Proposta
27 nov 2017

Piazza Mazzini, una proposta di rivalutazione eliminando la sosta selvaggia

di Emanuele Rizzo

Ecco una semplice ma significativa proposta di riqualificazione di piazza Giuseppe Mazzini, a Catania, mediante un restringimento delle carreggiate di attraversamento al fine di impedire la sosta selvaggia e migliorare l'estetica del quadrilatero del Vaccarini. Il centro storico è sempre più preda di sosta selvaggia che, incurante dei divieti e del buon senso, ostacola il traffico veicolare e soprattutto deturpa la bellezza delle vie e delle piazze barocche. Uno degli esempi più eclatanti è quello di piazza Giuseppe Mazzini, luogo unico a Catania in quanto unica piazza con gli angoli chiusi: un quadrato perfetto, tagliato longitudinalmente e verticalmente da due direttrici: via Garibaldi (est-ovest) e via della Lettera/via Auteri (nord-sud). STORIA DELLA PIAZZA Nel corso della ricostruzione post terremoto del 1693, il Duca di Camastra progettò la costruzione di una piazza monumentale nel cuore della città, con l’intento di renderlo il mercato cittadino. Fu così che nacque il cosiddetto “Piano di San Filippo”, un quadrilatero perfetto contornato da un loggiato con cinque archi su ogni angolo, le cui colonne in marmo bianco pare siano state prelevate dai ruderi di una vicina basilica romana. La piazza, a croce greca, è incassata tra quattro palazzi nobiliari speculari e sovrastata da quattro eleganti terrazze angolari. La direttrice principale (via San Filippo, poi divenuta via Ferdinandea ed infine via Garibaldi) fungeva da via principale d’accesso alla città da ovest, giungendo fino al Duomo. L’altra strada è il prosieguo della sontuosa via Crociferi, fino alla zona del Castello Ursino. Nel corso dei secoli, tre dei quattro palazzi subirono modifiche ai secondi piani, dotati di finestre balconate quando sarebbero dovute essere semplici cornici quadre, e agli intonaci, che passarono dal grigio catanese al rosa. Solo Palazzo Scammacca della Bruca, il primo dei quattro ad essere stato realizzato, rimase del tutto fedele all'originario disegno e così si presenta ancora oggi. Nell’Ottocento, con la nascita della Pescheria e della Fera ‘o Luni, piazza Mazzini cambiò lentamente destinazione: da luogo di ritrovo di venditori ambulanti (con tanto di carretti ed asini al seguito) a centro di negozi eleganti. Nei primi decenni del Novecento - racconta lo storico Salvatore Nicolosi - il luogo era un angolo di quiete e tranquillità nel cuore della città. Nei primissimi anni Duemila la piazza venne riqualificata con la posa di pavimentazione in pietra lavica dell’Etna. Nel 2013 ha ospitato il Red Bull Double Trouble.   LA VIABILITÀ OGGI Le carreggiate delle due strade sono di uguale ampiezza, ma mentre la via Garibaldi presenta una corsia ordinaria di marcia est-ovest ed una corsia preferenziale ovest-est per i mezzi pubblici, la via della Lettera è a senso unico (nord-sud), così come la via Auteri (in cui il senso di marcia è da pochi anni stato invertito in sud-nord). All’imbocco della piazza esiste (formalmente) il divieto di sosta ambo i lati su tutte e quattro le direttrici, proprio per garantire snellimento del traffico e per liberare la piazza dalla vista deturpante delle auto in sosta. Solo in teoria, però… LA PROPOSTA Considerando il costante parcheggio selvaggio, stimolato anche dalla mancanza di azioni specifiche da parte della Polizia Municipale, l’idea è quella di togliere del tutto la possibilità della sosta vietata nel perimetro della piazza, restringendo la carreggiata e, quindi, allargando i marciapiedi. Si tratta di un’azione già intrapresa in altre città europee per analoghi motivi, migliorando la viabilità ed ampliando le aree pedonali. A causa del doppio senso di marcia sulla via Garibaldi, è necessario che tale carreggiata sia ampia il doppio rispetto a quella dell’asse di via della Lettera/via Auteri. Tuttavia, per mantenere la simmetria della piazza, la restrizione della carreggiata di via Garibaldi sarà della metà rispetto alle altre due strade. Per chiarire questo passaggio, andiamo nel dettaglio. Sull’asse Lettera/Auteri la restrizione della carreggiata riguarderà entrambi i lati, per un’ampiezza di circa 2,4 metri per lato (pari alla larghezza degli stalli della sosta), a partire dall’inizio dei palazzi della piazza, sia a nord che a sud. L’operazione comporta la perdita di quattro stalli per la sosta su via Auteri e quattro su via della Lettera. Sull’asse Garibaldi, invece, la restrizione della carreggiata riguarderà entrambi i lati, per un’ampiezza di circa 1,2 metri per lato (pari a metà della larghezza degli stalli della sosta), a partire dall’inizio della piazza proseguendo verso ovest ed a partire da 15 metri prima dell’inizio dei palazzi della piazza proseguendo verso est. Ciò si rende necessario per facilitare le manovre di deviazione agli autobus che transitano lungo la corsia preferenziale. L’operazione non comporta la perdita di alcuno stallo per la sosta su via Garibaldi, in quanto in quel punto vige il divieto di sosta. Foto di copertina di Francesco Pellegrino

