Proposta
29 set 2016

Proposta per la riattivazione della corsia protetta BRT in Via Passo Gravina, tra via Zacco e Via Petraro

di alleggiu

Con l’abbattimento del ponte del Tondo Gioeni tutti i tempi di attraversamento di questo importante nodo stradale si sono notevolmente allungati. Anche il BRT (che ormai di RAPID ha solo il nome!) ha dovuto abbandonare la corsia preferenziale di via Passo Gravina tra la via Zacco e l'imbocco di Via Petraro. Questa mia semplice proposta potrebbe consentire la riattivazione di questa parte di corsia. Questa la situazione attuale Al momento il BRT condivide la fermata con le altre linee AMT nel salvagente posto nello slargo davanti l'ingresso dell'ex Ospedale Tomaselli   Questa la mia proposta Per far si che il BRT utilizzi la corsia preferenziale, bisognerebbe spostare il salvagente verso il centro della carreggiata, a ridosso dei cordoli. Aggiungere un semaforo pedonale a chiamata, strisce pedonali rialzate, guardrail e luci lampeggianti a salvaguardia della fermata. La carreggiata in direzione sud verrebbe spostata di pochi metri a ovest con una leggera curva a destra. La presenza della fermata a centro carreggiata e delle strisce pedonali rialzate scoraggerebbe i tanti automobilisti che usano questo tratto di strada in discesa come un circuito di Formula 1. Per consentire l'interscambio, la fermata delle altre linee AMT dovrebbe essere spostata leggermente più a sud con un prolungamento del marciapiede  

