Articolo
11 apr 2016

Via Sgroppillo, riapre il primo tratto: il piano della viabilità

di Roberto Lentini

Da domani mattina, dalle nove in poi, verrà riaperta al transito veicolare la via Sgroppillo, dalla rotatoria di via Nizzeti/XX Settembre/Sgroppillo fino all'istituto scolastico Domenico Savio. Contestualmente verrà chiuso al traffico veicolare il tratto di via Sgroppillo tra l'Istituto scolastico Domenico Savio e la via delle Olimpiadi. Intanto sono già iniziati i lavori per connettere la via Cristoforo Colombo con la via Sgroppillo. E' stata già demolita la vecchia cabina elettrica e presto inizieranno i lavori di scavo per connettere la fognatura di via Cristoforo Colombo con la via Sgroppillo. Successivamente verrà realizzata una rotonda che consentirà una migliore distribuzione del traffico tra le due arterie. Per permettere l’esecuzione dei suddetti lavori il traffico veicolare sarà così modificato: - da via Sgroppillo si potrà raggiungere l’istituto scolastico “San Domenico Savio”, una rotatoria consentirà agli automobilisti di effettuare l’inversione di marcia; - il traffico, proveniente da via Sgroppillo verso Catania, sarà deviato lungo il viale delle Olimpiadi; - il traffico, proveniente da viale delle Olimpiadi e diretto verso i paesi Etnei, sarà deviato lungo la via Sgroppillo in direzione San Gregorio. Sarà riaperta, nel contempo, la prima traversa di via Nizzeti, che congiunge la stessa via Nizzeti e via Feudo Grande. Operatori delle Polizie Municipali di Catania e San Gregorio garantiranno la disciplina del traffico veicolare e la sua fluidità, per limitare eventuali disagi. Nei luoghi dove si svolgeranno i lavori verrà installata una segnaletica temporanea con le indicazioni per i veicoli così come previsto dal DPR 495/92.

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Articolo
09 apr 2016

“Se dite che a Catania non si può andare in bici, non conoscete l’esperienza di San Francisco”