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Proposta
13 mag 2017

Una scala per collegare il Lungomare di Catania con il borgo di Ognina

di Alessio Marchetti

In questi decenni, la mobilità pedonale a Catania purtroppo è stata resa sempre più impossibile e trascurata: tra marciapiedi inesistenti o impraticabili, rotatorie impercorribili, cavalcavia pedonali dismessi, sottopassaggi vietati ai pedoni (in viale Fleming) e via dicendo; non stupisce quindi come in tutti questi decenni nessun amministrazione comunale abbia pensato di realizzare una semplicissima scaletta o rampa per collegare la strada del lungomare, ovvero Viale Artale Alagona, con la sottostante piazza di Ognina. Come si può vedere dalla foto ad inizio articolo, la strada del Lungomare infatti si trova a circa due metri dalla via sottostante, ovvero via Imbert. Un semplice passaggio in quel punto permetterebbe di raggiungere la piazza con la relativa, chiesa, parco giochi, fontanella, abitazioni e negozi in pochi secondi. L' intervento eviterebbe di far camminare i pedoni per oltre 200 metri i pedoni in via Marittima, ovvero la strada che parte dalla Garitta Spagnola, una delle tante strade catanesi non provvista di marciapiede, quindi poco sicura per i pedoni. L'intervento richiederebbe poche risorse economiche dalle casse comunali e sarebbe utile a tantissimi pedoni che frequentano la zona, spero che l'amministrazione prenda in considerazione questa semplice ed economica proposta.

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Segnalazione
24 ott 2016

A proposito di spazi pubblici inaccessibili: via Grotte Bianche vietata ai pedoni

di benric

Raccogliamo la segnalazione di un nostro lettore in merito alla quotidiana situazione di via Grotte Bianche, nei pressi della centrale via Umberto: qui l'occupazione dei marciapiedi insieme alla sosta selvaggia, come già segnalatoci da un cittadino alcuni mesi fa, è una consuetudine e il controllo della Polizia Municipale totalmente assente. Il transito dei pedoni nei marciapiedi è impossibile. Potete inviarci segnalazioni, proposte e articoli accedendo a questo link ⏩http://catania.mobilita.org/scrivi-un-post/ Siamo nella zona del mercato di Piazza Carlo Alberto -a fera o' luni-, esattamente all'inizio di Via Grotte Bianche. Negozianti che occupano impunemente i marciapiedi e nessun vigile che intervenga a far rimuovere la merce esposta abusivamente sul marciapiedi e perfino in parte della strada; per non parlare dei grandi vasi di fiori che ostruiscono completamente un marciapiedi. Mi piacerebbe sapere come mai i vigili, così solerti a prendere multe nelle zone limitrofe, evitano accuratamente di intervenire nelle vie adiacenti il mercato (segnatamente Via Grotte Bianche, Via Luigi capuana, Via Giuseppe Verdi)

