anni. Per poter essere più attraente, però, deve migliorare la qualità dei servizi e combattere l'"altro" traffico, quello rumoroso e inquinante che penetra eccessivamente anche nel centro storico. E qui ci ricolleghiamo anche alla N di Nodo Gioeni: eliminato il pericolo (in caso di potente sisma, un evento atteso dalle nostre parti) dovuto alla presenza del vecchio cavalcavia, rimane un luogo di alta congestione veicolare nonché quasi precluso a pedoni e ciclisti. A farne le spese anche l'accessibilità al Parco Gioeni. Così non può rimanere: il comune ha annunciato interventi importanti, il 2016 ci darà la risposta. O come Occupazione da sistemi di mobilità Puntare su metodi di trasporto sempre più efficienti, tecnologici e capillari non significa soltanto offrire servizi migliori all'utenza, che resta l'obiettivo principale insieme con il decongestionamento del traffico e l'abbattimento del tasso d'inquinamento dell'aria. Significa anche generare nuovi posti di lavoro, sia diretti, per il controllo e la gestione dei sistemi, che indiretti: un centro storico libero dalle auto ma facilmente raggiungibile dai mezzi pubblici, ad esempio, risulta enormemente più attrattivo e a beneficiarne sono, oltre ai cittadini, tutte le attività commerciali ivi presenti. P come Passante Ferroviario, Parcheggi, Porto... La P è lettera iniziale che fa incetta di temi importanti. E non citiamo di nuovo le piste ciclabili già nominate, il Porta a porta che citeremo per la Raccolta differenziata e le Pedonalizzazioni di cui parleremo, per affinità, nel paragrafo dedicato alle Zone a traffico limitato. Del passante ferroviario abbiamo già detto in quanto Ferrovia, ma aggiungiamo un dettaglio importantissimo: nel 2016 dovranno porsi le basi concrete per la realizzazione della fondamentale fermata di Fontanarossa, essenziale sia per lo sviluppo dello scalo aereo che per la mobilità non solo metropolitana ma anche regionale.  Lontano dal centro storico devono invece sorgere parcheggi pertinenziali (che consentono, quando interrati, la riqualificazione della superficie a vantaggio dei pedoni e dei ciclisti) e quelli scambiatori, come quelli di Nesima e Fontanarossa, in grado di trasferire dal mezzo privato a quello pubblico una buona fetta di utenti della città. Fontanarossa è partito bene, grazie al collegamento shuttle con l'aeroporto e al passaggio di Alibus e Librino Express, Nesima invece arranca: ma con la metro e, magari, con una nuova linea di Brt le cose non potranno che cambiare in meglio. Al Porto, infine, non è andata benissimo con la nuova darsena, parzialmente chiusa per nuovi lavori di controllo e consolidamento. Si attende che possa essere pienamente utilizzata per poter consentire l'avvio di un altro sogno della città: connettere il porto alla città, senza barriere. Q come Qualità dell’aria e della vita Le due qualità vanno a braccetto: la seconda dipende anche dalla prima. Respirare aria inquinata fa male alla salute dai cittadini e anche a tutto ciò di inanimato che è raggiunto dai gas di scarico: vedi le facciate di palazzi e monumenti del centro storico, tanto per cominciare. Ormai è chiaro, ai più (ma non a tutti) che progresso e benessere non dipendono più dal motore. Non c'è solo Prodotto Interno Lordo, ma anche Felicità Interna Lorda: ed è perseguire questa che può innescare un circolo virtuoso in grado di risollevare le sorti della società. È un discorso che si può affrontare su scala globale, infatti, ma qui lo si vuole porre con Catania come scenario prescelto. A Grenoble, città francese gemellata con Catania, è partito uno straordinario esempio di car sharing con piccoli mezzi biposto a tre ruote, elettrici. Perché non prenderlo ad esempio? - Il rapporto Ecosistema Urbano: la situazione di Catania R come Raccolta Differenziata È già partita in due zone della città con il metodo del porta a porta che consente l'eliminazione degli antiigienici ed antiestetici cassonetti dalla strada. Con il nuovo contratto di servizio, il 2016 potrà essere l'anno dell'estensione a tutto il territorio comunale. Una svolta epocale per Catania e per le abitudini dei catanesi, sperando che si rivelino diligenti come gli abitanti del quartiere di Santa Maria Goretti, dove la sperimentazione ha condotto ottimi risultati. S come Street Control Annunciato come eccezionale metodo di lotta alla sosta selvaggia e a buona parte delle infrazioni del codice della