Proposta
02 apr 2019

Una cura urgente per il centro di Catania: pedonalizzare le piazze Mazzini e San Francesco d’Assisi

di Mobilita Catania

Camminare non è solo un bene per la tua salute fisica e mentale ma è anche un bene per l'economia. Oltre ai risparmi per il sistema sanitario pubblico, gli urbanisti e gli analisti economici sostengono che quanto più è "percorribile a piedi " la città, tanto più è economicamente redditizia. Legambiente Catania sostiene questo principio confermato dai numerosi esempi che ormai sono una realtà a tutte le latitudini della terra. Secondo alcuni studi, camminare per 30 minuti al giorno riduce il rischio di malattie cardiache di circa il 35% e determina enormi risparmi in relazione a decessi, ai ricoveri ospedalieri e a costose procedure mediche, oltre a mantenere le persone sane e produttive nelle loro comunità. Nelle città si crea una differenza tra luoghi percorribili a piedi e luoghi percorribili esclusivamente con l'automobile, questa differenza è data dalla differenza tra persone sane e persone non sane. La malattia cronica è prevalente negli ambienti dominati dalle auto rispetto agli ambienti pedonali, che rappresentano spazi sociali condivisi e che incoraggiano le persone a camminare, parlare e a essere parte della comunità. Camminare riduce anche il rischio di cancro e diabete, migliorando anche la salute mentale. E' stato dimostrato che pedonalizzare l'ambiente urbano è un fattore positivo non solo per la salute dei cittadini ma anche per l'economia, per l'ambiente e anche per la politica sociale. Inoltre è abbastanza evidente che il design della città e la pedonabilità in realtà produce risultati salutari a lungo termine. La città di Catania deve procedere verso il futuro guardando in questa prospettiva perchè oggi è indispensabile mettersi al passo con le più moderne e attuali strategie per combattere l'inquinamento dell'aria, la disparità sociale e i fenomeni sempre più catastrofici determinati dai cambiamenti climatici. È necessaria una cura urgente per il centro storico di Catania ed i suoi abitanti, per questo Legambiente propone l'espansione dell'area pedonale esistente, oggi costituita solamente da piazza Duomo, piazza Università e la parte meridionale di via Etnea, peraltro troppo spesso non rispettata. Eppure è proprio in centro che dovrebbero essere estese le pedonalizzazioni, non solo per la salute dei cittadini ma anche per la fruizione di zone della città ricche di monumenti importanti e rappresentativi del patrimonio artistico di Catania. La proposta di espansione della pedonalizzazione coinvolgerebbe le piazze Mazzini e San Francesco d'Assisi e la conseguente chiusura a traffico dei tratti di via Vittorio Emanuele, via Garibaldi e via Teatro Greco rafforzando la già esistente area pedonale di via Crociferi, piazza Duomo e via Cardinale Dusmet. La pedonalizzazione di questa area comporterebbe anche la chiusura del tratto di via Manzoni in cui è ubicata la Questura di Catania, ciò garantirebbe la sicurezza dei cittadini richiesta nel 2018 al Sindaco Pogliese dal sindacato Siap della polizia che ha evidenziato gravi criticità causate dal traffico veicolare che insiste nell'area. Legambiente chiede all'amministrazione di far rispettare le aree pedonali esistenti e di crearne nuove in modo da migliorare la fruizione del nostro centro sia dal punto di vista turistico che commerciale, incentivando l'utilizzo della bicicletta e dell'efficiente rete metropolitana. Ti potrebbero interessare: Le pedonalizzazioni fanno bene al commercio (e non solo), ma per l’amministrazione catanese sono un taboo Via Umberto: un possibile piano viario per consentirne la pedonalizzazione La galleria degli orrori della sosta selvaggia: Catania regno di impunità Micro aree pedonali immediatamente realizzabili: una grande opportunità per migliorare la qualità del centro Via Crociferi: area pedonale con parcheggiatore abusivo Centro storico, una parte di piazza san Francesco d’Assisi diventa pedonale: un intervento dall’alto significato simbolico Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti Si inaugura la nuova area di sosta di piazza Borsellino, via Dusmet diventa pedonale Mai più piazze ridotte a parcheggi: a proposito della vicenda “Trattoria del Cavaliere” Centro storico, una possibile soluzione viaria per salvaguardare l’area della Basilica Collegiata