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Proposta
21 set 2016

Proposta: un BRT extraurbano per collegare Nicolosi con Catania

di papocchioct

La città di Catania si è estesa, sin dagli anni '70, verso i comuni etnei limitrofi perdendo circa il 40% di abitanti attirati soprattutto da abitazioni residenziali più innovative e più economiche rispetto a quello che offriva la città. Questo ha generato un pendolarismo che negli ultimi anni ha raggiunto livelli preoccupanti. Basti pensare che ogni giorno scendono circa 60.000 vetture in genere occupati da un solo passeggero. Un simile pendolarismo comporta dei costi sociali elevati, sia per la necessità di nuove strade (vedi la nuova superstrada dell'Etna),  sia per l'alto tasso di inquinamento che generano nella città Esistono dei progetti di trasporto pubblico che prevedono un collegamento dei paesi etnei, (vedi etnarail e la pededemontana) con la città ma al momento sono rimasti solo sulla carta. Oggi l'unico mezzo pubblico che collega i paesi etnei con la città è il trasporto gommato operato dall'AST. Il servizio si presenta molto carente e poco competitivo rispetto all'auto sia per le poche frequenze che per i tempi lunghissimi di percorrenza. Analizziamo ad esempio il bus che collega Nicolosi a Catania. Il tempo di percorrenza è di 1,25 h e la frequenza a volte arriva a un'ora   La mia proposta prevede l'introduzione di un Bus Rapid Transit (BRT) che parte dal capolinea di Nicolosi, (dove verrà realizzato un nuovo parcheggio scambiatore) e arriva a Catania al parcheggio scambiatore due Obelischi in 35-40 minuti con frequenze, di 15 minuti nell'orario di punta. Da Nicolosi a Catania con questa frequenza: 6:00 6:45   7:00 7:15  7;30 7:45 8:00 8:15  8:30 8:45 9:00 9:30 10:00 10:30 11:15 12:00 12:30 13:00 13:30 14:00 14:15 14:30 15:15 15:30 15:45 16:00 16:30 17:00 17:30 18:00 18:30 19:30 20:00 20:30 21:30 Da Catania a Nicolosi con questa frequenza 5;25  6:10 6:55  7:10 7:25 7:40 7:55 8:10 8:40 9:10 9:40 10:40 11:30 12:00 12:30 13:00 13:15 13:30 13:45 14:00 14:15   14:45 15:15 15:45 16:00 16:30 17:00 17:30 18:00 18:30 19:00 19:15 19:30 19:45 20:00 20:15 20:30 21:00 21:30 22:00   I Bus dovranno essere del tipo autosnodato e con più porte per permettere un veloce  scambio di utenti tra chi entra e chi esce e offrire una capacità di trasporto più elevata. Si prevede una corsia preferenziale centrale nei tratti di strada in cui la larghezza stradale lo permette  (in più punti la strada è larga 10,5 metri quindi verrebbero tre corsie da 3,50 metri) e sarà del tipo a doppio senso alternato nel senso che verrà utilizzata nella direzione nord -sud e viceversa a seconda del traffico esistente. Dovranno essere utilizzati i moderni “ITS” (Intelligent Transport Systems), ovvero i sistemi di gestione intelligente del traffico che consentono agli autobus di avere la precedenza ai semafori e quindi di attraversare gli incroci senza perdite di tempo. Si prevede di utilizzare la corsia preferenziale nelle ore 6,00-11.00  e  15.30-18,00 nella direzione nord-sud  e dalle 11.00-15.30 e 18.00-24,00 nella direzione sud-nord. Il sistema sarà regolato da semafori che permetteranno l'accesso in una direzione o nell'altra. Le fermate saranno radiolocalizzate nel senso che forniranno in tempo reale i tempi di attesa dei bus e saranno posizionate lateralmente al ciglio della strada. In quel punto la corsia preferenziale protetta termina. Inoltre si dovrà consentire di accedere a bordo degli autobus senza dover salire alcun gradino, permettendo non solo un flusso di passeggeri in entrata e in uscita più scorrevole, ma anche un accesso più facile per le persone con difficoltà di deambulazione. Il percorso del BRT coincide in massima parte con la SP n 10 e ha una lunghezza di 11,5 km. Lo spirito di questa linea è di avere un collegamento veloce con i paesi della fascia etnea. Per far funzionare la linea è necessario che ogni comune attraversato dal BRT sia dotato di un servizio di navette gratuite che collegano i centri con le fermate del brt e che coincidano con le frequenze del BRT. I comuni si potrebbero consorziare e creare un'unica navetta riducendo i costi. Si pensi ad esempio ad un consorzio tra i comuni di Trecastagni, Pedara e Nicolosi per realizzare un servizio navetta che colleghi questi comuni con il parcheggio scambiatore Nicolosi  oppure ad un consorzio tra i comuni di Tremestieri Etno e Mascalucia per collegare il parcheggio scambiatore di Mascalucia Nord. Con l'introduzione di questo BRT è necessario istituire il biglietto e l'abbonamento integrato con AMT, FCE e RFI, calcolando il prezzo del biglietto o dell'abbonamento in base alle zone attraversate dall’utente. Ecco nel dettaglio la nuova linea veloce con le relative fermate: Nicolosi (parte dal nuovo parcheggio scambiatore che dovrà essere realizzato. Questo parcheggio raccoglie le auto provenienti da Belpasso, Nicolosi, Pedara e Trecastagni) Pedara. Si trova in corrispondenza della strada provinciale 171 che abbraccia tutta la fascia di Massa Annunziata e Sciarelle. Mascalucia nord  Dotato di parcheggio scambiatore (raccoglie il flusso veicolare della frazione di Piano, e dei comuni di San Pietro Clarenza, Tremestieri Etneo e Mascalucia. Mascalucia sud.  Serve l'abitato di Mascalucia e si trova in piazza Dante Alighieri, centro strategico del comune di Mascalucia Gravina Nord. Si trova vicino all'incrocio con la via Vittorio Emanuele, pure questo centro strategico del comune di Gravina. Gravina Sud. Serve il quartiere san Paolo di Gravina. La fermata si trova in prossimità dei parcheggi del centro Katanè Parcheggio due Obelischi. Scambia con il BRT cittadino Due Obelischi-Stesicoro. Con l'introduzione di questo BRT extraurbano la frequenza del BRT 1 (Due Obelischi-Stesicoro) dovrà  essere di 4 minuti. L'obiettivo di questa mia proposta è cercare di rendere il trasporto pubblico più competitivo di quello attuale e diminuire il flusso di auto che ogni mattina si riversa nelle strade provinciali e successivamente a Catania. Ciò garantirebbe agli utenti un risparmio economico, velocità negli spostamenti e riduzione dell'inquinamento. Questa proposta deve essere intesa come una soluzione temporanea in attesa che venga realizzata la monorotaia dell'Etna Rail certamente più veloce del gommato. Ti potrebbe interessare: Città metropolitana, come dovrebbero cambiare la mobilità e il trasporto pubblico Perché è importante puntare sul trasporto pubblico: Catania al 6° posto in Italia per investimenti ma i risultati non si vedono La superstrada Catania-Etna soppianta i sistemi di trasporto pubblico: è davvero necessaria?