di Annamaria Pace

I dislivelli altimetrici presenti in alcune città del mondo non sono un ostacolo per l’utilizzo della bicicletta: un interessante esempio è dato dalla città statunitense di San Francisco in California. San Francisco è la seconda città degli Stati Uniti, dopo New York, più densamente popolata ed è anche molto famosa per la morfologia del suo territorio prevalentemente collinare, infatti si contano più di 50 colline, che danno il nome a molti quartieri: Nob Hill, Pacific Heights, Russian Hill, Potrero Hill e Telegraph Hill. La città essendo  affacciata sull'oceano ha un clima che presenta  in inverno freddo, pioggia e vento e in estate, a causa dell’umidità proveniente dal mare, si verifica il fenomeno della nebbia: nonostante ciò, San Francisco  è attraversata da una fitta rete di bike lanes (piste ciclabili) che consentono di raggiungere ogni parte della città attraverso percorsi studiati per rendere meno faticoso il tragitto. Il segreto per fare un percorso pianeggiante in una città in cui ci sono notevoli pendenze altimetriche, è quello di attraversare la città secondo percorsi tortuosi chiamati  wiggles. Sono state create molte guide ed applicazioni web che indicano, a secondo della destinazione da raggiungere, il percorso più pianeggiante da percorrere mediante percorsi a serpentina (wiggles), che con un andamento  curvilineo e sinuoso permettono di raggiungere la destinazione senza fatica. Alcuni dei percorsi hanno il vantaggio di essere realizzati in corrispondenza di strade che non vengono percorse solitamente dalle automobili. Google Maps  evidenzia i profili altimetrici e la sezione del terreno, selezionando i percorsi pianeggianti, così visualizzando nella  mappa il profilo altimetrico “meno faticoso” si può scegliere la scalata e la discesa totale relativa ai percorsi in elevazione per ogni percorso da fare in bicicletta. Inoltre, a San Francisco, quando si è stanchi di pedalare c’è anche la possibilità di mettere la bici sui mezzi pubblici: infatti in molte città collinari gli autobus pubblici hanno rastrelliere nella parte anteriore o posteriore oppure in alternativa è possibile portare la bici nella metropolitana. Spesso si dice che Catania, a causa della sua morfologia altimetrica, non è adatta ad essere percorsa in biciclette. Catania, con una superficie di circa 180 km2 presenta dalla quota sul livello del mare a quella in corrispondenza per esempio con il tondo Gioeni un dislivello di circa 100 metri. Esistono in commercio biciclette elettriche a pedalata assistita con cui è possibile superare le salite molto ripide. Questa soluzione offre numerosi  vantaggi ai ciclisti più anziani o meno in forma, oppure quando si verificano condizioni particolari, per esempio con venti contrari, o quando si deve percorrere lunghe distanze. Ma se  proprio durante il tragitto c’è una salita che va oltre le proprie possibilità, allora la soluzione è camminare a piedi spingendo la bicicletta, così come fanno gli abitanti di San Francisco. Un dato interessante è che nella città californiana si presta  molta attenzione alla mobilità ciclistica in ambito urbano. Proprio a fine marzo di quest’anno, è stato realizzato il primo intervento artistico su strada della città, realizzato dall'artista locale, Kristin Farr, di fronte ad un bar in cui spesso sono allestite mostre d’arte. L'intervento è stato collocato nello spazio dedicato al parcheggio di automobili che dopo l’intervento è stato trasformato in un parcheggio per le biciclette. Questa iniziativa è partita dal SFMTA (Ente municipale dei trasporti della città di San Francisco)  con l'obiettivo di supportare le imprese e gli artisti locali, e contemporaneamente  incoraggiare più persone ad andare in giro in bicicletta. A sostegno delle imprese locali e dell’arte locale, la SFMTA insieme al proprietario del bar ha finanziato l’intervento  e adesso possono essere parcheggiate  fino a 12 biciclette installate sul dipinto realizzato nell’asfalto. Iniziative come queste mettono in evidenza il lato creativo delle comunità e consentono di  utilizzare in modo diverso lo spazio pubblico, attraverso la promozione e il coinvolgimento  delle imprese locali, degli artisti e  del  trasporto sostenibile. Le pendenze che si riscontrano nella città di Catania non sono minimamente paragonabili a quelle riscontrate nella città di San Francisco, ma l’energia della città di Catania, che si esprime nella creatività degli artisti locali, insieme alla volontà delle imprese, può portare, tramite la realizzazione di iniziative artistiche connesse all’incentivazione dell’utilizzo delle biciclette e del trasporto pubblico, ad una nuova immagine di Catania esteticamente migliore di quella attuale. [La foto in evidenza in questo articolo mostra una critical mass svoltasi a San Francisco: si tratta di un raduno di biciclette che, sfruttando la forza del numero (massa), invadono le strade normalmente usate dal traffico automobilistico.] Bibliografia: http://www.betterbybicycle.com/2014/08/how-to-maximise-your-cycling-when-faced.html https://www.sfmta.com/news/press-releases/san-francisco-unveils-one-kind-mural-asphalt http://hoodline.com/2016/03/san-francisco-s-first-on-street-mural-underway-at-madrone

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Proposta
08 apr 2016

Piazza Giovanni Verga: liberarla dalla sosta passiva di auto, recuperando 130 posti

di uomodellastrada

L'obiettivo della proposta che mi accingo a presentare è la riduzione della sosta passiva di lunga durata nel centro città per favorire invece stalli con strisce blu a maggiore frequenza di utilizzo. Piazza Giovanni Verga è una delle zone nevralgiche della città: in essa confluiscono quotidianamente migliaia di catanesi per la presenza del Tribunale, della caserma dei Carabinieri, della facoltà di Economia e delle innumerevoli attività commerciali e studi professionali del Corso Italia. Ormai abortito il progetto di parcheggio pertinenziale concepito ai tempi della giunta Scapagnini, la piazza si presenta oggi come un grande parcheggio ad uso dei clienti dell'hotel Excelsior e di tutti gli uffici dei paraggi. Attualmente buona parte degli stalli sono riservati in via esclusiva a due categorie di lavoratori: Carabinieri e funzionari del Tribunale o comunque soggetti autorizzati dalla Procura. Nella foto allegata di Google Maps ho indicato le aree con sosta riservata: in rosso sono evidenziati i posti auto per i funzionari del Tribunale, in blu quelli riservati ai Carabinieri, in verde infine una fila teoricamente riservata al posteggio di mezzi a due ruote ma occupata da auto con tagliandi ben visibili di questi lavoratori. A scanso di equivoci sottolineo che si tratta di auto private e non di mezzi di servizio, auto blu o vetture di uomini della scorta di magistrati che invece posteggiano giustamente e per ragioni di sicurezza nella parte di piazza antistante al palazzo di giustizia. Si tratta complessivamente di circa 130-140 stalli che, a mio parere, potrebbero essere restituiti al libero utilizzo da parte di tutti i cittadini, aumentando il numero di strisce blu per venire incontro alle richieste dei commercianti e creando piccole zone per la sosta di mezzi a due ruote, rastrelliere per bici e una zona con colonna di ricarica per auto elettriche, fermo restando una doverosa opera di restyling di tutta la pavimentazione dissestata. Questa proposta non ha alcun intento discriminatorio nei confronti delle Forze dell'Ordine o dei funzionari del Tribunale, ma non ravvedo la necessità di godere di un trattamento diverso da altre categorie di lavoratori in una zona così importante per la mobilità cittadina e in cui la ricerca di un posto auto assume i connotati di una caccia al tesoro. Fra l'altro già adesso i Carabinieri giustamente possono parcheggiare lungo il perimetro della caserma mentre tutta l'area del Tribunale è ad uso esclusivo di magistrati e dipendenti del ministero della giustizia. Qualora questi lavoratori avessero bisogno, per ragioni di servizio o altre motivazioni, di posti auto riservati, si potrebbe ad essi dedicare una parte del parcheggio Sanzio che attualmente non viene quasi mai riempito del tutto. Potrebbero quindi lasciare l'auto in questo parcheggio scambiatore e utilizzare la linea 2-5 AMT per raggiungere in pochi minuti il posto di lavoro in Piazza Verga. I vantaggi della proposta: liberare Piazza Verga dalla sosta passiva; favorire la sosta breve con le strisce blu in piazza e creare aree per scooter, bici e auto elettriche; valorizzare il parcheggio Sanzio; incrementare gli utenti delle linee AMT.

