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12 set 2020

Anfiteatro Romano, presto maggiore fruizione e nuovi scavi

di Mobilita Catania

Presto si tornerà a scavare nell'area dell'anfiteatro romano di Piazza Stesicoro a Catania. È una delle misure di un ampio progetto di riqualificazione voluto dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci che ha visitato il monumento archeologico accompagnato dall'assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà. Il governatore ha preso visione dei percorsi già fruibili e delle zone ancora interdette al pubblico. «L'idea - sottolinea Musumeci - è quella di coniugare il processo di restauro già in essere con un più articolato piano di fruizione, anche attraverso l'uso di nuove tecnologie digitali. Il progetto, infatti, prevede l'impiego di strumenti multimediali (come i simulatori in 3D)- per far ripercorrere al visitatore la storia ultra millenaria dell'anfiteatro romano riportato alla luce nel Settecento dal mecenate Ignazio Biscari». Il complesso archeologico verrà inoltre arricchito da una illuminazione artistica di nuova generazione in grado di esaltare le peculiarità di uno dei monumenti più importanti del patrimonio culturale siciliano.

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20 dic 2016

FOTO | Scopriamo il museo diffuso della città presso le stazioni della metropolitana

di Andrea Tartaglia

Oggi apre la prima sede del Museo Diffuso della Città di Catania. Presso la stazione "Stesicoro" della metropolitana di Catania, da oggi aperta al pubblico (a partire dalle ore 12:00), non solo rappresentazioni grafiche sulle pareti, ma in futuro anche videowall e copie di reperti archeologici. L'esposizione presso la stazione di Corso Sicilia si inserisce nel contesto del più ampio percorso museale di tipo "diffuso" che caratterizzerà, infatti, diverse stazioni della linea metropolitana cittadina. L'originale idea di raccontare la città così, sottoterra, è nata dall'intesa tra Ibam CNR e Ferrovia Circumetnea. La nuova stazione "Stesicoro" della metro etnea ospita sin dalla sua apertura di oggi un percorso fatto di immagini e riproduzioni grafiche, accompagnato da descrizioni bilingue, inerente al grande anfiteatro romano che sorge a pochi metri dalla stazione, parzialmente visitabile e visibile in piazza Stesicoro. Questa stazione è la prima ad inserirsi e giungere nel cuore del centro storico della città. L’evento di quest'apertura, oltre a rappresentare una tappa molto importante per la crescita di un servizio di mobilità pubblica moderno, razionale ed efficiente, riveste un altro importante significato. Esso rappresenta, infatti, la prima tappa di un “Museo diffuso” della città di Catania. L’idea che sta dietro il concetto stesso di “Museo diffuso”, nata dall’accordo stipulato tra la Ferrovia Circumetnea (FCE) e l’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali (IBAM) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Catania, è semplice e ambiziosa al tempo stesso. Prendendo spunto dagli illustri esempi della metropolitana di Atene, della linea C di Roma o della metro di Napoli, l’obiettivo che sta dietro tale progetto mira a riadattare superfici e spazi di servizio della metro (scale, mezzanini, piattaforme di sosta e accesso) trasformandoli, da asettici luoghi di passaggio, in tappe strutturate di una “rete della conoscenza”, occasione per riscoprire secondo modelli, codici e linguaggi della modernità, contenuti di ricerca scientifica di alto livello, essenziali per la comprensione del paesaggio storico, esito di complessi fenomeni di stratificazione storica che hanno interessato la città di Catania. A differenza degli esempi sopra citati non si tratta, in questo caso, di ri-contestualizzare reperti o evidenze archeologiche e monumentali rinvenuti durante i lavori di realizzazione della metropolitana (come nel caso di Atene, ad esempio), bensì di fornire strumenti e contenuti per far comprendere al fruitore quotidiano il contesto storico e urbano in cui la stazione stessa è inserita, a partire proprio dai resti monumentali del monumentale Anfiteatro romano che, parzialmente visibili oggi in Piazza Stesicoro, si estendono sotto parte del centro storico, a pochi metri dalle uscite della nuova stazione della metropolitana. La sfida, solo in apparenza semplice, non risiedeva solamente nel trovare il giusto modo di comunicare e rendere accessibili i risultati delle