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18 mar 2016

Chiusura al traffico in centro storico per godere del concerto di campane e sirene: le strade e le piazze interessate

di Amedeo Paladino

L'Assessore alla Mobilità del Comune di Catania Rosario D'Agata ha reso noto che, per sabato 19 marzo, in occasione del Concerto di campane e sirene del maestro Llorenc Barber e della Notte Bianca dei Musei, l'Ufficio Traffico Urbano ha istituito, tra le 19.45 e le 21.15, il divieto di transito nei seguenti tratti strada: via Vittorio Emanuele (da via Quartarone a piazza Cutelli), via Monsignor Ventimiglia (da piazza Cutelli a via di Sangiuliano), via Antonino di Sangiuliano (da via Ventimiglia a via Clementi), via Gesualdo Clementi, via Quartarone piazza Dante; piazza Manganelli e la via San Michele, inoltre, saranno chiuse al traffico dal pomeriggio fino a notte inoltrata. Il divieto, indispensabile per permettere un adeguato ascolto del Concerto di campane e sirene, è stato istituito con una determina firmata dal dirigente dell'Ufficio, il comandante del Corpo della Polizia municipale Pietro Belfiore, riguarderà ogni tipo di veicolo a eccezione di quelli delle Forze dell'Ordine e dei mezzi di soccorso in emergenza o autorizzati. Il concerto è organizzato da Centrocontemporaneo e dall’osservatorio Euromediterraneo, e sarà possibile grazie alla disponibilità della Curia, del Comune di Catania, dell’Autorità portuale e della Capitaneria. Il maestro Barber ha sottolineato  lo spirito pacifista dell’iniziativa: la musica unisce e crea legami, tutto l’opposto di quello che avviene con la guerra: il concerto potrà anche essere un evento per un risveglio della cittadinanza e far si che si crei sempre di più una comunità pacifica e che lotti per il bene della città. L’ideale sarà spostarsi a piedi o in bici nel centro storico per ascoltare il concerto da più postazioni; Barber infatti consiglia proprio la bici come mezzo ideale per spostarsi velocemente durante il concerto. Ti potrebbe interessare: Un concerto cittadino con sirene di navi e campane. Un evento unico per Catania.  

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18 mar 2016

Domenica ritorna il mercatino delle “pulci” e dell’antiquariato nella nuova sede

di Roberto Lentini

Ennesima nuova collocazione per il mercatino delle Pulci, dopo lo stop della settimana scorsa dovuto al rifiuto degli operatori di trasferirsi all'interno della Vecchia Dogana L’Assessore alle Attività Produttive Angela Mazzola, d’intesa con il commissario straordinario dell’Autorità Portuale Cosimo Indaco, ha infatti individuato nell'attuale parcheggio della vecchia Dogana la nuova temporanea collocazione che è piaciuta agli operatori. Sono stati individuati 104 stalli , 52 addossati al muro di recinzione esterno del Porto e altrettanti a ridosso degli Archi della Marina. Negli ultimi anni le aree destinate agli operatori del mercatino sono state piazza Carlo Alberto e piazza Dante; dall’autunno 2014 la collocazione si è spostata all’interno del Porto. Quando i lavori all'interno del porto saranno terminati il mercatino ritornerà nella vecchia collocazione, in prossimità del molo di Levante:  il cantiere di realizzazione dell’impianto idraulico, in corso già da alcuni mesi nell’area portuale, in queste settimane si è spostato proprio a ridosso dell’attuale area dedicata agli espositori.

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17 mar 2016

Sostare: aumenta la tariffa oraria, agevolazioni a studenti, multe meno care e niente tariffazione differenziata

di Amedeo Paladino

Dopo mesi di discussioni e 12 sedute consiliari il nuovo contratto di servizio della società partecipata Sostare è stato approvato La società partecipata Sostare gestirà fino al 2020 i circa 8 mila stalli blu a pagamento nel territorio catanese. Scompare la zonizzazione delle tariffe, diversamente da come inizialmente previsto: nel centro storico come nel resto della città, l'aumento sarà lineare, si passerà infatti da 0,75 centesimi a 0,87 euro/h. I residenti pagheranno 20 euro al mese, la sosta notturna in centro costerà di meno, ovvero 1 euro per il biglietto che copre la fascia oraria 21.00/2.00. Approvato un emendamento inerente a una tariffa agevolata per gli studenti dell'Ateneo di Catania: l'azienda dovrà aprire un tavolo tecnico con Comune e l'Università per discuterne. Per le partite IVA sarà previsto un carnet di 20, 50 e 100 euro con rilascio di fattura; sul fronte sanzioni la multa sarà di 10 euro entro un'ora dalla scadenza del tagliando. Infine la vigilanza delle zone a traffico limitato verrà esternalizzata dal Comune alla società Sostare.