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Proposta
27 nov 2017

Piazza Mazzini, una proposta di rivalutazione eliminando la sosta selvaggia

di Emanuele Rizzo

Ecco una semplice ma significativa proposta di riqualificazione di piazza Giuseppe Mazzini, a Catania, mediante un restringimento delle carreggiate di attraversamento al fine di impedire la sosta selvaggia e migliorare l'estetica del quadrilatero del Vaccarini. Il centro storico è sempre più preda di sosta selvaggia che, incurante dei divieti e del buon senso, ostacola il traffico veicolare e soprattutto deturpa la bellezza delle vie e delle piazze barocche. Uno degli esempi più eclatanti è quello di piazza Giuseppe Mazzini, luogo unico a Catania in quanto unica piazza con gli angoli chiusi: un quadrato perfetto, tagliato longitudinalmente e verticalmente da due direttrici: via Garibaldi (est-ovest) e via della Lettera/via Auteri (nord-sud). STORIA DELLA PIAZZA Nel corso della ricostruzione post terremoto del 1693, il Duca di Camastra progettò la costruzione di una piazza monumentale nel cuore della città, con l’intento di renderlo il mercato cittadino. Fu così che nacque il cosiddetto “Piano di San Filippo”, un quadrilatero perfetto contornato da un loggiato con cinque archi su ogni angolo, le cui colonne in marmo bianco pare siano state prelevate dai ruderi di una vicina basilica romana. La piazza, a croce greca, è incassata tra quattro palazzi nobiliari speculari e sovrastata da quattro eleganti terrazze angolari. La direttrice principale (via San Filippo, poi divenuta via Ferdinandea ed infine via Garibaldi) fungeva da via principale d’accesso alla città da ovest, giungendo fino al Duomo. L’altra strada è il prosieguo della sontuosa via Crociferi, fino alla zona del Castello Ursino. Nel corso dei secoli, tre dei quattro palazzi subirono modifiche ai secondi piani, dotati di finestre balconate quando sarebbero dovute essere semplici cornici quadre, e agli intonaci, che passarono dal grigio catanese al rosa. Solo Palazzo Scammacca della Bruca, il primo dei quattro ad essere stato realizzato, rimase del tutto fedele all'originario disegno e così si presenta ancora oggi. Nell’Ottocento, con la nascita della Pescheria e della Fera ‘o Luni, piazza Mazzini cambiò lentamente destinazione: da luogo di ritrovo di venditori ambulanti (con tanto di carretti ed asini al seguito) a centro di negozi eleganti. Nei primi decenni del Novecento - racconta lo storico Salvatore Nicolosi - il luogo era un angolo di quiete e tranquillità nel cuore della città. Nei primissimi anni Duemila la piazza venne riqualificata con la posa di pavimentazione in pietra lavica dell’Etna. Nel 2013 ha ospitato il Red Bull Double Trouble.   LA VIABILITÀ OGGI Le carreggiate delle due strade sono di uguale ampiezza, ma mentre la via Garibaldi presenta una corsia ordinaria di marcia est-ovest ed una corsia preferenziale ovest-est per i mezzi pubblici, la via della Lettera è a senso unico (nord-sud), così come la via Auteri (in cui il senso di marcia è da pochi anni stato invertito in sud-nord). All’imbocco della piazza esiste (formalmente) il divieto di sosta ambo i lati su tutte e quattro le direttrici, proprio per garantire snellimento del traffico e per liberare la piazza dalla vista deturpante delle auto in sosta. Solo in teoria, però… LA PROPOSTA Considerando il costante parcheggio selvaggio, stimolato anche dalla mancanza di azioni specifiche da parte della Polizia Municipale, l’idea è quella di togliere del tutto la possibilità della sosta vietata nel perimetro della piazza, restringendo la carreggiata e, quindi, allargando i marciapiedi. Si tratta di un’azione già intrapresa in altre città europee per analoghi motivi, migliorando la viabilità ed ampliando le aree pedonali. A causa del doppio senso di marcia sulla via Garibaldi, è necessario che tale carreggiata sia ampia il doppio rispetto a quella dell’asse di via della Lettera/via Auteri. Tuttavia, per mantenere la simmetria della piazza, la restrizione della carreggiata di via Garibaldi sarà della metà rispetto alle altre due strade. Per chiarire questo passaggio, andiamo nel dettaglio. Sull’asse Lettera/Auteri la restrizione della carreggiata riguarderà entrambi i lati, per un’ampiezza di circa 2,4 metri per lato (pari alla larghezza degli stalli della sosta), a partire dall’inizio dei palazzi della piazza, sia a nord che a sud. L’operazione comporta la perdita di quattro stalli per la sosta su via Auteri e quattro su via della Lettera. Sull’asse Garibaldi, invece, la restrizione della carreggiata riguarderà entrambi i lati, per un’ampiezza di circa 1,2 metri per lato (pari a metà della larghezza degli stalli della sosta), a partire dall’inizio della piazza proseguendo verso ovest ed a partire da 15 metri prima dell’inizio dei palazzi della piazza proseguendo verso est. Ciò si rende necessario per facilitare le manovre di deviazione agli autobus che transitano lungo la corsia preferenziale. L’operazione non comporta la perdita di alcuno stallo per la sosta su via Garibaldi, in quanto in quel punto vige il divieto di sosta. Foto di copertina di Francesco Pellegrino

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