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07 set 2018

Un modello nuovo per cambiare Catania, la città delle auto

di Annamaria Pace

Solitamente ci viene raccomandata come più salubre una passeggiata in campagna, dove l'aria è pulita e le viste sono suggestive. Mentre camminare nelle città, specialmente nei quartieri periferici o industriali, è considerato meno alla moda. Ma se cammini a piedi avrai la fortuna di fare felici scoperte, oltre ad essere evidente che le città che incoraggiano il camminare sono meno inquinate, più belle e più interessanti. Una strada pedonale è una strada che probabilmente attirerà i bar e i caffè e altre cose che rendono una città degna di essere vissuta, cosa che non accadrà mai con una strada a doppia carreggiata destinata al traffico veicolare. Oggi più della metà della popolazione del pianeta vive nelle aree urbane e sempre più  persone migrano verso le proprie città, ciò genera sempre più problemi come la disuguaglianza sociale e le emissioni di carbonio. Si stima che il costo delle strade eccessivamente congestionate per l'economia della città è elevatissimo, nella città di New York ammonta a $ 20 miliardi all'anno, oltre al fatto che, con la crescita della quantità di auto, l'ambiente urbano diventa degradato per tutti. Così diventa necessaria una ri-progettazione fisica che trasformerà radicalmente le strade, dedicandole ai pedoni. L'idea ha due precedenti importanti: il woonerf olandese e il superblock di Barcellona. La strada condivisa o woonerf ha una superficie continua, evidenziata dalla segnalatica e da un pavimentazione uniforme, che spinge gli automobilisti a procedere ad una velocità, circa 9 km all'ora, uguale a quella dei pedoni che utilizzano lo stesso spazio. Barcellona sta portando avanti un esperimento radicale nel quale la griglia della città è trasformata in "superblocchi". Il progettista Salvador Rueda ha rilevato in una delle prime prove (implementate nel 2007) che il camminare e il ciclismo sono aumentati, mentre l'utilizzo delle auto è diminuito considerevolmente. Anche a New York, città con circa 8,538 milioni di abitanti, si intende riproporre per Manhattan uno schema simile in cui i veicoli avrebbero un traffico veicolare a senso unico, ad eccezione di alcune linee di autobus a due vie. Le strade secondarie sarebbero accessibili solo al traffico di quartiere e avrebbero un limite di velocità di 9 km all'ora. La congestione su queste strade verrebbe eliminata e il limite di bassa velocità ridurrebbe significativamente il rischio di collisioni per i pedoni. All'interno di questa configurazione di base, le mini-griglie funzionerebbero come piccoli quartieri di strade relativamente tranquille e sicure, circondate su quattro lati da strade trafficate.   Innanzitutto le corsie di parcheggio in strada verrebbero completamente rimosse in quanto le strade sono rivalutate come spazio pubblico, infatti dovrebbe sembrare chiaro  che sfruttare le strade come parcheggio dei veicoli non è il modo migliore di utilizzare una risorsa limitata quale è lo spazio pubblico. In secondo luogo tutte le arterie avrebbero delle piste ciclabili larghe tre metri, che nelle strade più larghe forniranno spazio per il traffico bidirezionale, mentre sulle strade più strette sarebbero unidirezionali con una larghezza ridotta della metà. Tutti gli elementi combinati, quali auto e bus corsie dedicate, piste ciclabili e spazi pedonali, occupano meno spazio rispetto ai lay-out esistenti. Così la città guadagnerebbe strade più larghe in cui lo spazio bonificato, potrebbe fornire nuovi servizi, come negozi pop-up, negozi per la vendita di cibo e di bevande, spazi di lavoro flessibili  oltre che  ospitare stazioni di ricarica, consegne o taxi. E se trasponessimo questo approccio su Catania? Per esempio intervenendo sull'isolato delimitato dall'ultimo tratto di viale Ionio, viale Africa e viale della Libertà accadrebbe che queste strade principali, che definiscono un'area di quartiere, sarebbero rimodulate a senso unico per il traffico veicolare (pubblico e privato) ad una sola corsia e che la sosta su strada sarebbe totalmente eliminata. Così i residenti beneficerebbero di un nuovo spazio pubblico aggiuntivo particolarmente flessibile. Se si estendesse questo modello su altre aree della città le scuole locali potrebbero avere uno spazio didattico all'aperto e usarlo anche per il coinvolgimento della comunità. Le strade possono diventare risorse reali per la città e i suoi abitanti. In futuro, dovrebbero funzionare come un'estensione della casa, della classe e del luogo di lavoro: un luogo con nuove opportunità di svago e scambio sociale, molte delle quali non sono ancora state concepite. Abbiamo solo bisogno di molta buona volontà affinché ciò accada. Link di riferimento: https://www.citylab.com/design/2018/08/rethinking-manhattans-grid/568486/ https://www.theguardian.com/commentisfree/2018/aug/21/urban-walking-save-humanity-understand-cities