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Proposta
09 set 2016

Tondo Gioeni, una proposta per migliorare il traffico

di Adriano Maccarrone

Non mi dilungherò in premesse sullo stato del Tondo Gioeni poiché conosciamo già tutti benissimo il problema, pertanto passo subito a quale, secondo me, sia il problema causato dalla demolizione del ponte e come potremmo provare a risolverlo. Partiamo prima di tutto dal presupposto che le condizioni del traffico prima che il ponte fosse abbattuto fossero delle condizioni ideali in cui il traffico era scorrevole (o comunque lo fosse più di adesso). Recuperiamo adesso una foto del Tondo Gioeni prima dell'abbattimento.   Ecco come si presentava la circonvallazione qualche anno fa. Osserviamo invece come si presenta adesso:   Le due immagini, a prima vista, sembrano molto differenti tra loro e in effetti da un punto di vista morfologico è innagabile, del resto adesso manca un ponte. Ma se guardiamo con attenzione le differenze dal punto di vista della viabilità notiamo una cosa molto interessante: non è cambiato quasi nulla se non pochissimi cruciali elementi (e questa è una cosa positiva perché ci indica su cosa dobbiamo intervenire per sciogliere questo nodo): infatti chi percorreva la circonvallazione verso Ognina la percorre ancora oggi allo stesso modo e allo stesso modo ha la possibilità di svoltare a destra verso la Via Etnea per imboccare Via Ardizzone Gioeni o di svoltare a destra verso Via Caronda o di svoltare a sinistra in prossimità del torna indietro per risalire la circonvallazione, raggiungere le zone Canalicchio, Barriera e Gravina. Le differenze arrivano nel caso dei guidatori che percorrono la circonvallazione in direzione Misterbianco, infatti, anche se è ancora possibile svoltare a destra in direzione Barriera, non è più possibile svoltare a sinistra per andare in Via Etnea e successivamente in Via Ardizzone Gioeni il che tuttavia non è un grave problema poiché è possibile prendere il torna indietro di via Petraro che permette di immetterci direttamente in via Passo Gravina, e, per finire, è possibile utilizzare la rotatoria per poter tornare indietro sulla circonvallazione in direzione Ognina. Le vere, importanti differenze arrivano per chi si trova sulla Via Etnea e arrivato in prossimità della rotatoria è obbligato a impegnare la circonvallazione immettendosi nel traffico (e quindi a sua volta ad intensificarlo) senza possibilità di scelta. Infatti, quando il ponte c'era ancora, chi si trovava in via Etnea aveva la possibilità di percorrerlo per arrivare a Barriera e Gravina. Certo, chi doveva risalire la circonvallazione era comunque obbligato ad utilizzare il torna indietro poco più avanti producendo altro traffico. La mia proposta è la seguente: a mio parere è sufficiente apportare delle modiche alla nuova rotatoria che è andata a sostituire il ponte; per l'appunto questa rotatoria è "insolita" se messa a confronto alle altre della circonvallazione, infatti questa non dà diritto di precedenza a chi la impegna e quindi nemmeno impone l'obbligo di dar precedenza a chi si avvicina ad essa ma soprattutto non dà la possibilità a chi viene dalla Via Etnea di poterla impegnare. Se si trasformasse questa rotatoria in una "classica" rotatoria (rotonda anziché ovale come le altre rotatorie pochi km più avanti) dando la possibilità di accedervi anche a chi viene dalla Via Etnea e dando soprattutto il diritto di precedenza a chi la impegna devieremmo tutti i guidatori che intendono raggiungere la via Passo Gravina, zona Barriera e zona Canalicchio senza obbligarli ad utilizzare il torna indietro più avanti nella circonvallazione. Inoltre potranno sfruttare la nuova rotatoria tutti i guidatori che dalla via Etnea vorranno risalire la circonvallazione verso Misterbianco riducendo ulteriormente il traffico che si accumula a ridosso del torna indietro su menzionato il che sarebbe una novità dal punto di vista della viabilità rispetto a quando c'era ancora il ponte. Inoltre, anche se ovviamente non è il mio campo, immagino che una modifica di questo tipo abbia un impatto economico molto minore rispetto alla bonifica di un sottopassaggio che francamente non dà alcun vantaggio alla mobilità.  

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Proposta
07 set 2016

Collegare la stazione di Bicocca all’Aeroporto Vincenzo Bellini, in attesa della fermata Fontanarossa