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Articolo
06 apr 2016

Riprendono i lavori al chiosco della Musica del Giardino Bellini

di Alessio Marchetti

Dopo molti mesi di stop, sono nuovamente ripresi i lavori per la sistemazione del chiostro della musica della Villa Bellini, inagibile da alcuni anni. Qui le foto con la nuova pavimentazione che gli operai stanno installando in questi giorni: Il chiosco, di stile moresco, con un palco per la musica fu utilizzato fino al 1958 dalla banda municipale con i propri concerti. Successivamente fu abbandonato fino ad arrivare ad uno stato di degrado e pericolo. La struttura dovrebbe finalmente  ritornare fruibile a breve, infatti il 7 ed 8 Maggio si terrà un'edizione del Pop Up Market proprio nell'area del Giardino dove si trova il Chiostro della Musica. Purtroppo constatiamo che le sfere dell'illuminazione del chiostro, risultano nuovamente danneggiate: confidiamo nella loro sostituzione con delle bocce più resistenti a prova di pietrate da parte dei vandali.

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Articolo
05 apr 2016

FOTO | Piazza Borsellino, procedono i lavori per l’area di sosta e il capolinea

di Amedeo Paladino

Il progetto di riqualificazione del capolinea AMT (Azienda Metropolitana Trasporti) è in corso di realizzazione. Dopo circa 45 giorni dall'inizio dei lavori vi mostriamo la  situazione del cantiere. Nuovi stalli sosta e sbarre automatiche per eliminare gli abusivi. L’inizio dei lavori era atteso a novembre, ma la delimitazione del cantiere e i primi interventi sono cominciati a metà febbraio: stando al cronoprogramma di AMT il cantiere dovrebbe concludersi tra un mese e mezzo circa. Il progetto  prevede la razionalizzazione degli spazi dell’area di piazza Borsellino- già piazza Alcalà: il marciapiede antistante la rotonda verrà arretrato di cinque metri, ospitando il box AMT e la pensilina; lo spazio dedicato agli autobus urbani ed extraurbani rimarrà immutato. L'intervento di razionalizzazione degli spazi permetterà la creazione di un’area di sosta a pagamento automatizzata: nei due accessi sotto gli Archi della Marina verranno installate delle sbarre automatiche per permettere l’ingresso degli automobilisti. Gli altri stalli di via Jonica e via Lavandaie, attualmente gestiti da Sostare, saranno integrati all’area di sosta: la realizzazione del progetto garantirà l’aumento dell’offerta di sosta, si passerà infatti da 78 posti auto a 108; verrà inoltre installato un sistema di videosorveglianza e delle rastrelliere per le biciclette. In questi giorni Mobilita Catania si è recata presso il cantiere: i lavori sembrano rispettare i tempi attesi. Il vecchio asfalto è stato scarificato, gli spazi sono stati modificati e si sta già procedendo all'installazione della nuova pavimentazione dell'area che ospita la nuova pensilina. In ordine temporale gli ultimi interventi dovrebbero riguardare l'installazione degli impianti tecnologici, quali sbarre automatiche d'ingresso e di uscita e impianti di videosorveglianza. Ecco le foto dei lavori. Il costo del progetto è esiguo poiché facente parte di tre appalti preesistenti uno dei quali inerente ai lavori del parcheggio scambiatore Fontanarossa. La realizzazione del progetto porterà al riordino dell’area e all’eliminazione dei parcheggiatori abusivi che gestiscono la sosta; al momento non si conoscono i dettagli sulla tariffazione della sosta.