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Segnalazione
11 lug 2016

Via Grotte Bianche, le auto occupano anche i marciapiedi e i pedoni sono costretti in strada

di benric

Raccogliamo la segnalazione di un nostro lettore in merito alla quotidiana situazione di via Grotte Bianche, nei pressi della centrale via Umberto: qui la sosta selvaggia è una consuetudine e il controllo della Polizia Municipale totalmente assente. Il transito dei pedoni nei marciapiedi occupati dai veicoli è impossibile. Potete inviarci segnalazioni, proposte e articoli accedendo a questo link ⏩http://catania.mobilita.org/scrivi-un-post/ Tutti i pomeriggi è così. Dove sono i vigili? Prendono multe nella vicina Via Umberto, ma si disinteressano completamente di queste auto parcheggiate in divieto di sosta e sul marciapiede, e che impediscono perfino il passaggio ai pedoni. Quando si decide il Comune ad intervenire?  

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Articolo
05 lug 2016

Una città più sicura per disabili, anziani e bambini: lettera alla Commissione Lavori Pubblici

di Amedeo Paladino

Quando percorriamo le strade di Catania non occorre essere sensibili al tema della mobilità per accorgersi delle difficoltà nel muoversi in città causate dalla carenze infrastrutturali e  dall'inciviltà di molti cittadini: marciapiedi stretti e sconnessi, invasi da scooter e auto, attraversamenti pedonali sbiaditi e costantemente occupati da auto in sosta, fermate dell’autobus anch’esse “comodo” parcheggio incivile, imprudenza di moltissimi automobilisti che percorrono le strade cittadine ben oltre i limiti di velocità, ma l’elenco delle inciviltà potrebbe continuare; al comportamento dei cittadini si aggiungono le responsabilità di chi dovrebbe far rispettare le norme del Codice della Strada e di chi dovrebbe pensare, progettare e costruire strade a misura di persona. Se guardiamo tutti questi problemi con gli occhi di  chi ha un handicap fisico o una mobilità ridotta essi si trasformano in muri che impediscono ai disabili e gli altri cittadini più deboli, bambini o anziani, di vivere la città in autonomia e di utilizzare i mezzi pubblici. Dopo la nostra passeggiata "al buio" nelle strade del quartiere Civita di Catania siamo entrati in perfetta sintonia con Maria Lucia Barbera, la ragazza non vedente che ha guidato i cittadini bendati durante l'iniziativa che si è svolta alcune settimane fa grazie anche al supporto del Polo Tattile di Catania, qui potete leggere e vedere il racconto di quella giornata. Noi e Lucia abbiamo pensato che dopo quella esperienza, che ha fatto maturare nei partecipati una maggiore coscienza civica verso questi problemi, dovevamo impegnarci ancora di più per migliorare la nostra città. Quello di seguito è il testo della lettera che abbiamo inviato alla Commissione Lavori Pubblici del Comune di Catania, sostenuta da alcune associazioni altrettanto sensibili al tema: si tratta di una linea guida che metta al centro il tema dell'accessibilità, in cui abbiamo enunciato principi, obiettivi e azioni per rendere più giusta Catania.   