di carlocatania

L'aeroporto di Catania-Fontanarossa è uno dei pochi aeroporti in Italia a non avere una stazione ferroviaria. Foto in evidenza di Nicola Maritato Esiste già un progetto di Rfi che prevede una fermata nelle immediate vicinanze del parcheggio Fontanarossa ma probabilmente sarà completata solo nel 2018. La mia proposta prevede di utilizzare la stazione di Bicocca, attualmente utilizzata come scalo merci, anche per il traffico passeggeri e collegarla con l'aeroporto Fontanarossa tramite dei bus navetta, con tempi di percorrenza di circa 4 minuti. La frequenza di queste navette potrebbe coincidere con la frequenza dei treni che collegano la stazione di Bicocca con la Stazione Centrale e viceversa senza stravolgere l'utilizzo dei mezzi rotabili. Ecco gli orari pianificati dal sito di Trenitalia dalla stazione centrale alla stazione Bicocca: Questi gli orari dalla stazione Bicocca alla stazione Centrale: La frequenza non è molto alta e si potrebbe ovviare a questo problema spostando il capolinea dei treni regionali da Catania Centrale a Bicocca. In questa maniera anche le province di Siracusa, Enna, Caltanissetta e Messina potrebbero usufruire di un valido collegamento ferroviario con l'aeroporto. Questa soluzione è naturalmente temporanea in attesa della realizzazione della stazione Fontanarossa con costi minimi visto che non occorre nessuna infrastruttura e le stesse navette possono essere riutilizzate per la futura stazione Fontanarossa. Ti potrebbero interessare: Aeroporto Fontanarossa: raggiunto un accordo per una fermata dei treni Passante Ferroviario di Catania

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Proposta
29 ago 2016

Tondo Gioeni, nuova bretella non risolutiva: proposta per una nuova viabilità

di papocchioct

Il tondo Gioeni, dopo l’abbattimento del vecchio cavalcavia, rimane un capitolo irrisolto per la viabilità della città. In questi giorni l'assessore ai lavori pubblici Luigi Bosco ha presentato il progetto di un sottopassaggio in via Castorina per cercare di alleggerire il traffico che confluisce nella circonvallazione direzione Nesima-Ognina. A mio avviso un simile intervento non sarà risolutivo visto che il vero problema è il tornaindietro, posizionato davanti al giornale "La Sicilia", che causa forti rallentamenti lungo l'asse Nesima-Ognina. La mia proposta pertanto è di eliminare questo tornaindietro effettuando alcune modifiche alla circolazione, qui sotto specificate. I veicoli provenienti da via Etnea dovranno girare necessariamente a sinistra per via Ardizzone Gioeni e poi, in prossimità di via Passo Gravina, girare a sinistra o a destra. In quel tratto via Passo Gravina diventerà a doppio senso di circolazione. La nuova corsia, in direzione sud-nord, verrà ricavata eliminando gli stalli di parcheggio posti ai bordi della via Passo Gravina. Le auto, prima del sottopassaggio, dovranno girare subito a destra in una bretella di nuova realizzazione che immetterà direttamente nella circonvallazione. La nuova bretella si troverebbe su un terreno di rispetto della sede stradale quindi non occorrebbe procedere ad eventuali espropri. In questa maniera i veicoli provenienti da via Etnea potranno utilizzare  la rotatoia, attualmente esistente, per procedere in direzione Nesima o paesi etnei oppure procedere in direzione Ognina A mio avviso, altri interventi utili sono la creazione di sovrapassi pedonali e l'istituzione del divieto di fermata nella direzione Nesima-Ognina, nel tratto compreso tra il tondo Gioeni e l'innesto con il raccordo autostradale, in modo da evitare ulteriori rallentamenti nella circolazione.

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Proposta
23 ago 2016

Metropolitana, proposta per una nuova diramazione verso il viale Mario Rapisardi con 5 stazioni

di papocchioct

A fine anno, stando alle previsioni, saranno inaugurate le nuove stazioni Giovanni XXIII e Stesicoro e a febbraio le stazioni di Milo, Cibali, San Nullo e Nesima. Il percorso di quest'ultima tratta ricalca in buona parte il tracciato della vecchia linea di superficie della Circumetnea e questo ha un po' penalizzato il tragitto visto che non lambisce zone densamente popolate della città. La mia proposta è di sfruttare la tratta Borgo-Nesima della futura linea metropolitana e creare una diramazione nei pressi della stazione Cibali con direzione Viale Mario Rapisardi, un po' come avviene con la diramazione B1 della metropolitana di Roma. La nuova tratta avrebbe una lunghezza di 3,28 km e considerando un  costo totale di circa 58 milioni a Km questa potrebbe essere realizzata in quattro anni con un costo di circa 180 milioni di euro. I benefici potrebbero essere tantissimi e la realizzazione della nuova tratta risolverebbe l'annoso problema di collegare il quartiere Nesima con il centro della città e libererebbe finalmente il viale Mario Rapisardi dalle auto. La nuova diramazione prevede 5 nuove stazioni e precisamente: Stazione Stadio Stazione Forlanini Stazione XXXI Maggio Stazione Mario Rapisardi Stazione Eroi d'Ungheria Le stazioni sono localizzate vicino a luoghi strategici La stazione Stadio, ad esempio, oltre a servire lo stadio Angelo Massimino, può essere utilizzata per la vicina facoltà di Agraria e per il Liceo Scientifico Principe Umberto. La stazione Forlanini serve l'ospedale Ferrarotto, l'ospedale Garibaldi (vecchio), l'istituto Turrisi Colonna e diversi uffici come il Genio Civile. La stazione XXXI Maggio è collocata in una zona del viale Mario Rapisardi in espansione e attualmente densamente abitata. La stazione Mario Rapisardi serve la zona alta del viale Mario Rapisardi molto popolata e ricca di attività commerciali. La stazione Eroi d'Ungheria serve il Palasport e l'istituto tecnico Gemmellaro. A beneficiare di questa nuova tratta sarebbe l'intera collettività grazie soprattutto alla minor congestione del traffico stradale ed a una migliore qualità dell'aria.