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04 lug 2016

Con la tua auto puoi andare dappertutto e fare ciò che vuoi: a proposito dello spot Audi girato sull’Etna

di Roberto Lentini

Ciò che in realtà il titolo anticipa e contiene è il messaggio che molte aziende automobilistiche ci hanno sempre trasmesso attraverso le varie campagne pubblicitarie, condizionando le scelte di noi consumatori e modificandone soprattutto i comportamenti orientati più all'arroganza che al rispetto delle regole.  "L'unica regola è che non ci sono regole" recitava una vecchia campagna pubblicitaria della Hyundai Italia del 2011 che ai tempi suscitò numerose polemiche e alla fine venne rimossa. Purtroppo, temi e contenuti della campagna della Hyundai non sono un’eccezione. L'incitamento al non rispetto delle regole è cosa assai frequente nelle case automobilistiche soprattutto nelle campagne destinate all'Italia dove sembra che prevalgano le ragioni degli istinti piu’ bassi, dove esiste un diverso concetto di mobilità basato solo sull'auto e dove i controlli hanno livelli molto più bassi di altri paesi. L'ultimo caso riguarda un video girato proprio sulla nostra Etna, per presentare la nuova auto Audi A4,  in un'area che non dovrebbe essere accessibile nemmeno alle persone, se non studiosi o sportivi per discipline non invasive. Ecco cosa recita lo spot: "La vettura perfetta per affrontare ogni tipo di percorso, anche per raggiungere la vetta del vulcano attivo più alto d'Europa: la nuova Audi A4 allroad quattro dà il meglio di sé sull'insidioso pendio lavico dell'Etna, grazie alla maggiore potenza e alla trazione integrale permanente". Ecco cosa prescrive il regolamento del parco dell'Etna nella zona A: Nella zona è vietato: a) realizzare nuove costruzioni od operare qualsiasi altra trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio, ivi compresa l'apertura di nuove strade o piste e la realizzazione di elettrodotti; b) modificare il regime delle acque, salvo che per le opere necessarie al ripristino degli alvei dei torrenti ricoperti dalla lava, al fine di salvaguardare i centri abitati da rischi alluvionali e vulcanici; c) prelevare terra, sabbia o altri materiali; d) raccogliere o manomettere rocce o minerali; e) introdurre armi da caccia, esplosivi e qualsiasi mezzo distruttivo o di cattura; esercitare la caccia o l'uccellagione; g) danneggiare, disturbare o catturare animali, compresi quelli appartenenti alla fauna minore, raccogliere o distruggere nidi e uova; h) asportare o danneggiare piante o parti di esse; i) abbandonare rifiuti o predisporre posti di raccolta degli stessi; l) introdurre veicoli motorizzati, ad eccezione di quelli utilizzati per motivi di servizio o di sorveglianza vulcanica; m) praticare il campeggio; n) accendere fuochi all'aperto; o) impiegare mezzi che alterino i cicli bio-geochimici; p) introdurre specie animali o vegetali estranee alla fauna e alla flora tipi che della zona. Eppure questo non sembra turbare l'animo di noi cittadini, anzi viene visto come un mezzo  per dare maggiore visibilità al nostro vulcano. Di seguito alcuni dei commenti sul post che abbiamo pubblicato nella nostra fanpage Facebook. ...."se qualche strappo alle regole porta benefici...perché no ? Hanno solo alzato un po'di polvere in una zona desertica dove non ci sono piante ed animali"...    ..."Stiamo parlando di uno spot girato "una tantum", che potrebbe dare un po' di visibilità al nostro meraviglioso (e purtroppo a volte dimenticato) vulcano. Non stanno aprendo la valle dell'Etna per fare rally amatoriali... Un po' di contestualizzazione, su! "...   ..."Questo no, quello no....ma basta! Fate sempre i bacchettoni, questo video sarà visualizzato in tutto il mondo...quando però dovete pubblicizzare la circumetnea che è il treno più inutile della storia siete bravi! Se fosse per me io organizzerei anche un Rally dell'Etna ma non con quei morti di fame della chronoscalata, parlo di una tappa del mondiale di Rally (sapete quanti introiti economici e pubblicitari porterebbe) ma chissà quanti bacchettoni ci sarebbero a dire no!"... Ecco cosa ha affermato Aurelio Angelini  direttore dell'Unesco Sicilia intervistato dalla redazione di MeridioNews, che per prima si è interessata alla vicenda  «...Ma la zona A di un parco è una riserva integrale, non può passare nemmeno un umano... a prescindere dalle autorizzazioni. Le leggi si applicano sempre, Sicilia inclusa». Concludiamo con queste due foto, la prima raffigurante una pubblicità degli anni '50 della FIAT 600 in riva ad un lago, la seconda raffigurante la spiaggia delle Pergole a Realmonte (AG) . Notate differenze?

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