strada, lo Street Control è entrato in funzione nel 2015 nelle strade catanesi. Il primo bilancio, però, è deludente: la media di 50 multe al giorno, duole rimarcarlo, è ridicola rispetto alle potenzialità che un sistema del genere offre. Non è un caso, infatti, che fino ad ora l'ordine delle strade cittadine non ne abbia beneficiato. Il 2016, quindi, si prospetta come il momento in cui la polizia municipale decida di fare sul serio e approfittare appieno di questo dispositivo che in molte altre città italiane ed europee funziona brillantemente. Viceversa, sarà una grande occasione persa. T come Trasporti pubblici e Tranvie A Catania c'è (quasi) tutto: l'aeroporto, il porto, le ferrovie statali e, a scala più propriamente cittadina, la rete di bus urbani, la metropolitana, l'imminente passante ferroviario, la Circumetnea, un progetto di monorotaia (EtnaRail): manca solo rispolverare il tram e si fa l'en plein. Al di là della battuta, le altre due grandi città dell'isola, Palermo e Messina, hanno fatto la coraggiosa scelta di rimettere le tranvie all'interno del sistema di trasporto pubblico locale. I risultati sembrano confortanti. A Catania il ritorno del tram era pure previsto, salvo poi ripiegare sul pur validissimo Brt: più economico ma anche più inquinante e con minore capacità di trasporto. Un tempo la rete tranviaria di Catania si estendeva dalla Plaia ad Acireale: sembra incredibile, ma purtroppo tutto quel sistema è stato smantellato nella frenetica conversione al bus ordinario che coinvolse quasi tutta l'Italia dopo la seconda guerra mondiale. E se ci si volesse riprovare? Con pochi, strategici chilometri di sede protetta (viene subito in mente l'asse dei viali), il sistema della mobilità cittadina, insieme con le altre opere in corso, potrebbe finalmente raggiungere livelli impensabili sino a qualche lustro fa. Tram o altro, resta da vedere: ma di qualsiasi mezzo parliamo, purché disponga di quanta maggiore sede protetta e sia il meno inquinante possibile, meglio potrà essere. U come Ufficio Traffico Urbano Un ufficio che, oltre che sula risoluzione del Nodo Gioeni, avrà da lavorare sull'apertura del sottopassaggio del nodo Giuffrida, che potrebbe decongestionare la zona di via Caronda alta e di viale Odorico da Pordenone (collegando l'area di Vulcania a quella di via Vagliasindi nord) e sulla graduale limitazione al traffico nel centro storico. Quest'ultimo aspetto, in particolare, può apparire impopolare ma non si può non guardare ai virtuosi esempi che ormai giungono da tutte le altre città europee paragonabili alla nostra realtà. V come Varchi di accesso Ci ricolleghiamo direttamente alle aree a traffico limitato: è importante incrementare e mettere in funzione i varchi di accesso alle stesse, perché l'esperienza insegna che un semplice cartello di divieto, a Catania, non sortisce alcun effetto significativo. Dissuasori e varchi di accesso telecontrollati sono la soluzione intelligente perché davvero si rispettino preziosi oasi di vivibilità (sulla carta) in città: San Giovanni li Cuti e l'area del Teatro Massimo Bellini potranno essere le prime a beneficiarne. Z come Zone a traffico limitato Sono poche, a Catania, e poco rispettate. Se a quest'ultimo aspetto può rispondere l'introduzione efficace di varchi di controllo dell'accesso funzionanti, all'incremento del loro numero deve concorrere una ferma presa di posizione da parte dell'amministrazione comunale: i segnali dell'anno appena trascorso sono stati poco incoraggianti. Si spera di riuscire a compiere quei passi avanti in tema di pedonalizzazioni che sono stati solo abbozzati nel 2015: piazza Federico di Svevia, via Dusmet (nel tratto che va dall'arcivescovado alla pescheria), piazza San Francesco d'Assisi, sono ancora strade e piazze inopinatamente aperte al traffico veicolare e quindi al disordine e ai gas di scarico, nonostante la valenza delle aree interessate e nonostante nel resto d'Europa sia ormai chiaro che in tessuti urbani del genere le pedonalizzazioni (o le Ztl) si trasformano ben presto in una risorsa piuttosto che nella minaccia che paventano, solitamente, gli esercenti interessati. Aggiungansi le varie vie Crociferi, Teatro Massimo, San Giovanni li Cuti, Zolfatai, le piazze Mario Cutelli, Vincenzo Bellini e perfino Duomo: aree pedonali o Zone a traffico limitato puntualmente invase da chi non potrebbe.

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