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Proposta
10 giu 2016

Un parcheggio al posto del Giardino di via Biblioteca in piazza Dante

di Annamaria Pace

Il Giardino di via Biblioteca è lo spazio pubblico, con ingresso sulla Piazza Dante,  adiacente all’ex Monastero dei Benedettini,  sede dell’Università,  che è stato recuperato secondo il  progetto dell’architetto Giancarlo De Carlo. Il giardino e la Piazza Dante  ultimamente sono stati al centro dell’attenzione dell'opinione pubblica a causa  del degrado dei luoghi e dell’annoso problema del “parcheggio abusivo” presente nella piazza. Il Geometra Antonino Leonardi, insieme all’architetto Giancarlo De Carlo ha curato  il recupero del Monastero, e oggi, prendendo atto degli  ultimi fatti avvenuti nei suddetti spazi, lancia una “proposta” d’intervento tramite la lettera pubblicata nella rubrica “Lo dico a La Sicilia”, di lunedì 30 maggio 2016, che potete leggere di seguito. Il Monastero- deposito Avviso riservato agli abituali clienti del magazzino di via Biblioteca (Monastero dei Benedettini). Con riferimento all’ultimo prelievo di materiale metallico, effettuato domenica 22, si fa presente che nella stessa area dove è avvenuto il prelievo in argomento giace  (a disposizione) quanto segue: tre elementi  a profilo curvo  in ferro zincato e svariati pannelli di grigliato metallico similari ai gradini già prelevati. Per i catanesi curiosi che reputano il superiore avviso un messaggio cifrato (“a baccagghi”) provo a spiegare. Anche se da diversi anni ho smesso di lavorare e ora mi godo la pensione ( si fa per dire) , avendo trascorso oltre trent’anni a girovagare nel Monastero dei Benedettini, ogni tanto, non so se per  abitudine o per nostalgia, vado a trovare i giovani nuovi amici e amiche di Officine Culturali. Nell'ultima recente visita ho visto che l’uscita di sicurezza dell’aula 254 era sbarrata con fettuccia bianco-rossa. Incuriosito, mi avvicino e mi accorgo che nella scala mancavano  i gradini (13).  Non mi è stato difficile accertare che i gradini erano scomparsi domenica 22. L’evento non è un fatto eccezionale. Da anni il monastero è considerato un grande deposito: metalli, legni, cavi elettrici, arredi….anche le piante per ornare un balcone. Un mio vecchio collega mi ha confidato che alcuni enti statali, a cui è stata affidata la gestione del patrimonio edilizio pubblico, per ridurre i costi di manutenzione non vedono male la messa fuori uso di elementi o strutture ritenute superflui o poco utili. Quindi che male c’è a dare una mano ai bisognosi? E’ opera di bene. Io, invece, sono dell’avviso che nel caso in specie prevalga l’effetto memoria : fino a pochi anni addietro, il cosiddetto giardino di via Biblioteca era un deposito di materiale per l’edilizia, prima gestito da “puzzu u pizzaru”, poi dalla manutenzione comunale. Sono dell’avviso che prevalgano ancora queste vecchie abitudini . Leggo su La Sicilia del 26 maggio che un’apposita commissione per “La fabbrica del decoro” ( di chi?) sta per redigere un “piano” per sottrarre piazza Dante al degrado. Io, che mi considero un occupante “abusivo” del Monastero, propongo che il piano venga esteso alla via Biblioteca; sono dell’avviso, per la seconda volta, che  sia rimosso ciò che resta  dell’originario giardino e si stenda su tutto il terreno un manto di asfalto verde da adibire a parcheggio: finalmente una “zona” verde nel quartiere Antico Corso. Antonino Leonardi

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