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Proposta
14 mar 2016

Il mercatino delle “pulci” e dell’antiquariato in piazza Federico di Svevia

di Annamaria Pace

In questi giorni la collocazione temporanea del mercatino dell'antiquariato e delle "pulci" presso la Vecchia  Dogana è stata osteggiata dagli operatori. Mobilita Catania accoglie e appoggia la proposta avanzata da Mobilità sostenibile Catania. L’associazione Mobilità sostenibile Catania si occupa della sicurezza dei pedoni, dei ciclisti, del trasporto pubblico in ambito urbano e della valorizzazione degli spazi urbani. L'architetto Annamaria Pace, portavoce dell'associazione, lancia la seguente proposta Storicamente l’attività del mercato ha prediletto spazi all’aperto ed è proprio la dimensione della piazza che costituisce,per eccellenza, il luogo ideale per le attività commerciali della collettività. Il mercato all’aperto, destinato alla vendita di oggetti usati e di antiquariato, suscita da sempre l’interesse di collezionisti e curiosi e, anche se solo per un giorno alla settimana, assume un valore commerciale e sociale di grande interesse, amplia le potenzialità dello spazio urbano e rivaluta una parte della città rendendola attrattiva. In molte città europee e nel mondo ci sono esempi in cui il mercatino delle pulci e dell’antiquariato è collocato in un luogo preciso e riconoscibile, ciò caratterizza storicamente il quartiere della città che lo contiene e lo trasforma in un polo di attrazione per i cittadini e per i turisti. A Catania, proprio in questi giorni, si sta svolgendo un acceso dibattito sulla nuova collocazione del “mercatino delle pulci”, a causa del fatto che la collocazione temporanea presso la Vecchia Dogana proposta dall’Amministrazione non soddisfa le necessità degli operatori sia per motivi logistici che strutturali. La città di Catania potrebbe cogliere l’opportunità di utilizzare questa attività come elemento di valorizzazione di una parte del centro storico attribuendo al mercatino delle pulci una valenza non solo commerciale ma anche culturale e sociale. La proposta individua lo spazio attorno al Castello Ursino, in piazza Federico di Svevia, come ideale scenografia per questo evento domenicale, insieme alla vicina via San Calogero. La piazza Federico di Svevia con la sua forma ovale non solo esalta il volume del castello e del museo cittadino contenuto al suo interno, ma esprime grandi potenzialità per diventare un centro di culturale en plein air eccellente per la città di Catania. Il 3 maggio 2015 la piazza è stata protagonista di un evento di grandissimo successo, Il Castello liberato che ha visto la partecipazione di circa 10.000 persone. L’iniziativa, che metteva in luce la vocazione pedonale dello spazio intorno al castello, è stata realizzata grazie alla volontà di numerose associazioni e di cittadini che si sono impegnati nella organizzazione dell’evento animando la giornata con spettacoli, con attività ricreative e anche con l’allestimento di un mercatino di opere dell’ingegno. L’evento era stato creato per rilanciare l’area come ideale spazio per essere pedonalizzato e liberato dalla automobili, che non contribuiscono alla giusta valorizzazione dei monumenti presenti e che anzi lo sviliscono trasformandolo in un parcheggio. In occasione dell’evento la piazza era stata trasformata in area pedonale, realizzando uno degli interventi più incisivi ed efficaci in ambito urbano relativo alle tematiche della mobilità sostenibile. Considerato il grande successo ottenuto dall’evento del Castello liberato, e constatate le grandi potenzialità dell’area, sarebbe auspicabile connettere all’attività del mercatino anche la funzione di spazio pedonale da dedicare alle famiglie e all’agregazione dei cittadini desiderosi di passare una domenica mattina nel nostro centro storico. Questo sarebbe possibile se il “mercatino delle pulci” fosse allestito proprio nello spazio intorno al Castello Ursino, nella Piazza Federico di Svevia, e nella vicina via San Calogero, per la quale nell’ottobre 2015 è stata presentata una petizione di richiesta di pedonalizzazione della suddetta strada. Così come il Lungomare liberato è stato un modello che ha prodotto numerosi benefici e vantaggi, creati dalla trasformazione della strada in area pedonale, in particolare una maggiore sicurezza per i pedoni e la riduzione dell’inquinamento acustico e ambientale, anche la piazza Federico di Svevia  si presta ad essere trasformata in uno spazio pedonale che produrrà effetti positivi sulla città. Iniziando con una pedonalizzazione temporanea, dedicata all’attività del mercatino delle "pulci" e applicata per un solo giorno della settimana, la domenica, si potrà, dopo avere constatato i notevoli benefici prodotti, estenderla in modo definitivo. La legalità e il rispetto delle regole sono i presupposti per la riuscita dell’iniziativa, per cui sarà fondamentale provvedere al controllo e alla vigilanza di tutta l’area, che per l’occasione dovrebbe essere chiusa al traffico veicolare, ad esclusione dei residenti, anche allo scopo di contrastare il fenomeno dei venditori abusivi che si collocherebbero nelle strade limitrofe danneggiando l’attività commerciale degli operatori. E’ possibile anche che accada che la realizzazione del mercato delle pulci in Piazza Federico di Svevia diventi l’occasione per infondere nuove energie e generare la nascita di nuove attività culturali ed artistiche all’interno del quartiere.