Spett.le Commissione Lavori Pubblici del Comune di Catania Nell'ottica di rendere la città più accessibile e di porre al centro la sicurezza dei soggetti più fragili, disabili, anziani e bambini sottoponiamo alla suddetta Commissione le criticità, gli obiettivi e gli interventi da attuare in seno a ogni progetto che viene implementato nella città di Catania. Gli obiettivi enunciati sono ulteriormente condivisi e trattati dal Piano Generale del Traffico Urbano, redatto e adottato dal Comune di Catania nel 2013; essi riguardano il tema dell'equità sociale e dell'inclusione, infatti disabili, anziani e bambini si trovano in una condizione di svantaggio, determinando spesso costi enormi a carico degli altri componenti della famiglia per compensare la ridotta accessibilità fisica. L'accessibilità è un indicatore chiave di una comunità in salute, efficiente, socialmente inclusiva e sostenibile: è necessario creare un ambiente urbano sicuro, infatti una città dove è facile camminare è una città dove tutti i cittadini acquistano autonomia. Sulla base delle reali esigenze riscontrate quotidianamente dai soggetti più deboli, si propone che negli interventi di manutenzione e nella progettazione di nuove infrastrutture vengano tenute in considerazione le seguenti linee guida che derivano dalle norme di progettazione riconosciute e in vigore: manutenzione ordinaria e straordinaria del manto stradale; itinerari pedonali in continuità allargamento dei marciapiedi, anche mediante restringimento della carreggiata laddove possibile; rampe d'accesso ai marciapiedi; installazione di un sistema tattilo-plantare in corrispondenza degli attraversamenti; adattamento della segnaletica verticale in modo da non ostacolare il passaggio sui marciapiedi; dotazione di segnale sonoro negli impianti semaforici; eliminazione degli ostacoli che riducono la visibilità, in particolare agli incroci; miglioramento dell'illuminazione; installazione di mappe tattili nelle piazze principali delle singoli circoscrizioni; dotazione in tutti i mezzi pubblici (autobus urbani, extraurbani, metropolitana e circumetnea) di annuncio vocale di fermata; Nell'ambito gestionale occorre sensibilizzare e intervenire in tutti i casi di occupazione illegale o abusiva degli itinerari pedonali, degli attraversamenti e degli incroci, in particolare: sosta vietata di veicoli; occupazione abusiva dei marciapiedi ad opera di attività commerciali per l'esposizione della merce; estensione oltre i limiti della concessione della propria attività commerciale; regolarizzazione del conferimento dei rifiuti differenziati che ostacolano i marciapiedi I principi, gli obiettivi e le azioni enunciate devono diventare la prassi d'intervento per ogni nuova progettazione nel territorio; relativamente all'ambito gestionale è necessario mettere in atto e incrementare i meccanismi sanzionatori e contestualmente sensibilizzare i cittadini su una più rispettosa condotta. La presente con la speranza che questa linea guida venga vagliata in tutti i progetti che la Commissione Lavori Pubblici sposerà.   Maria Lucia Barbera, rappresentante della Commissione Provinciale e Regionale dei giovani dell'Unione Italia dei Ciechi e degli Ipovedenti Associazione Mobilita Catania, coordinatore Amedeo Paladino Associazione Culturale Officine Culturali, Presidente Francesco Mannino Talìa Associazione Culturali, Presidente Erika Magistro Associazione Life Onlus, Carmelo La Rocca Associazione Agorà, Giuseppe Mammino Associazione Passatempi&Passione, Presidente Concetta Chiarenza   Ti potrebbero interessare... VIDEO | Ciechi per un attimo o per la vita? Una passeggiata da non-vedenti nelle strade di Catania VIDEO | La città come un percorso a ostacoli: i quotidiani problemi dei pedoni Catania non è una città per pedoni: MOBILITIAMOCI Catania Murata: l’ingiustizia della mobilità