ricerche che l’IBAM ha condotto negli ultimi due anni all’interno dell’anfiteatro, ma anche nell'utilizzare mezzi e strumenti compatibili, in termini di ingombro, resistenza e norme di sicurezza, con la destinazione primaria degli ambienti, che rimane pur sempre quella dell’accesso e deflusso dell’utenza. È così che è nata l’idea di sfruttare direttamente le superfici libere delle pareti bianche della stazione per realizzare degli apparati capaci di narrare, in modo semplice e immediato per tutti, le tappe dell’evoluzione diacronica di questo straordinario settore della città di Catania. Grandi immagini e brevi note testuali, in italiano e in inglese, accolgono l’utente sin dal suo primo ingresso nella stazione Stesicoro, fornendo, con la struttura di un vero e proprio glossario, il senso di termini tecnici riferiti ai vari settori dell’anfiteatro. Con lo stesso principio, una timeline (linea del tempo) accompagna l’utilizzo delle scale mobili come occasione di un viaggio alla riscoperta delle principali vicende storiche che hanno interessato quella parte della città e, dunque, l’anfiteatro romano, e per realizzare le quali si è scelto di isolare ed evidenziare graficamente una sequenza di date significative della storia passata e recente del monumento: dalla sua costruzione al suo abbandono e alla sua riscoperta. Le immagini, direttamente estratte dalla ricostruzione virtuale dell’anfiteatro romano realizzata dagli esperti archeologi, architetti e grafici dell’Istituto catanese, insieme con una selezione di immagini storiche e fotografie d’epoca, corredate da brevi didascalie e poste in vari punti della stazione, offrono, infine, una straordinaria e inedita occasione per ricontestualizzare il monumento nel suo esatto contesto storico e topografico e di seguirne le tappe della riscoperta iniziata sul finire del XVI secolo. Ma questa è solo una piccola parte del progetto, pensata tempestivamente per l’apertura ma che è destinata ad arricchirsi. A breve, infatti, alcune riproduzioni di opere scultoree selezionate con rigore filologico fra quelle rinvenute durante le attività di scavo che negli ultimi secoli hanno interessato la città di Catania, e i cui originali sono conservati nelle collezioni civiche di Castello Ursino, contribuiranno ad accrescere ed amplificare messaggi e contenuti scientifici fruibili all’interno della stazione Stesicoro. Una tappa che l’IBAM sta ora studiando d’intesa con il Comune di Catania avendo già la disponibilità del Sindaco Enzo Bianco a procedere in questa operazione di riproduzione di alcune opere. Allo stesso modo e nell’ottica di offrire contenuti dinamici, capaci di tenere dietro, adattandosi, all’avanzare della ricerca, dei videowall faranno parte integrante dell’allestimento della stazione Stesicoro, offrendo al viaggiatore un'ulteriore occasione, estremamente coinvolgente, di riscoperta del proprio passato. «Solo abbandonando gli stretti confini del laboratorio di ricerca e mettendo in atto strategie di comunicazione dirette all’intera comunità, l’archeologia può svolgere quella funzione pubblica, di cui oggi l’intera società ha bisogno per recuperare un legame con il proprio passato troppo a lungo trascurato». Questo è quanto sostiene Daniele Malfitana, Direttore dell’Istituto IBAM di Catania, quando illustra il senso di questo progetto, che ambisce a utilizzare i risultati di questa prima esperienza come base per una strategia più ampia da estendere al resto della rete metropolitana cittadina. Il team multidisciplinare che sta curando il progetto “museo diffuso” è composto da ricercatori e tecnologi dell’IBAM-CNR (Antonino Mazzaglia e Giuseppe Cacciaguerra, che guidano un gruppo composto da Loriana Arena, Samuele Barone, Licia Cutroni, Annarita di Mauro, Silvia Iachello, Giovanni Fragalà, Giusi Meli, Claudia Pantellaro, Danilo Pavone, Salvatore Russo, Maria Luisa Scrofani) e da Andrea Guardo, Luca Tringali e Aldo Tringali di IVISTUDIO - Architettura e interni, Catania, a cui si deve l’ideazione del concept grafico del progetto. Foto di Danilo Pavone e Roberto Lentini Ti potrebbero interessare… FOTO | Metro, finalmente! La Galatea-Stesicoro inaugurata e aperta al pubblico Metropolitana di Catania | Scheda dell’opera: storia e sviluppi futuri

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10 ott 2016

Catania come Napoli: le stazioni metro saranno museo della città. Accordo IBAM CNR-Ferrovia Circumetnea