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Segnalazione
01 apr 2016

Scale fatiscenti al cimitero di Catania

di Mobilita Catania

Riceviamo e pubblichiamo le foto scattate da un nostro lettore. Come si evince chiaramente i pioli delle scale cimiteriale a palchetto sono fissati in più punti da fil di ferro. La gestione del cimitero di via Acquicella compete all'Assessore all'Ecosistema Urbano con delega ai servizi cimiteriali,  mentre la Multiservizi, operante comunque su mandato dell'Amministrazione, si occupa della manutenzione. Mobilita Catania si premurerà di segnalare il pericoloso disservizio.

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Articolo
24 mar 2016

Un marciapiede più sicuro per tutti

di Annamaria Pace

La sicurezza stradale coinvolge l'utente più debole della strada: il pedone. Questo è stato l'oggetto della campagna nazionale “Siamo tutti pedoni” creata per migliorare la sicurezza stradale nei centri urbani ed per intervenire prima di tutto sulla protezione dell’utenza debole. Kate Lowe, professore presso la University of Illinois di  Chicago, pubblica una  ricerca sulla città di New Orleans ed aggiunge un interessante contributo a questa problematica. Nella ricerca è emerso che nei quartieri con abitanti che hanno un basso reddito si registrano più incidenti mortali rispetto ai quartieri con abitanti che posseggono un alto reddito. Questo dato evidenzia come le disparità sociali, presenti in tutte le città, si riflettono nella più elementare risorsa di base: il marciapiede. La ricerca di Lowe raccoglie i dati relativi ai marciapiedi, cosa accade tra le fermate degli autobus e nelle intersezioni tra le strade, e confronta i risultati ottenuti con la demografia di quartiere. Nei quartieri con tassi di povertà più elevati vi è una minore probabilità di avere una continuità dei marciapiedi. Tale risultato deriva da una inadeguata scelta da parte delle amministrazioni di realizzare infrastrutture di qualità in alcuni quartieri anziché in altri, ma sono proprio i cittadini con un basso reddito ad essere più propensi ad andare in giro a piedi, e questi spesso vivono in luoghi in cui fare questo è particolarmente difficile. Nei quartieri più poveri si ha una minore probabilità di avere le infrastrutture di base per camminare mentre ci sono alcuni quartieri in cui  le strisce pedonali, le isole pedonali ed i marciapiedi, sono elementi presenti e dati per certi. La motivazione di ciò è da ricercare nel mancato investimento “storico”, dice Lowe. Ma ci possono essere anche altre motivazioni. Le persone che vivono in queste comunità hanno un minore potere politico per il miglioramento delle strade, o meno fiducia nella risposta dei funzionari locali. E’ preoccupante che l'aspettativa per la sicurezza stradale e per la realizzazione di infrastrutture adeguate può essere più bassa proprio tra le comunità in cui il camminare a piedi ha una notevole importanza. A Catania, in alcune aree del centro storico ed in periferia, vi è una grande necessità d’intervento, poiché in più percorsi viene meno la sicurezza per chi si muove a piedi. Marciapiedi troppo stretti e spesso non continui o ancor peggio inesistenti rendono alcuni quartieri poco sicuri per chi ha la necessità si muoversi a piedi, per i cittadini in genere, ma anche per le categorie più deboli come i bambini, gli anziani e i disabili. Per quanto riguarda la sicurezza dei pedoni, il PGTU (Piano Generale del Traffico Urbano di Catania, 2013,evidenzia i punti in cui si rileva una maggiore percentuale di incidenti, mortali e non, che coinvolgono i pedoni, proponendo delle soluzione progettuali per aumentare la sicurezza stradale di chi cammina a piedi. Camminare a piedi ed in sicurezza dovrebbe essere un diritto per ogni cittadino, ma ancora oggi le differenze e le diseguaglianze nella distribuzione delle risorse si riflettono nella forma della città, causando gravi e reali conseguenze per la salute degli abitanti.   Bibliografia: The inequality of sidewalks, The Washington Post Ti potrebbe interessare Catania non è una città per pedoni: MOBILITIAMOCI  

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