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Articolo
24 mar 2016

Un marciapiede più sicuro per tutti

di Annamaria Pace

La sicurezza stradale coinvolge l'utente più debole della strada: il pedone. Questo è stato l'oggetto della campagna nazionale “Siamo tutti pedoni” creata per migliorare la sicurezza stradale nei centri urbani ed per intervenire prima di tutto sulla protezione dell’utenza debole. Kate Lowe, professore presso la University of Illinois di  Chicago, pubblica una  ricerca sulla città di New Orleans ed aggiunge un interessante contributo a questa problematica. Nella ricerca è emerso che nei quartieri con abitanti che hanno un basso reddito si registrano più incidenti mortali rispetto ai quartieri con abitanti che posseggono un alto reddito. Questo dato evidenzia come le disparità sociali, presenti in tutte le città, si riflettono nella più elementare risorsa di base: il marciapiede. La ricerca di Lowe raccoglie i dati relativi ai marciapiedi, cosa accade tra le fermate degli autobus e nelle intersezioni tra le strade, e confronta i risultati ottenuti con la demografia di quartiere. Nei quartieri con tassi di povertà più elevati vi è una minore probabilità di avere una continuità dei marciapiedi. Tale risultato deriva da una inadeguata scelta da parte delle amministrazioni di realizzare infrastrutture di qualità in alcuni quartieri anziché in altri, ma sono proprio i cittadini con un basso reddito ad essere più propensi ad andare in giro a piedi, e questi spesso vivono in luoghi in cui fare questo è particolarmente difficile. Nei quartieri più poveri si ha una minore probabilità di avere le infrastrutture di base per camminare mentre ci sono alcuni quartieri in cui  le strisce pedonali, le isole pedonali ed i marciapiedi, sono elementi presenti e dati per certi. La motivazione di ciò è da ricercare nel mancato investimento “storico”, dice Lowe. Ma ci possono essere anche altre motivazioni. Le persone che vivono in queste comunità hanno un minore potere politico per il miglioramento delle strade, o meno fiducia nella risposta dei funzionari locali. E’ preoccupante che l'aspettativa per la sicurezza stradale e per la realizzazione di infrastrutture adeguate può essere più bassa proprio tra le comunità in cui il camminare a piedi ha una notevole importanza. A Catania, in alcune aree del centro storico ed in periferia, vi è una grande necessità d’intervento, poiché in più percorsi viene meno la sicurezza per chi si muove a piedi. Marciapiedi troppo stretti e spesso non continui o ancor peggio inesistenti rendono alcuni quartieri poco sicuri per chi ha la necessità si muoversi a piedi, per i cittadini in genere, ma anche per le categorie più deboli come i bambini, gli anziani e i disabili. Per quanto riguarda la sicurezza dei pedoni, il PGTU (Piano Generale del Traffico Urbano di Catania, 2013,evidenzia i punti in cui si rileva una maggiore percentuale di incidenti, mortali e non, che coinvolgono i pedoni, proponendo delle soluzione progettuali per aumentare la sicurezza stradale di chi cammina a piedi. Camminare a piedi ed in sicurezza dovrebbe essere un diritto per ogni cittadino, ma ancora oggi le differenze e le diseguaglianze nella distribuzione delle risorse si riflettono nella forma della città, causando gravi e reali conseguenze per la salute degli abitanti.   Bibliografia: The inequality of sidewalks, The Washington Post Ti potrebbe interessare Catania non è una città per pedoni: MOBILITIAMOCI  

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Articolo
19 giu 2015

Antico Corso, una trappola mortale con spiragli di luce

di Alessio Marchetti

L'Antico corso, uno dei quartieri più suggestivi del centro storico per via dei suoi monumenti, si trova in una condizione di degrado e pericolo. Molte delle strade presenti nel quartiere non posseggono marciapiedi e sono estremamente pericolose per i tantissimi studenti, lavoratori e residenti che ogni giorno transitano da quelle vie. Come se non bastasse, la vernice della segnaletica orizzontale tende a sbiadire presto e per lunghi periodi l'intero quartiere ne rimane sprovvisto. In molti pensano che la colpa sia del catanese se siamo una delle città con più autovetture e quindi con più caos, incidenti ed inquinamento, in cui molti concittadini hanno la cattiva abitudine di "andare a prendere il pane in macchina a 200 metri di distanza..." Ma con strade in simili condizioni, perennemente attraversate da inquinanti mezzi di oltre una tonnellata a tutta velocità non pensate che ciò sia successo per via di chi ha progettato in questo modo assurdo la città e successivamente non ha mai fatto nulla per migliorarla? Fortunatamente il comitato Popolare Antico Corso, insieme con altre associazioni, si sta occupando di accendere le luci al quartiere. Ci auguriamo che le cose cambino presto e che pedoni e ciclisti possano fruire liberamente del quartiere senza avere continuamente l'ansia di essere investiti o di cadere dentro un tombino.   Ti potrebbero interessare: FOTO | Via Carlo Forlanini vietata ai pedoni PROPOSTA | Senso unico e percorso protetto in via Antico Corso  

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