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08 mar 2016

FOTO | Terme della Rotonda completati i lavori dei nuovi percorsi

di Roberto Lentini

A breve potrebbero essere finalmente aperti i nuovi percorsi del complesso termale, con nuovi ambienti che incrementeranno l'offerta culturale del sito Le terme sono state interessate da lavori di restauro iniziati verso la metà del 2014 ed effettuati dal Museo Regionale interdisciplinare di Catania con i fondi PON 2007-2013 sotto la direzione dell'architetto Giovanna Buda con la collaborazione dell’archeologo Fabrizio Nicoletti e del geologo Fernando Chiavetta. I lavori hanno interessato l'intero isolato costruito sopra le strutture antiche; gli edifici fatiscenti sono stati demoliti, altri sono stati conservati e restaurati per realizzare una foresteria e un’aula multimediale. Le demolizioni hanno comportato il rinvenimento di una importante struttura sotterranea e una nuova sistemazione dell’area creando una nuova quinta scenografica che viene notata da chi viene da via dei Minoritelli e da via dei Gesuiti, sfruttando il gioco delle pendenze della collina di Montevergine.    “Adesso le parti già aperte al pubblico sono state unite alla parte nuova -afferma l'archeologo Nicoletti -attraverso un doppio percorso che raddoppia in questo modo la parte visibile cambiandola notevolmente”.   Al momento a causa della carenza di personale il complesso archeologico è visitabile gratuitamente il mercoledi e la domenica dalle 9.00 alle 13.00 solo grazie all'Associazione Etna 'ngeniousa Le Terme della Rotonda sono delle strutture termali di epoca romana, datate al I-II secolo d.C. connessi tra loro e seguenti uno stesso orientamento. Tra essi emerge una grande sala absidata - forse un frigidarium - orientata in direzione nord-sud, databile alla prima fase vitale delle terme, a cui si appoggia sul lato est un grande ambiente ad ipocausto, ricco di numerose suspensurae che dovevano reggere un pavimento mosaicato di cui pure si è rinvenuta qualche sporadica traccia, identificabile come calidarium. La struttura più appariscente è quella dell'ex chiesa di Santa Maria della Rotonda. L'ambiente, in pianta quadrata, presenta due aperture - una a sud, con un portale in calcare del Cinquecento, l'altro a ovest, in pietra lavica del Duecento - e due aree presbiterali ad esse corrispondenti: un presbiterio quadrato in forma di triclinium, circondato da angusti corridoi che fungono da deambulacro si apre verso nord, mentre a est un piccolo catino absidale di cui rimane una porzione dell'alzato. All'interno del vano quadrato dell'edificio ne è ricavato uno in forma circolare, dal diametro di 11 metri e chiuso a cupola, mentre da esso si aprono nei quattro angoli del quadrato altrettanti nicchioni che funsero da cappelle, messe in comunicazione con l'ambiente circolare da arconi in pietra lavica. Nella tradizione locale la Rotonda era conosciuta col nome di Pantheon e molti eruditi catanesi erano convinti che essa fosse servita da modello per l’omonimo tempio romano. Per primo il Principe di Biscari riconobbe nel monumento un edificio termale ed in tale opinione fu seguito dai numerosi viaggiatori che lo descrissero, come J. Houel, e dagli studiosi che successivamente se ne occuparono.        