di Andrea Tartaglia

Siglato un accordo per lo studio e la realizzazione di un progetto di “museo diffuso” per la città di Catania all’interno delle stazioni della metropolitana etnea, tra la Ferrovia Circumetnea (FCE) e l’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali (IBAM) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Catania, al fine di creare un palinsesto strategico capace di abbinare la fruizione del trasporto pubblico con un’offerta di tipo museale basata sui beni culturali e paesaggistici, le componenti storiche monumentali, le risorse territoriali e la promozione turistica della città. Oggi, presso la sede dell’Istituto per i beni archeologici e monumentali del CNR di Catania, il Palazzo Ingrassia di via Biblioteca, è stato siglato un accordo per la realizzazione di un “museo diffuso” per la città di Catania all’interno delle stazioni della metropolitana tra il Direttore Generale della Gestione Governativa Ferrovia Circumetnea (FCE), Alessandro Di Graziano, e il Direttore dell’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali (IBAM) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Daniele Malfitana. Raccontare la città e il territorio su base tematica, valorizzando gli aspetti caratteristici e distintivi di un territorio attraverso l’utilizzo di strumenti comunicativi in grado di attrarre quanti fruiranno dei servizi della FCE per creare, in tal modo, cultura ed informazione: questo l’obiettivo dell’accordo siglato. Un vero e proprio museo, raccontato per immagini, a disposizione dei passeggeri/cittadini che ogni giorno transiteranno le banchine della linea metropolitana: un percorso visuale che possa far meglio conoscere il patrimonio artistico e culturale del territorio catanese, in maniera del tutto nuova, contestualizzandolo con le stazioni delle diverse aree culturali della città. «Esperienze già condotte in ambito internazionale e nazionale - afferma il Direttore dell’Ibam, Daniele Malfitana - forniscono uno spunto significativo da prendere come riferimento. Tra tutte spicca in ambito nazionale il caso di Napoli, con la “stazione d’arte” in cui il trasporto pubblico permette di vivere un’esperienza immersiva ed innovativa nell’arte contemporanea. La ricerca specialistica che noi abbiamo fatto sulla città di Catania può ora essere tradotta nel linguaggio delle immagini e diventare patrimonio della città.» «La stazione Stesicoro sarà sede del primo test sperimentale, modello pilota per creare una linea guida progettuale. La scelta di questa stazione non è per nulla casuale. L’Ibam, dopo anni di studio sul territorio di Catania, in particolare su alcuni dei siti e monumenti archeologici più importanti del cuore del centro storico della città, metterà a disposizione le sue conoscenze e i prodotti divulgativi della ricerca svolta. Tra immagini d’epoca, fotografie e contenuti scientifici, anche strumenti multimediali per la fruizione di ricostruzioni virtuali come quella dell’anfiteatro romano di Catania per la creazione di un percorso tematico in grado di rievocare l’immagine della città antica nel suo rapporto con la modernità.» https://youtu.be/KBy-SRxzRus «Ogni stazione potrà pian piano diventare, così, un laboratorio immersivo sulla città, curando un particolare aspetto, una storia, un monumento che diventi esso stesso la linea tematica da seguire nell’allestimento di ogni stazione della Metro. Per la stazione Italia - conclude Malfitana - il tema potrebbe essere quello della Catania Liberty degli anni ’20». «La messa in esercizio di nuove tratte di metropolitana ed il suo sviluppo fino all’aeroporto rappresentano per Catania uno strumento fondamentale per cambiare la visione e la fruizione di interi parti del territorio – afferma il direttore FCE Alessandro Di Graziano – e, nell’implicita necessità di fare diventare l’utilizzo della metropolitana abitudine di vita e spostamento per i catanesi, divengono anche occasione per ragionare in chiave strategica su temi, tecnologie e linguaggi comunicativi in grado di creare un potente attrattore su cittadini e turisti.» «Un museo diffuso tra le stazioni della metropolitana ha enormi potenzialità sia in chiave di promozione e sviluppo del sistema dei trasporti – per ottenere un allargamento della fruizione ed una maggiore incidenza sulla gestione e sostenibilità della mobilità pubblica su scala territoriale – sia per la capacità di attivare potenti segnali in chiave di specializzazione dell’offerta culturale diffusa sul territorio. Provare a realizzare tutto ciò all’interno della stazione Stesicoro di prossima apertura – conclude Di Graziano - rappresenta la volontà di dare una direzione concreta a tali idee, con il fine ultimo di creare innovazione sociale coinvolgendo pubblica amministrazione, aziende, associazioni, ricercatori e cittadini per definire un ecosistema nel quale ogni attore interagisce per accrescere la visione di una stazione metropolitana non come semplice luogo di passaggio bensì come spazio in grado di stimolare nuovi processi di apprendimento, studio e aggiornamento nei settori del patrimonio culturale e del turismo». Foto di Claudia Pantellaro (Ibam CNR)

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Segnalazione
20 apr 2016

Catania, siti archeologici chiusi fino al 15 maggio

di Mobilita Catania

Dal sito della Regione Siciliana apprendiamo che fino al 15 maggio 2016 resteranno chiuse a Catania le Terme della Rotonda, le Terme dell’indirizzo e l’anfiteatro Romano di piazza Stesicoro, nonostante questo periodo sia il più propizio per quel che riguarda il flusso di turisti in arrivo in città, in costante diminuzione negli ultimi anni. Come vi avevamo infatti annunciato in questo articolo, a fine mese arriveranno a Catania i primi croceristi e non sarà certamente un bel biglietto da visita per la nostra città. Le motivazioni che stanno alla base di tale chiusura risiederebbero nel ritardo delle procedure di appalto per la pulizia dei siti e relative questioni del personale di custodia.   Ti potrebbe interessare:  FOTO | Terme della Rotonda completati i lavori dei nuovi percorsi

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