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08 mar 2016

Catania e Grenoble gemellate, ma così diverse

di Annamaria Pace

Dal 1961 Catania è gemellata con la città di Grenoble, una città della Francia sud-orientale con circa 158.221 abitanti, in cui si stanno portando avanti importanti esempi di mobiltà sostenibile in ambito urbano. Questo intervento non ha pregiudicato il traffico veicolare, infatti si è riscontrata una ottimale integrazione tra veicoli, biciclette e pedoni. Infatti nelle strade principali e secondarie è  presente una felice convivenza tra la rete di percorsi ciclabili e quella delle automobili, posta parallelamente ma con un senso di marcia opposto, ciò è stato possibile riducendo  proprio il limite di velocità a 30 km/h. Dal 2016 il provvedimento è stato esteso in tutta Grenoble, con l'eccezione di alcuni viali principali nel cuore della città. Questa riduzione del limite di velocità può "facilitare chi si muove a piedi e in bicicletta", ed proprio su questi due mezzi di trasporto che Eric Piolle, sindaco di Grenoble, si è concentrato fin dalla sua elezione nel marzo 2014. Ma più che l'argomento ambientale è l'aspetto della sicurezza che viene proposto dal comune. "Tutti i sindaci sono sensibili al fatto che i bambini dovrebbero essere in grado di andare a scuola a piedi, senza rischi", dice Yvan Mongaburu , vice presidente della città di Grenoble, e lo stesso vale per gli anziani che devono potersi muovere in sicurezza fuori dalle loro case” A 50 km / h lo spazio di frenata è di circa 28 metri su una strada asciutta, contro i 13 metri riscontrati in un veicolo che si sposta con una velocità di 30 km/h. Infatti la riduzione di velocità può limitare il numero di incidenti. Nel 1990 la città di Grenoble aveva applicato l'abbassamento del limite di velocità da 60km/h a 50 km/h . Secondo l'Associazione per la sicurezza stradale, questo intervento ha ridotto del 15% il numero di morti e del 14 % il numero di incidenti con feriti. Rimane il fatto che a 50 km/h, la distanza di frenata è di circa 28 metri su una strada asciutta, contro 13 metri a 30 chilometri all'ora, ciò evidenzia che la significativa riduzione della velocità riduce la gravità degli effetti: il rischio di morte per un pedone investito da una macchina è del 90% con un limite a 50 km/h contro il 50% con il limite a 30 km/h. Tutto ciò ha contribuito a convincere quasi tutti i 42 comuni inclusi nell’area "Metropolitana" di Grenoble ad adottare questo provvedimento. Nel Pgtu, Piano Generale del traffico urbano di Catania, sono delineate delle aree e delle strade principali e secondarie in cui è possibile limitare la velocità a 30 km/ h, prevedendo l’introduzione graduale e costante di zone 30. Le zone 30, come descritto nel PGTU, sono citate indirettamente dall’art. 135 comma 14 del regolamento del codice della strada che introduce i due segnali di inizio e fine di un’area nella quale non è consentito superare la velocità indicata nel cartello. Queste aree vengono chiamate "isole ambientali” in quanto interne alla rete della viabilità e“Ambientali” perché finalizzate al recupero e alla vivibilità degli spazi urbani. Nel Pgtu di Ctania si specifica che le isole ambientali: “Hanno lo scopo di ridurre il traffico di attraversamento e rendere quello residuo compatibile con la sicurezza dei cittadini e la vivibilità degli spazi urbani, grazie alla ridotta velocità. La riduzione della velocità non è affidata semplicemente all’imposizione di un divieto, ma all’adozione di sistemi di moderazione del traffico che aumentano la permeabilità pedonale, ciclistica, l’attività degli operatori in zona e la vita dei cittadini sulle strade” Questo è possibile modificando il comportamento del conducente solo così si potrà migliorare le condizioni degli utenti della strada non motorizzati. Per Catania questa tipologia d’intervento può rappresentare un grande salto di qualità per la sicurezza e la vivibiltà della città, inoltre l’intervento presuppone un costo notevolmente contenuto essendo realizzabile tramite l’inserimento di una segnaletica stradale orizzontale e verticale accompagnata da una giusta campagna di sensibilizzazione e comunicazione che  illustrebbe i numerosi vantaggi e benefici ottenibili con questo semplice e moderno intervento.   Bibliografia Grenoble devient la première grande ville à limiter la vitesse à 30 km/h  

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07 mar 2016

FOTO | Integrazione Città-Porto secondo il progetto ANCE

di Mobilita Catania

Il progetto articolato in tre fasi è una proposta di ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) per integrare l'area portuale e il centro storico di Catania. Il sindaco Bianco e il commissario dell'Autorità portuale hanno presentato la settimana scorsa un progetto di riqualificazione del molo foraneo, annunciando che l'integrazione completa si avvalerà del contributo degli ordini e dei costruttori associati all'ANCE. Di seguito riportiamo gli obiettivi e la descrizione del progetto degli architetti Giuseppe Messina e Pietro Calì e dell'ingegnere Sebastiano Amore. E’ ben noto che la città di Catania non ha mai valorizzato il suo contatto col mare, nonostante la sua posizione privilegiata su uno splendido tratto di costa. La città settecentesca, impostata sull’asse rivolto verso l’Etna, trovava il suo punto di contatto col mare solo attraverso il porto. La città dell’Ottocento si è spinta verso la costa, ma la presenza della ferrovia e dei connessi impianti produttivi ne hanno precluso l’affaccio sul mare. Il Novecento con l’asse dei viali è arrivato finalmente allo sbocco sull’acqua, ma la realizzazione dell’asse di percorrenza veloce sul margine della costa ha mortificato il rapporto col mare. Con queste premesse l’idea di aprire l’area del porto alla città, ed in particolare al suo nucleo antico, stabilendo finalmente un contatto diretto col mare può rappresentare un importante passo in avanti dello sviluppo urbano. Il progetto di integrazione tra la città ed il porto non si propone di entrare nel merito specifico del nuovo assetto dell’area portuale, ampiamente trattato nelle proposte di Piano Regolatore Portuale fino ad oggi dibattute, ma si concentra sui punti di contatto tra la città ed il porto alla luce del previsto spostamento della barriera doganale e della conseguente apertura delle aree di collegamento tra l’area demaniale e la città. Il progetto, voluto dall'ANCE Catania, costituisce una proposta di dialogo, uno spunto costruttivo, proponendo un programma attuabile per fasi successive, tre in tutto, per restituire ai cittadini la libertà di fruire di nuovi spazi aperti verso il mare. Assistants Arch. Marco Calì - Ing. Corrado Gioia Collaborators Ing. Angela Campione - Arch. Damiano Cutispoto - Arch. Maria Egle Guzzardi - Ing. Andrea Maugeri - Arch. Grazia Maugeri - Ing. Marco Vasta Questa proposta è stata presentata a giugno dell'anno scorso durante l'approvazione del bilancio consultivo 2014 ANCE, ed è stata anche illustrata all'assessore all'Urbanistica, alla Soprintendenza, all'Autorità portuale, all'Ordine degli Ingegneri e degli Architetti e al Dipartimento di Architettura e Ingegneria. Il progetto si articola in tre diverse fasi di attuazione corrispondenti alle aree in cui si divide l'area portuale: Villa Pacini-piazza Borsellino, via Dusmet-Civita e Passiatore-Molo di Levante. Il piano prevede l'estensione di uno spazio verde da villa Pacini a una grande piazza direttamente sul mare, il cui accesso inizialmente sarà garantito da un semaforo pedonale e in seguito attraverso una passerella aerea per bypassare via Dusmet; il progetto propone anche tre grandi vasche a ridosso degli archi della Marina, per richiamare la memoria del mare che un tempo li lambiva. La riconnessione con la Civita è da realizzarsi attraverso il cambio di marcia di via Dusmet, da sud verso nord a senso unico con l'allargamento dei marciapiedi. La passeggiata ciclo-pedonale del molo foraneo si dovrà ricucire con il Passiatore nella fase successiva all'interramento della linea ferroviaria, attraverso un ponte che supererà la quota dei binari della ferrovia circumetnea. Infatti lo step più a lungo termine è la trasformazione degli archi della Marina in passeggiata. Lo stesso sindaco Bianco la scorsa settimana durante la presentazione del progetto di riqualificazione del molo foraneo, ha annunciato che l'integrazione completa si avvalerà del contributo degli ordini e dei costruttori associati all'ANCE. La proposta che vi abbiamo illustrato potrebbe essere uno spunto per realizzare tutti i progressivi step che permetteranno a Catania di riappropriarsi del mare. Ti potrebbe interessare: FOTO | Restituire il porto alla città: il progetto

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